♡ Sicilia Terra Mia ♡
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La Sicilia è una terra stupenda,tutta da scoprire, con la sua storia, le sue origini, la sua cultura tradizioni e tante curiosità

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Profumati, fragranti e golosi oggi vi parliamo di biscotti unici per forma e sapore da consumare in questi lunghi e freddi pomeriggi di inverno: le famose “Foglie da tè” da gustare assaporando delle calde bevande direttamente dalla nostra tazza. Si tratta di una specialità tipica della cittadina pedemontana di Zafferana etnea, già conosciuta come la capitale del miele e famosa per l’Ottobrata.
La cittadina di Zafferana Etnea vanta una lunga e apprezzata tradizione legata alla produzione artigianale di dolci tipici siciliani che colorano ed impreziosiscono le vetrine di ogni pasticceria del centro storico. Queste delizie solitamente si consumano nel periodo delle feste e sono donate come regalo in vassoi e scatole realizzati ad hoc; di certo chi li riceve, apprezza sicuramente la genuinità di questi biscotti e la maestria dei pasticceri di Zafferana.

Cosa sono le “Foglie da tè”
Si tratta di una forma molto particolare di biscotti da tè che all’esterno richiamano l’aspetto di una foglia accartocciata, ecco l’origine particolare della denominazione. Sono delle sfoglie o cialde di frutta secca usate anche per accompagnare una cioccolata fumante, del tè, una tisana o addirittura un amaro ghiacciato. Alcuni li accompagnano al gelato, al passito, alla ricotta e ai rosolii. Le cialde sono buonissime anche consumate da sole, una tira l’altra!

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Sapevate che in Sicilia esiste una cittadina con il perimetro a pianta esagonale?

Grammichele è un comune italiano di 13 235 abitanti della città metropolitana di Catania in Sicilia. Il perimetro è costituito da un esagono avente al centro una piazza anch'essa esagonale con gli angoli chiusi estesa 8.164,80 m².

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Un interessante proverbio siciliano da scoprire.

Quannu zappi e quannu puti nun c’è cumpari nè niputi. Quannu è tempu i vinnignari tutti niputi e tutti cumpari!

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Si tratta di un’altra frase legata alla saggezza popolare della Sicilia.
Scopriamo insieme qual è il suo significato.

Non passa giorno senza che la saggezza popolare della Sicilia ci insegni qualcosa. Per avere una conferma di quanto abbiamo appena detto, basta pensare ai proverbi siciliani.
Queste frasi così semplici hanno anche il pregio di essere immediate e di rendere facilmente comprensibili alcuni concetti che, diversamente, sarebbero non facili da spiegare. Dai modi di dire non si finisce mai di imparare.

Li abbiamo sentiti pronunciare ai nostri nonni un’infinità di volte e, ancora oggi, sentirne uno ci riporta indietro con la memoria. Un tempo erano molto diffusi. Li si citava spesso e volentieri e vi si faceva affidamento per avere un consiglio veloce. Ormai si è un po’ persa questa consuetudine, ma ciò non vuol dire che vadano dimenticati. Per questo ne abbiamo scelto uno.
Siamo certi del fatto che questo proverbio siciliano vi piacerà..

Quannu zappi e quannu puti nun c’è cumpari nè niputi. Quannu è tempu i vinnignari tutti niputi e tutti cumpari!

Per comprenderlo meglio, partiamo da una traduzione:

“Quando zappi e quando poti, non ci sono né compari, né nipoti. Quando è tempo di vendemmiare, sono tutti nipoti e tutti compari!”.

Il significato dovrebbe già essere più chiaro. Questo proverbio ci ricorda che, quando è il momento di faticare, difficilmente troveremo qualcuno disposto ad aiutarci: quando, dunque, bisogna zappare la terra o potare gli alberi, è come se non avessimo né parenti, né amici. Al contrario, quando arriva la vendemmia e bisogna cogliere i frutti, ecco che magicamente tutti vogliono essere nostri amici!

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La Podarcis Siculus, comunemente chiamata lucertola campestre, in passato era considerata una specie tipica della Sicilia ed è per questo motivo che ha avuto una denominazione così specifica, ma Sull'isola Lachea vive una popolazione di lucertole, rimasta isolata per lungo tempo, che si è evoluta indipendentemente e diversamente da quelle che vivono sulla costa antistante; essa ha valore di una vera sottospecie "Podarcis siculus ciclopica".

Caratteristiche di questa sottospecie sono:
Le striature verde scuro sul dorso e la macchia rossa sul collo. A differenza delle sorelle che si sono diffuse lungo tutte le coste del mediterraneo, le ciclopiche possiamo ammirare solo nella Riserva dei Ciclopi.

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ETNA 🌋 IL VULCANO ATTIVO PIÙ ALTO D'EUROPA

Parossismo vulcanico: il complesso dei fenomeni esplosivi coi quali un vulcano entra in attività, costituisce la fase più pericolosa, quella che accompagna i terremoti di natura vulcanica con il lancio di materiali di varia grandezza, cui segue la fase di eruzione vera e propria.

📸Fernando Famiani

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📚 Treccani
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Situato a Palermo, il palazzo Gangi Valguarnera deve il suo aspetto attuale ai lavori del XVIII secolo intrapresi dalla famiglia Valguarnera, in particolare del Principe Pietro di Valguarnera.

Curiosità: In questo splendido palazzo furono ambientati alcune scene fra cui il ballo del film Il Gattopardo del 1963.

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Attestato dal 1377 come Cofano,la sua etimologia deriva dal greco kóphinos («cesta») in riferimento al particolare andamento orografico del monte.Sulla sua sommità si trovano i ruderi di un edificio di guardia risalente agli inizi del XV secolo,munito di cisterna.Alla base del monte sono presenti due torri del tardo XVI secolo,quella di San Giovanni e quella della tonnara di Cofano.Questo sistema di torri costiere era comunicante tra loro. Verso nord-est era visibile la torre dell'Isulidda; in direzione sud-est erano possibili comunicazioni con torre Muzza Dal lato opposto con quelle della Tonnara di Bonagia e della Tonnara San Giuliano. 
Il Monte Còfano vanta innumerevoli ascensioni lungo i suoi versanti,di varia difficoltà,lunghezza ed impegno. Lungo il versante ovest si staccano tre rilievi rocciosi principali che sono: la Torre Agave in fiore (270 m),la Punta Welzenbach (343 m,così chiamata per la rassomiglianza con la Cresta di Peuterey) e la Spalla Rossa (426 m).

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Creazione (A mio Padre)

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"A mio Padre" è il nome dell’opera di Vincenzo Muratore che potete ancora ammirare sul sagrato della Cattedrale, il posto più ambito dagli artisti della BIAS, Biennale Internazionale dell’Arte Sacra, che quest’anno si è svolta non solo nella sede abituale di Venezia ma anche a Palermo. ”Creazione” ‘’La scultura racconta la rinascita interiore intesa come resurrezione. L’opera non vuole narrare la passività di un uomo che viene generato, ma una co-partecipazione umana alla creazione stessa di Dio. Una resurrezione in cui l’uomo con le proprie scelte è co-creatore di se stesso e del mondo. L’unione tra Dio (il velo che lo abbraccia e apparentemente acceca) e l’Uomo, crea la sagoma di una mandorla, simbolo della vita, essenza della scoperta.
Dio fluisce dal capo come acqua gorgogliante. È una fonte che scorre libera.’’ Così l’autore, Vincenzo Muratore, descrive la sua opera.

L’artista, ex vittorino, si è raccontato alla nostra redazione: una carriera scolastica per niente brillante, più volte vicino la bocciatura, ma dopo il tanto atteso diploma consegue la laurea alla facoltà di economia ottenendo risultati che nessuno dei suoi professori del liceo si sarebbe mai aspettato. Dopo un master a Parma riscopre la sua giovanile passione per l’arte che da lì a poco avrebbe cambiato radicalmente la sua vita.

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📸 Ferdinando Scianna

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