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Teatro di Tindari (ME)
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Il #Teatro di Tindari venne costruito in forme greche alla fine del IVsec a.C. e in seguito rimaneggiato in epoca romana, con una nuova decorazione e l'adattamento a sede per i giochi circensi. Deve la fine della sua epoca ad una frana prima, poi ad un terremoto intorno al 365 d.C, ed infine alla devastazione degli Arabi nell'836 d.C.
Rimasto a lungo in abbandono era appoggiato alla naturale conformazione a conca della collina, nella quale furono scavate le gradinate dei sedili (alti 40cm e profondi 70cm) della cavea, che doveva raggiungere una capienza di circa 3000 posti.
In età romana vi si aggiunse un portico in opera laterizia e la ricostruzione della scena, di cui restano solo le fondazioni e un'arcata, restaurata nel 1939. L'orchestra venne trasformata in un'arena, circondando la cavea con un muro.
Dal 1956 vi ha sede un festival artistico che annovera tra le manifestazioni danza, musica, e ovviamente teatro.
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Rimasto a lungo in abbandono era appoggiato alla naturale conformazione a conca della collina, nella quale furono scavate le gradinate dei sedili (alti 40cm e profondi 70cm) della cavea, che doveva raggiungere una capienza di circa 3000 posti.
In età romana vi si aggiunse un portico in opera laterizia e la ricostruzione della scena, di cui restano solo le fondazioni e un'arcata, restaurata nel 1939. L'orchestra venne trasformata in un'arena, circondando la cavea con un muro.
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LA GIOCONDA SICILIANA – L’ANNUNCIATA
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Orgoglio siciliano…? perché no…!
Può sembrare un’assurdità, preso dall'enfasi al solo pensiero di provare a trovare le giuste parole per descrivere il quadro dell’Annunziata di Antonello da Messina mi emoziona.
Da tempo sentivo la vocina dell’Annunziata echeggiare nei meandri dei miei pensieri-desideri. Così, non potendo mancare all’appuntamento, ho deciso di incontrarla, con immenso stupore mi ha letteralmente travolto in un’esplosione d’incanto e ammirazione.
Ebbene sì, in questo momento fresco di emozioni mi sento come l’essermi innamorato, mi sono preso una cotta per lei…!
L’icona trasmette il forte sentimento di purezza della vergine, la dolcezza dei lineamenti del viso è strabiliante, caratterizzata dalla carnagione calda e scura dei colori della pelle, gli occhi azzurri e profondi sono rivolti pudicamente verso il basso alla sua destra in una sorta di sospensione, l’attesa. La perfezione delle dimensioni del naso e della bocca sotto proiezioni di luce e ombre sembrano quasi materializzarsi al cospetto dell’osservatore.
La staticità d’espressione viene interrotta dalla mano sinistra che accompagna quel senso di pudore della vergine nel tener chiuso il velo e dal movimento dell’apertura della mano destra nella stessa direzione dello sguardo e dall'apertura a ventaglio delle pagine del libro.
Nell'insieme, il fondo scuro “privo dei classici paesaggi”, sembra svanire mettendo in luce l’azzurro del velo, permettendo così di fissare senza distogliere lo sguardo dall’Annunziata, cosa che invece avviene con altri dipinti come nel caso della Gioconda di Leonardo da Vinci.
Osservando attentamente il dipinto della vergine, si coglie in velata sottigliezza l’accenno di un sorriso di sostanziale benessere, un’espressione rassicurante che l’artista riesce volutamente a celare-svelare.
Il quadro dell’Annunziata, realizzato da Antonello da Messina intorno al 1475, è un dipinto a olio su tavola, misura 45x34,5 cm ed esposto nella sede del palazzo Abatellis di Palermo. Solo un grande artista poteva dipingere un’opera tale, un’opera che mostra in purezza l’anima della vergine.
Antonello Da Messina (Messina, 1430 circa - 1479) fu il più grande ritrattista del 400, maestro dell'arte pittorica rinascimentale, il primo in Italia a utilizzare e diffondere la tecnica della pittura a olio.
Un pensiero ricorrente tra gli ammiratori dell’Annunziata di Antonello da Messina porta a credere che sia ancora più bella della stessa Gioconda...
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Può sembrare un’assurdità, preso dall'enfasi al solo pensiero di provare a trovare le giuste parole per descrivere il quadro dell’Annunziata di Antonello da Messina mi emoziona.
Da tempo sentivo la vocina dell’Annunziata echeggiare nei meandri dei miei pensieri-desideri. Così, non potendo mancare all’appuntamento, ho deciso di incontrarla, con immenso stupore mi ha letteralmente travolto in un’esplosione d’incanto e ammirazione.
Ebbene sì, in questo momento fresco di emozioni mi sento come l’essermi innamorato, mi sono preso una cotta per lei…!
L’icona trasmette il forte sentimento di purezza della vergine, la dolcezza dei lineamenti del viso è strabiliante, caratterizzata dalla carnagione calda e scura dei colori della pelle, gli occhi azzurri e profondi sono rivolti pudicamente verso il basso alla sua destra in una sorta di sospensione, l’attesa. La perfezione delle dimensioni del naso e della bocca sotto proiezioni di luce e ombre sembrano quasi materializzarsi al cospetto dell’osservatore.
La staticità d’espressione viene interrotta dalla mano sinistra che accompagna quel senso di pudore della vergine nel tener chiuso il velo e dal movimento dell’apertura della mano destra nella stessa direzione dello sguardo e dall'apertura a ventaglio delle pagine del libro.
Nell'insieme, il fondo scuro “privo dei classici paesaggi”, sembra svanire mettendo in luce l’azzurro del velo, permettendo così di fissare senza distogliere lo sguardo dall’Annunziata, cosa che invece avviene con altri dipinti come nel caso della Gioconda di Leonardo da Vinci.
Osservando attentamente il dipinto della vergine, si coglie in velata sottigliezza l’accenno di un sorriso di sostanziale benessere, un’espressione rassicurante che l’artista riesce volutamente a celare-svelare.
Il quadro dell’Annunziata, realizzato da Antonello da Messina intorno al 1475, è un dipinto a olio su tavola, misura 45x34,5 cm ed esposto nella sede del palazzo Abatellis di Palermo. Solo un grande artista poteva dipingere un’opera tale, un’opera che mostra in purezza l’anima della vergine.
Antonello Da Messina (Messina, 1430 circa - 1479) fu il più grande ritrattista del 400, maestro dell'arte pittorica rinascimentale, il primo in Italia a utilizzare e diffondere la tecnica della pittura a olio.
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🌿 Immerso nei #Monti #Iblei, il 𝗟𝗮𝗴𝗼 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗥𝗼𝘀𝗮𝗹𝗶𝗮 è una gemma naturale della provincia di #Ragusa.
Formato dalle acque del Fiume Irminio, questo splendido specchio d’acqua è circondato da colline boschive, dove flora e fauna prosperano rigogliose.
Le sponde frastagliate del lago offrono rifugio a un variegato mondo animale, rendendo questo luogo un paradiso per gli amanti della natura. La tranquillità e la bellezza naturale del lago invitano alla contemplazione e alla scoperta.
Una visita qui è un’immersione nella pace di un ecosistema preservato.
🎥 @pigmafpv
©@ig_visitsicily
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#sicilia #ragusa #summer #estate #sun #vacanzesiciliane #montiblei #sicil_iaterramia
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CCPM & Friends il 4 luglio a Taormina per una serata di beneficenza
Ci saremo anche noi della Teniamoci per mano Onlus❤️🔴❤️
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CCPM & Friends il 4 luglio a Taormina per una serata di beneficenza
Si terrà il 4 luglio al Teatro Antico di Taormina una serata di beneficenza a supporto del Centro Cardiologico Pediatrico del Mediterraneo. L’iniziativa, organizzata dal CCPM in sinergia con il Comune di Taormina, ha l’obiettivo di raccogliere fondi per sostenere…
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