♡ Sicilia Terra Mia ♡
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La Sicilia è una terra stupenda,tutta da scoprire, con la sua storia, le sue origini, la sua cultura tradizioni e tante curiosità

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𝒱𝑜𝓈 l𝑒𝓉  𝒾𝓅𝓈𝒶𝓂 𝒸𝒾𝓋𝒾𝓉𝒶𝓉𝑒𝓂 𝒷𝑒𝓃𝑒𝒹𝒾𝒸𝒾𝓂𝓊𝓈 ✍🏻

La frase scolpita nel cuore di ogni Messinese così come pronunciata dalla Madonna nella lettera inviata alla città.“Benediciamo voi e la vostra città” e mi piace pensare che dalla cima di quella stele saluti e benedica chiunque parta e arrivi a Messina.

Conoscete la storia della Madonna della Lettera?

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🙏🏻 Secondo la tradizione, san Paolo, giunto a Messina per predicare il Vangelo, trovò la popolazione ben disposta a lasciarsi convertire: ben presto molti cittadini aderirono all'invito convertendosi al Cristianesimo, e nel 42, quando Paolo si accingeva a tornare in Palestina, alcuni messinesi chiesero di accompagnarlo per poter conoscere la Madonna di persona.

👉🏻 Così una delegazione di messinesi si recò in Palestina con una missiva, nella quale i molti concittadini convertiti alla fede di Cristo professavano la loro fede e chiedevano la protezione di Maria.

👐🏻 Maria li accolse e, in risposta alla missiva, inviò indietro una sua lettera, scritta in ebraico, arrotolata e legata con una ciocca dei suoi capelli. La delegazione tornò a Messina l'8 settembre del 42 recando l'importante missiva: in essa Maria lodava la loro fede, diceva di gradire la loro devozione ed assicurava loro la sua perpetua protezione.

La ciocca di capelli è custodita presso il Duomo di Messina ed esposta nel giorno del Corpus Domini incastonata nell'albero di un piccolo galeone costruito in argento, che rappresenta uno degli esempi della protezione della Madonna per Messina.

Auguri Messina ❤️💛

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📍Palermo

🌅 Il “Palermohenge” consiste nell’allineamento solare con l’asse viario composto da Corso Calatafimi e Corso Vittorio Emanuele.

«Due storiche strade che insieme formano un’unica strada diritta, lunga ben 6,25 km che, partendo dalle pendici di Monreale, “sfocia” sul mare con Porta Felice».

Questo fenomeno è possibile «poiché questo asse ha un orientamento di circa 62,5° (ovvero che mancano circa 30° ad Est) e ciò permette nelle date del 23 maggio e del 20 luglio di osservare il sole perfettamente allineato nel momento della levata».

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📍 Grotte marine - Mongiove - Patti (ME)

La spiaggia di #Mongiove si trova nell’omonima frazione nel comune di #Patti a poca distanza dai più famosi #laghettidiMarinello.

Le pareti a strapiombo di #MonteGiove creano uno straordinario spettacolo naturale di grotte, faraglioni e calette.

Raggiungibile solo via mare, questo tratto di costa compreso tra #Patti e i #laghetti di #Marinello caratterizzato da una vegetazione tipicamente mediterranea, è l’ideale per escursioni, da fare in sicurezza!

Lo sapevi? Ora u sai!

🎥 @sabbinirica.siciliacheeccelle

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Gita in provincia di #Messina: dove andare? Una perla da scoprire è sicuramente #Tindari.

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Ha un passato glorioso: fu fondata da #Dionisio di #Siracusa come colonia di mercenari siracusani e prese il nome da #Tyndaris, in onore del mitico re di Sparta. L’area archeologica di Tindari racchiude i resti dell’antica città costruita in pietra arenaria. Bellissimo il teatro greco di Tindari, di sicuro il monumento antico simbolo della città.

Da non perdere il santuario di #Tindari, posizionato in luogo altamente suggestivo, su un promontorio a strapiombo. Qui sorgeva l’acropoli della città. Oggi, il simbolo del santuario è la statua della Madonna Nera, tutta in legno di cedro, probabilmente giunta a Tindari in seguito all’esplosione dell’iconoclastia. Tipico esempio di arte africana e orientale, è raffigurata come “Regina in trono”, e regge in braccio Gesù Bambino. E nella base della statua una citazione del Cantico dei Cantici “Nigra sum sed formosa”, sono bruna, ma bella.

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Sapevate che all'interno della Basilicata esiste il Santuario Antico?

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La scultura lignea (in cedro del Libano), orientaleggiante, è databile tra la fine del secolo VIII e i primi decenni del secolo IX. La Madonna è nera, con un caratteristico volto lungo non facilmente riscontrabile in altre statue religiose, ed è una #Theotókos #Odigitria rappresentata come #Basilissa, ossia come "Regina", mentre regge in grembo il Bambin Gesù che tiene la mano destra sollevata e benedicente. Sul capo è posta una corona o un turbante di tipo orientale. Sotto il trono, la scritta "Nigra Sum Sed Formosa" riprende la frase del Cantico dei Cantici 1,5, e significa letteralmente "Sono nera ma bella".

Sono pochissimi i manufatti risparmiati dalla distruzione araba, alla devastazione non scampa la chiesa ove probabilmente, sarebbe già stata portata l'icona. Secondo la tradizione orale il simulacro approda a #Oliveri ed è custodito a Tindari nel periodo in cui la città è dominata dai Bizantini 535 - 836, mentre in Oriente dilaga la persecuzione #iconoclasta opera dell'imperatore Leone III Isaurico.

1544, il saccheggio perpetrato dall'ammiraglio Khayr al-Din Barbarossa e dal comandante Rais Dragut futuro successore, demolisce parzialmente il santuario del Tindari, lo priva delle campane ma risparmia la venerata immagine della Madonna bruna.
1552, Bartolomeo Sebastiani vescovo di Patti lo ricostruisce ampliandolo con l'aggiunta dei locali per l'alloggio del personale addetto al culto. Sulla bugna - chiave di volta del portale d'ingresso è scolpito l'anno di completamento 1598.

1890-1908, Giovanni Previtera, vescovo di Patti, incrementò il seminario, institui' ufficialmente il santuario di Tindari, e profuse somme ingenti per il restauro e l'ampliamento del Santuario di Tindari e del Palazzo Arcivescovile, trasformò il vecchio Monastero delle Clarisse nel moderno Istituto della Sacra Famiglia, si adoperò per l'istituzione di scuole umanistiche, religiose e professionali; fondò, per combattere l'usura, una Banca Cattolica, fece costruire oratori e ricreatori per la gioventù, promosse infine e diffuse con il giornale il #Tindari la stampa cattolica.

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