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Ogni anno, nel terzo fine settimana di maggio, si svolge l'Infiorata di Noto, una delle feste più colorate del mondo.
Per cinque giorni, Via Nicolaci, una delle tante deliziose strade di Noto, viene occupata da artisti locali e stranieri che lavorano insieme su un tema prestabilito per creare un caleidoscopico tappeto di mosaici di petali utilizzando fiori coltivati appositamente per l'evento.
🎥 @maurizioformati
👉🏻@sicilianewseinfo
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🌅@cartolinesiciliaterramia
Per cinque giorni, Via Nicolaci, una delle tante deliziose strade di Noto, viene occupata da artisti locali e stranieri che lavorano insieme su un tema prestabilito per creare un caleidoscopico tappeto di mosaici di petali utilizzando fiori coltivati appositamente per l'evento.
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Conoscete la route 66 siciliana❓🏍️🇺🇸
Grazie 👇🏻
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Pagina amica ig 👉🏻@amurisiculo
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☀️Buongiorno alba al Porto di Palermo ☕️🌻💋
🗓 Martedì 14 Maggiu
☀️ Brisci e 05:48
🌅 Scura e 20:01
🌘 Luna Crescente
⛪️ San Mattia
🎥 @tivacanzo
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🗞Videmu chi succidiu na vota di sti tempi.
🔸Il 14 Maggio 1609, Giovedì ad ore 13 circa – Fu un vento tanto terribile, che non se ne sa uno simile, e buttò a terra la maggior parte delli frutti, e durò circa un’ora e mezza. E facendo il Cardinale sonare le campane della Chiesa Maggiore (Cattedrale) tre volte, cessò il detto vento, e si cantò il <Te Deum laudamus>.
🔸Il 14 Maggio 1643 – Nasce a Palermo Giacomo Amato. Fu architetto, religioso (non sacerdote) dei Ministri degli Infermi Camilliani, si distinse per la pietà e il grande amore ai malati. Visse a Roma dal 1671 al 1884) e qui, ebbe l'importante ufficio di Consultore Generale del suo Ordine. "Visse e morì da santo", scrisse di lui il Superiore Provinciale di Sicilia padre A. Bertolini, "ammirabile, insigne per l'architettura, ma più ammirabile per la sua grande umiltà".
🔸Il 14 Maggio 1689 – I Giurati dovettero rendere conto di come avevano impiegato i danari della Tassa per “l’estirpazione dei grilli“. Dichiararono che avevano accumulato un totale di cavallette ed uova per 28,8 salme (72 quintali) spendendo onze 36. (La piaga delle locuste: Ambiente e società nel mediterraneo d'età moderna)
🔸Il 14 Maggio 1849 - Giunse allora la notizia che il Sovrano aveva concesso l'amnistia e Filangieri prese possesso di Palermo. La rivoluzione del 1848 fu organizzata A Palermo ed iniziò il 12 Gennaio sotto la guida di Rosolino Pilo e Giuseppe La Masa. Il giorno fu deliberatamente scelto perché coincideva con il compleanno di Re Ferdinando II delle Due Sicilie, essendo egli stesso nato a Palermo nel 1810 durante il periodo di occupazione napoleonica del Regno di Napoli.
🔸Il 14 Maggio 1898 – Si costituì la Società Anonima (in realtà era la Convenzioni del 16 Marzo 1897, che assunse la denominazione di Cantieri Navali, Bacini e Stabilimenti Meccanici Siciliani, di cui i Florio detenevano i due terzi delle azioni, avendone così il completo controllo. Per i finanziamenti relativi alla sua quota, Florio dovette ricorrere ad un prestito della Banca Commerciale Italiana, cui i Florio cedettero a sua volta una parte della quota di azioni da loro detenuta.
🌾MAGIA DELLE ERBE: L’ORIGANO
Si compra fuori tempo e si conserva pe’ bisogni domestici, tra’ quali è quello di spolverizzarlo nella insalata di cedriuolo. Secondo il Piola, la borgata Palermitana denominata “Passo di Rigano“ prenderebbe tale nome per il fatto che nella vicina montagna nasce spontanea ed in abbondanza la pianta di origano (rigano), pur non escludendo che possa esse così detta per qualche individuo che aveva delle proprietà nella zona. Secondo altr, la borgata vien così chiamata perché lungo la via (passu) che l’attraversa venivano a Palermo alcuni abitanti del paese di Torretta per vendere questa pianta che raccoglievano dalle loro parti. (Giuseppe Pitrè)
📖 Proverbiu du jionnu
U Paradisu non japri puttuni, si bona mancia a San Petru non dugni.
"Il Paradiso non apre il suo portone, se a San Pietro non doni la mancia". Per ottenere favori e raccomandazioni, molto spesso occorre far regali.
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🔸Il 14 Maggio 1609, Giovedì ad ore 13 circa – Fu un vento tanto terribile, che non se ne sa uno simile, e buttò a terra la maggior parte delli frutti, e durò circa un’ora e mezza. E facendo il Cardinale sonare le campane della Chiesa Maggiore (Cattedrale) tre volte, cessò il detto vento, e si cantò il <Te Deum laudamus>.
🔸Il 14 Maggio 1643 – Nasce a Palermo Giacomo Amato. Fu architetto, religioso (non sacerdote) dei Ministri degli Infermi Camilliani, si distinse per la pietà e il grande amore ai malati. Visse a Roma dal 1671 al 1884) e qui, ebbe l'importante ufficio di Consultore Generale del suo Ordine. "Visse e morì da santo", scrisse di lui il Superiore Provinciale di Sicilia padre A. Bertolini, "ammirabile, insigne per l'architettura, ma più ammirabile per la sua grande umiltà".
🔸Il 14 Maggio 1689 – I Giurati dovettero rendere conto di come avevano impiegato i danari della Tassa per “l’estirpazione dei grilli“. Dichiararono che avevano accumulato un totale di cavallette ed uova per 28,8 salme (72 quintali) spendendo onze 36. (La piaga delle locuste: Ambiente e società nel mediterraneo d'età moderna)
🔸Il 14 Maggio 1849 - Giunse allora la notizia che il Sovrano aveva concesso l'amnistia e Filangieri prese possesso di Palermo. La rivoluzione del 1848 fu organizzata A Palermo ed iniziò il 12 Gennaio sotto la guida di Rosolino Pilo e Giuseppe La Masa. Il giorno fu deliberatamente scelto perché coincideva con il compleanno di Re Ferdinando II delle Due Sicilie, essendo egli stesso nato a Palermo nel 1810 durante il periodo di occupazione napoleonica del Regno di Napoli.
🔸Il 14 Maggio 1898 – Si costituì la Società Anonima (in realtà era la Convenzioni del 16 Marzo 1897, che assunse la denominazione di Cantieri Navali, Bacini e Stabilimenti Meccanici Siciliani, di cui i Florio detenevano i due terzi delle azioni, avendone così il completo controllo. Per i finanziamenti relativi alla sua quota, Florio dovette ricorrere ad un prestito della Banca Commerciale Italiana, cui i Florio cedettero a sua volta una parte della quota di azioni da loro detenuta.
🌾MAGIA DELLE ERBE: L’ORIGANO
Si compra fuori tempo e si conserva pe’ bisogni domestici, tra’ quali è quello di spolverizzarlo nella insalata di cedriuolo. Secondo il Piola, la borgata Palermitana denominata “Passo di Rigano“ prenderebbe tale nome per il fatto che nella vicina montagna nasce spontanea ed in abbondanza la pianta di origano (rigano), pur non escludendo che possa esse così detta per qualche individuo che aveva delle proprietà nella zona. Secondo altr, la borgata vien così chiamata perché lungo la via (passu) che l’attraversa venivano a Palermo alcuni abitanti del paese di Torretta per vendere questa pianta che raccoglievano dalle loro parti. (Giuseppe Pitrè)
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U Paradisu non japri puttuni, si bona mancia a San Petru non dugni.
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14 maggio 1983. Sull'Etna, quella movimentata notte di 35 anni fa. La deviazione della colata quando non c'era Internet e "La Sicilia" fece la ribattuta. Con il film di Fanfan Le Guern - Il Vulcanico
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14 maggio 1983. Sull'Etna, quella movimentata notte di 35 anni fa. La deviazione della colata quando non c'era Internet e "La Sicilia"…
di Santo Scalia Chi si ricorda della notte tra il 13 ed il 14 maggio del 1983? Difficile rispondere, ma aggiungendo che si tratta della notte del tentativo (poi in parte riuscito) di deviare la colata lavica dell’Etna tanti risponderebbero che sì, ricordano…
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Carmen Consoli — 'A FinestraSugnu sempri alla finestra e viru genti ca furria pà strada
Genti bedda, laria, allegra, mutriusa e siddiata
Genti arripudduta cu li gigghia isati e a vucca stritta
"Turi ho vogghia di quaccosa, un passabocca, un lemonsoda"
Iddu ci arrispunni: "Giusi, quannu ti chiamavi Giuseppina, eri licca pà broscia cà granita"
"Turi tu n'ha fattu strada e ora che sei grosso imprenditori, t'ha 'nsignari a classi 'nt' parrari"
Sugnu sempre alla finestra e viru genti spacinnata
Sduvacata 'nte panchini di la piazza, stuta e adduma a sigaretta
Gente ca s'ancontra e dici "Ciao" cu na taliata
Genti ca s'allasca, genti ca s'abbrazza e poi si vasa
Genti ca sa fa stringennu a cinghia, si strapazza e non si pinna
Annunca st'autru 'nvernu non si canta missa
Genti ca sa fa 'lliccannu a sadda
Ma ci fa truvari a tavula cunsata a cu cumanna
Chi ci aviti di taliari, 'un aviti autru a cui pinsari
Almeno un pocu di chiffari
"Itavinni a travagghiari" vannia 'n vecchiu indispettitu
"Avemu u picciu arreri o vitru"
Jù ci dicu "M'ha scusari, chista è la me casa e staju unni mi pare"
La domenica mattina dagli altoparlanti della chiesa
A vuci 'I Patri Coppola n'antrona I casi, trasi dintra l'ossa
"Piccaturi rinunciati a quei piccati di la carni quannu u riavulu s'affaccia rafforzatevi a mutanna"
Quannu attagghiu di la chiesa si posteggia un machinone
Scinni Saro Branchia detto Re Leone
Patri Coppola balbetta e ammogghia l'omelia cu tri paroli
Picchì sua Maestà s'ha fari a comunioni
Chi ci aviti di taliari, 'un aviti autru a cui pinsari
Almeno un pocu di chiffari
"Itavinni un pocu a mari", vannia un vecchiu tintu
"Accussì janca mi pariti 'n spiddu"
Jù ci dicu "M'ha scusari, picchì hati a stari ccà sutta a me casa pà 'nsultari"
Sugnu sempri alla finestra e viru a ranni civiltà
Ca ha statu, nove Turchi, Ebrei e Cristiani si stringeunu la manu
Tannu si pinsava ca "La diversità è ricchezza"
Tempi di biddizza, di puisia, d'amuri e di saggezza
Zoccu ha statu aieri, oggi forsi ca putissi riturnari
Si truvamu semi boni di chiantari
'Nta sta terra 'I focu e mari oggi sentu ca mi parra u cori
E dici ca li cosi stannu pì canciari
Chi ci aviti di taliari 'un aviti autru a cui pinsari
Almeno un poco di chiffari
Itavinni a ballari, ittati quattru sauti e nisciti giustu pì sbariari
Jù ci dicu "Cù piaciri, c'è qualchi danza streusa ca vuliti cunsigghiari?"
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La canzone "A Finnestra" di Carmen Consoli è una delle più celebri della cantante siciliana ed è presente nell'album "L'Eccezione". Il brano parla di situazioni di vita quotidiana viste attraverso una finestra, che diventa un punto di osservazione su emozioni, relazioni e momenti della vita.
Il testo della canzone riflette sulla transitorietà e sull'incertezza della vita, mettendo in evidenza la bellezza e la fragilità di ogni momento. Il brano esprime una profonda sensibilità verso le sfumature della vita umana, raccontando storie di passione, amore, perdita e speranza.
Il significato di "A Finnestra" può variare a seconda dell'interpretazione di chi lo ascolta, ma in generale la canzone invita a riflettere sull'importanza di vivere pienamente ogni istante, apprezzando la bellezza e la complessità del mondo che ci circonda.
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Il testo della canzone riflette sulla transitorietà e sull'incertezza della vita, mettendo in evidenza la bellezza e la fragilità di ogni momento. Il brano esprime una profonda sensibilità verso le sfumature della vita umana, raccontando storie di passione, amore, perdita e speranza.
Il significato di "A Finnestra" può variare a seconda dell'interpretazione di chi lo ascolta, ma in generale la canzone invita a riflettere sull'importanza di vivere pienamente ogni istante, apprezzando la bellezza e la complessità del mondo che ci circonda.
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Forwarded from 🌿Natura Sapori & Benessere 💮 (👑🇶 🇺 🇪 🇪 🇳👑)
Il couscous è il piatto più popolare in Marocco e nel Nord Africa, ma diffuso in tutto il mondo. La storia ha elaborato diverse opinioni circa le sue origini. Alcuni ritengono che il couscous, come la pasta, sia stata creato in Cina, mentre altri sono sicuri della sua origine dall’Africa dell’est. Tuttavia, l’evidenza più palese sembra indicare il Nord Africa. Inoltre, proprio qui, delle scoperte archeologiche risalenti al nono secolo, avrebbe portato alla luce degli utensili da cucina per preparare il couscous.
Nell’undicesimo secolo, la conquista arabo-islamica ha contribuito alla diffusione del piatto in tutta la regione nordafricana. La crescita economica e lo sviluppo della produzione di grano ne hanno accelerato l’espansione. Quindi il couscous fu portato in Spagna, nella regione meridionale dell’Andalusia, e lungo il perimetro del Mediterraneo. In uno scritto del XVI secolo di Francois Revelais, si nota come in Provenza fosse diffuso e apprezzato il Coscoton a la Moresque. Il couscous giunse fino in Sud America, attraverso le colonie portoghesi emigrate dal Marocco. L’espansione del couscous è continuata durante il XX secolo, soprattutto a causa di ondate migratorie dal Nord Africa verso l’Europa, la Francia in particolare. Un recente sondaggio ha svelato come il couscous sia oggi il secondo piatto preferito dai transalpini.
Oggi il couscous è l’ambasciatore culinario del Nord Africa ed è un emblema dell’arte culinaria marocchina. Vediamo la ricetta del couscous tradizionale.
👉🏻@sicilianewseinfo
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Nell’undicesimo secolo, la conquista arabo-islamica ha contribuito alla diffusione del piatto in tutta la regione nordafricana. La crescita economica e lo sviluppo della produzione di grano ne hanno accelerato l’espansione. Quindi il couscous fu portato in Spagna, nella regione meridionale dell’Andalusia, e lungo il perimetro del Mediterraneo. In uno scritto del XVI secolo di Francois Revelais, si nota come in Provenza fosse diffuso e apprezzato il Coscoton a la Moresque. Il couscous giunse fino in Sud America, attraverso le colonie portoghesi emigrate dal Marocco. L’espansione del couscous è continuata durante il XX secolo, soprattutto a causa di ondate migratorie dal Nord Africa verso l’Europa, la Francia in particolare. Un recente sondaggio ha svelato come il couscous sia oggi il secondo piatto preferito dai transalpini.
Oggi il couscous è l’ambasciatore culinario del Nord Africa ed è un emblema dell’arte culinaria marocchina. Vediamo la ricetta del couscous tradizionale.
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Forwarded from 🌿Natura Sapori & Benessere 💮 (👑🇶 🇺 🇪 🇪 🇳👑)
Il cous cous sbarca in Sicilia
Tutte le fonti del periodo puntano decisamente sulle coste della Barbaria (che vanno dall’Oceano Atlantico fino al confine con l’Egitto) per localizzare i luoghi di produzione e consumo di questo alimento. Per collocare il cous cous sulle coste italiane è necessario attendere il 1777 con una testimonianza inserita un secolo più tardi all’interno di un saggio di antropologia sugli usi e i costumi del popolo siciliano a cura di Giuseppe Pitré. Nel racconto viene riferito un episodio in occasione di un matrimonio a Trapani “[fu] regalata al parroco una pietanza chiamata cuscusu colla carne di porco, vivanda in Sicilia dai saraceni lasciata ”.
La cronaca prosegue descrivendo la lavorazione della semola, identica in tutto a quella tradizionale utilizzata nel Nordafrica: “formasi con della semola in un vaso, ove di tanto in tanto spruzzandosi dell’acqua, e strisciandovisi leggermente la mano in giro, in minutissime coccoline si riduce; quindi su una pentola, o sia dentro la sola carne a bollire, un’altra con ispessi e piccoli buchi nel fondo e che la preparata semola contiene, assettandosi, al caldo fumo di quella, che le sta sotto si cuoce”.
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Tutte le fonti del periodo puntano decisamente sulle coste della Barbaria (che vanno dall’Oceano Atlantico fino al confine con l’Egitto) per localizzare i luoghi di produzione e consumo di questo alimento. Per collocare il cous cous sulle coste italiane è necessario attendere il 1777 con una testimonianza inserita un secolo più tardi all’interno di un saggio di antropologia sugli usi e i costumi del popolo siciliano a cura di Giuseppe Pitré. Nel racconto viene riferito un episodio in occasione di un matrimonio a Trapani “[fu] regalata al parroco una pietanza chiamata cuscusu colla carne di porco, vivanda in Sicilia dai saraceni lasciata ”.
La cronaca prosegue descrivendo la lavorazione della semola, identica in tutto a quella tradizionale utilizzata nel Nordafrica: “formasi con della semola in un vaso, ove di tanto in tanto spruzzandosi dell’acqua, e strisciandovisi leggermente la mano in giro, in minutissime coccoline si riduce; quindi su una pentola, o sia dentro la sola carne a bollire, un’altra con ispessi e piccoli buchi nel fondo e che la preparata semola contiene, assettandosi, al caldo fumo di quella, che le sta sotto si cuoce”.
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