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La sura del Corano alla cattedrale di Palermo
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La sura del Corano alla cattedrale di Palermo
Il Corano alla cattedrale – La sura, si trova incisa nella prima colonna a sinistra del portico meridionale della Cattedrale di Palermo. Tra i particolari insoliti della nostra città, questo è uno di quelli che sicuramente meritano la nostra attenzione.
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CHIACCHIARI
Spiegari nun è facili quannu vulemu diri
cu du’ palori rapidi circannu di chiariri,
puru un cuncettu logicu semplici di capiri.
Si sparagnassi tempu assai priziusu
facennu di lu ciatu menu abusu.
Nveci spissu ni capita mentri chi ragiunamu,
ausu di retorica pistamu e ripistamu
supra discursi inutuli e a longu li purtamu,
poi a la fini sparti a li prisenti
li stissi nuautri ‘un ci capemu nenti.
Si anzamadiu ni capita ddu tipu ammartinatu
chi mancia pani e bòria cu l’aria d’accimatu;
bedda Matri Santissima chi munnu cunzumatu!
Circannu na scaciuni a mali e beni,
scappari di gran prescia ni cummeni.
Dunca strincemu a limiti nun servi stifiniari
facemu vera sintesi mentri stamu a parrari,
cu menu punti e virgula è megghiu ragiunari.
Chiacchiari e tabaccheri su’ di lignu
mancu lu munti si li pigghia in pignu.
L’Auturi; Euranio La Spisa
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Spiegari nun è facili quannu vulemu diri
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Si sparagnassi tempu assai priziusu
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Nveci spissu ni capita mentri chi ragiunamu,
ausu di retorica pistamu e ripistamu
supra discursi inutuli e a longu li purtamu,
poi a la fini sparti a li prisenti
li stissi nuautri ‘un ci capemu nenti.
Si anzamadiu ni capita ddu tipu ammartinatu
chi mancia pani e bòria cu l’aria d’accimatu;
bedda Matri Santissima chi munnu cunzumatu!
Circannu na scaciuni a mali e beni,
scappari di gran prescia ni cummeni.
Dunca strincemu a limiti nun servi stifiniari
facemu vera sintesi mentri stamu a parrari,
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Un momento magico con @pianocitypalermo , dove le note del pianoforte si fondono con le luci dell’alba nello splendido sfondo della cattedrale di Palermo 🎹🌞
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🗓️ Lunedi 16 Ottobre
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👑 IL RE FANCIULLO
Figlio di Re Pietro II e della moglie Elisabetta di Carinzia, Re Ludovico - detto il Fanciullo - morì il 16 ottobre 1355 presso il Castello di #Aci, ancora in giovanissima età a causa dell’epidemia di peste nera che colpì la #Sicilia in quegli anni.
Nato a #Catania tra il 1335 ed il 1337, Ludovico ascese al trono ancora in tenera età, nel 1342, alla morte del padre Pietro, in un momento di fortissime turbolenze interne ed esterne a causa dello scontro tra le fazioni dei “Latini” e dei “Catalani”, nonché per l’annosa guerra contro gli angioini di #Napoli.
A fargli da reggenti nei primi anni di Regno furono la madre Elisabetta e lo zio Giovanni di #Randazzo, entrambi morti per la peste tra il 1348 ed il 1352. Alla morte di Elisabetta, essendo ancora nella minore età, Ludovico fu affiancato dalla sorella maggiore Costanza.
Nel 1355, a causa della recrudescenza della peste, il giovane Re si rifugiò presso il Castello di Aci, cercando invano riparo dal contagio. Dopo la sua morte fu sepolto nella Cattedrale di Catania, accanto al nonno Federico III ed allo zio reggente Giovanni di Randazzo. A succedergli sul trono siciliano fu il fratello quattordicenne Federico IV il Semplice.
__
🌟Nati Oggi
🔸1794: Nasce a #GalatiMamertino il rivoluzionario Giovanni Krymi.
🔸 1893: Nasce a #Messina l’inventore Giovanni Rappazzo.
✨Scomparsi Oggi:
🥀1699: Muore a #PalmadiMontechiaro la religiosa Isabella Tomasi, nota per il caso della “lettera del diavolo”.
🥀1914: Muore a #Roma il diplomatico Antonino Paternò Castello, nativo di Catania.
⚜Eventi
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Figlio di Re Pietro II e della moglie Elisabetta di Carinzia, Re Ludovico - detto il Fanciullo - morì il 16 ottobre 1355 presso il Castello di #Aci, ancora in giovanissima età a causa dell’epidemia di peste nera che colpì la #Sicilia in quegli anni.
Nato a #Catania tra il 1335 ed il 1337, Ludovico ascese al trono ancora in tenera età, nel 1342, alla morte del padre Pietro, in un momento di fortissime turbolenze interne ed esterne a causa dello scontro tra le fazioni dei “Latini” e dei “Catalani”, nonché per l’annosa guerra contro gli angioini di #Napoli.
A fargli da reggenti nei primi anni di Regno furono la madre Elisabetta e lo zio Giovanni di #Randazzo, entrambi morti per la peste tra il 1348 ed il 1352. Alla morte di Elisabetta, essendo ancora nella minore età, Ludovico fu affiancato dalla sorella maggiore Costanza.
Nel 1355, a causa della recrudescenza della peste, il giovane Re si rifugiò presso il Castello di Aci, cercando invano riparo dal contagio. Dopo la sua morte fu sepolto nella Cattedrale di Catania, accanto al nonno Federico III ed allo zio reggente Giovanni di Randazzo. A succedergli sul trono siciliano fu il fratello quattordicenne Federico IV il Semplice.
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🌟Nati Oggi
🔸1794: Nasce a #GalatiMamertino il rivoluzionario Giovanni Krymi.
🔸 1893: Nasce a #Messina l’inventore Giovanni Rappazzo.
✨Scomparsi Oggi:
🥀1699: Muore a #PalmadiMontechiaro la religiosa Isabella Tomasi, nota per il caso della “lettera del diavolo”.
🥀1914: Muore a #Roma il diplomatico Antonino Paternò Castello, nativo di Catania.
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Feste, Sagre ed Eventi in Sicilia nel 2025
I prossimi eventi in Sicilia: Sagre, Feste tradizionali, fiere, mostre, convegni, eventi musicali, spettacoli teatrali, eventi per ragazzi e bambini, ecc.
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"U craparu" (Il lattaio)
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Era l'allevatore di pecore o capre, che provvedeva alla mungitura e alla distribuzione del latte di primo mattino.
A quell’ora passava il vecchio pastore che, con le sue caprette al seguito, portava il latte di casa in casa, dove ci si apprestava a fare colazione: la massaia usciva sull’uscio, oppure calava u panaru, con una bottiglia, una ciotola o lo stesso pentolino che avrebbe messo sul fuoco a bollire e assisteva il pastore che “mungeva” la sua capretta, che belava infastidita dalle frequenti palpazioni.
Questi pastori non provenivano da lontano; nello stesso quartiere, in delle vie o dei cortili interni, attaccate alle case di “civile abitazione”, vi erano le stalle con le caprette, le pecorelle ed anche le mucche.
I pastori con le bestiole più piccole andavano per le case a distribuire il latte, chi aveva le mucche lo distribuiva in stalla, per cui bisognava andare attrezzati di bottiglia per attingere il latte fumante dai classici bidoni di alluminio.
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Questi pastori non provenivano da lontano; nello stesso quartiere, in delle vie o dei cortili interni, attaccate alle case di “civile abitazione”, vi erano le stalle con le caprette, le pecorelle ed anche le mucche.
I pastori con le bestiole più piccole andavano per le case a distribuire il latte, chi aveva le mucche lo distribuiva in stalla, per cui bisognava andare attrezzati di bottiglia per attingere il latte fumante dai classici bidoni di alluminio.
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0 likes, 0 comments - sicil_iaterramia on October 16, 2023: ""U craparu" (Il lattaio)
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🗓️ Martedì 17 Ottobre
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🎨 IL CAPOLAVORO SCOMPARSO
Nella notte tra il 17 ed il 18 ottobre 1969 si consumava a #Palermo uno dei furti d’arte più drammatici e clamorosi della storia, quello della preziosa tela del #Caravaggio intitolata “Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d'Assisi”, esposta come pala d’altare presso l’Oratorio di San Lorenzo, nel cuore del centro storico palermitano.
Rubata da un commando di #CosaNostra, a distanza di oltre cinquant’anni la tela non è ancora stata ritrovata e risulta inserita dall’FBI nella lista dei 10 capolavori rubati più importanti al mondo.
Datata 1600, la tela della “Natività” era l’unica opera del grande pittore italiano conservata a Palermo. Al centro di numerosi intrighi ed ipotesi legate alla mafia, il furto del quadro ispirò l’ultimo romanzo scritto da Leonardo Sciascia, “Una storia semplice”.
Nel 2016, per iniziativa di Sky, è stata realizzata una replica tecnologica del dipinto, posizionata nello spazio lasciato vuoto per quasi cinquant’anni all’interno dell’oratorio.
---------------------
🌟Nati Oggi
🔸1821: Nasce a #Misilmeri il politico Paolo Paternostro.
🔸1834: Nasce a Palermo l’architetto Giovan Battista Palazzotto.
🔸 1936: Muore a #Roma l’antropologo Messinese Giuseppe Sergi.
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Nella notte tra il 17 ed il 18 ottobre 1969 si consumava a #Palermo uno dei furti d’arte più drammatici e clamorosi della storia, quello della preziosa tela del #Caravaggio intitolata “Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d'Assisi”, esposta come pala d’altare presso l’Oratorio di San Lorenzo, nel cuore del centro storico palermitano.
Rubata da un commando di #CosaNostra, a distanza di oltre cinquant’anni la tela non è ancora stata ritrovata e risulta inserita dall’FBI nella lista dei 10 capolavori rubati più importanti al mondo.
Datata 1600, la tela della “Natività” era l’unica opera del grande pittore italiano conservata a Palermo. Al centro di numerosi intrighi ed ipotesi legate alla mafia, il furto del quadro ispirò l’ultimo romanzo scritto da Leonardo Sciascia, “Una storia semplice”.
Nel 2016, per iniziativa di Sky, è stata realizzata una replica tecnologica del dipinto, posizionata nello spazio lasciato vuoto per quasi cinquant’anni all’interno dell’oratorio.
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🌟Nati Oggi
🔸1821: Nasce a #Misilmeri il politico Paolo Paternostro.
🔸1834: Nasce a Palermo l’architetto Giovan Battista Palazzotto.
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"CU PRIMA NON PENSA, DOPU SUSPIRA..."
Chi non pensa prima ,dopo piange .
Occorre sempre pensare prima di far qualcosa, per non rischiare di pentirsene in seguito !!
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Il 17 Ottobre 1969 viene derubata la Nativitá di Caravaggio dall'oratorio di San Lorenzo
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Nella notte tra il 17 ed il 18 ottobre 1969 si consumava a #Palermo uno dei furti d’arte più drammatici e clamorosi della storia, quello della preziosa tela del #Caravaggio intitolata “Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d'Assisi”, esposta come pala d’altare presso l’Oratorio di San Lorenzo, nel cuore del centro storico palermitano.
Rubata da un commando di #CosaNostra, a distanza di oltre cinquant’anni la tela non è ancora stata ritrovata e risulta inserita dall’FBI nella lista dei 10 capolavori rubati più importanti al mondo.
Datata 1600, la tela della “Natività” era l’unica opera del grande pittore italiano conservata a Palermo. Al centro di numerosi intrighi ed ipotesi legate alla mafia, il furto del quadro ispirò l’ultimo romanzo scritto da Leonardo Sciascia, “Una storia semplice”.
Nel 2016, per iniziativa di Sky, è stata realizzata una replica tecnologica del dipinto, posizionata nello spazio lasciato vuoto per quasi cinquant’anni all’interno dell’oratorio.
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Rubata da un commando di #CosaNostra, a distanza di oltre cinquant’anni la tela non è ancora stata ritrovata e risulta inserita dall’FBI nella lista dei 10 capolavori rubati più importanti al mondo.
Datata 1600, la tela della “Natività” era l’unica opera del grande pittore italiano conservata a Palermo. Al centro di numerosi intrighi ed ipotesi legate alla mafia, il furto del quadro ispirò l’ultimo romanzo scritto da Leonardo Sciascia, “Una storia semplice”.
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