Non a caso, le vie urbane edificate nel territorio etneo sono state forgiate proprio con il materiale lavico, che coniugava in sé il perfetto binomio di qualità e resistenza.
Anche dopo il violento terremoto del 1693, la pietra della cosiddetta “ Muntagna” divenne risorsa prediletta per la rinascita di Catania.
Basti pensare al famoso architetto Giovanni Battista Vaccarini che, facendo uso della roccia lavica, ha mutato il volto urbano della città con la progettazione di palazzi in stile barocco romano, ammirevoli soprattutto per la sapiente combinazione di bellezza indistruttibilità e funzionalità.
Il rivestimento delle strutture in pietra lavica caratterizzò per lungo tempo il tratto distintivo non solo di Catania, ma anche di tutti i paesini limitrofi ubicati alle pendici dell’Etna.
Tuttora, andando in giro da quelle parti, saltano all’occhio muri a secco, case padronali e terrazzamenti interamente tappezzate di basalto dell’Etna. Inoltre, questo prezioso materiale viene utilizzato anche per la maiolica.
Nel corso dei secoli non sono stati pochi gli artigiani che si sono sbizzarriti nella più variegata produzione di prodotti ceramici, gioielli e varie opere d’arte; di grande pregio anche le numerose realizzazioni di piatti, vasi, lampade e bottiglie che ancora oggi risultano essere ampiamente apprezzati in ogni parte del mondo.
La tradizione parla anche dei così chiamati “pirriaturi”, operai addetti all’estrazione e alla lavorazione della pietra nera.
Sappiamo che in principio si privilegiava la sezione superficiale del banco roccioso, ritenuto più duttile e malleabile ai fini del modellamento.
Di questa antica pratica ne parla un certo Nino Pràstani, autore del libro “La morbida resistenza della roccia”. A Catania, in via Santangelo Fulci, si trova pure il “Museo di Scultura in Pietra Lavica”, noto come “Il Nino Valenziano Santangelo”.
La pietra dell’Etna, inoltre, non è solamente simbolo di ornamento, bellezza ed arte; secondo i racconti popolari, infatti, la roccia lavica aveva un profondo legame anche con le superstizioni e la magia.
Alcune testimonianze, per esempio,riferiscono che nei vecchi rituali ci si avvaleva proprio delle pietre nere per allontanare l’influenza delle energie negative. Questa è la ragione per la quale si sono tramandate fino ai giorni nostri aneddoti misteriosi e inverosimili sulla rinomata “petra ‘ da muntagna”.
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Anche dopo il violento terremoto del 1693, la pietra della cosiddetta “ Muntagna” divenne risorsa prediletta per la rinascita di Catania.
Basti pensare al famoso architetto Giovanni Battista Vaccarini che, facendo uso della roccia lavica, ha mutato il volto urbano della città con la progettazione di palazzi in stile barocco romano, ammirevoli soprattutto per la sapiente combinazione di bellezza indistruttibilità e funzionalità.
Il rivestimento delle strutture in pietra lavica caratterizzò per lungo tempo il tratto distintivo non solo di Catania, ma anche di tutti i paesini limitrofi ubicati alle pendici dell’Etna.
Tuttora, andando in giro da quelle parti, saltano all’occhio muri a secco, case padronali e terrazzamenti interamente tappezzate di basalto dell’Etna. Inoltre, questo prezioso materiale viene utilizzato anche per la maiolica.
Nel corso dei secoli non sono stati pochi gli artigiani che si sono sbizzarriti nella più variegata produzione di prodotti ceramici, gioielli e varie opere d’arte; di grande pregio anche le numerose realizzazioni di piatti, vasi, lampade e bottiglie che ancora oggi risultano essere ampiamente apprezzati in ogni parte del mondo.
La tradizione parla anche dei così chiamati “pirriaturi”, operai addetti all’estrazione e alla lavorazione della pietra nera.
Sappiamo che in principio si privilegiava la sezione superficiale del banco roccioso, ritenuto più duttile e malleabile ai fini del modellamento.
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La pietra dell’Etna, inoltre, non è solamente simbolo di ornamento, bellezza ed arte; secondo i racconti popolari, infatti, la roccia lavica aveva un profondo legame anche con le superstizioni e la magia.
Alcune testimonianze, per esempio,riferiscono che nei vecchi rituali ci si avvaleva proprio delle pietre nere per allontanare l’influenza delle energie negative. Questa è la ragione per la quale si sono tramandate fino ai giorni nostri aneddoti misteriosi e inverosimili sulla rinomata “petra ‘ da muntagna”.
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🇮🇹 Porto Empedocle non è soltanto il porto di Agrigento ma anche il paese natale del maestro scrittore Andrea Camilleri.
🇬🇧 Porto Empedocle is not only the port of Agrigento but also the birthplace of the master writer Andrea Camilleri.
📸 @markus.spatola
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🇮🇹“Ci vuole fortuna anche a friggere un uovo”.
In ogni cosa che si fa ci vuole fortuna, anche le cose che sembrano più semplici possono essere complicate. Cosi come friggere le uova. Basta infatti un malaccorto colpo di forchetta per rompere i tuorli e trasformare tutto in una frittata!
______________________
📷: @_conormcloughlin_
📍 Scicli, Ragusa (RG)
______________________
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Cristo Re
Oggi, il Sacrario di Cristo Re si erge sugli antichi muraglioni del Castello di Matagriffone o Roccaguelfonia.
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Dal belvedere antistante si gode l’intera veduta dello stretto, con uno dei panorami più belli e suggestivi della città.
L’attuale Sacrario, che si sviluppa su una superficie di oltre 600 mq., è stato progettato da Giovan Battista Milani e inaugurato nel 1937.
Domina sulla città con la sua grande cupola e le sue forme richiamano l’architettura del messinese Filippo Juvara (in particolare, la Basilica di Superga a Torino).
L’edificio in stile barocco si presenta a forma ottagonale irregolare con una grande cupola segnata da otto costoloni alla base dei quali vi sono otto statue di bronzo modellate dallo scultore romano Teofilo Raggio e fuse dalla fonderia artistica fiorentina, raffiguranti le tre virtù teologali: Fede, Speranza e Carità; le quattro virtù cardinali: Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza e per ultima la virtù della Religione che le comprende tutte.
Sulla cupola vi è collocata una lanterna alta sei metri ed una palla di un metro sulla quale si erge una croce.
Sulla torre ottagonale dell’antico castello è stata collocata una campana (la terza più grande d’Italia) alta 2,80 metri per un peso di 130 quintali ricavata dalla fusione del bronzo dei cannoni nemici sottratti durante la guerra del 1915-1918. Il frontale d’ingresso è ornato da due figure che rappresentano l’Italia e Messina.
Al suo interno, al centro della cripta, è collocato un sarcofago in marmo sul quale giace la figura del milite ignoto, opera del Bonfiglio.
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L’edificio in stile barocco si presenta a forma ottagonale irregolare con una grande cupola segnata da otto costoloni alla base dei quali vi sono otto statue di bronzo modellate dallo scultore romano Teofilo Raggio e fuse dalla fonderia artistica fiorentina, raffiguranti le tre virtù teologali: Fede, Speranza e Carità; le quattro virtù cardinali: Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza e per ultima la virtù della Religione che le comprende tutte.
Sulla cupola vi è collocata una lanterna alta sei metri ed una palla di un metro sulla quale si erge una croce.
Sulla torre ottagonale dell’antico castello è stata collocata una campana (la terza più grande d’Italia) alta 2,80 metri per un peso di 130 quintali ricavata dalla fusione del bronzo dei cannoni nemici sottratti durante la guerra del 1915-1918. Il frontale d’ingresso è ornato da due figure che rappresentano l’Italia e Messina.
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È l'unico complesso termale islamico in Sicilia: le visite ai Bagni da "Mille e una Notte" a Cefalà Diana
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È l'unico complesso termale islamico in Sicilia: le visite ai Bagni da "Mille e una Notte" a Cefalà Diana
I bagni arabi di Cefalà Diana È il solo complesso termale di tipo islamico in Sicilia, costruito in epoca normanna sotto Guglielmo II (1166-1189) forse su preesistenti terme romane. Parliamo dei Bagni arabi di Cefalà Diana che aprono le porte alle visite…
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Cenere dell’Etna, un “rifiuto” dalle mille risorse: idee e progetti per usarla
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Cenere dell’Etna, un “rifiuto” dalle mille risorse: idee e progetti per usarla
La cenere dell'Etna viene raccolta e smaltita a caro prezzo, ma ha un grande potenziale: ecco quattro idee attuabili o in fase di sviluppo per utilizzare l'oro nero prodotto dal vulcano. Da metà febbraio in poi due scenari hanno dominato le giornate dei…
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Al via Experimenta Siciliae, il primo “travel experience summit” dedicato al settore del turismo esperenziale in Sicilia - Live Sicilia
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via livesicilia.it
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Inizia domenica 17 ottobre e si concluderà il 20 ottobre Experimenta Siciliae, il progetto del Flag Riviera Jonica che invita a provare dal vivo le bellezze della Riviera Jonica Etnea della Sicilia Orientale, spaziando dai comuni che vanno da Augusta a Sant’Alessio.…
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Paradiso, Purgatorio ed Inferno.
Queste le tre scalinate dedicate alla Divina Commedia di Dante Alighieri durante l'Infiorata avvenuta a Noto qualche mese fa.
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