Nella sua opera, la Geographia, si parla di questo “locus amoenus” come fosse una preziosa risorsa idrica dell’abitato.
Oltre a ciò lo storico riferisce che, nonostante il graduale ritiro delle acque, i terreni conservarono un grado di fertilità eccezionale permettendo uno sviluppo agricolo di ampia portata.
A tessere le lodi della “dolce pozza” fu anche Francesco Ferrara, scienziato italiano di origini catanesi, che ne decantava la bellezza descrivendo alberi maestosi, piante rigogliose e incantevoli campagne. Nel suo testo leggiamo che «In faccia eravi il Lago di Nicito formato dalle acque che vi si radunavano dalle vicine correnti; era circondato di alberi e di folte campagne sparse di vari casini dei catanesi che rendevano quella valle allegra e molto amena».
Il medesimo scrittore, nella “Storia generale dell’ Etna”, illustra pure le possibili cause della sua scomparsa raccontando che “Il torrente infuocato scorrea intanto, esso coprì il lago di Anicito, e superate le mura di Catania dopo la rovina di molti edifici andò a gettarsi nel mare entrandovi per più di un miglio”.
Era il 15 Aprile 1669 quando, dopo aver raso al suolo una miriade di centri pedemontani, la lava raggiunse la campagna a nord-est dalla città di Catania e, in breve tempo, anche la valle di Anicito.
Del tutto implacabile il flusso lavico fece breccia persino nel lago di Nicito, ricoprendolo interamente in appena sei ore.
Diversi documenti storico-topografici, inoltre, ne illustrano il profilo geomorfologico prima dell’improvvisa sparizione.
I dati rilevano una profondità che si aggirava intorno ai quindici metri e, al contempo, un perimetro dall’estensione di circa sei chilometri.
Queste caratteristiche lo rendevano perfettamente adatto ad ospitare regate navali; difatti, ne furono disputate in gran numero.
Memorabile, a tal proposito, fu la gara navale organizzata in occasione dei festeggiamenti della nascita della Madonna, che si svolse l’8 settembre 1654.
Dopo il prosciugamento del tratto lacustre, però, si aprì una querelle sulla possibile localizzazione del medesimo chiamando in causa il parere di vari ricercatori senza, tuttavia, giungere ad una verità scientifica.
Dunque, ad oggi, la memoria del tanto rinomato specchio d’acqua è solamente custodita dall’omonima via cittadina che mette in collegamento l’odierna piazza Santa Maria di Gesù con la via Plebiscito alta, conosciuta anche come “Antico Corso”.
✍🏻@sicilianewseinfo
📌@siciliaterramia
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💻 www.balarm.it
Oltre a ciò lo storico riferisce che, nonostante il graduale ritiro delle acque, i terreni conservarono un grado di fertilità eccezionale permettendo uno sviluppo agricolo di ampia portata.
A tessere le lodi della “dolce pozza” fu anche Francesco Ferrara, scienziato italiano di origini catanesi, che ne decantava la bellezza descrivendo alberi maestosi, piante rigogliose e incantevoli campagne. Nel suo testo leggiamo che «In faccia eravi il Lago di Nicito formato dalle acque che vi si radunavano dalle vicine correnti; era circondato di alberi e di folte campagne sparse di vari casini dei catanesi che rendevano quella valle allegra e molto amena».
Il medesimo scrittore, nella “Storia generale dell’ Etna”, illustra pure le possibili cause della sua scomparsa raccontando che “Il torrente infuocato scorrea intanto, esso coprì il lago di Anicito, e superate le mura di Catania dopo la rovina di molti edifici andò a gettarsi nel mare entrandovi per più di un miglio”.
Era il 15 Aprile 1669 quando, dopo aver raso al suolo una miriade di centri pedemontani, la lava raggiunse la campagna a nord-est dalla città di Catania e, in breve tempo, anche la valle di Anicito.
Del tutto implacabile il flusso lavico fece breccia persino nel lago di Nicito, ricoprendolo interamente in appena sei ore.
Diversi documenti storico-topografici, inoltre, ne illustrano il profilo geomorfologico prima dell’improvvisa sparizione.
I dati rilevano una profondità che si aggirava intorno ai quindici metri e, al contempo, un perimetro dall’estensione di circa sei chilometri.
Queste caratteristiche lo rendevano perfettamente adatto ad ospitare regate navali; difatti, ne furono disputate in gran numero.
Memorabile, a tal proposito, fu la gara navale organizzata in occasione dei festeggiamenti della nascita della Madonna, che si svolse l’8 settembre 1654.
Dopo il prosciugamento del tratto lacustre, però, si aprì una querelle sulla possibile localizzazione del medesimo chiamando in causa il parere di vari ricercatori senza, tuttavia, giungere ad una verità scientifica.
Dunque, ad oggi, la memoria del tanto rinomato specchio d’acqua è solamente custodita dall’omonima via cittadina che mette in collegamento l’odierna piazza Santa Maria di Gesù con la via Plebiscito alta, conosciuta anche come “Antico Corso”.
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L'amante palermitana del "Vate" D'Annunzio
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L'amante palermitana del "Vate" D'Annunzio
28 Feb 2019 Conoscere la Sicilia L’amante palermitana del “Vate” D’Annunzio. Era il 1904 quando il quarantunenne Gabriele D’Annunzio, già notissimo “tombeur de femmes”, conobbe la marchesa palermitana Alessandra Starabba di Rudinì vedova Carlotti in un salotto…
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È nato il gianduiotto che racchiude il sapore di Sicilia. «Ricetta perfetta con le migliori materie prime locali»
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È nato il gianduiotto che racchiude il sapore di Sicilia. «Ricetta perfetta con le migliori materie prime locali»
Un cioccolatino nel segno della miglior tradizione artigiana torinese ma con i gusti e i profumi dalla Sicilia. Il Tourinot bianco è l'ultima creazione di Guido Gobino, con le mandorle di varietà Tuono, tostate in laboratorio, la scorza delle arance raccolte…
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📍LEGGI LA DESCRIZIONE ⬇️
PEDARA
Adagiata sulle colline meridionali dell'Etna,
a metà strada tra il mare ed il vulcano, Pedara offre a tutti la bellezza dei suoi paesaggi.
ASSOLUTAMENTE DA VISITARE
IL Parco naturale di Monte Troina.
NICOLOSI
Il paese sorge alle pendici dell'Etna.
Ospita la sede del Parco dell'Etna.
ASSOLUTAMENTE DA VISITARE
I Monti Rossi due coni piroclastici formatisi a nord di Nicolosi,
alle pendici del vulcano Etna.
TRECASTAGNI
E' uno dei comuni che si trovano alla quota più elevata.
La particolare conformazione del territorio rende la posizione di Trecastagni particolarmente panoramica.
ASSOLUTAMENTE DA VEDERE
La Chiesa Madre di San Nicola
particolare per la sua Terrazza Panoramica.
ZAFFERANA
Si estende fino alla vetta sommitale del vulcano,includendo nel proprio territorio paesaggi di inestimabile bellezza naturalistica.
ASSOLUTAMENTE DA VISITARE
La Colata Lavica del 1992
il punto in cui si fermó la colata dell'Etna.
🎥 @desireephotographer
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PEDARA
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a metà strada tra il mare ed il vulcano, Pedara offre a tutti la bellezza dei suoi paesaggi.
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Il paese sorge alle pendici dell'Etna.
Ospita la sede del Parco dell'Etna.
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alle pendici del vulcano Etna.
TRECASTAGNI
E' uno dei comuni che si trovano alla quota più elevata.
La particolare conformazione del territorio rende la posizione di Trecastagni particolarmente panoramica.
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Si estende fino alla vetta sommitale del vulcano,includendo nel proprio territorio paesaggi di inestimabile bellezza naturalistica.
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Damarete di Agrigento, fiera donna di Sicilia che cambiò la storia
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Damarete di Agrigento, fiera donna di Sicilia che cambiò la storia
07 Mar 2019 Siciliani Tra le donne siciliane che hanno cambiato il corso della storia, bisogna necessariamente ricordare anche la regina Damarete. Figlia di Terone di Agrigento e sposa di Gelone di Siracusa, come ci tramanda Diodoro Siculo, ebbe un ruolo…
Viticoltura eroica, dall’Etna alle Eolie: premiati dodici vini siciliani
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Viticoltura eroica, dall’Etna alle Eolie: premiati dodici vini siciliani
Sono dodici i vini siciliani premiati alla 29ª edizione del Mondial des Vins Extremes. Un concorso enologico, promosso dal Cervim, che premia la cosiddetta “viticoltura eroica”, quella legata ad una lavorazione di vigneti che crescono in condizioni ambientali…
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Conosci la Stonehenge Siciliana?
L’Altopiano dell’Argimusco è uno tra i luoghi più surreali della Sicilia, ideale per chi è sempre in cerca di chicche poco conosciute, viaggi del “mistero” e, perché no, itinerari di trekking tra verde e natura (proprio accanto si trova il pittoresco Bosco di Malabotta)
🔗 @sicilia_nel_cuore
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#siciliadavedere 〽️
L’Altopiano dell’Argimusco è uno tra i luoghi più surreali della Sicilia, ideale per chi è sempre in cerca di chicche poco conosciute, viaggi del “mistero” e, perché no, itinerari di trekking tra verde e natura (proprio accanto si trova il pittoresco Bosco di Malabotta)
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Apre il centro teatrale dell'Università di Catania, sarà una fucina di talenti
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Apre il centro teatrale dell'Università di Catania, sarà una fucina di talenti
«Un luogo per le studentesse e gli studenti, aperto e frequentato di giorno e di sera, una vera e propria fucina d’arte per i giovani, con la collaborazione di tutte le più importanti istituzioni culturali della città». Diventerà questo, negli auspici del…
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Santuario Madonna della Roccia, Belpasso.
Il santuario della Madonna della roccia si trova nella zona periferica dell’alta Belpasso.
Questo è stato definito come “luogo sacro” in quanto la sua storia è colma di ripetute apparizioni della Madonna.
Attualmente il santuario è utilizzato come luogo di preghiera ma non solo. Spesso questo luogo viene preferito per fare passeggiate a piedi o in bici, nel bel mezzo della natura.
È presente un lungo sentiero che gira attorno al paesaggio e che porta anche su una collinetta dove è presente una statua di Gesù a braccia aperte oltre che a delle grotte particolari.
Possiamo anche ammirare un bellissimo Panorama che da sul Vulcano Etna e i Monti Rossi.
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Il santuario della Madonna della roccia si trova nella zona periferica dell’alta Belpasso.
Questo è stato definito come “luogo sacro” in quanto la sua storia è colma di ripetute apparizioni della Madonna.
Attualmente il santuario è utilizzato come luogo di preghiera ma non solo. Spesso questo luogo viene preferito per fare passeggiate a piedi o in bici, nel bel mezzo della natura.
È presente un lungo sentiero che gira attorno al paesaggio e che porta anche su una collinetta dove è presente una statua di Gesù a braccia aperte oltre che a delle grotte particolari.
Possiamo anche ammirare un bellissimo Panorama che da sul Vulcano Etna e i Monti Rossi.
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