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il pane con le panelle, rigorosamente palermitano!
Se siete stati a Palermo sicuramente avrete visto numerose friggitorie o banchetti per la strada dove poter mangiare questi gustosi panini.
Vediamo insieme cosa sono le panelle… Semplice farina di ceci cotta a fuoco lento con acqua e sale, aromatizzate con prezzemolo e pepe o finocchietto selvatico, in alcune varianti, e una volta freddo questo impasto viene affettato e fritto in olio.
Le Panelle Palermitane si possono mangiare dentro il pane con una semplice spruzzata di limone e magari accompagnate da crocchette di patate ( i cosiddetti “cazzilli”), oppure come snack croccanti al posto di patatine e salatini durante un aperitivo sfizioso con gli amici.
Per rendere più facile e veloce la preparazione di questo squisito cibo da strada possiamo usare anche il Bimby ed in pochi minuti avremmo delle Panelle Palermitane come se fossimo per le strade di Palermo.
✍🏻 @siciliaterramia
📌 @sicilianewseinfo
📚 #sicilyisland
Se siete stati a Palermo sicuramente avrete visto numerose friggitorie o banchetti per la strada dove poter mangiare questi gustosi panini.
Vediamo insieme cosa sono le panelle… Semplice farina di ceci cotta a fuoco lento con acqua e sale, aromatizzate con prezzemolo e pepe o finocchietto selvatico, in alcune varianti, e una volta freddo questo impasto viene affettato e fritto in olio.
Le Panelle Palermitane si possono mangiare dentro il pane con una semplice spruzzata di limone e magari accompagnate da crocchette di patate ( i cosiddetti “cazzilli”), oppure come snack croccanti al posto di patatine e salatini durante un aperitivo sfizioso con gli amici.
Per rendere più facile e veloce la preparazione di questo squisito cibo da strada possiamo usare anche il Bimby ed in pochi minuti avremmo delle Panelle Palermitane come se fossimo per le strade di Palermo.
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Alicudi, la più occidentale e la più isolata dell’arcipelago delle isole Eolie, poco più grande di Panarea, un vero e proprio paradiso terrestre. Dalla forma quasi perfettamente conica, incontaminata, aspra e solitaria, Alicudi vanta dei paesaggi caratterizzati dai terrazzamenti con muri a secco, da splendidi scorci sul mare e dalle piccole barche dei pescatori.
Ha un solo centro abitato, che si trova sul versante orientale, diviso in piccole frazioni: Alicudi porto, Contrada Tonna, San Bartolo, Contrada Pianicello e Contrada Sgurbio. Il Monte Filo dell’Arpa raggiunge i 675 metri sul livello del mare anche se in realtà è molto più alto. Questa montagna scoscesa è il cono di un vulcano spento che si inabissa per oltre mille e 500 metri nelle profondità del Mar Tirreno.
Le spiagge di Alicudi si trovano all’interno di anguste insenature granitiche e sono raggiungibili principalmente via mare, l’unica accessibile a piedi è quella vicino al porto. Alicudi conserva ancora in maniera intatta il suo fascino naturale non esistono discoteche, pub, banche e bancomat ma solo un piccolo ristorantino dall’atmosfera unica e tanta tranquillità.
Su Alicudi non esistono strade asfaltate ma piuttosto sentieri adatti al passo degli asinelli, unico mezzo di trasporto dell’isola, viottoli in pietra lavica e scale.
Qui è la natura che gestisce le giornate, un mondo a parte.
✍🏻 @siciliaterramia
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📚 #sicilyisland
Ha un solo centro abitato, che si trova sul versante orientale, diviso in piccole frazioni: Alicudi porto, Contrada Tonna, San Bartolo, Contrada Pianicello e Contrada Sgurbio. Il Monte Filo dell’Arpa raggiunge i 675 metri sul livello del mare anche se in realtà è molto più alto. Questa montagna scoscesa è il cono di un vulcano spento che si inabissa per oltre mille e 500 metri nelle profondità del Mar Tirreno.
Le spiagge di Alicudi si trovano all’interno di anguste insenature granitiche e sono raggiungibili principalmente via mare, l’unica accessibile a piedi è quella vicino al porto. Alicudi conserva ancora in maniera intatta il suo fascino naturale non esistono discoteche, pub, banche e bancomat ma solo un piccolo ristorantino dall’atmosfera unica e tanta tranquillità.
Su Alicudi non esistono strade asfaltate ma piuttosto sentieri adatti al passo degli asinelli, unico mezzo di trasporto dell’isola, viottoli in pietra lavica e scale.
Qui è la natura che gestisce le giornate, un mondo a parte.
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A Sciacca, in provincia di Agrigento, sorge un giardino fuori dal comune che ospita centinaia di opere scultoree di volti di ogni dimensione, e per questo prende il nome di "GIARDINO INCANTATO DELLE TESTE".
Si rimane colpiti da questo luogo molto particolare dove si possono ammirare centinaia di opere scultoree di volti, di ogni dimensione, ricavate dal tufo, da Filippo Bentivegna. Nato a Sciacca nel 1888 e morto nel 1967, egli estrando il tufo direttamente dalla terra per scolpire solo teste, dando loro qualsiasi espressione.
Si trovano infatti teste tristi, felici, rnigmatiche, dirridente, pensierose, arrabbiate, tutte però accomunate da uno sguardo perso nel nulla. Le teste, che arrivano ad essere circa 3000, si presentano tutte con una certa aria familiare, il che fa supporre, anche se sono del tutto immaginarie, che l’autore le indicava con molti nomi di personaggi del luogo, o di personalità storiche, battezzando alcune di esse con i nomi di Garibaldi, Mussolini, Hitler, Pirandello, Dante.
Le opere sono state sistemate in una sorta di percorso espositivo che si conclude nella piccola casetta dove viveva isolato, e fissate alle strutture in pietra appositamente realizzate per accoglierle.
✍🏻 @sicilianewseinfo
📌 @siciliaterramia
📚 Sicilia Segreta
Si rimane colpiti da questo luogo molto particolare dove si possono ammirare centinaia di opere scultoree di volti, di ogni dimensione, ricavate dal tufo, da Filippo Bentivegna. Nato a Sciacca nel 1888 e morto nel 1967, egli estrando il tufo direttamente dalla terra per scolpire solo teste, dando loro qualsiasi espressione.
Si trovano infatti teste tristi, felici, rnigmatiche, dirridente, pensierose, arrabbiate, tutte però accomunate da uno sguardo perso nel nulla. Le teste, che arrivano ad essere circa 3000, si presentano tutte con una certa aria familiare, il che fa supporre, anche se sono del tutto immaginarie, che l’autore le indicava con molti nomi di personaggi del luogo, o di personalità storiche, battezzando alcune di esse con i nomi di Garibaldi, Mussolini, Hitler, Pirandello, Dante.
Le opere sono state sistemate in una sorta di percorso espositivo che si conclude nella piccola casetta dove viveva isolato, e fissate alle strutture in pietra appositamente realizzate per accoglierle.
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Prende il nome di Grotta del Drago una località che si trova in prossimità del centro abitato di Scordia, in prossimità dell'altra denominata Urgu Tintu, da dove aveva origine il Torrente che un tempo attraversava tutta la zona.
Nel vallone prodottosi lungo il corso di questo Torrente, le cui acque impetuose hanno inciso nel tempo il tufo delle rocce circostanti, soprattutto nella "Cava" e, appunto nella "Grotta del Drago", ambiente ideale, dove sono state trovate le condizioni favorevoli ad insediamenti umani, fin dal passato. Ne sono evidente testimonianze le numerose grotte artificiali scavate nell'incantevole costone roccioso. Si possono congetturare in queste grotte insediamenti Siculi, Greco-Romani e Bizantini.
Numerosi sono gli interventi che si sono succeduti nel tempo, ad attestazione di un continuo riutilizzo degli ambienti da parte dell'uomo, che li ha continuamente riadattati alle proprie esigenze, riassegnando loro funzioni mai definitive (abitazione, sepolcro, luogo di culto, stalla, ovile etc.) leggibili ancora oggi nei numerosi segni che vi si notano.
Particolarmente significativo è il palmento costruito in una di queste grotte, testimonianza chiara della vocazione viticola del territorio di Scordia.
✍🏻 @sicilianewseonfo
📌 @siciliaterramia
📚 Sicilia Segreta
Nel vallone prodottosi lungo il corso di questo Torrente, le cui acque impetuose hanno inciso nel tempo il tufo delle rocce circostanti, soprattutto nella "Cava" e, appunto nella "Grotta del Drago", ambiente ideale, dove sono state trovate le condizioni favorevoli ad insediamenti umani, fin dal passato. Ne sono evidente testimonianze le numerose grotte artificiali scavate nell'incantevole costone roccioso. Si possono congetturare in queste grotte insediamenti Siculi, Greco-Romani e Bizantini.
Numerosi sono gli interventi che si sono succeduti nel tempo, ad attestazione di un continuo riutilizzo degli ambienti da parte dell'uomo, che li ha continuamente riadattati alle proprie esigenze, riassegnando loro funzioni mai definitive (abitazione, sepolcro, luogo di culto, stalla, ovile etc.) leggibili ancora oggi nei numerosi segni che vi si notano.
Particolarmente significativo è il palmento costruito in una di queste grotte, testimonianza chiara della vocazione viticola del territorio di Scordia.
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Scopello, il borgo marinaro immerso nella natura che vi farà innamorare della Sicilia
@sicilianewseinfo
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Scopello, il borgo marinaro immerso nella natura che vi farà innamorare della Sicilia
All’estremità occidentale della costa nord siciliana si trova Scopello. Una piccola frazione di Castellammare del Golfo in provincia di Trapani, abitata da circa un centinaio di abitanti. Un luogo magico dove chi arriva non può non rimanere affascinato dalla…
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U finocchiu rizzu 🌾
Secondo la tradizione la pasta con le sarde fu inventata da un cuoco arabo del generale Eufemio da Messina, durante la campagna militare degli arabi nella zona di Siracusa (secondo un'altra versione, poco presente nelle fonti, il fatto sarebbe accaduto a Mazara del Vallo). Il cuoco doveva sfamare le numerose truppe, trovandosi però in condizioni disagiate dovette fare appello alla sua inventiva ed elaborare un piatto con quel che la natura di quel luogo gli offriva; fu così che unì il pesce, rappresentato dalle sarde (o alici nella versione del piatto che risale ai tradizionali spaghetti alla siracusana), e i sapori della terra: finocchietto selvatico, principalmente, e pinoli.
Il piatto di Eufemio viene odiernamente considerato come il primo "mare-monti" della storia, poiché seppe mettere insieme i prodotti naturali del mare e quelli montani.
✍🏻 @sicilianewseinfo
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📚 Sicilia du me cori
Secondo la tradizione la pasta con le sarde fu inventata da un cuoco arabo del generale Eufemio da Messina, durante la campagna militare degli arabi nella zona di Siracusa (secondo un'altra versione, poco presente nelle fonti, il fatto sarebbe accaduto a Mazara del Vallo). Il cuoco doveva sfamare le numerose truppe, trovandosi però in condizioni disagiate dovette fare appello alla sua inventiva ed elaborare un piatto con quel che la natura di quel luogo gli offriva; fu così che unì il pesce, rappresentato dalle sarde (o alici nella versione del piatto che risale ai tradizionali spaghetti alla siracusana), e i sapori della terra: finocchietto selvatico, principalmente, e pinoli.
Il piatto di Eufemio viene odiernamente considerato come il primo "mare-monti" della storia, poiché seppe mettere insieme i prodotti naturali del mare e quelli montani.
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📚 Sicilia du me cori
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