♡ Sicilia Terra Mia ♡
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La Sicilia è una terra stupenda,tutta da scoprire, con la sua storia, le sue origini, la sua cultura tradizioni e tante curiosità

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Ingredienti per il nostro Risotto
Al Cedro di Sicilia.

150 gr di riso carnaroli
15 gr di scorza di cedro, solo la parte gialla
50 ml di succo di cedro
100 gr di provola
50 gr di parmigiano
1 scalogno
1 litro di brodo vegetale
olio extravergine d’oliva
sale
prezzemolo

Una volta preparato il brodo in una padella far stufare lo scalogno. Saranno necessari una quindicina di minuti per preparare un buon fondo.

Procedere così: far soffriggere lo scalogno tritato con poco olio, non appena comincia a cambiar colore aggiungere il brodo, un mesto alla volta.
Appena lo scalogno è diventato trasparente il fondo è pronto quindi possiamo aggiungere il riso.

Tostare i chicchi di riso in padella qualche minuto, quando comincia ad essere del tutto asciutto, aggiungere il brodo e continuare la cottura.
Tagliare il cedro e la provola a dadini, a 2/3 della cottura aggiungere il cedro (succo e scorza) e subito dopo la provola, amalgamare il tutto aggiungendo sempre brodo e terminare con un pochino di prezzemolo e parmigiano.

150 gr di riso carnaroli
15 gr di scorza di cedro, solo la parte gialla
50 ml di succo di cedro
100 gr di provola
50 gr di parmigiano
1 scalogno
1 litro di brodo vegetale
olio extravergine d’oliva
sale
prezzemolo

Una volta preparato il brodo in una padella far stufare lo scalogno. Saranno necessari una quindicina di minuti per preparare un buon fondo.

Procedere così: far soffriggere lo scalogno tritato con poco olio, non appena comincia a cambiar colore aggiungere il brodo, un mesto alla volta.
Appena lo scalogno è diventato trasparente il fondo è pronto quindi possiamo aggiungere il riso.

Tostare i chicchi di riso in padella qualche minuto, quando comincia ad essere del tutto asciutto, aggiungere il brodo e continuare la cottura.
Tagliare il cedro e la provola a dadini, a 2/3 della cottura aggiungere il cedro (succo e scorza) e subito dopo la provola, amalgamare il tutto aggiungendo sempre brodo e terminare con un pochino di prezzemolo e parmigiano.

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Scrusciu ri mari.
Ciauru ri mari.
Scrusciu ri vita.
Ciauru ri vita.
Nuddu si viri.
Nuddu si senti.
U virdi si fa strata
'nte mura manciati
ri l'acqua e ro vientu.
Nun tuppuliati.
Stasira nun c'è anima viva
ca vi rispunni.

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Palermo è una città dal fascino ineguagliabile. Con le sue strade ricche di gente, banchetti di agrumi e souvenir, culla dentro di sé le testimonianze della civiltà arabo-normanna che si snodano in svariate opere architettoniche, alcune delle quali dichiarate Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Tra di esse vanno senza dubbio annoverate le cattedrali di Cefalù e Monreale.

Altre opere sono monumenti nazionali, come la casa natale di Francesco Ferrara e la Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio. Se vi apprestate a visitare questo capoluogo ricco di storia e di cultura, non potete assolutamente perdervi il Palazzo dei Normanni, oggi sede dell’Assemblea regionale siciliana. Di grande impatto visivo è la Cappella Palatina al suo interno ricca di splendidi mosaici.

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La ginestra dell'Etna 🌾

È una pianta a portamento arboreo, che può anche arrivare a dieci metri di altezza. Questa caratteristica la differenzia dalle altre ginestre che hanno normalmente un portamento arbustivo. La chioma è espansa e irregolare e formata da rami giunchiformi verdi.

Le foglie, presenti da ottobre ad aprile, sono lanceolate e lunghe 1 cm, rivestite di lanosità bianca. Cadono quando la pianta si prepara a fiorire.

I fiori sono gialli e disposti in racemi allungati.

I frutti sono dei legumi bruni e glabri, falciformi, che contengono 2-4 semi lenticolari.

Nel contesto Etneo gli aspetti caratterizzati prevalentemente dalla Genista aetnensis, sono sovente interessati da essenze tipiche dei boschi come: Quercus pubescens s.l., Quercus cerris, Betulla aetnensis, Fagus sylvaticus. Colonizzano superfici laviche e rappresentano formazioni di macchia primaria o secondaria in dipendenza delle stazioni in cui sono ubicati. Presentano un corteggio floristico molto variabile dovuto a differerenze ecologiche e dinamiche e soprattutto in rapporto al posto che ciascun esempio di vegetazione occupa nella serie evolutiva alla quale appartiene. Di solito il corteggio floristico, per nulla definito, è più ricco negli aggruppamenti di origine secondaria. L’aggruppamento a Genista aetnensis, ampiamente diffuso su tutto il vulcano assume un ruolo di primo piano nei processi di colonizzazione delle colate laviche ed ha il suo optimum nell’orizzonte dei Querco-Fagetea, ove talora è anche rappresentata allo stato arboreo

Distribuzione e habitat

Cresce spontaneamente in Sicilia, endemica dei versanti collinari e montani dell'Etna, talora in associazione con Adenocarpus bivonii, e nella Sardegna orientale. È stata introdotta, per rimboschimento, sul Vesuvio e sui monti Peloritani

Predilige terreni poveri e siccitosi.

Fino alla creazione del Parco dell'Etna è stata utilizzata per ottenere carbone. È infatti possibile notare in alcune zone la crescita tipica delle piante da ceduo.

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il pane con le panelle, rigorosamente palermitano!

Se siete stati a Palermo sicuramente avrete visto numerose friggitorie o banchetti per la strada dove poter mangiare questi gustosi panini.

Vediamo insieme cosa sono le panelle…  Semplice farina di ceci cotta a fuoco lento con acqua e sale, aromatizzate con prezzemolo e pepe o finocchietto selvatico, in alcune varianti, e una volta freddo questo impasto viene affettato e fritto in olio.

Le Panelle Palermitane si possono mangiare dentro il pane con una semplice spruzzata di limone e magari accompagnate da crocchette di patate ( i cosiddetti “cazzilli”),  oppure come snack croccanti al posto di patatine e salatini durante un aperitivo sfizioso con gli amici.

Per rendere più facile e veloce la preparazione di questo squisito cibo da strada possiamo usare anche il Bimby ed in pochi minuti avremmo delle Panelle Palermitane come se fossimo per le strade di Palermo.

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Alicudi, la più occidentale e la più isolata dell’arcipelago delle isole Eolie, poco più grande di Panarea, un vero e proprio paradiso terrestre. Dalla forma quasi perfettamente conica, incontaminata, aspra e solitaria, Alicudi vanta dei paesaggi caratterizzati dai terrazzamenti con muri a secco, da splendidi scorci sul mare e dalle piccole barche dei pescatori.

Ha un solo centro abitato, che si trova sul versante orientale, diviso in piccole frazioni: Alicudi porto, Contrada Tonna, San Bartolo, Contrada Pianicello e Contrada Sgurbio. Il Monte Filo dell’Arpa raggiunge i 675 metri sul livello del mare anche se in realtà è molto più alto. Questa montagna scoscesa è il cono di un vulcano spento che si inabissa per oltre mille e 500 metri nelle profondità del Mar Tirreno.
Le spiagge di Alicudi si trovano all’interno di anguste insenature granitiche e sono raggiungibili principalmente via mare, l’unica accessibile a piedi è quella vicino al porto. Alicudi conserva ancora in maniera intatta il suo fascino naturale non esistono discoteche, pub, banche e bancomat ma solo un piccolo ristorantino dall’atmosfera unica e tanta tranquillità.

Su Alicudi non esistono strade asfaltate ma piuttosto sentieri adatti al passo degli asinelli, unico mezzo di trasporto dell’isola, viottoli in pietra lavica e scale.
Qui è la natura che gestisce le giornate, un mondo a parte.

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A Sciacca, in provincia di Agrigento, sorge un giardino fuori dal comune che ospita centinaia di opere scultoree di volti di ogni dimensione, e per questo prende il nome di "GIARDINO INCANTATO DELLE TESTE".

Si rimane colpiti da questo luogo molto particolare dove si possono ammirare centinaia di opere scultoree di volti, di ogni dimensione, ricavate dal tufo, da Filippo Bentivegna. Nato a Sciacca nel 1888 e morto nel 1967, egli estrando il tufo direttamente dalla terra per scolpire solo teste, dando loro qualsiasi espressione.
Si trovano infatti teste tristi, felici, rnigmatiche, dirridente, pensierose, arrabbiate, tutte però accomunate da uno sguardo perso nel nulla. Le teste, che arrivano ad essere circa 3000, si presentano tutte con una certa aria familiare, il che fa supporre, anche se sono del tutto immaginarie, che l’autore le indicava con molti nomi di personaggi del luogo, o di personalità storiche, battezzando alcune di esse con i nomi di Garibaldi, Mussolini, Hitler, Pirandello, Dante.
Le opere sono state sistemate in una sorta di percorso espositivo che si conclude nella piccola casetta dove viveva isolato, e fissate alle strutture in pietra appositamente realizzate per accoglierle.

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