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La Sicilia è una terra stupenda,tutta da scoprire, con la sua storia, le sue origini, la sua cultura tradizioni e tante curiosità

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A ROCCAVALDINA c'è la farmacia più antica della Sicilia!

Appartenente al XVI secolo, è rimasta praticamente intatta a Roccavaldina, una Farmacia che rappresenta un vero e proprio museo di vasi farmaceutici.

La cittadina messinese nella Valle del Niceto, è famosa per il suo paesaggio caratteristico ma la sua attrattiva principale è la Farmacia Museo, risalente al 1628, che conserva una collezione comprendente 238 vasi farmaceutici di varia forma, dimensione e vari ornamenti.

Al suo interno troviamo una ricca collezione di ceramica, la seconda al mondo in quanto al numero di pezzi: 238 tra albarelli grandi, fiasche raffiguranti scene bibliche e maioliche che traggono ispirazione dai disegni di Raffaello Sanzio.

Le farmacie, nel XVI secolo, utilizzavano speciali vasi di ceramica per contenere sciroppi, unguenti, oli, grassi e acque medicamentose. Molte collezioni sono però andate distrutte mentre a Roccavaldina i vasi sono stati conservati nei secoli mantenendo ancora oggi l’effetto d’insieme del loro utilizzo originario.

Il corredo di Roccavaldina, quasi unico del suo genere, rappresenta un’interessante occasione per lo studio e la comprensione della storia della ceramica.

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Thea, la principessa preistorica.

La nostra antenata più lontana è una donna vissuta tra 14 e 11mila anni fa, nel Pleistocene superiore. Fu ritrovata ad Acquedolci (Me), nella grotta di San Teodoro, da cui ha avuto origine il nome.

Scoperta nel 1937 nell’unica sepoltura del Paleolitico mai trovata nell’Isola, i suoi resti sono custoditi infatti presso il bel museo geologico “Gaetano G. Gemmellaro” di Palermo che val la pena visitare nel suo complesso.

Quello di Thea, così chiamata negli anni Ottanta del Novecento, quando ne fu determinato il sesso, è il primo scheletro umano dell’Isola, la nostra antenata più antica. Una donna di circa trent’anni, longeva, per le aspettative di vita del tempo, cosa che significa che conduceva un sano stile di vita.
Alta 1 metro e 65 cm circa. Il bacino più largo rispetto a quelli degli scheletri maschili fa pensare che dovette avere dei figli e che morì forse di parto.

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Le orecchie e il naso

Gli unici attributi che sono stati ricostruiti senza riscontri certi sono le orecchie e il naso, parti molli di cui non si è conservata traccia. Anche la pelle di Thea è stata riprodotta: quanto più vicina al vero, morbida al tatto; così come le sopracciglia e i neri capelli veri. Ed è stato lo scultore Toni Rizzo a modellare il volto con l’argilla.
Si tratta di una matriarca vissuta quando le società erano matrifocali e ugualitarie, come quella minoica o quella sicana. La pacifica “civiltà delle dee” non era ancora stata spodestata dal Patriarcato, con le note conseguenze nefaste che giungono fino ai nostri giorni.

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“Principessa preistorica”
Che appartenesse a un ceto sociale elevato, lo testimoniano la dentatura perfetta da cui si arguisce che non avesse problemi di alimentazione e le articolazioni per nulla logorate che suggeriscono che non lavorasse. Questo ha fatto ritenere che Thea fosse la capo-gruppo. Seppur di un piccolo gruppo, e quindi decideva, gestiva e organizzava i lavori dei compagni.

Quindi doveva essere una sacerdotessa o una principessa. Perciò è stata definita la “principessa preistorica”: anche se dalle nostre parti è chiamata familiarmente “a Zzà Thea”.
Viveva in gruppo, come dimostra il fatto che nella stessa grotta sono stati trovati i resti di altre sei persone, quattro maschi e due femmine. E questi erano dediti alla caccia e alla raccolta di frutta e verdure spontanee, non ancora all’agricoltura.Con sofisticate tecniche e un sistema di ricostruzione tipico dell’antropologia forense, ne è stato riprodotto un ipotetico volto.

Sono state ricostruite le sembianze e la fisionomia: il viso allungato; la mandibola sporgente; caratteri somatici molto marcati; e ovviamente lontani dai canoni di bellezza attuale.

La donna più antica di Sicilia è in esposizione presso il Museo “Gemmellaro” di Palermo

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Sua ALTEZZA, il golfo di MONDELLO Palermo

Immagini dall'alto del Golfo di Mondello, a pochi passi dal centro di Palermo, si estende una Perla tropicale di rara bellezza del Capoluogo siciliano. Spiaggia di finissima sabbia bianca fra le scogliere delle Borgate marinare con un mare cristallino dai colori intensi incastonati Fra Montegallo e Monte Pellegrino...

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In un paese di circa 1000 abitanti situato a metà strada tra Messina e Milazzo prende vita il Castello di Roccavaldina, la testimonianza storico-architettonica più importante e significativa di Roccavaldina. Si tratta di una maestosa costruzione sorta inizialmente come struttura difensiva e successivamente ampliata ed adibita a residenza principesca della nobile famiglia dei Prinicipi Valdina.

Il Castello presenta una facciata tipica normanno-sveva con configurazione medioevale di due torri fortificate e merlature guelfe ed un grandioso portale a sesto acuto. Da qui si apre un prezioso loggiato rinascimentale a cinque arcate attributo a Camillo Camilliani o a Jacopo Del Duca, entrambi discepoli di Michelangelo e un monumentale scalone di accesso di marmo della rinomata, ma ormai estinta cava di Billiemi.

Il Castello è unico nel suo genere in quanto l’unico castello di stile fiorentino della Sicilia. Sugli architravi in marmo delle porte e delle finestre si alternano una pigna ed una conchiglia in uno stile simil-barocco esuberante che anticipa il mondo siciliano del seicento. Sul lato nord del castello una merlatura ghibellina a sorpresa, in contrasto con la merlatura anteriore guelfa.

Oggi il Castello di Roccavaldina è la dimora privata degli ultimi discendenti di questa antica famiglia nobiliare che si prodigano per far conoscere questo capolavoro storico-architettonico, rendendolo fruibile alla comunità e occasionalmente aprendo le sue porte ad eventi e cerimonie per poter conseguire una ottimale valorizzazione del bene stesso.

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Le donne di Sicilia hanno negli occhi cento dominazioni.
Sono sensuali e misteriose, come le arabe, fiere come le greche, socievoli come le spagnole...
Sono figlie della più bella mescolanza di razze, un po' gitane, un po' matrone. Sfaccettate come i mosaici di Monreale.
Profumate di gelsomino, limoni, arance.
Hanno la pelle bianca del candore dei nobili, o del colore delle belle olive succulente, o dorata come l'ambra al sole.
Attento, forestiero, alle donne di Sicilia, le più affascinanti creature sulla terra.

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Rometta si trova in provincia di Messina, è un piccolo borgo da visitare adesso che arrivano le belle stagioni.

Fondata in età bizantina e sistemata a 560 metri sul livello del mare appena sopra il golfo di Milazzo, costa nord orientale della Sicilia, questa cittadina di poco più di 6000 abitanti porta con sé i segni delle varie dominazioni a cui dovette sottostare nel corso dei secoli, diventando agli occhi dei visitatori un libro di storia a cielo aperto. Da non perdere la chiesa in stile bizantino intitolata al Santa Maria dei Cerei, le due porte d'accesso alla cittadella fortificata, Porta Messina e Porta Milazzo, la Chiesa Madre e ancora, non lontane dal borgo, le Grotte Saracene.

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Rometta (Messina)

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