♡ Sicilia Terra Mia ♡
790 subscribers
3.93K photos
981 videos
2.58K links
La Sicilia è una terra stupenda,tutta da scoprire, con la sua storia, le sue origini, la sua cultura tradizioni e tante curiosità

Canale👉 @sicil_iaterramia

Aggiungi👉 @MKforwardbot al tuo gruppo

👉discuti https://t.me/c/1099356382/1651287
Download Telegram
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
1
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
“U muccalapuni”.

Ingenuo, boccalone, credulone...
Se si è soliti meravigliarsi e rimanere a bocca aperta per qualunque cosa, anche le più assurde e improbabili, è plausibile che finirai presto per ingoiare (ammuccare) perfino un calabrone o un'ape (lapuni).

Allo stesso tempo può essere utilizzato per chi è facile da abbindolare, convinto della verità di qualunque cosa, fino a lasciarsi persuadere a mangiare qualcosa di pericoloso senza rendersi nemmeno conto del danno che potrebbe arrecare a sé stesso.

👉🏻©@sicil_iaterramia

👉🏻@sicilianewseinfo
📌@sicil_iaterramia
🌎@postidavedere
💡@voglia_di_sapere
🌅@cartolinesiciliaterramia
#sicilia #proverbimessinesi
💯2
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
Il viaggio di ritorno non prevedeva la vista finestrino e allora ho chiesto a @diniloris di scattare una foto all’Etna per me.

L’ho guardato tanto nelle poche ore passate a Reggio Calabria e ogni sguardo riusciva a riempirmi di una inaspettata serenità.

Ridimensiona tutto la sua maestosità, ti ricorda quanto tu sia piccolo, una minuscola forma di vita su questa terra bellissima.

Inevitabilmente ho pensato alla fragilità dell’essere, alla fortuna che abbiamo di vivere questa incredibile esperienza, al rispetto che dovremmo averne, attimo dopo attimo, adesso dopo adesso.

Vi auguro di riuscire a rendervene sempre conto, di emozionarvi, di condividere, di empatizzare, di essere.
Ci proverò anch’io e quando potremo lo faremo insieme, in una piazza per una manifestazione, in un teatro, in un club mentre balliamo, in ogni viaggio possibile.

Ci tenevo a dirvelo, ancora una volta, che in questo mondo strano rischiamo sempre di fare confusione, di dimenticarci cosa siamo.

Ieri ci ha pensato un poeta gentile a ricordarmelo ancora una volta. Spero sia partito per un viaggio bellissimo nell’universo. Mentre cantavo le prime parole de “L’anno che verrà” pensavo a lui, e poi a noi, che siamo qui a vivere tutto questo

👉🏻©diodatomusic

👉🏻©@sicil_iaterramia

👉🏻@sicilianewseinfo
📌@sicil_iaterramia
🌎@postidavedere
💡@voglia_di_sapere
🌅@cartolinesiciliaterramia
2
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
“FARI U SCECCU NTO LINZOLU”
Trad: “Fare l’asino nel lenzuolo”

“Uno dei tanti modi di dire con protagonista l’asino (sceccu). L’espressione si riferisce a chi cerca di fare il finto tonto in una determinata situazione, provando a far credere di non sapere di cosa o di chi si stia parlando. Si estende a coloro che si fingono ingenui a comando, per evitare di esprimersi o prendere posizione su qualcosa che potrebbe coinvolgerli.

Deriverebbe dalla tradizione del teatro popolare. Quando si doveva portare in scena un animale, esso veniva raffigurato attraverso una testa di cartapesta attaccata ad un corpo formato da due attori coperti da un lenzuolo, che ne simulavano il movimento.

Al pubblico era ben chiaro che, nonostante il telo, il corpo dell’animale fosse costituito da due persone. Da qui nascerebbe l’espressione che svela la vera natura di certi scecchi nel lenzuolo.”

👉🏻©@sicil_iaterramia

👉🏻@sicilianewseinfo
📌@sicil_iaterramia
🌎@postidavedere
🌅@cartolinesiciliaterramia
#sicilia #proverbimessinesi
💯2👍1
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
Il Campanile meccanico e astronomico del Duomo di Messina.

Il Leone simboleggia la forza e la provincia di Messina, è alto 4 metri, di bronzo dorato come tutti gli altri automi.

A mezzogiorno, dopo i rintocchi delle campane, inizia i movimenti agitando la bandiera alta 6.30m  e muovendo la coda. Poi gira la testa verso la piazza e alzandola ruggisce per tre volte di seguito.

I movimenti del leone sono garantiti da assi verticali e orizzontali, invece il movimento della bandiera è dovuto ad una piattaforma girevole.

La bandiera non è  quella originale, in quanto è stata oggetto, a fine anni ’60, di un trafugamento da parte dei goliardi toscani per risposta ad un’analoga azione di quelli messinesi.
Sullo stesso piano del Leone si trovano otto campane.

👉🏻©@sicil_iaterramia

👉🏻@sicilianewseinfo
📌@sicil_iaterramia
🌎@postidavedere
🌅@cartolinesiciliaterramia
#sicilia #messina #duomo
💯2
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
La Sicilia, prima dell'arrivo della colonizzazione ellenica,fu abitata da diverse popolazioni come Sicani, Elimi e Siculi: dai greci chiamati antichi popoli di Sicilia.

Queste furono le popolazioni preelleniche della Sicilia che i Greci trovarono quando arrivarono sull'isola nel 1234 a.C..

Gli Elimi.
Intorno al XII secolo a.C. una mescolanza di esuli si fusero con gli insediamenti sicani presenti in quella parte del territorio. Questa nuova mescolanza di genti costituì il popolo degli Elimi, fondatori delle città di Elima, Erice, Entella ed Egesta (Segesta)Tucidide scrive che gli Elimi erano fuggiti da Troia dopo che la città venne distrutta. Per evitare di essere catturati dagli Achei un gruppo di Troiani scappò e dopo un lungo viaggio attraverso il Mar Mediterraneo, approdò in Sicilia nei pressi di Trapani (Drepana).Anche Plutarco riferisce delle origini Troiane dei Segestani (gli abitanti di Segesta), una delle maggiori città Elime.

👉🏻©@sicil_iaterramia

📌@sicil_iaterramia
🌎@postidavedere
#siciliastoria
1💯1
I Sicani.
I Sicani erano un popolo della Sicilia che, secondo la tradizione, era stanziato anticamente su gran parte dell'isola. In seguito, l'area ad est del fiume Salso, fu occupata dai Siculi, che soppiantarono i primitivi popolatori.
Il loro nome deriva dal termine greco Sikania, che indicava la Sicilia occidentale. Sono una popolazione di origine incerta, probabilmente di ceppo indoeuropeo.
Questi popoli rispettavano moltissimo le donne, che erano viste come generatrici di vita, queste erano molto gelose dei loro uomini, forse deriva da ciò la proverbiale gelosia dei siciliani. Quando in una tribù le donne erano in numero maggiore degli uomini, erano mandate a cercarsi il marito in altre tribù ed erano chiamate perciò fanciulle vaganti.
Stabilirono sull'isola e sviluppò una società basata sull'agricoltura, caratterizzata da uno stile di vita pacifico.
Erano abili artigiani, noti per la loro competenza nella produzione di ceramiche, gioielli in oro e argento e armi in rame e bronzo. Inoltre, avevano una grande passione per gli ornamenti personali e utilizzavano ossa di animali, conchiglie e pietre per creare collane, bracciali e orecchini. Costruivano dei pugnali ricurvi detti sike. Oltre alla sike che allacciavano alla cintura, i sicani usavano altre armi, erano formidabili costruttori di archi. Usavano anche un’enorme ascia di pietra molto tagliente, in grado, anche perché maneggiata dalle loro corpulente braccia, di spaccare in due una corazza. Erano soliti combattere nudi, a piedi o su cavalli che montavano senza uso di selle o parature. Non toccavano mai i cadaveri dei nemici e, per stordire gli avversari, usavano la frombola o fionda, che costruivano con un pezzo di foglia di agave e due cordicelle intrecciate di erica.

I Siculi.
I Siculi ("Sikeloi" dal nome del presunto re siculo "Sikelòs"), appartenenti a un popolo indoeuropeo di origine italica (protolatini)[senza fonte], raggiunsero la Sicilia attorno al XV secolo a.C. Attorno al 1000 a.C., fecero ritirare le popolazioni dei Sicani nella parte sud-occidentale della Sicilia. Diodoro Siculo riporta che le aree lasciate libere dai Sicani a seguito dell'eruzione dell'Etna furono occupate dai Siculi provenienti dalla penisola italiana e che dopo una serie di conflitti con i Sicani si giunse alla stipulazione di trattati che definivano le frontiere dei reciproci territori. Dionigi di Alicarnasso nella sua storia delle antichità romane parla dei Siculi come della prima popolazione che abitò la zona di Albalonga, dove poi sorse Roma.
Il nuovo confine territoriale fu il fiume Salso dove rimase fino all'arrivo dei Greci.
Siculo (o Sikelòs o Siculos), è il presunto Re siculo che avrebbe dato il nome al popolo Siculo e alla Sicilia (Sikelia). La sua figura nella tradizione storiografica rimane costantemente legata alla storia del popolo Siculo che dalla penisola italiana passò in Sicilia, anche nei casi in cui si suppone che il popolo non fosse di Siculi, ma di Ausoni o di Liguri, sempre dello stesso popolo, e dello stesso re si parla.

Antioco Senofaneo parla di un Siculo indistinto che sembra comparire dal nulla per dividere le genti, i Siculi dai Morgeti e dagli Itali-Enotri. Filisto di Siracusa, riportato da Dionigi di Alicarnasso dice che le genti le quali passarono dalla penisola italiana in Sicilia sarebbero state in realtà dei Liguri condotti da Sikelòs figlio di Italos. Servio dice che la città da lui chiamata "Laurolavinia" sorse dove già abitava "Siculos

📌@sicil_iaterramia
🌎@postidavedere
💡@voglia_di_sapere
🌅@cartolinesiciliaterramia
#sicilia #storia 
1💯1
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
C’e qualcosa di ancestrale e terribile nella lava . Non ci pensiamo mai, la fiamma che divora e uccide.

Solo un Catanese  capisce a fondo la paura e l’amore per Etna . Per i turisti è uno spettacolo . Ma per il catanese  è qualcosa assieme familiare e inquietante, un’ansia che si cerca di nascondere o di anestetizzare con lo sguardo smagato e sornione di chi è nato in questa città.

Catania  è  città sotto il vulcano. Non c’è differenza, non c’è distanza. Ci è immersa dentro.

È il confine che manca. L’ansia viene da lì. Dalla consapevolezza che ciò che al ETNA   si è strappato con l’inganno ETNA  lo potrebbe rivolere indietro. Eruzione  non è uno scoppio d’ira, non è uno sgarbo, è il lento insinuarsi della lava  in uno spazio suo. E il Catanese   la guarda con il groppo alla gola con cui il debitore vede lo strozzino presentarsi alla sua porta per reclamare un debito.

E se non si  fermasse  più? Se decidesse di riprendersi quello che le appartiene, la città, lo spazio, di rivolere ciò che è suo? Se volesse restare, tenersi tutto? Che le si potrebbe dire mai? Hai torto? Non puoi?

Catania  è l’unica città in cui gli abitanti sono ospiti di una padrona di casa eterna e capricciosa. Una divinità generosa, ma anche piena di bizze. Ma è pur sempre una divinità, e come tutti gli dei è altera ed imperscrutabile.

E allora, quando  esplode  e la dea si manifesta e riprende possesso della sua città, gli abitanti per un attimo trattengono il respiro, pregando la Santuzza che non sia l’ultima volta. Pregando che lei magnanima alla fine restituisca loro le case, i campielli,che sono roba sua e non loro. Che si ritiri, restituendo loro Catania e doni a tutti il privilegio di viverci un giorno in più.

👉🏻@sicilianewseinfo
📌@sicil_iaterramia
🌎@postidavedere
💡@voglia_di_sapere
🌅@cartolinesiciliaterramia
#sicilia #storia 
💯2
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM