♡ Sicilia Terra Mia ♡
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La Sicilia è una terra stupenda,tutta da scoprire, con la sua storia, le sue origini, la sua cultura tradizioni e tante curiosità

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La storia dell’albero di fico e dei suoi fantastici frutti affonda le radici nella mitologia greca.
Già Plutarco ne parlava in termini sacri. Pare che il titano Sykèus, (da syke, fico) si fosse nascosto nel ventre della madre Gea, la terra, per sfuggire all’ira di Zeus. E fu proprio Gea a far germogliare dal suo grembo l’albero che ha preso il nome del figlio: fico.

Nell’antichità era reato esportare i fichi, perché ritenuti un prodotto di prima necessità.
Per di più, qualora il frutto fosse stato trafugato da un albero sacro, il gesto veniva marchiato come sacrilego. Degno di scatenare la collera divina.

L’albero di fico è anche legato alle origini di Roma, perchè una legenda vuole che la cesta contenente Romolo e Remo si fosse incagliata proprio sotto un fico selvatico, schivando così il destino che li avrebbe voluti morti in quanto frutto illegittimo della vestale Rea Silvia. Fu proprio all’ombra di un fico che la lupa nutrì i figli di Marte. E fu quindi sotto un fico che la gloria di Roma crebbe.

I fichi ottimi per proteggere pelle, occhi, cuore e intestino

I fichi sono degli ottimi frutti capaci di proteggere la pelle, gli occhi, l’apparato digerente e l’apparato cardiaco.

Essi sono notoriamente dei frutti dolci.
In realtà forniscono un apporto calorico minore di quello dell’uva e del mandarino: 47 kcal per 100 grammi contro i 70 dell’uva, ad esempio.

Sono davvero un frutto eccezionale.
I semi, le mucillagini e i polisaccaridi contenuti nel frutto (sia mangiato fresco che secco) manifestano delle proprietà lassative capaci di stimolare la peristalsi intestinale.

Nei fichi freschi inoltre sono presenti degli enzimi digestivi che migliorano l’assimilazione delle sostanze nutritive ingerite durante il pasto.

Essi inoltre proteggono la pelle, grazie alla loro azione caustica e proteolitica.

In passato i fichi venivano usati anche come impacco sulle infezioni purulente e sui gonfiori. Tipico è il rimedio contro le puntine. Ma trovavano impiego anche per curare le infiammazioni delle vie urinarie, polmonari e per le gastriti.

I fichi sono ricchi di vitamina A, B1, B2, B6, PP e C, potassio, ferro e calcio.

Il lattice del fico

Quando si stacca un frutto dall’albero di fico, viene secreto un lattice di colore bianco.

Esso è fortemente irritante. Potrebbe esserlo a tal punto da irritare la pelle. Meglio evitare il contatto diretto e prolungato con questo lattice.
Un tempo lo si metteva tutti i giorni sulle verruche o sui porri, per farli scomparire.

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Torna a Trecastagni l'evento "Il salotto dell'Etna"
Letteratura, artigianato, antiquariato, spettacoli e wine experience

Il 29 e il 30 giugno e il 6 e 7 luglio torna a Trecastagni, lungo Corso Vittorio Emanuele, “Il Salotto dell'Etna” , evento molto atteso che mette in risalto il meglio del territorio alla scoperta delle eccellenze locali.

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Trecastagni è un territorio dove gusto, arte e cultura trovano una casa ideale e naturale e proprio per questo l'amministrazione comunale, in collaborazione con il comitato spontaneo del centro storico “Il Salotto dell’Etna” e in sinergia con imprenditori, commercianti e rappresentanti della società civile, da anni porta avanti questa manifestazione molto apprezzata e partecipata. Tra i protagonisti di questa edizione, inoltre, i vini delle cantine del versante est dell'Etna tra masterclass e banchi d'assaggi. Un evento arricchito da esposizioni di artigianato e antiquariato, da appuntamenti di letteratura e arte e spettacoli musicali.

La manifestazione inizierà sabato 29 giugno alle 19:30 con l'apertura degli stands. Tra le rassegne che si svolgeranno in questa edizione “Scintille Letterarie” con la presentazione il 29 giugno del libro “Mogli, Amanti e Muse” di Rosario Cosenza. Il 30 giugno verrà presentato il libro “La dolceria siciliana” di Annamaria Zizza, mentre il 6 luglio sarà la volta della presentazione del libro “Virdimura” di Simona Lo Iacono; infine il 7 luglio verrà presentato il libro “Il Buio delle tre” di Vladimir Di Prima .

Tra gli eventi previsti durante i quattro giorni della manifestazione l'esposizione ed estemporanea di pittura dell'artista Nunzio Papotto. Non mancheranno, inoltre, i momenti di intrattenimento con le esibizioni live del chitarrista Marco Panzani con lo spettacolo “Le mie Canzoni per la strada”; del violinista contemporaneo Orazio Spoto, del Trio “Alibrandi, Amato e Bonaccorsi” con lo spettacolo “Alberto incontra Alberto con Giuseppe” e infine lo spettacolo itinerante a cura dell’Associazione “InterCultura” con una performance di danza e linguaggi contemporanei.

“Il Salotto dell’Etna -dichiara l'assessore al turismo di Trecastagni Edmondo Pappalardo - vuole prospettare una nuova “visione” di sviluppo turistico, culturale ed enogastronomico nella parte più suggestiva di Trecastagni, il Centro Storico. Un turismo lento che valorizzi i palazzi storici , gli scorci e le bellezze architettoniche e paesaggistiche del nostro paese. Con l’ausilio dei nostri viticoltori, dell’artigianato di qualità e degli eventi di contorno, mostreremo ai tanti curiosi e visitatori le bellezze di Trecastagni.”

"L'evento 'Salotto dell’Etna' è giunto alla terza edizione, ed ancora una volta offre la possibilità di degustare vini di alta qualità provenienti dalle più rinomate cantine della zona. L’iniziativa si distingue per l'atmosfera raffinata e accogliente che riesce a creare, per le locations eleganti e la cura dei dettagli. Gli estimatori dell'evento apprezzano la possibilità di entrare in contatto diretto con i produttori di vino, che spesso sono presenti anche per illustrare le loro etichette e raccontare la storia delle proprie aziende. È quindi un'occasione unica per scoprire ed apprezzare le eccellenze enogastronomiche del territorio etneo, con la possibilità di acquistare i prodotti direttamente in loco. Grazie al successo delle prime due edizioni, il Salotto dell'Etna si conferma come un appuntamento imperdibile per gli amanti del buon vino, dell’ antiquariato e dell’artigianato di qualità.  Ringrazio tutta la mia Giunta che, a vario titolo, ha preso parte all’organizzazione dell’evento, e sono certo che riscuoterà ulteriore successo e gradimento".

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Ingredienti per la pasta:

--500 gr farina 00
-50 gr di zucchero
-1 uovo
-250 ml di latte
-1 pizzico di sale
-1 bustina di lievito liofilizzato
-50 gr di strutto

copertura torciglioni:

-zucchero
- cannella

per la crema al latte:

- 1 l di latte
-250 gr di zucchero
-100 gr di amido di grano
-200 ml di panna per dolci

Preparazione:

in una ciotola versa la farina, con lo zucchero, lo strutto, l'uovo e mescolare il tutto.
In una ciotolina versare il latte tiepido con il lievito e un cucchiaino di zucchero, versare nel composto e impastare.
Far lievitare fino al raddoppiarsi della pasta.
Dopo la lievitazione stendere l'impasto che deve risultare alto 5 mm; fare delle strisce larghe di circa 1 cm,e avvolgerli in un cono di acciaio oppure se non si possiedono si possono creare con la carta di alluminio.Quando si creano tutti i torciglioni,farli lievitare x almeno due ore.Finita la lievitazione metterli a friggere in abbondante olio caldo e solo quando si saranno completamente raffreddati toglierli dal cono.Passare nello zucchero e cannella e a questo punto si possono riempire.

preparazione della crema al latte:

In un pentolino aggiungere latte ,zucchero e amido nelle dosi sopra elencate,portare a bollore fino a quando la crema si addensa e lasciare freddare in frigo coperta dalla pellicola.Montare la panna e unirla alla crema poco alla volta,solo quando la crema sara'completamente fredda.A questo punto passare a riempire i torciglioni e fateli riposare in frigo prima di servirli

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Come si preparano le chiavi di San Pietro
Una volta preparata la pasta e distesa su un ripiano di marmo, vengono ritagliate le chiavi, con un apposito stampo; dopo l’infornata vengono spennellate con del miele e poi spolverate con zucchero colorato richiamante i colori del tricolore italiano, molto attenuati nel caso di pasticcerie più raffinate, più accesi in caso contrario, e decorati con i caratteristici confettini di zucchero bianco all’anice da cui mutuano l’inconfondibile sapore che le caratterizza. Se mai aveste voglia di cimentarvi nell’ impresa, neanche poi tanto ardua, di preparare le chiavi di San Pietro a casa, potete provare la ricetta che di seguito Vi proponiamo.

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Le Chiavi di San Pietro: la ricetta

Ingredienti
(per 10 chiavi di media grandezza (o 5 grandi)
200 g di farina 00
100 g di burro (o margarina)
2 tuorli
100 g di miele ( o sciroppo d’acero o d’agave)
100 g mandorle (facoltative)
Zucchero granuloso q.b.
Confettini bianchi all’anice (fondamentali)
Colorante verde e rosa per alimenti

Lavorate la farina con il miele, il burro e i tuorli fino ad ottenere un composto liscio, compatto ed omogeneo.

Tritate le mandorle in pezzi grossolani e aggiungetele all’impasto.

Stendete la pasta ad altezza di mezzo centimetro circa. Tagliate una sagoma di cartone a forma di chiave dell’altezza di 15 cm. Circa (per la chiave piccola) di 30 cm per la chiave grande. Sovrapponete la sagoma alla pasta stesa e ritagliatela.

Disponete le chiavi, facendo attenzione a non deformarle, in una teglia e infornate in forno preriscaldato a 200 °C per circa mezz’ora, avendo l’accortezza di girarle dopo un quarto d’ora in modo da farle dorare da entrambe i lati.

Una volta cotte, lasciatele raffreddare. Nel frattempo prendete 3 bicchierini di carta e mettetevi all’interno in ciascuno 2 cucchiai abbondanti di zucchero.

Mettete in un bicchierino la punta di un cucchiaio di colorante verde, e mescolate fino a rendere lo zucchero di un verde tenue omogeneo. Fate la stessa cosa co il colore rosso nel secondo bicchierino.

Lascerete invece intatto lo zucchero bianco nel terzo bicchierino. Spennellate con pochissimo miele le chiavi ormai raffreddate e cospargetele con lo zucchero dei tre colori in modo da simulare l’alternanza della bandiera italiana.

Allo stesso modo cospargete le estremità del biscotto con gli “anicini” ovvero confettini all’anice che conferiscono il gusto caratteristico a questo antico dolce.

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💻Fonte
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Il 29 giugno, in occasione della festa di San Pietro e Paolo, in alcune pasticcerie siciliane legate alle antiche tradizioni, è possibile trovare dei dolci a forma di chiave adornate con decori variopinti. Scopriamo, di seguito, le origini e l’antica ricetta di questo dolce dedicato all’apostolo.

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