♡ Sicilia Terra Mia ♡
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La Sicilia è una terra stupenda,tutta da scoprire, con la sua storia, le sue origini, la sua cultura tradizioni e tante curiosità

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🌤Previsioni Giovedì 29 Giugno🌦

☀️Sereno o poco nuvoloso salvo locali addensamenti sulle aree interne ma senza fenomeni di rilievo.

🌡Temperature saranno in lieve aumento.

🌬Venti deboli a regime di brezza lungo le coste.

🌊Mari poco mossi.

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Il 29 giugno, in occasione della festa di San Pietro e Paolo, in alcune pasticcerie siciliane legate alle antiche tradizioni, è possibile trovare dei dolci a forma di chiave adornate con decori variopinti. Scopriamo, di seguito, le origini e l’antica ricetta di questo dolce dedicato all’apostolo.

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Le origini della ‘Chiave di San Pietro’
“Poiché noi uomini siamo un ponte tra cielo e terra, a noi uomini spetta una chiave, a Dio l’altra”. A questo concetto religioso, gastronomicamente, come avviene spessissimo in Sicilia, corrisponde un dolce tipico che in questo caso consiste in un biscotto a forma di chiave dalla pasta “elastica” , che viene prodotto in alcune pasticcerie il giorno di San Pietro e Paolo (29 giugno).

L’antica tradizione dei Sanpietrani
Questa usanza risale al periodo in cui anticamente, presso un rione del mandamento di Castellammare del Golfo, abitavano pescatori e pescivendoli soprannominati Sanpietrani perché devoti di San Pietro, e questo bastò a dare il nome al rione: San Pietro, appunto. Sebbene il Santo in quel rione non avesse una chiesa a lui dedicata, che suscitasse nel popolo, almeno, il fervore della fede, il 29 giugno si soleva festeggiare il principe degli apostoli: Pietro; La sera della vigilia e per tutta la notte il divertimento era la prerogativa popolare, a base di luminarie, vino, “tiani ri babbaluci a picchi pacchi” ( grandi recipienti di lumache al pomodoro), sbornie e “sciarri” (zuffe).

Tradizionalmente in questa occasione, i “tavulieddi” organizzavano ogni ben di Dio e ai ragazzi venivano regalati dei caratteristici biscotti a forma di chiave, questo simbolo riconosceva in San Pietro l’autorità custode delle chiavi del Paradiso. Questi biscotti, che comunemente i palermitani chiamano “chiavi ri San Pietru”, sono confezionati con pasta mielata.

Era consuetudine che tutti i fidanzati, nel giorno di San Pietro, non venissero meno ad un dovere di galateo amoroso, presentandosi all’amata con una bella “chiave” per aprire il suo cuore. In questo caso si trattava di chiavi più ricche delle precedenti, preparate con maggior maestria dal pasticcere che le elaborava ulteriormente, utilizzando il più morbido pan di Spagna e rivestendole di panna e frutta sciroppata. Per finire chiavi di color rosso, venivano dipinte sugli usci delle case dei sanpietrani.

E’ rimasta invece, la consuetudine di preparare i biscotti che ancora oggi, confezionati in buste di plastica trasparente chiuse da un nastrino rosso, sono venduti nelle migliori pasticcerie.

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Come si preparano le chiavi di San Pietro
Una volta preparata la pasta e distesa su un ripiano di marmo, vengono ritagliate le chiavi, con un apposito stampo; dopo l’infornata vengono spennellate con del miele e poi spolverate con zucchero colorato richiamante i colori del tricolore italiano, molto attenuati nel caso di pasticcerie più raffinate, più accesi in caso contrario, e decorati con i caratteristici confettini di zucchero bianco all’anice da cui mutuano l’inconfondibile sapore che le caratterizza. Se mai aveste voglia di cimentarvi nell’ impresa, neanche poi tanto ardua, di preparare le chiavi di San Pietro a casa, potete provare la ricetta che di seguito Vi proponiamo.

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Le Chiavi di San Pietro: la ricetta

Ingredienti
(per 10 chiavi di media grandezza (o 5 grandi)
200 g di farina 00
100 g di burro (o margarina)
2 tuorli
100 g di miele ( o sciroppo d’acero o d’agave)
100 g mandorle (facoltative)
Zucchero granuloso q.b.
Confettini bianchi all’anice (fondamentali)
Colorante verde e rosa per alimenti

Lavorate la farina con il miele, il burro e i tuorli fino ad ottenere un composto liscio, compatto ed omogeneo.

Tritate le mandorle in pezzi grossolani e aggiungetele all’impasto.

Stendete la pasta ad altezza di mezzo centimetro circa. Tagliate una sagoma di cartone a forma di chiave dell’altezza di 15 cm. Circa (per la chiave piccola) di 30 cm per la chiave grande. Sovrapponete la sagoma alla pasta stesa e ritagliatela.

Disponete le chiavi, facendo attenzione a non deformarle, in una teglia e infornate in forno preriscaldato a 200 °C per circa mezz’ora, avendo l’accortezza di girarle dopo un quarto d’ora in modo da farle dorare da entrambe i lati.

Una volta cotte, lasciatele raffreddare. Nel frattempo prendete 3 bicchierini di carta e mettetevi all’interno in ciascuno 2 cucchiai abbondanti di zucchero.

Mettete in un bicchierino la punta di un cucchiaio di colorante verde, e mescolate fino a rendere lo zucchero di un verde tenue omogeneo. Fate la stessa cosa co il colore rosso nel secondo bicchierino.

Lascerete invece intatto lo zucchero bianco nel terzo bicchierino. Spennellate con pochissimo miele le chiavi ormai raffreddate e cospargetele con lo zucchero dei tre colori in modo da simulare l’alternanza della bandiera italiana.

Allo stesso modo cospargete le estremità del biscotto con gli “anicini” ovvero confettini all’anice che conferiscono il gusto caratteristico a questo antico dolce.

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🌤Previsioni Venerdì 30 Giugno🌦

🌤Condizioni: Sin dal mattino e per il resto della giornata cielo in prevalenza sereno o poco nuvoloso su tutta l'isola.

🌡Temperature: in aumento sia nei valori massimi che minimi, qualche grado oltre le medie stagionali. Punte di +35°C nelle zone interne.

🌬Venti: deboli di direzione variabile, a regime di brezza lungo le aree costiere.

🌊Mari: calmi o poco mossi tutti i bacini.

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🚩Stretto di Messina

🐟 La tradizionale pesca del pesce spada nello Stretto di Messina è un’attività praticata da tempo immemorabile.

🎥Video realizzato da
🎥👉🏻@pioandreaperi

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E’ suggestivo vedere dal litorale messinese le tipiche imbarcazioni, chiamate feluche, che si muovono per catture “u pisci spada” anche se oggi la caccia avviene con moderne feluche a motore.

La feluca ha una lunga passerella a prora da dove il fiocinatore cattura le sue prede e un’alta antenna centrale sulla cui cima trovano posto il timoniere e le vedette. Le due strutture di ferro sono di 25 e di 28 metri, e le sostiene uno spettacolare groviglio di cavi d’acciaio lungo quasi un chilometro e mezzo.Da aprile a settembre ogni mattina, quando la città è ancora insonnolita, l’equipaggio di “Peppe” si incontra sulla piccola spiaggia di Ganzirri, a pochi chilometri da Messina.

💨 La tiepida brezza lascia sperare in un’altro giorno di buon tempo e se il mare è calmo fra poco inizierà una nuova giornata di pesca, anzi di caccia al pesce spada. Con albero di avvistamento alto fino a 25 metri e passerella fino a 45 metri in metallo per l’arpionaggio.

⛵️Dalla cima dell'albero lo ntinneri, l'avvistatore, scruta una porzione di acque. Gli altri pescatori attendono. Quando un grande pesce spada affiora in lontananza, u ntinerri dà il segnale urlando e indicando con il braccio la direzione ai pescatori, che immediatamente si dispongono ai loro posti sul luntro. Il fiocinatore, si colloca in piedi sull'estremità anteriore dell'imbarcazione. Inizia l'inseguimento.

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🚩Stretto di Messina

Arpioni e cardate, iniziata la stagione di pesca del pesce spada 🐟

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