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"Nuddu si lassa e nuddu si pigghia si 'un s'assumigghia".
Traduzione: "Non ci si lascia e non ci si sceglie se non ci si somiglia".
📸"Amanti a Ciminna, Palermo", Ferdinando Scianna
👉@sicilianewseinfo
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🗞 La Notte Europea dei Musei, biglietti a 1 euro anche in Sicilia, ecco dove
👉 Fonte Giornale di Sicilia
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Giornale di Sicilia
La Notte Europea dei Musei, biglietti a 1 euro anche in Sicilia, ecco dove
Sabato 14 maggio nuova straordinaria opportunità di visitare i beni culturali siciliani con il biglietto d’ingresso al prezzo simbolico di 1 euro. La Regione...
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📍Riserva Naturale "I Laghetti di Marinello Messina"
Istituita nel 1998 ed estesa su 400 ettari, la Riserva dei Laghetti di Marinello si trova in provincia di Messina, sotto il promontorio del santuario di Tindari.
Sembra che, i laghetti di Marinello, si siano originati tra il 1865 e il 1895, a causa delle particolari condizioni che il mare e il meteo vantano in questa zona e di alcuni processi tettonici.
C’è persino una splendida cavità naturale, la grotta di Donna Villa, ricca di stalattiti e stalagmiti e difficile da raggiungere. Pare che nella grotta vivesse una maga incantatrice, che attirava a sé i marinai col suo canto ammalliante per poi divorarli.
E se una preda le scappava, sfogava la sua rabbia contro le pareti affossandovi le dita con una forza tale che, ancora oggi, le sue impronte possono essere viste. Una leggenda, certo, che aggiunge ancor più fascino a quest’angolo di Sicilia tutto da scoprire.
🎥 @alemagazz
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🗞Fonte
Istituita nel 1998 ed estesa su 400 ettari, la Riserva dei Laghetti di Marinello si trova in provincia di Messina, sotto il promontorio del santuario di Tindari.
Sembra che, i laghetti di Marinello, si siano originati tra il 1865 e il 1895, a causa delle particolari condizioni che il mare e il meteo vantano in questa zona e di alcuni processi tettonici.
C’è persino una splendida cavità naturale, la grotta di Donna Villa, ricca di stalattiti e stalagmiti e difficile da raggiungere. Pare che nella grotta vivesse una maga incantatrice, che attirava a sé i marinai col suo canto ammalliante per poi divorarli.
E se una preda le scappava, sfogava la sua rabbia contro le pareti affossandovi le dita con una forza tale che, ancora oggi, le sue impronte possono essere viste. Una leggenda, certo, che aggiunge ancor più fascino a quest’angolo di Sicilia tutto da scoprire.
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In Sicilia la grotta di Donna Villa: la leggenda della Circe siciliana
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via catania.liveuniversity.it
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In Sicilia la grotta di Donna Villa: la leggenda della Circe siciliana
Vicino Tindari esiste una grotta a picco sul mare che, secondo antichi racconti, sarebbe stata abitata da una donna brutta e deforme capace di trasformarsi in una bellissima fanciulla. Ecco la leggenda della Circe siciliana. Se Omero ha narrato la storia…
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Chiosco Ribaudo al Massimo
Il chiosco rappresenta un bel esempio di architettura di stile Liberty, realizzato nell’ottocento dall’architetto Ernesto Basile.
È contraddistinto dalla presenza di una particolare cupola, tipica delle torri carioca, a cui si ispirò l’architetto durante un suo viaggio in Brasile, ma a rendere ancor più particolare l’architettura è la presenza dei “merletti” in ferro battuto che fanno da contrasto con il rosso che fa da sfondo e su cui si staglia, in caratteri dorati, il nome Ribaudo.
Inizialmente adibito alla vendita di bibite, il chiosco – progettato in stretto dialogo con il teatro Massimo – divenne, successivamente, anche biglietteria ed edicola.
📸 @sicilia_prime
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Il chiosco rappresenta un bel esempio di architettura di stile Liberty, realizzato nell’ottocento dall’architetto Ernesto Basile.
È contraddistinto dalla presenza di una particolare cupola, tipica delle torri carioca, a cui si ispirò l’architetto durante un suo viaggio in Brasile, ma a rendere ancor più particolare l’architettura è la presenza dei “merletti” in ferro battuto che fanno da contrasto con il rosso che fa da sfondo e su cui si staglia, in caratteri dorati, il nome Ribaudo.
Inizialmente adibito alla vendita di bibite, il chiosco – progettato in stretto dialogo con il teatro Massimo – divenne, successivamente, anche biglietteria ed edicola.
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C'è un'antica valle dei mulini in Sicilia: sembra di essere in una favola ma è tutto vero
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C'è un'antica valle dei mulini in Sicilia: sembra di essere in una favola ma è tutto vero
Quante volte abbiamo immaginato di trascorrere una giornata in un luogo incantato lontano dal caos della vita di città, dal lavoro, dalla confusione? Adesso si può Il mulino ad acqua di Palazzolo Acreide Quante volte abbiamo immaginato di trascorrere una…
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Dolci gattopardiani e frutta martorana. A Palermo riapre la dolceria delle suore
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Dolci gattopardiani e frutta martorana. A Palermo riapre la dolceria delle suore
Per 700 anni è stato la casa delle suore di clausura dell’ordine di San Domenico, famose per i loro dolci e in particolare per il “Trionfo di gola” citato persino nel “Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa. Dal 2017 il monastero di Santa Caterina a Palermo è…
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Il Castello abbandonato del Duca di Misterbianco.
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Il Castello Duca di Misterbianco si trova all’interno dell’Oasi del Simeto, in prossimità della foce del fiume.
È un edificio d’impostazione neogotica, edificato nel 1930 dal 9° Duca di Misterbianco, Vespasiano.
Un tempo era decisamente fastoso.
Era, infatti, circondato da ettari di terreno (coltivato a vigneti e agrumenti) e aveva un pozzo per l’approvvigionamento dell’acqua, una zona termale con piscina e un colonnato neoclassico.
E’ stato dimora estiva della famiglia Trigona. Rimase in buono stato fino al 1943. Nel mese di luglio di quell’anno, in occasione della battaglia al Ponte Primosole, fu occupato prima dai tedeschi e poi dagli inglesi come posto di osservazione. La torre fu distrutta da una cannonata.
Non mancano, come accade spesso in questi casi, storie di fantasmi. Si dice, infatti, che il castello sia abitato da misteriose presenze, che ogni tanto fanno capolino.
👉@sicilianewseinfo
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È un edificio d’impostazione neogotica, edificato nel 1930 dal 9° Duca di Misterbianco, Vespasiano.
Un tempo era decisamente fastoso.
Era, infatti, circondato da ettari di terreno (coltivato a vigneti e agrumenti) e aveva un pozzo per l’approvvigionamento dell’acqua, una zona termale con piscina e un colonnato neoclassico.
E’ stato dimora estiva della famiglia Trigona. Rimase in buono stato fino al 1943. Nel mese di luglio di quell’anno, in occasione della battaglia al Ponte Primosole, fu occupato prima dai tedeschi e poi dagli inglesi come posto di osservazione. La torre fu distrutta da una cannonata.
Non mancano, come accade spesso in questi casi, storie di fantasmi. Si dice, infatti, che il castello sia abitato da misteriose presenze, che ogni tanto fanno capolino.
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L'elefante nano siciliano viveva fino a settant'anni, era grande quanto un pony
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#storia
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L'elefante nano siciliano viveva fino a settant'anni, era grande quanto un pony
Grandi come pony, sono stati presenti in Sicilia fino a 400 mila anni fa e riuscivano a raggiungere anche i 70 anni d’età. È quanto emerge da un recente studio sul Paleoloxodon falconeri dal titolo Palaeohistology reveals a slow pace of life for the dwarfed…