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Il monastero di Itala "Messina"
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Il monastero dei Santi Pietro e Paolo di Itala è uno dei più importanti edifici normanni della Sicilia nord-orientale.
La sua fondazione avvenne nel 1092 per mezzo di un diploma emanato dal Conte Ruggero all'abate Gerasimo. Per mezzo di questo diploma vengono assegnate al monastero anche le terre di Fiumedinisi, Alì e Gitala (Itala).
Il monastero assume una certa indipendenza nella prima metà del 1100 dall'archimandriatato di Messina. Intorno al XIV sec. il monastero ospita circa 10 monaci.
Del monastero oggi sopravvive solo la chiesa che nel 1930 fu inserita in un folle progetto di demolizione il quale si trasformò in maldestro restauro, che la vide privata delle colonne che suddividono le navate (oggi in cemento) e delle coperture.
Tra le parti più interessanti sopravvissute al tentativo di distruzione sono il transetto su cui si impianta una cupola di probabile origine islamica.
Le pareti laterali presentano all'esterno una ricca decorazione a rilievo con lesene che nella parte superiore creano un motivo ad incrocio ad archi a tutto sesto.
Al contrario la facciata è più sobria decorata con un motivo ad archi intrecciati.
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La sua fondazione avvenne nel 1092 per mezzo di un diploma emanato dal Conte Ruggero all'abate Gerasimo. Per mezzo di questo diploma vengono assegnate al monastero anche le terre di Fiumedinisi, Alì e Gitala (Itala).
Il monastero assume una certa indipendenza nella prima metà del 1100 dall'archimandriatato di Messina. Intorno al XIV sec. il monastero ospita circa 10 monaci.
Del monastero oggi sopravvive solo la chiesa che nel 1930 fu inserita in un folle progetto di demolizione il quale si trasformò in maldestro restauro, che la vide privata delle colonne che suddividono le navate (oggi in cemento) e delle coperture.
Tra le parti più interessanti sopravvissute al tentativo di distruzione sono il transetto su cui si impianta una cupola di probabile origine islamica.
Le pareti laterali presentano all'esterno una ricca decorazione a rilievo con lesene che nella parte superiore creano un motivo ad incrocio ad archi a tutto sesto.
Al contrario la facciata è più sobria decorata con un motivo ad archi intrecciati.
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Policlinico di Catania, premiata ricerca sul mieloma multiplo
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via newsicilia.it
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Policlinico di Catania, premiata ricerca sul mieloma multiplo
CATANIA – Identificare i meccanismi che all’interno del microambiente midollare favoriscono la crescita e ripresa del mieloma multiplo, al secondo posto tra le malattie ematologiche più frequenti. In particolare, tra questi meccanismi, è importante individuare…
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Il Cirneco dell’Etna entra nel registro delle Eredità Immateriali dell'Isola Siciliana.
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Il cirneco dell'Etna, detto anche levriero siciliano. Il sogno di un allevatore di Montelepre diventa realtà.
Della presenza in Sicilia della razza canina si hanno numerose testimonianze sin dall’antichità. Con l’immagine simile alle raffigurazioni egizie del dio Anubi, il Cirneco si trova rappresentato in monete, sculture, pitture, mosaici e testi letterari che ne confermano la sicilianità.
Il Cirneco esprime una meravigliosa sintesi di animale perfettamente adattato al proprio habitat: il territorio siciliano. È, infatti, un animale attento, acuto, fulmineo, dinamico, coraggioso, determinato, scattante, veloce elegante e gentile.
Dopo il carretto siciliano anche la festa di San Giuseppe “W lu Patri di la Pruvudienzia”, che si svolge a Roccapalumba, e il Cirneco dell’Etna entrano, così a far parte del Reis, il registro che raccoglie le eredità immateriali della Sicilia.
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Della presenza in Sicilia della razza canina si hanno numerose testimonianze sin dall’antichità. Con l’immagine simile alle raffigurazioni egizie del dio Anubi, il Cirneco si trova rappresentato in monete, sculture, pitture, mosaici e testi letterari che ne confermano la sicilianità.
Il Cirneco esprime una meravigliosa sintesi di animale perfettamente adattato al proprio habitat: il territorio siciliano. È, infatti, un animale attento, acuto, fulmineo, dinamico, coraggioso, determinato, scattante, veloce elegante e gentile.
Dopo il carretto siciliano anche la festa di San Giuseppe “W lu Patri di la Pruvudienzia”, che si svolge a Roccapalumba, e il Cirneco dell’Etna entrano, così a far parte del Reis, il registro che raccoglie le eredità immateriali della Sicilia.
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SicilyMag
Il Cirneco dell’Etna entra nel registro delle Eredità Immateriali della Sicilia - SicilyMag
Oltre al riconoscimento della razza canina primitiva dell'Etna la commissione si è anche espressa per il riconoscimento, quale patrimonio immateriale, di alcune feste e riti religiosi della Sicilia che sono stati iscritti nel Libro delle Celebrazioni, Feste…
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Una volta poteva succedere anche questo !
CI FICI ANTIPATIA
'N jornu mi dichiarai a 'na bedda fata,
mi desi l'indirizzu, cosa fina,
la sira ci purtai la sirinata.
Viditi chi capricciu, culumbrina :
'dda ci stava lu frati e la cugnata !
Non chiuveva, e mancu era acquazzina,
però arrivò acqua fridda, 'na pignata,
pugna e lignati supra la carina !
🖌Francesco Sciuto
📚Da: Ciraseddi
🎨Nell'immagine : opera del maestro Salvo Caramagno
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#poesie_detti_e_dialetti
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'dda ci stava lu frati e la cugnata !
Non chiuveva, e mancu era acquazzina,
però arrivò acqua fridda, 'na pignata,
pugna e lignati supra la carina !
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📍Catania con vista spettacolare
sull' Etna 🌋♥️
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🐟 La PESCHERIA, MERCATO del PESCE di CATANIA 🦪
📍La pescheria di Catania è un luogo unico, dove si può trovare il vero calore, tradizione e folklore di una regione come la Sicilia.
Vedere la quantità e la varietà della merce, con le voci dei venditori e tantissimi turisti entusiasti che scattano foto e video è un vero spettacolo!
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Borgo rupestre e castello di Sperlinga (EN) Reperti archeologici testimoniano che il territorio e le sue grotte erano abitati già quattromila anni fa. Tra i primi documenti storici in cui è citata Sperlinga, si trova un privilegio del Conte Ruggero del 1082. Risale al periodo subito successivo una forte colonizzazione da parte di popolazioni lombarde venute dal Nord Italia. Per questo motivo a Sperlinga si parla ancora oggi un dialetto gallo-italico, il gallo-italico di Sicilia, dovuto a immigrazioni dalle province di Novara, Asti e Alessandria.
Sperlinga è attestata come castrum (e quindi borgo dotato di strutture castellane) già in un documento del 1239. La storia di Sperlinga si identifica con la storia delle famiglie che hanno posseduto il castello: i Ventimiglia, i Natoli, i Rosso e gli Oneto.
Il paese, nato come borgo feudale ai piedi del castello medievale normanno, si è espanso dal 1597 in poi, quando il re Filippo II concesse a Giovanni Natoli il titolo di principe di Sperlinga.
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Tra i borghi più belli d’Italia ne troviamo tre nel cuore della Sicilia che ci regalano panorami e sole mozzafiato
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Tra i borghi più belli d’Italia ne troviamo tre nel cuore della Sicilia che ci regalano panorami e sole mozzafiato
Questo è proprio il momento giusto per organizzare un bel viaggio. Che sia un weekend lungo a giugno oppure già le vacanze di agosto, possiamo già iniziare a dare un’occhiata per capire dove andare nei prossimi mesi. Proponiamo un paio di consigli utili per…