In Sicilia c'è un posto in cui i bambini vanno a scuola nel bosco: era un sogno, ora è realtà
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In Sicilia c'è un posto in cui i bambini vanno a scuola nel bosco: era un sogno, ora è realtà
Rossella ci ha creduto e ci è riuscita. Qui non suona la campanella ma tutto è ben programmato. Qui si sta in mezzo al verde, si va allo stagno a fare la lezione di scienze. Ecco la scuola diffusa Anche voi avete sempre pensato alla scuola come a un edificio?…
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🏰 Castello Tafuri "Siracusa"
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La storia del castello Tafuri inizia nel 1933, quando il marchese Bruno di Belmonte, affascinato dal panorama del territorio che allora era sotto la provincia di Pachino, volle costruire un edificio maestoso, che fosse all’altezza delle meraviglie naturali del territorio.
L’opera, progettata dall’architetto Crotti di Firenze, in completo stile Liberty, fu realizzata con il solo materiale della cava di pietra dell’Isola delle Correnti e fu portata a termine nel 1935.
Il castello, che si erge proprio accanto a quella che fu la tonnara di Portopalo, non venne mai abitato dalla famiglia Belmonte, in quanto questa abitazione era stata progettata come residenza estiva.
Negli anni ’60 la famiglia Bruno di Belmonte passo la proprietà del castello a Gaetano Tafuri di Pachino. Divenne quindi un locale per serate da ballo fino a metà degli anni ’90 quando fu trasformato in un prestigioso hotel da un imprenditore di Siracusa.
Negli anni successivi fu purtroppo abbandonato senza alcuna destinazione d’uso. Il progetto di riqualificazione partito nel 2015, ha ridato splendore a questa magnifica opera. Oggi è un luxury Resort sul mare!
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Negli anni ’60 la famiglia Bruno di Belmonte passo la proprietà del castello a Gaetano Tafuri di Pachino. Divenne quindi un locale per serate da ballo fino a metà degli anni ’90 quando fu trasformato in un prestigioso hotel da un imprenditore di Siracusa.
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Petrosino nel cuore: tra storia, tradizioni e poesia nel cristallino "Golfo di Pietro"
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Petrosino nel cuore: tra storia, tradizioni e poesia nel cristallino "Golfo di Pietro"
Una meta ricca di sorprese e di luoghi di notevole interesse naturalistico. Tutto quello che c'è da vedere in luogo incantato capace di inghiottire il tempo e custodire momenti di vero riposo Ha un litorale di singolare bellezza, che d’estate esercita un…
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🕍 Duomo di San Giorgio a Ragusa Ibla è una delle opere più suggestive del Barocco siciliano.
Risalendo il corso XXV Aprile, il visitatore si ritrova ai piedi della piazza dove svetta altissimo il Duomo di San Giorgio.
La chiesa non ha, però, una collocazione regolare rispetto alla sottostante piazza:
il suo asse centrale è, infatti, leggermente ruotato rispetto alla linea che risulta dal prolungamento della piazza, non risultando fra l’altro perfettamente allineata con gli assi delle strade.
In questo modo l’osservatore che si introduce in piazza duomo può scorgere la chiesa nelle sue tre dimensioni e di ammirare finanche la sua cupola.
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È nella pace di una grotta di Milazzo: il Santuario di Sant’Antonio da Padova detto "Antonino"
Un panorama mozzafiato, la rupe s'immerge in un mare dai colori cangianti ricco di Poseidonia e Gorgoni rosse, una volta c'erano anche i cavallucci marini. Tra gli anfratti nidificano le rondini stanziali, che non abbandonano mai questo posto.
È un'area marina protetta dove solo i pescatori di Milazzo possono andare e dove le imbarcazioni non possono avvicinarsi, per non turbare questo delicato ecosistema marino. Un paesaggio unico dove la roccia calcarea (coralli sedimentati) cresce di un millimetro l'anno. Siamo a Capo Milazzo, dove all'interno di una delle grotte si trova il Santuario Rupestre di Sant'Antonio da Padova. È in questo posto, bellissimo da visitare, che si lega la storia di Fernando Martins de Bulhões, noto in Portogallo come Antonio da Lisbona, e qui da noi come Antonio da Padova.
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È un'area marina protetta dove solo i pescatori di Milazzo possono andare e dove le imbarcazioni non possono avvicinarsi, per non turbare questo delicato ecosistema marino. Un paesaggio unico dove la roccia calcarea (coralli sedimentati) cresce di un millimetro l'anno. Siamo a Capo Milazzo, dove all'interno di una delle grotte si trova il Santuario Rupestre di Sant'Antonio da Padova. È in questo posto, bellissimo da visitare, che si lega la storia di Fernando Martins de Bulhões, noto in Portogallo come Antonio da Lisbona, e qui da noi come Antonio da Padova.
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Fontana di Orione
La Fontana di Orione, legata al mito di fondazione della città, è una grande fontana al centro della piazza del Duomo.
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Fu realizzata per celebrare la costruzione del primo acquedotto cittadino nel '500 da Giovanni Angelo Montorsoli, allievo di Michelangelo, nel 1553 ed eseguita in collaborazione con Domenico Vanello.
“La più bella fontana del Cinquecento europeo”, è stata definita dallo storico d'arte Bernard Berenson, ed infatti è un'opera di una bellezza non comune, di grande significato e di forte impatto emozionale.
Fu voluta dal Senato messinese nel 1547 a scopo celebrativo, con l'idea di fissare nella memoria la realizzazione del primo acquedotto cittadino che sfruttava convogliando le acque dei torrenti Camaro e Bordonaro, iniziato nel 1530 ed ultimato nel 1547 su progetto dell'architetto taorminese Francesco La Cameola.
L'opera fu talmente apprezzata che il Senato messinese decise di commissionare allo scultore una seconda fontana, oggi conosciuta come fontana del Nettuno.
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Alla ricerca dell’antica città sicula Ambica - La Voce dell'Isola
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CataniaToday
Sicily Magic Fest
Il Sicily Magic Fest, l’evento siciliano dedicato al mondo dell’illusionismo e della prestigiazione torna a Catania per la sua terza edizione. Il 29 e il 30 aprile 2022 oltre 15 illusionisti si alterneranno sul palco della Dimis per trascinare il pubblico…
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Il monastero di Itala "Messina"
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Il monastero dei Santi Pietro e Paolo di Itala è uno dei più importanti edifici normanni della Sicilia nord-orientale.
La sua fondazione avvenne nel 1092 per mezzo di un diploma emanato dal Conte Ruggero all'abate Gerasimo. Per mezzo di questo diploma vengono assegnate al monastero anche le terre di Fiumedinisi, Alì e Gitala (Itala).
Il monastero assume una certa indipendenza nella prima metà del 1100 dall'archimandriatato di Messina. Intorno al XIV sec. il monastero ospita circa 10 monaci.
Del monastero oggi sopravvive solo la chiesa che nel 1930 fu inserita in un folle progetto di demolizione il quale si trasformò in maldestro restauro, che la vide privata delle colonne che suddividono le navate (oggi in cemento) e delle coperture.
Tra le parti più interessanti sopravvissute al tentativo di distruzione sono il transetto su cui si impianta una cupola di probabile origine islamica.
Le pareti laterali presentano all'esterno una ricca decorazione a rilievo con lesene che nella parte superiore creano un motivo ad incrocio ad archi a tutto sesto.
Al contrario la facciata è più sobria decorata con un motivo ad archi intrecciati.
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La sua fondazione avvenne nel 1092 per mezzo di un diploma emanato dal Conte Ruggero all'abate Gerasimo. Per mezzo di questo diploma vengono assegnate al monastero anche le terre di Fiumedinisi, Alì e Gitala (Itala).
Il monastero assume una certa indipendenza nella prima metà del 1100 dall'archimandriatato di Messina. Intorno al XIV sec. il monastero ospita circa 10 monaci.
Del monastero oggi sopravvive solo la chiesa che nel 1930 fu inserita in un folle progetto di demolizione il quale si trasformò in maldestro restauro, che la vide privata delle colonne che suddividono le navate (oggi in cemento) e delle coperture.
Tra le parti più interessanti sopravvissute al tentativo di distruzione sono il transetto su cui si impianta una cupola di probabile origine islamica.
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