Miti e leggende
Chiunque abbia familiarità con la storia della Sicilia, ha già sentito parlare di Dina e Clarenza, due personaggi femminili strettamente legati al destino della città di Messina.
Oggi vi raccontiamo la loro storia. Siamo nel 1282 ed è in corso lo storico assedio di Messina da parte di Carlo I d’Angiò, durante il Vespro siciliano.
Queste due donne sono diventate simbolo di coraggio e attaccamento nei confronti del proprio territorio. Dina e Clarenza sono oggi rappresentate a Messina, sia nel Palazzo Zanca che nel campanile del Duomo. A loro, inoltre, è intitolato l’ex-ottavo quartiere.
La città dello Stretto era comandata da Alaimo di Lentini che, nominato Capitano del Popolo, organizzò la resistenza nella città. Carlo d’Angiò strinse d’assedio Messina invano sino a tutto settembre e nel tentativo di occupazione non risparmiò nessun civile per espugnare la città, né anziani, né donne e né bambini.
La città, pur se stremata dall’assedio, respinse i continui attacchi con la partecipazione di tutta la popolazione. Dina e Clarenza, due dame messinesi, sono due eroine che, nella leggenda, si opposero agli assalti degli Angiò.
Durante la notte dell’8 agosto si ebbe un assalto guelfo italo-francese alle spalle della città.
Le truppe di Carlo tentarono di invadere la città dai colli e le due donne, di guardia alle mura, appena avvistarono i nemici si prodigarono per respingere l’attacco.
Dina scagliando sassi di continuo sui soldati nemici, Clarenza suonando le campane dal campanile del Duomo da dove svegliò tutta la città. Soldati, nobili, giuristi, mercanti, artigiani, sacerdoti e, soprattutto, donne: tutti si diedero da fare per respingere il nemico oltre le mura.
Così i messinesi accorsero a difesa della città e respinsero l’attacco.
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💻https://www.siciliafan.it/leggenda-dina-e-clarenza-messina/
Chiunque abbia familiarità con la storia della Sicilia, ha già sentito parlare di Dina e Clarenza, due personaggi femminili strettamente legati al destino della città di Messina.
Oggi vi raccontiamo la loro storia. Siamo nel 1282 ed è in corso lo storico assedio di Messina da parte di Carlo I d’Angiò, durante il Vespro siciliano.
Queste due donne sono diventate simbolo di coraggio e attaccamento nei confronti del proprio territorio. Dina e Clarenza sono oggi rappresentate a Messina, sia nel Palazzo Zanca che nel campanile del Duomo. A loro, inoltre, è intitolato l’ex-ottavo quartiere.
La città dello Stretto era comandata da Alaimo di Lentini che, nominato Capitano del Popolo, organizzò la resistenza nella città. Carlo d’Angiò strinse d’assedio Messina invano sino a tutto settembre e nel tentativo di occupazione non risparmiò nessun civile per espugnare la città, né anziani, né donne e né bambini.
La città, pur se stremata dall’assedio, respinse i continui attacchi con la partecipazione di tutta la popolazione. Dina e Clarenza, due dame messinesi, sono due eroine che, nella leggenda, si opposero agli assalti degli Angiò.
Durante la notte dell’8 agosto si ebbe un assalto guelfo italo-francese alle spalle della città.
Le truppe di Carlo tentarono di invadere la città dai colli e le due donne, di guardia alle mura, appena avvistarono i nemici si prodigarono per respingere l’attacco.
Dina scagliando sassi di continuo sui soldati nemici, Clarenza suonando le campane dal campanile del Duomo da dove svegliò tutta la città. Soldati, nobili, giuristi, mercanti, artigiani, sacerdoti e, soprattutto, donne: tutti si diedero da fare per respingere il nemico oltre le mura.
Così i messinesi accorsero a difesa della città e respinsero l’attacco.
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Hai mai sentito parlare delle due eroine siciliane Dina e Clarenza? Ecco la loro storia
Ti raccontiamo la loro storia.
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Il castello del '300 e leggenda del re salvato dalla ricotta: a Comiso la dimora Naselli d'Aragona
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Il castello del '300 e leggenda del re salvato dalla ricotta: a Comiso la dimora Naselli d'Aragona
Un castello dalle origini antichissime che risalgono addirittura al XIII XIV secolo. Oltre alla bellezza architettonica , come di dovere, anche alcune leggende lo contornano di fascino, tra cui una in particolare Una vista del Castello dei Naselli d'Aragona…
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La Sicilia festeggia i 450 anni di Caravaggio: si presenta la trilogia su Caravaggio e i caravaggeschi al Bellomo di Siracusa - Siracusa News
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La Sicilia festeggia i 450 anni di Caravaggio: si presenta la trilogia su Caravaggio e i caravaggeschi al Bellomo di Siracusa …
Mercoledì 29 settembre la Sicilia celebra i 450 anni di Caravaggio con due eventi straordinari a Messina e Siracusa. Il Museo interdisciplinare MuMe di Messina – su impulso dell’Assessore regionale dei beni Culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà…
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Zafferana Etnea sorge alle pendici orientali dell'Etna.
Si estende fino alla vetta sommitale del vulcano, includendo nel proprio territorio paesaggi di inestimabile bellezza naturalistica, dai fitti boschi alle distese di deserto lavico.
Collocata in una posizione gradevole per gli amanti della tranquillità e della natura, dista pochi chilometri dai centri maggiori: Catania, Taormina, Acireale e si trova a metà strada tra il mare e la montagna.
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Si estende fino alla vetta sommitale del vulcano, includendo nel proprio territorio paesaggi di inestimabile bellezza naturalistica, dai fitti boschi alle distese di deserto lavico.
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Sai che in Sicilia c'è una Cattedrale di Sale? Ecco dove si trova
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Sai che in Sicilia c'è una Cattedrale di Sale? Ecco dove si trova
14 Dic 2018 Turismo Forse non tutti lo sanno, ma Sicilia c’è una Cattedrale di Sale. A pochi chilometri dal paese di Realmonte in provincia di Agrigento si trova una delle più grandi ed importanti miniere di sale della Sicilia. Circa 25 km di gallerie realizzate…
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Buccheri si aggiudica il Food Trekking Award 2021 - Siracusa News
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Buccheri si aggiudica il Food Trekking Award 2021 - Siracusa News
Tanto piccola ma tanto eccellente Buccheri, punta di diamante degli Iblei che continua a fare incetta di riconoscimenti nazionali ed internazionali. Questa volta lo dice la Wfta. La World Food Travel Association (Wfta), fondata nel 2003 come organizzazione…
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Il Calvario di Tusa si trova nella parte ovest della località su una piccola collina chiamata “Vignuzza” ed è la rappresentazione del Monte Calvario con le tre croci al suo interno.
Da subito all’occhio la particolarità della struttura, volontariamente assimilabile ad un cuore, simbolo della passione di Cristo.
La struttura risale probabilemtne al Cinquecento e fonti attestano che il Calvario fosse luogo di drammatiche rappresetazioni religiose nel corso del Seicento.
Il giorno della domenica delle Palme viene effettuata la “Via Crucis Vivente” e d il venerdì santo la collina diventa palcoscenico per la processione delle statue dei Santi.
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Da subito all’occhio la particolarità della struttura, volontariamente assimilabile ad un cuore, simbolo della passione di Cristo.
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Si narra che qui sia custodito un tesoro che farebbe ricca l'intera Sicilia: la Rocca di Novara
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Si narra che qui sia custodito un tesoro che farebbe ricca l'intera Sicilia: la Rocca di Novara
A circa 1340m sopra il livello del mare, si staglia tra i territori di Novara di Sicilia e Fondachelli Fantina la Rocca, una delle montagne più alte dei monti Peloritani IL VIDEO A circa 1340m sopra il livello del mare, si staglia tra i territori di Novara…
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Il mistero dei dolmen: la Sicilia preistorica che celebrava il sole☀️
Scopriamo insieme questo mistero che ci porta indietro nel tempo⏳
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Il mistero dei dolmen: la Sicilia preistorica che celebrava il sole
Tombe preistoriche, luoghi per riti sacri o siti di archeoastronomia? Sono i dolmen, monumenti in pietra nascosti tra le campagne siciliane che raccontano misteriose usanze di antichi abitanti dell’Isola provenienti dal nord Europa. Da Avola a Termini Imerese…
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Morgantina, un tesoro siciliano di cui si dovrebbe parlare di più: un'antica potenza siculo-greca
Morgantina, città sicula e greca: il sito archeologico nel territorio di Aidone (Enna).
Fu riportata alla luce nel 1955 e, da allora, non ha smesso di raccontarci un prezioso passato.
I suoi resti sono immersi in un contesto naturalistico di grande bellezza.
Il nostro viaggio alla scoperta della Sicilia e delle sue aree archeologiche ci porta oggi ad Aidone, in provincia di Enna.
Qui si trovano i resti di un’antica città siculo-greca, un tempo centro glorioso. Ancora oggi, caminando nel parco archeologico, si riescono a percepire i fasti di quel passato.
Siamo a Morgantina. Questa città siculo-greca si sviluppa su un’altura dei monti Erei: dall’alto domina il fiume Gornalunga e la vallata circostante.
La posizione ci fornisce un’idea di quanto potesse essere vitale e bellissima ai tempi del massimo splendore, circondata da un contesto naturalistico affascinante.
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Morgantina, città sicula e greca: il sito archeologico nel territorio di Aidone (Enna).
Fu riportata alla luce nel 1955 e, da allora, non ha smesso di raccontarci un prezioso passato.
I suoi resti sono immersi in un contesto naturalistico di grande bellezza.
Il nostro viaggio alla scoperta della Sicilia e delle sue aree archeologiche ci porta oggi ad Aidone, in provincia di Enna.
Qui si trovano i resti di un’antica città siculo-greca, un tempo centro glorioso. Ancora oggi, caminando nel parco archeologico, si riescono a percepire i fasti di quel passato.
Siamo a Morgantina. Questa città siculo-greca si sviluppa su un’altura dei monti Erei: dall’alto domina il fiume Gornalunga e la vallata circostante.
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La scoperta di Morgantina nel 1955
La scoperta di questo sito è recente.
Sebbene sia uno dei siti archeologici siciliani più importanti, ancora troppi non ne conoscono la storia.
Sorge a pochi chilometri da Aidone e fu un antico centro strategico, divenuto rilevante in epoca greca.
I resti sono venuti alla luce nel 1955.
Da questo sito provengono importantissimi reperti, come la Dea di Morgantina (talora erroneamente chiamata “Venere“).
Gli scavi sinora compiuti consentono di seguire lo sviluppo dell’insediamento per un periodo di circa un millennio, dalla preistoria all’epoca romana.
L’area più famosa conserva resti dalla metà del V alla fine del I secolo a.C., il periodo di massimo splendore della città.
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Sebbene sia uno dei siti archeologici siciliani più importanti, ancora troppi non ne conoscono la storia.
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I resti sono venuti alla luce nel 1955.
Da questo sito provengono importantissimi reperti, come la Dea di Morgantina (talora erroneamente chiamata “Venere“).
Gli scavi sinora compiuti consentono di seguire lo sviluppo dell’insediamento per un periodo di circa un millennio, dalla preistoria all’epoca romana.
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