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Un antichissimo CASTELLO domina il paesaggio delle colline agrigentine: siamo a NARO 🏰
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Il Castello di Naro è collocato alla sommita del rilievo su cui è sviluppato l'omonimo abitato. A poca distanza si trovano altre due emergenze monumentali: i resti della chiesetta di Sant'Antonio e la vecchia chiesa madre. Il castello presenta pianta irregolare quadrangolare con vasta corte interna sotto la quale è scavata una grande cisterna. Una grande torre quadrata sorge sull'angolo est; sull'angolo sud si trova una torre semicilindrica che non supera attualmente in altezza le mura di cinta, cui è raccordata dal cammino di ronda. Sull'esterno della grande torre quadrata, lato ovest è murato lo scudo aragonese.
Un'altra piccola torre di altezza pari a quella della cortina fiancheggia il portale d'accesso. Fra le due torri principali, parallelamente al muro di cinta sud cui è addossato, si sviluppa un vasto corpo di fabbrica diviso in due piani e tramezzato all'interno in diversi ambienti. La sala principale è coperta da volta a botte a sesto acuto, rinforzata (forse posteriormente) da arcone mediano trasverso pure a sesto acuto che si imposta su due pilastri semicilindrici con base semiottagonale e capitello a motivi floreali. Una scala inserita negli spessori murari porta dal salone alla terrazza merlata.
Dal primo piano del corpo edilizio meridionale si accede alla sala del piano nobile della torre attraverso un arco ogivale con ghiera interna a bastoni a zig-zag. La sala prendeva luce ed aria da due grandi bifore archiacute oggi tompagnate.
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Un'altra piccola torre di altezza pari a quella della cortina fiancheggia il portale d'accesso. Fra le due torri principali, parallelamente al muro di cinta sud cui è addossato, si sviluppa un vasto corpo di fabbrica diviso in due piani e tramezzato all'interno in diversi ambienti. La sala principale è coperta da volta a botte a sesto acuto, rinforzata (forse posteriormente) da arcone mediano trasverso pure a sesto acuto che si imposta su due pilastri semicilindrici con base semiottagonale e capitello a motivi floreali. Una scala inserita negli spessori murari porta dal salone alla terrazza merlata.
Dal primo piano del corpo edilizio meridionale si accede alla sala del piano nobile della torre attraverso un arco ogivale con ghiera interna a bastoni a zig-zag. La sala prendeva luce ed aria da due grandi bifore archiacute oggi tompagnate.
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"La Sicilia delle donne", al via la prima edizione di un festival tutto al femminile @sicilianewseinfo
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"La Sicilia delle donne", al via la prima edizione di un festival tutto al femminile
“La Sicilia delle donne”, è il titolo della prima edizione di un Festival tutto al femminile, diretto da Marinella Fiume e Fulvia Toscano. Il ricco cartellone sarà presentato lunedì 8 marzo, in occasione della Giornata dei diritti della Donna. Spiega la…
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Le meraviglie dello Stagnone
Le Saline “Rosa” dell’Isola Lunga (Marsala)
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Isola Lunga o Isola Grande è la più grande dello Stagnone. La sua formazione ha dato origine alla laguna. Era formata da due isolotti rocciosi,che si unirono formando la lunga Isola. Tra le esperienze proposte, la passeggiata naturalistica con percorso"benessere"nelle Saline presenti presso l'Isola lunga, è sicuramente quella più affascinante ed originale. L'Isola ha origini antichissime. Con molta probabilità la sua comparsa(che diede origine alla laguna) si deve all'allargamento dei depositi di sale molto sfruttati dai Fenici, che contribuirono ad unificare tra di loro alcuni isolotti rocciosi. Ha una superficie di circa 120 ha e una lunghezza di circa 10 km.
La percentuale di salinitá tocca il 37 per mille d'inverno e il 42 per mille d'estate, cosa che la rende un habitat perfetto per alcune specie di piante uniche nel mondo, con la Calendula maritima.
Fino a circa 50 anni or sono era densamente anbitata e coltivata. Oggi la proprietà ha deciso di renderla nuovamente fluibile ai visitatori appassionati di trekking, Birdwatching e percorsi "Benessere" unici ed originali (che prevedono l'immersione nelle vasche e il contatto diretto con il fior di sale).
L'Isola è infatti attraversata da una strada sterrata che percorrere tutto un bosco di pini marittimi dai profumi intensi, inebrianti. Dalla parte opposta si trova una lunga spiaggia di sabbia finissima bianca, chiamata per la bellezza e trasparenza del suo mare Tahiti (anche se difficilmente praticabile a causa della posidonia sulla costa).
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La percentuale di salinitá tocca il 37 per mille d'inverno e il 42 per mille d'estate, cosa che la rende un habitat perfetto per alcune specie di piante uniche nel mondo, con la Calendula maritima.
Fino a circa 50 anni or sono era densamente anbitata e coltivata. Oggi la proprietà ha deciso di renderla nuovamente fluibile ai visitatori appassionati di trekking, Birdwatching e percorsi "Benessere" unici ed originali (che prevedono l'immersione nelle vasche e il contatto diretto con il fior di sale).
L'Isola è infatti attraversata da una strada sterrata che percorrere tutto un bosco di pini marittimi dai profumi intensi, inebrianti. Dalla parte opposta si trova una lunga spiaggia di sabbia finissima bianca, chiamata per la bellezza e trasparenza del suo mare Tahiti (anche se difficilmente praticabile a causa della posidonia sulla costa).
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Castello di Montechiaro
Nei dintorni di Palma di Montechiaro, in prossimità di Marina di Palma, Si eleva il castello di Montechiaro, l'unico dei Manieri chiaramontani in Sicilia edificato su un costone roccioso a picco sul mare.
Realizzato nel 1353 Su ordine di Federico III Chiaramonte fu, per la sua posizione strategica, di grande importanza nella storia della lotta contro i pirati.
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Il Castello di Montechiaro
Tra i diversi bei castelli chiaramontani in Sicilia, quello di Palma di Montechiaro è il solo edificato su su un costone roccioso a picco sul mare
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Dopo la morte di Andrea Chiaramonte e la confisca di tutti i suoi beni, il castello passò alla famiglia Moncada che ne cambiò il nome in Montechiaro con il chiaro intento di cancellare la memoria dei precedenti signori.
Dopo vari passaggi il castello perviene nel XVII secolo, per linea femminile, alla famiglia Tomasi un componente della quale, Carlo Tomasi Caro, ricevette dal re Filippo IV il titolo di duca di Palma.
Questi, abbracciata la vita monastica, cedette tutti i suoi beni al fratello Giulio che fu II duca di Palma e I principe di Lampedusa.
Abbandonato al degrado per parecchio tempo, solo da poco ha subito lavori di restauro.
E' da ricordare che all'interno della cappella è custodita una statua della Madonna che il Caputo attribuisce ad Antonello Gagini.
Assai interessante è la leggenda in cui si narra che la statua, sottratta dai vicini abitanti di Agrigento, fu riportata dai palmesi nel castello dopo una lunga e furibonda lotta. Ad avvalorare tale fatto è il nome dato ad un corso d'acqua che da allora fu indicato come il " vallone della battaglia ".
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Dopo vari passaggi il castello perviene nel XVII secolo, per linea femminile, alla famiglia Tomasi un componente della quale, Carlo Tomasi Caro, ricevette dal re Filippo IV il titolo di duca di Palma.
Questi, abbracciata la vita monastica, cedette tutti i suoi beni al fratello Giulio che fu II duca di Palma e I principe di Lampedusa.
Abbandonato al degrado per parecchio tempo, solo da poco ha subito lavori di restauro.
E' da ricordare che all'interno della cappella è custodita una statua della Madonna che il Caputo attribuisce ad Antonello Gagini.
Assai interessante è la leggenda in cui si narra che la statua, sottratta dai vicini abitanti di Agrigento, fu riportata dai palmesi nel castello dopo una lunga e furibonda lotta. Ad avvalorare tale fatto è il nome dato ad un corso d'acqua che da allora fu indicato come il " vallone della battaglia ".
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La Cappella Palatina, definita da Guy de Maupassant "la chiesa più bella del mondo", è uno dei patrimoni dell'umanità UNESCO di Palermo.
Fu voluta dal re normanno Ruggero II e da egli fu fatta consacrare nel 1140.
Vi operarono maestranze bizantine, arabe e normanne.
Bizantini sono i meravigliosi mosaici che costituiscono uno tra i più pregevoli esempi di arte musiva dell'intero mediterraneo, tra essi la gigantesca figura del Cristo Pantocratore.
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Fu voluta dal re normanno Ruggero II e da egli fu fatta consacrare nel 1140.
Vi operarono maestranze bizantine, arabe e normanne.
Bizantini sono i meravigliosi mosaici che costituiscono uno tra i più pregevoli esempi di arte musiva dell'intero mediterraneo, tra essi la gigantesca figura del Cristo Pantocratore.
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Una delle particolarità e unicità della Cappella, sono i soffitti. In quello centrale si sviluppa un meraviglioso lavoro di muqarnas: originali intagli lignei della cultura araba. In quelli laterali sono state realizzate alcune delle pitture più rare del mondo intero, in quanto vi operarono maestranze arabe che realizzarono decorazioni con scene del paradiso, tratte dal Corano.
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Arriva il cornetto Algida ispirato al cannolo siciliano firmato dalla chef Martina Caruso @sicilianewseinfo
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Arriva il cornetto Algida ispirato al cannolo siciliano firmato dalla chef Martina Caruso
CATANIA - La limited edition 2021 del celebre cornetto Algoda è affidata alla chef stellata eoliana Martina Caruso che firma il gelato ispirato al cannolo siciliano. Il cono avrà una cialda con cannella ripiena di gelato alla panna con ricotta con un cuore…
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L'Etna e la Sicilia realizzati con la terra vulcanica😍
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