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🌿 Immerso nei #Monti #Iblei, il 𝗟𝗮𝗴𝗼 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗥𝗼𝘀𝗮𝗹𝗶𝗮 è una gemma naturale della provincia di #Ragusa.
Formato dalle acque del Fiume Irminio, questo splendido specchio d’acqua è circondato da colline boschive, dove flora e fauna prosperano rigogliose.
Le sponde frastagliate del lago offrono rifugio a un variegato mondo animale, rendendo questo luogo un paradiso per gli amanti della natura. La tranquillità e la bellezza naturale del lago invitano alla contemplazione e alla scoperta.
Una visita qui è un’immersione nella pace di un ecosistema preservato.
🎥 @pigmafpv
©@ig_visitsicily
👉🏻@sicilianewseinfo
📌@sicil_iaterramia
🌎@postidavedere
💡@voglia_di_sapere
🌅@cartolinesiciliaterramia
#sicilia #ragusa #summer #estate #sun #vacanzesiciliane #montiblei #sicil_iaterramia
Formato dalle acque del Fiume Irminio, questo splendido specchio d’acqua è circondato da colline boschive, dove flora e fauna prosperano rigogliose.
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Teatro Greco di Taormina Un posto magico
Grazie a 👉🏻 @pioandreaperi per queste immagini meravigliose ❤
👉🏻@sicilianewseinfo
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#teniamocipermanoonlusdistrettomessina
#sicil_iaterramia
#CCPM #Taormina
#Teatrogrecoditaormina@pioandreaperi
Grazie a 👉🏻 @pioandreaperi per queste immagini meravigliose ❤
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Lo spettacolo nello spettacolo,sua maestà…si esibisce per noi! Questa è la Sicilia!
Una notte indimenticabile con voi,4500 amici,con #RorosarioFiorello #SalvoLaRosa #MarioIncudine #ISoldiSpicci #GiuseppeCastiglia é tanti artisti
molto divertimento e belle canzoni.
Soprattutto siamo riusciti a raccogliere la somma necessaria all’acquisto di un macchinario indispensabile per il #CCPM centro di Cardiochirurgia pediatrica di Taormina e questo ci rende veramente felici.
Anche noi della #Clownteherapy della #TeniamociPerManoOnlusDistrettoMessina siamo felicissimi per aver fatto parte di questa grande iniziativa, grazie a quei piccoli guerrieri che quando ci vedono ci regalano veramente tante emozioni indescrivibili ❤️
Grazie a tutti cu tuttu cori ❤
Grazie a 👉🏻 @pioandreaperi per queste immagini meravigliose ❤
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Una notte indimenticabile con voi,4500 amici,con #RorosarioFiorello #SalvoLaRosa #MarioIncudine #ISoldiSpicci #GiuseppeCastiglia é tanti artisti
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Anche noi della #Clownteherapy della #TeniamociPerManoOnlusDistrettoMessina siamo felicissimi per aver fatto parte di questa grande iniziativa, grazie a quei piccoli guerrieri che quando ci vedono ci regalano veramente tante emozioni indescrivibili ❤️
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#Etna #Taormina #TeatroGreco
#Evento #CCPM Serata di sensibilizzazione a favore dei bambini del Centro di Cardiologia Pediatrica di Taormina.
Grazie a 👉🏻 @pioandreaperi per queste immagini meravigliose ❤
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Il marmo verde di #Taormina è estratto nell’omonima località, ai piedi dei Monti Peloritani.
La superficie, caratterizzata da un singolare verde brillante, è resa ancora più vivida da inaspettate venature di quarzo che regalano ulteriore bellezza a questo marmo spettacolare.
È utilizzato per rivestimenti e sculture.
Il verde di Taormina è famoso e ricercato sin dall'antichità, i romani si contendevano le rare lastre a suon di sesterzi per poter realizzare statue di questo verde così particolare.
Ancora oggi è apprezzato sui mercati nazionali ed internazionali , per i suoi colori caldi ed avvolgenti, viene estratto dall'unica cava ancora attiva e produttiva in San Marco D'allunzio prov. di Messina , contrada Santa Marina ,dalla società " CAVA MARMI ORITI ANTONINO ".
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📜#stoire #leggende #sicil_iaterramia
La superficie, caratterizzata da un singolare verde brillante, è resa ancora più vivida da inaspettate venature di quarzo che regalano ulteriore bellezza a questo marmo spettacolare.
È utilizzato per rivestimenti e sculture.
Il verde di Taormina è famoso e ricercato sin dall'antichità, i romani si contendevano le rare lastre a suon di sesterzi per poter realizzare statue di questo verde così particolare.
Ancora oggi è apprezzato sui mercati nazionali ed internazionali , per i suoi colori caldi ed avvolgenti, viene estratto dall'unica cava ancora attiva e produttiva in San Marco D'allunzio prov. di Messina , contrada Santa Marina ,dalla società " CAVA MARMI ORITI ANTONINO ".
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Pare che esista un motivo che spieghi perchè il marmo abbia tale colore da ricercare in un antico cuntu ….
Cunta lu cuntu ca nella città di Taormina ai tempi quando gli animali parlavano ancora con gli uomini viveva un giovane che si chiamava Sicisberco .
Sicisberco era il segreto figlio del re di Sicilia nascosto dal padre per evitare che venisse ammazzato da qualche intrigo di corte.
Poco prima che compisse 21 anni il ragazzo cadde da uno dei dirupi che circondano la città dei tori, fu portato con grande velocità dal padre per avere le migliori cure possibili.
I cerusici di corte le provarono tutte ma il destino del giovane pareva ormai segnato, allora il re si rivolse al grande mago Malagiggi .
Il mago dopo attento e magico consulto decretò che per salvare l'erede al trono l'unica era mischiare il sangue del giovane con quello di un drago che volontariamente volesse donarlo.
👉🏻@sicilianewseinfo
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📜#stoire #leggende #sicil_iaterramia
Cunta lu cuntu ca nella città di Taormina ai tempi quando gli animali parlavano ancora con gli uomini viveva un giovane che si chiamava Sicisberco .
Sicisberco era il segreto figlio del re di Sicilia nascosto dal padre per evitare che venisse ammazzato da qualche intrigo di corte.
Poco prima che compisse 21 anni il ragazzo cadde da uno dei dirupi che circondano la città dei tori, fu portato con grande velocità dal padre per avere le migliori cure possibili.
I cerusici di corte le provarono tutte ma il destino del giovane pareva ormai segnato, allora il re si rivolse al grande mago Malagiggi .
Il mago dopo attento e magico consulto decretò che per salvare l'erede al trono l'unica era mischiare il sangue del giovane con quello di un drago che volontariamente volesse donarlo.
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Chi sa di storie antiche, sapi pure che tra uomini e draghi le cose non sono mai andate bene, un giorno un cavaliere ne ammazza uno, un altro giorno un drago si ammucca un villaggio picciriddri compresi.
Trovare un drago disposto a donare sangue era cosa difficile assai, comunque sia il mago Malagiggi ne conosceva uno con cui si poteva venire prudentemente a patti.
Il drago Meladonte l'unico tra i draghi che ancora credeva nella convivenza tra umani e bestie volanti.
Accompagnato dal mago, il re andò nell'oscura caverna dei Peloritani dove viveva il drago.
La cosa era pericolosissima in quanto il re aveva dato anni prima ordine di sterminare i draghi e sicuramente non era ben visto dalla comunità draghesca.
Comunque sia i due trovarono un accordo, Meladonte avrebbe donato il suo sangue legandosi per la vita a Sicisberco, ma in cambio il giovane avrebbe dovuto tenere un contegno morale impeccabile e seguire lezioni di comportamento ed educazione tenute dallo stesso drago. Inoltre in Sicilia da quel momento i draghi sarebbero stati sempre ben accolti.
Con le spalle al muro il re dovette accettare le condizioni.
Fu così che Sicisberto si salvò, dopo quattro anni morì il padre e il giovane divenne il re.
L'anima di Sicisberto divenne però ogni giorno più nera, paranoico vedeva traditori ovunque ed era pronto ad ammazzare chiunque non lo riverisse e accondiscendesse alle sue voglie.
A nulla valevano le lezioni di Meladonte, anzi una sera di solstizio quando i draghi sono più deboli, lo fece mettere in catene.
Quella stessa notte diede ordine a tutto l'esercito siciliano di cacciare i draghi e sterminarli.
Il cuore di Meladonte si frantumò per il dispiacere, era l'ultima volta che un drago credeva di poter convivere con gli uomini.
Spinto dalla rabbia spezzò le catene e scappò, in quel di Taormina dove Sicisberto era cresciuto, devastò bestie e genti e con una fiamma verde che si vedeva pure da Malta sfidò in duello il re.
Sicisberto grazie alla trasfusione era diventato il più forte guerriero di Sicilia, arrogante come era accettò la sfida.
Si recò con l'esercito a Taormina e proprio dentro il teatro greco si tenne il più grande duello tra uomini e draghi mai avvenuto nella storia.
Per quanto forti se non si è nobili di cuore, un drago è un avversario imbattibile.
Sicisberto dopo un quarto d'ora di duro pugnare era sfinito e il drago pareva ormai aver vinto, ma infame come era il re aveva preparato una trappola per Meladonte, una grande balestra nascosta, al momento giusto ne scoccò un dardo fatto di ferro delle stelle contro il drago, che fu colpito mortalmente .
Quello che Sicisberto non sapeva era che le vite dei due dalla trasfusione erano legate, morto il drago moriva pure lui.
Fu così che il sangue del re e del drago si mischiarono nella morte, penetrando nelle viscere della montagna.
Morirono insieme e a ricordo dei fatti la montagna di Taormina conservò nelle sue cavità per l'eternità un marmo di colore verde che conosciamo ancora oggi.
Fonti : miglioratimarmi. It ; Nonno Billa che mai ebbe a bere acqua nella sua lunga vita, ma solo bevande alcooliche a chilometro zero e che certe notti di solstizio riusciva a parlare con lo spirito del Mago Malagiggi (cosa si dicessero i due non è dato saperlo).
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Il drago Meladonte l'unico tra i draghi che ancora credeva nella convivenza tra umani e bestie volanti.
Accompagnato dal mago, il re andò nell'oscura caverna dei Peloritani dove viveva il drago.
La cosa era pericolosissima in quanto il re aveva dato anni prima ordine di sterminare i draghi e sicuramente non era ben visto dalla comunità draghesca.
Comunque sia i due trovarono un accordo, Meladonte avrebbe donato il suo sangue legandosi per la vita a Sicisberco, ma in cambio il giovane avrebbe dovuto tenere un contegno morale impeccabile e seguire lezioni di comportamento ed educazione tenute dallo stesso drago. Inoltre in Sicilia da quel momento i draghi sarebbero stati sempre ben accolti.
Con le spalle al muro il re dovette accettare le condizioni.
Fu così che Sicisberto si salvò, dopo quattro anni morì il padre e il giovane divenne il re.
L'anima di Sicisberto divenne però ogni giorno più nera, paranoico vedeva traditori ovunque ed era pronto ad ammazzare chiunque non lo riverisse e accondiscendesse alle sue voglie.
A nulla valevano le lezioni di Meladonte, anzi una sera di solstizio quando i draghi sono più deboli, lo fece mettere in catene.
Quella stessa notte diede ordine a tutto l'esercito siciliano di cacciare i draghi e sterminarli.
Il cuore di Meladonte si frantumò per il dispiacere, era l'ultima volta che un drago credeva di poter convivere con gli uomini.
Spinto dalla rabbia spezzò le catene e scappò, in quel di Taormina dove Sicisberto era cresciuto, devastò bestie e genti e con una fiamma verde che si vedeva pure da Malta sfidò in duello il re.
Sicisberto grazie alla trasfusione era diventato il più forte guerriero di Sicilia, arrogante come era accettò la sfida.
Si recò con l'esercito a Taormina e proprio dentro il teatro greco si tenne il più grande duello tra uomini e draghi mai avvenuto nella storia.
Per quanto forti se non si è nobili di cuore, un drago è un avversario imbattibile.
Sicisberto dopo un quarto d'ora di duro pugnare era sfinito e il drago pareva ormai aver vinto, ma infame come era il re aveva preparato una trappola per Meladonte, una grande balestra nascosta, al momento giusto ne scoccò un dardo fatto di ferro delle stelle contro il drago, che fu colpito mortalmente .
Quello che Sicisberto non sapeva era che le vite dei due dalla trasfusione erano legate, morto il drago moriva pure lui.
Fu così che il sangue del re e del drago si mischiarono nella morte, penetrando nelle viscere della montagna.
Morirono insieme e a ricordo dei fatti la montagna di Taormina conservò nelle sue cavità per l'eternità un marmo di colore verde che conosciamo ancora oggi.
Fonti : miglioratimarmi. It ; Nonno Billa che mai ebbe a bere acqua nella sua lunga vita, ma solo bevande alcooliche a chilometro zero e che certe notti di solstizio riusciva a parlare con lo spirito del Mago Malagiggi (cosa si dicessero i due non è dato saperlo).
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La Madonna della Lettera patrona di Messina
Sono molteplici le storie che legano la città di Messina alla figura di Maria, fin dall'antichità venerata nella città dello Stretto.
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🎥Tv2000.it
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Le origini di questa festa ci riportano indietro nel tempo, fin all'anno 42 d.C., secondo la tradizione, quando sulle sponde della Sicilia giunse l'apostolo Paolo, durante uno dei suoi viaggi d'annuncio del Vangelo, Paolo trovò i messinesi ben disposti a lasciarsi convertire e parlò alla popolazione anche di Maria, Madre di Cristo. Così quando l'apostolo si accinse a partire per tornare in Palestina, una delegazione di messinesi, secondo tradizione composta da Girolamo Origgiano, Marcello Benifacite, Ottavio Brizio e il centurione Mulè, volle partire con lui per incontrare la Madonna e chiedere una benedizione per la città. Così partiti alla volta del medio oriente, i messinesi riuscirono ad incontrare la Vergine il 3 giugno dell'anno 42, ricevendo da essa una lettera, contenente una benedizione per la città e la popolazione, scritta in ebraico, legata con una ciocca dei suoi capelli.
I fieri messinesi fecero ritorno sulle coste peloritane nel settembre dello stesso, recando con loro la lettera che recitava:
"Maria Vergine, figlia di Gioacchino, umilissima serva di Dio, Madre di Gesù Crocefisso, della tribù di Giuda,
della stirpe di Davide, salute a tutti i Messinesi e benedizione di Dio Padre Onnipotente. Ci consta, per pubblico strumento, che voi tutti con fede grande avete a noi spedito Legati e Ambasciatori e confessate che il nostro Figlio, generato da Dio, sia Dio e uomo, e che dopo la sua risurrezione salì al cielo, conoscendo voi la via della verità per mezzo della predicazione di Paolo Apostolo eletto. Per la qual cosa, benediciamo voi e la stessa città, della quale Noi vogliamo essere perpetua protettrice.
Da Gerusalemme"
Nella frase "Vos et ipsam Civitatem benedicimus" ("Benediciamo voi e la vostra Città"), oggi scritta alla base delle stele votiva situata nel porto della città, è sintetizzata la benedizione che Maria volle dare alla città, dando cos' inizio ad una tradizione di fede e devozione che portarono la "Madonna della Lettera" a diventare patrona della città.
Tuttavia il vero e proprio culto così come lo conosciamo oggi, fu introdotto solo nel XV secolo, grazie ad un dotto del tempo, Costantino Lascaris, che fuggito da Costantinopoli caduta in mano ai turchi, venne a Messina, dove fondò una scuola di lettere e presso la quale si sviluppò il culto della Madonna della Lettera. Addirittura sarebbe stato proprio lo stesso Lascaris a tradurre la lettera in latino dall'ebraico in cui era stata scritta.
✍🏻@sicilianewseinfo
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I fieri messinesi fecero ritorno sulle coste peloritane nel settembre dello stesso, recando con loro la lettera che recitava:
"Maria Vergine, figlia di Gioacchino, umilissima serva di Dio, Madre di Gesù Crocefisso, della tribù di Giuda,
della stirpe di Davide, salute a tutti i Messinesi e benedizione di Dio Padre Onnipotente. Ci consta, per pubblico strumento, che voi tutti con fede grande avete a noi spedito Legati e Ambasciatori e confessate che il nostro Figlio, generato da Dio, sia Dio e uomo, e che dopo la sua risurrezione salì al cielo, conoscendo voi la via della verità per mezzo della predicazione di Paolo Apostolo eletto. Per la qual cosa, benediciamo voi e la stessa città, della quale Noi vogliamo essere perpetua protettrice.
Da Gerusalemme"
Nella frase "Vos et ipsam Civitatem benedicimus" ("Benediciamo voi e la vostra Città"), oggi scritta alla base delle stele votiva situata nel porto della città, è sintetizzata la benedizione che Maria volle dare alla città, dando cos' inizio ad una tradizione di fede e devozione che portarono la "Madonna della Lettera" a diventare patrona della città.
Tuttavia il vero e proprio culto così come lo conosciamo oggi, fu introdotto solo nel XV secolo, grazie ad un dotto del tempo, Costantino Lascaris, che fuggito da Costantinopoli caduta in mano ai turchi, venne a Messina, dove fondò una scuola di lettere e presso la quale si sviluppò il culto della Madonna della Lettera. Addirittura sarebbe stato proprio lo stesso Lascaris a tradurre la lettera in latino dall'ebraico in cui era stata scritta.
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