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Oggi, esattamente 33 anni fa avveniva la Strage di Capaci.
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1992 – Strage di Capaci: una bomba fa saltare l’autostrada mentre transitano le auto del giudice Giovanni Falcone e della scorta.
23 maggio 1992 è difficile ancora trovare le parole per descrivere l'orrore che ha attraversato l'Italia. «A questa città vorrei dire: gli uomini passano, le idee restano, restano le loro tensioni morali, continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini».
Una sorta di testamento spirituale che Giovanni Falcone lascia alla sua Palermo e a chiunque scelga di offrire le proprie gambe a quelle idee, per cui lui ha speso tutta una vita.
La feroce vendetta della mafia non riuscirà a cancellare il suo alto esempio di difensore della legalità e di umile servitore dello Stato.Un magistrato che ha dedicato la vita alla lotta contro la mafia, per molti il più alto esempio italiano di uomo delle istituzioni.
Tra i primi a parlare di Cosa nostra come “organizzazione parallela allo Stato”, i suoi metodi di lavoro innovarono l’attività investigativa.
Nato a Palermo, conseguita la laurea in Giurisprudenza con lode all’Università di Palermo, nel 1964 vinse il concorso in magistratura e ricoprì per circa dodici anni il ruolo di sostituto procuratore presso il Tribunale di Trapani.
Chiamato dal giudice Rocco Chinnici (vittima di un attentato insieme alla scorta) a investigare sulla criminalità siciliana e sui contatti con quella americana, nel 1982 entrò nel pool antimafia ideato dallo stesso Chinnici e diretto da Antonino Caponnetto.
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23 maggio 1992 è difficile ancora trovare le parole per descrivere l'orrore che ha attraversato l'Italia. «A questa città vorrei dire: gli uomini passano, le idee restano, restano le loro tensioni morali, continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini».
Una sorta di testamento spirituale che Giovanni Falcone lascia alla sua Palermo e a chiunque scelga di offrire le proprie gambe a quelle idee, per cui lui ha speso tutta una vita.
La feroce vendetta della mafia non riuscirà a cancellare il suo alto esempio di difensore della legalità e di umile servitore dello Stato.Un magistrato che ha dedicato la vita alla lotta contro la mafia, per molti il più alto esempio italiano di uomo delle istituzioni.
Tra i primi a parlare di Cosa nostra come “organizzazione parallela allo Stato”, i suoi metodi di lavoro innovarono l’attività investigativa.
Nato a Palermo, conseguita la laurea in Giurisprudenza con lode all’Università di Palermo, nel 1964 vinse il concorso in magistratura e ricoprì per circa dodici anni il ruolo di sostituto procuratore presso il Tribunale di Trapani.
Chiamato dal giudice Rocco Chinnici (vittima di un attentato insieme alla scorta) a investigare sulla criminalità siciliana e sui contatti con quella americana, nel 1982 entrò nel pool antimafia ideato dallo stesso Chinnici e diretto da Antonino Caponnetto.
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"Menza birra e na gazzusa"🍺🍺
“Birra Messina” fu fondata nel 1923 a Messina con il nome di Birra Trinacria. La sede e le attività produttive dell'impresa furono localizzate in uno stabilimento aperto in via La Farina, nel rione Gazzi.
La produzione si incrementò anno dopo anno estendendosi al mercato meridionale di Sicilia e Calabria finché negli anni settanta lo stabilimento entrò in crisi a causa della diffusione di numerosi marchi concorrenti nazionali ed esteri.
Nel 1988 lo stabilimento di Via Bonino fu acquisito dalla Dreher/Heineken di Milano e venne rilevato anche il marchio “Birra Messina”. La produzione della birra venne pian piano spostata dagli impianti siciliani ad altri del gruppo mantenendo la storica etichetta.
Dal 1999 lo stabilimento messinese si occupò esclusivamente dell’imbottigliamento mentre la produzione era stata trasferita in Puglia, a Massafra, impianto del marchio Dreher.
Nel 2007, il Gruppo Heineken decise la definitiva chiusura dello storico stabilimento messinese, successivamente rilevato nel 2008 dalla Triscele S.r.l della famiglia Faranda, che riavviò l'attività produttiva con il marchio Birra Triscele, durata fino al 2014
Nel 2014 si costituì la cooperativa “Birrificio Messina” composta da alcuni ex-dipendenti Triscele investendo i propri TFR.
Nel 2019, Heineken Italia e la Cooperativa Birrificio Messina, hanno stretto un accordo per produrre nella città peloritana una particolare categoria di prodotto a marchio Birra Messina denominata "Birra Messina Cristalli di Sale", imbottigliata a Massafra.
Birra Messina è il terzo marchio principale del Gruppo Heineken in Italia dopo Birra Moretti e Dreher e le sue linee di prodotto sono tre, la ricetta classica, la Cristalli di Sale e la nuova arrivata Birra Messina Vivace.
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La produzione si incrementò anno dopo anno estendendosi al mercato meridionale di Sicilia e Calabria finché negli anni settanta lo stabilimento entrò in crisi a causa della diffusione di numerosi marchi concorrenti nazionali ed esteri.
Nel 1988 lo stabilimento di Via Bonino fu acquisito dalla Dreher/Heineken di Milano e venne rilevato anche il marchio “Birra Messina”. La produzione della birra venne pian piano spostata dagli impianti siciliani ad altri del gruppo mantenendo la storica etichetta.
Dal 1999 lo stabilimento messinese si occupò esclusivamente dell’imbottigliamento mentre la produzione era stata trasferita in Puglia, a Massafra, impianto del marchio Dreher.
Nel 2007, il Gruppo Heineken decise la definitiva chiusura dello storico stabilimento messinese, successivamente rilevato nel 2008 dalla Triscele S.r.l della famiglia Faranda, che riavviò l'attività produttiva con il marchio Birra Triscele, durata fino al 2014
Nel 2014 si costituì la cooperativa “Birrificio Messina” composta da alcuni ex-dipendenti Triscele investendo i propri TFR.
Nel 2019, Heineken Italia e la Cooperativa Birrificio Messina, hanno stretto un accordo per produrre nella città peloritana una particolare categoria di prodotto a marchio Birra Messina denominata "Birra Messina Cristalli di Sale", imbottigliata a Massafra.
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La Madonna della Lettera patrona di Messina
Sono molteplici le storie che legano la città di Messina alla figura di Maria, fin dall'antichità venerata nella città dello Stretto.
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🎥Tv2000.it
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Le origini di questa festa ci riportano indietro nel tempo, fin all'anno 42 d.C., secondo la tradizione, quando sulle sponde della Sicilia giunse l'apostolo Paolo, durante uno dei suoi viaggi d'annuncio del Vangelo, Paolo trovò i messinesi ben disposti a lasciarsi convertire e parlò alla popolazione anche di Maria, Madre di Cristo. Così quando l'apostolo si accinse a partire per tornare in Palestina, una delegazione di messinesi, secondo tradizione composta da Girolamo Origgiano, Marcello Benifacite, Ottavio Brizio e il centurione Mulè, volle partire con lui per incontrare la Madonna e chiedere una benedizione per la città. Così partiti alla volta del medio oriente, i messinesi riuscirono ad incontrare la Vergine il 3 giugno dell'anno 42, ricevendo da essa una lettera, contenente una benedizione per la città e la popolazione, scritta in ebraico, legata con una ciocca dei suoi capelli.
I fieri messinesi fecero ritorno sulle coste peloritane nel settembre dello stesso, recando con loro la lettera che recitava:
"Maria Vergine, figlia di Gioacchino, umilissima serva di Dio, Madre di Gesù Crocefisso, della tribù di Giuda,
della stirpe di Davide, salute a tutti i Messinesi e benedizione di Dio Padre Onnipotente. Ci consta, per pubblico strumento, che voi tutti con fede grande avete a noi spedito Legati e Ambasciatori e confessate che il nostro Figlio, generato da Dio, sia Dio e uomo, e che dopo la sua risurrezione salì al cielo, conoscendo voi la via della verità per mezzo della predicazione di Paolo Apostolo eletto. Per la qual cosa, benediciamo voi e la stessa città, della quale Noi vogliamo essere perpetua protettrice.
Da Gerusalemme"
Nella frase "Vos et ipsam Civitatem benedicimus" ("Benediciamo voi e la vostra Città"), oggi scritta alla base delle stele votiva situata nel porto della città, è sintetizzata la benedizione che Maria volle dare alla città, dando cos' inizio ad una tradizione di fede e devozione che portarono la "Madonna della Lettera" a diventare patrona della città.
Tuttavia il vero e proprio culto così come lo conosciamo oggi, fu introdotto solo nel XV secolo, grazie ad un dotto del tempo, Costantino Lascaris, che fuggito da Costantinopoli caduta in mano ai turchi, venne a Messina, dove fondò una scuola di lettere e presso la quale si sviluppò il culto della Madonna della Lettera. Addirittura sarebbe stato proprio lo stesso Lascaris a tradurre la lettera in latino dall'ebraico in cui era stata scritta.
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della stirpe di Davide, salute a tutti i Messinesi e benedizione di Dio Padre Onnipotente. Ci consta, per pubblico strumento, che voi tutti con fede grande avete a noi spedito Legati e Ambasciatori e confessate che il nostro Figlio, generato da Dio, sia Dio e uomo, e che dopo la sua risurrezione salì al cielo, conoscendo voi la via della verità per mezzo della predicazione di Paolo Apostolo eletto. Per la qual cosa, benediciamo voi e la stessa città, della quale Noi vogliamo essere perpetua protettrice.
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Nella frase "Vos et ipsam Civitatem benedicimus" ("Benediciamo voi e la vostra Città"), oggi scritta alla base delle stele votiva situata nel porto della città, è sintetizzata la benedizione che Maria volle dare alla città, dando cos' inizio ad una tradizione di fede e devozione che portarono la "Madonna della Lettera" a diventare patrona della città.
Tuttavia il vero e proprio culto così come lo conosciamo oggi, fu introdotto solo nel XV secolo, grazie ad un dotto del tempo, Costantino Lascaris, che fuggito da Costantinopoli caduta in mano ai turchi, venne a Messina, dove fondò una scuola di lettere e presso la quale si sviluppò il culto della Madonna della Lettera. Addirittura sarebbe stato proprio lo stesso Lascaris a tradurre la lettera in latino dall'ebraico in cui era stata scritta.
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𝒱𝑜𝓈 l𝑒𝓉 𝒾𝓅𝓈𝒶𝓂 𝒸𝒾𝓋𝒾𝓉𝒶𝓉𝑒𝓂 𝒷𝑒𝓃𝑒𝒹𝒾𝒸𝒾𝓂𝓊𝓈 ✍🏻
La frase scolpita nel cuore di ogni Messinese così come pronunciata dalla Madonna nella lettera inviata alla città.“Benediciamo voi e la vostra città” e mi piace pensare che dalla cima di quella stele saluti e benedica chiunque parta e arrivi a Messina.
Conoscete la storia della Madonna della Lettera?
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🙏🏻 Secondo la tradizione, san Paolo, giunto a Messina per predicare il Vangelo, trovò la popolazione ben disposta a lasciarsi convertire: ben presto molti cittadini aderirono all'invito convertendosi al Cristianesimo, e nel 42, quando Paolo si accingeva a tornare in Palestina, alcuni messinesi chiesero di accompagnarlo per poter conoscere la Madonna di persona.
👉🏻 Così una delegazione di messinesi si recò in Palestina con una missiva, nella quale i molti concittadini convertiti alla fede di Cristo professavano la loro fede e chiedevano la protezione di Maria.
👐🏻 Maria li accolse e, in risposta alla missiva, inviò indietro una sua lettera, scritta in ebraico, arrotolata e legata con una ciocca dei suoi capelli. La delegazione tornò a Messina l'8 settembre del 42 recando l'importante missiva: in essa Maria lodava la loro fede, diceva di gradire la loro devozione ed assicurava loro la sua perpetua protezione.
⛪ La ciocca di capelli è custodita presso il Duomo di Messina ed esposta nel giorno del Corpus Domini incastonata nell'albero di un piccolo galeone costruito in argento, che rappresenta uno degli esempi della protezione della Madonna per Messina.
Auguri Messina ❤️💛
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⛪ La ciocca di capelli è custodita presso il Duomo di Messina ed esposta nel giorno del Corpus Domini incastonata nell'albero di un piccolo galeone costruito in argento, che rappresenta uno degli esempi della protezione della Madonna per Messina.
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Linea Blu approda a Messina!⚓
Prima tappa alla Madonnina della Lettera, simbolo della città e del suo legame con il mare, sentinella dell’approdo messinese dalla caratteristica forma di “falce”, considerato uno dei porti naturali più sicuri del Mediterraneo e oggi cuore pulsante di un sistema portuale che, con oltre 11,3 milioni di passeggeri all’anno, si è confermato primo porto dell’Unione Europea per traffico passeggeri.
Percorreremo poi il canale che collega lo Stretto al lago salato di Torre Faro, riserva naturale di grande valore ambientale e sito di interesse comunitario, dove convivono habitat unici e numerose specie migratorie.
Seguiremo da vicino, inoltre, il lavoro dei piloti impegnati nello Stretto, figure chiave per la sicurezza della navigazione in uno degli specchi d’acqua più trafficati e complessi del Mediterraneo.
Andremo poi alla scoperta dei tesori nascosti sui fondali dello Stretto: grazie a un’immersione particolarmente impegnativa, le telecamere di Linea Blu - Porti d'Italia hanno documentato la presenza dell’Errina aspera, un raro organismo simile a un piccolo corallo, simbolo della biodiversità marina di questi fondali.
Non mancherà uno sguardo all'antica arte dei cuntastorie siciliani, narratori di piazza che, con voce, canto e cartelloni illustrati, tramandano miti, cronache e leggende popolari. Una tradizione orale che resiste al tempo, mantenendo viva la memoria collettiva dell’isola.
Questo e molto altro oggi sabato 26 luglio, alle ore 14:00 su #Rai1 e in streaming su #RaiPlay.
Non mancate!⛵
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#LineaBlu #Rai1 #RaiPlay
Prima tappa alla Madonnina della Lettera, simbolo della città e del suo legame con il mare, sentinella dell’approdo messinese dalla caratteristica forma di “falce”, considerato uno dei porti naturali più sicuri del Mediterraneo e oggi cuore pulsante di un sistema portuale che, con oltre 11,3 milioni di passeggeri all’anno, si è confermato primo porto dell’Unione Europea per traffico passeggeri.
Percorreremo poi il canale che collega lo Stretto al lago salato di Torre Faro, riserva naturale di grande valore ambientale e sito di interesse comunitario, dove convivono habitat unici e numerose specie migratorie.
Seguiremo da vicino, inoltre, il lavoro dei piloti impegnati nello Stretto, figure chiave per la sicurezza della navigazione in uno degli specchi d’acqua più trafficati e complessi del Mediterraneo.
Andremo poi alla scoperta dei tesori nascosti sui fondali dello Stretto: grazie a un’immersione particolarmente impegnativa, le telecamere di Linea Blu - Porti d'Italia hanno documentato la presenza dell’Errina aspera, un raro organismo simile a un piccolo corallo, simbolo della biodiversità marina di questi fondali.
Non mancherà uno sguardo all'antica arte dei cuntastorie siciliani, narratori di piazza che, con voce, canto e cartelloni illustrati, tramandano miti, cronache e leggende popolari. Una tradizione orale che resiste al tempo, mantenendo viva la memoria collettiva dell’isola.
Questo e molto altro oggi sabato 26 luglio, alle ore 14:00 su #Rai1 e in streaming su #RaiPlay.
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