♡ Sicilia Terra Mia ♡
790 subscribers
3.93K photos
981 videos
2.58K links
La Sicilia è una terra stupenda,tutta da scoprire, con la sua storia, le sue origini, la sua cultura tradizioni e tante curiosità

Canale👉 @sicil_iaterramia

Aggiungi👉 @MKforwardbot al tuo gruppo

👉discuti https://t.me/c/1099356382/1651287
Download Telegram
È l’unico #COMPLESSO #TERMALE di tipo #ISLAMICO in SICILIA: i BAGNI di #CEFALÀDIANA risalenti al XII secolo in provincia di #PALERMO.

👉🏻@sicilianewseinfo
📌@sicil_iaterramia
🌎@postidavedere
💡@voglia_di_sapere
🌅@cartolinesiciliaterramia
2
Sono il più antico esempio in Italia di struttura architettonica costruita per sfruttare una sorgente termale a scopi curativi.

Gli ultimi scavi archeologici condotti al suo interno, tra il 1992 e il 2006, ipotizzano che l’edificio normanno sia nato sotto Guglielmo II (1166-1189), su una struttura di epoca islamica. Dall’epigrafe in arabo che rimane leggibile si scorge il consueto incipit: “In nome di Dio clemente e misericordioso”.

I Bagni furono costruiti a ridosso di uno sperone di roccia da cui sgorgava un’acqua termale calda (35,8°- 38°) utilizzata nel corso dei secoli per scopi terapeutici. Oggi si trovano all'interno di un suggestivo baglio del ‘500.

Consistono in un edificio a pianta rettangolare. All'esterno i muri sono in pietra irregolare con una fascia di tufo, tracce di scrittura in caratteri cufici, usati nella fase più antica della scrittura araba ed elementi decorativi floreali, tipici dell’antico gusto arabo.

L'interno dell'edificio è diviso in due parti da un suggestivo muro a tre archi. L'ambiente più grande è coperto da una volta ad arco ogivale ribassato e ospita tre vasche collegate tra loro. Lungo le pareti vi sono una serie di nicchie, probabilmente utilizzate per riporvi vestiti ed effetti personali prima di immergersi nelle accoglienti vasche. Sono visitabili gratuitamente su richiesta per appuntamento.

👉🏻@sicilianewseinfo
📌@sicil_iaterramia
🌎@postidavedere
💡@voglia_di_sapere
🌅@cartolinesiciliaterramia
1
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
Isola delle Femmine

L’Isola delle Femmine è un fazzoletto di terra adagiato sul mare, sovrastato da una torre diroccata che lotta perennemente contro le forze della natura e che fin dall’antichità ha influenzato col suo fascino intenso e particolare, la fantasia popolare, tanto che attorno alle sue origini hanno preso vita numerose leggende.

🎥@life_in_sicily

👉@sicilianewseinfo
📌@sicil_iaterramia
🌎@postidavedere
🌅@cartolinesiciliaterramia
Isola delle femmine è un comune in provincia di Palermo, situato sulla costa settentrionale della Sicilia, nel mar Tirreno, fra Capo Gallo e Punta Rais. Antico borgo marinaroe e oggi
considerevole centro turistico e di villeggiatura nonchè meta preferita dei surfisti locali, con una singolare riserva naturale marina e terrestre, deve il suo nome alla piccola isola che le sta di fronte.

Già sulle origini  del nome sono molte le controversie, c’è chi pensa che deriva da Isola di Eufemio, detta Insula Fimi, dal nome del governatore bizantino della Sicilia, mentre forse la storia vera del nome è da ricercarsi nel termine Fim (bocca o imboccatura in arabo), che venne tradotto letteralmente nel latino Fimis, parola alterata poi dal dialetto siciliano che la trasformò in fimmini, ed infine italianizzato in Femmine.

Oltre alla torre presente sull’isolotto, realizzata verso la fine del 1500 e che comunemente viene chiamata “torre di fuori”, esiste un’altra torre posta sulla terraferma detta “torre di dentro” e conosciuta anche come “torre del Senato di Palermo”,  quest’ultima eretta intorno al ‘400, facevano entrambe parte del sistema di avviso delle torri costiere della Sicilia.

Il paesino nacque come porto adibito alla pesca del tonno, e proprio per la sua notevole produzione ittica, nel 1831 fu motivo di contesa fra il conte di Capaci e l’arcivescovo di Monreale, e solo nel 1859 la borgata denominata Tonnara fu staccata da Capaci e resa comune autonomo col nome di Isola delle Femmine.
Le leggende, e sono tante , ruotano tutte attorno all’ isolotto e alla sua torre. Quella più conosciuta parla di un carcere femminile che sorgeva appunto sull’isola in tempi antichissimi, ma dagli scavi archeologici fatti, non sono mai emersi resti di vita carceraria.

C’è un’altra leggenda però che parla di un gruppo di donne, tredici fanciulle turche, che essendosi macchiate di colpe gravi, furono imbarcate dai loro congiunti in una nave e mandate alla deriva. Dopo giorni di vagare in balia dei venti e delle tempeste, l’imbarcazione approdò su un isolotto nella baia di Carini.

Qui le donne vissero per sette lunghi anni fino a quando i parenti pentitisi non le cercarono, e trovatele decisero di stabilirsi sulla terraferma formando una cittadina che chiamarono Capaci, (da CCa-paci) ovvero qui la pace, e dando il nome di “isola delle femmine” all’isolotto dove avevano abitato le donne. Ma la storia più suggestiva è certamente quella di Lucia, una bellissima fanciulla del paese innamorata di un suo giovane compaesano, e che per questo rifiutò le offerte amorose di un ricco e prepotente signore il quale, vistosi respinto, per rabbia la fece rapire e rinchiudere in quella torre. La ragazza piuttosto che arrendersi preferì lasciarsi morire di fame e di dolore.

Si narra che ancora oggi nei giorni di tempesta, si ode il suo lamento disperato echeggiare fra le rovine della sua prigione con un’infinita struggente malinconia.

Di un’altra leggenda invece si trova traccia in uno scritto di Plinio il Giovane, e racconta che l’isola fosse la residenza di fanciulle bellissime che si concedevano, per la durata di una luna, cioè un mese, ai giovani guerrieri che si erano distinti in battaglia…

Leggenda e storia si fondono e si confondono, coesistono, e spesso non si sa dove finisce la favola e dove comincia la realtà di questa piccola isola abbracciata dal mare.

👉@sicilianewseinfo
📌@sicil_iaterramia
🌎@postidavedere
🌅@cartolinesiciliaterramia

💻Fonte
👍1
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
🌎 Sicilia 📌 Messina 📍 Viadotto Ritiro:
Lunghezza: 924mt x 22 Campate Altezza: 63 mt.

🔴LUGLIO 2012: Buzzanca ha l’idea facciamo un uscita a Giostra. Il dipartimento di ingegneria civile dell’università di Messina presenta una relazione di 495 pagine, in breve… il calcestruzzo del viadotto (1969) è di scarsa qualità e carenza di supporti antisismici a norma.

🔴OTTOBRE 2012: vengono stanziati 2 ml di euro per gli interventi immediati.

🔴NOVEMBRE 2012: passano venti giorni e la richiesta sale da 2 a 3,7 ml di euro.

🔴GENNAIO 2013: Nuova somma per la messa in sicurezza del viadotto, 47 ml di euro.

🔴MAGGIO 2013: viene inaugurato una parte del nuovo svincolo a Giosta.

🔴NOVEMBRE 2013: Dal viadotto iniziano a cadere i primi pezzi di calcinacci. Sotto il viadotto abitano circa 20.000 persone, c’è 1 scuola elementare e 2 scuole, medie e superiori.

🔴NOVEMBRE 2013: vengono stanziati i fondi per l’adeguamento del viadotto. 30 ml dal CAS e 30 ml dal CIPE e altri fondi pervengono dal FSC.

🔴AGOSTO 2014: la TOTO SPA di Chieti si aggiudica l’appalto per l’adeguamento antisismico del Viadotto per 43,5 ml di euro e dichiara di realizzare l’opera in 2 anni e 4 mesi.

🔴APRILE 2016: vengono consegnati i cantieri per i lavori di adeguamento alla TOTO SPA.

🔴NOVEMBRE 2017: finalmente iniziano i lavori sul viadotto, per concludersi il 14 Luglio 2018.

🔴GIUGNO 2020: i lavori sono al 36%.

🔴GIUGNO 2022: nuova data fissata per la consegna dei lavori del viadotto.

🔴Febbraio 2023: confermata la nuova data per la consegna dei lavori presso il viadotto ritiro.

🔴DICEMBRE 2013: cade un pezzetto di viadotto con conseguente crollo di una sezione, subito dopo si scopre che la colpa non è di nessuno, sembra che a causare il crollo della sezione sia stata la pioggia che cade dal cielo.

🔴MAGGIO 2023: inaugurata l’apertura parziale del viadotto e in due giorni si verificano 2 incidenti.

🔴NOVEMBRE 2023: Nuova data per la consegna dei lavori .

👉🏻@sicilianewseinfo
📌@sicil_iaterramia
🌎@postidavedere
💡@voglia_di_sapere
🌅@cartolinesiciliaterramia
#pontesullostretto #facciamoilpontelungolungo #ponteelevatoiosullostretto
👏1
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
SCILLA E CARIDDI,I DUE MOSTRI CHE ABITAVANO LO STRETTO DI MESSINA

👉🏻@sicilianewseinfo
📌@sicil_iaterramia
🌎@postidavedere
💡@voglia_di_sapere
🌅@cartolinesiciliaterramia
Scilla, ninfa dai bellissimi occhi azzurri, come si racconta nelle “Metamorfosi” di Ovidio, era fortemente amata da un giovane e bellissimo pescatore di nome Glauco.

Si racconta che il ragazzo, un giorno, mentre pescava in un punto in cui l’erba cresceva più verde, si accorse che i pesci, ormai morti, che poggiava su quell’erba, tornavano in vita e si rigettavano in acqua. Decise di assaggiare quell’erba e improvvisamente il suo corpo cominciò a trasformarsi. Gli comparve una coda di pesce al posto delle gambe e le sue braccia, il corpo, i capelli diventarono di un verde-azzurro, colore del mare. Così Glauco, diventato tritone si gettò in mare felice, dove viveva come una divinità marina.Nuotando verso lo stretto Glauco incontrò la bellissima ninfa Scilla. Non appena la vide, il dio marino se ne innamorò follemente ma la ragazza lo rifiutò per il suo aspetto; così Glauco decise di rivolgersi ad una esperta maga perché facesse innamorare Scilla di lui.

Questo grande amore scatenò però la furiosa gelosia di Circe, che voleva Glauco (figlio di Nettuno?) tutto per sé. E sappiamo di cosa fosse capace la maga Circe, in altre storie e avventure epiche raccontate da Omero. Circe si offrì a Glauco, ma respinta da costui perché fortemente innamorato di Scilla, architettò una crudele vendetta nei confronti della rivale in amore e gettò una pozione magica nelle acque della caletta, dove la ninfa si immergeva.Quest’acqua così contaminata trasformò la bella Scilla in un bruttissimo mostro marino. Quando la ragazza vide il suo corpo mostruoso, disperata, si immerse, per non riemergere più, negli abissi dello stretto di Messina, in una profonda grotta, nelle cui vicinanze viveva, nascosto, un altro mostro marino, Cariddi, con una gigantesca bocca piena di varie file di numerosissimi denti e una voracità infinita.

La rabbia nei confronti di Circe si ingigantiva nell’animo di Scilla e la vendetta si abbatté per prima su Ulisse e i suoi compagni, quando questi tentarono di oltrepassare lo stretto di Messina. Il povero mostro marino- racconta Ovidio – a causa di questo gesto fu trasformato in uno scoglio, ma anche come scoglio era l’incubo dei marinai che se ne tenevano alla larga

Questi personaggi mitologici, esaltati dalla fantasia dei grandi scrittori Greci, che riuscivano a rendere umani certi fenomeni naturali inspiegabili, continuano ad affascinare la fantasia popolare. Per tale motivo appartengono di diritto al patrimonio culturale e a quel bagaglio di storie e leggende che si tramandano, si trasformano, si adattano e segnano l’appartenenza a un territorio.

Nella realtà Scilla non è altro che uno scoglio, mentre Cariddi è un gorgo. In passato, però, essi rappresentavano, davvero, un grave pericolo per pescatori e marinai, poiché le imbarcazioni, in uso allora, non erano in grado di attraversare, senza correre pericoli, quel tratto di mare. In effetti ci sono forti correnti che attraversano lo Stretto di Messina e causano particolari fenomeni, tra cui i vortici, chiamati bocche di Cariddi, dovuti all’incontro-scontro dei due mari, il Tirreno e lo Ionio, che hanno caratteristiche e profondità diverse.

Niente di magico, perciò, ma puro fenomeno naturale.

👉🏻@sicilianewseinfo
📌@sicil_iaterramia
🌎@postidavedere
💡@voglia_di_sapere
🌅@cartolinesiciliaterramia
👍3