Messina, i “signori del turismo” scoprono lo Stretto
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Messina, i “signori del turismo” scoprono lo Stretto
Il mare, il mito di Ulisse, la caccia al pescespada e la bellezza della riserva naturale dei laghi di Ganzirri. La prima giornata del “Meeting Tourism dello Stretto” ha il pregio di emozionare i 22 buyers provenienti da ogni parte del mondo e che nei loro…
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Ehy tu.. Si proprio tu.. prenota il tuo biglietto
Ci divertiremo un sacco!.. Sará una serata super speciale 😍
Ah dimenticavo ci saremo anche noi della
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Come si preparano le chiavi di San Pietro
Una volta preparata la pasta e distesa su un ripiano di marmo, vengono ritagliate le chiavi, con un apposito stampo; dopo l’infornata vengono spennellate con del miele e poi spolverate con zucchero colorato richiamante i colori del tricolore italiano, molto attenuati nel caso di pasticcerie più raffinate, più accesi in caso contrario, e decorati con i caratteristici confettini di zucchero bianco all’anice da cui mutuano l’inconfondibile sapore che le caratterizza. Se mai aveste voglia di cimentarvi nell’ impresa, neanche poi tanto ardua, di preparare le chiavi di San Pietro a casa, potete provare la ricetta che di seguito Vi proponiamo.
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Una volta preparata la pasta e distesa su un ripiano di marmo, vengono ritagliate le chiavi, con un apposito stampo; dopo l’infornata vengono spennellate con del miele e poi spolverate con zucchero colorato richiamante i colori del tricolore italiano, molto attenuati nel caso di pasticcerie più raffinate, più accesi in caso contrario, e decorati con i caratteristici confettini di zucchero bianco all’anice da cui mutuano l’inconfondibile sapore che le caratterizza. Se mai aveste voglia di cimentarvi nell’ impresa, neanche poi tanto ardua, di preparare le chiavi di San Pietro a casa, potete provare la ricetta che di seguito Vi proponiamo.
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Le Chiavi di San Pietro: la ricetta
Ingredienti
(per 10 chiavi di media grandezza (o 5 grandi)
200 g di farina 00
100 g di burro (o margarina)
2 tuorli
100 g di miele ( o sciroppo d’acero o d’agave)
100 g mandorle (facoltative)
Zucchero granuloso q.b.
Confettini bianchi all’anice (fondamentali)
Colorante verde e rosa per alimenti
Lavorate la farina con il miele, il burro e i tuorli fino ad ottenere un composto liscio, compatto ed omogeneo.
Tritate le mandorle in pezzi grossolani e aggiungetele all’impasto.
Stendete la pasta ad altezza di mezzo centimetro circa. Tagliate una sagoma di cartone a forma di chiave dell’altezza di 15 cm. Circa (per la chiave piccola) di 30 cm per la chiave grande. Sovrapponete la sagoma alla pasta stesa e ritagliatela.
Disponete le chiavi, facendo attenzione a non deformarle, in una teglia e infornate in forno preriscaldato a 200 °C per circa mezz’ora, avendo l’accortezza di girarle dopo un quarto d’ora in modo da farle dorare da entrambe i lati.
Una volta cotte, lasciatele raffreddare. Nel frattempo prendete 3 bicchierini di carta e mettetevi all’interno in ciascuno 2 cucchiai abbondanti di zucchero.
Mettete in un bicchierino la punta di un cucchiaio di colorante verde, e mescolate fino a rendere lo zucchero di un verde tenue omogeneo. Fate la stessa cosa co il colore rosso nel secondo bicchierino.
Lascerete invece intatto lo zucchero bianco nel terzo bicchierino. Spennellate con pochissimo miele le chiavi ormai raffreddate e cospargetele con lo zucchero dei tre colori in modo da simulare l’alternanza della bandiera italiana.
Allo stesso modo cospargete le estremità del biscotto con gli “anicini” ovvero confettini all’anice che conferiscono il gusto caratteristico a questo antico dolce.
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(per 10 chiavi di media grandezza (o 5 grandi)
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Tritate le mandorle in pezzi grossolani e aggiungetele all’impasto.
Stendete la pasta ad altezza di mezzo centimetro circa. Tagliate una sagoma di cartone a forma di chiave dell’altezza di 15 cm. Circa (per la chiave piccola) di 30 cm per la chiave grande. Sovrapponete la sagoma alla pasta stesa e ritagliatela.
Disponete le chiavi, facendo attenzione a non deformarle, in una teglia e infornate in forno preriscaldato a 200 °C per circa mezz’ora, avendo l’accortezza di girarle dopo un quarto d’ora in modo da farle dorare da entrambe i lati.
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Mettete in un bicchierino la punta di un cucchiaio di colorante verde, e mescolate fino a rendere lo zucchero di un verde tenue omogeneo. Fate la stessa cosa co il colore rosso nel secondo bicchierino.
Lascerete invece intatto lo zucchero bianco nel terzo bicchierino. Spennellate con pochissimo miele le chiavi ormai raffreddate e cospargetele con lo zucchero dei tre colori in modo da simulare l’alternanza della bandiera italiana.
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Il 29 giugno, in occasione della festa di San Pietro e Paolo, in alcune pasticcerie siciliane legate alle antiche tradizioni, è possibile trovare dei dolci a forma di chiave adornate con decori variopinti. Scopriamo, di seguito, le origini e l’antica ricetta di questo dolce dedicato all’apostolo.
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Le origini della ‘Chiave di San Pietro’
“Poiché noi uomini siamo un ponte tra cielo e terra, a noi uomini spetta una chiave, a Dio l’altra”. A questo concetto religioso, gastronomicamente, come avviene spessissimo in Sicilia, corrisponde un dolce tipico che in questo caso consiste in un biscotto a forma di chiave dalla pasta “elastica” , che viene prodotto in alcune pasticcerie il giorno di San Pietro e Paolo (29 giugno).
L’antica tradizione dei Sanpietrani
Questa usanza risale al periodo in cui anticamente, presso un rione del mandamento di Castellammare del Golfo, abitavano pescatori e pescivendoli soprannominati Sanpietrani perché devoti di San Pietro, e questo bastò a dare il nome al rione: San Pietro, appunto. Sebbene il Santo in quel rione non avesse una chiesa a lui dedicata, che suscitasse nel popolo, almeno, il fervore della fede, il 29 giugno si soleva festeggiare il principe degli apostoli: Pietro; La sera della vigilia e per tutta la notte il divertimento era la prerogativa popolare, a base di luminarie, vino, “tiani ri babbaluci a picchi pacchi” ( grandi recipienti di lumache al pomodoro), sbornie e “sciarri” (zuffe).
Tradizionalmente in questa occasione, i “tavulieddi” organizzavano ogni ben di Dio e ai ragazzi venivano regalati dei caratteristici biscotti a forma di chiave, questo simbolo riconosceva in San Pietro l’autorità custode delle chiavi del Paradiso. Questi biscotti, che comunemente i palermitani chiamano “chiavi ri San Pietru”, sono confezionati con pasta mielata.
Era consuetudine che tutti i fidanzati, nel giorno di San Pietro, non venissero meno ad un dovere di galateo amoroso, presentandosi all’amata con una bella “chiave” per aprire il suo cuore. In questo caso si trattava di chiavi più ricche delle precedenti, preparate con maggior maestria dal pasticcere che le elaborava ulteriormente, utilizzando il più morbido pan di Spagna e rivestendole di panna e frutta sciroppata. Per finire chiavi di color rosso, venivano dipinte sugli usci delle case dei sanpietrani.
E’ rimasta invece, la consuetudine di preparare i biscotti che ancora oggi, confezionati in buste di plastica trasparente chiuse da un nastrino rosso, sono venduti nelle migliori pasticcerie.
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“Poiché noi uomini siamo un ponte tra cielo e terra, a noi uomini spetta una chiave, a Dio l’altra”. A questo concetto religioso, gastronomicamente, come avviene spessissimo in Sicilia, corrisponde un dolce tipico che in questo caso consiste in un biscotto a forma di chiave dalla pasta “elastica” , che viene prodotto in alcune pasticcerie il giorno di San Pietro e Paolo (29 giugno).
L’antica tradizione dei Sanpietrani
Questa usanza risale al periodo in cui anticamente, presso un rione del mandamento di Castellammare del Golfo, abitavano pescatori e pescivendoli soprannominati Sanpietrani perché devoti di San Pietro, e questo bastò a dare il nome al rione: San Pietro, appunto. Sebbene il Santo in quel rione non avesse una chiesa a lui dedicata, che suscitasse nel popolo, almeno, il fervore della fede, il 29 giugno si soleva festeggiare il principe degli apostoli: Pietro; La sera della vigilia e per tutta la notte il divertimento era la prerogativa popolare, a base di luminarie, vino, “tiani ri babbaluci a picchi pacchi” ( grandi recipienti di lumache al pomodoro), sbornie e “sciarri” (zuffe).
Tradizionalmente in questa occasione, i “tavulieddi” organizzavano ogni ben di Dio e ai ragazzi venivano regalati dei caratteristici biscotti a forma di chiave, questo simbolo riconosceva in San Pietro l’autorità custode delle chiavi del Paradiso. Questi biscotti, che comunemente i palermitani chiamano “chiavi ri San Pietru”, sono confezionati con pasta mielata.
Era consuetudine che tutti i fidanzati, nel giorno di San Pietro, non venissero meno ad un dovere di galateo amoroso, presentandosi all’amata con una bella “chiave” per aprire il suo cuore. In questo caso si trattava di chiavi più ricche delle precedenti, preparate con maggior maestria dal pasticcere che le elaborava ulteriormente, utilizzando il più morbido pan di Spagna e rivestendole di panna e frutta sciroppata. Per finire chiavi di color rosso, venivano dipinte sugli usci delle case dei sanpietrani.
E’ rimasta invece, la consuetudine di preparare i biscotti che ancora oggi, confezionati in buste di plastica trasparente chiuse da un nastrino rosso, sono venduti nelle migliori pasticcerie.
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La chiave di San Pietro, origini e ricetta del dolce tipico in onore del santo
29 Giu 2023 Ricette Sei su Telegram? Ti piacciono le nostre notizie? Segui il canale di SiciliaFan! Iscriviti, cliccando qui! UNISCITI
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Sapevate che le pale del fico d'India possono essere utilizzate in cucina? 🌵
Le pale sono un alimento ancora troppo poco valorizzato; sono ricche di nutrienti e proprietà benefiche per la salute, oltre ad essere naturalmente sostenibili. 🌱
🥗 Ricche di fibre, vitamine e minerali
🍃 100% naturali, senza conservanti e pesticidi
🌋 Coltivate in Sicilia alle pendici dell'Etna
👩🍳 Facili da preparare e versatili in cucina
Le ricette da poter realizzare sono tante: si può preparare un’insalata, si possono saltare in padella o realizzare delle cotolette vegetariane.
Sono ottime anche per una grigliata estiva. ☀️
Se si vogliono sperimentare piatti più originali, possono essere utilizzate al posto delle melanzane per la parmigiana.
Inoltre, possono essere frullate, creando una bevanda estiva nutriente e rinfrescante.
Non fatevi spaventare dalle spine perché si rimuovono facilmente. ☺️
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Sono ottime anche per una grigliata estiva. ☀️
Se si vogliono sperimentare piatti più originali, possono essere utilizzate al posto delle melanzane per la parmigiana.
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Il siciliano tra le nuove lingue di Google Translate grazie a un gruppo di palermitani: "Salviamo il nostro dialetto"
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Il siciliano tra le nuove lingue di Google Translate grazie a un gruppo di palermitani: "Salviamo il nostro dialetto"
Il dialetto siciliano ora è tra le lingue che è possibile tradurre su Google. E' questa l'ultima novità introdotta dal colosso statunitense: Google Translate ha infatti allargato il ventaglio di scelta delle lingue supportate. Per fare questo ha potuto contare…
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Si intensifica ulteriormente l’attività eruttiva al cratere centrale dell’Etna, detto anche Voragine.
Da qui fuoriesce una colata lavica che si versa "a cascata" dentro l'altro cratere sommitale Bocca Nuova.
L’attività stromboliana da due bocche sul nuovo cono si è progressivamente intensificata, permettendo al cono di crescere molto rapidamente.
Le spettacolari immagini girate a cavallo tra la notte dell'1 e 2 luglio e all'alba.
🎥 @localteam.it
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Messina i giganti Mata e Grifone sfilano per la città nel 1895.
Ancora oggi chi si trovasse a Messina potrà ammirare la sfilata dal 10 al 14 Agosto.
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