Torna a Trecastagni l'evento "Il salotto dell'Etna"
Letteratura, artigianato, antiquariato, spettacoli e wine experience
Il 29 e il 30 giugno e il 6 e 7 luglio torna a Trecastagni, lungo Corso Vittorio Emanuele, “Il Salotto dell'Etna” , evento molto atteso che mette in risalto il meglio del territorio alla scoperta delle eccellenze locali.
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💡@voglia_di_sapere
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Letteratura, artigianato, antiquariato, spettacoli e wine experience
Il 29 e il 30 giugno e il 6 e 7 luglio torna a Trecastagni, lungo Corso Vittorio Emanuele, “Il Salotto dell'Etna” , evento molto atteso che mette in risalto il meglio del territorio alla scoperta delle eccellenze locali.
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Trecastagni è un territorio dove gusto, arte e cultura trovano una casa ideale e naturale e proprio per questo l'amministrazione comunale, in collaborazione con il comitato spontaneo del centro storico “Il Salotto dell’Etna” e in sinergia con imprenditori, commercianti e rappresentanti della società civile, da anni porta avanti questa manifestazione molto apprezzata e partecipata. Tra i protagonisti di questa edizione, inoltre, i vini delle cantine del versante est dell'Etna tra masterclass e banchi d'assaggi. Un evento arricchito da esposizioni di artigianato e antiquariato, da appuntamenti di letteratura e arte e spettacoli musicali.
La manifestazione inizierà sabato 29 giugno alle 19:30 con l'apertura degli stands. Tra le rassegne che si svolgeranno in questa edizione “Scintille Letterarie” con la presentazione il 29 giugno del libro “Mogli, Amanti e Muse” di Rosario Cosenza. Il 30 giugno verrà presentato il libro “La dolceria siciliana” di Annamaria Zizza, mentre il 6 luglio sarà la volta della presentazione del libro “Virdimura” di Simona Lo Iacono; infine il 7 luglio verrà presentato il libro “Il Buio delle tre” di Vladimir Di Prima .
Tra gli eventi previsti durante i quattro giorni della manifestazione l'esposizione ed estemporanea di pittura dell'artista Nunzio Papotto. Non mancheranno, inoltre, i momenti di intrattenimento con le esibizioni live del chitarrista Marco Panzani con lo spettacolo “Le mie Canzoni per la strada”; del violinista contemporaneo Orazio Spoto, del Trio “Alibrandi, Amato e Bonaccorsi” con lo spettacolo “Alberto incontra Alberto con Giuseppe” e infine lo spettacolo itinerante a cura dell’Associazione “InterCultura” con una performance di danza e linguaggi contemporanei.
“Il Salotto dell’Etna -dichiara l'assessore al turismo di Trecastagni Edmondo Pappalardo - vuole prospettare una nuova “visione” di sviluppo turistico, culturale ed enogastronomico nella parte più suggestiva di Trecastagni, il Centro Storico. Un turismo lento che valorizzi i palazzi storici , gli scorci e le bellezze architettoniche e paesaggistiche del nostro paese. Con l’ausilio dei nostri viticoltori, dell’artigianato di qualità e degli eventi di contorno, mostreremo ai tanti curiosi e visitatori le bellezze di Trecastagni.”
"L'evento 'Salotto dell’Etna' è giunto alla terza edizione, ed ancora una volta offre la possibilità di degustare vini di alta qualità provenienti dalle più rinomate cantine della zona. L’iniziativa si distingue per l'atmosfera raffinata e accogliente che riesce a creare, per le locations eleganti e la cura dei dettagli. Gli estimatori dell'evento apprezzano la possibilità di entrare in contatto diretto con i produttori di vino, che spesso sono presenti anche per illustrare le loro etichette e raccontare la storia delle proprie aziende. È quindi un'occasione unica per scoprire ed apprezzare le eccellenze enogastronomiche del territorio etneo, con la possibilità di acquistare i prodotti direttamente in loco. Grazie al successo delle prime due edizioni, il Salotto dell'Etna si conferma come un appuntamento imperdibile per gli amanti del buon vino, dell’ antiquariato e dell’artigianato di qualità. Ringrazio tutta la mia Giunta che, a vario titolo, ha preso parte all’organizzazione dell’evento, e sono certo che riscuoterà ulteriore successo e gradimento".
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Tra gli eventi previsti durante i quattro giorni della manifestazione l'esposizione ed estemporanea di pittura dell'artista Nunzio Papotto. Non mancheranno, inoltre, i momenti di intrattenimento con le esibizioni live del chitarrista Marco Panzani con lo spettacolo “Le mie Canzoni per la strada”; del violinista contemporaneo Orazio Spoto, del Trio “Alibrandi, Amato e Bonaccorsi” con lo spettacolo “Alberto incontra Alberto con Giuseppe” e infine lo spettacolo itinerante a cura dell’Associazione “InterCultura” con una performance di danza e linguaggi contemporanei.
“Il Salotto dell’Etna -dichiara l'assessore al turismo di Trecastagni Edmondo Pappalardo - vuole prospettare una nuova “visione” di sviluppo turistico, culturale ed enogastronomico nella parte più suggestiva di Trecastagni, il Centro Storico. Un turismo lento che valorizzi i palazzi storici , gli scorci e le bellezze architettoniche e paesaggistiche del nostro paese. Con l’ausilio dei nostri viticoltori, dell’artigianato di qualità e degli eventi di contorno, mostreremo ai tanti curiosi e visitatori le bellezze di Trecastagni.”
"L'evento 'Salotto dell’Etna' è giunto alla terza edizione, ed ancora una volta offre la possibilità di degustare vini di alta qualità provenienti dalle più rinomate cantine della zona. L’iniziativa si distingue per l'atmosfera raffinata e accogliente che riesce a creare, per le locations eleganti e la cura dei dettagli. Gli estimatori dell'evento apprezzano la possibilità di entrare in contatto diretto con i produttori di vino, che spesso sono presenti anche per illustrare le loro etichette e raccontare la storia delle proprie aziende. È quindi un'occasione unica per scoprire ed apprezzare le eccellenze enogastronomiche del territorio etneo, con la possibilità di acquistare i prodotti direttamente in loco. Grazie al successo delle prime due edizioni, il Salotto dell'Etna si conferma come un appuntamento imperdibile per gli amanti del buon vino, dell’ antiquariato e dell’artigianato di qualità. Ringrazio tutta la mia Giunta che, a vario titolo, ha preso parte all’organizzazione dell’evento, e sono certo che riscuoterà ulteriore successo e gradimento".
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Ingredienti per la pasta:
--500 gr farina 00
-50 gr di zucchero
-1 uovo
-250 ml di latte
-1 pizzico di sale
-1 bustina di lievito liofilizzato
-50 gr di strutto
copertura torciglioni:
-zucchero
- cannella
per la crema al latte:
- 1 l di latte
-250 gr di zucchero
-100 gr di amido di grano
-200 ml di panna per dolci
Preparazione:
in una ciotola versa la farina, con lo zucchero, lo strutto, l'uovo e mescolare il tutto.
In una ciotolina versare il latte tiepido con il lievito e un cucchiaino di zucchero, versare nel composto e impastare.
Far lievitare fino al raddoppiarsi della pasta.
Dopo la lievitazione stendere l'impasto che deve risultare alto 5 mm; fare delle strisce larghe di circa 1 cm,e avvolgerli in un cono di acciaio oppure se non si possiedono si possono creare con la carta di alluminio.Quando si creano tutti i torciglioni,farli lievitare x almeno due ore.Finita la lievitazione metterli a friggere in abbondante olio caldo e solo quando si saranno completamente raffreddati toglierli dal cono.Passare nello zucchero e cannella e a questo punto si possono riempire.
preparazione della crema al latte:
In un pentolino aggiungere latte ,zucchero e amido nelle dosi sopra elencate,portare a bollore fino a quando la crema si addensa e lasciare freddare in frigo coperta dalla pellicola.Montare la panna e unirla alla crema poco alla volta,solo quando la crema sara'completamente fredda.A questo punto passare a riempire i torciglioni e fateli riposare in frigo prima di servirli
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Preparazione:
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Far lievitare fino al raddoppiarsi della pasta.
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preparazione della crema al latte:
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Messina, i “signori del turismo” scoprono lo Stretto
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Messina, i “signori del turismo” scoprono lo Stretto
Il mare, il mito di Ulisse, la caccia al pescespada e la bellezza della riserva naturale dei laghi di Ganzirri. La prima giornata del “Meeting Tourism dello Stretto” ha il pregio di emozionare i 22 buyers provenienti da ogni parte del mondo e che nei loro…
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Ehy tu.. Si proprio tu.. prenota il tuo biglietto
Ci divertiremo un sacco!.. Sará una serata super speciale 😍
Ah dimenticavo ci saremo anche noi della
Teniamoci per mano Onlus distretto di Messina
Teniamoci per mano ONLUS
Cosa aspetti? Su dai prenota il tuo biglietto
Vi aspettiamo numerosi ❤
❤🔴❤
CCPM AND FRIENDS
VI ASPETTIAMO NUMEROSI! ❤️
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Come si preparano le chiavi di San Pietro
Una volta preparata la pasta e distesa su un ripiano di marmo, vengono ritagliate le chiavi, con un apposito stampo; dopo l’infornata vengono spennellate con del miele e poi spolverate con zucchero colorato richiamante i colori del tricolore italiano, molto attenuati nel caso di pasticcerie più raffinate, più accesi in caso contrario, e decorati con i caratteristici confettini di zucchero bianco all’anice da cui mutuano l’inconfondibile sapore che le caratterizza. Se mai aveste voglia di cimentarvi nell’ impresa, neanche poi tanto ardua, di preparare le chiavi di San Pietro a casa, potete provare la ricetta che di seguito Vi proponiamo.
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Una volta preparata la pasta e distesa su un ripiano di marmo, vengono ritagliate le chiavi, con un apposito stampo; dopo l’infornata vengono spennellate con del miele e poi spolverate con zucchero colorato richiamante i colori del tricolore italiano, molto attenuati nel caso di pasticcerie più raffinate, più accesi in caso contrario, e decorati con i caratteristici confettini di zucchero bianco all’anice da cui mutuano l’inconfondibile sapore che le caratterizza. Se mai aveste voglia di cimentarvi nell’ impresa, neanche poi tanto ardua, di preparare le chiavi di San Pietro a casa, potete provare la ricetta che di seguito Vi proponiamo.
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Le Chiavi di San Pietro: la ricetta
Ingredienti
(per 10 chiavi di media grandezza (o 5 grandi)
200 g di farina 00
100 g di burro (o margarina)
2 tuorli
100 g di miele ( o sciroppo d’acero o d’agave)
100 g mandorle (facoltative)
Zucchero granuloso q.b.
Confettini bianchi all’anice (fondamentali)
Colorante verde e rosa per alimenti
Lavorate la farina con il miele, il burro e i tuorli fino ad ottenere un composto liscio, compatto ed omogeneo.
Tritate le mandorle in pezzi grossolani e aggiungetele all’impasto.
Stendete la pasta ad altezza di mezzo centimetro circa. Tagliate una sagoma di cartone a forma di chiave dell’altezza di 15 cm. Circa (per la chiave piccola) di 30 cm per la chiave grande. Sovrapponete la sagoma alla pasta stesa e ritagliatela.
Disponete le chiavi, facendo attenzione a non deformarle, in una teglia e infornate in forno preriscaldato a 200 °C per circa mezz’ora, avendo l’accortezza di girarle dopo un quarto d’ora in modo da farle dorare da entrambe i lati.
Una volta cotte, lasciatele raffreddare. Nel frattempo prendete 3 bicchierini di carta e mettetevi all’interno in ciascuno 2 cucchiai abbondanti di zucchero.
Mettete in un bicchierino la punta di un cucchiaio di colorante verde, e mescolate fino a rendere lo zucchero di un verde tenue omogeneo. Fate la stessa cosa co il colore rosso nel secondo bicchierino.
Lascerete invece intatto lo zucchero bianco nel terzo bicchierino. Spennellate con pochissimo miele le chiavi ormai raffreddate e cospargetele con lo zucchero dei tre colori in modo da simulare l’alternanza della bandiera italiana.
Allo stesso modo cospargete le estremità del biscotto con gli “anicini” ovvero confettini all’anice che conferiscono il gusto caratteristico a questo antico dolce.
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(per 10 chiavi di media grandezza (o 5 grandi)
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Zucchero granuloso q.b.
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Tritate le mandorle in pezzi grossolani e aggiungetele all’impasto.
Stendete la pasta ad altezza di mezzo centimetro circa. Tagliate una sagoma di cartone a forma di chiave dell’altezza di 15 cm. Circa (per la chiave piccola) di 30 cm per la chiave grande. Sovrapponete la sagoma alla pasta stesa e ritagliatela.
Disponete le chiavi, facendo attenzione a non deformarle, in una teglia e infornate in forno preriscaldato a 200 °C per circa mezz’ora, avendo l’accortezza di girarle dopo un quarto d’ora in modo da farle dorare da entrambe i lati.
Una volta cotte, lasciatele raffreddare. Nel frattempo prendete 3 bicchierini di carta e mettetevi all’interno in ciascuno 2 cucchiai abbondanti di zucchero.
Mettete in un bicchierino la punta di un cucchiaio di colorante verde, e mescolate fino a rendere lo zucchero di un verde tenue omogeneo. Fate la stessa cosa co il colore rosso nel secondo bicchierino.
Lascerete invece intatto lo zucchero bianco nel terzo bicchierino. Spennellate con pochissimo miele le chiavi ormai raffreddate e cospargetele con lo zucchero dei tre colori in modo da simulare l’alternanza della bandiera italiana.
Allo stesso modo cospargete le estremità del biscotto con gli “anicini” ovvero confettini all’anice che conferiscono il gusto caratteristico a questo antico dolce.
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Il 29 giugno, in occasione della festa di San Pietro e Paolo, in alcune pasticcerie siciliane legate alle antiche tradizioni, è possibile trovare dei dolci a forma di chiave adornate con decori variopinti. Scopriamo, di seguito, le origini e l’antica ricetta di questo dolce dedicato all’apostolo.
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Le origini della ‘Chiave di San Pietro’
“Poiché noi uomini siamo un ponte tra cielo e terra, a noi uomini spetta una chiave, a Dio l’altra”. A questo concetto religioso, gastronomicamente, come avviene spessissimo in Sicilia, corrisponde un dolce tipico che in questo caso consiste in un biscotto a forma di chiave dalla pasta “elastica” , che viene prodotto in alcune pasticcerie il giorno di San Pietro e Paolo (29 giugno).
L’antica tradizione dei Sanpietrani
Questa usanza risale al periodo in cui anticamente, presso un rione del mandamento di Castellammare del Golfo, abitavano pescatori e pescivendoli soprannominati Sanpietrani perché devoti di San Pietro, e questo bastò a dare il nome al rione: San Pietro, appunto. Sebbene il Santo in quel rione non avesse una chiesa a lui dedicata, che suscitasse nel popolo, almeno, il fervore della fede, il 29 giugno si soleva festeggiare il principe degli apostoli: Pietro; La sera della vigilia e per tutta la notte il divertimento era la prerogativa popolare, a base di luminarie, vino, “tiani ri babbaluci a picchi pacchi” ( grandi recipienti di lumache al pomodoro), sbornie e “sciarri” (zuffe).
Tradizionalmente in questa occasione, i “tavulieddi” organizzavano ogni ben di Dio e ai ragazzi venivano regalati dei caratteristici biscotti a forma di chiave, questo simbolo riconosceva in San Pietro l’autorità custode delle chiavi del Paradiso. Questi biscotti, che comunemente i palermitani chiamano “chiavi ri San Pietru”, sono confezionati con pasta mielata.
Era consuetudine che tutti i fidanzati, nel giorno di San Pietro, non venissero meno ad un dovere di galateo amoroso, presentandosi all’amata con una bella “chiave” per aprire il suo cuore. In questo caso si trattava di chiavi più ricche delle precedenti, preparate con maggior maestria dal pasticcere che le elaborava ulteriormente, utilizzando il più morbido pan di Spagna e rivestendole di panna e frutta sciroppata. Per finire chiavi di color rosso, venivano dipinte sugli usci delle case dei sanpietrani.
E’ rimasta invece, la consuetudine di preparare i biscotti che ancora oggi, confezionati in buste di plastica trasparente chiuse da un nastrino rosso, sono venduti nelle migliori pasticcerie.
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“Poiché noi uomini siamo un ponte tra cielo e terra, a noi uomini spetta una chiave, a Dio l’altra”. A questo concetto religioso, gastronomicamente, come avviene spessissimo in Sicilia, corrisponde un dolce tipico che in questo caso consiste in un biscotto a forma di chiave dalla pasta “elastica” , che viene prodotto in alcune pasticcerie il giorno di San Pietro e Paolo (29 giugno).
L’antica tradizione dei Sanpietrani
Questa usanza risale al periodo in cui anticamente, presso un rione del mandamento di Castellammare del Golfo, abitavano pescatori e pescivendoli soprannominati Sanpietrani perché devoti di San Pietro, e questo bastò a dare il nome al rione: San Pietro, appunto. Sebbene il Santo in quel rione non avesse una chiesa a lui dedicata, che suscitasse nel popolo, almeno, il fervore della fede, il 29 giugno si soleva festeggiare il principe degli apostoli: Pietro; La sera della vigilia e per tutta la notte il divertimento era la prerogativa popolare, a base di luminarie, vino, “tiani ri babbaluci a picchi pacchi” ( grandi recipienti di lumache al pomodoro), sbornie e “sciarri” (zuffe).
Tradizionalmente in questa occasione, i “tavulieddi” organizzavano ogni ben di Dio e ai ragazzi venivano regalati dei caratteristici biscotti a forma di chiave, questo simbolo riconosceva in San Pietro l’autorità custode delle chiavi del Paradiso. Questi biscotti, che comunemente i palermitani chiamano “chiavi ri San Pietru”, sono confezionati con pasta mielata.
Era consuetudine che tutti i fidanzati, nel giorno di San Pietro, non venissero meno ad un dovere di galateo amoroso, presentandosi all’amata con una bella “chiave” per aprire il suo cuore. In questo caso si trattava di chiavi più ricche delle precedenti, preparate con maggior maestria dal pasticcere che le elaborava ulteriormente, utilizzando il più morbido pan di Spagna e rivestendole di panna e frutta sciroppata. Per finire chiavi di color rosso, venivano dipinte sugli usci delle case dei sanpietrani.
E’ rimasta invece, la consuetudine di preparare i biscotti che ancora oggi, confezionati in buste di plastica trasparente chiuse da un nastrino rosso, sono venduti nelle migliori pasticcerie.
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La chiave di San Pietro, origini e ricetta del dolce tipico in onore del santo
29 Giu 2023 Ricette Sei su Telegram? Ti piacciono le nostre notizie? Segui il canale di SiciliaFan! Iscriviti, cliccando qui! UNISCITI
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Sapevate che le pale del fico d'India possono essere utilizzate in cucina? 🌵
Le pale sono un alimento ancora troppo poco valorizzato; sono ricche di nutrienti e proprietà benefiche per la salute, oltre ad essere naturalmente sostenibili. 🌱
🥗 Ricche di fibre, vitamine e minerali
🍃 100% naturali, senza conservanti e pesticidi
🌋 Coltivate in Sicilia alle pendici dell'Etna
👩🍳 Facili da preparare e versatili in cucina
Le ricette da poter realizzare sono tante: si può preparare un’insalata, si possono saltare in padella o realizzare delle cotolette vegetariane.
Sono ottime anche per una grigliata estiva. ☀️
Se si vogliono sperimentare piatti più originali, possono essere utilizzate al posto delle melanzane per la parmigiana.
Inoltre, possono essere frullate, creando una bevanda estiva nutriente e rinfrescante.
Non fatevi spaventare dalle spine perché si rimuovono facilmente. ☺️
🎥 @bastadduni
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