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Catania, boom crociere! 100 navi e 200mila turisti nel 2024 - Siciliafan
27 Mag 2024 Catania Sei su Telegram? Ti piacciono le nostre notizie? Segui il canale di SiciliaFan! Iscriviti, cliccando qui! UNISCITI
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Squalo gigantesco nello Stretto di Messina: immagini meravigliose dalla Feluca | VIDEO
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Squalo gigantesco nello Stretto di Messina: immagini meravigliose dalla Feluca | VIDEO
StrettoWeb Un gigantesco squalo è stato avvistato nelle scorse ore tra lo Stretto di Messina e la Costa Viola, al largo di Santa Trada, tra Scilla e Villa San Giovanni. Lo squalo è stato visto da pescatori a bordo di una feluca, tipica imbarcazione locale…
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Alba lunare sopra il Tempio della Concordia di Agrigento.
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La Madonna della Lettera patrona di Messina
Sono molteplici le storie che legano la città di Messina alla figura di Maria, fin dall'antichità venerata nella città dello Stretto.
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Le origini di questa festa ci riportano indietro nel tempo, fin all'anno 42 d.C., secondo la tradizione, quando sulle sponde della Sicilia giunse l'apostolo Paolo, durante uno dei suoi viaggi d'annuncio del Vangelo, Paolo trovò i messinesi ben disposti a lasciarsi convertire e parlò alla popolazione anche di Maria, Madre di Cristo. Così quando l'apostolo si accinse a partire per tornare in Palestina, una delegazione di messinesi, secondo tradizione composta da Girolamo Origgiano, Marcello Benifacite, Ottavio Brizio e il centurione Mulè, volle partire con lui per incontrare la Madonna e chiedere una benedizione per la città. Così partiti alla volta del medio oriente, i messinesi riuscirono ad incontrare la Vergine il 3 giugno dell'anno 42, ricevendo da essa una lettera, contenente una benedizione per la città e la popolazione, scritta in ebraico, legata con una ciocca dei suoi capelli.
I fieri messinesi fecero ritorno sulle coste peloritane nel settembre dello stesso, recando con loro la lettera che recitava:
"Maria Vergine, figlia di Gioacchino, umilissima serva di Dio, Madre di Gesù Crocefisso, della tribù di Giuda,
della stirpe di Davide, salute a tutti i Messinesi e benedizione di Dio Padre Onnipotente. Ci consta, per pubblico strumento, che voi tutti con fede grande avete a noi spedito Legati e Ambasciatori e confessate che il nostro Figlio, generato da Dio, sia Dio e uomo, e che dopo la sua risurrezione salì al cielo, conoscendo voi la via della verità per mezzo della predicazione di Paolo Apostolo eletto. Per la qual cosa, benediciamo voi e la stessa città, della quale Noi vogliamo essere perpetua protettrice.
Da Gerusalemme"
Nella frase "Vos et ipsam Civitatem benedicimus" ("Benediciamo voi e la vostra Città"), oggi scritta alla base delle stele votiva situata nel porto della città, è sintetizzata la benedizione che Maria volle dare alla città, dando cos' inizio ad una tradizione di fede e devozione che portarono la "Madonna della Lettera" a diventare patrona della città.
Tuttavia il vero e proprio culto così come lo conosciamo oggi, fu introdotto solo nel XV secolo, grazie ad un dotto del tempo, Costantino Lascaris, che fuggito da Costantinopoli caduta in mano ai turchi, venne a Messina, dove fondò una scuola di lettere e presso la quale si sviluppò il culto della Madonna della Lettera. Addirittura sarebbe stato proprio lo stesso Lascaris a tradurre la lettera in latino dall'ebraico in cui era stata scritta.
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I fieri messinesi fecero ritorno sulle coste peloritane nel settembre dello stesso, recando con loro la lettera che recitava:
"Maria Vergine, figlia di Gioacchino, umilissima serva di Dio, Madre di Gesù Crocefisso, della tribù di Giuda,
della stirpe di Davide, salute a tutti i Messinesi e benedizione di Dio Padre Onnipotente. Ci consta, per pubblico strumento, che voi tutti con fede grande avete a noi spedito Legati e Ambasciatori e confessate che il nostro Figlio, generato da Dio, sia Dio e uomo, e che dopo la sua risurrezione salì al cielo, conoscendo voi la via della verità per mezzo della predicazione di Paolo Apostolo eletto. Per la qual cosa, benediciamo voi e la stessa città, della quale Noi vogliamo essere perpetua protettrice.
Da Gerusalemme"
Nella frase "Vos et ipsam Civitatem benedicimus" ("Benediciamo voi e la vostra Città"), oggi scritta alla base delle stele votiva situata nel porto della città, è sintetizzata la benedizione che Maria volle dare alla città, dando cos' inizio ad una tradizione di fede e devozione che portarono la "Madonna della Lettera" a diventare patrona della città.
Tuttavia il vero e proprio culto così come lo conosciamo oggi, fu introdotto solo nel XV secolo, grazie ad un dotto del tempo, Costantino Lascaris, che fuggito da Costantinopoli caduta in mano ai turchi, venne a Messina, dove fondò una scuola di lettere e presso la quale si sviluppò il culto della Madonna della Lettera. Addirittura sarebbe stato proprio lo stesso Lascaris a tradurre la lettera in latino dall'ebraico in cui era stata scritta.
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𝒱𝑜𝓈 l𝑒𝓉 𝒾𝓅𝓈𝒶𝓂 𝒸𝒾𝓋𝒾𝓉𝒶𝓉𝑒𝓂 𝒷𝑒𝓃𝑒𝒹𝒾𝒸𝒾𝓂𝓊𝓈 ✍🏻
La frase scolpita nel cuore di ogni Messinese così come pronunciata dalla Madonna nella lettera inviata alla città.“Benediciamo voi e la vostra città” e mi piace pensare che dalla cima di quella stele saluti e benedica chiunque parta e arrivi a Messina.
Conoscete la storia della Madonna della Lettera?
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La frase scolpita nel cuore di ogni Messinese così come pronunciata dalla Madonna nella lettera inviata alla città.“Benediciamo voi e la vostra città” e mi piace pensare che dalla cima di quella stele saluti e benedica chiunque parta e arrivi a Messina.
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🙏🏻 Secondo la tradizione, san Paolo, giunto a Messina per predicare il Vangelo, trovò la popolazione ben disposta a lasciarsi convertire: ben presto molti cittadini aderirono all'invito convertendosi al Cristianesimo, e nel 42, quando Paolo si accingeva a tornare in Palestina, alcuni messinesi chiesero di accompagnarlo per poter conoscere la Madonna di persona.
👉🏻 Così una delegazione di messinesi si recò in Palestina con una missiva, nella quale i molti concittadini convertiti alla fede di Cristo professavano la loro fede e chiedevano la protezione di Maria.
👐🏻 Maria li accolse e, in risposta alla missiva, inviò indietro una sua lettera, scritta in ebraico, arrotolata e legata con una ciocca dei suoi capelli. La delegazione tornò a Messina l'8 settembre del 42 recando l'importante missiva: in essa Maria lodava la loro fede, diceva di gradire la loro devozione ed assicurava loro la sua perpetua protezione.
⛪ La ciocca di capelli è custodita presso il Duomo di Messina ed esposta nel giorno del Corpus Domini incastonata nell'albero di un piccolo galeone costruito in argento, che rappresenta uno degli esempi della protezione della Madonna per Messina.
Auguri Messina ❤️💛
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👐🏻 Maria li accolse e, in risposta alla missiva, inviò indietro una sua lettera, scritta in ebraico, arrotolata e legata con una ciocca dei suoi capelli. La delegazione tornò a Messina l'8 settembre del 42 recando l'importante missiva: in essa Maria lodava la loro fede, diceva di gradire la loro devozione ed assicurava loro la sua perpetua protezione.
⛪ La ciocca di capelli è custodita presso il Duomo di Messina ed esposta nel giorno del Corpus Domini incastonata nell'albero di un piccolo galeone costruito in argento, che rappresenta uno degli esempi della protezione della Madonna per Messina.
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Igor Mitoraj, inaugurata la mostra al parco della Neapolis a Siracusa
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Igor Mitoraj, inaugurata la mostra al parco della Neapolis a Siracusa
L’imponenza del Teseo screpolato sull’Etna, a quota 1700 metri, l’affascinante ed alato Ikaria a far bella mostra di sè al Maniace, di fronte al mare, ed altre 25 grandi sculture di Igor Mitoraj accuratamente adagiate sullo sfondo del parco della Neapolis…
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Fascismo e omofobia: la vera storia dell'isola dei femminielli - Focus.it
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Fascismo e omofobia: la vera storia dell'isola dei femminielli - Focus.it
La vera storia del confino degli omosessuali in Italia durante il fascismo attraverso l'articolo "L'isola dei femminielli" di Arianna Pescini, tratto dagli archivi di Focus Storia. Al confino. Li chiamavano così: femminielli, arrusi, pederasti... Con questi…
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