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Festina lente
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Nessuna speranza
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Attenzione Questo è il concetto di equità Non applicato
Essere al 58 posto, Praticamente alla fine della classifica, significa che i media italiani ci rifilano quotidianamente, per la maggior parte, un mare di palle e di censura.
Le notizie Sono per lo più taroccate e pilotate. E infatti la cosa si percepisce lontano un miglio, guardando ogni telegiornale e leggendo ogni quotidiano nazionale.
Vergognoso.
Altro che democrazia.
E via di Green Economy
“È stata la Nato”: e lo dice la Nato
“VERITÀ ACCIDENTALE” - “Putin ha scatenato il conflitto per impedire che ci avvicinassimo ai suoi confini”. Inammissibile, senonché a parlare così è stato Stoltenberg. La Ue è in bambola. Unica via d’uscita: trattare
DI BENJAMIN ABELOW

Esistono due narrazioni contrastanti sulle origini della guerra d’Ucraina. Secondo una narrazione, Vladimir Putin è un aggressore di stampo hitleriano. Vuole ristabilire l’impero sovietico inghiottendo l’Ucraina e minacciando i Paesi baltici, la Polonia e le nazioni più a ovest. Questa narrazione è stata creata da Washington e Bruxelles.

È stata ripetuta dai leader europei e riecheggiata all’infinito dai media. Se accettate questa narrazione, sarete lodati come umanitari, cittadini virtuosi dell’Europa, dell’Occidente e del mondo. L’altra narrazione afferma che Putin ha invaso l’Ucraina perché ha percepito una minaccia da parte dell’Occidente, in particolare dalla progressiva militarizzazione dell’Ucraina. Questa narrazione è stata sottaciuta dai governi occidentali e derisa dai media. Se si dice che “è stata la Nato”, si viene definiti “tirapiedi del Cremlino” o “burattini di Putin”. A meno che non siate il capo della Nato.

All’inizio del mese scorso, parlando alla Commissione Affari Esteri del Parlamento Europeo, il Segretario Generale della Nato Jens Stoltenberg ha commentato la recente adesione della Finlandia all’Alleanza. Ha colto l’occasione per prendere in giro Vladimir Putin. Nel farlo, ha commesso quella che l’economista della Columbia University Jeffrey Sachs ha definito una “gaffe di Washington”. Ciò significa che “ha accidentalmente detto la verità”. Secondo Stoltenberg, “Il Presidente Putin ha dichiarato nell’autunno del 2021, e in realtà ha inviato una bozza di trattato che voleva che la Nato firmasse, di non promettere più alcun allargamento della Nato … Naturalmente, non l’abbiamo firmato. … Voleva che firmassimo quella promessa, di non allargare mai la Nato. … Abbiamo rifiutato. Così è entrato in guerra per impedire che la Nato, ancora più Nato, si avvicinasse ai suoi confini. Ha ottenuto l’esatto contrario”.

I commenti di Stoltenberg sono stati scioccanti per la loro onestà, ma nessuno avrebbe dovuto sorprendersi nel sentire che Putin “è entrato in guerra per impedire che la Nato, ancora più Nato, si avvicinasse ai suoi confini”.

A partire dagli anni ’90, diplomatici e studiosi di spicco avevano previsto un disastro se la Nato si fosse espansa verso la Russia. Tre ex ambasciatori statunitensi a Mosca – George Kennan (che sviluppò la strategia di “contenimento” dell’Urss), William Burns (attuale direttore della Cia) e Jack Matlock Jr (che contribuì a negoziare la fine della Guerra Fredda) – misero tutti in guardia contro l’espansione della Nato.

Anche importanti “falchi” si sono opposti all’espansione della Nato. Tra questi, Paul Nitze, autore di un documento segreto, noto come NSC 68, che ha guidato la politica militare degli Stati Uniti durante la Guerra Fredda, e Richard Pipes, un professore di Harvard, convinto anticomunista. Nel 1997, in una lettera aperta, 40 tra i più esperti diplomatici, militari e studiosi degli Stati Uniti affermarono che l’espansione della Nato sarebbe stata il peggior disastro di politica estera dell’intero periodo post-Guerra Fredda.

Nel 2008, pochi mesi prima che la Nato offrisse una “porta aperta” all’Ucraina e alla Georgia, l’ambasciatore Burns scrisse quanto segue in una e-mail riservata al Segretario di Stato e ad altri alti funzionari: “L’ingresso dell’Ucraina nella Nato è la più luminosa di tutte le linee rosse per l’élite russa (non solo per Putin)”. Più tardi, nel 2008, il National Intelligence Council degli Stati Uniti ha concluso che, offrendo l’adesione all’Ucraina, la Nato aveva creato un rischio reale che la Russia potesse annettere la Crimea e invadere la stessa Ucraina.