https://www.corriere.it/esteri/23_luglio_28/cina-giovani-disoccupati-pagati-figli-full-time-89d0c53a-2d38-11ee-96ad-80cddfd656e5.shtml
in Cina non si trova più lavoro neanche per i qualificati.
Figuratevi in Italia
in Cina non si trova più lavoro neanche per i qualificati.
Figuratevi in Italia
Corriere della Sera
In Cina i giovani disoccupati vengono pagati per fare i «Figli full time»: «Trovare un lavoro è impossibile»
Disoccupazione giovanile e ritmi di produttività forsennati spingono i giovani cinesi a ripiegare sulla «paghetta»: vivono coi genitori, fanno loro da colf, autisti, cuochi, e guadagnano stipendi (quasi) normali
Corriere: Veneto, l'ultima grana del Superbonus: «Maltempo, cappotti devastati»
https://corrieredelveneto.corriere.it/notizie/padova/cronaca/23_luglio_28/veneto-l-ultima-grana-del-superbonus-maltempo-cappotti-devastati-4eef8b75-8082-4f3b-a418-1bcce8084xlk.shtml
https://corrieredelveneto.corriere.it/notizie/padova/cronaca/23_luglio_28/veneto-l-ultima-grana-del-superbonus-maltempo-cappotti-devastati-4eef8b75-8082-4f3b-a418-1bcce8084xlk.shtml
Corriere della Sera
Veneto, l’ultima grana del Superbonus: «Maltempo, cappotti devastati»
Si contano i danni delle devastanti grandinate dei giorni scorsi: «In molti casi si dovrà rifare tutto»
Il Superbonus all' italiana fa parte del mega ingranaggio consumistico estrattivistico e di marketing, secondo cui il vecchio deve essere immediatamente deperibile e sostituito con un nuovo, buttando via il vecchio (ovviamente in discarica).
le eco-comiche continuano per i Verdi.
https://www.ilgiornale.it/news/interni/i-verdi-si-tirano-i-piatti-loro-lex-grillina-guida-fronda-2189320.html
https://www.ilgiornale.it/news/interni/i-verdi-si-tirano-i-piatti-loro-lex-grillina-guida-fronda-2189320.html
ilGiornale.it
I Verdi si tirano i piatti tra loro, l'ex grillina guida la "fronda" anti-Bonelli
Eleonora Evi denuncia "difficoltà sul piano politico e organizzativo" del partito ecologista: non è esclusa la scissione, che praticamente sarebbe una scissione dell'atomo
il Resto del Carlino: Caos porta a porta a Modena: "La misura è colma, strade sommerse dai rifiuti abbandonati"
https://www.ilrestodelcarlino.it/modena/cronaca/caos-porta-a-porta-la-misura-e-colma-strade-sommerse-dai-rifiuti-abbandonati-5b15f93b
https://www.ilrestodelcarlino.it/modena/cronaca/caos-porta-a-porta-la-misura-e-colma-strade-sommerse-dai-rifiuti-abbandonati-5b15f93b
Il Resto del Carlino
Caos porta a porta "La misura è colma, strade sommerse dai rifiuti abbandonati"
Luca Negrini, presidente cittadino di Fratelli d’Italia, non si arrende: "In diverse zone i residenti hanno visto saltare l’appuntamento per il ritiro di carta e plastica: questo è inaccettabile".
Per abolire completamente queste leggi che permettono crudeltà e violenza sugli animali, firma e fai firmare il referendum per l'abolizione della caccia, vai sul sito selezione i 2 pulsanti, inserisci mail, regione, provincia e comune, ti arriverà una mail nella quale dovrai cliccare il link per confermare la tua firma con lo SPID.
https://www.referendumsiaboliamolacaccia.it/firma-adesso/
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Referendum Abolizione Caccia 2023
Firma adesso | Referendum Abolizione Caccia 2023
Dove Firmare: Sostieni i 2 quesiti del Referendum Abolizione Caccia. Firma Online, presso i banchetti o in Comune.
PERFETTI CONOSCIUTI
La famosa controffensiva ucraina di primavera, annunciata in autunno-inverno e partita in estate, si sta rivelando un disastro.
E aggiungiamo “purtroppo”, perché significa altri morti, feriti, profughi e distruzioni.
Ma la notizia – confermata financo da Kiev e dalla stampa atlantista – può stupire solo chi confonde l’informazione con la propaganda. Non noi del Fatto, che abbiamo la fortuna di ospitare analisti indipendenti e informati e fin dall’inizio abbiamo scritto come sarebbe finita: malissimo.
Infatti ora il rischio è che il flop ucraino inneschi una controffensiva russa, come da avvisaglie a Kharkiv, Kupyansk e Odessa.
Diversamente da chi ha passato 17 mesi a infilarci in liste di putiniani e un mese fa ci iscriveva fra gli sconfitti del golpe-operetta di Prigozhin (che poi ha deluso il fan club), noi non combattiamo guerre a mezzo stampa e non chiediamo a Tizio o Caio di scusarsi per ciò che ha scritto.
Ma gli “esperti” che dal 24 febbraio 2022 non ne azzeccano una puntando il dito su chi le azzecca tutte dovrebbero almeno dare una controllatina alle loro fonti, per limitare le balle e il ridicolo. Magari domani le loro previsioni si avvereranno tutte insieme.
Ma al momento Putin non è caduto, l’economia russa non è in default, le sue fabbriche producono più di prima (più missili degli Usa), le sanzioni danneggiano più i sanzionatori che il sanzionato, l’isolamento di Mosca non esiste (ora, oltre a Pechino, c’è pure Riad), il Fmi raddoppia la stima sul suo Pil mentre quello europeo ristagna, gli auto-bombardamenti russi ai gasdotti, alla centrale di Zaporizhzhia e al ponte di Crimea erano bufale, l’armata russa continua a ricevere truppe, armi e munizioni fresche, le sue difese dentate e minate nelle quattro regioni occupate reggono e fanno il tiro al bersaglio sui costosissimi Leopard 2 tedeschi e sui Bradley americani, mentre i soldati ucraini stremati, impreparati e senza ricambi vengono mandati al macello in trincea da comandanti senza strategia. Come ripete da mesi il generale Milley, capo di tutte le forze Usa.
Stiamo parlando dell’esercito più armato e più finanziato d’Europa: l’invincibile armata dell’Ucraina+“Nato allargata” (40 Paesi contro uno) che finora non ha neppure scalfito la tragicomica “armata rotta” di Putin. Infatti, non riuscendo a riconquistare che piccoli fazzoletti di terra, Zelensky si sfoga con attentati in Russia e in Crimea di nessun peso militare, solo per convincere un Occidente svenato, scettico e diviso a non mollarlo.
Se le nostre Sturmtruppen cambiassero registro, o almeno occhiali, potrebbero persino scoprire che chi rischia l’umiliazione non è Putin, ma Zelensky.
E il negoziato non conviene alla Russia, ma all’Ucraina, finché ne resta qualcosa.
M.Travaglio - FQ
La famosa controffensiva ucraina di primavera, annunciata in autunno-inverno e partita in estate, si sta rivelando un disastro.
E aggiungiamo “purtroppo”, perché significa altri morti, feriti, profughi e distruzioni.
Ma la notizia – confermata financo da Kiev e dalla stampa atlantista – può stupire solo chi confonde l’informazione con la propaganda. Non noi del Fatto, che abbiamo la fortuna di ospitare analisti indipendenti e informati e fin dall’inizio abbiamo scritto come sarebbe finita: malissimo.
Infatti ora il rischio è che il flop ucraino inneschi una controffensiva russa, come da avvisaglie a Kharkiv, Kupyansk e Odessa.
Diversamente da chi ha passato 17 mesi a infilarci in liste di putiniani e un mese fa ci iscriveva fra gli sconfitti del golpe-operetta di Prigozhin (che poi ha deluso il fan club), noi non combattiamo guerre a mezzo stampa e non chiediamo a Tizio o Caio di scusarsi per ciò che ha scritto.
Ma gli “esperti” che dal 24 febbraio 2022 non ne azzeccano una puntando il dito su chi le azzecca tutte dovrebbero almeno dare una controllatina alle loro fonti, per limitare le balle e il ridicolo. Magari domani le loro previsioni si avvereranno tutte insieme.
Ma al momento Putin non è caduto, l’economia russa non è in default, le sue fabbriche producono più di prima (più missili degli Usa), le sanzioni danneggiano più i sanzionatori che il sanzionato, l’isolamento di Mosca non esiste (ora, oltre a Pechino, c’è pure Riad), il Fmi raddoppia la stima sul suo Pil mentre quello europeo ristagna, gli auto-bombardamenti russi ai gasdotti, alla centrale di Zaporizhzhia e al ponte di Crimea erano bufale, l’armata russa continua a ricevere truppe, armi e munizioni fresche, le sue difese dentate e minate nelle quattro regioni occupate reggono e fanno il tiro al bersaglio sui costosissimi Leopard 2 tedeschi e sui Bradley americani, mentre i soldati ucraini stremati, impreparati e senza ricambi vengono mandati al macello in trincea da comandanti senza strategia. Come ripete da mesi il generale Milley, capo di tutte le forze Usa.
Stiamo parlando dell’esercito più armato e più finanziato d’Europa: l’invincibile armata dell’Ucraina+“Nato allargata” (40 Paesi contro uno) che finora non ha neppure scalfito la tragicomica “armata rotta” di Putin. Infatti, non riuscendo a riconquistare che piccoli fazzoletti di terra, Zelensky si sfoga con attentati in Russia e in Crimea di nessun peso militare, solo per convincere un Occidente svenato, scettico e diviso a non mollarlo.
Se le nostre Sturmtruppen cambiassero registro, o almeno occhiali, potrebbero persino scoprire che chi rischia l’umiliazione non è Putin, ma Zelensky.
E il negoziato non conviene alla Russia, ma all’Ucraina, finché ne resta qualcosa.
M.Travaglio - FQ
Il Fatto Quotidiano: Crisi climatica in corso ma le emissioni aumentano. “I governi devono imporre una pianificazione seria…
https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/08/05/crisi-climatica-in-corso-ma-le-emissioni-aumentano-i-governi-devono-imporre-una-pianificazione-seria-alle-imprese-non-bastano-le-carote-ora-servono-i-bastoni/7232564/
https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/08/05/crisi-climatica-in-corso-ma-le-emissioni-aumentano-i-governi-devono-imporre-una-pianificazione-seria-alle-imprese-non-bastano-le-carote-ora-servono-i-bastoni/7232564/
Il Fatto Quotidiano
Crisi climatica in corso ma le emissioni aumentano. “I governi devono imporre una pianificazione seria alle imprese: non bastano…
"Per invertire la rotta non basta la carota, serve anche il bastone"
Linkiesta.it: La Cina sconvolta dal cambiamento climatico non rinuncia a inquinare per crescere
https://www.linkiesta.it/2023/08/clima-cina-carbone/
https://www.linkiesta.it/2023/08/clima-cina-carbone/
Linkiesta.it
Piccolo balzo indietro | La Cina sconvolta dal cambiamento climatico non rinuncia a inquinare per crescere
Nonostante a Pechino la temperatura sia salita sopra ai quaranta gradi per cinque giorni consecutivi, come non accadeva da settantadue anni, il regime cinese non riesce a trovare un equilibrio tra le necessità produttive e gli obiettivi climatici. E Xi Jinping…
https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/08/04/sugli-imballaggi-si-vogliono-tutelare-le-lobby-della-plastica-cosi-facendo-rimarremo-gli-ultimi/7237418/ Difendere a tutti i costi i settori, le lobbies e i lavoratori dei settori dannosi come fanno tutti i governi italiani o pensare a riduzioni e riconversioni?
Il Fatto Quotidiano
Sugli imballaggi si vogliono tutelare le lobby della plastica: così facendo rimarremo gli ultimi
"Se non miglioriamo questi prodotti come invece gli altri paesi europei stanno facendo, prima o poi troveranno fornitori più virtuosi"