🐻💌💣
Dear all, as Italian citizens we are contacting all major European newspapers to inform them of an unfortunate fact that is happening in the Trentino Alto Adige Region.
The League administration has issued the first orders to kill several "aggressive and problematic” bears present in Trentino with the goal of killing 70 of them!
The real problem is that bear management in that area is superficial and the necessary measures were never implemented so that contact between humans an plantigrades would be limited. The bears were reintroduced in 1995 with a project called Life Ursus funded by the European Union.
Too many things did not work and were left to chance in this repopulation project: after an initial period of control on the mating specimens, radio collars were considered no longer needed or too expensive.
Information boards proved inadequate.
There's clearly nothing effective in the administration's actions: female bears have not been sterilized despite permission from the competent bodies, radio collars have a dead battery, bear-tracking apps are not used, people are unaware about preventive or defensive behaviors to be implemented in case of a bear encounter, deterrent devices are absent, anti-bear bins have not been installed, wildlife corridors for dispersing excess specimens to other mountains have never been implemented, and human-forbidden buffer zones for breeding specimens are not contemplated, because every square meter of territory is good for exploiting tourism.
Ultimately, no useful work was done, despite the substantial funds allocated.
This indifference from institutions led to close encounters that resulted in tragedy with the recent death of a boy, the only death in many years of coexistence.
With the excuse of a single attack whose contours are confused, authorities aim to halve the number of specimens by killing them.
The victim’s family stated that the death of the bear wouldn’t do him justice and that blame for the incident lies with the mismanagement of the project by local politicians.
The Italian population is expressing opposition and outrage. Eighty percent of Italians are against these killings, as is the law, yet local politicians insist on the culling.
Animal welfare groups asked for the bears deemed problematic to be moved to sanctuaries. Alternatives do exist. The willingness to kill is merely an unnecessary and cruel act of force.
We ask foreign newspapers to help us save the bears by giving prominence to this news and to bring our voice out of Italy.
Sincerely
————-
Gentilissimi,
come cittadini italiani stiamo contattando tutte le principali testate giornalistiche europee per informarle di un fatto increscioso che sta accadendo nella Regione Trentino Alto Adige.
L'amministrazione della Lega ha emanato le prime ordinanze per uccidere diversi orsi presenti in Trentino come orsi aggressivi e problematici con l’obiettivo di ucciderne 70!
Il vero problema è che la gestione degli orsi in quel territorio è superficiale e non sono mai state attuate le misura necessarie affinché il contatto tra umani e plantigradi fosse limitato. Gli orsi sono stati reintrodotti nel '95 con un progetto dal nome Life Ursus finanziato dall'Unione Europea, Troppe cose non hanno funzionato e sono state lasciate al caso in questo progetto di ripopolamento che, dopo un primo periodo iniziale di controllo sugli esemplari che si stavano riproducendo, ha pensato bene che i radiocollari non servivano più o costavano troppo. Pochi cartelli informativi sono risultati insufficienti.
È evidente che non vi sia stato nulla di efficace nelle azioni dell’amministrazione: non sono state sterilizzate le femmine nonostante gli organi competenti avessero dato il nulla osta, i radiocollari degli orsi sono scarichi, le app per la localizzazione degli orsi non vengono utilizzate, la cittadinanza è ignara sui comportamenti di prevenzione o difesa da attuare in caso di incontro con un orso, i dispositivi dissuasori non esistono, i cassonetti anti orsi non sono stati installati, i corridoi faunistici per la dispersione
Dear all, as Italian citizens we are contacting all major European newspapers to inform them of an unfortunate fact that is happening in the Trentino Alto Adige Region.
The League administration has issued the first orders to kill several "aggressive and problematic” bears present in Trentino with the goal of killing 70 of them!
The real problem is that bear management in that area is superficial and the necessary measures were never implemented so that contact between humans an plantigrades would be limited. The bears were reintroduced in 1995 with a project called Life Ursus funded by the European Union.
Too many things did not work and were left to chance in this repopulation project: after an initial period of control on the mating specimens, radio collars were considered no longer needed or too expensive.
Information boards proved inadequate.
There's clearly nothing effective in the administration's actions: female bears have not been sterilized despite permission from the competent bodies, radio collars have a dead battery, bear-tracking apps are not used, people are unaware about preventive or defensive behaviors to be implemented in case of a bear encounter, deterrent devices are absent, anti-bear bins have not been installed, wildlife corridors for dispersing excess specimens to other mountains have never been implemented, and human-forbidden buffer zones for breeding specimens are not contemplated, because every square meter of territory is good for exploiting tourism.
Ultimately, no useful work was done, despite the substantial funds allocated.
This indifference from institutions led to close encounters that resulted in tragedy with the recent death of a boy, the only death in many years of coexistence.
With the excuse of a single attack whose contours are confused, authorities aim to halve the number of specimens by killing them.
The victim’s family stated that the death of the bear wouldn’t do him justice and that blame for the incident lies with the mismanagement of the project by local politicians.
The Italian population is expressing opposition and outrage. Eighty percent of Italians are against these killings, as is the law, yet local politicians insist on the culling.
Animal welfare groups asked for the bears deemed problematic to be moved to sanctuaries. Alternatives do exist. The willingness to kill is merely an unnecessary and cruel act of force.
We ask foreign newspapers to help us save the bears by giving prominence to this news and to bring our voice out of Italy.
Sincerely
————-
Gentilissimi,
come cittadini italiani stiamo contattando tutte le principali testate giornalistiche europee per informarle di un fatto increscioso che sta accadendo nella Regione Trentino Alto Adige.
L'amministrazione della Lega ha emanato le prime ordinanze per uccidere diversi orsi presenti in Trentino come orsi aggressivi e problematici con l’obiettivo di ucciderne 70!
Il vero problema è che la gestione degli orsi in quel territorio è superficiale e non sono mai state attuate le misura necessarie affinché il contatto tra umani e plantigradi fosse limitato. Gli orsi sono stati reintrodotti nel '95 con un progetto dal nome Life Ursus finanziato dall'Unione Europea, Troppe cose non hanno funzionato e sono state lasciate al caso in questo progetto di ripopolamento che, dopo un primo periodo iniziale di controllo sugli esemplari che si stavano riproducendo, ha pensato bene che i radiocollari non servivano più o costavano troppo. Pochi cartelli informativi sono risultati insufficienti.
È evidente che non vi sia stato nulla di efficace nelle azioni dell’amministrazione: non sono state sterilizzate le femmine nonostante gli organi competenti avessero dato il nulla osta, i radiocollari degli orsi sono scarichi, le app per la localizzazione degli orsi non vengono utilizzate, la cittadinanza è ignara sui comportamenti di prevenzione o difesa da attuare in caso di incontro con un orso, i dispositivi dissuasori non esistono, i cassonetti anti orsi non sono stati installati, i corridoi faunistici per la dispersione
verso altre montagne degli esemplari in eccesso non sono mai stati realizzati per non turbare il turismo, le zone di rispetto integrale interdette agli uomini per lasciare i pace gli esemplari in riproduzione non sono contemplate, perchè ogni metro quadro di territorio è buono per fare turismo.
In definitiva non è stato fatto alcun lavoro utile tra quelli necessari, malgrado i cospicui fondi stanziati.
Tutto questo disinteresse da parte delle istituzioni ha portato ad incontri ravvicinati che sono sfociati in tragedia con la recente morte di un ragazzo, unica morte in tanti anni di coesistenza.
Con la motivazione di un’unica aggressione i cui contorni sono confusi, hanno l’obiettivo di dimezzare il numero degli esemplari uccidendoli.
La famiglia del ragazzo morto ha dichiarato che la morte dell'orsa non serve ad ottenere giustizia e che la colpa dell'accaduto sta nella malagestione del progetto da parte della politica locale,
la popolazione italiana sta manifestando contrarietà e sdegno. L'80% degli italiani è contraria a queste uccisioni, le leggi sono contrarie a queste uccisioni, eppure la politica locale insiste con l’abbattimento.
Le associazioni animaliste hanno chiesto di poter spostare gli orsi considerati problematici in santuari quindi le alternative ci sono. La volontà di uccidere è meramente un atto di forza inutile e crudele.
Chiediamo ai giornali stranieri di aiutarci a salvare gli orsi dando risalto a questa notizia e di portare la nostra voce fuori dall'Italia.
Cordiali saluti
hey@metro.co.uk,
webnews@metro.co.uk,
help@thesun.co.uk,
tips@dailymail.com,
news@standard.co.uk,
mirrornews@mirror.co.uk,
scoops@sundaymirror.co.uk,
letters@thetimes.co.uk,
foreigndesk@sunday-times.co.uk,
letters@sunday-times.co.uk,
media.enquiries@telegraph.co.uk,
opinions@lemonde.fr,
votreavis@latribune.fr,
redaktion@sueddeutsche.de,
leserbriefe@faz.de,
kontakt@welt.de,
digital@welt.de,
redaccion@elpais.es,
opinion@elpais.es,
cartasdirectora@elpais.es,
participacion@elpais.es,
attcliente@unidadeditorial.es,
redaccion@lavanguardia.es,
cartas@lavanguardia.es,
cartas@abc.es,
lokales@kronenzeitung.at,
leserforum@kleinezeitung.at,
leserbriefe@kleinezeitung.at,
leser@kurier.at,
redaktion@blick.ch,
redaktion@sonntagsblick.ch,
redazioneweb@cdt.ch,
office@baerenwald.at
In definitiva non è stato fatto alcun lavoro utile tra quelli necessari, malgrado i cospicui fondi stanziati.
Tutto questo disinteresse da parte delle istituzioni ha portato ad incontri ravvicinati che sono sfociati in tragedia con la recente morte di un ragazzo, unica morte in tanti anni di coesistenza.
Con la motivazione di un’unica aggressione i cui contorni sono confusi, hanno l’obiettivo di dimezzare il numero degli esemplari uccidendoli.
La famiglia del ragazzo morto ha dichiarato che la morte dell'orsa non serve ad ottenere giustizia e che la colpa dell'accaduto sta nella malagestione del progetto da parte della politica locale,
la popolazione italiana sta manifestando contrarietà e sdegno. L'80% degli italiani è contraria a queste uccisioni, le leggi sono contrarie a queste uccisioni, eppure la politica locale insiste con l’abbattimento.
Le associazioni animaliste hanno chiesto di poter spostare gli orsi considerati problematici in santuari quindi le alternative ci sono. La volontà di uccidere è meramente un atto di forza inutile e crudele.
Chiediamo ai giornali stranieri di aiutarci a salvare gli orsi dando risalto a questa notizia e di portare la nostra voce fuori dall'Italia.
Cordiali saluti
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Il Fatto Quotidiano: “L’Eni dirotta il gas e fa 550 milioni di dollari”
https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/05/02/leni-dirotta-il-gas-e-fa-550-milioni-di-dollari-il-gigante-petrolifero-accusato-di-speculare-sui-contratti-col-pakistan-per-aumentare-i-profitti/7147634/
https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/05/02/leni-dirotta-il-gas-e-fa-550-milioni-di-dollari-il-gigante-petrolifero-accusato-di-speculare-sui-contratti-col-pakistan-per-aumentare-i-profitti/7147634/
Il Fatto Quotidiano
“L’Eni dirotta il gas e fa 550 milioni di dollari”. Il gigante petrolifero accusato di speculare sui contratti col Pakistan per…
Prendi il gas e scappa. Negli ultimi due anni Eni SpA avrebbe guadagnato 550 milioni di dollari annullando e poi rivendendo il gas naturale liquefatto promesso al Pakistan, aggravando così la carenza energetica del Paese asiatico. La major energetica italiana…
"Ascolti i cittadini". Giovanni Storti contro Sala in difesa del glicine di Milano - ilGiornale.it
https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-locale/sindaco-ascolti-i-cittadini-anche-giovanni-storti-difesa-2144802.html
via Rassegna Stampa ( https://play.google.com/store/apps/details?id=it.pinenuts.rassegnastampa )
https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-locale/sindaco-ascolti-i-cittadini-anche-giovanni-storti-difesa-2144802.html
via Rassegna Stampa ( https://play.google.com/store/apps/details?id=it.pinenuts.rassegnastampa )
ilGiornale.it
"Ascolti i cittadini". Giovanni Storti contro Sala in difesa del glicine di Milano
La giunta Sala vuole cementificare un'area verde e storica per realizzare un palazzo da adibire a museo della Resistenza, ma i cittadini non sono d'accordo
Fanpage.it: Giovanni Storti a Fanpage.it: Milano è una città persa, Beppe Sala fa solo propaganda sull'ambiente
https://www.fanpage.it/milano/giovanni-storti-a-fanpage-it-milano-e-una-citta-persa-beppe-sala-fa-solo-propaganda-sullambiente/
https://www.fanpage.it/milano/giovanni-storti-a-fanpage-it-milano-e-una-citta-persa-beppe-sala-fa-solo-propaganda-sullambiente/
Milano Fanpage
Giovanni Storti a Fanpage.it: “Milano è una città persa, Beppe Sala fa solo propaganda sull’ambiente”
Intervistato da Fanpage.it, l'attore comico Giovanni Storti parla di Milano e delle sue difficoltà nell'affrontare il tema ambientale. 'La città si muove spinta solo da denaro e cemento, il verde è sempre l'ultima cosa a cui si pensa'.
Il Fatto Quotidiano: Più bombe per tutti: gli Stati potranno usare i soldi del Pnrr
https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2023/05/04/piu-bombe-per-tutti-gli-stati-potranno-usare-i-soldi-del-pnrr/7149950/
https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2023/05/04/piu-bombe-per-tutti-gli-stati-potranno-usare-i-soldi-del-pnrr/7149950/
Il Fatto Quotidiano
Più bombe per tutti: gli Stati potranno usare i soldi del Pnrr - Il Fatto Quotidiano
Lo hanno chiamato Asap, acronimo che in inglese significa “il più presto possibile”. Ma da ieri a Bruxelles significa Act in Support of Ammunition Production, Legge per il sostegno alla produzione di munizioni. È il provvedimento (annuale, ma rinnovabile)…
Forwarded from Fabrizio
Da una email di ReCommons
il Pakistan è al collasso, i continui blackout hanno portato il Paese a un passo dal default finanziario, forse ne eri già al corrente, ma la situazione è davvero drammatica e quello che probabilmente non sai (a meno che tu non abbia letto la stampa internazionale in questi giorni) è che tra i responsabili della crisi energetica c’è ENI.
Quando ENI si candidò a diventare uno dei suoi principali fornitori di gas, il Pakistan credeva di aver messo al sicuro il suo sistema energetico, ma ha saltato ben 8 delle ultime 20 consegne pattuite, con tutte le drammatiche conseguenze per l'economia locale. La chiusura di industrie strategiche come quelle del tessile ha lasciato migliaia di persone senza lavoro. In base ai dati in nostro possesso, possiamo desumere che ENI lo abbia fatto per vendere lo stesso gas alla Turchia e guadagnare dall'operazione mezzo miliardo di euro.
L'inchiesta su come ENI abbia di fatto aggravato la crisi del Pakistan, tagliando i rifornimenti al Paese per fini speculativi, è frutto di mesi di lavoro insieme ai colleghi inglesi di Source Material ed è stata ripresa dall'agenzia di stampa internazionale Bloomberg e grazie a quel lancio da numerosi media internazionali, eppure i media nostrani si sono ben guardati dal riprendere il lancio dell'”autorevole” agenzia. Meglio non disturbare il manovratore?
il Pakistan è al collasso, i continui blackout hanno portato il Paese a un passo dal default finanziario, forse ne eri già al corrente, ma la situazione è davvero drammatica e quello che probabilmente non sai (a meno che tu non abbia letto la stampa internazionale in questi giorni) è che tra i responsabili della crisi energetica c’è ENI.
Quando ENI si candidò a diventare uno dei suoi principali fornitori di gas, il Pakistan credeva di aver messo al sicuro il suo sistema energetico, ma ha saltato ben 8 delle ultime 20 consegne pattuite, con tutte le drammatiche conseguenze per l'economia locale. La chiusura di industrie strategiche come quelle del tessile ha lasciato migliaia di persone senza lavoro. In base ai dati in nostro possesso, possiamo desumere che ENI lo abbia fatto per vendere lo stesso gas alla Turchia e guadagnare dall'operazione mezzo miliardo di euro.
L'inchiesta su come ENI abbia di fatto aggravato la crisi del Pakistan, tagliando i rifornimenti al Paese per fini speculativi, è frutto di mesi di lavoro insieme ai colleghi inglesi di Source Material ed è stata ripresa dall'agenzia di stampa internazionale Bloomberg e grazie a quel lancio da numerosi media internazionali, eppure i media nostrani si sono ben guardati dal riprendere il lancio dell'”autorevole” agenzia. Meglio non disturbare il manovratore?
Esquire Italia: Sta per arrivare "la sesta estinzione", ed è peggiore di quanto crediamo
https://www.esquire.com/it/lifestyle/tecnologia/a43767928/sesta-estinzione/
https://www.esquire.com/it/lifestyle/tecnologia/a43767928/sesta-estinzione/
Esquire
Sta per arrivare "la sesta estinzione", ed è peggiore di quanto crediamo
La massiccia estinzione di specie animali e vegetali è molto più grave di quanto ci aspettassimo.
La Stampa: Bergonzoni e le alluvioni: “L’uomo è in pericolo? No, l’uomo è il pericolo”
https://www.lastampa.it/cultura/2023/05/20/news/alessandro_bergonzoni_salviamo_la_terra-12815210/
https://www.lastampa.it/cultura/2023/05/20/news/alessandro_bergonzoni_salviamo_la_terra-12815210/
La Stampa
Bergonzoni e le alluvioni: “L’uomo è in pericolo? No, l’uomo è il pericolo”
L’artista bolognese: «Spero nei ragazzi di Ultima Generazione. Questi politici non hanno una visione per salvare la terra»
https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/05/30/il-pd-non-e-un-partito-di-sinistra-ma-unaccozzaglia-di-politici-buoni-solo-per-una-cosa/7178075/ Lucidissima analisi del PD
Il Fatto Quotidiano
Il Pd non è un partito di sinistra, ma un’accozzaglia di politici buoni solo per una cosa
"Continuare a definire di sinistra questa cosa che si atteggia come tale è ridicolo, al massimo è l'ala Dorotea 2.0 della vecchia Dc"
Comunicato No Ogm 8_06 loghi.pdf
254.8 KB
Invio e-mail Comunicato No Ogm 8_06 loghi.pdf
COMUNICATO STAMPA DELL'8 GIUGNO 2023
PARTE LA RACCOLTA FIRME ONLINE
Gentilissime/i
grazie al contributo di tanti Attiviste/i e di molte Associazioni, abbiamo raggiunto il budget di 6100 euro richiesto dalla piattaforma privata itAgile e finalmente possiamo raccogliere le firme, anche in modalità online, per i due quesiti referendari:
1. abrogazione dei commi della legge 157/1992 che permettono l'attività venatoria;
2. abrogazione della legge 842 del c. c. per vietare l'ingresso dei cacciatori nei fondi privati.
Come sapete, la legge italiana impone il raggiungimento di almeno 500 mila firme per ogni quesito, per cui, dato il poco tempo a disposizione, confidiamo anche in questa modalità per raggiungere il nostro obiettivo.
Vi chiediamo quindi di firmare per i due quesiti al seguente link:
https://www.referendumsiaboliamolacaccia.it/firma-online/
Pur essendo una piattaforma privata, potete firmare gratuitamente grazie alle donazioni fatte da Attiviste/i e Associazioni.
Una sola firma costa 1,50 euro, quindi occorrono 3 euro per entrambe le firme.
Tuttavia, se potete, contribuite anche voi donando dopo aver firmato, oppure al seguente link:
https://www.paypal.com/donate/?campaign_id=2E6U5DJ9N6NTE
Con 6 euro, potete regalare 4 firme.
Con 12 euro, ne regalate 8.
Se preferite, effettuate un bonifico bancario
intestato a: “CADAPA”, utilizzando l'IBAN
IT18T0306909606100000180447
Tutto il ricavato delle donazioni servirà per mantenere attiva la piattaforma, nessun euro andrà al Comitato referendario.
Per tutti coloro che continuano a organizzare banchetti e/o portare i moduli nei Comuni, è possibile trovare i materiali necessari al seguente link:
https://www.referendumsiaboliamolacaccia.it/materiali/
Vi chiediamo di dare la più ampia diffusione alla presente e mail, inoltrandola alle sedi locali delle Vostre Associazioni,
ad Attiviste/i di Vostra conoscenza, a parenti e amici.
Cordialmente, a disposizione per qualsiasi chiarimento
Comitato Antispecista Difesa Animali Protezione Ambiente ODV
Tony Curcio (345 - 2616174)
Pier Paolo Cirillo (Tel. 366 - 4656275)
Carmen Leonardi (resp. ufficio stampa - tel. 338-7399681)
https://www.referendumsiaboliamolacaccia.it/
www.cadapa.it
"Il compito più alto di un uomo è sottrarre gli animali alla crudeltà'".
(Emile Zola)
PARTE LA RACCOLTA FIRME ONLINE
Gentilissime/i
grazie al contributo di tanti Attiviste/i e di molte Associazioni, abbiamo raggiunto il budget di 6100 euro richiesto dalla piattaforma privata itAgile e finalmente possiamo raccogliere le firme, anche in modalità online, per i due quesiti referendari:
1. abrogazione dei commi della legge 157/1992 che permettono l'attività venatoria;
2. abrogazione della legge 842 del c. c. per vietare l'ingresso dei cacciatori nei fondi privati.
Come sapete, la legge italiana impone il raggiungimento di almeno 500 mila firme per ogni quesito, per cui, dato il poco tempo a disposizione, confidiamo anche in questa modalità per raggiungere il nostro obiettivo.
Vi chiediamo quindi di firmare per i due quesiti al seguente link:
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Pur essendo una piattaforma privata, potete firmare gratuitamente grazie alle donazioni fatte da Attiviste/i e Associazioni.
Una sola firma costa 1,50 euro, quindi occorrono 3 euro per entrambe le firme.
Tuttavia, se potete, contribuite anche voi donando dopo aver firmato, oppure al seguente link:
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Con 12 euro, ne regalate 8.
Se preferite, effettuate un bonifico bancario
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Per tutti coloro che continuano a organizzare banchetti e/o portare i moduli nei Comuni, è possibile trovare i materiali necessari al seguente link:
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Cordialmente, a disposizione per qualsiasi chiarimento
Comitato Antispecista Difesa Animali Protezione Ambiente ODV
Tony Curcio (345 - 2616174)
Pier Paolo Cirillo (Tel. 366 - 4656275)
Carmen Leonardi (resp. ufficio stampa - tel. 338-7399681)
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"Il compito più alto di un uomo è sottrarre gli animali alla crudeltà'".
(Emile Zola)
Il Fatto Quotidiano: Transizione verde addio, i big del petrolio non fanno più neanche finta di tutelare l’ambiente: da…
https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/06/30/transizione-verde-addio-i-big-del-petrolio-non-fanno-piu-neanche-finta-di-tutelare-lambiente-da-exxon-a-eni-strategie-cambiate-si-torna-ai-combustibili-fossili/7208473/
https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/06/30/transizione-verde-addio-i-big-del-petrolio-non-fanno-piu-neanche-finta-di-tutelare-lambiente-da-exxon-a-eni-strategie-cambiate-si-torna-ai-combustibili-fossili/7208473/
Il Fatto Quotidiano
Transizione verde addio, i big del petrolio non fanno più neanche finta di tutelare l’ambiente: da Exxon a Eni strategie cambiate…
La transizione verde non esiste più. Almeno non nei piani delle grandi compagnie petrolifere. Uno dopo l’altro i big stanno rivedendo i loro piani e riscoprendo il loro primo amore, i combustibili fossili, ovvero gas e petrolio. Ormai non c’è neppure più…
Regressione totale dalla finzione.
Prima fingevano adesso neanche quello
Prima fingevano adesso neanche quello