Scienza e Democrazia
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Scienza e Democrazia
Lo sceneggiatore e il regista. Dialogo... ...sulle ultime dichiarazioni di Zelensky. S.: Bello, no?, questo colpo di scena in cui Zelensky fa il gesto di dimettersi a condizione che l'Ucraina sia ammessa nella NATO? R.: Ma che dici?! Gli spettatori a questo…
Seguito del dialogo. (Cfr. qui).

R.: Mettici anche questa: "Dobbiamo raggiungere la pace attraverso la forza".
S.: Ma allora non c'è un'evoluzione nel personaggio. Avevamo detto che adesso parlava come un folle, ma con una sua logica. Invece così tornerebbe allo stadio precedente...
R.: Appunto: il sintomo della follia non è l'evoluzione, ma il caos.
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Scienza e Democrazia
Un giorno questo video sarà uno dei più espliciti documenti... ...del degrado morale e civile delle istituzioni italiane nel primo quarto del XXI secolo.
Attacchi al "Colle"?

Ventimila italiani hanno firmato una petizione, promossa dal giornalista e attivista Vincenzo Lorusso, in cui si prendevano sobriamente le distanze dal paragone della politica estera della Federazione Russa e quella del Terzo Reich nazista citato dal presidente Mattarella in un discorso accademico a Marsiglia.

Paragone che aveva suscitato una replica indignata da parte della portavoce del ministro degli esteri russo, Maria Zakharova.

La petizione è, prima ancora che una richiesta di scuse al popolo russo, un gesto patriottico: in difesa della cultura storica di base degli italiani. Perché non si creda che le ore dedicate alla storia del Novecento in tutte le scuole italiane vadano sprecate.

Ecco come l'agenzia ANSA descrive, con la sua consueta oggettività, la reazione del "Quirinale":

«Anche questa volta il Quirinale, in accordo con il governo, non reagisce ad una portavoce che sembra aver intrapreso una battaglia personale nei confronti del Colle. [sic! (NdC)]

Dove si conferma la linea del riserbo e della serenità e si conferma, ancor di più oggi dopo il terzo attacco consecutivo, che nulla è cambiato: le parole pronunciate da Mattarella nell'ormai famoso discorso di Marsiglia sono chiare. Indirettamente alla Zakharova aveva risposto lo stesso Mattarella, sollecitato dai giornalisti durante la sua recente visita in Montenegro. "Il mondo che noi vorremmo è quello che rispetta il diritto internazionale", aveva detto ai cronisti che gli chiedevano dei continui attacchi della portavoce del ministero degli Esteri russo.
»

Qui i punti sono due.

Se «le parole pronunciate da Mattarella [...] sono chiare», ancora più chiara è per decine di migliaia di italiani la loro interpretazione, che è quella che ne hanno dato non solo la Zakharova, ma, per esempio, Luciano Canfora e Massimo Cacciari.

E tuttavia si deve ammettere che le parole del presidente della Repubblica sono, talvolta, solo apparentemente chiare.

Infatti, quando si rivede il video del ricevimento ufficiale di cui è stato gratificato il presidente di Israele, ci si rende conto che, con tutta la buona volontà, la frase pronunciata da Mattarella in Montenegro deve sicuramente significare qualcosa di diverso da quello che sembra.
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Quante volte?

Un indicatore interessante sulla capacità di un canale televisivo di distinguere tra una notizia e un buco nell'acqua, e tra un parere competente e un'opinione infondata, è il conteggio delle notizie in cui sono citate le varie personalità pubbliche sul suo sito.

Per le ragioni più volte esemplificate in questo canale, due persone che hanno dato i contributi più importanti e chiarificatori al dibattito pubblico sulle emergenze ucraina e palestinese, e l'hanno fatto in sedi istituzionali, sono la relatrice per l'ONU Francesca Albanese e l'economista e diplomatico Jeffrey Sachs.

Da un punto di vista giornalistico, hanno più volte fatto notizia: nel senso ideale di essere stati protagonisti di eventi di rilevanza pubblica, utili anche come indicatori di quanto dei valori del confronto democratico ancora sopravvive in "Occidente".

L'" Occidente": cioè quei Paesi, orgogliosi del loro statuto di presunte "democrazie", che da un giorno all'altro potrebbero chiederti, sulla base di un quadro della realtà ottenuto mediante fabbricazione e adulterazione di cronache, dati storici, statistiche, e di censura sistematica di chi mette in evidenza gli errori, di andare a combattere… contro Hitler. (I dettagli sulla seduta spiritica che lo ha evocato saranno segretati per 50 anni, ma potete fidarvi: è lui).

Ci limitiamo a 3 canali Telegram, in cui abbiamo ricercato in quanti messaggi sono state citate le due personalità suddette.

i dati acquisiti risalgono alle ore 10 di oggi 26 febbraio; nel caso che ci sia almeno una citazione, è indicata tra parentesi quadre la data dell'ultima citazione.

ANSA
Francesca Albanese: 0
Jeffrey Sachs: 0

Il Fatto Quotidiano
Francesca Albanese: 1 [14 settembre 2024]
Jeffrey Sachs: 9 [7 novembre 2024]

Byoblu
Francesca Albanese: 1 [1 ottobre 2024]
Jeffrey Sachs: 5 [4 dicembre 2024]
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Quante volte? Un indicatore interessante sulla capacità di un canale televisivo di distinguere tra una notizia e un buco nell'acqua, e tra un parere competente e un'opinione infondata, è il conteggio delle notizie in cui sono citate le varie personalità pubbliche…
Francesca Albanese sul ruolo dei media...

...nel genocidio di Gaza:

«Aspetto con impazienza il giorno quando ci sarà un'indagine sul ruolo dei grandi media occidentali in questo genocidio.

Perché questo non è un genocidio che è semplicemente passato inosservato.

È un genocidio che è stato giustificato e reso possibile dai media, perché hanno mantenuto una linea del tutto aderente alla narrativa militare di Israele, usando quella terminologia, amplificando, a volte, pubblicazioni come "Hamas si è acquartierato sotto l'ospedale di Al Shifa", e giustificando la distruzione dell'intero ospedale.
[cfr.
qui e qui (NdC)]

Hanno ripetuto incessantemente il mantra degli scudi umani, dei terroristi, è questo effetto subliminale di normalizzare una situazione che è penosamente illegale, inserendo nel linguaggio parole che creano una specie di dogma mentale secondo cui i palestinesi, per qualche ragione, questa catastrofe se la sono tirata addosso.»
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La demolizione della democrazia in Europa.

Il presidente eletto della Romania, nel primo turno di elezioni che sono state pretestuosamente annullate [*], viene adesso arrestato - probabilmente per impedirgli di ripresentarsi nella ripetizione delle elezioni... e rivincere.
[*]
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Continua la censura contro Francesca Albanese, ovvero che cosa sono diventati i «valori dell'Occidente». Ultimamente a Berlino, dove un evento inizialmente programmato e che prevedeva l'intervento della relatrice ONU è stato disdetto a causa delle pressioni…
Ma per i media italiani, questa censura, di una relatrice italiana dell'ONU...

... e che ha suscitato la protesta di 38 organizzazioni non governative e società scientifiche, non è una notizia.

Nel documento da esse sottoscritto si legge:

«Tali azioni confermano una tendenza inquietante: l'influenza politica che mina l'autonomia dell'università e mette in pericolo la libertà accademica.

Questi annullamenti
[di conferenze precedentemente annunciate] sono parte di una serie di misure contro le persone che nominano e criticano la violenza documentata e la guerra, fatta in violazione del diritto internazionale in Palestina, del governo israeliano e il suo sostegno da parte della Germania».

E in Italia la situazione non è diversa: anzi, a questo tipo di violazioni della deontologia accademica siamo arrivati molto prima...
Scienza e Democrazia
Uno struggente ricordo... Gli Stati Uniti, adesso, non sono più d'accordo con la descrizione nel documento del G7 della Russia come "paese aggressore". Che fine fa, allora, l'identificazione dell'ex presidente ucraino con una specie di capo partigiano? …
Anche se con sana diffidenza verso organi di "informazione" internazionale...

...come Time, non si poteva però pensare che nominando Zelensky «persona dell'anno» non avessero fatto bene i propri conti.

Che dire? Un prezzo onesto...
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Scienza e Democrazia
Ulteriore conferma... ...di ciò che nessun TG considera "notizia". E che invece è un concetto a tal punto importante che dovrebbe essere spiegato nelle scuole.
Media is too big
VIEW IN TELEGRAM
Una bella intervista a Moni Ovadia...

...a cura di Peter Gomez, e trasmessa il 1 marzo su RAI3. Merita di essere sentita tutta, ma questo estratto dal finale è di per sé significativo.
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I commenti sulla conferenza stampa Trump-Zelensky…

...sono stati così numerosi e disparati che si può pensare che tutto e il suo contrario sia già stato detto su di essa.

Ma forse vale la pena sottolineare un punto non abbastanza compreso: il carattere surreale di ciò che è avvenuto fin dai primi minuti.

C'è un ex presidente

- che ha abolito i partiti di opposizione, ha censurato i media, e non convoca nuove elezioni da quasi un anno: ma non esiterà a parlare di "democrazia" per il suo popolo;

- che ha fatto partire una brutale caccia all'uomo per portare al fronte quanti più giovani sia possibile, chiudendo i confini del proprio paese: ma non esiterà a parlare di "libertà";

- che per 4 volte si negò alla chiamata alla leva nel 2014 quando questa riguardò lui;

- che ha fatto morire centinaia di migliaia di suoi cittadini in una guerra che non avrebbe mai dovuto cominciare, e che ha perso nonostante i miliardi di dollari in aiuti militari da USA e UE.

Ora, quest'uomo è andato a Washington per incontrare chi, fin dalla sua campagna presidenziale, aveva proclamato di voler porre termine in maniera diplomatica alla guerra e, ovviamente, con accordi che garantissero profitti agli USA per l'opera di mediazione e ricostruzione.

Ebbene, dopo l'introduzione di Trump, in cui questi aveva

- chiaramente ribadito la volontà di mediare tra Ucraina e Russia,
- sottolineato il drastico cambiamento rispetto alla precedente amministrazione
,
- rimandato al successivo incontro privato i dettagli dell'intesa,

Zelensky lo ha contraddetto provocatoriamente, dicendo che per lui Putin è un «un assassino e un terrorista», e che era venuto non a definire i termini di un accordo di pace, ma a chiedere nuovi aiuti militari!

In altre parole, Zelensky è andato a Washington con la volontà (o con la missione) di ridicolizzare Trump davanti all'opinione pubblica mondiale.

La reazione che ha ricevuto da parte di Trump e del vicepresidente Vance - e che ha suscitato tanta riprovazione da personaggi del mondo giornalistico e politico che meriterebbero, come premio, di essere spediti immediatamente sul fronte ucraino - sorprende solo per la sua moderazione.

Invece la classe dirigente europea, in pieno disordine mentale (qui e qui), e i governi nazionali, a partire da un governo italiano deciso a tutto pur di danneggiare la nostra immagine nel mondo, stanno cercando con ogni sforzo di prolungare, estendere, intensificare il conflitto armato con la Russia - ed è per questo che l'attore Zelensky (cattivo anche come attore, anche qui Trump aveva visto giusto) continua ad essere il loro "eroe".

Almeno fino a quando le sue gravissime responsabilità, e i suoi complici internazionali, non saranno portati in un tribunale.

I popoli europei, a questo punto, devono prendere esempio da quello rumeno e greco e mostrare in maniera nonviolenta ma inequivocabile che disconoscono una classe dirigente traditrice dei loro valori e dei loro più basilari interessi.
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Scienza e Democrazia
I commenti sulla conferenza stampa Trump-Zelensky… ...sono stati così numerosi e disparati che si può pensare che tutto e il suo contrario sia già stato detto su di essa. Ma forse vale la pena sottolineare un punto non abbastanza compreso: il carattere surreale…
Zelensky: dalle stalle alle stelle.

Un punto che abbiamo ripetutamente sottolineato [*] è la degenerazione della politica nazionale e internazionale dovuta all'esistenza di potentati economici che possono insediare in importanti cariche politiche e dotare di ricchezze private immense chi, dotato di talenti adatti, al più, a programmi televisivi di pseudorealtà, sia però disposto a obbedire alle loro direttive - quali che esse siano.

È questa una buona applicazione del principio (di origini antiche e con una lunga discendenza, ma in effetti parte del senso comune) della trasformazione della quantità in qualità: quando il potere economico supera una certa soglia, diventa potere politico.

Il caso dell'ex presidente Zelensky meriterà un posto d'onore nei manuali di politologia, a tal punto è esemplare.

Questo è quello che era.

E questo è il suo
attuale patrimonio.

Non c'è dubbio che per un potentato economico che ha i mezzi per operare una tale metamorfosi, mandare al massacro una nazione per ordine di un presidente-fantoccio non presenta particolari difficoltà.

E tanto meno fargli dichiarare, a proposito della più eterofinanziata guerra che si ricordi, «siamo stati soli». E farglielo dire in faccia al principale finanziatore e in diretta televisiva mondiale.

È chiaro che solo un agente-attore, non un vero uomo politico o una persona di normale sensibilità etica, poteva sostenere questo ruolo.

A riprova, i dirigenti dell'UE hanno subito salutato la sua "impresa" con un insensato messaggio-fotocopia che dice: «La sua dignità onora il coraggio del popolo ucraino.» e lo incita a continuare la guerra (...ovviamente chiamandola "pace").

Hanno così rivelato di chi essi stessi sono i portavoce.

All'ingrosso, l'identità dei mandanti è chiara: è il complesso militare-industriale NATO che lotta per non subire un serio ridimensionamento dopo la prova di forza fallita contro la Russia.

In dettaglio, un'indagine sull'evoluzione dei patrimoni privati dei dirigenti UE potrebbe dare informazioni utili.
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La democrazia secondo Giorgia Meloni.

Da quella leader che è, la presidente del Consiglio:

«evita di prendere le parti di uno o dell'altro dopo lo scontro fra Volodymyr Zelensky e Trump nello Studio Ovale: "Sono dibattiti che normalmente non si fanno davanti alle telecamere. Diciamo che non ha aiutato".»

Non ha aiutato che cosa?

A tenere in piedi la tragicommedia del miliardario che non ha mai messo un'uniforme, ma vuole che i suoi compatrioti continuino a versare il sangue per una causa persa?

Anche secondo ANSA , «i [suoi] toni restano comunque all'insegna dell'equilibrismo».
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