Scienza e Democrazia
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Scienza e Democrazia
Errori anche nelle pubblicità... Un recente video pubblicitario del Corriere della Sera simula un sondaggio tra passanti: «- Scusa, scusa: se ti dico mangiare? - Pizza. [...] - Sapere?» Perché la risposta giusta fosse "Corriere", come nel video, la domanda…
Eppure non era così difficile prevedere che cosa sarebbe successo...

...fin dal 2015! Ecco un intervento del prof. Mearsheimer all'Università di Chicago che, più di sei anni prima dell'inizio dell'Operazione Militare Speciale aveva già descritto chiaramente:

1) quali fossero le intenzioni degli USA a proposito dell'Ucrainacondurre l'Ucraina sulla via della perdizione», cioè allo scontro con la Russia);

2) come la dirigenza ucraina avrebbe reagito (sarebbe stata convinta ad adottare la linea dura, illudendosi di diventare così parte dell'"Occidente");

3) che cosa sarebbe accaduto all'Ucraina (il disastro).
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Come era stato descritto Netanyahu da Jeffrey Sachs?... Ecco qua l'ennesima prova che ha ragione.
Il commento della relatrice ONU Francesca Albanese su ciò che sta facendo Israele dopo l'accordo sulla tregua.

«Al momento del tanto atteso cessate il fuoco a Gaza, la macchina della morte di Israele ha inasprito le sparatorie in Cisgiordania, uccidendo 10 persone a Jenin oggi [21 gennaio]. Se non lo si costringe a fermarsi, il genocidio dei palestinesi da parte di Israele non sarà confinato a Gaza. Segnatevi queste parole
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Su che cosa si fonda l'industria della pubblicazione scientifica?

Uno scienziato biomedico, David Speicher, ha scritto:

«È caduto l'Olimpo!!! Come scienziato, apprezzavo il processo di revisione paritaria [peer review] per assicurare che la ricerca pubblicata fosse scientificamente solida.

Come autore, apprezzo il processo di raffinamento di un capolavoro scientifico.

Come revisore, prendevo seriamente il mio mestiere, e ci mettevo lo sforzo necessario per assicurare che solo buona scienza fosse raffinata e pubblicata.

Credo che sono i fatti scientifici, e non la narrativa politica, che importano, e che ogni ricerca fatta in maniera appropriata dovrebbe essere soggetta a revisione paritaria e pubblicata.

Tuttavia, adesso posso concludere che il processo di revisione paritaria accademica è in effetti fallimentare.
»

Questo autore se ne è accorto quando un suo articolo è stato respinto con motivazioni chiaramente inconsistenti e di fatto censorie. (La storia è ricostruita qui, in traduzione italiana qui).

Ciò che più sorprende è che ci siano voluti tanti anni, all'autore, per arrivare alla sua conclusione.

In effetti quando si sente qualcuno elogiare un articolo perché pubblicato su una rivista con peer review (meglio dirlo in inglese…) si ha la certezza che il qualcuno non sa che cosa sia - o che è parte dell'ingranaggio.

Basta porsi una domanda per dare un'informazione essenziale e, al tempo stesso, alzare il velo sopra questa pratica: perché mai la regola quasi universalmente applicata è che

- i nomi dei revisori non vengano resi noti agli autori,
- e le revisioni, insieme alle repliche degli autori, non vengano pubblicate (ovviamente con le firme)?

Se a uno spadaccino dicessero di duellare bendato con un avversario che non lo è, si può pensare che accetterebbe, a meno che non sia certo che per lui si avranno dei "riguardi"? E da dove deriverebbe tale certezza?...

Il fatto più grave è che un po' dovunque, e in particolare in Italia con la cosiddetta "Valutazione della Qualità della Ricerca" (VQR), il giudizio sugli scienziati - a fini carrieristici e di finanziamento dei progetti - è una procedura automatizzata basata quasi interamente sul passaggio dei loro articoli attraverso riviste che adottano la "revisione paritaria".

È da questi aspetti dell'attuale "modo di produzione della ricerca scientifica" che occorre partire se si vuole capire come sia stato possibile l'altrimenti inesplicabile sonno profondo della scienza ufficiale durante la "stagione pandemica" - e in tanti altri casi.

Se c'è una pandemia di cui ci si dovrebbe veramente preoccupare è quella della corruzione della scienza ufficiale.
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La malafede del governo Meloni in merito ai crimini di Israele... ...è oltre ogni ragionevole dubbio. Già che ci siamo, non si potrebbero chiedere le dimissioni anche del ministro Tajani?
Il ministro Tajani…

...e l'etica:

«Se si trovava assolutamente costretto a prender parte tra due contendenti, stava col più forte, sempre però alla retroguardia, e procurando di far vedere all’altro ch’egli non gli era volontariamente nemico: pareva che gli dicesse: ma perché non avete saputo esser voi il più forte? ch’io mi sarei messo dalla vostra parte.» (Promessi sposi, cap. 1).
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La fabbrica delle fandonie autorizzate. Ieri, 23 agosto, nel TG3 delle 14.20 è stato mostrato questo video, in cui parla (?) la cino-israeliana Noah Argamani, studentessa delle forze armate israeliane, che era stata uno degli ostaggi di Hamas liberati da…
Sembrano persone torturate per un anno e mezzo?

Giuste considerazioni sul rilascio dei prigionieri israeliani fatti da Hamas.

Per un confronto con un prigioniero palestinese prima dell'arresto (arbitrario, senza capi d'accusa) e dopo il rilascio (circa 8 mesi di carcere) si veda qui.
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Governi eversivi. 1. L'inversione della gerarchia delle norme. L'eversione politica non avviene soltanto attraverso tentativi di rovesciare governi legittimi, da parte di gruppi interni o di governi esteri. C'è infatti un tipo di eversione attuata da un…
I dpcm "pandemici" come strumento eversivo: un'altra sentenza...

...di un giudice di pace, stavolta di Bologna, basata sulla «indiscutibile illegittimità dei dpcm in oggetto».

Nell'attuale sistema giudiziario italiano, quattro anni, a quanto pare, è un tempo ragionevole per ricevere la conferma che un certo provvedimento era in palese violazione della Costituzione (art. 13).
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Purtroppo il neopresidente USA Donald Trump sta confermando alla lettera... ...le sue esternazioni sioniste in campagna elettorale, proponendo la deportazione dei palestinesi fuori della Striscia di Gaza. Si può dire che è Hitler a dettare la geopolitica…
A proposito di Hitler e la geopolitica.

Un fatto non abbastanza noto è che il nazismo non promosse solo il genocidio delle "razze inferiori", ma, prima di arrivare a questo, la loro deportazione. "Soluzione iniziale", come potremmo chiamarla, che fu ampiamente discussa e pianificata.

Una destinazione ricevette particolare attenzione, ed è ricordata come "Piano Madagascar". (La voce inglese di Wikipedia è molto più dettagliata).

Tale piano fu abbandonato solo dopo la sconfitta della Germania nella Battaglia d'Inghilterra (17 settembre 1940).

Nel caso del popolo palestinese, nel biennio 2024-25, abbiamo assistito - per giunta in diretta televisiva - a una parziale inversione temporale tra "soluzione iniziale" e "soluzione finale".

Ma la somiglianza tra i due progetti geopolitici è palese.
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Che i principali media abbiano potuto sostenere che quanto succedeva in Palestina... ...era una guerra difensiva da parte di Israele, invece che la distruzione sistematica della popolazione e delle infrastrutture palestinesi, che aveva usato un attentato…
La marcia del ritorno.

E mentre gli sfollati vanno a ritrovare ciò che rimane delle loro case, oggi si celebra la banalizzazione del male.

Con papa Bergoglio che raccomanda di vedere «una brava donna» in una trasmissione televisiva. La stessa che lo aveva rimproverato per aver usato la parola «genocidio» a proposito di quello che Israele ha fatto a Gaza.

Ma se veramente non dimentichi un crimine, sei anche in grado di capire quando si ripete.

E fai di tutto per non essere complice - in nessun modo - della ripetizione.
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A proposito di Hitler e la geopolitica. Un fatto non abbastanza noto è che il nazismo non promosse solo il genocidio delle "razze inferiori", ma, prima di arrivare a questo, la loro deportazione. "Soluzione iniziale", come potremmo chiamarla, che fu ampiamente…
Un'autorevole dichiarazione…

...sul quotidiano dei vescovi cattolici italiani, Avvenire, del presidente della comunità ebraica di Firenze, che merita qualche commento:

▪️«[...] Non ribadiremo qui per l’ennesima volta la distinzione fra ebrei e israeliani: non è questo il punto – aggiunge il presidente della Comunità ebraica fiorentina –.»

Giustissimo: chi critica il governo israeliano non ce l'ha con gli ebrei. Anzi: non è tenuto nemmeno a sapere chi siano gli "ebrei".

▪️ «Il punto è che la lotta all’antisemitismo non è necessaria perché gli ebrei sono “buoni”. È necessaria perché l’antisemitismo, come ogni razzismo, è una malattia profonda della nostra società.»

L
'"antisemitismo" è un razzismo?

Esiste forse una "razza" semitica, o addirittura ebraica?

Forse per l'etnologia di un secolo fa. Ma dal secondo dopoguerra in poi devono essere stati veramente pochi, anche tra i critici più accesi dello stato di Israele, che considerassero gli ebrei una "razza".

Anzi, che considerassero in generale "razza" un concetto utile in antropologia culturale o in biologia.

Per citare da una storia accademica del concetto di razza, apparsa nel 2005, «"Razza"non è una categoria biologica valida, di recente è stata anche detta "biologicamente priva di senso"». Penso che qualcosa del genere venga insegnato anche nelle nostre scuole secondarie.

Perché quindi continuare a rinverdire il prestigio di una nozione ormai generalmente screditata, e usare ossessivamente il termine "razzismo" per indicare la critica, anche aspra, di vari soggetti collettivi, come

- classi dirigenti,
- associazioni più o meno segrete,
- classi unite da legami familiari (come la nobiltà prima e dopo la fine dell'ancien régime),
- gruppi di pressione con affinità politiche, ideologiche o religiose,
- gruppi legati da interessi economici comuni
?

Non si può rispondere a questo genere di critiche, valide o no, parlando o presupponendo nell'interlocutore un linguaggio che la ricerca scientifica ha letteralmente svuotato di senso.

▪️ «E l’antisemitismo una malattia specifica e con radici profonde nella cultura italiana ed europea, e dure da estirpare. Un compito necessario, oltre che la lettera di una legge dello Stato».

Per le ragioni anzidette, l'"antisemitismo" non è oggi in Italia una malattia specifica di nessuno.

Invece l'antisionismo, cioè la critica delle origini o (secondo il contesto) della condotta dello stato di Israele, è una posizione non solo sensata e condivisibile, ma di fatto condivisa anche da numerosissimi ebrei (nell'unico senso che si può usare senza virgolette: quello religioso), e cittadini israeliani.

Ci auguriamo che il "Giorno della Memoria" diventi il prima possibile anche un giorno di rigore concettuale e scientifico.

Perché pensare scorrettamente non favorisce la "memoria" - con o senza la maiuscola.
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La marcia del ritorno. E mentre gli sfollati vanno a ritrovare ciò che rimane delle loro case, oggi si celebra la banalizzazione del male. Con papa Bergoglio che raccomanda di vedere «una brava donna» in una trasmissione televisiva. La stessa che lo aveva…
Francesca Albanese risponde alla domanda: "Israele ha diritto ad esistere?" (5 novembre 2024)

Un frammento di intervista che, in un Paese sovrano e rispettoso del diritto internazionale, avrebbe dovuto essere trasmesso ripetutamente nei TG nazionali.

Evidentemente noi italiani non siamo ritenuti degni di tanta razionalità giuridica tutta insieme.

Potrebbe farci svegliare - e scoprire, con spavento, la differenza tra ciò che dice chi ci rappresenta ufficialmente a livello internazionale e ciò che avrebbe dovuto dire - e fare.
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Intanto Israele continua a fare strame del diritto internazionale... ...e dichiara di interrompere, con il sostegno degli USA, ogni rapporto con l'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei profughi palestinesi nel vicino oriente (UNRWA)
Soluzioni semplici a problemi complessi.

La senatrice a vita Liliana Segre ha recentemente dichiarato:

«Accoglienza all’altro, di qualunque colore, di qualunque religione, etnia, nazionalità. L’accoglienza risolverebbe tutti i problemi.»

Come è stato detto un secolo fa, c'è sempre una soluzione ben nota a ogni problema umano - netta, plausibile, e... sbagliata.

La soluzione proposta dalla senatrice a vita è un esempio perfetto di questo fenomeno.

Che sia sbagliata si capisce riflettendo che essa presuppone un'ipotesi falsa, e cioè che ogni «religione, etnia, nazionalità» condivida i valori della tolleranza, dei diritti umani, della legge internazionale.

Tale condivisione non è purtroppo tanto diffusa quanto sarebbe desiderabile, come prova - per citare un esempio familiare alla senatrice - lo stato di Israele, inteso come il suo governo e una buona parte dei suoi cittadini (anche se non certo tutti).

Questo, però, non è un caso unico, se si pensa che il nostro ministro degli Interni ha pochi giorni fa giustificato l'espulsione immediata, con volo di Stato (per garantire la massima sicurezza), di un certo cittadino libico, adducendo la «pericolosità del soggetto».

Ammessa l'attendibilità di quanto affermato dal ministro (e di conseguenza l'assurdità della scelta del governo italiano: le persone pericolose si tengono in carcere), l'episodio conferma però la difficoltà dell'integrazione tra diverse nazionalità.

Infatti il suddetto libico non era una persona qualsiasi.

Si trattava niente meno che del capo della polizia giudiziaria della Libia...
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Non preoccupatevi: queste ricerche si fanno per far progredire la medicina!

Anche se sono su topi.

E anche se pure sui topi non è che la tecnica funzioni tanto bene: «solo l'11,8% degli embrioni ha completato lo sviluppo fino alla nascita e i pochi animali diventati adulti sono sterili, hanno una crescita alterata e una vita più breve».

Chissà perché ci si interessi a far nascere - in prospettiva, beninteso - un bambino da «due papà»...

Ma no, che avete pensato?

È per «comprendere la natura biologica di malattie come le sindromi di Prader-Willi, di Angelman, di Silver-Russell e di Beckwith-Wiedemann».

Non le avevate mai sentite? Be', in effetti l'aumento della loro incidenza è un fenomeno abbastanza recente.

Come mai? Perché «nei bambini concepiti con riproduzione assistita vi è una maggiore incidenza di questi disturbi».

Ma questo è meglio non dirlo troppo ad alta voce.

Se no si capirebbe meglio non solo lo stato dell'attuale ricerca biomedica e delle sue applicazioni, ma anche che cosa succede in generale autorizzando il passaggio dal topo all'uomo.

Cioè spacciando come scienza ciò che non lo è.
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I fatti sono questi. La pace non si può fare trattando con un ex presidente. Sarebbe come farla firmare, da parte americana, a Biden.
Però il governo italiano continua a mandargli armi.

È questa la notizia su cui i principali media italiani dovrebbero concentrarsi.

Alla Camera 192 voti a favore e 41 contrari.

Delle "opposizioni", PD, Italia dei Valori e Azione hanno votato a favore.

Ecco una sintesi:

«Il provvedimento proroga fino al 31 dicembre 2025, l’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell’Ucraina. [Quali autorità governative?? (NdC)]

I mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari di cui si autorizza la cessione sono elencati in un allegato, “elaborato dallo Stato maggiore della difesa”, che è classificato, e quindi non disponibile.
[Cioè i cittadini italiani non possono sapere quali armi saranno mandate, in loro nome e con i loro soldi, in Ucraina (NdC)]

Lo Stato maggiore della difesa viene anche autorizzato ad adottare "le procedure più rapide per assicurare la tempestiva consegna dei mezzi, materiali ed equipaggiamenti".»


In altre parole, il governo ci fa sapere che:

- coerentemente con il suo disprezzo per la giustizia internazionale,
- e indifferente al sacrificio della popolazione ucraina impegnata contro la sua volontà in una guerra insensata e perduta prima ancora di cominciare,

continuerà a calpestare la Costituzione italiana
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Arrestati dall'esercito israeliano a Hebron due italiani, con le due guide palestinesi.

Sono una nota ex europarlamentare pacifista, Luisa Morgantini, 84 anni, e un giornalista italiano, Lorenzo Bongiorni.

Evidentemente il tipo di persone che mettono in allarme il sistema di sicurezza della maggiore democrazia del Medio Oriente...
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