Scienza e Democrazia
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Governi eversivi. 4.4 Il caso del contante. Un esempio (seguito). La risposta del Difensore Civico Regionale (DCR) arrivò un mese dopo, indirizzata a me e alla Responsabile dell’Area Servizi alla Persona. Il DCR esordiva precisando che l'amministrazione…
Governi eversivi. 4.5 Il caso del contante. Un esempio (seguito).

A questo punto decisi di parlare del caso con un avvocato che si è distinto negli ultimi anni per video e conferenze sui diritti dei cittadini: Alessandro Fusillo.

Il quale, molto generosamente, si offrì di depositare la denuncia dell'accaduto alla Procura di Perugia. Ciò che avvenne il 23 aprile.

La denuncia non è stata subito archiviata, ma accettata il 21 maggio 2024, «e da lì decorre», mi informò Fusillo, «il termine di un anno per la conclusione delle indagini preliminari».

Riassumiamo.

Una questione riguardante il rifiuto, il 24 gennaio 2024, da parte della Pubblica Amministrazione, di accettare in contanti un pagamento di 11 euro - cosa che al comune cittadino onesto appare come un'evidente violazione delle leggi vigenti - potrà forse avere,

- dopo una segnalazione via pec alla responsabile dell'ufficio e per conoscenza al sindaco di allora;
- dopo un esposto al Difensore Civico Regionale;
- dopo una denuncia-querela tramite un qualificato studio legale internazionale,

...una prima risposta da parte della giustizia entro il 21 maggio 2025.

Tra una settimana sarà passato un anno.

Ovviamente darò notizia su questo canale di eventuali nuovi sviluppi.

Nell'ultima sezione di questa serie trarrò le conclusioni provvisorie nel contesto più generale da cui siamo partiti. [segue]
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Il governo Meloni anche contro la Corte Penale Internazionale. Ancora una volta Meloni, Tajani, Crosetto ecc. dichiarano di voler appoggiare e proteggere, anche contro il diritto internazionale, un personaggio che è stato autorevolmente definito «a deep,…
La memoria che ti fa dimenticare quanto succede davanti a te è parte del problema, non della soluzione.

È difficile leggere le confessioni degli atti di puro, insensato sadismo commessi dall'esercito israeliano senza essere presi dallo sconforto.

E, subito dopo, dall'indignazione contro i veri negazionisti - quelli che nell'ultimo anno e mezzo, davanti a fatti documentati che mostrano cosa può fare l'essere umano fanatizzato e deresponsabilizzato dal proprio governo, hanno preteso di minimizzare quanto accadeva arrampicandosi su vuoti verbalismi.

È questo il contesto in cui si continua a celebrare la "giornata della memoria" - come se la memoria storica di quanto accaduto 80 anni fa possa aver valore per chi non vede quanto succede qui ed ora.

Speriamo che il presidente Mattarella, nel discorso pubblico che terrà ad Auschwitz il 27 gennaio, ricordi quanto a Lecce gli aveva detto, poco più di una settimana prima, il rappresentante degli studenti all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università del Salento:

«"In Palestina è genocidio, un genocidio compiuto dallo Stato di Israele, che il mondo sta scegliendo di ignorare. Il silenzio è complice, tutte e tutti siamo complici se rimaniamo in silenzio. Per questo noi oggi non posiamo stare zitti, è necessario interrompere gli accordi con aziende belliche, è urgente il cessate il fuoco".

"L'approvazione del ddl sicurezza - ha detto - mette in atto politiche depressive, con l'intento di fermare ogni voce contraria anche quando questa appartiene a studenti e studentesse manganellati per la sola responsabilità di avere chiesto lo stop del genocidio palestinese.

Mai come adesso la pace vede la sua urgenza, quella pace che la nostra costituzione indica come obiettivo irrinunciabile. Non possiamo che condividere quanto affermato dalla figura di massima garanzia del nostro Paese, il presidente della Repubblica - ha concluso - sulla necessità di costruire una reale cultura di pace"»
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L'elenco è largamente incompleto...

...ma è un contributo sufficiente a confutare la leggenda - terribilmente discriminatoria - che vorrebbe che le femmine in posizioni di responsabilità politica sarebbero meno propense dei maschi alla risoluzione violenta dei conflitti internazionali.

L'evidenza empirica dimostra che non è vero.

La parità uomo-donna resta quindi confermata anche qui.
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Governi eversivi. 4.5 Il caso del contante. Un esempio (seguito). A questo punto decisi di parlare del caso con un avvocato che si è distinto negli ultimi anni per video e conferenze sui diritti dei cittadini: Alessandro Fusillo. Il quale, molto generosamente…
Governi eversivi. 5. Conclusioni provvisorie.

La ragione per cui ho presentato un'esposizione abbastanza dettagliata di un caso concreto è molteplice.

In primo luogo, considero quella del contante una questione cruciale.

Come spiegato più volte in questo canale, il diritto di voto è una conquista importante e non bisognerebbe equivocare sulle conseguenze politiche reali dell'astensionismo.

Tuttavia, bisogna prendere atto del fatto che nessuna lista (europea o regionale) ha chiaramente incluso la questione del contante nella propria piattaforma elettorale. È chiaro che si rafforza il valore del voto dandogli (più di) un senso concreto, e invece lo si indebolisce annacquandolo con ideologismi a cui nemmeno chi li usa dà spesso un contenuto definito.

Un altro esempio concreto di cui abbiamo trattato: non è arrivata notizia di nessun altro che abbia scritto una lettera al suo Comune nel caso questo non avesse sostituito i codici a barre alle fermate degli autobus con orari che fossero leggibili... senza cellulare. E quali liste hanno citato questa grave manipolazione dei comportamenti sociali?

In secondo luogo l'importanza del contante è così semplice da spiegare che dovrebbe essere evidente a tutti il danno che subdolamente e illegalmente si vuole infliggere ai cittadini.

Si dirà che non c'è niente di nuovo nell'opposizione al tentativo di eliminare il contante - tant'è vero che si stanno raccogliendo le firme per un eventuale referendum a suo favore.

Ora, un referendum vincente può, al massimo, costringere il parlamento a legiferare su una certa materia - si spera nella direzione indicata dall'esito referendario (...e neppure questo è garantito).

Ma nel caso del contante la legge, anzi le leggi, già c'è!

Se si lascia che un governo non dico tolleri, ma promuova l'illegalità, che utilità potrebbe mai avere indurlo a fare nuove leggi? Tutti gli italiani in età elettorale hanno letto almeno il primo capitolo dei Promessi sposi. È strano che sia ancora diffusa l'idea che la proliferazione legislativa sia in sé stessa un fatto positivo.

Quello che manca in queste iniziative, per quanto benintenzionate, è, evidentemente, la consapevolezza del carattere eversivo dell'operazione in cui il governo è impegnato. Sfruttando ogni pretesto.

Per esempio, il presidente del VII municipio di Roma invitava i cittadini all'«open day» di sabato 25 novembre 2023 per richiedere la carta d'identità elettronica. Tra i documenti da portare c'era… un «bancomat».

Se semplici iniziative come quelle descritte in questa serie fossero prese da molti più cittadini, è molto probabile che lo scandalo dell'illegalità eversiva della PA creerebbe un motivato allarme sociale. Il quale avrebbe (e avrebbe potuto avere) sicuramente ripercussioni anche sugli esiti elettorali. Ma sembra che interventi precisi su questioni concrete interessino relativamente pochi cittadini. Un fenomeno che, inutile dirlo, fa molto piacere a chi applica sistematicamente la strategia del fatto compiuto.

Lo stesso si sta facendo con i continui riferimenti all'avvento dell'era dell'Intelligenza Artificiale, senza che mai si sia creato uno spazio di discussione pubblico sulle finalità dei sacerdoti di questa nuova religione, e i suoi effetti perversi.

L'anno scorso cadeva il centenario della nascita di un grande riformatore "concreto", Danilo Dolci.

È un sintomo preoccupante dei tempi in cui viviamo che nessuno dei principali media, né la maggior parte di quelli "alternativi" - per non dire di scuola e università - abbiano colto quest'occasione per riaprire un dibattito sulle forme della "politica dal basso" di cui Dolci fu, con risonanza internazionale, uno dei pionieri a partire dagli anni '50.
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Che i principali media abbiano potuto sostenere che quanto succedeva in Palestina... ...era una guerra difensiva da parte di Israele, invece che la distruzione sistematica della popolazione e delle infrastrutture palestinesi, che aveva usato un attentato…
Esempio. Ne La Verità di ieri c'è un'intervista in cui si legge:

«[...] la verità è che Gaza è stato il via libera all'odio antisemita che non è mai sopito.
Le piazze pro Pal sono in realtà piazze antiebraiche?
Con le piazze possiamo dire che è saltato il banco, l'antisemitismo ha mantenuto intatte le sue strutture.»

È chiaro che ospitare - e fomentare - simili interventi di disinformazione e di propaganda filo-israeliana scredita l'intera testata (con inevitabili conseguenze sulle testate "amiche"), e fa apparire dubbi anche i suoi contributi validi (soprattutto in campo medico-sanitario).
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Il paradosso è che a protestare contro l'estrema concentrazione della ricchezza mondiale...

...nelle tasche di pochissime persone, e il fatto evidente che una tale concentrazione ha svuotato di significato le nostre "democrazie", non sono i sedicenti partiti di "sinistra" (e che ovviamente con la sinistra non hanno niente a che fare - per la strategia della confusione ideologica cfr. [*]) .

Salvo eccezioni:

- non sono i garanti delle istituzioni;
- non sono i docenti di diritto costituzionale;
- non sono gli economisti;
- non sono i sindacalisti.

No: sono gli stessi straricchi a metterci in guardia!

Almeno si può dire che sanno di che cosa parlano.

[*] "Il metodo più efficace: alimentare la confusione ideologica"
È lecito vietare il velo islamico a scuola o in uffici pubblici?

Sì, ha affermato la Corte Europea per i Diritti Umani (CEDU). Ma attenzione: il giudizio non riguarda solo il velo islamico, ma ogni simbolo religioso - anche se la tipica obiettività della stampa italiana ha sottolineato la componente specifica, invece di quella generica, della sentenza della CEDU.

Secondo la quale:

«"il concetto di neutralità nel sistema educativo comunitario, inteso come divieto generale di indossare simboli visibili del proprio credo da parte degli alunni, non è di per sé contrario all’articolo 9 della Convenzione” europea sui diritti dell’uomo “e ai valori che ne sono alla base”».

Come si sa, quando in certi testi si legge "non è di per sé contrario", vuol dire: "è in realtà contrario".

Andiamo a controllare l'articolo citato, c. 2:

«2. La libertà di manifestare la propria religione o il proprio credo non può essere oggetto di restrizioni diverse da quelle che sono stabilite dalla legge e che costituiscono misure necessarie, in una società democratica, alla pubblica sicurezza, alla protezione dell’ordine, della salute o della morale pubblica, o alla protezione dei diritti e della libertà altrui

Per la verità, c'è un solo modo in cui si potrebbe sostenere che il velo islamico possa mettere in crisi la «pubblica sicurezza»: ed è perché rende irriconoscibile una persona. In effetti l'art. 85 del Testo Unico di Pubblica Sicurezza recita: «E' vietato comparire mascherato in luogo pubblico».

Ma - un momento: non è precisamente ciò che si è recentemente imposto di fare anche agli studenti in classe, e alle persone in ogni ambiente pubblico, a partire dagli ospedali? Anzi, non si è cercato di indorare la pillola producendo pure uno studio ("scientifico e pubblicato su rivista con peer review", naturalmente...) che affermava che la mascherina rende gli uomini più affascinanti? Se è vero questo, figuriamoci il velo islamico per le donne, allora...

In ogni caso, oltre che illegale, l'uso delle mascherine in pubblico, benché approvato e promosso dalle autorità, può sicuramente aver favorito la commissione di reati.

Ecco una notizia recente, particolarmente grave (fortunatamente con conseguenze di breve durata).

Ma chissà quante se ne troverebbero perlustrando le cronache locali dell'ultimo quadriennio.

Tuttavia sembra che dai principali media, che pure indulgono nell'analisi al microscopio di quasi ogni fattispecie di reato (con una spiccata preferenza per quelli cruenti), la questione non sia stata considerata abbastanza interessante...
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Errori anche nelle pubblicità...

Un recente video pubblicitario del Corriere della Sera simula un sondaggio tra passanti:

«- Scusa, scusa: se ti dico mangiare?
- Pizza.
[...]
- Sapere?»


Perché la risposta giusta fosse "Corriere", come nel video, la domanda giusta avrebbe dovuto essere: "Propaganda?".

Eccone un esempio.
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Errori anche nelle pubblicità... Un recente video pubblicitario del Corriere della Sera simula un sondaggio tra passanti: «- Scusa, scusa: se ti dico mangiare? - Pizza. [...] - Sapere?» Perché la risposta giusta fosse "Corriere", come nel video, la domanda…
Eppure non era così difficile prevedere che cosa sarebbe successo...

...fin dal 2015! Ecco un intervento del prof. Mearsheimer all'Università di Chicago che, più di sei anni prima dell'inizio dell'Operazione Militare Speciale aveva già descritto chiaramente:

1) quali fossero le intenzioni degli USA a proposito dell'Ucrainacondurre l'Ucraina sulla via della perdizione», cioè allo scontro con la Russia);

2) come la dirigenza ucraina avrebbe reagito (sarebbe stata convinta ad adottare la linea dura, illudendosi di diventare così parte dell'"Occidente");

3) che cosa sarebbe accaduto all'Ucraina (il disastro).
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