Scienza e Democrazia
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Quando la RAI diventa televisione dei cittadini. 2. Perché la classe dirigente italiana ed europea è rimasta indifferente alla più grave offesa alla dignità umana della storia recente?

In una precedente e meritoria puntata Report aveva trattato nella maniera più esplicita la questione del genocidio in corso ad opera dell'esercito israeliano, a partire dall'attentato del 7 ottobre 2023. Compresa la stima della reale entità della strage di palestinesi (purtroppo nella nuova puntata regredita al riduttivo - benché mostruoso - «quasi 45.000»).

Dopo aver visto quella puntata, e poi un qualsiasi telegiornale della RAI, la sola conclusione che si poteva trarre era: i giornalisti RAI non guardano Report.

Particolarmente sconcertante era l'intermezzo in cui il nostro ministro degli Esteri, Antonio Tajani, di Forza Italia - il partito fondato da Silvio Berlusconi, per chi non lo ricordasse - mostrava un incredibile livello di cinismo nel rispondere, con stereotipi impertinenti e ripetuti meccanicamente, alle domande del giornalista di Report, Giorgio Mottola. Come si poteva essere così insensibili e irragionevoli?

La puntata di ieri risponde a questa domanda.

La risposta può essere formulata semplicemente: il governo israeliano, con diversi gruppi di pressioni (in inglese: lobby) riccamente finanziati soprattutto da sionisti USA - tra cui European Coalition of Israel, Transatlantic Friends of Israel, European Leadership Network (ELNET), e European Friends of Israel -, ha pressoché colonizzato il parlamento europeo e il parlamento italiano, attraverso un capillare lavoro di corruzione.

Tale lavoro si esplica, tra l'altro, in una classificazione di quello che potremmo chiamare il "potenziale sionista" di ogni singolo europarlamentare, e in una offerta mirata e gratuita di viaggi e soggiorni lussuosi a Tel Aviv e Gerusalemme. In altre parole, Israele compra preventivamente il silenzio - e l'anima, se ne hanno una - di parlamentari.

La partecipazione italiana è numerosa e importante. Per esempio Transatlantic Friends of Israel, che ha un vicedirettore italiano, ha come presidente della sezione italiana un senatore di Fratelli d'Italia,

Uno dei personaggi più in vista in questo "giro" è appunto Tajani, che come europarlamentare fu membro del direttivo di European Friends of Israel nel 2006; dal 2008 al 2014 è stato vicepresidente della Commissione Europea. Tajani ha promosso aggressivamente la cooperazione industriale e commerciale tra UE e Israele, anche in campo bellico (un modo di creare posti di lavoro, dice Tajani al giornalista…).

A questo punto dev'essere chiaro che cosa significhi che Giorgia Meloni lo abbia nominato ministro degli Esteri. Peraltro Meloni era «ministro per la Gioventù» del IV governo Berlusconi (2008-11), quando l'Italia divenne il primo socio commerciale di Israele in campo bellico.

Le industrie e le università italiane hanno continuato a collaborare al perfezionamento dell'arsenale israeliano, con il trucco applicato alle richieste di finanziamento consistente nel ridefinire a scopi civili tecnologie (come quelle del progetto Copernicus o dei droni) il cui principale utilizzo da parte di Israele è militare.

Il servizio di Report ha pure il merito di aver intervistato, sia pure molto brevemente, la relatrice italiana ONU sui territori occupati in Palestina, Francesca Albanese, che denuncia il muro di gomma che, su pressione delle ambasciate israeliane, è stato eretto - in particolare in Italia - contro l'informazione e la discussione su ciò che sta accadendo a Gaza.

Presenta inoltre una testimonianza di un'infermiera italiana di Médecins sans Frontières a Gaza sullo spietato ostruzionismo agli interventi sanitari e agli aiuti umanitari fatto da Israele.

Il servizio su Gaza comincia con il video di una soldatessa israeliana catturata da Hamas il 7 ottobre 2023. La donna si rivolge alla sua famiglia e al suo governo. E sottolinea quanto poco della vita degli stessi ostaggi israeliani importi al governo israeliano.

E - si può aggiungere - al governo statunitense. O al nostro governo.
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La massima democrazia in Medio Oriente e i giornalisti.
Comunicato dei giornalisti palestinesi.

Una giornalista italiana arrestata crea un caso internazionale, mentre lo stillicidio di oltre 200 giornalisti palestinesi assassinati nel corso di un anno e mezzo non sollecita nemmeno dichiarazioni di solidarietà da parte dei loro colleghi di altri paesi.

È difficile trovare un esempio di razzismo e discriminazione verso una minoranza più evidente e odioso di quello a cui stiamo assistendo in Palestina.

Stiano attenti i gruppi di potere che si illudono che l'indignazione morale possa continuare ad essere attivata nella popolazione selettivamente e a comando: è un'operazione molto rischiosa, perché erode il senso morale delle persone ordinarie - e c'è una soglia oltre la quale è troppo tardi per pentirsene.
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Commento all'esultanza per la pubblica ammissione...

...che i "verificatori di fatti" erano in realtà impegnati a censurare, su ordine dei governi, le notizie scomode.

Esultanza.

«I FACT CHECKERS HANNO TENTATO DI UCCIDERE IL GIORNALISMO. MA NON CE L’HANNO FATTA»

Commento.

Non potevano: era già morto.

E nessuno dei principali colpevoli è stato punito. Al contrario: li hanno premiati (verificare i "palinsesti").
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Comunicato dei giornalisti palestinesi. Una giornalista italiana arrestata crea un caso internazionale, mentre lo stillicidio di oltre 200 giornalisti palestinesi assassinati nel corso di un anno e mezzo non sollecita nemmeno dichiarazioni di solidarietà…
Quando qualcuno finge di ignorare la storia, è perché vuole ripeterla.

Il 13 gennaio 2003 il fotografo e attivista inglese Tom Hurndall, 22 anni, morì dopo 9 mesi di coma.

Era stato colpito a Rafah dai cecchini israeliani mentre cercava di mettere in salvo due bambini palestinesi che quei cecchini avevano preso di mira.

Era riuscito a salvare una bambina, ma, mentre stava inginocchiato per caricarsi un altro bambino, gli avevano sparato.

Due mesi dopo la sua morte, il 16 marzo 2003, un bulldozer israeliano schiacciava l'attivista statunitense Rachel Corrie, 23 anni, che si era interposta per impedire la demolizione di case palestinesi a Rafah.

Dopo averla travolta, fece marcia indietro, e ripassò sul suo corpo.

Questa era la Palestina dell'inizio di questo secolo, sotto il dominio della cosiddetta «più grande democrazia del Medio Oriente».
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Richiesta urgente di arresto al governo italiano di un criminale internazionale.

Sarebbe «segretamente» a Roma il generale israeliano Ghassan Alian, che ha diretto il blocco totale di Gaza, «usando la fame come arma, prendendo di mira le infrastrutture civili, compresi ospedali, con atti che configurano genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità».

Queste parole sono contenute nella denuncia della Fondazione Hind Rajab, con sede in Belgio, alla Corte Penale Internazionale, comunicata al governo italiano con richiesta di arresto immediato.

Sarà il governo Meloni tanto pronto ad attivarsi in questo caso in cui è in gioco la tenuta del diritto internazionale, quanto era stato nel caso, insignificante, dell'innocente cittadino iraniano-svizzero Abedini?

Di fatto, il ministero della Giustizia ha addirittura negato che gli sia pervenuta la suddetta denuncia.

Evidentemente gli Stati Uniti, quando ci chiesero (e ottennero all'istante) l'arresto di Abedini devono aver utilizzato canali di comunicazione più efficienti...
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Quando la RAI diventa televisione dei cittadini. 2. Perché la classe dirigente italiana ed europea è rimasta indifferente alla più grave offesa alla dignità umana della storia recente? In una precedente e meritoria puntata Report aveva trattato nella maniera…
Qual è la pietra di paragone del vero giornalismo?

È la persecuzione da parte dei poteri illegittimi che ogni vero giornalismo mette in crisi. In tutte le forme: dall'arresto arbitrario e indefinito (vedi Assange) alle minacce all'incolumità.

A conferma di quanto detto a proposito di Report, ecco infatti gli attacchi furibondi dei falsari del giornalismo, esecutori materiali di ordini mafiosi (e stavolta il termine include probabilmente la varietà più specifica), contro Sigfrido Ranucci, conduttore della trasmissione.

Non vale nemmeno la pena di dare ad essi pubblicità. È però da segnalare il ritratto di Ranucci contenuto in una lettera di uno dei figli in risposta a uno di quegli attacchi.
La vivisezione come metodica fraudolenta non può che fondarsi sull'illegalità in molte maniere. Per esempio...

...come mai negli stabulari delle università dove vengono tenuti gli "animali da laboratorio" i veterinari che vengono a fare ispezioni non trovano mai niente da ridire sulle loro condizioni?

Semplice: basta corrompere gli ispettori. (Questo va detto, in generale, anche a coloro che non si preoccupano dei biolaboratori da costruire in Italia perché - dicono - "vigileremo su ciò che vi si farà!". Proposito che di per sé denuncia lo scollamento dalla realtà di chi lo formula).

Il giornalista si indigna perché «Eppure, proprio l’attività di ricerca con sperimentazione “in vivo” costituisce, se ben espletata, un passaggio fondamentale per la validazione delle ipotesi scientifiche

Forse c'è un refuso: la vivisezione può contribuire alla «validazione delle ipotesi scientifiche», ma solo se non espletata.
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Richiesta urgente di arresto al governo italiano di un criminale internazionale. Sarebbe «segretamente» a Roma il generale israeliano Ghassan Alian, che ha diretto il blocco totale di Gaza, «usando la fame come arma, prendendo di mira le infrastrutture civili…
Il governo Meloni anche contro la Corte Penale Internazionale.

Ancora una volta Meloni, Tajani, Crosetto ecc. dichiarano di voler appoggiare e proteggere, anche contro il diritto internazionale, un personaggio che è stato autorevolmente definito «a deep, dark son of a bitch» da uno dei maggiori esperti di politica internazionale sulla scena attuale.

L'esperto citato usa questi termini in una straordinaria lezione che dovrebbe essere fatta sentire e discutere in tutti i dipartimenti di Scienze Politiche italiani - perfettamente comprensibile, almeno nelle principali tesi, da tutti i laici interessati (la pronuncia inglese dell'oratore è già da corso di dizione, ma è anche possibile visualizzarne la trascrizione).

Si tratta di Jeffrey Sachs ( in questo canale varie volte citato), e la lezione-dibattito con gli studenti è stata tenuta il 22 ottobre 2024 nella sala dei dibattiti della Cambridge Union.

È molto interessante che il 7 gennaio è stata rilanciata da Donald Trump sul suo canale X.Può darsi che, nonostante le sue tante professioni di sionismo, ciò significhi qualcosa.

E il governo Meloni? Di sicuro non sarà impedito dalla coerenza a cambiare rotta...
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Governi eversivi. 4.4 Il caso del contante. Un esempio (seguito). La risposta del Difensore Civico Regionale (DCR) arrivò un mese dopo, indirizzata a me e alla Responsabile dell’Area Servizi alla Persona. Il DCR esordiva precisando che l'amministrazione…
Governi eversivi. 4.5 Il caso del contante. Un esempio (seguito).

A questo punto decisi di parlare del caso con un avvocato che si è distinto negli ultimi anni per video e conferenze sui diritti dei cittadini: Alessandro Fusillo.

Il quale, molto generosamente, si offrì di depositare la denuncia dell'accaduto alla Procura di Perugia. Ciò che avvenne il 23 aprile.

La denuncia non è stata subito archiviata, ma accettata il 21 maggio 2024, «e da lì decorre», mi informò Fusillo, «il termine di un anno per la conclusione delle indagini preliminari».

Riassumiamo.

Una questione riguardante il rifiuto, il 24 gennaio 2024, da parte della Pubblica Amministrazione, di accettare in contanti un pagamento di 11 euro - cosa che al comune cittadino onesto appare come un'evidente violazione delle leggi vigenti - potrà forse avere,

- dopo una segnalazione via pec alla responsabile dell'ufficio e per conoscenza al sindaco di allora;
- dopo un esposto al Difensore Civico Regionale;
- dopo una denuncia-querela tramite un qualificato studio legale internazionale,

...una prima risposta da parte della giustizia entro il 21 maggio 2025.

Tra una settimana sarà passato un anno.

Ovviamente darò notizia su questo canale di eventuali nuovi sviluppi.

Nell'ultima sezione di questa serie trarrò le conclusioni provvisorie nel contesto più generale da cui siamo partiti. [segue]
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Il governo Meloni anche contro la Corte Penale Internazionale. Ancora una volta Meloni, Tajani, Crosetto ecc. dichiarano di voler appoggiare e proteggere, anche contro il diritto internazionale, un personaggio che è stato autorevolmente definito «a deep,…
La memoria che ti fa dimenticare quanto succede davanti a te è parte del problema, non della soluzione.

È difficile leggere le confessioni degli atti di puro, insensato sadismo commessi dall'esercito israeliano senza essere presi dallo sconforto.

E, subito dopo, dall'indignazione contro i veri negazionisti - quelli che nell'ultimo anno e mezzo, davanti a fatti documentati che mostrano cosa può fare l'essere umano fanatizzato e deresponsabilizzato dal proprio governo, hanno preteso di minimizzare quanto accadeva arrampicandosi su vuoti verbalismi.

È questo il contesto in cui si continua a celebrare la "giornata della memoria" - come se la memoria storica di quanto accaduto 80 anni fa possa aver valore per chi non vede quanto succede qui ed ora.

Speriamo che il presidente Mattarella, nel discorso pubblico che terrà ad Auschwitz il 27 gennaio, ricordi quanto a Lecce gli aveva detto, poco più di una settimana prima, il rappresentante degli studenti all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università del Salento:

«"In Palestina è genocidio, un genocidio compiuto dallo Stato di Israele, che il mondo sta scegliendo di ignorare. Il silenzio è complice, tutte e tutti siamo complici se rimaniamo in silenzio. Per questo noi oggi non posiamo stare zitti, è necessario interrompere gli accordi con aziende belliche, è urgente il cessate il fuoco".

"L'approvazione del ddl sicurezza - ha detto - mette in atto politiche depressive, con l'intento di fermare ogni voce contraria anche quando questa appartiene a studenti e studentesse manganellati per la sola responsabilità di avere chiesto lo stop del genocidio palestinese.

Mai come adesso la pace vede la sua urgenza, quella pace che la nostra costituzione indica come obiettivo irrinunciabile. Non possiamo che condividere quanto affermato dalla figura di massima garanzia del nostro Paese, il presidente della Repubblica - ha concluso - sulla necessità di costruire una reale cultura di pace"»
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