Scienza e Democrazia
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Governi eversivi. 4.3 Il caso del contante. Un esempio (seguito). Il secondo percorso fu di rivolgermi al Difensore Civico Regionale (DCR), che fin dalla denominazione sembrava potesse permettere un esito più rapido e produttivo. Gli mandai il 3 marzo un…
Governi eversivi. 4.4 Il caso del contante. Un esempio (seguito).

La risposta del Difensore Civico Regionale (DCR) arrivò un mese dopo, indirizzata a me e alla Responsabile dell’Area Servizi alla Persona.

Il DCR esordiva precisando che l'amministrazione comunale di Perugia (benché capoluogo della Regione) non rientrava nelle sue competenze (perché tra i comuni umbri che non avevano stabilito l'apposita convenzione c'era proprio quello di Perugia...).

Tuttavia, benevolmente, il DCR aveva deciso di rispondere.

La parte rilevante della risposta è questa:

«È indubbio che esiste ancora un po’ di confusione su questo processo: PagoPA non è da considerare un sito dove pagare, ma una nuova modalità per eseguire i pagamenti verso la PA, utilizzando sia il sito, sia i canali fisici e online di banche o attraverso i Prestatori di Servizi.

Se l’obiettivo è quello di permettere al cittadino di scegliere metodi di pagamento moderni e trasparenti, è altrettanto importante che i dipendenti pubblici che si interfacciano con il cittadino e che a questi sono preposti per offrire servizi, siano pronti e preparati a fornire risposte - e anche soluzioni - e che si dimostrino disponibili accompagnando i cittadini in questo percorso di digitalizzazione cui è obbligata la Pubblica Amministrazione.
»

Non entrerò in un'analisi puntuale di questo breve ma denso testo, in particolare del concetto di «metodi di pagamento moderni e trasparenti», che mostra a mio avviso un'imprecisa percezione, diciamo così, del processo in corso.

Il vero punto è un altro.

Il cittadino onesto non vuole essere "accompagnato", e meno che mai dalla PA, alla complicità in un reato.

E la PA, a sua volta, non può essere «obbligata» a delinquere.

Insomma: rifiutare il contante è un reato oppure no?

Sì, lo è
, allo stato della legislazione vigente. Se si può ragionevolmente dubitare di una norma così trasparente, allora buttiamo pure al macero tutti i codici civili e penali: perché valgono quanto le gride di Azzeccagarbugli (Promessi sposi, cap. III).

Il DCR concludeva così:

«[...] si invita le parti a dialogare e collaborare, fornendo prima di tutto risposte e chiare indicazioni in modo da confermare il primario principio di vicinanza della P.A. ai cittadini».

Specificava altresì che, nel suo ruolo, doveva attenersi al «principio di moral suasion che caratterizza tutta l’attività della difesa civica».

La locuzione inglese (come al solito da trattare come motivo di allarme…) significa che la difesa civica non può costringere il soggetto pubblico che opprime il cittadino a smettere, ma al più ispirare all'oppressore comportamenti etici grazie a qualcosa come il proprio prestigio... Chiaro?

Se no, chiariamolo meglio con un esempio. Il cittadino che non restituisca un libro a una biblioteca pubblica può essere multato, gli può essere addebitato il costo del riacquisto di una copia del libro, oppure anche essere privato dell'accesso ai servizi bibliotecari.

Insomma, per qualche ragione misteriosa, con il cittadino non ci si accontenta di "moral suasion", con la PA sì. Anche nel caso che di quest'ultima vengano presentate le prove di un reato continuato?

Comunque sia, la controparte non si fece "persuadere" al "dialogo" dal DCR: non mi degnò di alcuna risposta, né individualmente, né - a riprova del prestigio della difesa civica... - congiuntamente al DCR. [segue]
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Quando la RAI diventa televisione dei cittadini. 1. La fortuna di Silvio Berlusconi e la sfortuna della Repubblica Italiana.

Durante la stagione pandemica, Report, la gloriosa trasmissione di giornalismo di inchiesta della RAI (e, con sporadiche eccezioni, la sola di questo genere nell'intera televisione italiana), non aveva dato la migliore prova di sé.

L'insistenza sulla vicenda del mancato aggiornamento del «piano pandemico» le aveva fatto trascurare la reale, duplice, questione che rende "covid-19" il nome non di una malattia, ma della più grande truffa sanitaria e politica degli ultimi cent'anni (almeno).

1) l'emergenza sanitaria dipendeva realmente dal propagarsi (...misteriosissimo, per origini e vie) di un nuovo virus in tutto il mondo?;

2) c'era la benché minima probabilità antecedente, o la conferma successiva, che la campagna pseudovaccinale anti-covid-19 potesse essere la soluzione della suddetta emergenza, o non aver invece causato danni ulteriori, opportunisticamente misclassificati ma destinati ad accompagnarci per decenni?

Su queste due questioni la risposta più verosimile è, ed è stata fin dal 2020, negativa, ma ci vorranno anni prima che si possa arrivare, se mai ci si arriverà, a far pagare in sede giudiziaria gli architetti e i complici del duplice crimine.

Questa premessa serviva innanzitutto per spiegare che l'elogio che segue non è di maniera o basato su una semplice generica simpatia per Report.

In effetti, la puntata di ieri sera, 12 gennaio 2025, entrerà (o dovrebbe entrare) nella storia.

E questo per due servizi.

Il primo dà una risposta sostanzialmente definitiva a una domanda semplice ma cruciale per l'interpretazione della storia italiana dell'ultimo quarantennio:

- qual è stata l'origine dell'enorme patrimonio economico-finanziario di Silvio Berlusconi, realizzato dopo la sua entrata in politica?

Per capire l'interesse della questione (già in passato trattata da Report) basta conoscere un dato qui citato: le società del Berlusconi pre-politico erano indebitate per la cifra astronomica di circa 9100 miliardi di vecchie lire.

Poiché l'argomentazione e documentazione sono almeno altrettanto interessanti della risposta (in sé non inaspettata...), preferiamo lasciarne la graduale scoperta al telespettatore. (Inutile dire che già si sono avute le prevedibili irose reazioni dai prevedibili soggetti: ma che ci si aspetta che facciano? Pentirsi?...).

La trasformazione della risposta in verità giudiziaria è stata lentissima, ed è tuttora parziale. E il principale colpevole ha potuto lasciare questa "valle di festini eleganti" senza mai doversene assumere le responsabilità.

Tuttavia si può dire tranquillamente che un libro di storia italiana recente che non ne parli, o non le dia adeguato rilievo traendone le inevitabili conseguenze (compreso il significato del lutto nazionale proclamato alla morte di Berlusconi - mai prima accaduto per un ex capo di governo), può, senza eccessivi rimorsi, essere lasciato sugli scaffali.

A proposito, questo servizio di Report è utile anche per capire quanto sia ragionevole (o meglio, a chi possa essere utile) attribuire ai servizi segreti poteri spropositati.
[segue]
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Quando la RAI diventa televisione dei cittadini. 2. Perché la classe dirigente italiana ed europea è rimasta indifferente alla più grave offesa alla dignità umana della storia recente?

In una precedente e meritoria puntata Report aveva trattato nella maniera più esplicita la questione del genocidio in corso ad opera dell'esercito israeliano, a partire dall'attentato del 7 ottobre 2023. Compresa la stima della reale entità della strage di palestinesi (purtroppo nella nuova puntata regredita al riduttivo - benché mostruoso - «quasi 45.000»).

Dopo aver visto quella puntata, e poi un qualsiasi telegiornale della RAI, la sola conclusione che si poteva trarre era: i giornalisti RAI non guardano Report.

Particolarmente sconcertante era l'intermezzo in cui il nostro ministro degli Esteri, Antonio Tajani, di Forza Italia - il partito fondato da Silvio Berlusconi, per chi non lo ricordasse - mostrava un incredibile livello di cinismo nel rispondere, con stereotipi impertinenti e ripetuti meccanicamente, alle domande del giornalista di Report, Giorgio Mottola. Come si poteva essere così insensibili e irragionevoli?

La puntata di ieri risponde a questa domanda.

La risposta può essere formulata semplicemente: il governo israeliano, con diversi gruppi di pressioni (in inglese: lobby) riccamente finanziati soprattutto da sionisti USA - tra cui European Coalition of Israel, Transatlantic Friends of Israel, European Leadership Network (ELNET), e European Friends of Israel -, ha pressoché colonizzato il parlamento europeo e il parlamento italiano, attraverso un capillare lavoro di corruzione.

Tale lavoro si esplica, tra l'altro, in una classificazione di quello che potremmo chiamare il "potenziale sionista" di ogni singolo europarlamentare, e in una offerta mirata e gratuita di viaggi e soggiorni lussuosi a Tel Aviv e Gerusalemme. In altre parole, Israele compra preventivamente il silenzio - e l'anima, se ne hanno una - di parlamentari.

La partecipazione italiana è numerosa e importante. Per esempio Transatlantic Friends of Israel, che ha un vicedirettore italiano, ha come presidente della sezione italiana un senatore di Fratelli d'Italia,

Uno dei personaggi più in vista in questo "giro" è appunto Tajani, che come europarlamentare fu membro del direttivo di European Friends of Israel nel 2006; dal 2008 al 2014 è stato vicepresidente della Commissione Europea. Tajani ha promosso aggressivamente la cooperazione industriale e commerciale tra UE e Israele, anche in campo bellico (un modo di creare posti di lavoro, dice Tajani al giornalista…).

A questo punto dev'essere chiaro che cosa significhi che Giorgia Meloni lo abbia nominato ministro degli Esteri. Peraltro Meloni era «ministro per la Gioventù» del IV governo Berlusconi (2008-11), quando l'Italia divenne il primo socio commerciale di Israele in campo bellico.

Le industrie e le università italiane hanno continuato a collaborare al perfezionamento dell'arsenale israeliano, con il trucco applicato alle richieste di finanziamento consistente nel ridefinire a scopi civili tecnologie (come quelle del progetto Copernicus o dei droni) il cui principale utilizzo da parte di Israele è militare.

Il servizio di Report ha pure il merito di aver intervistato, sia pure molto brevemente, la relatrice italiana ONU sui territori occupati in Palestina, Francesca Albanese, che denuncia il muro di gomma che, su pressione delle ambasciate israeliane, è stato eretto - in particolare in Italia - contro l'informazione e la discussione su ciò che sta accadendo a Gaza.

Presenta inoltre una testimonianza di un'infermiera italiana di Médecins sans Frontières a Gaza sullo spietato ostruzionismo agli interventi sanitari e agli aiuti umanitari fatto da Israele.

Il servizio su Gaza comincia con il video di una soldatessa israeliana catturata da Hamas il 7 ottobre 2023. La donna si rivolge alla sua famiglia e al suo governo. E sottolinea quanto poco della vita degli stessi ostaggi israeliani importi al governo israeliano.

E - si può aggiungere - al governo statunitense. O al nostro governo.
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La massima democrazia in Medio Oriente e i giornalisti.
Comunicato dei giornalisti palestinesi.

Una giornalista italiana arrestata crea un caso internazionale, mentre lo stillicidio di oltre 200 giornalisti palestinesi assassinati nel corso di un anno e mezzo non sollecita nemmeno dichiarazioni di solidarietà da parte dei loro colleghi di altri paesi.

È difficile trovare un esempio di razzismo e discriminazione verso una minoranza più evidente e odioso di quello a cui stiamo assistendo in Palestina.

Stiano attenti i gruppi di potere che si illudono che l'indignazione morale possa continuare ad essere attivata nella popolazione selettivamente e a comando: è un'operazione molto rischiosa, perché erode il senso morale delle persone ordinarie - e c'è una soglia oltre la quale è troppo tardi per pentirsene.
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Commento all'esultanza per la pubblica ammissione...

...che i "verificatori di fatti" erano in realtà impegnati a censurare, su ordine dei governi, le notizie scomode.

Esultanza.

«I FACT CHECKERS HANNO TENTATO DI UCCIDERE IL GIORNALISMO. MA NON CE L’HANNO FATTA»

Commento.

Non potevano: era già morto.

E nessuno dei principali colpevoli è stato punito. Al contrario: li hanno premiati (verificare i "palinsesti").
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Comunicato dei giornalisti palestinesi. Una giornalista italiana arrestata crea un caso internazionale, mentre lo stillicidio di oltre 200 giornalisti palestinesi assassinati nel corso di un anno e mezzo non sollecita nemmeno dichiarazioni di solidarietà…
Quando qualcuno finge di ignorare la storia, è perché vuole ripeterla.

Il 13 gennaio 2003 il fotografo e attivista inglese Tom Hurndall, 22 anni, morì dopo 9 mesi di coma.

Era stato colpito a Rafah dai cecchini israeliani mentre cercava di mettere in salvo due bambini palestinesi che quei cecchini avevano preso di mira.

Era riuscito a salvare una bambina, ma, mentre stava inginocchiato per caricarsi un altro bambino, gli avevano sparato.

Due mesi dopo la sua morte, il 16 marzo 2003, un bulldozer israeliano schiacciava l'attivista statunitense Rachel Corrie, 23 anni, che si era interposta per impedire la demolizione di case palestinesi a Rafah.

Dopo averla travolta, fece marcia indietro, e ripassò sul suo corpo.

Questa era la Palestina dell'inizio di questo secolo, sotto il dominio della cosiddetta «più grande democrazia del Medio Oriente».
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Richiesta urgente di arresto al governo italiano di un criminale internazionale.

Sarebbe «segretamente» a Roma il generale israeliano Ghassan Alian, che ha diretto il blocco totale di Gaza, «usando la fame come arma, prendendo di mira le infrastrutture civili, compresi ospedali, con atti che configurano genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità».

Queste parole sono contenute nella denuncia della Fondazione Hind Rajab, con sede in Belgio, alla Corte Penale Internazionale, comunicata al governo italiano con richiesta di arresto immediato.

Sarà il governo Meloni tanto pronto ad attivarsi in questo caso in cui è in gioco la tenuta del diritto internazionale, quanto era stato nel caso, insignificante, dell'innocente cittadino iraniano-svizzero Abedini?

Di fatto, il ministero della Giustizia ha addirittura negato che gli sia pervenuta la suddetta denuncia.

Evidentemente gli Stati Uniti, quando ci chiesero (e ottennero all'istante) l'arresto di Abedini devono aver utilizzato canali di comunicazione più efficienti...
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Quando la RAI diventa televisione dei cittadini. 2. Perché la classe dirigente italiana ed europea è rimasta indifferente alla più grave offesa alla dignità umana della storia recente? In una precedente e meritoria puntata Report aveva trattato nella maniera…
Qual è la pietra di paragone del vero giornalismo?

È la persecuzione da parte dei poteri illegittimi che ogni vero giornalismo mette in crisi. In tutte le forme: dall'arresto arbitrario e indefinito (vedi Assange) alle minacce all'incolumità.

A conferma di quanto detto a proposito di Report, ecco infatti gli attacchi furibondi dei falsari del giornalismo, esecutori materiali di ordini mafiosi (e stavolta il termine include probabilmente la varietà più specifica), contro Sigfrido Ranucci, conduttore della trasmissione.

Non vale nemmeno la pena di dare ad essi pubblicità. È però da segnalare il ritratto di Ranucci contenuto in una lettera di uno dei figli in risposta a uno di quegli attacchi.
La vivisezione come metodica fraudolenta non può che fondarsi sull'illegalità in molte maniere. Per esempio...

...come mai negli stabulari delle università dove vengono tenuti gli "animali da laboratorio" i veterinari che vengono a fare ispezioni non trovano mai niente da ridire sulle loro condizioni?

Semplice: basta corrompere gli ispettori. (Questo va detto, in generale, anche a coloro che non si preoccupano dei biolaboratori da costruire in Italia perché - dicono - "vigileremo su ciò che vi si farà!". Proposito che di per sé denuncia lo scollamento dalla realtà di chi lo formula).

Il giornalista si indigna perché «Eppure, proprio l’attività di ricerca con sperimentazione “in vivo” costituisce, se ben espletata, un passaggio fondamentale per la validazione delle ipotesi scientifiche

Forse c'è un refuso: la vivisezione può contribuire alla «validazione delle ipotesi scientifiche», ma solo se non espletata.
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Richiesta urgente di arresto al governo italiano di un criminale internazionale. Sarebbe «segretamente» a Roma il generale israeliano Ghassan Alian, che ha diretto il blocco totale di Gaza, «usando la fame come arma, prendendo di mira le infrastrutture civili…
Il governo Meloni anche contro la Corte Penale Internazionale.

Ancora una volta Meloni, Tajani, Crosetto ecc. dichiarano di voler appoggiare e proteggere, anche contro il diritto internazionale, un personaggio che è stato autorevolmente definito «a deep, dark son of a bitch» da uno dei maggiori esperti di politica internazionale sulla scena attuale.

L'esperto citato usa questi termini in una straordinaria lezione che dovrebbe essere fatta sentire e discutere in tutti i dipartimenti di Scienze Politiche italiani - perfettamente comprensibile, almeno nelle principali tesi, da tutti i laici interessati (la pronuncia inglese dell'oratore è già da corso di dizione, ma è anche possibile visualizzarne la trascrizione).

Si tratta di Jeffrey Sachs ( in questo canale varie volte citato), e la lezione-dibattito con gli studenti è stata tenuta il 22 ottobre 2024 nella sala dei dibattiti della Cambridge Union.

È molto interessante che il 7 gennaio è stata rilanciata da Donald Trump sul suo canale X.Può darsi che, nonostante le sue tante professioni di sionismo, ciò significhi qualcosa.

E il governo Meloni? Di sicuro non sarà impedito dalla coerenza a cambiare rotta...
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Governi eversivi. 4.4 Il caso del contante. Un esempio (seguito). La risposta del Difensore Civico Regionale (DCR) arrivò un mese dopo, indirizzata a me e alla Responsabile dell’Area Servizi alla Persona. Il DCR esordiva precisando che l'amministrazione…
Governi eversivi. 4.5 Il caso del contante. Un esempio (seguito).

A questo punto decisi di parlare del caso con un avvocato che si è distinto negli ultimi anni per video e conferenze sui diritti dei cittadini: Alessandro Fusillo.

Il quale, molto generosamente, si offrì di depositare la denuncia dell'accaduto alla Procura di Perugia. Ciò che avvenne il 23 aprile.

La denuncia non è stata subito archiviata, ma accettata il 21 maggio 2024, «e da lì decorre», mi informò Fusillo, «il termine di un anno per la conclusione delle indagini preliminari».

Riassumiamo.

Una questione riguardante il rifiuto, il 24 gennaio 2024, da parte della Pubblica Amministrazione, di accettare in contanti un pagamento di 11 euro - cosa che al comune cittadino onesto appare come un'evidente violazione delle leggi vigenti - potrà forse avere,

- dopo una segnalazione via pec alla responsabile dell'ufficio e per conoscenza al sindaco di allora;
- dopo un esposto al Difensore Civico Regionale;
- dopo una denuncia-querela tramite un qualificato studio legale internazionale,

...una prima risposta da parte della giustizia entro il 21 maggio 2025.

Tra una settimana sarà passato un anno.

Ovviamente darò notizia su questo canale di eventuali nuovi sviluppi.

Nell'ultima sezione di questa serie trarrò le conclusioni provvisorie nel contesto più generale da cui siamo partiti. [segue]
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Il governo Meloni anche contro la Corte Penale Internazionale. Ancora una volta Meloni, Tajani, Crosetto ecc. dichiarano di voler appoggiare e proteggere, anche contro il diritto internazionale, un personaggio che è stato autorevolmente definito «a deep,…
La memoria che ti fa dimenticare quanto succede davanti a te è parte del problema, non della soluzione.

È difficile leggere le confessioni degli atti di puro, insensato sadismo commessi dall'esercito israeliano senza essere presi dallo sconforto.

E, subito dopo, dall'indignazione contro i veri negazionisti - quelli che nell'ultimo anno e mezzo, davanti a fatti documentati che mostrano cosa può fare l'essere umano fanatizzato e deresponsabilizzato dal proprio governo, hanno preteso di minimizzare quanto accadeva arrampicandosi su vuoti verbalismi.

È questo il contesto in cui si continua a celebrare la "giornata della memoria" - come se la memoria storica di quanto accaduto 80 anni fa possa aver valore per chi non vede quanto succede qui ed ora.

Speriamo che il presidente Mattarella, nel discorso pubblico che terrà ad Auschwitz il 27 gennaio, ricordi quanto a Lecce gli aveva detto, poco più di una settimana prima, il rappresentante degli studenti all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università del Salento:

«"In Palestina è genocidio, un genocidio compiuto dallo Stato di Israele, che il mondo sta scegliendo di ignorare. Il silenzio è complice, tutte e tutti siamo complici se rimaniamo in silenzio. Per questo noi oggi non posiamo stare zitti, è necessario interrompere gli accordi con aziende belliche, è urgente il cessate il fuoco".

"L'approvazione del ddl sicurezza - ha detto - mette in atto politiche depressive, con l'intento di fermare ogni voce contraria anche quando questa appartiene a studenti e studentesse manganellati per la sola responsabilità di avere chiesto lo stop del genocidio palestinese.

Mai come adesso la pace vede la sua urgenza, quella pace che la nostra costituzione indica come obiettivo irrinunciabile. Non possiamo che condividere quanto affermato dalla figura di massima garanzia del nostro Paese, il presidente della Repubblica - ha concluso - sulla necessità di costruire una reale cultura di pace"»
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