Scienza e Democrazia
Scuola di giornalismo - La presidente del consiglio italiana a Mar-a-Lago, monumentale villa di Donald Trump. Meloni è arrivata all'1.30 di notte ed è rimasta per 4 ore nella villa di Trump a Palm Beach in Florida. Nei tempi della globalizzazione digitale…
Mar-a-Lago, Palm Beach, Florida.
Scienza e Democrazia
Scuola di giornalismo - La presidente del consiglio italiana a Mar-a-Lago, monumentale villa di Donald Trump. Meloni è arrivata all'1.30 di notte ed è rimasta per 4 ore nella villa di Trump a Palm Beach in Florida. Nei tempi della globalizzazione digitale…
Giorgia Meloni sulle telecomunicazioni nel 2019...
L'ennesimo tradimento. Una conferma (vedi già il caso della TIM ceduta al gruppo finanziario USA KKR) che Meloni sa che cosa sta facendo. Persone così sono le più pericolose, perché concepiscono la coerenza come un irrilevante impedimento ai loro veri obiettivi.
L'ennesimo tradimento. Una conferma (vedi già il caso della TIM ceduta al gruppo finanziario USA KKR) che Meloni sa che cosa sta facendo. Persone così sono le più pericolose, perché concepiscono la coerenza come un irrilevante impedimento ai loro veri obiettivi.
YouTube
Meloni e Fratelli d'Italia: "Lo Stato torni proprietario delle telecomunicazioni" (12.11.19)
https://www.pupia.tv - Lo Stato deve riappropriarsi delle strutture strategiche nazionali. Per la sicurezza dei cittadini e lo sviluppo. Anche per la gestione delle telecomunicazioni passa la difesa della sovranità. Fratelli d’Italia scende in campo con la…
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Scienza e Democrazia
[segue] Un indizio.
Chi vede questo trafiletto, esordio dell'editoriale de La Verità del 6 gennaio, potrebbe pensare: guarda com'è ironico, Belpietro, su Giorgia Meloni - una bella novità!
E invece Belpietro era perfettamente serio. Ecco come finisce l'editoriale:
«Più di ogni altro presidente del Consiglio, quello attuale è in grado di sedersi al tavolo senza troppi imbarazzi con i propri omologhi. So che a molti compagni tutto ciò non farà piacere, ma per l’Italia rappresenta il riconoscimento di un ruolo che non sempre il nostro Paese ha avuto.»
«In grado di sedersi al tavolo senza troppi imbarazzi con i propri omologhi»?
Il «riconoscimento di un ruolo»? Forse sì: ma quale?
Ciò che qualsiasi persona obiettiva descriverebbe come un grado difficilmente eguagliabile di servilismo nei riguardi di qualsiasi "inquilino" occupi la Casa Bianca, è invece per il direttore della Verità la prova di un invidiabile «ruolo» internazionale - che, ahimè, l'Italia non ha mai visto così da lontano come sotto il governo Meloni.
Si può ipotizzare che sia la contiguità con il quotidiano di Belpietro - incarnata dal suo vice-direttore, uno dei volti più noti del canale e, per esempio, recensore (13 settembre 2023) del libro-intervista di Alessandro Sallusti a Meloni (definiti «due autori di best seller») - ad aver favorito (o essere l'effetto di) uno spostamento della linea editoriale verso il fiancheggiamento dell'attuale governo.
Più spesso, va detto, mediante omissioni che opere: ma nel giornalismo le omissioni sono un tipo di opere.
Quale che sia la risposta, è un fatto che Byoblu sembra aver perso - speriamo non permanentemente - la spregiudicatezza delle origini.
Sicuramente un giornalismo oggetto di persecuzione fin dall'inizio (si ricordi la chiusura del canale YouTube, e addirittura l'indecorosa censura di Wikipedia, che comprende una voce "Totò Riina" e anche una "Rocco Casalino", ma non una per Claudio Messora - o per Byoblu) ha, nella società attuale, grossi problemi di sopravvivenza - e non solo di natura economica.
Ma la difficoltà a sopravvivere non dovrebbe mai far dimenticare le ragioni che si hanno per tentarlo.
E invece Belpietro era perfettamente serio. Ecco come finisce l'editoriale:
«Più di ogni altro presidente del Consiglio, quello attuale è in grado di sedersi al tavolo senza troppi imbarazzi con i propri omologhi. So che a molti compagni tutto ciò non farà piacere, ma per l’Italia rappresenta il riconoscimento di un ruolo che non sempre il nostro Paese ha avuto.»
«In grado di sedersi al tavolo senza troppi imbarazzi con i propri omologhi»?
Il «riconoscimento di un ruolo»? Forse sì: ma quale?
Ciò che qualsiasi persona obiettiva descriverebbe come un grado difficilmente eguagliabile di servilismo nei riguardi di qualsiasi "inquilino" occupi la Casa Bianca, è invece per il direttore della Verità la prova di un invidiabile «ruolo» internazionale - che, ahimè, l'Italia non ha mai visto così da lontano come sotto il governo Meloni.
Si può ipotizzare che sia la contiguità con il quotidiano di Belpietro - incarnata dal suo vice-direttore, uno dei volti più noti del canale e, per esempio, recensore (13 settembre 2023) del libro-intervista di Alessandro Sallusti a Meloni (definiti «due autori di best seller») - ad aver favorito (o essere l'effetto di) uno spostamento della linea editoriale verso il fiancheggiamento dell'attuale governo.
Più spesso, va detto, mediante omissioni che opere: ma nel giornalismo le omissioni sono un tipo di opere.
Quale che sia la risposta, è un fatto che Byoblu sembra aver perso - speriamo non permanentemente - la spregiudicatezza delle origini.
Sicuramente un giornalismo oggetto di persecuzione fin dall'inizio (si ricordi la chiusura del canale YouTube, e addirittura l'indecorosa censura di Wikipedia, che comprende una voce "Totò Riina" e anche una "Rocco Casalino", ma non una per Claudio Messora - o per Byoblu) ha, nella società attuale, grossi problemi di sopravvivenza - e non solo di natura economica.
Ma la difficoltà a sopravvivere non dovrebbe mai far dimenticare le ragioni che si hanno per tentarlo.
Radio Radio
"La versione di Giorgia". Francesco Borgonovo scova luci e ombre nel nuovo libro di Giorgia Meloni
Il 12 settembre è sbarcato in tutte le librerie "La versione di Giorgia", il libro intervista a cura di Alessandro Sallusti, che ha come protagonista...
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L'identità digitale è diventata essenziale anche per provare...
...che si è pentiti dei propri peccati.
...che si è pentiti dei propri peccati.
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Scienza e Democrazia
Giorgia Meloni sulle telecomunicazioni nel 2019... L'ennesimo tradimento. Una conferma (vedi già il caso della TIM ceduta al gruppo finanziario USA KKR) che Meloni sa che cosa sta facendo. Persone così sono le più pericolose, perché concepiscono la coerenza…
Che cos'è il governo Meloni?
Poiché la grancassa dei media assorderà l'opinione pubblica per settimane sul "trionfo" della presidente del Consiglio nella liberazione di Cecilia Sala - in base a quali accordi con l'Iran?... - è altamente consigliabile sentire l'esposizione di Franco Fracassi sulle licenze criminali e impunità conferite ai servizi segreti dal Decreto Legge 1660, che il governo Meloni si appresta a trasformare in legge.
In particolare la norma preesistente, rinnovata di anno in anno dal 2015:
«aveva consentito le condotte di partecipazione ad associazioni sovversive, assistenza agli associati, arruolamento con finalità di terrorismo anche internazionale, organizzazione di trasferimenti per finalità di terrorismo, addestramento ad attività e finanziamento di condotte con finalità di terrorismo, istigazione a commettere delitti contro la personalità internazionale e interna dello Stato, partecipazione a banda armata, istigazione a delinquere per delitti di terrorismo o crimini contro l’umanità, anche con strumenti informatici o telematici. Tale eccezione è stata prorogata di anno in anno.
Per altro verso, la modifica dell’articolo 17 attende all’obiettivo di potenziare l’impiego della speciale causa di giustificazione, estendendone l’applicabilità alla direzione e all’organizzazione di associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico, nella considerazione che anche tali attività risultano necessarie ai fini di intelligence.»
Necessario «ai fini di intelligence» organizzare «associazioni con finalità di terrorismo»?... Ecco appunto il nuovo decreto estendere la non perseguibilità anche
«alle condotte integrative delle fattispecie di reato di cui al primo comma dell’articolo 270-bis del codice penale, consistenti nel dirigere e organizzare le associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico.»
È un testo che va letto due volte, perché la prima volta sembra di non aver capito.
Invece vuol dire proprio quello che si capisce.
Poiché la grancassa dei media assorderà l'opinione pubblica per settimane sul "trionfo" della presidente del Consiglio nella liberazione di Cecilia Sala - in base a quali accordi con l'Iran?... - è altamente consigliabile sentire l'esposizione di Franco Fracassi sulle licenze criminali e impunità conferite ai servizi segreti dal Decreto Legge 1660, che il governo Meloni si appresta a trasformare in legge.
In particolare la norma preesistente, rinnovata di anno in anno dal 2015:
«aveva consentito le condotte di partecipazione ad associazioni sovversive, assistenza agli associati, arruolamento con finalità di terrorismo anche internazionale, organizzazione di trasferimenti per finalità di terrorismo, addestramento ad attività e finanziamento di condotte con finalità di terrorismo, istigazione a commettere delitti contro la personalità internazionale e interna dello Stato, partecipazione a banda armata, istigazione a delinquere per delitti di terrorismo o crimini contro l’umanità, anche con strumenti informatici o telematici. Tale eccezione è stata prorogata di anno in anno.
Per altro verso, la modifica dell’articolo 17 attende all’obiettivo di potenziare l’impiego della speciale causa di giustificazione, estendendone l’applicabilità alla direzione e all’organizzazione di associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico, nella considerazione che anche tali attività risultano necessarie ai fini di intelligence.»
Necessario «ai fini di intelligence» organizzare «associazioni con finalità di terrorismo»?... Ecco appunto il nuovo decreto estendere la non perseguibilità anche
«alle condotte integrative delle fattispecie di reato di cui al primo comma dell’articolo 270-bis del codice penale, consistenti nel dirigere e organizzare le associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico.»
È un testo che va letto due volte, perché la prima volta sembra di non aver capito.
Invece vuol dire proprio quello che si capisce.
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Franco Fracassi Giornalista Indipendente
MELONI CONSEGNA IL POTERE ASSOLUTO AI SERVIZI SEGRETI
Quando il ddl sicurezza diventerà legge i servizi potranno fare attentati guidare organizzazioni terroristiche nazionali e internazionali e organizzare colpi di stato senza mai violare la legge.
📌…
Quando il ddl sicurezza diventerà legge i servizi potranno fare attentati guidare organizzazioni terroristiche nazionali e internazionali e organizzare colpi di stato senza mai violare la legge.
📌…
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Scienza e Democrazia
Arriva adesso anche una dichiarazione ufficiale sugli ostaggi israeliani. È stato dichiarato dalla Resistenza Palestinese ciò che chiunque, sulla base delle evidenze e del semplice buon senso, poteva ipotizzare sulle condizioni degli ostaggi israeliani …
Conferma ufficiale (israeliana!) che gli stupri del 2007 che sarebbero stati commessi da Hamas...
...erano una pura invenzione. Attenzione: non che le denunce di stupri siano risultate infondate: non c'erano mai state nemmeno le denunce!
Eppure chi l'aveva detto "in tempo reale", come una docente dell'università di Bologna, è stato attaccato violentemente: «"A casa, loro e il loro ripugnante antisemitismo. Fuori dall'Università"», disse il viceministro di Fratelli d'Italia...
Se c'è una forma di incitamento all'odio inequivocabile è questo tipo di attacchi. Ebbene: ciò su cui si fondavano era tutto falso.
Quanti giornalisti (compresi colleghi dell'«eccellenza italiana», ovviamente) e quanti politici italiani hanno diffuso queste false informazioni fomentatrici di odio?
Nessun magistrato e/o ordine dei giornalisti è interessato alla questione?...
...erano una pura invenzione. Attenzione: non che le denunce di stupri siano risultate infondate: non c'erano mai state nemmeno le denunce!
Eppure chi l'aveva detto "in tempo reale", come una docente dell'università di Bologna, è stato attaccato violentemente: «"A casa, loro e il loro ripugnante antisemitismo. Fuori dall'Università"», disse il viceministro di Fratelli d'Italia...
Se c'è una forma di incitamento all'odio inequivocabile è questo tipo di attacchi. Ebbene: ciò su cui si fondavano era tutto falso.
Quanti giornalisti (compresi colleghi dell'«eccellenza italiana», ovviamente) e quanti politici italiani hanno diffuso queste false informazioni fomentatrici di odio?
Nessun magistrato e/o ordine dei giornalisti è interessato alla questione?...
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Giuseppe Salamone
Ci hanno giustificato un gen*cidio con la bufala degli stupri del 7 ottobre. C'è stato un periodo che ogni apertura dei telegiornali e dei giornali non parlava d'altro se non di questo. La propaganda si è attivata come non mai su questa storia, infatti se…
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Scuola di giornalismo - La presidente del consiglio italiana a Mar-a-Lago, monumentale villa di Donald Trump. Meloni è arrivata all'1.30 di notte ed è rimasta per 4 ore nella villa di Trump a Palm Beach in Florida. Nei tempi della globalizzazione digitale…
Scuola di giornalismo - Giornalismo o propaganda? Ancora su Byoblu e il caso Sala.
«Un grande ritorno, dopo venti giorni di prigionia nel carcere di Evin, a Teheran celebrato come un lavoro di squadra tra diplomazia italiana e servizi segreti ma che vede come protagonista indiscussa Giorgia Meloni. La premier si è guadagnata infatti le congratulazioni dell’intero mondo politico, per un lavoro rapido e veloce, che ha visto naturalmente anche la mano degli Stati Uniti.»
Questa la sintesi di Byoblu in merito alla liberazione di Cecilia Sala.
Ora: non sai niente su quale sia stato il «lavoro di squadra tra diplomazia italiana e servizi segreti», però hai già identificato in Meloni la «protagonista indiscussa»...
Per giunta non ti poni nemmeno il problema di che cosa c'entrassero i servizi segreti in questa faccenda. Forse bisognava parlarne per far accettare all'opinione pubblica la prossima abnorme espansione dei loro poteri, con la non punibilità di operazioni terroristiche ed eversive da essi organizzate?
Ammetti, poche righe sotto, che « il dubbio è che molti dettagli resteranno oscuri» e che «resta [...] ancora sconosciuta la contropartita della liberazione di Sala.» Non è allora un po' prematuro esaltare l'esito ancora largamente oscuro di questa vicenda? Non dovremmo ricordare le auree parole della stessa giornalista che 12 anni fa scriveva che «Salvare due persone [per non dire di una soltanto (NdC)] giocandosi la propria affidabilità significa metterne in pericolo molte di più»?
L'articolo di Byoblu ringrazia tutti: la diplomazia, i servizi segreti, la «protagonista indiscussa», e «naturalmente anche la mano degli Stati Uniti».
Tutti tranne l'unico autentico protagonista: il governo iraniano, che ha mostrato larghezza di vedute e moderazione in una misura che le classi dirigenti "occidentali" dovrebbero prendere a modello.
«Un grande ritorno, dopo venti giorni di prigionia nel carcere di Evin, a Teheran celebrato come un lavoro di squadra tra diplomazia italiana e servizi segreti ma che vede come protagonista indiscussa Giorgia Meloni. La premier si è guadagnata infatti le congratulazioni dell’intero mondo politico, per un lavoro rapido e veloce, che ha visto naturalmente anche la mano degli Stati Uniti.»
Questa la sintesi di Byoblu in merito alla liberazione di Cecilia Sala.
Ora: non sai niente su quale sia stato il «lavoro di squadra tra diplomazia italiana e servizi segreti», però hai già identificato in Meloni la «protagonista indiscussa»...
Per giunta non ti poni nemmeno il problema di che cosa c'entrassero i servizi segreti in questa faccenda. Forse bisognava parlarne per far accettare all'opinione pubblica la prossima abnorme espansione dei loro poteri, con la non punibilità di operazioni terroristiche ed eversive da essi organizzate?
Ammetti, poche righe sotto, che « il dubbio è che molti dettagli resteranno oscuri» e che «resta [...] ancora sconosciuta la contropartita della liberazione di Sala.» Non è allora un po' prematuro esaltare l'esito ancora largamente oscuro di questa vicenda? Non dovremmo ricordare le auree parole della stessa giornalista che 12 anni fa scriveva che «Salvare due persone [per non dire di una soltanto (NdC)] giocandosi la propria affidabilità significa metterne in pericolo molte di più»?
L'articolo di Byoblu ringrazia tutti: la diplomazia, i servizi segreti, la «protagonista indiscussa», e «naturalmente anche la mano degli Stati Uniti».
Tutti tranne l'unico autentico protagonista: il governo iraniano, che ha mostrato larghezza di vedute e moderazione in una misura che le classi dirigenti "occidentali" dovrebbero prendere a modello.
ByoBlu
DA CHICO FORTI A CECILA SALA: MELONI FESTEGGIA IL SUCCESSO
Ecco la strategia impiegata dal governo italiano per consentire, agli italiani bloccati all’estero, di tornare in patria.
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Scienza e Democrazia
E mentre la vita dei cittadini ucraini è diventata un inferno concentrazionario, che cosa fa l'ex presidente Zelensky? Vive nella più rigorosa sobrietà, come il suo vestiario da uomo di fatica in perenne addestramento militare vorrebbe suggerire? Si ripromette…
Ovviamente nessuno pensava che Zelensky si sarebbe accontentato...
...di così poco. Ecco il suo ultimo acquisto: una modesta residenza in una sconosciuta isoletta dell'Oceano Atlantico, lontana da ogni mondanità. Sì, ha anche in costruzione una zona sotterranea fortificata - una cella monastica, immaginiamo, per aumentare il senso di solitudine.
E poi considerate il prezzo: il tutto per la miseria di 17,8 milioni di euro. Se l'avevate saputo voi, l'avreste sicuramente comprata - magari in multiproprietà con altre 150 persone ce la potevate fare (con diritto di soggiorno pari a 2 giorni e 10 ore all'anno - niente male, no?).
Che cosa? Perché l'Italia ha dato 13 milioni di euro all'Ucraina per il suo sistema energetico quando il suo ex presidente, tuttora - ahimè - facente funzione, avrebbe potuto accollarsi di persona la spesa?
Allora proprio non ci siamo: Zelensky è un eroe della libertà, non un filantropo. Sì, della sua libertà - per evitare che diventi ora d'aria.
...di così poco. Ecco il suo ultimo acquisto: una modesta residenza in una sconosciuta isoletta dell'Oceano Atlantico, lontana da ogni mondanità. Sì, ha anche in costruzione una zona sotterranea fortificata - una cella monastica, immaginiamo, per aumentare il senso di solitudine.
E poi considerate il prezzo: il tutto per la miseria di 17,8 milioni di euro. Se l'avevate saputo voi, l'avreste sicuramente comprata - magari in multiproprietà con altre 150 persone ce la potevate fare (con diritto di soggiorno pari a 2 giorni e 10 ore all'anno - niente male, no?).
Che cosa? Perché l'Italia ha dato 13 milioni di euro all'Ucraina per il suo sistema energetico quando il suo ex presidente, tuttora - ahimè - facente funzione, avrebbe potuto accollarsi di persona la spesa?
Allora proprio non ci siamo: Zelensky è un eroe della libertà, non un filantropo. Sì, della sua libertà - per evitare che diventi ora d'aria.
Telegram
InfoDefenseITALIA
🇺🇦 VILLA CON BUNKER SOTTERRANEO – ZELENSKY HA ACQUISTATO UN’IMMOBILE SULL’“ISOLA DEI MILIARDARI”
🔴 I media riferiscono dell'acquisto di immobili da parte di Zelensky sull'isola di Saint Barthelemy, conosciuta anche come "l'isola dei miliardari". Saint Barthelemy…
🔴 I media riferiscono dell'acquisto di immobili da parte di Zelensky sull'isola di Saint Barthelemy, conosciuta anche come "l'isola dei miliardari". Saint Barthelemy…
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Scienza e Democrazia
Scuola di giornalismo - Giornalismo o propaganda? Ancora su Byoblu e il caso Sala. «Un grande ritorno, dopo venti giorni di prigionia nel carcere di Evin, a Teheran celebrato come un lavoro di squadra tra diplomazia italiana e servizi segreti ma che vede…
E intanto Barbieri e Cannavacciuolo si trastullavano con i loro giochi televisivi...
...invece di offrirsi volontari a dirigere pro tempore le cucine del carcere di Teheran...
...invece di offrirsi volontari a dirigere pro tempore le cucine del carcere di Teheran...
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ImolaOggi Channel
Poerella... mica come gli italiani in fila alla Caritas...
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Scienza e Democrazia
Governi eversivi. 4.3 Il caso del contante. Un esempio (seguito). Il secondo percorso fu di rivolgermi al Difensore Civico Regionale (DCR), che fin dalla denominazione sembrava potesse permettere un esito più rapido e produttivo. Gli mandai il 3 marzo un…
Governi eversivi. 4.4 Il caso del contante. Un esempio (seguito).
La risposta del Difensore Civico Regionale (DCR) arrivò un mese dopo, indirizzata a me e alla Responsabile dell’Area Servizi alla Persona.
Il DCR esordiva precisando che l'amministrazione comunale di Perugia (benché capoluogo della Regione) non rientrava nelle sue competenze (perché tra i comuni umbri che non avevano stabilito l'apposita convenzione c'era proprio quello di Perugia...).
Tuttavia, benevolmente, il DCR aveva deciso di rispondere.
La parte rilevante della risposta è questa:
«È indubbio che esiste ancora un po’ di confusione su questo processo: PagoPA non è da considerare un sito dove pagare, ma una nuova modalità per eseguire i pagamenti verso la PA, utilizzando sia il sito, sia i canali fisici e online di banche o attraverso i Prestatori di Servizi.
Se l’obiettivo è quello di permettere al cittadino di scegliere metodi di pagamento moderni e trasparenti, è altrettanto importante che i dipendenti pubblici che si interfacciano con il cittadino e che a questi sono preposti per offrire servizi, siano pronti e preparati a fornire risposte - e anche soluzioni - e che si dimostrino disponibili accompagnando i cittadini in questo percorso di digitalizzazione cui è obbligata la Pubblica Amministrazione.»
Non entrerò in un'analisi puntuale di questo breve ma denso testo, in particolare del concetto di «metodi di pagamento moderni e trasparenti», che mostra a mio avviso un'imprecisa percezione, diciamo così, del processo in corso.
Il vero punto è un altro.
Il cittadino onesto non vuole essere "accompagnato", e meno che mai dalla PA, alla complicità in un reato.
E la PA, a sua volta, non può essere «obbligata» a delinquere.
Insomma: rifiutare il contante è un reato oppure no?
Sì, lo è, allo stato della legislazione vigente. Se si può ragionevolmente dubitare di una norma così trasparente, allora buttiamo pure al macero tutti i codici civili e penali: perché valgono quanto le gride di Azzeccagarbugli (Promessi sposi, cap. III).
Il DCR concludeva così:
«[...] si invita le parti a dialogare e collaborare, fornendo prima di tutto risposte e chiare indicazioni in modo da confermare il primario principio di vicinanza della P.A. ai cittadini».
Specificava altresì che, nel suo ruolo, doveva attenersi al «principio di moral suasion che caratterizza tutta l’attività della difesa civica».
La locuzione inglese (come al solito da trattare come motivo di allarme…) significa che la difesa civica non può costringere il soggetto pubblico che opprime il cittadino a smettere, ma al più ispirare all'oppressore comportamenti etici grazie a qualcosa come il proprio prestigio... Chiaro?
Se no, chiariamolo meglio con un esempio. Il cittadino che non restituisca un libro a una biblioteca pubblica può essere multato, gli può essere addebitato il costo del riacquisto di una copia del libro, oppure anche essere privato dell'accesso ai servizi bibliotecari.
Insomma, per qualche ragione misteriosa, con il cittadino non ci si accontenta di "moral suasion", con la PA sì. Anche nel caso che di quest'ultima vengano presentate le prove di un reato continuato?
Comunque sia, la controparte non si fece "persuadere" al "dialogo" dal DCR: non mi degnò di alcuna risposta, né individualmente, né - a riprova del prestigio della difesa civica... - congiuntamente al DCR. [segue]
La risposta del Difensore Civico Regionale (DCR) arrivò un mese dopo, indirizzata a me e alla Responsabile dell’Area Servizi alla Persona.
Il DCR esordiva precisando che l'amministrazione comunale di Perugia (benché capoluogo della Regione) non rientrava nelle sue competenze (perché tra i comuni umbri che non avevano stabilito l'apposita convenzione c'era proprio quello di Perugia...).
Tuttavia, benevolmente, il DCR aveva deciso di rispondere.
La parte rilevante della risposta è questa:
«È indubbio che esiste ancora un po’ di confusione su questo processo: PagoPA non è da considerare un sito dove pagare, ma una nuova modalità per eseguire i pagamenti verso la PA, utilizzando sia il sito, sia i canali fisici e online di banche o attraverso i Prestatori di Servizi.
Se l’obiettivo è quello di permettere al cittadino di scegliere metodi di pagamento moderni e trasparenti, è altrettanto importante che i dipendenti pubblici che si interfacciano con il cittadino e che a questi sono preposti per offrire servizi, siano pronti e preparati a fornire risposte - e anche soluzioni - e che si dimostrino disponibili accompagnando i cittadini in questo percorso di digitalizzazione cui è obbligata la Pubblica Amministrazione.»
Non entrerò in un'analisi puntuale di questo breve ma denso testo, in particolare del concetto di «metodi di pagamento moderni e trasparenti», che mostra a mio avviso un'imprecisa percezione, diciamo così, del processo in corso.
Il vero punto è un altro.
Il cittadino onesto non vuole essere "accompagnato", e meno che mai dalla PA, alla complicità in un reato.
E la PA, a sua volta, non può essere «obbligata» a delinquere.
Insomma: rifiutare il contante è un reato oppure no?
Sì, lo è, allo stato della legislazione vigente. Se si può ragionevolmente dubitare di una norma così trasparente, allora buttiamo pure al macero tutti i codici civili e penali: perché valgono quanto le gride di Azzeccagarbugli (Promessi sposi, cap. III).
Il DCR concludeva così:
«[...] si invita le parti a dialogare e collaborare, fornendo prima di tutto risposte e chiare indicazioni in modo da confermare il primario principio di vicinanza della P.A. ai cittadini».
Specificava altresì che, nel suo ruolo, doveva attenersi al «principio di moral suasion che caratterizza tutta l’attività della difesa civica».
La locuzione inglese (come al solito da trattare come motivo di allarme…) significa che la difesa civica non può costringere il soggetto pubblico che opprime il cittadino a smettere, ma al più ispirare all'oppressore comportamenti etici grazie a qualcosa come il proprio prestigio... Chiaro?
Se no, chiariamolo meglio con un esempio. Il cittadino che non restituisca un libro a una biblioteca pubblica può essere multato, gli può essere addebitato il costo del riacquisto di una copia del libro, oppure anche essere privato dell'accesso ai servizi bibliotecari.
Insomma, per qualche ragione misteriosa, con il cittadino non ci si accontenta di "moral suasion", con la PA sì. Anche nel caso che di quest'ultima vengano presentate le prove di un reato continuato?
Comunque sia, la controparte non si fece "persuadere" al "dialogo" dal DCR: non mi degnò di alcuna risposta, né individualmente, né - a riprova del prestigio della difesa civica... - congiuntamente al DCR. [segue]
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Scienza e Democrazia
Quando in un contesto importante in un discorso in italiano viene usata una parola inglese...
...c'è una mistificazione in corso. Adesso la parola più utilizzata - da politici e giornalisti - è escalation in Medio Oriente.
In italiano si potrebbe dire…
...c'è una mistificazione in corso. Adesso la parola più utilizzata - da politici e giornalisti - è escalation in Medio Oriente.
In italiano si potrebbe dire…
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Quando la RAI diventa televisione dei cittadini. 1. La fortuna di Silvio Berlusconi e la sfortuna della Repubblica Italiana.
Durante la stagione pandemica, Report, la gloriosa trasmissione di giornalismo di inchiesta della RAI (e, con sporadiche eccezioni, la sola di questo genere nell'intera televisione italiana), non aveva dato la migliore prova di sé.
L'insistenza sulla vicenda del mancato aggiornamento del «piano pandemico» le aveva fatto trascurare la reale, duplice, questione che rende "covid-19" il nome non di una malattia, ma della più grande truffa sanitaria e politica degli ultimi cent'anni (almeno).
1) l'emergenza sanitaria dipendeva realmente dal propagarsi (...misteriosissimo, per origini e vie) di un nuovo virus in tutto il mondo?;
2) c'era la benché minima probabilità antecedente, o la conferma successiva, che la campagna pseudovaccinale anti-covid-19 potesse essere la soluzione della suddetta emergenza, o non aver invece causato danni ulteriori, opportunisticamente misclassificati ma destinati ad accompagnarci per decenni?
Su queste due questioni la risposta più verosimile è, ed è stata fin dal 2020, negativa, ma ci vorranno anni prima che si possa arrivare, se mai ci si arriverà, a far pagare in sede giudiziaria gli architetti e i complici del duplice crimine.
Questa premessa serviva innanzitutto per spiegare che l'elogio che segue non è di maniera o basato su una semplice generica simpatia per Report.
In effetti, la puntata di ieri sera, 12 gennaio 2025, entrerà (o dovrebbe entrare) nella storia.
E questo per due servizi.
Il primo dà una risposta sostanzialmente definitiva a una domanda semplice ma cruciale per l'interpretazione della storia italiana dell'ultimo quarantennio:
- qual è stata l'origine dell'enorme patrimonio economico-finanziario di Silvio Berlusconi, realizzato dopo la sua entrata in politica?
Per capire l'interesse della questione (già in passato trattata da Report) basta conoscere un dato qui citato: le società del Berlusconi pre-politico erano indebitate per la cifra astronomica di circa 9100 miliardi di vecchie lire.
Poiché l'argomentazione e documentazione sono almeno altrettanto interessanti della risposta (in sé non inaspettata...), preferiamo lasciarne la graduale scoperta al telespettatore. (Inutile dire che già si sono avute le prevedibili irose reazioni dai prevedibili soggetti: ma che ci si aspetta che facciano? Pentirsi?...).
La trasformazione della risposta in verità giudiziaria è stata lentissima, ed è tuttora parziale. E il principale colpevole ha potuto lasciare questa "valle di festini eleganti" senza mai doversene assumere le responsabilità.
Tuttavia si può dire tranquillamente che un libro di storia italiana recente che non ne parli, o non le dia adeguato rilievo traendone le inevitabili conseguenze (compreso il significato del lutto nazionale proclamato alla morte di Berlusconi - mai prima accaduto per un ex capo di governo), può, senza eccessivi rimorsi, essere lasciato sugli scaffali.
A proposito, questo servizio di Report è utile anche per capire quanto sia ragionevole (o meglio, a chi possa essere utile) attribuire ai servizi segreti poteri spropositati.
[segue]
Durante la stagione pandemica, Report, la gloriosa trasmissione di giornalismo di inchiesta della RAI (e, con sporadiche eccezioni, la sola di questo genere nell'intera televisione italiana), non aveva dato la migliore prova di sé.
L'insistenza sulla vicenda del mancato aggiornamento del «piano pandemico» le aveva fatto trascurare la reale, duplice, questione che rende "covid-19" il nome non di una malattia, ma della più grande truffa sanitaria e politica degli ultimi cent'anni (almeno).
1) l'emergenza sanitaria dipendeva realmente dal propagarsi (...misteriosissimo, per origini e vie) di un nuovo virus in tutto il mondo?;
2) c'era la benché minima probabilità antecedente, o la conferma successiva, che la campagna pseudovaccinale anti-covid-19 potesse essere la soluzione della suddetta emergenza, o non aver invece causato danni ulteriori, opportunisticamente misclassificati ma destinati ad accompagnarci per decenni?
Su queste due questioni la risposta più verosimile è, ed è stata fin dal 2020, negativa, ma ci vorranno anni prima che si possa arrivare, se mai ci si arriverà, a far pagare in sede giudiziaria gli architetti e i complici del duplice crimine.
Questa premessa serviva innanzitutto per spiegare che l'elogio che segue non è di maniera o basato su una semplice generica simpatia per Report.
In effetti, la puntata di ieri sera, 12 gennaio 2025, entrerà (o dovrebbe entrare) nella storia.
E questo per due servizi.
Il primo dà una risposta sostanzialmente definitiva a una domanda semplice ma cruciale per l'interpretazione della storia italiana dell'ultimo quarantennio:
- qual è stata l'origine dell'enorme patrimonio economico-finanziario di Silvio Berlusconi, realizzato dopo la sua entrata in politica?
Per capire l'interesse della questione (già in passato trattata da Report) basta conoscere un dato qui citato: le società del Berlusconi pre-politico erano indebitate per la cifra astronomica di circa 9100 miliardi di vecchie lire.
Poiché l'argomentazione e documentazione sono almeno altrettanto interessanti della risposta (in sé non inaspettata...), preferiamo lasciarne la graduale scoperta al telespettatore. (Inutile dire che già si sono avute le prevedibili irose reazioni dai prevedibili soggetti: ma che ci si aspetta che facciano? Pentirsi?...).
La trasformazione della risposta in verità giudiziaria è stata lentissima, ed è tuttora parziale. E il principale colpevole ha potuto lasciare questa "valle di festini eleganti" senza mai doversene assumere le responsabilità.
Tuttavia si può dire tranquillamente che un libro di storia italiana recente che non ne parli, o non le dia adeguato rilievo traendone le inevitabili conseguenze (compreso il significato del lutto nazionale proclamato alla morte di Berlusconi - mai prima accaduto per un ex capo di governo), può, senza eccessivi rimorsi, essere lasciato sugli scaffali.
A proposito, questo servizio di Report è utile anche per capire quanto sia ragionevole (o meglio, a chi possa essere utile) attribuire ai servizi segreti poteri spropositati.
[segue]
Rai Report
Il Signor D - Report
Nuovi retroscena emergono dalla storia recente italiana, rivelando l'intreccio tra politica, crimine e affari che ha segnato il nostro Paese.
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Quando la RAI diventa televisione dei cittadini. 2. Perché la classe dirigente italiana ed europea è rimasta indifferente alla più grave offesa alla dignità umana della storia recente?
In una precedente e meritoria puntata Report aveva trattato nella maniera più esplicita la questione del genocidio in corso ad opera dell'esercito israeliano, a partire dall'attentato del 7 ottobre 2023. Compresa la stima della reale entità della strage di palestinesi (purtroppo nella nuova puntata regredita al riduttivo - benché mostruoso - «quasi 45.000»).
Dopo aver visto quella puntata, e poi un qualsiasi telegiornale della RAI, la sola conclusione che si poteva trarre era: i giornalisti RAI non guardano Report.
Particolarmente sconcertante era l'intermezzo in cui il nostro ministro degli Esteri, Antonio Tajani, di Forza Italia - il partito fondato da Silvio Berlusconi, per chi non lo ricordasse - mostrava un incredibile livello di cinismo nel rispondere, con stereotipi impertinenti e ripetuti meccanicamente, alle domande del giornalista di Report, Giorgio Mottola. Come si poteva essere così insensibili e irragionevoli?
La puntata di ieri risponde a questa domanda.
La risposta può essere formulata semplicemente: il governo israeliano, con diversi gruppi di pressioni (in inglese: lobby) riccamente finanziati soprattutto da sionisti USA - tra cui European Coalition of Israel, Transatlantic Friends of Israel, European Leadership Network (ELNET), e European Friends of Israel -, ha pressoché colonizzato il parlamento europeo e il parlamento italiano, attraverso un capillare lavoro di corruzione.
Tale lavoro si esplica, tra l'altro, in una classificazione di quello che potremmo chiamare il "potenziale sionista" di ogni singolo europarlamentare, e in una offerta mirata e gratuita di viaggi e soggiorni lussuosi a Tel Aviv e Gerusalemme. In altre parole, Israele compra preventivamente il silenzio - e l'anima, se ne hanno una - di parlamentari.
La partecipazione italiana è numerosa e importante. Per esempio Transatlantic Friends of Israel, che ha un vicedirettore italiano, ha come presidente della sezione italiana un senatore di Fratelli d'Italia,
Uno dei personaggi più in vista in questo "giro" è appunto Tajani, che come europarlamentare fu membro del direttivo di European Friends of Israel nel 2006; dal 2008 al 2014 è stato vicepresidente della Commissione Europea. Tajani ha promosso aggressivamente la cooperazione industriale e commerciale tra UE e Israele, anche in campo bellico (un modo di creare posti di lavoro, dice Tajani al giornalista…).
A questo punto dev'essere chiaro che cosa significhi che Giorgia Meloni lo abbia nominato ministro degli Esteri. Peraltro Meloni era «ministro per la Gioventù» del IV governo Berlusconi (2008-11), quando l'Italia divenne il primo socio commerciale di Israele in campo bellico.
Le industrie e le università italiane hanno continuato a collaborare al perfezionamento dell'arsenale israeliano, con il trucco applicato alle richieste di finanziamento consistente nel ridefinire a scopi civili tecnologie (come quelle del progetto Copernicus o dei droni) il cui principale utilizzo da parte di Israele è militare.
Il servizio di Report ha pure il merito di aver intervistato, sia pure molto brevemente, la relatrice italiana ONU sui territori occupati in Palestina, Francesca Albanese, che denuncia il muro di gomma che, su pressione delle ambasciate israeliane, è stato eretto - in particolare in Italia - contro l'informazione e la discussione su ciò che sta accadendo a Gaza.
Presenta inoltre una testimonianza di un'infermiera italiana di Médecins sans Frontières a Gaza sullo spietato ostruzionismo agli interventi sanitari e agli aiuti umanitari fatto da Israele.
Il servizio su Gaza comincia con il video di una soldatessa israeliana catturata da Hamas il 7 ottobre 2023. La donna si rivolge alla sua famiglia e al suo governo. E sottolinea quanto poco della vita degli stessi ostaggi israeliani importi al governo israeliano.
E - si può aggiungere - al governo statunitense. O al nostro governo.
In una precedente e meritoria puntata Report aveva trattato nella maniera più esplicita la questione del genocidio in corso ad opera dell'esercito israeliano, a partire dall'attentato del 7 ottobre 2023. Compresa la stima della reale entità della strage di palestinesi (purtroppo nella nuova puntata regredita al riduttivo - benché mostruoso - «quasi 45.000»).
Dopo aver visto quella puntata, e poi un qualsiasi telegiornale della RAI, la sola conclusione che si poteva trarre era: i giornalisti RAI non guardano Report.
Particolarmente sconcertante era l'intermezzo in cui il nostro ministro degli Esteri, Antonio Tajani, di Forza Italia - il partito fondato da Silvio Berlusconi, per chi non lo ricordasse - mostrava un incredibile livello di cinismo nel rispondere, con stereotipi impertinenti e ripetuti meccanicamente, alle domande del giornalista di Report, Giorgio Mottola. Come si poteva essere così insensibili e irragionevoli?
La puntata di ieri risponde a questa domanda.
La risposta può essere formulata semplicemente: il governo israeliano, con diversi gruppi di pressioni (in inglese: lobby) riccamente finanziati soprattutto da sionisti USA - tra cui European Coalition of Israel, Transatlantic Friends of Israel, European Leadership Network (ELNET), e European Friends of Israel -, ha pressoché colonizzato il parlamento europeo e il parlamento italiano, attraverso un capillare lavoro di corruzione.
Tale lavoro si esplica, tra l'altro, in una classificazione di quello che potremmo chiamare il "potenziale sionista" di ogni singolo europarlamentare, e in una offerta mirata e gratuita di viaggi e soggiorni lussuosi a Tel Aviv e Gerusalemme. In altre parole, Israele compra preventivamente il silenzio - e l'anima, se ne hanno una - di parlamentari.
La partecipazione italiana è numerosa e importante. Per esempio Transatlantic Friends of Israel, che ha un vicedirettore italiano, ha come presidente della sezione italiana un senatore di Fratelli d'Italia,
Uno dei personaggi più in vista in questo "giro" è appunto Tajani, che come europarlamentare fu membro del direttivo di European Friends of Israel nel 2006; dal 2008 al 2014 è stato vicepresidente della Commissione Europea. Tajani ha promosso aggressivamente la cooperazione industriale e commerciale tra UE e Israele, anche in campo bellico (un modo di creare posti di lavoro, dice Tajani al giornalista…).
A questo punto dev'essere chiaro che cosa significhi che Giorgia Meloni lo abbia nominato ministro degli Esteri. Peraltro Meloni era «ministro per la Gioventù» del IV governo Berlusconi (2008-11), quando l'Italia divenne il primo socio commerciale di Israele in campo bellico.
Le industrie e le università italiane hanno continuato a collaborare al perfezionamento dell'arsenale israeliano, con il trucco applicato alle richieste di finanziamento consistente nel ridefinire a scopi civili tecnologie (come quelle del progetto Copernicus o dei droni) il cui principale utilizzo da parte di Israele è militare.
Il servizio di Report ha pure il merito di aver intervistato, sia pure molto brevemente, la relatrice italiana ONU sui territori occupati in Palestina, Francesca Albanese, che denuncia il muro di gomma che, su pressione delle ambasciate israeliane, è stato eretto - in particolare in Italia - contro l'informazione e la discussione su ciò che sta accadendo a Gaza.
Presenta inoltre una testimonianza di un'infermiera italiana di Médecins sans Frontières a Gaza sullo spietato ostruzionismo agli interventi sanitari e agli aiuti umanitari fatto da Israele.
Il servizio su Gaza comincia con il video di una soldatessa israeliana catturata da Hamas il 7 ottobre 2023. La donna si rivolge alla sua famiglia e al suo governo. E sottolinea quanto poco della vita degli stessi ostaggi israeliani importi al governo israeliano.
E - si può aggiungere - al governo statunitense. O al nostro governo.
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Scienza e Democrazia
La massima democrazia in Medio Oriente e i giornalisti.
Comunicato dei giornalisti palestinesi.
Una giornalista italiana arrestata crea un caso internazionale, mentre lo stillicidio di oltre 200 giornalisti palestinesi assassinati nel corso di un anno e mezzo non sollecita nemmeno dichiarazioni di solidarietà da parte dei loro colleghi di altri paesi.
È difficile trovare un esempio di razzismo e discriminazione verso una minoranza più evidente e odioso di quello a cui stiamo assistendo in Palestina.
Stiano attenti i gruppi di potere che si illudono che l'indignazione morale possa continuare ad essere attivata nella popolazione selettivamente e a comando: è un'operazione molto rischiosa, perché erode il senso morale delle persone ordinarie - e c'è una soglia oltre la quale è troppo tardi per pentirsene.
Una giornalista italiana arrestata crea un caso internazionale, mentre lo stillicidio di oltre 200 giornalisti palestinesi assassinati nel corso di un anno e mezzo non sollecita nemmeno dichiarazioni di solidarietà da parte dei loro colleghi di altri paesi.
È difficile trovare un esempio di razzismo e discriminazione verso una minoranza più evidente e odioso di quello a cui stiamo assistendo in Palestina.
Stiano attenti i gruppi di potere che si illudono che l'indignazione morale possa continuare ad essere attivata nella popolazione selettivamente e a comando: è un'operazione molto rischiosa, perché erode il senso morale delle persone ordinarie - e c'è una soglia oltre la quale è troppo tardi per pentirsene.
Telegram
Rossella Fidanza
Comunicato stampa dei giornalisti di Gaza che dubito vedrete ripreso dai media occidentali.
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Scienza e Democrazia
Scuola di giornalismo - La presidente del consiglio italiana a Mar-a-Lago, monumentale villa di Donald Trump. Meloni è arrivata all'1.30 di notte ed è rimasta per 4 ore nella villa di Trump a Palm Beach in Florida. Nei tempi della globalizzazione digitale…
Da certe persone la sola verità che ci si può aspettare...
... è quella involontaria:
«Sono stata insultata per anni perché ho fatto la cameriera, ma fare la cameriera mi ha insegnato molto di più che stare in Parlamento.».
Non è che non si fosse capito.
... è quella involontaria:
«Sono stata insultata per anni perché ho fatto la cameriera, ma fare la cameriera mi ha insegnato molto di più che stare in Parlamento.».
Non è che non si fosse capito.
VANITY FAIR
Lavoro, Meloni: «Ho imparato più facendo la cameriera che in Parlamento»
Sul palco del Meeting di Rimini, i leader politici hanno attaccato il reddito di cittadinanza, misura simbolo del M5s, e tema «caldo» della campagna elettorale
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Commento all'esultanza per la pubblica ammissione...
...che i "verificatori di fatti" erano in realtà impegnati a censurare, su ordine dei governi, le notizie scomode.
Esultanza.
«I FACT CHECKERS HANNO TENTATO DI UCCIDERE IL GIORNALISMO. MA NON CE L’HANNO FATTA»
Commento.
Non potevano: era già morto.
E nessuno dei principali colpevoli è stato punito. Al contrario: li hanno premiati (verificare i "palinsesti").
...che i "verificatori di fatti" erano in realtà impegnati a censurare, su ordine dei governi, le notizie scomode.
Esultanza.
«I FACT CHECKERS HANNO TENTATO DI UCCIDERE IL GIORNALISMO. MA NON CE L’HANNO FATTA»
Commento.
Non potevano: era già morto.
E nessuno dei principali colpevoli è stato punito. Al contrario: li hanno premiati (verificare i "palinsesti").
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Ugo Fuoco 🔥 Stop Dittatura
🔴💣LA BOMBA DI ZUCKERBERG CHE ORMAI VA A RUOTA LIBERA "L'AMMINISTRAZIONE BIDEN CI HA IMPOSTO DI CENSURARE CHIUNQUE DICESSE VERITÀ INDISCUTIBILI SU REAZIONI AVVERSE DA VACCINO"
🔥La verità alle volte non prende l'ascensore, può prendere le scale...ma prima…
🔥La verità alle volte non prende l'ascensore, può prendere le scale...ma prima…
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Scienza e Democrazia
Quando la RAI diventa televisione dei cittadini. 2. Perché la classe dirigente italiana ed europea è rimasta indifferente alla più grave offesa alla dignità umana della storia recente? In una precedente e meritoria puntata Report aveva trattato nella maniera…
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Q Tv official 3.0 - Qui radio londra Tv NEWS h24
💥 BREAKING: UNA LETTERA DI 200 MILITARI DELL' IDF CHIEDE IL CESSATE IL FUOCO PER GAZA
Circa 200 soldati dell'esercito israeliano (IDF) che partecipano ai combattimenti nella Striscia di Gaza hanno firmato una lettera in cui chiedono un cessate il fuoco .…
Circa 200 soldati dell'esercito israeliano (IDF) che partecipano ai combattimenti nella Striscia di Gaza hanno firmato una lettera in cui chiedono un cessate il fuoco .…
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Scienza e Democrazia
Comunicato dei giornalisti palestinesi. Una giornalista italiana arrestata crea un caso internazionale, mentre lo stillicidio di oltre 200 giornalisti palestinesi assassinati nel corso di un anno e mezzo non sollecita nemmeno dichiarazioni di solidarietà…
Quando qualcuno finge di ignorare la storia, è perché vuole ripeterla.
Il 13 gennaio 2003 il fotografo e attivista inglese Tom Hurndall, 22 anni, morì dopo 9 mesi di coma.
Era stato colpito a Rafah dai cecchini israeliani mentre cercava di mettere in salvo due bambini palestinesi che quei cecchini avevano preso di mira.
Era riuscito a salvare una bambina, ma, mentre stava inginocchiato per caricarsi un altro bambino, gli avevano sparato.
Due mesi dopo la sua morte, il 16 marzo 2003, un bulldozer israeliano schiacciava l'attivista statunitense Rachel Corrie, 23 anni, che si era interposta per impedire la demolizione di case palestinesi a Rafah.
Dopo averla travolta, fece marcia indietro, e ripassò sul suo corpo.
Questa era la Palestina dell'inizio di questo secolo, sotto il dominio della cosiddetta «più grande democrazia del Medio Oriente».
Il 13 gennaio 2003 il fotografo e attivista inglese Tom Hurndall, 22 anni, morì dopo 9 mesi di coma.
Era stato colpito a Rafah dai cecchini israeliani mentre cercava di mettere in salvo due bambini palestinesi che quei cecchini avevano preso di mira.
Era riuscito a salvare una bambina, ma, mentre stava inginocchiato per caricarsi un altro bambino, gli avevano sparato.
Due mesi dopo la sua morte, il 16 marzo 2003, un bulldozer israeliano schiacciava l'attivista statunitense Rachel Corrie, 23 anni, che si era interposta per impedire la demolizione di case palestinesi a Rafah.
Dopo averla travolta, fece marcia indietro, e ripassò sul suo corpo.
Questa era la Palestina dell'inizio di questo secolo, sotto il dominio della cosiddetta «più grande democrazia del Medio Oriente».
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Going Underground
On this day in 2003, British photographer and activist Tom Hurndall died. He had been shot by an Israeli sniper in Gaza and was left in a coma for 9 months.
Hurndall attempted to save two Palestinian children in the streets of Rafah who were coming under…
Hurndall attempted to save two Palestinian children in the streets of Rafah who were coming under…
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Richiesta urgente di arresto al governo italiano di un criminale internazionale.
Sarebbe «segretamente» a Roma il generale israeliano Ghassan Alian, che ha diretto il blocco totale di Gaza, «usando la fame come arma, prendendo di mira le infrastrutture civili, compresi ospedali, con atti che configurano genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità».
Queste parole sono contenute nella denuncia della Fondazione Hind Rajab, con sede in Belgio, alla Corte Penale Internazionale, comunicata al governo italiano con richiesta di arresto immediato.
Sarà il governo Meloni tanto pronto ad attivarsi in questo caso in cui è in gioco la tenuta del diritto internazionale, quanto era stato nel caso, insignificante, dell'innocente cittadino iraniano-svizzero Abedini?
Di fatto, il ministero della Giustizia ha addirittura negato che gli sia pervenuta la suddetta denuncia.
Evidentemente gli Stati Uniti, quando ci chiesero (e ottennero all'istante) l'arresto di Abedini devono aver utilizzato canali di comunicazione più efficienti...
Sarebbe «segretamente» a Roma il generale israeliano Ghassan Alian, che ha diretto il blocco totale di Gaza, «usando la fame come arma, prendendo di mira le infrastrutture civili, compresi ospedali, con atti che configurano genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità».
Queste parole sono contenute nella denuncia della Fondazione Hind Rajab, con sede in Belgio, alla Corte Penale Internazionale, comunicata al governo italiano con richiesta di arresto immediato.
Sarà il governo Meloni tanto pronto ad attivarsi in questo caso in cui è in gioco la tenuta del diritto internazionale, quanto era stato nel caso, insignificante, dell'innocente cittadino iraniano-svizzero Abedini?
Di fatto, il ministero della Giustizia ha addirittura negato che gli sia pervenuta la suddetta denuncia.
Evidentemente gli Stati Uniti, quando ci chiesero (e ottennero all'istante) l'arresto di Abedini devono aver utilizzato canali di comunicazione più efficienti...
Middle East Monitor
Italy urged to arrest Israeli General for crimes against humanity
Italy has been urged to arrest an Israeli general, who is reportedly in Rome presently, over his involvement in crimes against humanity in Gaza, Anadolu Agency reports. In a statement,...
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Scienza e Democrazia
Quando la RAI diventa televisione dei cittadini. 2. Perché la classe dirigente italiana ed europea è rimasta indifferente alla più grave offesa alla dignità umana della storia recente? In una precedente e meritoria puntata Report aveva trattato nella maniera…
Qual è la pietra di paragone del vero giornalismo?
È la persecuzione da parte dei poteri illegittimi che ogni vero giornalismo mette in crisi. In tutte le forme: dall'arresto arbitrario e indefinito (vedi Assange) alle minacce all'incolumità.
A conferma di quanto detto a proposito di Report, ecco infatti gli attacchi furibondi dei falsari del giornalismo, esecutori materiali di ordini mafiosi (e stavolta il termine include probabilmente la varietà più specifica), contro Sigfrido Ranucci, conduttore della trasmissione.
Non vale nemmeno la pena di dare ad essi pubblicità. È però da segnalare il ritratto di Ranucci contenuto in una lettera di uno dei figli in risposta a uno di quegli attacchi.
È la persecuzione da parte dei poteri illegittimi che ogni vero giornalismo mette in crisi. In tutte le forme: dall'arresto arbitrario e indefinito (vedi Assange) alle minacce all'incolumità.
A conferma di quanto detto a proposito di Report, ecco infatti gli attacchi furibondi dei falsari del giornalismo, esecutori materiali di ordini mafiosi (e stavolta il termine include probabilmente la varietà più specifica), contro Sigfrido Ranucci, conduttore della trasmissione.
Non vale nemmeno la pena di dare ad essi pubblicità. È però da segnalare il ritratto di Ranucci contenuto in una lettera di uno dei figli in risposta a uno di quegli attacchi.
Telegram
Giuseppe Salamone
Caro Andrea, fortunatamente mi sono imbattuto così poche volte nelle pagine del "giornale" in cui scrivi da non sapere né il tuo cognome né se tu - spero vivamente per la categoria di no - sia un giornalista professionista o un comico satirico, sono il figlio…
La vivisezione come metodica fraudolenta non può che fondarsi sull'illegalità in molte maniere. Per esempio...
...come mai negli stabulari delle università dove vengono tenuti gli "animali da laboratorio" i veterinari che vengono a fare ispezioni non trovano mai niente da ridire sulle loro condizioni?
Semplice: basta corrompere gli ispettori. (Questo va detto, in generale, anche a coloro che non si preoccupano dei biolaboratori da costruire in Italia perché - dicono - "vigileremo su ciò che vi si farà!". Proposito che di per sé denuncia lo scollamento dalla realtà di chi lo formula).
Il giornalista si indigna perché «Eppure, proprio l’attività di ricerca con sperimentazione “in vivo” costituisce, se ben espletata, un passaggio fondamentale per la validazione delle ipotesi scientifiche.»
Forse c'è un refuso: la vivisezione può contribuire alla «validazione delle ipotesi scientifiche», ma solo se non espletata.
...come mai negli stabulari delle università dove vengono tenuti gli "animali da laboratorio" i veterinari che vengono a fare ispezioni non trovano mai niente da ridire sulle loro condizioni?
Semplice: basta corrompere gli ispettori. (Questo va detto, in generale, anche a coloro che non si preoccupano dei biolaboratori da costruire in Italia perché - dicono - "vigileremo su ciò che vi si farà!". Proposito che di per sé denuncia lo scollamento dalla realtà di chi lo formula).
Il giornalista si indigna perché «Eppure, proprio l’attività di ricerca con sperimentazione “in vivo” costituisce, se ben espletata, un passaggio fondamentale per la validazione delle ipotesi scientifiche.»
Forse c'è un refuso: la vivisezione può contribuire alla «validazione delle ipotesi scientifiche», ma solo se non espletata.
Il Fatto Quotidiano
“Animali maltratti e uccisi e laboratori scientifici in precarie condizioni” all’Università di Catanzaro: 11 arresti
Associazione per delinquere, corruzione, falso, truffa aggravata ai danni dello Stato, maltrattamento e uccisione di animali
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