Scienza e Democrazia
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Chi è il "genitore responsabile", quando si tratta di vaccini pediatrici?

Da un articolo pubblicato il 30 maggio 2017 [*]:

«Ma l'idea che genitori i quali si sono documentati e hanno cercato di decidere consapevolmente debbano essere considerati come “meno" responsabili di chi ha invece firmato liberatorie senza porsi problemi è palesemente assurda.

Piuttosto, andrebbe rovesciata: dovrebbe cioè essere considerato un grave indizio di irresponsabilità genitoriale il portare un bambino di pochi mesi a vaccinarsi senza sapere nemmeno contro che cosa, e firmare la liberatoria senza aver letto e compreso il foglietto illustrativo che il produttore è obbligato dalla legge ad allegare alla confezione.

Se ci sono genitori da segnalare al Tribunale dei Minorenni, dovrebbero essere questi


La dottoressa Tenpenny spiega molto semplicemente perché ogni genitore (realmente) responsabile dovrebbe interrogarsi seriamente sull'opportunità del calendario vaccinale destinato a suo figlio.

[*] 30 maggio 2017.
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Una giornalista italiana è stata arrestata a Teheran...

... e 201 sono stati uccisi, a partire dall'ottobre 2023, sulla Striscia di Gaza.

Il caso della prima ha riempito i nostri (tele)giornali, con i rituali riferimenti alla libertà di stampa, che non sarebbe riconosciuta in Iran mentre lo sarebbe in Italia.

La distinzione non è così in bianco/nero se Reporter Senza Frontiere, che pure colloca l'Iran al 174mo posto della sua classifica (uno sotto la Cina), mette però l'Italia al 57mo posto, mentre, ad esempio, la Svizzera sta al 14mo posto, la Slovenia al 35mo... e l'Ungheria al 56mo.

Invece sui 201 giornalisti assassinati dall'esercito israeliano non è stata versata dai principali media nemmeno una lacrima.

E, nonostante dispiaccia sapere che un giornalista sia in qualsivoglia modo impedito dal fare il suo lavoro, il ritratto più esatto della giornalista arrestata e il commento più adeguato sul suo caso sono in questa nota di Davide Rossi (in parte ripresa da Byoblu - va detto, perché prevediamo che nessun altro telegiornale lo farà).
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Scienza e Democrazia
Governi eversivi. 4.2 Il caso del contante. Un esempio (seguito). Dato il carattere del tutto trasparente di quanto da me fatto notare, pensavo che mi sarebbe arrivata in pochi giorni una risposta positiva, accompagnata magari da un ringraziamento per aver…
Governi eversivi. 4.3 Il caso del contante. Un esempio (seguito).

Il secondo percorso fu di rivolgermi al Difensore Civico Regionale (DCR), che fin dalla denominazione sembrava potesse permettere un esito più rapido e produttivo.

Gli mandai il 3 marzo un resoconto dell'accaduto, con la documentazione rilevante, chiedendo appunto un suo intervento. Concludevo la mia lettera come segue:

«Il cittadino che non può o non desidera pagare tramite la piattaforma PagoPA (o pagare qualche ricevitoria ecc. che lo faccia per lui) viene danneggiato,

-
non solo perché gli si richiede un pagamento aggiuntivo, benché modesto, per una transazione per cui non sarebbe necessario,

-
non solo perché non può semplicemente comprare, come in qualsiasi altro negozio (e come mi era accaduto di fare in passato nella stessa Biblioteca) i libri nel momento in cui gli vengono consegnati (in altre parole, non acquista, ma contrae un debito),

-
non solo perché non può tenersi, in buona coscienza, libri che pensava di poter acquisire senza connivenza con una forma insidiosa di cattiva amministrazione,

ma, molto di più:

- perché si vede negato un diritto,
quello che giustifica il suo portare con sé banconote e monete, attribuendo ad esse il potere d’acquisto riconosciuto dalla legge;

- perché deve testimoniare la violazione (anzi, il totale disprezzo) da parte di un ufficio di Pubblica Amministrazione di leggi tuttora in vigore
, con tentativi di coinvolgerlo in ciò che, in tutta evidenza, è un reato;

-
perché una sua lettera formale, con cui intende contribuire a ristabilire la legalità in un caso particolare, non riceve alcuna risposta, in violazione di un’altra legge: quella sulla trasparenza della PA.»

Stavolta la risposta arrivò. [segue]
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Cecilia Sala e la dignità nazionale.

È stato compilato un florilegio di interventi nell'ultimo paio d'anni sulla situazione russo-ucraina e mediorientale della giornalista del Foglio arrestata a Teheran.

Sono citazioni utilissime non solo per farsi un'idea della professionalità di Cecilia Sala, ma anche per capire come mai gli Stati Uniti si siano già "scoperti", e abbiano chiesto all'Iran che «la liberi subito».

Come osservato da vari commentatori, il destino di Sala è nelle mani degli USA, che avevano fatto arrestare in Italia il 16 dicembre un cittadino iraniano-svizzero all'aeroporto di Malpensa. Questi sarebbe stato coinvolto, secondo gli USA, in un commercio di droni usati contro soldati USA in Giordania. Il governo USA ne ha chiesto all'Italia l'estradizione.

Staremo a vedere se il governo a presidenza Fratelli d'Italia mostrerà, nella decisione da prendere entro dieci giorni dalla richiesta, una piccola - ma non irrisoria - frazione della dignità nazionale mostrata da Bettino Craxi nel 1985.

Secondo alcuni, la strada più sicura sarebbe in effetti farsi guidare da quanto sostenuto dalla stessa Sala al tempo della crisi italo-indiana causata dai due fucilieri di marina (i "marò").

In un momento cruciale di tale crisi, l'11 marzo 2013, per esempio, scriveva:

«Salvare due persone giocandosi la propria affidabilità significa metterne in pericolo molte di più».

È un principio senz'altro ragionevole (ancor più nelle circostanze in cui fu formulato, e per le quali si rinvia alla cronologia ).

Ci dobbiamo quindi chiedere: lo si potrebbe applicare nel caso stesso della giornalista che lo formulò e aspettare, per la sua liberazione, un cedimento da parte degli USA (cioè la rinuncia all'estradizione)?

Oppure l'inaffidabilità internazionale italiana (in questo caso dal punto di vista dell'Iran) nell'ultimo decennio è arrivata a un tale punto di non ritorno da rendere inapplicabile il principio, e possibile quindi compiacere servilmente gli USA, sia pure non tentando nemmeno di salvare una o più vite?

È triste, ma nell'Italia attuale dei falsi sovranisti una tale domanda non solo può, ma deve essere posta.
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Una domanda legittima con una risposta facile, ovvero la democrazia come retorica.

Un giornalista irlandese ha posto il seguente quesito: se UE e NATO sono così ossessionati con la democrazia, perché non indicono un referendum tra i loro cittadini con una semplice domanda?

La domanda è:

«Vuoi continuare a finanziare la guerra in Ucraina?»

La risposta al perché questo referendum non si fa è, però, ancora più semplice: perché l'esito sarebbe scontato - e negativo.

Questa non è una semplice impressione soggettiva.

In forma di sondaggio un quesito analogo ("siete a favore di dare appoggio all'Ucraina fino al ritiro della Russia, anche se ciò significa che la guerra dura più a lungo?") è stato posto (in forma di scelta tra due opzioni) da YouGov.

Il risultato, rilanciato e commentato su molti siti, è inequivocabile.

A favore della continuazione degli aiuti militari al governo ucraino sono stimate le seguenti percentuali:

▪️Svezia: 50%
▪️Danimarca: 40%
▪️Gran Bretagna: 36%
▪️Germania: 28%
▪️Spagna: 25%
▪️Francia: 23%
▪️Italia: 15%

È chiaro che la stragrande maggioranza in tutti questi paesi, tranne l'ambiguo risultato svedese, è contro la continuazione della guerra.

E in Italia il consenso è minimo, nonostante un sistema dei media ufficiali che

- ha fatto di tutto per travisare la vera posta in gioco nel conflitto russo-ucraino,
- ha sbagliato con finalità propagandistiche tutte le possibili previsioni militari,
- per quasi due anni, ha raccontato una serie di fantasie palesemente insostenibili su specifici episodi della guerra (l'attentato ai gasdotti Nord Stream del 26 settembre 2022 diventerà un classico dei libri di testo sulla disinformazione),

e tuttora si guarda bene dall'ammettere il proprio clamoroso fallimento su tutta la linea, dalle competenze geopolitiche di base all'integrità professionale.

A questo punto dovrebbe essere chiaro a tutti che cosa intendeva Giorgia Meloni nello scorso settembre quando affermava che lei non si fa guidare dai sondaggi, perché si sente una «leader» e non una «follower».

Nel dire ciò, esibiva la sua ambizione a far parte della cerchia criminale che, nel cosiddetto "Occidente", disprezza e calpesta la democrazia nel proprio paese, ma cita la volontà di "esportarla" come motivazione delle proprie guerre imperialistiche - dirette, per procura, o "colorate".

Con i risultati catastrofici che vediamo con la massima chiarezza da più di trent'anni, a partire dalla Prima Guerra del Golfo (1990-91).
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Israele ha distrutto l'ultimo ospedale di Gaza...

...il Kamal Adwan, e sequestrato le circa 240 persone, tra pazienti e personale sanitario, che vi si trovavano, compreso il direttore, il Dr. Hussam Abu Safiyeh.

A ottobre il dottore si era visto assassinare il figlio dai soldati israeliani come "punizione" per essersi rifiutato di abbandonare i suoi pazienti.

Nella fotografia di destra lo si vede mentre va incontro, in mezzo alle macerie, a un carrarmato israeliano, dove entrerà per trattare.

Domanda: che ragione è stata data dal governo israeliano per questo ennesimo crimine contro l'umanità? (Suggerimento).
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Scienza e Democrazia
Scuola di giornalismo - Il giornalista può riportare affermazioni false senza sottolinearne la falsità? Sul sito di Byoblu la questione della sentenza della Corte di Cassazione del 19 dicembre è descritta così: «La pronuncia della Cassazione del 19 dicembre…
Byoblu insiste.

E scrive:

«[...] la Cassazione dà ragione al governo sui paesi sicuri cui trasferire i migranti».

Poiché a quanto pare la redazione della «TV dei Cittadini» fa fatica a reperire le fonti, ricopiamo quanto affermato dalla Corte di Cassazione (CC). Primo punto:

«Il giudice ordinario, quindi, non può sostituirsi al Ministro degli affari esteri. Non può neppure annullare con effetti erga omnes il decreto ministeriale

Questo è quanto dicevamo essere ovvio: un giudice non legifera. Ma un governo non si rivolge alla Corte di Cassazione per ricevere un ripasso di Educazione Civica da scuola media, giusto?

Proseguiamo con la citazione:

«Può tuttavia, nell’ambiente normativo anteriore al decreto-legge 23 ottobre 2024, n. 158, e alla legge 9 dicembre 2024, n. 187, in sede di esame completo ed ex nunc, valutare la sussistenza dei presupposti di legittimità di tale designazione, ed eventualmente disapplicare in via incidentale, in parte qua, il decreto ministeriale recante la lista dei paesi sicuri (secondo la disciplina ratione temporis), allorché la designazione operata dall’autorità governativa contrasti in modo manifesto, tenuto conto delle fonti istituzionali qualificate di cui all’art. 37 della direttiva 2013/32/UE, con i criteri di qualificazione stabiliti dalla normativa europea o nazionale.»

Sfrondato del gergo tecnico, questo significa: il giudice nel momento in cui emette una sentenza di approvazione o rifiuto di rimpatrio, può valutare se sussista la validità della classificazione come «paese sicuro» del paese di origine del richiedente asilo e, se tale valutazione è manifestamente in contrasto con fatti accertati, può disapplicare il decreto ministeriale. Esattamente quello che aveva scatenato le ire del governo, e che la CC dichiara invece del tutto legittimo.

Ma c'è di più.

La CC precisa che al giudice spetta fare le necessarie indagini di merito circa il caso del richiedente asilo che adduce ragioni che lo riguardano e che rendono poco sicuro il ritorno nel paese di origine. In tal caso il decreto ministeriale nemmeno si deve disapplicare: è semplicemente impertinente.

Ecco la citazione:

«Inoltre, a garanzia dell’effettività del ricorso e della tutela, il giudice conserva l’istituzionale potere cognitorio, ispirato al principio di cooperazione istruttoria, là dove il richiedente abbia adeguatamente dedotto l’insicurezza nelle circostanze specifiche in cui egli si trova.

In quest’ultimo caso, pertanto, la valutazione governativa circa la natura sicura del paese di origine non è decisiva, sicché non si pone un problema di disapplicazione del decreto ministeriale.
»

Conclusione: come si fa a interpretare questa sentenza della CC come un "dare ragione al governo"? Quando mai un giudice aveva preteso, o avrebbe voluto pretendere, sostituirsi al Ministero nella definizione «erga omnes» (cioè con valore di legge!) della lista dei «paesi sicuri»?

L'unica sintesi appropriata che questa sentenza, correttamente intesa (e non "interpretata", perché è chiarissima), giustifica è: la Corte di Cassazione dà torto al governo.
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Scienza e Democrazia
Affinità elettive. Pensierino di inizio d'anno: è compatibile uno stile di vita lussuoso con l'essere presidente del consiglio di un paese in cui un cittadino su 10 vive in condizioni di «assoluta povertà»?
Le difficoltà del multitasking, ovvero: è vero che «Putin ha perso»?

Se come privato stai pensando ai lavori della tua pur modesta villa con piscina (1,2 miioni di euro = circa 2,3 miliardi di vecchie lire), allora il contatto con la realtà politica internazionale di cui, per il tuo ruolo, dovresti occuparti prioritariamente tende pericolosamente a indebolirsi.

Ecco quindi che rispondi alle interviste citando senza adeguata riflessione affermazioni decisamente poco lucide dell'imminente presidente USA, quando i dati di fatto, e le stesse affermazioni dell'ex presidente ucraino Zelensky, le smentiscono.

Nel frattempo applaudi alla decisione di Zelensky (?) di interrompere il passaggio delle forniture di gas russo.

Certo, gli italiani sentiranno freddo, ma tu sei corsa prontamente in loro soccorso... In che modo?

Semplice: stanziando «13 milioni di euro per il sistema energetico dell'Ucraina».

Fare troppe cose allo stesso tempo è difficile.

Il dubbio che rimane è: almeno le piastrelle della sua piscina la presidente Meloni le avrà scelte bene?
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Scuola di giornalismo - Byoblu e il bilancio (politico) di Giorgia Meloni.

Date le ripetutamente dichiarate aspirazioni a realizzare un tipo di giornalismo "dei cittadini", che in particolare non mostri nessuna sudditanza verso i governi in carica, il canale Byoblu è giustamente oggetto di non comuni aspettative da parte dei suoi telespettatori.

Né si può negare che alcune trasmissioni (prima in classifica "Pangea Grandangolo" di Manlio Dinucci) siano casi pressoché unici nelle televisioni nazionali per le informazioni che danno e la lucidità delle analisi.

Notevole è stata anche l'attenzione riservata al movimento di opposizione e critica, nelle sue varie forme, all'operazione "pandemica", con in particolare la testa d'ariete di questa - la campagna pseudovaccinale di massa.

Eppure Byoblu presenta aspetti che lasciano perplessi.

Non si è mai capito, per esempio, che cosa abbia giustificato la sparizione di trasmissioni interessanti e realmente "alternative", come "Mondocane" di Fulvio Grimaldi, una gloria del giornalismo internazionale - inopinatamente "sospesa" (o eliminata?) proprio in coincidenza dell'aggravarsi della situazione mediorientale, e alla vigilia delle elezioni presidenziali USA (sulle quali va però ricordata l'originale serie "USA e getta" condotta da Luca Marfè).

Anche poco chiara è stata l'espulsione, per giunta in malo modo, di Armando Manocchia e della sua "Piazza Libertà", meritoria per l'attenzione riservata ai casi di Julian Assange e di Reiner Füllmich, alla questione del danno vaccinale, alle varie interpretazioni controcorrente del covid-19, alla cupola finanziaria globale ecc.

Dalla risentita ricostruzione dello stesso Manocchia si scopre che all'origine della rottura sarebbe stata una indubbiamente infelice puntata (16 dicembre 2023) sull'attentato del 7 ottobre 2023 e le ragioni della feroce reazione israeliana - quella che dura e si è estesa da allora.

E tuttavia questa non sembra essere una spiegazione sufficiente, tanto più che, per esempio, Manocchia ha ripreso sul suo sito, ImolaOggi, il 5 dicembre 2024, l'importantissima notizia sulla denuncia - finalmente! - da parte di Amnesty International del genocidio commesso da Israele , mentre Byoblu l'ha dissimulata in un articolo dal titolo: "Vaticano, rimossi Kefiah e Gesù bambino dal presepe, Santa Sede: «Li ricollocheremo a Natale»".

Anche molto strana è, a tale riguardo, l'assenza quasi totale su Byoblu di contributi dedicati a Francesca Albanese - peraltro del tutto assenti su ImolaOggi.

Un'ipotesi più probabile, fatta dallo stesso Manocchia, è l'avvicinamento di Byoblu al governo Meloni, che si è esplicitato in varie maniere, compreso l'appoggio al protocollo d'intesa Italia-Albania, fino alla disinformazione (cfr. anche la critica a Report-RAI3 per un suo servizio sul tema). Su tale protocollo aveva già detto l'essenziale il costituzionalista Daniele Trabucco su ImolaOggi, prevedendo esattamente quanto sarebbe poi avvenuto.

Chi ci segue può facilmente rendersi conto che un giudizio anche solo "nel complesso" favorevole sul guerrafondaio e cinico governo Meloni è insostenibile da parte di una «TV dei cittadini», soprattutto in un momento storico oscuro come l'attuale.

A conferma arriva adesso il servizio quasi del tutto acritico e omissivo, se non proprio apologetico, riservato al bilancio fatto da Giorgia Meloni del proprio operato.

Senza togliere a Byoblu i meriti passati, e senza - è appena il caso di dirlo - coinvolgere in un giudizio negativo tutti i suoi collaboratori, interni ed esterni (come, tra gli altri, David Colantoni e Andrea Lucidi), un servizio come questo conferma una tendenza che non fa ben sperare sul futuro del suo esperimento di televisione indipendente.
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L'Italia in guerra per procura con l'Iran per conto di USA e Israele... ...ovvero il caso Cecilia Sala in due parole..
Come è stato trattato l'ingegnere iraniano-svizzero Abedini dalle autorità italiane?

Ulteriori dettagli per capire il caso Cecilia Sala - e lo stato pietoso del sistema dei media italiano, che diseduca i cittadini anche dal fare i più semplici ragionamenti su ciò che, loro malgrado, li riguarda - in un articolo, come al solito fattuale e diretto, di Alessandro Orsini.
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Israele ha distrutto l'ultimo ospedale di Gaza... ...il Kamal Adwan, e sequestrato le circa 240 persone, tra pazienti e personale sanitario, che vi si trovavano, compreso il direttore, il Dr. Hussam Abu Safiyeh. A ottobre il dottore si era visto assassinare…
Appello dei relatori speciali dell'ONU per il boicottaggio di Israele da parte del personale medico di tutto il mondo.

Dopo la distruzione dell'ultimo dei 22 ospedali di Gaza e il sequestro del suo direttore Dr. Hussam Abu Safiyeh.

Annuncio dell'appello sulla pagina X di Francesca Albanese:

«Professionisti medici di tutto il mondo: il mio collega [Dr Tlaleng Mofokeng] e io abbiamo un messaggio che dovreste leggere.

Israele ha ucciso più di 1000 dei vostri colleghi in 14 mesi. Non si contano quelli che sono stati arrestati, torturati, fatti sparire. Le loro "eroiche azioni ... ci insegnano che cosa significa aver fatto il giuramento del medico". Per lo sgomento e per solidarietà dovreste ribellarvi, e premere per la sospensione dei legami con Israele finché non cessa il genocidio e ne risponde. Che state ad aspettare?»
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Il governo israeliano in carica è antiebraico.

Lo scrittore israeliano Avi Steinberg, ebreo ortodosso, ha ricusato la propria cittadinanza israeliana per protesta contro la politica criminale del governo israeliano (cfr. anche qui):

«Nella sua campagna genocida per cancellare il popolo palestinese indigeno, lo stato [di Israele] ha fatto della mia stessa esistenza, della mia nascita e identità, un'arma - e così per tanti altri

Un discorso del genere fa di solito strillare scompostamente, in certi ambienti, all'antiebraismo - anzi, all'"antisemitismo", che attualmente è un abuso linguistico per dire: "essere contrari all'imperialismo USA in Medio Oriente".

Eppure la verità è molto semplice:

«Il sionismo non ha niente a che fare con il giudaismo o la storia ebraica, se non fosse che i suoi capi hanno a lungo visto in queste fonti profonde una serie di narrazioni capaci di potente mobilitazione, con le quali portare avanti la loro agenda coloniale - ed è solo a quell'agenda coloniale che dobbiamo riferirci.»

Qualcuno lo spieghi agli inabili (reali o simulatori) che inquinano il dibattito sull'orrore quotidiano di Gaza.

E soprattutto a quelli che siedono in Parlamento, e che proprio perché stanno lì a rappresentare l'Italia, non dovrebbero permettersi di esibire lacune nella loro istruzione di base di tale portata.

Fin d'ora, e tanto più quanto più la nebbia mediale si sarà diradata, ciò che è successo e succede a Gaza è una condanna senza scadenza sugli ignavi e i complici in una popolazione mondiale che, a differenza di altri casi storici, non potrà dire "non sapevamo".
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Scuola di giornalismo - Byoblu e il bilancio (politico) di Giorgia Meloni. Date le ripetutamente dichiarate aspirazioni a realizzare un tipo di giornalismo "dei cittadini", che in particolare non mostri nessuna sudditanza verso i governi in carica, il canale…
Scuola di giornalismo - La presidente del consiglio italiana a Mar-a-Lago, monumentale villa di Donald Trump.

Meloni è arrivata all'1.30 di notte ed è rimasta per 4 ore nella villa di Trump a Palm Beach in Florida. Nei tempi della globalizzazione digitale, questo è un viaggio che ha senso fare solo per questioni della massima urgenza e che richiedono una comunicazione estremamente riservata. Chiediamo allora che si sono detti a Byoblu.

Cittadino: Di che cosa hanno parlato?
Byoblu: «tra i temi affrontati ci sarebbe stato quello relativo al caso di Cecilia Sala».

C: E che cosa sarebbe emerso?
B: «Come confermato dalla Repubblica islamica, l’arresto di Sala è una mossa mirata a ottenere la liberazione del cittadino svizzero-iraniano Mohammad Abedini-Najafabadi,»

C: Per la verità l'Iran ha detto l'esatto contrario, anche se il collegamento resta plausibile - e la situazione, anche se non preordinata, crea comunque un collegamento di fatto. E che cosa avrà detto Meloni a Trump: che il governo italiano intende rilasciare Abedini, contro il quale non ha ricevuto alcuna prova dei capi d'accusa?
B: « L’Italia, dunque, si trova nel mezzo

C: Illuminante. E che cosa ne pensate di questo istantaneo allineamento di Meloni all'avversario di Joe Biden?
B: «Meloni ha instaurato una buona relazione con l’amministrazione democratica ma, com’è evidente, cerca già il dialogo con il prossimo presidente.»

C: Sì, e Mar-a-Lago sta sul mare. Ma si sarà parlato di qualcosa di sostanziale in questa convocazione notturna? Per esempio, sul conflitto russo-ucraino, o meglio Russia-USA per interposto governo ucraino illegittimo?
B.: Trump «spinge per un accordo con la Russia».

C.: Questo lo aveva detto in ogni momento della sua campagna presidenziale... Tutto qua? E a proposito della NATO?
B: Trump «chiede un aumento della spesa militare».

C: Ma da sovranista e «leader» quale sente di essere, Meloni avrà messo in chiaro che i rapporti tra Italia e USA devono essere ridefiniti, a partire dalla NATO e questo include, per cominciare, gli arresti di persone su procura?
B: I «rapporti tra Italia e Stati Uniti […] di certo non possono essere messi in discussione».

C: Ah, Byoblu, pensavo che sapessi che c'è addirittura un movimento di cittadini per l'uscita dell'Italia dalla Nato… E comunque Meloni avrà pur detto qualcosa perché la nuova amministrazione cessi di alimentare il genocidio di Gaza?
B: . . .

C: Ah! Per te non vale nemmeno la pena di sottolineare che Meloni, incontrando Donald Trump, non abbia speso nemmeno una parola sul genocidio dei palestinesi... Anche stavolta mi hai deluso.

N.B. Di fatto Meloni è andata pure a trattare (ma è subito arrivata l'immancabile smentita) di un accordo da 1,5 milardi di euro che metterebbe nelle mani di Elon Musk i «servizi avanzati nella sicurezza delle telecomunicazioni» - una scelta così carica di rischiose conseguenze che pure l'editore della «TV dei cittadini» ha sentito di dover dire la sua con un intervento peraltro più che ragionevole.

Resta la conferma di quanto sostenuto nella nota precedente a proposito della deriva politica di Byoblu. [continua]
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