Scienza e Democrazia
Governi eversivi. 2. La burocrazia contro il diritto. Spieghiamo il meccanismo con un esempio di fantasia (...ma non troppo!). Supponiamo che un dirigente di una scuola secondaria emetta una circolare secondo cui gli studenti di madrelingua non italiana…
Governi eversivi. 3. Il caso del contante.
Il caso più macroscopico di promozione dell'illegalità da parte di un governo eversivo è oggi in Italia quello che riguarda l'uso del contante anche per pagamenti minimi.
Tutti sanno, più o meno, che un pagamento in contanti non può essere rifiutato.
E se non sanno che ci sono due articoli di legge, uno del codice civile (cc 1277) e un altro del codice penale (cp 693), che prescrivono questo obbligo è solo perché fino a pochi anni fa non accadeva mai di vedersi rifiutato un tale pagamento - a parte la verifica con un apparecchio, tuttora spesso effettuata, dell'autenticità delle banconote.
Semmai, al contrario, accadeva che qualche negoziante rifiutasse il pagamento digitale (per esempio del bollo auto) perché la transazione elettronica gli sarebbe costata di più della percentuale di profitto.
Ma adesso il fatto che configura la fattispecie eversiva è che non un comune negoziante, ma la Pubblica Amministrazione (PA) rifiuta pagamenti in contanti, anche di pochi euro, per, tra gli altri:
- contributi di cancelleria in un tribunale,
- fotocopie e altri articoli in una biblioteca comunale,
- tasse scolastiche,
- biglietti per l'accesso a un un museo,
pretendendo esclusivamente il pagamento digitale sulla piattaforma PagoPa.
È del tutto evidente che se fossero emersi problemi di trasparenza nelle transazioni economiche che riguardano la PA (e, se questo fosse il caso, ci guarderemmo dal voler distogliere i ministri competenti - anzi, la Guardia di Finanza - dal preoccuparsene…) questi dovrebbero essere risolti come si è sempre fatto e come si continua a fare (ancora per quanto?...) nei comuni esercizi commerciali: attraverso un registratore di cassa e il rilascio di una ricevuta o scontrino al cittadino-utente.
Spetterebbe poi all'impiegato il successivo conferimento sulla piattaforma digitale dell'importo incassato, il che non creerebbe alcun conflitto con leggi tuttora vigenti.
Inoltre il fastidio causato al comune cittadino dall'abuso commesso dalla PA è evidente.
Qui devo fare una precisazione di carattere autobiografico.
Pur non essendo un "nativo digitale" sono un "digitale", per ragioni legate al mio lavoro universitario, da oltre trent'anni e - per citare l'esempio più banale - uso correntemente la posta elettronica fin da quando a farlo era ancora una piccola minoranza.
In altre parole, e per esprimermi con la massima modestia compatibile con la verità: non provo alcun senso di "inadeguatezza" rispetto alle procedure informatiche.
Con tutto ciò, sono completamente dalla parte di chi rifiuta di svolgere un lavoro non retribuito per conto della PA, non fosse altro che per il fatto che costringe a un supplemento di attenzione ravvicinata a uno schermo luminoso - e per un tempo tutt'altro che brevissimo.
Allego, a riprova, il foglio di istruzioni fornitomi dal tribunale di Perugia per il pagamento di euro 11,80 (sic!) di diritti di cancelleria, dopo il loro rifiuto di prendere la somma in contanti.
Se poi consideriamo che la finalità di questa abolizione strisciante e illegale del contante è di garantire il più rigoroso controllo su ogni operazione che il cittadino possa fare - cioè una finalità degna della più netta riprovazione da parte di ogni cittadino ragionevole -, abbiamo una ragione ancora più importante per contrastare questa deriva verso una società distopica che ha per modello il Panopticon di Bentham. [continua]
Il caso più macroscopico di promozione dell'illegalità da parte di un governo eversivo è oggi in Italia quello che riguarda l'uso del contante anche per pagamenti minimi.
Tutti sanno, più o meno, che un pagamento in contanti non può essere rifiutato.
E se non sanno che ci sono due articoli di legge, uno del codice civile (cc 1277) e un altro del codice penale (cp 693), che prescrivono questo obbligo è solo perché fino a pochi anni fa non accadeva mai di vedersi rifiutato un tale pagamento - a parte la verifica con un apparecchio, tuttora spesso effettuata, dell'autenticità delle banconote.
Semmai, al contrario, accadeva che qualche negoziante rifiutasse il pagamento digitale (per esempio del bollo auto) perché la transazione elettronica gli sarebbe costata di più della percentuale di profitto.
Ma adesso il fatto che configura la fattispecie eversiva è che non un comune negoziante, ma la Pubblica Amministrazione (PA) rifiuta pagamenti in contanti, anche di pochi euro, per, tra gli altri:
- contributi di cancelleria in un tribunale,
- fotocopie e altri articoli in una biblioteca comunale,
- tasse scolastiche,
- biglietti per l'accesso a un un museo,
pretendendo esclusivamente il pagamento digitale sulla piattaforma PagoPa.
È del tutto evidente che se fossero emersi problemi di trasparenza nelle transazioni economiche che riguardano la PA (e, se questo fosse il caso, ci guarderemmo dal voler distogliere i ministri competenti - anzi, la Guardia di Finanza - dal preoccuparsene…) questi dovrebbero essere risolti come si è sempre fatto e come si continua a fare (ancora per quanto?...) nei comuni esercizi commerciali: attraverso un registratore di cassa e il rilascio di una ricevuta o scontrino al cittadino-utente.
Spetterebbe poi all'impiegato il successivo conferimento sulla piattaforma digitale dell'importo incassato, il che non creerebbe alcun conflitto con leggi tuttora vigenti.
Inoltre il fastidio causato al comune cittadino dall'abuso commesso dalla PA è evidente.
Qui devo fare una precisazione di carattere autobiografico.
Pur non essendo un "nativo digitale" sono un "digitale", per ragioni legate al mio lavoro universitario, da oltre trent'anni e - per citare l'esempio più banale - uso correntemente la posta elettronica fin da quando a farlo era ancora una piccola minoranza.
In altre parole, e per esprimermi con la massima modestia compatibile con la verità: non provo alcun senso di "inadeguatezza" rispetto alle procedure informatiche.
Con tutto ciò, sono completamente dalla parte di chi rifiuta di svolgere un lavoro non retribuito per conto della PA, non fosse altro che per il fatto che costringe a un supplemento di attenzione ravvicinata a uno schermo luminoso - e per un tempo tutt'altro che brevissimo.
Allego, a riprova, il foglio di istruzioni fornitomi dal tribunale di Perugia per il pagamento di euro 11,80 (sic!) di diritti di cancelleria, dopo il loro rifiuto di prendere la somma in contanti.
Se poi consideriamo che la finalità di questa abolizione strisciante e illegale del contante è di garantire il più rigoroso controllo su ogni operazione che il cittadino possa fare - cioè una finalità degna della più netta riprovazione da parte di ogni cittadino ragionevole -, abbiamo una ragione ancora più importante per contrastare questa deriva verso una società distopica che ha per modello il Panopticon di Bentham. [continua]
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Governi eversivi. 3. Il caso del contante. Il caso più macroscopico di promozione dell'illegalità da parte di un governo eversivo è oggi in Italia quello che riguarda l'uso del contante anche per pagamenti minimi. Tutti sanno, più o meno, che un pagamento…
La semplice e amichevole maniera raccomandata per il pagamento di diritti di cancelleria...
Si noti il punto 15: «Stampare e pagare avviso (es: alla Posta)».
Cioè il cittadino deve disporre di una stampante, o caricare il file su una chiavetta e andare in un negozio che faccia stampe a pagamento (con sovrano sprezzo di considerazioni di impatto ecologico), per poi recarsi, felice, in qualche ufficio postale... e mettersi in fila.
In breve: invece dei pochi secondi per il pagamento di euro 11,80 e il rilascio della ricevuta, il buon cittadino dovrà - oltre al tempo impiegato davanti allo schermo - perdere una mattinata per soddisfare le esigenze di trasparenza della PA...
Si noti il punto 15: «Stampare e pagare avviso (es: alla Posta)».
Cioè il cittadino deve disporre di una stampante, o caricare il file su una chiavetta e andare in un negozio che faccia stampe a pagamento (con sovrano sprezzo di considerazioni di impatto ecologico), per poi recarsi, felice, in qualche ufficio postale... e mettersi in fila.
In breve: invece dei pochi secondi per il pagamento di euro 11,80 e il rilascio della ricevuta, il buon cittadino dovrà - oltre al tempo impiegato davanti allo schermo - perdere una mattinata per soddisfare le esigenze di trasparenza della PA...
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La semplice e amichevole maniera raccomandata per il pagamento di diritti di cancelleria... Si noti il punto 15: «Stampare e pagare avviso (es: alla Posta)». Cioè il cittadino deve disporre di una stampante, o caricare il file su una chiavetta e andare…
lettera bibl.pdf
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Governi eversivi. 4.1 Il caso del contante. Un esempio.
Il 24 gennaio di quest'anno càpito nella biblioteca comunale di Perugia, e vedo esposti all'ingresso "doppioni" di libri messi in commercio a prezzi ridotti.
Ne scelgo 3 e vado al bancone per dare la somma di 11 (undici!) euro totali che l'acquisto comporta.
Ma gli impiegati rifiutano ostinatamente il denaro, seguendo la linea dell'ostruzionismo burocratico descritto nella seconda puntata di questa serie.
Il giorno dopo ho mandato la lettera allegata in pec.
La riproduco anche a beneficio di chi - mi auguro - volesse utilizzare alcune delle informazioni ivi contenute per iniziative analoghe alla mia.
La lettera era concepita come tentativo non polemico di restaurare la legalità in un luogo - la Pubblica Amministrazione - a cui dovrebbe essere connaturata.
Nella lettera lasciavo aperta la via di una soluzione conciliativa, e pensavo che la dirigente della biblioteca ne avrebbe approfittato.
Mi aspettava una sorpresa.
[continua]
Il 24 gennaio di quest'anno càpito nella biblioteca comunale di Perugia, e vedo esposti all'ingresso "doppioni" di libri messi in commercio a prezzi ridotti.
Ne scelgo 3 e vado al bancone per dare la somma di 11 (undici!) euro totali che l'acquisto comporta.
Ma gli impiegati rifiutano ostinatamente il denaro, seguendo la linea dell'ostruzionismo burocratico descritto nella seconda puntata di questa serie.
Il giorno dopo ho mandato la lettera allegata in pec.
La riproduco anche a beneficio di chi - mi auguro - volesse utilizzare alcune delle informazioni ivi contenute per iniziative analoghe alla mia.
La lettera era concepita come tentativo non polemico di restaurare la legalità in un luogo - la Pubblica Amministrazione - a cui dovrebbe essere connaturata.
Nella lettera lasciavo aperta la via di una soluzione conciliativa, e pensavo che la dirigente della biblioteca ne avrebbe approfittato.
Mi aspettava una sorpresa.
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L'Italia e i conflitto di poteri governo-giudici sui richiedenti asilo.
Uno dei grandi problemi del discorso pubblico in Italia è che ruoli politici fondamentali siano affidati a personaggi di basso profilo morale e con competenze che sfiorano l'analfabetismo funzionale.
Con la complicità dei media, compresi alcuni di quelli "alternativi", quei personaggi possono essere fatti apparire non come i confusionari e doppiogiochisti che sono, ma come personalità politiche da cui si può dissentire, certo, ma di tutto rispetto.
Richiamiamo brevemente i termini di una delle questioni oggi più dibattute: quella dell'accordo Italia-Albania per la deportazione (no, scusate: si dice «trasferimento», ma si dimentica sempre di aggiungere: "forzato") in appositamente costruiti «centri per il rimpatrio» costruiti in un paese extra-UE - come è appunto l'Albania - degli immigrati illegali in Italia. Lo scopo sarebbe permettere di decidere della loro sorte (cioè se ammetterli o respingerli nel loro paese di origine) senza lasciarli stazionare in territorio italiano.
Ciò che qualsiasi persona anche di minime competenze in logica del diritto avrebbe potuto prevedere è il conflitto che si è venuto a creare immediatamente nell'applicazione di questo accordo, criticato da subito con solide ragioni.
La questione è molto semplice:
1) a norma della convenzione di Ginevra sui rifugiati (art. 33) un richiedente asilo non può essere rimandato indietro in un paese che, al momento della decisione del giudice, si possa considerare per il rifugiato "insicuro" dal punto di vista politico - per esempio, un paese in cui gli oppositori politici, o presunti tali, possano essere arbitrariamente arrestati, detenuti indefinitamente, torturati;
2) ovviamente un governo può dare linee di indirizzo generali sui paesi "sicuri", ma queste per loro natura non possono essere vincolanti per il giudice, il quale deve emettere il suo provvedimento nei riguardi di un singolo immigrato, e deve tener conto del profilo di costui e della situazione del paese di provenienza nel momento rilevante;
3) non è nemmeno necessario precisare che la sentenza del giudice non si sostituisce alle linee di indirizzo governative; il punto è che è la sola che può valere e applicarsi nel singolo caso considerato.
Per esempio, il governo Meloni, nonostante l'inquietante, macabro precedente della vicenda di Giulio Regeni, classifica l'Egitto tra i "paesi sicuri".
Ma il giudice, nel caso di un rifugiato, deve essere consapevole che, rimandandolo in Egitto, non gli sta offrendo una vacanza a Sharm el-Sheikh.
Lo sta invece restituendo alle autorità di un paese che, come il caso dello sfortunato italiano sopra citato dimostra, non va tanto per il sottile nel trattamento degli stranieri presunti ostili: figuriamoci in quello dei propri cittadini!
(È incredibile, per inciso, come persone apparentemente di media intelligenza abbiano potuto citare il volume del turismo italiano annuale in Egitto come "prova" della "sicurezza" di tale paese).
In breve: che sarebbero nati conflitti tra potere giudiziario e potere politico con un accordo inconcludente e opaco come quello Meloni-Rama era una previsione scontata. E non dipendeva da ipotesi su complotti antigovernativi di correnti della magistratura - della quale si può solo ricordare, negli ultimi anni, il vergognoso allineamento alla volontà dei governi. [continua]
Uno dei grandi problemi del discorso pubblico in Italia è che ruoli politici fondamentali siano affidati a personaggi di basso profilo morale e con competenze che sfiorano l'analfabetismo funzionale.
Con la complicità dei media, compresi alcuni di quelli "alternativi", quei personaggi possono essere fatti apparire non come i confusionari e doppiogiochisti che sono, ma come personalità politiche da cui si può dissentire, certo, ma di tutto rispetto.
Richiamiamo brevemente i termini di una delle questioni oggi più dibattute: quella dell'accordo Italia-Albania per la deportazione (no, scusate: si dice «trasferimento», ma si dimentica sempre di aggiungere: "forzato") in appositamente costruiti «centri per il rimpatrio» costruiti in un paese extra-UE - come è appunto l'Albania - degli immigrati illegali in Italia. Lo scopo sarebbe permettere di decidere della loro sorte (cioè se ammetterli o respingerli nel loro paese di origine) senza lasciarli stazionare in territorio italiano.
Ciò che qualsiasi persona anche di minime competenze in logica del diritto avrebbe potuto prevedere è il conflitto che si è venuto a creare immediatamente nell'applicazione di questo accordo, criticato da subito con solide ragioni.
La questione è molto semplice:
1) a norma della convenzione di Ginevra sui rifugiati (art. 33) un richiedente asilo non può essere rimandato indietro in un paese che, al momento della decisione del giudice, si possa considerare per il rifugiato "insicuro" dal punto di vista politico - per esempio, un paese in cui gli oppositori politici, o presunti tali, possano essere arbitrariamente arrestati, detenuti indefinitamente, torturati;
2) ovviamente un governo può dare linee di indirizzo generali sui paesi "sicuri", ma queste per loro natura non possono essere vincolanti per il giudice, il quale deve emettere il suo provvedimento nei riguardi di un singolo immigrato, e deve tener conto del profilo di costui e della situazione del paese di provenienza nel momento rilevante;
3) non è nemmeno necessario precisare che la sentenza del giudice non si sostituisce alle linee di indirizzo governative; il punto è che è la sola che può valere e applicarsi nel singolo caso considerato.
Per esempio, il governo Meloni, nonostante l'inquietante, macabro precedente della vicenda di Giulio Regeni, classifica l'Egitto tra i "paesi sicuri".
Ma il giudice, nel caso di un rifugiato, deve essere consapevole che, rimandandolo in Egitto, non gli sta offrendo una vacanza a Sharm el-Sheikh.
Lo sta invece restituendo alle autorità di un paese che, come il caso dello sfortunato italiano sopra citato dimostra, non va tanto per il sottile nel trattamento degli stranieri presunti ostili: figuriamoci in quello dei propri cittadini!
(È incredibile, per inciso, come persone apparentemente di media intelligenza abbiano potuto citare il volume del turismo italiano annuale in Egitto come "prova" della "sicurezza" di tale paese).
In breve: che sarebbero nati conflitti tra potere giudiziario e potere politico con un accordo inconcludente e opaco come quello Meloni-Rama era una previsione scontata. E non dipendeva da ipotesi su complotti antigovernativi di correnti della magistratura - della quale si può solo ricordare, negli ultimi anni, il vergognoso allineamento alla volontà dei governi. [continua]
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[segue]
Il 19 dicembre scorso sulla questione si è pronunciata la Corte di Cassazione.
Che ha detto, in un linguaggio più tecnico, esattamente quanto precede. Anche se è tutt'altro da quello che la stampa e lo stesso governo hanno dato a intendere. La Cassazione ha scritto che il giudice «non può [...] annullare con effetti erga omnes il decreto ministeriale». Cioè il nostro punto 3).
E allora? Ne consegue forse che il giudici della CC «“hanno di fatto dato ragione sul diritto di stabilire quale sia la lista dei Paesi sicuri”», come affermato da Giorgia Meloni? E in che senso una sentenza di un'alta corte può dare ragione «di fatto» a qualcuno?
"Di fatto", non c'è alcuna ragione per pensare che i suddetti "trasferimenti" in Albania (a proposito: l'Albania è un paese sicuro?) creeranno meno problemi dopo che prima della sentenza del 19 dicembre.
Si tratta solo di goffi tentativi (appoggiati da gran parte dei media) per mascherare, con giochi di parole, lo stallo di una politica estera priva di iniziativa e autonomia, e particolarmente sterile nel contesto geopolitico più rilevante per l'Italia - il Mediterraneo.
Il 19 dicembre scorso sulla questione si è pronunciata la Corte di Cassazione.
Che ha detto, in un linguaggio più tecnico, esattamente quanto precede. Anche se è tutt'altro da quello che la stampa e lo stesso governo hanno dato a intendere. La Cassazione ha scritto che il giudice «non può [...] annullare con effetti erga omnes il decreto ministeriale». Cioè il nostro punto 3).
E allora? Ne consegue forse che il giudici della CC «“hanno di fatto dato ragione sul diritto di stabilire quale sia la lista dei Paesi sicuri”», come affermato da Giorgia Meloni? E in che senso una sentenza di un'alta corte può dare ragione «di fatto» a qualcuno?
"Di fatto", non c'è alcuna ragione per pensare che i suddetti "trasferimenti" in Albania (a proposito: l'Albania è un paese sicuro?) creeranno meno problemi dopo che prima della sentenza del 19 dicembre.
Si tratta solo di goffi tentativi (appoggiati da gran parte dei media) per mascherare, con giochi di parole, lo stallo di una politica estera priva di iniziativa e autonomia, e particolarmente sterile nel contesto geopolitico più rilevante per l'Italia - il Mediterraneo.
Internazionale
Cosa prevede l’accordo con l’Albania sui migranti - Annalisa Camilli
La camera ha approvato il disegno di legge sulla ratifica ed esecuzione del protocollo d’intesa tra Roma e Tirana. Ora il testo passa al senato. Secondo gli esperti, i punti critici sono molti. Leggi
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Scienza e Democrazia
[segue] Il 19 dicembre scorso sulla questione si è pronunciata la Corte di Cassazione. Che ha detto, in un linguaggio più tecnico, esattamente quanto precede. Anche se è tutt'altro da quello che la stampa e lo stesso governo hanno dato a intendere. La…
Scuola di giornalismo - Il giornalista può riportare affermazioni false senza sottolinearne la falsità?
Sul sito di Byoblu la questione della sentenza della Corte di Cassazione del 19 dicembre è descritta così:
«La pronuncia della Cassazione del 19 dicembre è quindi stata interpretata positivamente dalla compagine di governo.
Questa riconosce alla politica il diritto di stabilire un regime differenziato sulle domande di asilo per chi proviene da Paesi designati come sicuri. E dunque il giudice “non può sostituirsi” al ministro degli Esteri, né “può annullare il decreto ministeriale”.»
Ma è una questione di «interpretazione»? In altre parole: la sentenza è stata positiva o no?
La risposta, per le ragioni sopra spiegate, è no. È allora corretto presentare la notizia come un successo del governo?
Sul sito di Byoblu la questione della sentenza della Corte di Cassazione del 19 dicembre è descritta così:
«La pronuncia della Cassazione del 19 dicembre è quindi stata interpretata positivamente dalla compagine di governo.
Questa riconosce alla politica il diritto di stabilire un regime differenziato sulle domande di asilo per chi proviene da Paesi designati come sicuri. E dunque il giudice “non può sostituirsi” al ministro degli Esteri, né “può annullare il decreto ministeriale”.»
Ma è una questione di «interpretazione»? In altre parole: la sentenza è stata positiva o no?
La risposta, per le ragioni sopra spiegate, è no. È allora corretto presentare la notizia come un successo del governo?
ByoBlu
MIGRANTI: A GENNAIO RIPRENDONO I TRASFERIMENTI IN ALBANIA
Giorgia Meloni ha annunciato un vertice per oggi a Palazzo Chigi, a gennaio si riparte con i trasferimenti in Albania.
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Buon Natale, ma non a tutti.
Non a chi ha appoggiato o ha girato lo sguardo davanti alla carneficina di bambini sulla Striscia di Gaza.
Non a chi ha fatto finta di credere che le vittime civili dell'offensiva israeliana non fossero volute.
Non al ministro che ha risposto a un giornalista che gli chiedeva di Gaza: «Tu non fai il sacerdote, no?» (cfr. Report, 3 novembre 2024).
Non alla presidente del consiglio che ha sperperato il denaro degli italiani per finanziare un governo illegittimo affinché potesse portare avanti la guerra più insensata dell'ultimo mezzo secolo.
Non a chi ha deliberatamente creato nel discorso politico una confusione paragonabile a quella del sedicente "psichiatra anti-islamico" che ha guidato a tutta velocità l'automobile... su una folla di tedeschi.
Non ai giornalisti che vanno a caccia della verità dovunque essa sia, ma solo per nasconderla e attaccare chi la diffonde (a , b) .
Non ai giornalisti che non hanno detto una sola parola sui loro colleghi deliberatamente uccisi in Palestina.
Non ai medici che prima di fare un'operazione a un cardiopatico vogliono che si "metta in regola" con le vaccinazioni, e altrimenti lo cancellano dalla lista d'attesa.
Non agli accademici che assistono tranquilli o contribuiscono attivamente allo stupro della scienza, della cultura, e perfino della lingua italiana.
Non a chi ha distrutto per sempre il Natale di centinaia di migliaia di bambini, torturandoli, mutilandoli fisicamente e psichicamente, abusando della loro fragilità, e pretendendo pure di atteggiarsi a difensore dei "diritti delle minoranze".
Non a chi sfrutta anche il Natale per calpestare il Natale.
Non a chi ha appoggiato o ha girato lo sguardo davanti alla carneficina di bambini sulla Striscia di Gaza.
Non a chi ha fatto finta di credere che le vittime civili dell'offensiva israeliana non fossero volute.
Non al ministro che ha risposto a un giornalista che gli chiedeva di Gaza: «Tu non fai il sacerdote, no?» (cfr. Report, 3 novembre 2024).
Non alla presidente del consiglio che ha sperperato il denaro degli italiani per finanziare un governo illegittimo affinché potesse portare avanti la guerra più insensata dell'ultimo mezzo secolo.
Non a chi ha deliberatamente creato nel discorso politico una confusione paragonabile a quella del sedicente "psichiatra anti-islamico" che ha guidato a tutta velocità l'automobile... su una folla di tedeschi.
Non ai giornalisti che vanno a caccia della verità dovunque essa sia, ma solo per nasconderla e attaccare chi la diffonde (a , b) .
Non ai giornalisti che non hanno detto una sola parola sui loro colleghi deliberatamente uccisi in Palestina.
Non ai medici che prima di fare un'operazione a un cardiopatico vogliono che si "metta in regola" con le vaccinazioni, e altrimenti lo cancellano dalla lista d'attesa.
Non agli accademici che assistono tranquilli o contribuiscono attivamente allo stupro della scienza, della cultura, e perfino della lingua italiana.
Non a chi ha distrutto per sempre il Natale di centinaia di migliaia di bambini, torturandoli, mutilandoli fisicamente e psichicamente, abusando della loro fragilità, e pretendendo pure di atteggiarsi a difensore dei "diritti delle minoranze".
Non a chi sfrutta anche il Natale per calpestare il Natale.
Trtworld
Ex-US soldier says Israel targets Gaza civilians on purpose - TRT World
“They are bombing homes knowing how many children were actually inside”
American veteran Josephine Guilbeau tells TRT World that the Israeli army deliberately targets Palestinian civilians despite having the technology to see who is in the buildings they…
American veteran Josephine Guilbeau tells TRT World that the Israeli army deliberately targets Palestinian civilians despite having the technology to see who is in the buildings they…
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Scienza e Democrazia
Buon Natale, ma non a tutti. Non a chi ha appoggiato o ha girato lo sguardo davanti alla carneficina di bambini sulla Striscia di Gaza. Non a chi ha fatto finta di credere che le vittime civili dell'offensiva israeliana non fossero volute. Non al ministro…
Telegram
Giubbe Rosse
ISRAELE COLPISCE UN VEICOLO CHE PORTAVA LA SOPRASCRITTA IDENTIFICATIVA "PRESS" E AMMAZZA CINQUE GIORNALISTI
Cinque giornalisti sono rimasti uccisi - bruciati - nel bombardamento israeliano contro il loro veicolo di fronte all'ospedale di Al-Awda, a Al-Nusairat…
Cinque giornalisti sono rimasti uccisi - bruciati - nel bombardamento israeliano contro il loro veicolo di fronte all'ospedale di Al-Awda, a Al-Nusairat…
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Scienza e Democrazia
Buon Natale, ma non a tutti. Non a chi ha appoggiato o ha girato lo sguardo davanti alla carneficina di bambini sulla Striscia di Gaza. Non a chi ha fatto finta di credere che le vittime civili dell'offensiva israeliana non fossero volute. Non al ministro…
Telegram
Giuseppe Salamone
In prima fila alla messa della notte di Natale come se nulla fosse. Mentre tace davanti a bambini fatti a pezzi. Mentre si volta dall'altra parte davanti a uno sterminio che si sta consumando grazie anche a lei. Perché l'apparire è più importante dell'essere.…
🤬3
C'è una donna che onora l'Italia, ma di cui non si parla? E se sì, come mai?
Purtroppo, invece di donne di reale valore, a essere nominate ai vertici della politica, del diritto e dell'economia nazionali e internazionali sono di regola figure moralmente e intellettualmente risibili - e quindi facilmente strumentalizzabili.
E, come se non bastasse, sulle donne di cui dovremmo veramente essere orgogliosi scende il silenzio dei media, che, se pure ne parlano, lo fanno solo per denigrarle.
Un esempio da manuale è Francesca Albanese (per inciso votata persona ONU dell'anno da PassBLue [*] : ne avete sentito parlare al "TG-qualcosa"?...), di cui è altamente raccomandabile a tutti , ma in particolare ai nostri parlamentari e - ci vorrà perdonare - al garante della Costituzione, la lettura e la meditazione di questa limpida e inconfutabile intervista.
[*] PassBlue
Purtroppo, invece di donne di reale valore, a essere nominate ai vertici della politica, del diritto e dell'economia nazionali e internazionali sono di regola figure moralmente e intellettualmente risibili - e quindi facilmente strumentalizzabili.
E, come se non bastasse, sulle donne di cui dovremmo veramente essere orgogliosi scende il silenzio dei media, che, se pure ne parlano, lo fanno solo per denigrarle.
Un esempio da manuale è Francesca Albanese (per inciso votata persona ONU dell'anno da PassBLue [*] : ne avete sentito parlare al "TG-qualcosa"?...), di cui è altamente raccomandabile a tutti , ma in particolare ai nostri parlamentari e - ci vorrà perdonare - al garante della Costituzione, la lettura e la meditazione di questa limpida e inconfutabile intervista.
[*] PassBlue
Il manifesto in rete
Francesca Albanese: "Il genocidio come cancellazione coloniale" - Il Manifesto in rete
Una navicella rossa che sfida il mare in tempesta dell'informazione, in direzione sempre ostinata e contraria!
👍2👏2
Scienza e Democrazia
Esempio. Chi sono i senzatetto? Ti licenziano, non hai più mezzi di sostentamento, ti sfrattano. Così, nel più pieno rispetto della legge, diventi uno degli oltre 50.000 senzatetto (dati 2015) in Italia. Sono di più dove fa più freddo, e gli uomini (probabilmente…
Imola Oggi
Ostia, senzatetto trovato morto nel suo giaciglio • Imola Oggi
Sarà l'autopsia a stabile le cause e l'orario del decesso. Fra le ipotesi quella del possibile malore dovuto anche alle basse temperature.
🤬1😢1😡1
Scienza e Democrazia
lettera bibl.pdf
Governi eversivi. 4.2 Il caso del contante. Un esempio (seguito).
Dato il carattere del tutto trasparente di quanto da me fatto notare, pensavo che mi sarebbe arrivata in pochi giorni una risposta positiva, accompagnata magari da un ringraziamento per aver contribuito a correggere un comportamento illegale continuativo e basato, come pensavo di aver chiarito, su un’errata interpretazione della normativa.
Dopo oltre due settimane, non avendo ricevuto alcun riscontro (a parte le ricevute elettroniche), ho pensato che, nonostante non fossero ancora trascorsi i 30 giorni ammissibili per una risposta scritta da parte della PA, la Biblioteca potesse aver tacitamente corretto la propria prassi.
Così il 13 febbraio 2024, mi sono recato alla Biblioteca (alla stessa ora) portando con me i tre libri e l’avviso di pagamento.
Ho ripetuto la richiesta di pagare in contanti. Le due addette (diverse da quelle del 24 febbraio) hanno telefonato al loro superiore ricevendone conferma che dovevano rifiutare il pagamento in contante.
Allora ho restituito i tre libri e copia dell’ordine di pagamento, chiedendone ricevuta.
Le addette mi hanno risposto che non potevano, sul momento, rilasciarmi una ricevuta (!), ma che potevano mandarmela per posta elettronica, cosa che avrebbero fatto entro pochi giorni, comunicandomi l’annullamento dell’acquisto. Ho dato loro, a scanso di disguidi, due miei indirizzi di posta elettronica, compreso quello di pec.
Con pacatezza ho poi sottolineato anche a loro, lasciando perché potessero verificare quanto da me detto una copia della pec del 25 gennaio (che agli addetti allo sportello, mi hanno detto, non era stata comunicata), che rifiutando il contante commettevano anche loro un reato, e di questo erano personalmente responsabili. Nessuna reazione.
Ad oggi, dopo ben 10 mesi, non ho mai ricevuto:
- né la ricevuta di avvenuta restituzione dei tre libri e la comunicazione dell’annullamento dell’acquisto;
- né, cosa ben più grave, una risposta dalla Responsabile dell’Area Servizi alla Persona, e di cui esplicitamente avevo fatto richiesta.
Nel frattempo avevo però deciso di seguire anche un altro percorso. [segue]
Dato il carattere del tutto trasparente di quanto da me fatto notare, pensavo che mi sarebbe arrivata in pochi giorni una risposta positiva, accompagnata magari da un ringraziamento per aver contribuito a correggere un comportamento illegale continuativo e basato, come pensavo di aver chiarito, su un’errata interpretazione della normativa.
Dopo oltre due settimane, non avendo ricevuto alcun riscontro (a parte le ricevute elettroniche), ho pensato che, nonostante non fossero ancora trascorsi i 30 giorni ammissibili per una risposta scritta da parte della PA, la Biblioteca potesse aver tacitamente corretto la propria prassi.
Così il 13 febbraio 2024, mi sono recato alla Biblioteca (alla stessa ora) portando con me i tre libri e l’avviso di pagamento.
Ho ripetuto la richiesta di pagare in contanti. Le due addette (diverse da quelle del 24 febbraio) hanno telefonato al loro superiore ricevendone conferma che dovevano rifiutare il pagamento in contante.
Allora ho restituito i tre libri e copia dell’ordine di pagamento, chiedendone ricevuta.
Le addette mi hanno risposto che non potevano, sul momento, rilasciarmi una ricevuta (!), ma che potevano mandarmela per posta elettronica, cosa che avrebbero fatto entro pochi giorni, comunicandomi l’annullamento dell’acquisto. Ho dato loro, a scanso di disguidi, due miei indirizzi di posta elettronica, compreso quello di pec.
Con pacatezza ho poi sottolineato anche a loro, lasciando perché potessero verificare quanto da me detto una copia della pec del 25 gennaio (che agli addetti allo sportello, mi hanno detto, non era stata comunicata), che rifiutando il contante commettevano anche loro un reato, e di questo erano personalmente responsabili. Nessuna reazione.
Ad oggi, dopo ben 10 mesi, non ho mai ricevuto:
- né la ricevuta di avvenuta restituzione dei tre libri e la comunicazione dell’annullamento dell’acquisto;
- né, cosa ben più grave, una risposta dalla Responsabile dell’Area Servizi alla Persona, e di cui esplicitamente avevo fatto richiesta.
Nel frattempo avevo però deciso di seguire anche un altro percorso. [segue]
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Chi è il "genitore responsabile", quando si tratta di vaccini pediatrici?
Da un articolo pubblicato il 30 maggio 2017 [*]:
«Ma l'idea che genitori i quali si sono documentati e hanno cercato di decidere consapevolmente debbano essere considerati come “meno" responsabili di chi ha invece firmato liberatorie senza porsi problemi è palesemente assurda.
Piuttosto, andrebbe rovesciata: dovrebbe cioè essere considerato un grave indizio di irresponsabilità genitoriale il portare un bambino di pochi mesi a vaccinarsi senza sapere nemmeno contro che cosa, e firmare la liberatoria senza aver letto e compreso il foglietto illustrativo che il produttore è obbligato dalla legge ad allegare alla confezione.
Se ci sono genitori da segnalare al Tribunale dei Minorenni, dovrebbero essere questi.»
La dottoressa Tenpenny spiega molto semplicemente perché ogni genitore (realmente) responsabile dovrebbe interrogarsi seriamente sull'opportunità del calendario vaccinale destinato a suo figlio.
[*] 30 maggio 2017.
Da un articolo pubblicato il 30 maggio 2017 [*]:
«Ma l'idea che genitori i quali si sono documentati e hanno cercato di decidere consapevolmente debbano essere considerati come “meno" responsabili di chi ha invece firmato liberatorie senza porsi problemi è palesemente assurda.
Piuttosto, andrebbe rovesciata: dovrebbe cioè essere considerato un grave indizio di irresponsabilità genitoriale il portare un bambino di pochi mesi a vaccinarsi senza sapere nemmeno contro che cosa, e firmare la liberatoria senza aver letto e compreso il foglietto illustrativo che il produttore è obbligato dalla legge ad allegare alla confezione.
Se ci sono genitori da segnalare al Tribunale dei Minorenni, dovrebbero essere questi.»
La dottoressa Tenpenny spiega molto semplicemente perché ogni genitore (realmente) responsabile dovrebbe interrogarsi seriamente sull'opportunità del calendario vaccinale destinato a suo figlio.
[*] 30 maggio 2017.
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Malori improvvisi - La nuova normalità
Dottoressa sherri tenpenny: "Se un bambino riceve tutti i vaccini previsti dal programma, riceve quasi 13.000 microgrammi di alluminio e quasi 600 microgrammi di mercurio, oltre a oltre 200 sostanze chimiche diverse."
"Ecco perché non è mai stato dimostrato…
"Ecco perché non è mai stato dimostrato…
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Una giornalista italiana è stata arrestata a Teheran...
... e 201 sono stati uccisi, a partire dall'ottobre 2023, sulla Striscia di Gaza.
Il caso della prima ha riempito i nostri (tele)giornali, con i rituali riferimenti alla libertà di stampa, che non sarebbe riconosciuta in Iran mentre lo sarebbe in Italia.
La distinzione non è così in bianco/nero se Reporter Senza Frontiere, che pure colloca l'Iran al 174mo posto della sua classifica (uno sotto la Cina), mette però l'Italia al 57mo posto, mentre, ad esempio, la Svizzera sta al 14mo posto, la Slovenia al 35mo... e l'Ungheria al 56mo.
Invece sui 201 giornalisti assassinati dall'esercito israeliano non è stata versata dai principali media nemmeno una lacrima.
E, nonostante dispiaccia sapere che un giornalista sia in qualsivoglia modo impedito dal fare il suo lavoro, il ritratto più esatto della giornalista arrestata e il commento più adeguato sul suo caso sono in questa nota di Davide Rossi (in parte ripresa da Byoblu - va detto, perché prevediamo che nessun altro telegiornale lo farà).
... e 201 sono stati uccisi, a partire dall'ottobre 2023, sulla Striscia di Gaza.
Il caso della prima ha riempito i nostri (tele)giornali, con i rituali riferimenti alla libertà di stampa, che non sarebbe riconosciuta in Iran mentre lo sarebbe in Italia.
La distinzione non è così in bianco/nero se Reporter Senza Frontiere, che pure colloca l'Iran al 174mo posto della sua classifica (uno sotto la Cina), mette però l'Italia al 57mo posto, mentre, ad esempio, la Svizzera sta al 14mo posto, la Slovenia al 35mo... e l'Ungheria al 56mo.
Invece sui 201 giornalisti assassinati dall'esercito israeliano non è stata versata dai principali media nemmeno una lacrima.
E, nonostante dispiaccia sapere che un giornalista sia in qualsivoglia modo impedito dal fare il suo lavoro, il ritratto più esatto della giornalista arrestata e il commento più adeguato sul suo caso sono in questa nota di Davide Rossi (in parte ripresa da Byoblu - va detto, perché prevediamo che nessun altro telegiornale lo farà).
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Controinformazione.news
Ieri sera, Israele ha bombardato una sede stampa appartenente al canale Al-Quds Today di fronte all'ospedale Al-Awda nel campo di Al-Nuseirat, nella parte centrale di Gaza.
I primi resoconti parlano di 5 palestinesi uccisi e i cui corpi completamente carbonizzati…
I primi resoconti parlano di 5 palestinesi uccisi e i cui corpi completamente carbonizzati…
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Scienza e Democrazia
Governi eversivi. 4.2 Il caso del contante. Un esempio (seguito). Dato il carattere del tutto trasparente di quanto da me fatto notare, pensavo che mi sarebbe arrivata in pochi giorni una risposta positiva, accompagnata magari da un ringraziamento per aver…
Governi eversivi. 4.3 Il caso del contante. Un esempio (seguito).
Il secondo percorso fu di rivolgermi al Difensore Civico Regionale (DCR), che fin dalla denominazione sembrava potesse permettere un esito più rapido e produttivo.
Gli mandai il 3 marzo un resoconto dell'accaduto, con la documentazione rilevante, chiedendo appunto un suo intervento. Concludevo la mia lettera come segue:
«Il cittadino che non può o non desidera pagare tramite la piattaforma PagoPA (o pagare qualche ricevitoria ecc. che lo faccia per lui) viene danneggiato,
- non solo perché gli si richiede un pagamento aggiuntivo, benché modesto, per una transazione per cui non sarebbe necessario,
- non solo perché non può semplicemente comprare, come in qualsiasi altro negozio (e come mi era accaduto di fare in passato nella stessa Biblioteca) i libri nel momento in cui gli vengono consegnati (in altre parole, non acquista, ma contrae un debito),
- non solo perché non può tenersi, in buona coscienza, libri che pensava di poter acquisire senza connivenza con una forma insidiosa di cattiva amministrazione,
ma, molto di più:
- perché si vede negato un diritto, quello che giustifica il suo portare con sé banconote e monete, attribuendo ad esse il potere d’acquisto riconosciuto dalla legge;
- perché deve testimoniare la violazione (anzi, il totale disprezzo) da parte di un ufficio di Pubblica Amministrazione di leggi tuttora in vigore, con tentativi di coinvolgerlo in ciò che, in tutta evidenza, è un reato;
- perché una sua lettera formale, con cui intende contribuire a ristabilire la legalità in un caso particolare, non riceve alcuna risposta, in violazione di un’altra legge: quella sulla trasparenza della PA.»
Stavolta la risposta arrivò. [segue]
Il secondo percorso fu di rivolgermi al Difensore Civico Regionale (DCR), che fin dalla denominazione sembrava potesse permettere un esito più rapido e produttivo.
Gli mandai il 3 marzo un resoconto dell'accaduto, con la documentazione rilevante, chiedendo appunto un suo intervento. Concludevo la mia lettera come segue:
«Il cittadino che non può o non desidera pagare tramite la piattaforma PagoPA (o pagare qualche ricevitoria ecc. che lo faccia per lui) viene danneggiato,
- non solo perché gli si richiede un pagamento aggiuntivo, benché modesto, per una transazione per cui non sarebbe necessario,
- non solo perché non può semplicemente comprare, come in qualsiasi altro negozio (e come mi era accaduto di fare in passato nella stessa Biblioteca) i libri nel momento in cui gli vengono consegnati (in altre parole, non acquista, ma contrae un debito),
- non solo perché non può tenersi, in buona coscienza, libri che pensava di poter acquisire senza connivenza con una forma insidiosa di cattiva amministrazione,
ma, molto di più:
- perché si vede negato un diritto, quello che giustifica il suo portare con sé banconote e monete, attribuendo ad esse il potere d’acquisto riconosciuto dalla legge;
- perché deve testimoniare la violazione (anzi, il totale disprezzo) da parte di un ufficio di Pubblica Amministrazione di leggi tuttora in vigore, con tentativi di coinvolgerlo in ciò che, in tutta evidenza, è un reato;
- perché una sua lettera formale, con cui intende contribuire a ristabilire la legalità in un caso particolare, non riceve alcuna risposta, in violazione di un’altra legge: quella sulla trasparenza della PA.»
Stavolta la risposta arrivò. [segue]
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Cecilia Sala e la dignità nazionale.
È stato compilato un florilegio di interventi nell'ultimo paio d'anni sulla situazione russo-ucraina e mediorientale della giornalista del Foglio arrestata a Teheran.
Sono citazioni utilissime non solo per farsi un'idea della professionalità di Cecilia Sala, ma anche per capire come mai gli Stati Uniti si siano già "scoperti", e abbiano chiesto all'Iran che «la liberi subito».
Come osservato da vari commentatori, il destino di Sala è nelle mani degli USA, che avevano fatto arrestare in Italia il 16 dicembre un cittadino iraniano-svizzero all'aeroporto di Malpensa. Questi sarebbe stato coinvolto, secondo gli USA, in un commercio di droni usati contro soldati USA in Giordania. Il governo USA ne ha chiesto all'Italia l'estradizione.
Staremo a vedere se il governo a presidenza Fratelli d'Italia mostrerà, nella decisione da prendere entro dieci giorni dalla richiesta, una piccola - ma non irrisoria - frazione della dignità nazionale mostrata da Bettino Craxi nel 1985.
Secondo alcuni, la strada più sicura sarebbe in effetti farsi guidare da quanto sostenuto dalla stessa Sala al tempo della crisi italo-indiana causata dai due fucilieri di marina (i "marò").
In un momento cruciale di tale crisi, l'11 marzo 2013, per esempio, scriveva:
«Salvare due persone giocandosi la propria affidabilità significa metterne in pericolo molte di più».
È un principio senz'altro ragionevole (ancor più nelle circostanze in cui fu formulato, e per le quali si rinvia alla cronologia ).
Ci dobbiamo quindi chiedere: lo si potrebbe applicare nel caso stesso della giornalista che lo formulò e aspettare, per la sua liberazione, un cedimento da parte degli USA (cioè la rinuncia all'estradizione)?
Oppure l'inaffidabilità internazionale italiana (in questo caso dal punto di vista dell'Iran) nell'ultimo decennio è arrivata a un tale punto di non ritorno da rendere inapplicabile il principio, e possibile quindi compiacere servilmente gli USA, sia pure non tentando nemmeno di salvare una o più vite?
È triste, ma nell'Italia attuale dei falsi sovranisti una tale domanda non solo può, ma deve essere posta.
È stato compilato un florilegio di interventi nell'ultimo paio d'anni sulla situazione russo-ucraina e mediorientale della giornalista del Foglio arrestata a Teheran.
Sono citazioni utilissime non solo per farsi un'idea della professionalità di Cecilia Sala, ma anche per capire come mai gli Stati Uniti si siano già "scoperti", e abbiano chiesto all'Iran che «la liberi subito».
Come osservato da vari commentatori, il destino di Sala è nelle mani degli USA, che avevano fatto arrestare in Italia il 16 dicembre un cittadino iraniano-svizzero all'aeroporto di Malpensa. Questi sarebbe stato coinvolto, secondo gli USA, in un commercio di droni usati contro soldati USA in Giordania. Il governo USA ne ha chiesto all'Italia l'estradizione.
Staremo a vedere se il governo a presidenza Fratelli d'Italia mostrerà, nella decisione da prendere entro dieci giorni dalla richiesta, una piccola - ma non irrisoria - frazione della dignità nazionale mostrata da Bettino Craxi nel 1985.
Secondo alcuni, la strada più sicura sarebbe in effetti farsi guidare da quanto sostenuto dalla stessa Sala al tempo della crisi italo-indiana causata dai due fucilieri di marina (i "marò").
In un momento cruciale di tale crisi, l'11 marzo 2013, per esempio, scriveva:
«Salvare due persone giocandosi la propria affidabilità significa metterne in pericolo molte di più».
È un principio senz'altro ragionevole (ancor più nelle circostanze in cui fu formulato, e per le quali si rinvia alla cronologia ).
Ci dobbiamo quindi chiedere: lo si potrebbe applicare nel caso stesso della giornalista che lo formulò e aspettare, per la sua liberazione, un cedimento da parte degli USA (cioè la rinuncia all'estradizione)?
Oppure l'inaffidabilità internazionale italiana (in questo caso dal punto di vista dell'Iran) nell'ultimo decennio è arrivata a un tale punto di non ritorno da rendere inapplicabile il principio, e possibile quindi compiacere servilmente gli USA, sia pure non tentando nemmeno di salvare una o più vite?
È triste, ma nell'Italia attuale dei falsi sovranisti una tale domanda non solo può, ma deve essere posta.
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Comitato per il Donbass Antinazista - Notizie sulla guerra in Ucraina
🇮🇹🤡🇮🇱🇺🇦 LE PERLE DI CECILIA SALA, LA PIÙ BRAVA CHEERLEADER DELLA NATO
👌 "Improbabili grandi avanzate russe in Ucraina"
👍 "La Nato si rafforza a est per scongiurare la guerra mondiale"
🤣 "No, la Russia non ha già vinto"
🛩 "Kyiv libera pezzi di cielo. C'è aria…
👌 "Improbabili grandi avanzate russe in Ucraina"
👍 "La Nato si rafforza a est per scongiurare la guerra mondiale"
🤣 "No, la Russia non ha già vinto"
🛩 "Kyiv libera pezzi di cielo. C'è aria…
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Una domanda legittima con una risposta facile, ovvero la democrazia come retorica.
Un giornalista irlandese ha posto il seguente quesito: se UE e NATO sono così ossessionati con la democrazia, perché non indicono un referendum tra i loro cittadini con una semplice domanda?
La domanda è:
«Vuoi continuare a finanziare la guerra in Ucraina?»
La risposta al perché questo referendum non si fa è, però, ancora più semplice: perché l'esito sarebbe scontato - e negativo.
Questa non è una semplice impressione soggettiva.
In forma di sondaggio un quesito analogo ("siete a favore di dare appoggio all'Ucraina fino al ritiro della Russia, anche se ciò significa che la guerra dura più a lungo?") è stato posto (in forma di scelta tra due opzioni) da YouGov.
Il risultato, rilanciato e commentato su molti siti, è inequivocabile.
A favore della continuazione degli aiuti militari al governo ucraino sono stimate le seguenti percentuali:
▪️Svezia: 50%
▪️Danimarca: 40%
▪️Gran Bretagna: 36%
▪️Germania: 28%
▪️Spagna: 25%
▪️Francia: 23%
▪️Italia: 15%
È chiaro che la stragrande maggioranza in tutti questi paesi, tranne l'ambiguo risultato svedese, è contro la continuazione della guerra.
E in Italia il consenso è minimo, nonostante un sistema dei media ufficiali che
- ha fatto di tutto per travisare la vera posta in gioco nel conflitto russo-ucraino,
- ha sbagliato con finalità propagandistiche tutte le possibili previsioni militari,
- per quasi due anni, ha raccontato una serie di fantasie palesemente insostenibili su specifici episodi della guerra (l'attentato ai gasdotti Nord Stream del 26 settembre 2022 diventerà un classico dei libri di testo sulla disinformazione),
e tuttora si guarda bene dall'ammettere il proprio clamoroso fallimento su tutta la linea, dalle competenze geopolitiche di base all'integrità professionale.
A questo punto dovrebbe essere chiaro a tutti che cosa intendeva Giorgia Meloni nello scorso settembre quando affermava che lei non si fa guidare dai sondaggi, perché si sente una «leader» e non una «follower».
Nel dire ciò, esibiva la sua ambizione a far parte della cerchia criminale che, nel cosiddetto "Occidente", disprezza e calpesta la democrazia nel proprio paese, ma cita la volontà di "esportarla" come motivazione delle proprie guerre imperialistiche - dirette, per procura, o "colorate".
Con i risultati catastrofici che vediamo con la massima chiarezza da più di trent'anni, a partire dalla Prima Guerra del Golfo (1990-91).
Un giornalista irlandese ha posto il seguente quesito: se UE e NATO sono così ossessionati con la democrazia, perché non indicono un referendum tra i loro cittadini con una semplice domanda?
La domanda è:
«Vuoi continuare a finanziare la guerra in Ucraina?»
La risposta al perché questo referendum non si fa è, però, ancora più semplice: perché l'esito sarebbe scontato - e negativo.
Questa non è una semplice impressione soggettiva.
In forma di sondaggio un quesito analogo ("siete a favore di dare appoggio all'Ucraina fino al ritiro della Russia, anche se ciò significa che la guerra dura più a lungo?") è stato posto (in forma di scelta tra due opzioni) da YouGov.
Il risultato, rilanciato e commentato su molti siti, è inequivocabile.
A favore della continuazione degli aiuti militari al governo ucraino sono stimate le seguenti percentuali:
▪️Svezia: 50%
▪️Danimarca: 40%
▪️Gran Bretagna: 36%
▪️Germania: 28%
▪️Spagna: 25%
▪️Francia: 23%
▪️Italia: 15%
È chiaro che la stragrande maggioranza in tutti questi paesi, tranne l'ambiguo risultato svedese, è contro la continuazione della guerra.
E in Italia il consenso è minimo, nonostante un sistema dei media ufficiali che
- ha fatto di tutto per travisare la vera posta in gioco nel conflitto russo-ucraino,
- ha sbagliato con finalità propagandistiche tutte le possibili previsioni militari,
- per quasi due anni, ha raccontato una serie di fantasie palesemente insostenibili su specifici episodi della guerra (l'attentato ai gasdotti Nord Stream del 26 settembre 2022 diventerà un classico dei libri di testo sulla disinformazione),
e tuttora si guarda bene dall'ammettere il proprio clamoroso fallimento su tutta la linea, dalle competenze geopolitiche di base all'integrità professionale.
A questo punto dovrebbe essere chiaro a tutti che cosa intendeva Giorgia Meloni nello scorso settembre quando affermava che lei non si fa guidare dai sondaggi, perché si sente una «leader» e non una «follower».
Nel dire ciò, esibiva la sua ambizione a far parte della cerchia criminale che, nel cosiddetto "Occidente", disprezza e calpesta la democrazia nel proprio paese, ma cita la volontà di "esportarla" come motivazione delle proprie guerre imperialistiche - dirette, per procura, o "colorate".
Con i risultati catastrofici che vediamo con la massima chiarezza da più di trent'anni, a partire dalla Prima Guerra del Golfo (1990-91).
Telegram
Tutti i fatti
✒️Il giornalista irlandese Chay Bowes, in uno dei suoi post su X, ha invitato i Paesi dell'UE e della NATO a indire referendum per chiarire la posizione dei propri cittadini nei confronti del sostegno all'Ucraina.
“Se l'UE e la NATO sono così ossessionate…
“Se l'UE e la NATO sono così ossessionate…
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