Scienza e Democrazia
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Scienza e Democrazia
Scuola di giornalismo - La differenza tra cronaca e letteratura fantastica. Spesso capita di leggere notizie, regolarmente riprese da numerose testate, che non hanno nemmeno il sentore della verosimiglianza. Esse gettano però luce sull'incapacità delle…
Altri particolari...

A questo punto, della vicenda dovrebbe interessarsi il Vaticano... o la Digos:

«[...] i racconti fatti dalla bimba, salvata a largo di Lampedusa dall'equipaggio del Trotamar III della ong CompassCollective, sembrano non tornare con i dati oggettivi derivanti dal referto medico stilato dai sanitari del poliambulatorio. La piccola non è risultata essere in stato di ipotermia [...]

L'acqua del Mediterraneo al momento ha una temperatura che arriva al massimo a 18 gradi, e secondo alcuni medici la bambina non poteva sopravvivere più di 15 ore
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Le forze dell'ordine a "difesa" del Politecnico di Torino...

...contro gli studenti che manifestavano a favore della Palestina - ma...

...non avevano avvisato!
...non avevano concordato il percorso!

Sicuramente la Questura avrebbe proposto una brillante alternativa - chissà, a Trofarello o a Chivasso, e tutto sarebbe filato senza il minimo intoppo alla circolazione o l'ombra di un tafferuglio.

È l'età giovanile che fa fare certe scelte avventate, come andare a protestare in vie e modalità che possano far accorgere della protesta. Ma la vera protesta - questi ragazzi devono impararlo, con le buone... o con i manganelli - è quella che passa inosservata.

Che poi si protesti contro lo sterminio di Gaza, a cui il nostro governo e la benemerita società Leonardo stanno volenterosamente collaborando, ciò non importa. Il buono studente è quello che si fida che il suo governo lavori per il bene della nazione, e soprattutto per la pace.

Quella eterna delle vittime innocenti della folle venalità bellicista?
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Jabalia, citta della Striscia di Gaza.

Com'era prima e com'è adesso, dopo che Israele vi ha portato la sua "democrazia" - anche con il nostro aiuto.

Ma il problema italiano è che ci siano studenti che protestano contro questo scempio, perpetrato nel silenzio di un'opinione pubblica inebetita e con la connivenza di una classe dirigente cooptata da capitale straniero.
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L'Accademia dei Lincei, il covid-19 e Dante Alighieri.

Nella Dichiarazione sulla sanatoria delle sanzioni sull'obbligo vaccinale firmata dall'Accademia Nazionale dei Lincei (AL), si legge che l'annullamento delle multe

«avrebbe un potenziale impatto diseducativo sui cittadini, declassando l’obbligo vaccinale a scelta opzionale, con conseguenze gravemente dannose per l’individuo che rifiuta tale obbligo e per tutta la comunità.

Inoltre, rendere di fatto non sanzionabile l’obbligo vaccinale minerebbe dalle fondamenta qualunque serio piano governativo di preparazione a un’eventuale, prossima pandemia.»


Quali sono le premesse sottintese di questo argomento?

1) Avrebbe un «potenziale impatto diseducativo» lasciare che il cittadino decida liberamente, con l'aiuto degli specialisti in cui ha fiducia, a quale trattamento medico sottoporsi: cioè sarebbe «diseducativo» rispettare il principio fondamentale del consenso informato, che chiaramente viene indebolito ogni volta che lo si condiziona con minacce, discriminazioni, multe.

2) Il solo o principale strumento per combattere un'«eventuale», ma per l'AL - non si sa in base a quale divinazione - «prossima pandemia», sarebbe la vaccinazione di massa.

Vaccinazione con quali prodotti? Non è detto. Per l'AL sembra che basti che qualcosa sia chiamato "vaccino" perché vada bene. E così bene che per la sua somministrazione si possa far leva su ricatti sociali e pecuniari.

Per dissipare ogni dubbio l'AL prosegue con un'affermazione che chiunque abbia una minima conoscenza della letteratura (fin dalla fine del 2020!) sarebbe in grado di smentire:

«L’Accademia ricorda l’indiscutibile efficacia clinica e la sicurezza dei vaccini sviluppati durante la pandemia Covid-19, in particolare del vaccino a mRNA in uso al momento dell’obbligo vaccinale

Che un'accademia delle scienze anche solo utilizzi la parola «indiscutibile», e lo faccia per giunta su una delle tesi epidemiologiche più dibattute e fragili della storia della medicina dell'ultimo mezzo secolo, non depone bene sulla sua solidità di giudizio.

Il testo prosegue dicendo che in base a «stime attendibili [...] la campagna di vaccinazione a livello europeo ha salvato almeno 10 milioni di vite, soprattutto tra le persone più anziane e fragili

Sono stime così attendibili che secondo l'OMS - non esattamente un osservatore neutrale - le vite salvate sarebbero 7 volte di meno: 1,4 milioni, e secondo il più recente lavoro di modellistica nella letteratura apologetica, sarebbero 1,6.

Del valore scientifico di studi di questo tipo mi sono già occupato, e non ritornerò sui dettagli. Basta qui notare che:

- studi fondati su un concetto così viscido come "mortalità per covid-19" sono sostanzialmente inutili, dato che non considerano l'unico parametro rilevante e oggettivo, che è la mortalità per tutte le cause;

- quando (come nel secondo studio citato) si ammette che non si è potuto tener conto della diversa «capacità dei sistemi sanitari, variazioni sociali e demografiche come privazioni ed etnicità, o l'uso di antivirali e altri medicinali sulla mortalità», si riduce a zero il già scarso valore iniziale del progetto di ricerca.

E che c'entra Dante Alighieri?


L'attuale presidente dell'Accademia dei Lincei è un noto esperto di filologia romanza, e autore di un libro intitolato Dante poeta-giudice del mondo terreno.

Non gli farò quindi il torto di ricordargli dove il Sommo Poeta collochi i consiglieri fraudolenti.
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Scienza e Democrazia
Come convincere i cittadini a non credere più nella via giudiziaria alla giustizia, e a passare alle vie di fatto. Un importante contributo a tale obiettivo è stato dato dalla Corte d'assise d'appello di Lecce, che ha annullato la sentenza di primo grado…
Un sistema giudiziario disfunzionale è criminogeno.

Anno 2017. Un cittadino italiano contesta una multa ricevuta per aver superato di 20 minuti il tempo di sosta dell'auto a pagamento. La multa, di 22 euro, gli sembra eccessiva, e il giudice di pace, in prima istanza, gli dà ragione.

Anno 2024. Il comune di LIvorno si era appellato, e 7 anni dopo vince l'appello.

Adesso il cittadino si trova accollate anche le spese legali.

Da 22 euro che erano, ora deve pagare 1562 euro, e si trova pure con un inizio di procedura di pignoramento.

Il cittadino, pur amareggiato, ha promesso che pagherà.

A questo punto siamo pronti per porci una domanda:

- Come mai il presunto assassino dell'amministratore delegato di una compagnia di assicurazioni sanitarie negli Stati Uniti sta ricevendo, da un po' tutto il mondo, espressioni di solidarietà?
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Di che cosa si fida chi si fida della "scienza"?

Chi dice: "Io mi fido della scienza" confonde un problema con la sua soluzione.

Anche se la "scienza" si esprimesse in maniera univoca, ancora sarebbe necessario indagare su quale sia la natura di tale univocità prima di adottarla a fondamento della propria fiducia.

Nella maggior parte dei casi reali che interessano le scelte collettive, per giunta, la "scienza" non si esprime in maniera univoca.

Quindi, prima di fidarsi della "scienza", bisogna decidere di quale scienza fidarsi.

Uno stimolo alla riflessione, con utili riferimenti, è fornito dal seguente comunicato del Comitato Internazionale per l'Etica della Biomedicina (CIEB).

Tuttavia, dove definisce «“scientismo”» come «la nuova religione fondata sul credere a ogni costo a ciò che gli scienziati dicono al di là e al di fuori di ogni evidenza, in base alle circostanze e, se del caso, contraddicendosi», il comunicato aggira un punto cruciale: non esiste, in generale, un soggetto collettivo definibile come «gli scienziati».
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Scienza e Democrazia
Un sistema giudiziario disfunzionale è criminogeno. Anno 2017. Un cittadino italiano contesta una multa ricevuta per aver superato di 20 minuti il tempo di sosta dell'auto a pagamento. La multa, di 22 euro, gli sembra eccessiva, e il giudice di pace, in prima…
Esempio. Chi sono i senzatetto?

Ti licenziano, non hai più mezzi di sostentamento, ti sfrattano.

Così, nel più pieno rispetto della legge, diventi uno degli oltre 50.000 senzatetto (dati 2015) in Italia.

Sono di più dove fa più freddo, e gli uomini (probabilmente in nome del patriarcato, sempre sia maledetto...) sono due volte più delle donne:

«La città più colpita dal problema senzatetto è Milano, con più di 12.000 persone. Segue Roma con quasi 8 000 persone senza fissa dimora. Poi Palermo ne conta circa 3.000, Firenze circa 2.000, e Torino più di 1.900.

Nord Italia: 22. 215 senzatetto
Centro Italia: 11.548 senzatetto
Sud Italia: 6.478 senzatetto
»

E, una volta diventato un senzatetto, la notte, prima di metterti a dormire su una panchina senza sapere se la mattina dopo sarai ancora vivo, ti conforta sapere che il tuo governo, per la fine dell'anno, manderà il decimo «pacchetto» di aiuti militari all'ex presidente ucraino.

Se così decide «la persona più potente in Europa», che per giunta è una donna (nonché madre e cristiana), sarà certamente questa la scelta più giusta su come investire il denaro dei contribuenti italiani.
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La falsa testimonianza al tempo dei media.

Tutti sanno che mentire a un pubblico ufficiale è un reato, e non solo in tribunale.

Chi sono i pubblici ufficiali? Un sito giuridico [*] cita dalla normativa: sono

«coloro che esercitano una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa».

Il sito dà, a titolo esemplificativo, la seguente lista di pubblici ufficiali:

«il controllore del treno o dell’autobus; i consulenti tecnici; i periti d’ufficio; gli ufficiali giudiziari; deputati e senatori; i curatori fallimentari; i medici dell’ospedale che rivestono un ruolo apicale (ad esempio il primario); il messo comunale; gli ispettori e gli ufficiali sanitari; i notai; gli avvocati di Stato; il sindaco; gli assessori ed i consiglieri comunali; i vigili del fuoco; i magistrati; gli insegnanti delle scuole pubbliche; gli agenti di Polizia locale; gli appartenenti alle forze dell’ordine, quindi il poliziotto, il carabiniere, il militare della Guardia di Finanza; gli impiegati delle dogane; il comandante della nave; le guardie giurate (nei limiti dell’esercizio delle loro funzioni di prevenzione e repressione dei reati contro i beni mobili e immobili affidati alla loro sorveglianza).»

Questa lista fa sorgere un problema che si potrebbe chiamare di "autoreferenzialità": i soggetti qui elencati che dichiarino il falso in un contesto in cui rivestono il ruolo pubblico corrispondente, commettono anch'essi un reato?

Per esempio: commettono o no un reato

- deputati e senatori,
- sindaci,
- assessori e consiglieri comunali,
- magistrati,
- appartenenti alle forze dell’ordine
,

che dichiarino il falso durante un'intervista che li chiama in causa per il ruolo pubblico che rivestono e che viene trasmessa, con loro piena consapevolezza, da un canale televisivo pubblico?

La risposta è ovvia: sì, lo commettono, perché la platea di coloro i quali possono essere fuorviati dalla loro dichiarazione include potenzialmente pubblici ufficiali - per esempio magistrati o colleghi interessati, per la loro funzione, alla verità di quanto detto da - poniamo - un deputato o un sindaco durante l'intervista in questione.

Per non dire dei cittadini, la cui stessa vita quotidiana (e lo stesso obbligo di dire il vero a un pubblico ufficiale!) dipende dall'assunzione di attendibilità dei pubblici ufficiali, e ricevono quindi sicuramente un danno, diretto o indiretto, ogni qual volta uno di questi mente in una materia che riguardi la sua funzione pubblica.

Fatta questa doverosa premessa, sottoponiamo ai giuristi e ai parlamentari il seguente video, che prova, oltre ogni ragionevole dubbio, un caso gravissimo di falsa testimonianza da parte di un personaggio politico che occupa attualmente un'importante carica nel governo nazionale: e che la occupa anche grazie alla dichiarazione falsamente smentita.

Ci sarà qualcuno che vorrà impegnarsi a non lasciarlo impunito, se non altro per non abbandonare al ludibrio le istituzioni?

[*] https://www.laleggepertutti.it/451498_cosa-rischia-chi-dichiara-il-falso
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È legittimo commissionare l'assassinio di un capo politico di un paese con cui si è in guerra?

Fin da tempi remoti ci si è chiesti se non fosse più ragionevole sostituire una guerra in atto o potenziale tra due stati con un conflitto limitato a loro rappresentanze (cfr. Orazi e Curiazi), o addirittura a un duello tra capi dei rispettivi paesi nemici (cfr. libro III dell'Iliade).

L'esistenza stessa di tradizioni leggendarie di questo tipo testimonia l'antichità di una diffusa percezione della guerra come intrinsecamente assurda se concepita in quanto «mezzo di risoluzione delle controversie internazionali» (per citare la Costituzione italiana).

Collegata a tale giudizio è la riflessione che una guerra è - si può dire quasi per definizione - l'esito di una trattativa diplomatica fallita.

E perché mai chi è responsabile di tale fallimento,

- o per incapacità,
- o per favorire soggetti che sulla guerra lucrano in senso economico oppure politico,
- o per adesione a ideologie fanatiche spesso non condivise dalla maggioranza del suo popolo,

dovrebbe essere tutelato e addirittura uscire indenne
da una catastrofe umanitaria qual è sempre, in definitiva, il bilancio di una guerra?

Perché non prendere di mira proprio lui prima che la guerra entri nella sua fase "calda" e faccia migliaia o milioni di morti tra persone che non hanno avuto alcun ruolo nelle trattative?

È quanto meno immaginabile, ad esempio, che una Germania senza Hitler non avrebbe forse nemmeno cominciato, e verosimilmente, anche dopo lo scoppio di quella che oggi è detta II guerra mondiale (GM), non promosso uno sforzo bellico sulla scala di quello di Hitler.

È tuttavia singolare che, nonostante le considerazioni precedenti, l'offensiva di uno stato contro un altro raramente abbia preso come obiettivo prioritario la dirigenza dello stato nemico, a cui ha anzi, a conclusione della guerra, concesso anche favorevoli buonuscite.

Esempi famosi sono l'esilio olandese dell'imperatore Guglielmo II alla fine della I GM, e la continuazione sul trono, a tempo indefinito, dell'imperatore giapponese Hirohito alla fine della II GM - ambedue morti in tarda età e di malattia. (Un caso diverso è quello di omicidi °mafiosi° con sottofondo razzista, come accaduto con Saddam Hussein e Gheddafi).

Alla luce di queste considerazioni, colpisce la pesante approvazione con cui il Times ha commentato l'attentato che ha ucciso il generale Kirillov a Mosca, verosimilmente commissionato dal governo (illegittimo) di Kiev, non senza collaborazioni e intese estere:

«Oltre ad essere un criminale di guerra, Kirillov era un bugiardo al servizio della barbarie. È servito come portavoce della propaganda del Cremlino secondo cui il governo di Kiev sta pianificando segretamente attacchi chimici e nucleari.

Queste affermazioni fraudolente sono state progettate per coprire la violazione delle norme internazionali da parte del regime di Putin. Non c'era alcuna possibilità che Kirillov affrontasse la giustizia, e il suo omicidio mirato, che non ha danneggiato alcun passante civile, è assolutamente difendibile. Fungerà da avvertimento e deterrente per gli altri plenipotenziari del regime di Vladimir Putin che non possono sfuggire alla punizione per i loro crimini


In altre parole, secondo questa dottrina delle relazioni internazionali, eliminare "chirurgicamente" i capi del paese nemico - in particolare quelli definibili come «bugiard[i] al servizio della barbarie» o «portavoc[i] della propaganda» - si può considerare «assolutamente difendibile». [continua]
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È legittimo commissionare l'assassinio di un capo politico di un paese con cui si è in guerra? Fin da tempi remoti ci si è chiesti se non fosse più ragionevole sostituire una guerra in atto o potenziale tra due stati con un conflitto limitato a loro rappresentanze…
[segue]
Si potrà applicare lo stesso criterio di valutazione anche nei riguardi di assassini idealistici come il giustiziere di Manhattan?

"Stranamente" la reazione in quest'ultimo caso è stata molto diversa, almeno da parte del governatore della Pennsylvania:

«in America, non uccidiamo le persone a sangue freddo per risolvere differenze politiche o esprimere un punto di vista».

Ne dobbiamo concludere che Henry Kissinger, i presidenti Bush padre e figlio, i Clinton marito e moglie, Barack Obama, Joe Biden, Donald Trump (si ricordi l'assassinio del generale iraniano Soleimani) ecc. siano tutti stati uomini di sangue bollente?

A quanto pare gli assassini di Kirillov - uno è già stato arrestato - avevano avuto la promessa, a "servizio" compiuto, di 100.000 dollari e un salvacondotto per un paese UE.

Diciamocelo: sono costi perfettamente sostenibili... e non solo da parte di Stati, ma anche di ricchi privati - anche molto meno opulenti di un Elon Musk, un Bill Gates, un Jeff Bezos.

Magari copribili anche con raccolte di fondi da parte di gruppi di comuni cittadini... Si aprirebbero nuove prospettive al terrorismo politico "dal basso".

Insomma, se, invece della via principe, che è quella diplomatica, con la massima trasparenza e partecipazione dei popoli, dovesse prendere piede la via del regolamento di conti

-
tra classi dirigenti di paesi "nemici",
- o tra bande all'interno di una stessa classe dirigente,
- o tra cittadini e classi dirigenti,

allora le dirigenze del blocco anglo-americano-sionista - per non dire delle nullità da loro cooptate in colonie come l'Italia - avranno ben poco di cui rallegrarsi.
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È possibile mettere fine alla guerra russo-ucraina in un giorno?

Sì, e l'ha spiegato con la consueta lucidità dimostrata fin dall'inizio su questa materia l'economista e diplomatico Jeffrey Sachs.

(No, non è mandando il decimo «pacchetto» di aiuti militari al governo illegittimo di Kiev).
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Scienza e Democrazia
I nodi vengono al pettine... ...nonostante i tentativi del giornalismo di regime di negare l'evidenza. In breve: l'UE sta appoggiando in Ucraina un secondo colpo di stato, che ha avuto luogo nel maggio di quest'anno.
Ennesima conferma...

...di ciò che qui stiamo dicendo da mesi.

Si può considerare, peraltro, un fatto di alto significato simbolico che la nostra presidente del Consiglio (tecnicamente legittima, ma a quanto pare oggetto di sfiducia da parte della maggioranza degli italiani) sia stata seduta durante la cena organizzata dalla NATO accanto all'illegittimo (tecnicamente e nel senso di una democrazia sostanziale) Zelensky.

Purtroppo questo disonorevole accostamento non riguarda solo la figura politica della signora Meloni, ma la dignità della nostra repubblica.
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Governi eversivi. 1. L'inversione della gerarchia delle norme.

L'eversione politica non avviene soltanto attraverso tentativi di rovesciare governi legittimi, da parte di gruppi interni o di governi esteri.

C'è infatti un tipo di eversione attuata da un governo legittimo, e con la quale questo espande abusivamente i propri poteri, promuovendo comportamenti illegali nella cittadinanza, senza passare per la via costituzionalmente obbligata dell'approvazione parlamentare di modifiche delle leggi vigenti.

La tecnica più utilizzata è quella dell'inversione nella gerarchia delle fonti del diritto.

Il caso più semplice è emanare atti amministrativi che contraddicono leggi vigenti. È chiaro che tali atti sono, in linea di principio, automaticamente nulli. Ma solo in linea di principio: quello secondo cui un atto giuridico di rango inferiore non può prevalere su uno di rango superiore se sono in conflitto.

Per esempio, una circolare non può prevalere su una legge.

Esempi di questo tipo sono stati tristemente frequenti nella stagione "pandemica", con l'uso smodato del dispositivo del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (dpcm).

Tale uso fu tempestivamente e limpidamente stigmatizzato in una sentenza del 29 luglio 2020 del giudice di pace di Frosinone. Eppure ciò non bastò ad arrestare il flusso di questi provvedimenti, applicati come se avessero forza di legge, e addirittura una forza tale da conculcare diritti costituzionali.

In generale, senza

1) una diffusa resistenza popolare a questa strategia di esautoramento del parlamento da parte del governo, e

2) senza un'efficiente azione della magistratura (e nella stagione "pandemica" non ci sono state né l'una né l'altra),

il suo scopo nel breve termine sarà raggiunto: creare una situazione di fatto compiuto che renda futile, perché tardiva, qualsiasi futura sentenza avversa da parte di organismi giudiziari superiori. [continua]
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Scienza e Democrazia
Governi eversivi. 1. L'inversione della gerarchia delle norme. L'eversione politica non avviene soltanto attraverso tentativi di rovesciare governi legittimi, da parte di gruppi interni o di governi esteri. C'è infatti un tipo di eversione attuata da un…
Governi eversivi. 2. La burocrazia contro il diritto.

Spieghiamo il meccanismo con un esempio di fantasia (...ma non troppo!).

Supponiamo che un dirigente di una scuola secondaria emetta una circolare secondo cui gli studenti di madrelingua non italiana non si possono iscrivere al suo istituto.

Ciò facendo, egli viola una legge importante: addirittura un articolo della Costituzione (l'art. 3). Ciò non significa che la sua decisione sia necessariamente irragionevole: nondimeno, il dirigente non può prenderla, e se la prende essa è, in linea di principio, automaticamente nulla.

Ma che cosa succederà in pratica?

Poniamo che un genitore straniero voglia iscrivere il figlio a quella scuola. Il sito internet per l'iscrizione gli rifiuta l'approvazione della domanda. Può anche darsi che la ragione del rifiuto non venga fornita esplicitamente, solo che lui non riesce a "procedere con l'iscrizione".

Allora si mette in contatto con la segreteria della scuola per capire che cos'è che non funziona.

Supponiamo che sia abbastanza fortunato e riesca, dopo un po', a parlare con una persona in carne ed ossa.

Tipicamente non sarà il dirigente, ma un impiegato. Questi gli rivela che il problema sta appunto nella nazionalità della madre del ragazzo, e che se avesse cercato per bene nel sito dell'istituto avrebbe pure trovato la circolare al riguardo...

Alla protesta che impedire l'iscrizione su tale basa viola la legge, l'impiegato risponde che queste sono le indicazioni date dal suo superiore, e che lui non può farci niente.

Al genitore si aprono allora due alternative.

1) Può decidere di provare con un'altra scuola. Questa magari non fa problemi, e l'iscrizione va a buon fine. In tal caso per lui la questione è finita.

Gli resta l'amarezza che suo figlio sia stato iniquamente discriminato, e lo sconvolgimento della scelta inizialmente fatta.

2) Può decidere di denunciare il dirigente scolastico. Non essendo un giurista, va da un avvocato, e questo gli dice che ha perfettamente ragione a sporgere denuncia. Dà quindi mandato all'avvocato di procedere in tal senso.

Passa un mese, due mesi… la denuncia viene accettata dalla procura.

La non archiviazione è già un piccolo risultato, ma... l'iscrizione del figlio non può aspettare. Chissà, magari dopo un anno sarà emessa una sentenza favorevole. Ma il ragazzo che farà durante quell'anno? Scuola familiare? Allora il genitore, prudentemente, sonda la disponibilità di altre scuole. Cioè torna all'alternativa 1).

Conclusione: anche di fronte a una palese violazione a suo danno di leggi inequivocabili e in vigore, il cittadino, davanti all'ostruzionismo della burocrazia, che funziona per circolari e direttive interne, è sostanzialmente indifeso.

In altre parole i provvedimenti amministrativi, in un clima di diserzione civica degli impiegati, che "obbediscono agli ordini", prevalgono in pratica sulle leggi.

Ovviamente la situazione peggiora quando tali provvedimenti non sono iniziative illegali di singoli dirigenti, ma vengono caldamente suggerite, per così dire, con atti amministrativi provenienti da qualche ministero, come adesso vedremo. [continua]
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