Scienza e Democrazia
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La NATO e le università italiane con sedi o distaccamenti in Emilia-Romagna (e molto altro).

Come premessa alla lettura dell'allegato si ricordi il parere espresso da Robert Kennedy Jr sulla NATO.

E non si invochi il «percorso denominato NATO/Macrocrimes» dell'università di Ferrara per evitare all'università italiana la giusta condanna per il suo opportunismo e servilismo: il segno "/" inserito nella denominazione sta infatti a indicare che non dei macrocrimini della NATO si tratta, ma dei macrocrimini secondo la NATO.
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Ma anche le scuole secondarie si danno da fare...

...per educare le giovani generazioni alla guerra.

Eppure Sigonella sarebbe stato il luogo adatto, al contrario, per tenere una conferenza agli studenti su che cosa succedeva quando avevamo una classe politica che, con tutti i suoi difetti, aveva il senso della dignità nazionale e, se usava il termine "sovranità", sapeva che cosa stava dicendo.
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Una bellissima pubblicità: la cittadina parla chiaro al medico vaccinatore, in alcuni casi anche suo amico...

….e questi, che ha fatto suo, profondamente, il significato del consenso informato, le risponde in maniera professionale e responsabile.

Da far vedere a tutto il personale medico-sanitario italiano coinvolto nelle campagne vaccinali e pseudovaccinali in corso.

Perché il consenso informato non è una concessione, è un diritto.
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«Matematici contro il genocidio a Gaza».

Già oltre 900 matematici hanno firmato un appello in cui si chiede:

«Ci appelliamo ai nostri colleghi affinché cessino ogni collaborazione scientifica con le istituzioni scientifiche israeliane che non condannino esplicitamente il genocidio a Gaza e la crescente e incessante colonizzazione di Gaza, illegale secondo il diritto internazionale.

Noi li invitiamo ugualmente a fare pressione sulle nostre stesse istituzioni, perché pongano fine, alle stesse condizioni, ai loro accordi di collaborazione, in conformità con i principî del diritto internazionale.

Questa posizione non include, evidentemente, le collaborazioni individuali con colleghi israeliani, 3400 dei quali hanno peraltro firmato coraggiosamente un appello alla comunità internazionale, che intendiamo sostenere, "per intervenire immediatamente applicando contro Israele ogni sanzione possibile al fine di ottenere un cessate il fuoco immediato tra Israele e i suoi vicini, e ciò per il futuro dei popoli che vivono in Israele/Palestina e nella regione, e al fine di garantire il loro diritto alla sicurezza e alla vita"».
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Chi ha votato la conferma della von der Leyen alla presidenza della Commissione Europea?

Questa votazione del Parlamento europeo è particolarmente significativa, perché tutti quelli che hanno partecipato al voto sapevano che la candidata alla presidenza è una corrotta, sotto processo penale, e accusata di complicità in crimini di guerra e genocidio .

Hanno votato a favore, degli eurodeputati italiani:

- tutti e 24 i deputati di Fratelli d'Italia.

- tutti e 8 i deputati di Forza Italia.

- tutti tranne due (cioè 19) i deputati del PD.

Per i nomi si veda qui.
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Chi ha votato la conferma della von der Leyen alla presidenza della Commissione Europea? Questa votazione del Parlamento europeo è particolarmente significativa, perché tutti quelli che hanno partecipato al voto sapevano che la candidata alla presidenza è…
E non è un caso che il partito di Giorgia Meloni ha votato a favore.

«Meloni, la criminale politica.
Oggi molti italiani hanno paura di parlare per paura di essere assassinati dai servizi segreti israeliani o di perdere il lavoro. Contro il terrore che si diffonde nella società libera, fatemi dire alcune cose.

Essendo coinvolti nel crimine politico del genocidio, Giorgia Meloni e Antonio Tajani sono due criminali politici che hanno le mani sporche del sangue dei bambini palestinesi per avere dato a Netanyahu, a sterminio in corso, le seguenti armi: bombe, granate, siluri, mine, missili, cartucce ed altre munizioni, proiettili e loro parti, per un valore di 730.869,5 euro a dicembre 2023, quasi raddoppiati a 1.352.675 euro a gennaio 2024. Dunque, l’espressione “criminale politico”, riferito a Giorgia Meloni e Antonio Tajani, è resa possibile dall’uso appropriato dei concetti delle scienze sociali. [...]
Alessandro Orsini»
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«La fuga dalla mobilitazione in Ucraina - morti di cui nessuno si assume la responsabilità - i nazisti sono i primi a scappare dal campo di battaglia - crollo del buon senso nei media occidentali - è urgente la pace» «"Stiamo assistendo a un'ondata di diserzioni…
In Ucraina adesso i "sorci" sono i giovani...

...che non vogliono essere mandati al macello.

Bande di reclutatori rastrellano uomini per l'esercito in ogni luogo e contesto:

- fabbriche
- concerti
- palazzetti dello sport
- feste di matrimonio
- locali notturni
- strade

suscitando rivolte di cui nessuno dei nostri principali media parla (anche in Galizia, «la regione più anti-russa dell'Ucraina»), e reazioni a mano armata dei renitenti.

Ma il governo USA non è soddisfatto e chiede di far scendere l'età per il reclutamento a 18 anni. Il governo ucraino: si può fare, ma prima mandateci più armi...

In televisione i giornalisti di regime spiegano come sia bello, anzi «stupendo», morire al fronte, e si portano avanti con il lavoro proponendo che l'età dell'arruolamento si possa abbassare a 14 anni.

Ovviamente in questa prigione a cielo aperto in cui è stata trasformata l'Ucraina è fiorito tutto un mercato delle tangenti per ricevere esenzioni dal servizio militare, e qualcuno approfitta della disperazione dei suoi concittadini per arricchirsi.

La fuga da una guerra insensata è diventata da mesi in Ucraina un fenomeno di massa, represso con brutalità e disprezzo per le famiglie che si vedono rapire un marito, un padre, un figlio, un fratello.

I nostri principali media non ne hanno parlato quasi mai, per impedire all'opinione pubblica di rendersi conto che siamo complici con un governo illegittimo e odiato dell'annientamento della popolazione ucraina.

Si può solo sperare che un giorno i mostri, tra i quali la «criminale politica» che abbiamo la disgrazia di avere alla presidenza del consiglio, che hanno chiamato tutto ciò "lotta per la libertà" siano chiamati a rendere conto delle loro infami scelte.
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Dalla 73ma in poi si vedrà...

Ma quelli che ancora acquistano certi giornali li leggono?

Se sì, ritengono in generale degno di fiducia e di stima chi fa propaganda di guerra spacciandola per informazione?
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In Ucraina adesso i "sorci" sono i giovani... ...che non vogliono essere mandati al macello. Bande di reclutatori rastrellano uomini per l'esercito in ogni luogo e contesto: - fabbriche - concerti - palazzetti dello sport - feste di matrimonio - locali…
E mentre la vita dei cittadini ucraini è diventata un inferno concentrazionario, che cosa fa l'ex presidente Zelensky?

Vive nella più rigorosa sobrietà, come il suo vestiario da uomo di fatica in perenne addestramento militare vorrebbe suggerire?

Si ripromette un futuro di severa riflessione sulle gravi decisioni che - immaginiamo suo malgrado - hanno compromesso, per sempre, l'esistenza di milioni di suoi concittadini?

Non esattamente,

Ha appena comprato un'abitazione in Francia.

Vabbe',
- dirà qualcuno - da qualche parte dovrà pure stare se, per qualche imprevedibile emergenza, per lui diventasse opportuno espatriare, no?

Per la verità, si è scelto un posto non del tutto anonimo: si tratta di una nota località di montagna.

Un eremo!, dirà il qualcuno, adatto all'isolamento meditativo...

Non proprio.

Per essere ancora più precisi, la località è una delle più famose stazioni sciistiche mondiali: Courchevel.

E poi, non si tratta di un eremo, né di un appartamentino: è un grande albergo.

E infine: sì, l'acquisto è stato un vero affare. Ma soprattutto per il venditore.

Al povero Zelensky - l'uomo che per connaturato disprezzo per il lusso esteriore non si metterebbe mai una giacca andando su invito a uno di quegli incontri al vertice dove si decide del destino del mondo - l'albergo è costato un prezzo non proprio irrisorio.

L'ha pagato
88 milioni di euro.

Ottantotto. Milioni. Di euro.

Non è noto quanti ucraini lo sappiano. Soprattutto tra quelli che devono nascondersi per non essere arrestati e trascinati al fronte. O tra i parenti di quelli che al fronte sono morti.

Per molto meno, chissà, in qualcuno di quelli che venissero a saperlo potrebbero sorgere - è solo un'ipotesi, beninteso - cattivi pensieri, e ancor peggiori propositi, che potrebbero minacciare l'incolumità di questo acclamato eroe della libertà e della democrazia.

Ma - ne siamo sicuri - questo qualcuno sbaglierebbe: saranno stati solo i risparmi di una vita di lavoro onesto...
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E mentre la vita dei cittadini ucraini è diventata un inferno concentrazionario, che cosa fa l'ex presidente Zelensky? Vive nella più rigorosa sobrietà, come il suo vestiario da uomo di fatica in perenne addestramento militare vorrebbe suggerire? Si ripromette…
L'origine delle ricchezze dell'attore ed ex presidente Zelensky.

In un articolo del luglio 2022 si legge:

«La rivista Forbes attualmente pone il valore netto di Zelensky tra i 20 e i 30 milioni di dollari - un totale che non potrebbe aver guadagnato soltanto come uomo di spettacolo e attore televisivo.

A quanto si afferma, Zelensky possiede sfarzose proprietà nel centro di Londra, in Italia e a Miami Beach - dove potrebbe ritirarsi se è costretto a scappare dall'Ucraina.
»

Se nel 2024 Zelensky può fare un acquisto di 88 milioni di euro, vuol dire che in circa due anni di guerra del suo paese, le sue ricchezze, già enormi (e l'articolo citato spiega da quali traffici illegali potrebbero derivare), sono almeno triplicate.

Il quadro corrisponde alla lapidaria descrizione della giornalista ucraina Diana Panchenko.
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Il dottor Citro a processo davanti all'Ordine dei medici di Torino.

In questo video Citro legge alcuni passi della replica da lui pronunciata.

Ne emerge un quadro desolante del profilo etico e deontologico di questi organismi disciplinari, arruolati dal governo per perseguitare i medici rimasti fedeli ai loro doveri professionali e umanitari.
Sulla deontologia medica: la sua storia e il suo presente.

Intervento del 14 luglio 2023 al convegno Deontologia medica tra passato e futuro a Trento:

"Il consenso informato come problema epistemologico - I dati del covid-19" .
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Bergamo, 18 marzo 2020.

Nell'aprile 2021 concludevo così uno dei miei molti articoli dedicati nel quadriennio 2020-23 al covid-19:

«Il 18 marzo è stato proclamato giornata nazionale delle vittime del covid-19. La data è quella della terroristica fotografia dei mezzi militari assegnati al trasporto delle bare a Bergamo.

Se invece di sbrigarsi a “smaltire” le salme avessero permesso di eseguire accurate autopsie, avrebbero rispettato i valori del compianto dei defunti e della scienza al tempo stesso.

Considero un’offesa alla memoria delle vittime del covid-19 riservarle una sola data: devono essercene molte. Ma i luoghi appropriati per celebrarle sono le aule di tribunale e i seggi elettorali.
»

Alcuni mesi dopo mi capitò di parlare con una persona ben informata che mi disse che in realtà i furgoni erano vuoti o semivuoti.

Era stata una macabra messinscena per traumatizzare l'opinione pubblica
.

Non mi risulta che qualcuno abbia mai denunciato il regista e il committente di questa scena da film dell'orrore, per procurato allarme (art. 658 codice penale).

Dico "regista" perché certamente le riprese furono fatte "in notturna" da un punto di osservazione molto ben scelto e con le luci giuste. Potrebbe essere stato anche un regista professionista, e sappiamo che il governo per le sue attività di propaganda ha chiesto collaborazioni a famosi artisti, come per l'angosciosa scena dell'abbraccio attraverso un telo di plastica nel video «L'Italia rinasce con un fiore - vaccinazione anti covid-19».

Il 3 maggio 2020 un caporalmaggiore dell'esercito, Tommaso Chessa, aveva pubblicato un messaggio su Facebook dove scriveva:

«Per un istante il silenzio rompe la tua routine, il tuo pensiero si posa su di loro, e realizzi che dentro quel camion non siamo in due, ma in sette…. cinque dei quali affrontano il loro ultimo viaggio… e sì…. l’ultimo».

Quindi Chessa pensava che nel suo furgone ci fossero, oltre a lui e a un collega, 5 bare (da portare «fuori regione, nei forni crematori di altre città», è detto nell'articolo).

Non c'è ragione di dubitare che nemmeno gli autisti dei furgoni sapessero quale fosse la reale entità del loro "carico": è attraverso livelli di consapevolezza tarati sulla posizione gerarchica che si realizzano le malefatte delle organizzazioni piramidali.

La prima volta che di cosa fosse veramente successo quella notte a Bergamo si sia parlato in un contesto pubblico è stata - a mia conoscenza - nella seduta della Commissione parlamentare SARS-CoV-2 del 19 novembre scorso.

L'intervento di Antonio Porto, rappresentante di OSA (Organizzazione Sindacato Autonoma) Polizia, merita di essere ascoltato attentamente dalla prima all'ultima parola, comprese le risposte alle domande - notevole è la sottolineatura dell'inerzia delle procure a cui venivano trasmesse le denunce. Surreale, ma significativa, la domanda dell'onorevole Patuanelli.

A proposito della "notte dei mezzi militarii", Porto ha detto che ognuno di essi conteneva una sola bara, mentre ne avrebbero potute contenere almeno 2-3. La spiegazione che propone per il non essere stato fatto un uso razionale dei furgoni è che si voleva spaventare la gente - con una lunga colonna di mezzi militari che desse l'impressione di un'ecatombe senza precedenti in corso - in modo da preparare la popolazione alla vaccinazione di massa, che era già stata programmata (il vaccino della Pfizer era stato brevettato il 26 novembre 2019, come mette in evidenza il Dr. Gabriele Segalla nella sua importante perizia di parte, citata da Porto).

Ciò che più sorprende, paradossalmente, è che su questa "rivelazione" nessuno dei commissari presenti ritiene di dover chiedere chiarimenti - come se loro non fossero sorpresi. Il solo che sfiora la questione è il presidente Lisei che chiede, genericamente: ma alle forze di polizia gli ordini da dove arrivavano? Ma la risposta, benché istruttiva, non torna sul punto.

Resta la domanda: di fronte all'enormità del reato qui pubblicamente descritto, non c'è ancora nessun magistrato che prenda l'iniziativa di aprire un'inchiesta?
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Le attività della Commissione SARS-CoV-2.

Per le attività di questa Commissione, la lista delle sedute già tenute si trova in un'apposita pagina internet.

Sarà forse per rendere più facile l'accesso ai cittadini ai video di tali sedute che i link ad essi... non si trovano in tale pagina.

Tuttavia i video sono liberamente accessibili, e si trovano tutti in quest'altra pagina.

Quello citato è qui, l'intervento di Porto è quello iniziale.
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Bergamo, 18 marzo 2020. Nell'aprile 2021 concludevo così uno dei miei molti articoli dedicati nel quadriennio 2020-23 al covid-19: «Il 18 marzo è stato proclamato giornata nazionale delle vittime del covid-19. La data è quella della terroristica fotografia…
Supplemento.

L'avv. Mauro Sandri ha scritto un commento in cui fa riferimento a un atto giudiziario depositato da lui stesso e colleghi (Moriggia, Giordano, Picenni, Polacco e Musso) nel marzo 2021 nella forma di causa collettiva e sottoscritto da circa 1000 persone.

La memoria presentata al Tribunale di Roma (che è solo parte della documentazione prodotta) è in forma di lista di domande per la cui determinazione si chiede la convocazione di diversi testimoni, tra cui il generale Figliuolo. Secondo Sandri proprio Figliuolo - per usare la terminologia del mio precedente messaggio - è stato il committente della messinscena, a sua volta su mandato del presidente del consiglio Conte.

Tra le domande da porre ai testimoni da audire:

«68) Vero che Lei era a conoscenza del fatto che le bare sarebbero state fatte sfilare in colonne di camion militari in centro, Viale papa Giovanni XXIII - Bergamo, oltre che nella via di ingresso da Seriate a Bergamo?
68.1) Vero che il transito delle salme per come descritto al capito 68) era stato ordinato da qualcuno?
68.2) Vero che il transito delle salme per come descritto al capito 68) aveva una ragione specifica?
69) Vero che le bare trasportate per ogni camion erano divise in un numero specifico?
70) Vero che in ogni camion c’era una sola bara?
71) Vero che Lei ha preso ordini del Presidente del Consiglio?
71.1) Vero che Le venivano impartiti ordini scritti?
71.2) Vero che gli ordini di cui al capitolo 71.1) erano firmati da qualcuno?»


Ovviamente sarebbe altamente auspicabile che questo processo basato sull'interrogatorio di testimoni chiave della vicenda si celebrasse, e non vogliamo minimamente scoraggiare chi lotta per il suo successo.

Ci sono però alcune perplessità.

1) Fermo restando che ciò che gli avvocati chiedono che si esegua (cioè l'interrogatorio dei testi) è legittimo, non si capisce perché, se avessero trovato qualcuno (un militare, un poliziotto ecc.) disposto a testimoniare positivamente circa, ad esempio, la notte delle bare di Bergamo, non abbiano potuto semplicemente limitarsi a sporgere una denuncia.

E se qualcuno disposto a testimoniare (come adesso ha fatto in Commissione parlamentare il rappresentante di OSA Polizia) non erano riusciti a trovarlo, perché il Tribunale di Roma avrebbe dovuto attivare un'"istruttoria su richiesta"?

2) Dal deposito dell'atto sono passati più di 3 anni, e non c'è stata ancora alcuna udienza. Uno dei testi convocati era Stefano Scoglio. È il caso di parafrasare un motto ippocratico e dire: Iustitia longa, vita brevis.

Del resto, proprio Antonio Porto riferisce che una denuncia di OSA Italia alla Procura di Perugia era stata archiviata in quanto avrebbe comportato un lavoro «abnorme» (minuto 22:50). Se nell'attuale stato della giustizia in Italia basta questo per archiviare una denuncia dettagliata, che cosa si dovrà pensare del destino dell'atto del sestetto di avvocati?

3) Sandri osserva: se invece di 1000 adesioni alla causa collettiva ce ne fossero state un milione, le procure non avrebbero potuto rimanere indifferenti!

All'illustre giurista mi permetto di far notare che se alle ultime elezioni regionali si fosse riusciti a mobilitare in Umbria 150.000 non-elettori (su 335.000 che non sono andati a votare) si sarebbe riusciti a cambiare radicalmente il governo di questa regione, e forse ciò avrebbe avuto contraccolpi positivi - per esempio - anche a livello della Procura di Perugia.

Se la via legale richiede numeri di questa entità per essere efficace, non è chiaro come se ne possa aspettare importanti risultati in un clima di così desolante cedimento generale, a livello di popolazione e di istituzioni, dei presidî della democrazia.
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Supplemento. L'avv. Mauro Sandri ha scritto un commento in cui fa riferimento a un atto giudiziario depositato da lui stesso e colleghi (Moriggia, Giordano, Picenni, Polacco e Musso) nel marzo 2021 nella forma di causa collettiva e sottoscritto da circa…
Supplemento 2.

Esiste un audio corredato da fotografie che conferma che già all'epoca si parlava di furgoni semivuoti (massimo 3 bare), e che il numero di bare non sigillate (81) si erano accumulate nel corso di un mese a Bergamo.

Dall'esercito (chiamato in causa dopo il rifiuto delle pompe funebri per le ragioni spiegate nell'audio) erano arrivati... 40 furgoni, che avrebbero dovuto portarle a Trento per la cremazione.

Un intervento chiaramente sovradimensionato.

Perché 40 furgoni, se non per sfruttare l'occasione di creare paura e angoscia nella collettività nazionale?

Quindi, a quanto pare, le prove della manipolazione dell'opinione pubblica c'erano fin da allora. E c'era anche chi era pronto a fornire tutta la documentazione necessaria. Ma sembra che nessuno sporse denuncia.
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Scuola di giornalismo - Che cosa dice il sondaggio?

Il titolo con cui è riportato è: "Sondaggio Piepoli: Crosetto ministro più gradito", e la notizia è accompagnata da una fotografia del ministro della Difesa, che fa pensare al protagonista, sorridente, del film di animazione Cattivissimo me.

La notizia data da Adnkronos è che queste sono le percentuali (ammesso che il sondaggio sia rappresentativo), in ordine decrescente, degli italiani che hanno «fiducia» nei ministri del governo Meloni:

36%: Crosetto
35%: Giorgetti (economia)
33%: Tajani (esteri), Schillaci (salute), Calderone (lavoro), Abodi (sport)
32%: Zangrillo (pubblica amministrazione)
31%: Nordio (giustizia).

Degli altri ministri poche fonti parlano. E le percentuali non sono le stesse nelle varie fonti. Anche a Crosetto-Giorgetti c'è chi attribuisce non 36%-35%, ma (per esempio Libero) 38%-36%.

Sul sito dell'Istituto Piepoli non si trova niente (la più recente delle «News» è del 28 novembre).

E la Meloni? Orizzonti Scuola riporta un 43%.

Quindi la notizia è:

I 2/3 degli italiani non si fidano dei ministri chiave del governo Meloni, e una netta maggioranza nemmeno della stessa Meloni.

Giudizio sull'obiettività dei media: nessuna delle fonti presenta il sondaggio in questi termini.

Conclusione: la cittadinanza italiana non è così priva di contatto con la realtà come alcuni la vorrebbero, ma permangono minoranze considerevoli di persone disinformate e/o politicamente immature.

Bisognerebbe poi capire quanto ci si debba fidare di certi sondaggi.

Si potrebbe cominciare con il fare un sondaggio su quanto gli italiani si fidano dei sondaggi.

Altrettanti o addirittura gli stessi che si fidano di Tajani e Crosetto?
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L'UE riesce a discriminare non solo i cittadini russi...

...non solo gli scrittori russi (anche dell'Ottocento), ma... anche i cani!

Avremmo voluto considerarla una vittoria inaspettata del movimento animalista internazionale (anche i cani hanno una responsabilità politica?...).

Poi ci siamo rassegnati a trattarlo come l'ennesimo sintomo di una classe dirigente europea priva di buon senso e di dignità.
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La complicità della magistratura nell'oscuramento del danno vaccinale.

L'avv. Renate Holzheisen spiega molto bene come la procedura applicata dai magistrati (ammesso che si riesca ad arrivare fino a loro) ai casi di sospetto danno vaccinale tenda a renderne praticamente impossibile il riconoscimento:

«Non viene disposta automaticamente un’autopsia nel caso di una morte improvvisa di persone giovani “vaccinate” contro il COVID-19 e senza patologie particolari.

In primis tale autopsia dovrebbe essere disposta - nell’ambito della farmacovigilanza - dai responsabili dell’ASL locale e della farmacovigilanza. Ma sono proprio loro in primis a non aver alcun interesse che la verità venga a galla. Stanno ancora adesso propagandando questi sieri della morte in campagne “vaccinali”.

I genitori/parenti - se sono consapevoli che la morte potrebbe essere collegata all’inoculo di queste maledette sostanze sperimentali altamente pericolose (ci sono tantissimi casi in cui tale consapevolezza non c’è! e dunque non c’è la richiesta di autopsia da parte dei parenti!) - devono prendersi un avvocato che spesso deve letteralmente litigare con la Procura territorialmente competente per aver l’autopsia!

E poi, nei rari casi in cui si è riusciti ad avere l’autopsia, c’è l’ulteriore grande problema che i periti nominati dalle Procure (oppure in fase più avanzata del procedimento dal GIP) spesso sono in grave conflitto d’interesse e non hanno alcun interesse che venga confermato l’omicidio con l’inoculo di un cosiddetto “vaccino”-Covid-19 di una persona giovane!

E nella stragrande parte a quei periti mancano le necessarie conoscenze scientifiche. Dunque, senza perito della parte offesa (genitori/parenti) molto preparato sul tema, il procedimento è destinato nel finire senza accertamento del nesso causale.

E persino con periti di parte preparatissimi sul tema, bisogna lottare contro una magistratura che timbra le verità persino emergenti dalla documentazione istituzionale ufficiale come “tesi no vax”, anziché far accertare - sostituendo i propri periti incapaci e/o collusi - la verità materiale.

Dunque, bisogna persino agire legalmente contro magistrati, che per il loro più che evidente pregiudizio mai avrebbero dovuto e potuto ricoprire la funzione di magistrato in questi casi!

Da avvocato che seguo diversi di questi tristi casi devo purtroppo constatare un’enorme responsabilità che la magistratura italiana ha nell’’occultare la più grande strage in tempi non bellici