Scienza e Democrazia
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Papa Francesco si "azzarda" a usare la parola «genocidio»... ...ma con tutta la circospezione che ci aspetteremmo da chi sta maneggiando materiale infiammabile. In ogni caso, parlare di quello che sta accadendo da un anno in Palestina come se fosse un sottile…
E c'è chi ci arriva pure dopo...

...come i salvatori di Ilaria Salis. Tutti, comunque, dopo il rapporto ufficiale dell'ONU sul tema, che dichiara nelle conclusioni (20 settembre 2024):

«Gli sviluppi in questo rapporto portano il Comitato Speciale a concludere che le scelte politiche e le pratiche di Israele durante il periodo trattato nel rapporto sono compatibili con le caratteristiche del genocidio [consistent with the characteristics of genocide].»

Ciò nonostante, ecco Bonelli: «presenteremo una mozione in Parlamento per impegnare il governo a sostenere un’indagine internazionale per appurare se a Gaza sia in atto un genocidio».

Solo che l'indagine internazionale già c'è stata. Pubblicata. Due mesi fa. Con una conclusione che, nella fattispecie, più chiara non si può.

Sì, una volta per tutte: è un genocidio. E ve lo fanno vedere ogni giorno in televisione.
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10.III Elezioni europee Diamo un altro esempio per capire in concreto che cosa significa avere un PE decente e che cosa averne uno indecente (come quello attuale). I nostri principali media, ma anche quelli di altri paesi dell'UE, come la Francia non si…
Aggiornamenti sullo scandalo dell'acquisto dei vaccini Pfizer mediante messaggi privati tra von der Leyen e Bourla.

L'udienza della Corte di Giustizia Europea (CGE) del 15 novembre, di cui i principali media non hanno fatto parola, si è conclusa con un nulla di fatto.

In breve la CGE non ha il potere di imporre la consegna dei famosi sms tra la presidente della Commissione Europea e l'amministratore delegato della Pfizer.

Insomma, sembra proprio che i cittadini europei possano contare su valide tutele contro il malaffare dei loro rappresentanti UE, non importa se questo ha proporzioni e conseguenze del tutto abnormi...

Uno sblocco di questa cortina di omertà si potrebbe avere con gli sviluppi della denuncia penale in Belgio di Frédéric Baldan.
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Falsa testimonianza alla Commissione covid-19. Eppure basta una sola prova contraria per falsificare incontrovertibilmente una proposizione generale. Alla FNOMCeO non lo sanno?
Ecco un altro esempio di medico radiato per non aver seguito l'amichevole "raccomandazione".

«Paracetamolo e non fare un accidente fino a quando non era troppo tardi, quindi, non era un protocollo, qualcosa di cui ci si assume la responsabilità,  ma un fraterno consiglio da collega a collega.

Mi scusi, ma perché avete dato un consiglio di cosi bestiale idiozia
?

[...]   Se era solo un fraterno consiglio, dato oltretutto da gente che deve aver superato patologia medica e farmacologia col 18 e ancora non sa come c’è riuscita,  per quale incredibile motivo noi che abbiamo dato le cure corrette salvando i pazienti siamo stati ripresi e poi radiati? Do quindi per scontato  che entro due giorni, massimo tre riceverò la comunicazione che la mia radiazione è stata annullata.

Se questo non succede, vuol dire che lei parla, come dire, a vanvera
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Brevissime considerazioni sulle elezioni regionali in Umbria.

In Umbria gli aventi diritto al voto erano 701.367. I votanti sono stati 366.815, i non votanti 334.552, calcolati sulla base del dato dell'affluenza, che è stata comunicata come pari al 52,3%. L'ultima volta fu il 64,69%, quindi un grosso crollo percentuale.

L'assegnazione dei seggi è stata: 12 più il presidente di regione alla coalizione a guida PD (detta giornalisticamente "centro-sinistra": ma in realtà né centro, né sinistra - ideologicamente un'ameba, sebbene centro di potere), 8 alla coalizione a guida Fratelli d'Italia (il pellegrinaggio "francescano" di Giorgia Meloni non è bastato).

Questi i voti ottenuti dai candidati alla presidenza regionale, in ordine decrescente. Tra parentesi il numero delle liste a favore di ogni candidato.

Stefania Proietti (7 liste): 182.394
Donatella Tesei (7 liste): 164.727
* * *
Marco Rizzo (2 liste): 3946
Martina Leonardi (1): 1556
Moreno Pasquinelli (1): 896
Giuseppe Paolone (1): 866
Elia Francesco Fiorini (1): 840
Giuseppe Tritto (1): 837
Fabrizio Pignalberi (2): 253

Poiché il 2,5% era la soglia per l'assegnazione dei seggi, tutti i candidati e le liste a parte le prime due non avranno alcuna rappresentanza in Consiglio regionale.

Perché mai le 6 liste a favore di Rizzo, Leonardi, Pasquinelli, Paolone e Tritto non si siano messe d'accordo su un singolo candidato da proporre all'elettorato "antagonista", resta un mistero.

Autolesionismo involontario dettato dal protagonismo di alcuni?

Demolizione programmata dall'interno della possibilità di un'alternativa efficace?

È vero che sommando i voti si sarebbe arrivati al 2,2%, ma probabilmente un profilo unitario della reale opposizione avrebbe attratto molti più elettori, e avrebbe superato la soglia di sbarramento del 2,5%.

Ciò che le liste uscite senza rappresentanti dovrebbero compiere non è - o almeno non solo - un esame di coscienza, ma innanzitutto un'indagine conoscitiva sul non voto: perché non sia andato a votare chi non è andato a votare - quasi 335.000 cittadini umbri!

La spiegazione del "non voto come protesta" è ormai così inconsistente che non può essere presa in seria considerazione, sebbene ci possa ancora essere una minoranza di sprovveduti che veramente credono di creare imbarazzo politico ai vincitori non andando a votare.

Probabilmente il disinteresse per il voto ha altre origini.

In Umbria nella campagna elettorale non si è parlato quasi per niente (con pochissime eccezioni)

- né del biolaboratorio di Lidarno;

- né della complicità delle coalizioni vincitrici nella maligna gestione del covid-19, compresa la persecuzione (tuttora in corso nelle aule giudiziarie) di medici dissidenti o sospettati tali;

- né dell'appoggio che i partiti delle coalizioni vincitrici stanno concordemente dando alla criminale e anticostituzionale politica estera del governo Meloni;

- né della determinazione con cui l'amministrazione regionale stava forzando - ma senza alcuna opposizione da parte dell'"opposizione"- la digitalizzazione della vita dei cittadini, in particolare costringendoli

a) a usare il telefonino anche per sapere se e quando un autobus passerà,

b) a dismettere (contro la legge!) il contante nei pagamenti alla pubblica amministrazione, anche per cifre esigue.

L'impressione che il cittadino sensibile a queste questioni (e se non lo è, commette un grosso errore di prospettiva) potrebbe aver ricevuto è, verosimilmente, che niente di ciò di cui si trattava in campagna elettorale avesse un diretto impatto su di esse.

A questo si aggiunga la gran parte di elettori che non si percepiscono cittadini ma clientes di questo o quel gruppo di potere, dal quale si ripromettono trattamenti di favore - e la spiegazione dell'altrimenti assurdo risultato elettorale comincia a prendere forma.

Insomma, l'ennesima occasione perduta. Che però si potrebbe in parte riscattare con un onesto ripensamento dei contenuti e delle strategie.
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Scuola di giornalismo - «Il presidente Zelensky».

Praticamente tutti i principali media, anche quelli "non allineati", continuano a chiamare Zelensky «il presidente ucraino».

Ecco un esempio da Byoblu del 16 novembre scorso:

«Il presidente ucraino si aspetta che, in caso di colloqui con Mosca, Donald Trump voglia accompagnare un’Ucraina “forte”.»

Ora: Zelensky non è più presidente dell'Ucraina dal 20 maggio scorso.

Non esiste nella Costituzione ucraina, a detta di uno dei suoi autori, un meccanismo di rinnovo che non passi attraverso nuove elezioni.

Che in Ucraina, da allora
, non ci sono mai state.

Il riconoscimento di Zelensky come rappresentante dell'Ucraina va quindi considerato come un'iniziativa di un paese straniero - gli USA, che non a caso si sono ben guardati dall'esigere una normalizzazione dell'assetto costituzionale in Ucraina, con l'indizione di nuove elezioni (anche per il suo parlamento, anch'esso scaduto).

In linguaggio ordinario questo è analogo a un colpo di stato nella forma - meno drammatica di quella più comune, ma più efficace - dell'usurpazione di funzioni.

Quello che succede in Ucraina è analogo a ciò che succederebbe se si disconoscesse negli atti ufficiali l'attuale presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, per il fatto che gli USA riconoscono presidente del Venezuela non Maduro (quello che è stato eletto), ma Edmundo Gonzalez Urrutia (il perdente, oggi in esilio in Spagna). La motivazione di questo disconoscimento, naturalmente, è che le elezioni venezuelane sarebbero state viziate da brogli (come le elezioni presidenziali degli Stati Uniti sono state ripetutamente accusate di esserlo in anni recenti?...).

In breve, i giornalisti che non vogliano partecipare a questo inganno dovrebbero dire "l'ex presidente Zelensky", in modo da permettere agli ascoltatori e ai lettori di rendersi conto, o almeno di interrogarsi, su che cosa stia realmente avvenendo da più di 5 mesi - e quindi anche da molto prima.

Ciò è tanto più importante in quanto l'attore Zelensky (altra denominazione corretta) sta interpretando attualmente, su scritturazione dell'amministrazione USA ancora in carica, una scellerata recita che ha già fatto precipitare il mondo verso la III guerra mondiale.
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Meglio tardi che mai.

L'augurio è che anche i complici tra i governanti dei vari stati del mondo facenti parte della Corte Internazionale di Giustizia, a differenza di Israele, siano portati a rispondere dei loro crimini.

Quelli, per esempio, che hanno mandato armi a Israele nell'ultimo anno: che fosse per accordi precedenti o successivi al 7 ottobre 2023 è del tutto irrilevante.
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Meglio tardi che mai. L'augurio è che anche i complici tra i governanti dei vari stati del mondo facenti parte della Corte Internazionale di Giustizia, a differenza di Israele, siano portati a rispondere dei loro crimini. Quelli, per esempio, che hanno…
Ecco una sintesi su un personaggio che purtroppo rappresenta l'Italia nel mondo.

Alessandro Orsini:
«Oggi Antonio Tajani, il braccio destro di Netanyahu in Europa, è chiuso a nel suo ufficio. Si sta scervellando per capire quale altra decisione dovrà prendere per aiutare Netanyahu nel genocidio del popolo palestinese.

Se il sistema dell'informazione in Italia non fosse corrotto dalla testa ai piedi, Tajani verrebbe continuamente criticato per la sua condotta inqualificabile contro i bambini palestinesi. Ma questo non accade perché l'informazione sulla politica internazionale in Italia funziona come nelle dittature. La sua funzione è di coprire le malefatte dei governanti invece di denunciarle.

Il 28 ottobre 2023, quando Netanyahu radeva al suolo Gaza, Tajani si è rifiutato di votare in favore di una tregua umanitaria all’Onu per interrompere i bombardamenti. In quell’occasione, Tajani ha dichiarato, per bocca dell’ambasciatore italiano all’Onu: “Sempre solidali con Israele; la sicurezza d’Israele non è negoziabile”.

A dicembre 2023 e gennaio 2024, Tajani ha dato a Netanyahu bombe, granate, siluri, mine, missili, cartucce e altre munizioni, proiettili e loro parti, per un valore di 730.869,5 euro a dicembre 2023, quasi raddoppiati a 1.352.675 euro a gennaio 2024.

L’11 gennaio 2024, quando la Corte internazionale di giustizia dell’Aia ha avviato il processo contro Israele per genocidio, Tajani si è schierato al fianco di Netanyahu contro il Sudafrica.

Il 10 maggio 2024 Tajani si è rifiutato di votare in favore di un seggio a pieno titolo per lo Stato palestinese all’Onu. Il 19 maggio 2024, quando il procuratore capo della Corte penale internazionale, Karim Khan, ha chiesto un mandato d’arresto contro Netanyahu, Tajani ha definito la richiesta “del tutto inaccettabile”.

Il 19 settembre 2024 Tajani si è rifiutato di votare in favore di una risoluzione Onu che chiede a Israele di porre fine all’occupazione dei territori palestinesi.

Una delle attività principali di Tajani consiste nel fare pressioni per impedire qualunque indagine sui crimini di Netanyahu a Gaza. Nell’ultimo MeD9 a Cipro, l’11 ottobre 2024, Meloni e Tajani sono riusciti a impedire l’inserimento di un brano contro la vendita di armi a Israele – sollecitato da Macron e Sanchez – nella nota con cui Francia, Italia e Spagna hanno condannato l’attacco israeliano contro Unifil in Libano.

Il 22 ottobre 2024 a Gerusalemme, quando i palestinesi uccisi erano 43.000 [no: molti, molti di più (NdR)] Tajani ha incontrato Netanyahu che ha dichiarato: “Il bombardamento di Gaza è necessario per difendere il diritto d’Israele a difendersi”. Tajani ha detto: “Ho assicurato [a Netanyahu] il sostegno dell’Italia al diritto di Israele di difendersi”.

Tajani si è sempre opposto a qualunque sanzione o misura punitiva contro Netanyahu. Tajani è il braccio destro di Netanyahu in Europa. Parla di “campagne d’odio” mentre sostiene un governo radicato nell’odio e nel razzismo. [...].»
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Scuola di giornalismo - L'importanza della fonte di una notizia.

Ennesimo bombardamento dell'esercito israeliano a Beirut in una zona civile.

Ecco come Byoblu ha dato la notizia:

«Undici morti e almeno 23 feriti. È il bilancio dell’ultimo attacco nella notte di Israele su Beirut, diretto verso un edificio residenziale di otto piani, andato distrutto, nel quartiere al-Basta della capitale libanese.

Nel mirino dei cinque missili di Tel Aviv, Muhammad Haydar, comandante militare dell’organizzazione libanese Hezbollah.»


Il giornalista, nel riferire questa azione terroristica di Israele, assume l'attendibilità del governo israeliano. Ciò che si dice essere stato «nel mirino dei cinque missili» è infatti solo ciò che il governo israeliano ha comunicato, sfruttando la solita, usurata scusante del danno collaterale: sì, sono stati uccisi o feriti civili, ma il nostro obiettivo era un capo militare. (L'hanno colpito? Non lo sanno).

La seconda parte della notizia avrebbe dovuto essere data in una maniera diversa, per esempio così:

"Il governo israeliano ha affermato, come in tanti altri casi simili, che i ben cinque missili lanciati avrebbero avuto come obiettivo non la distruzione di un edificio civile con i suoi inquilini, ma l'uccisione di un comandante militare dell’organizzazione libanese Hezbollah, Muhammad Haydar. Non si sa, peraltro, da fonti indipendenti se Haydar fosse lì, e a maggior ragione se sia stato colpito."

Questa formulazione ha il doppio merito di 1) contestualizzare la notizia, 2) non garantire la fattualità di quanto affermato da personaggi in evidente conflitto di interesse - i quali per giunta, nella fattispecie, sono stati accusati di crimini contro l'umanità e raggiunti da un mandato d'arresto internazionale.
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Dossier stampa definitivo-1.pdf
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La NATO e le università italiane con sedi o distaccamenti in Emilia-Romagna (e molto altro).

Come premessa alla lettura dell'allegato si ricordi il parere espresso da Robert Kennedy Jr sulla NATO.

E non si invochi il «percorso denominato NATO/Macrocrimes» dell'università di Ferrara per evitare all'università italiana la giusta condanna per il suo opportunismo e servilismo: il segno "/" inserito nella denominazione sta infatti a indicare che non dei macrocrimini della NATO si tratta, ma dei macrocrimini secondo la NATO.
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Dossier stampa definitivo-1.pdf
Ma anche le scuole secondarie si danno da fare...

...per educare le giovani generazioni alla guerra.

Eppure Sigonella sarebbe stato il luogo adatto, al contrario, per tenere una conferenza agli studenti su che cosa succedeva quando avevamo una classe politica che, con tutti i suoi difetti, aveva il senso della dignità nazionale e, se usava il termine "sovranità", sapeva che cosa stava dicendo.
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Una bellissima pubblicità: la cittadina parla chiaro al medico vaccinatore, in alcuni casi anche suo amico...

….e questi, che ha fatto suo, profondamente, il significato del consenso informato, le risponde in maniera professionale e responsabile.

Da far vedere a tutto il personale medico-sanitario italiano coinvolto nelle campagne vaccinali e pseudovaccinali in corso.

Perché il consenso informato non è una concessione, è un diritto.
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«Matematici contro il genocidio a Gaza».

Già oltre 900 matematici hanno firmato un appello in cui si chiede:

«Ci appelliamo ai nostri colleghi affinché cessino ogni collaborazione scientifica con le istituzioni scientifiche israeliane che non condannino esplicitamente il genocidio a Gaza e la crescente e incessante colonizzazione di Gaza, illegale secondo il diritto internazionale.

Noi li invitiamo ugualmente a fare pressione sulle nostre stesse istituzioni, perché pongano fine, alle stesse condizioni, ai loro accordi di collaborazione, in conformità con i principî del diritto internazionale.

Questa posizione non include, evidentemente, le collaborazioni individuali con colleghi israeliani, 3400 dei quali hanno peraltro firmato coraggiosamente un appello alla comunità internazionale, che intendiamo sostenere, "per intervenire immediatamente applicando contro Israele ogni sanzione possibile al fine di ottenere un cessate il fuoco immediato tra Israele e i suoi vicini, e ciò per il futuro dei popoli che vivono in Israele/Palestina e nella regione, e al fine di garantire il loro diritto alla sicurezza e alla vita"».
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