Scienza e Democrazia
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Manifestazione a Napoli contro il G7 e per la pace in Palestina.

Mentre la Questura interpreta, come al solito, il proprio ruolo non come garante dei diritti nella sicurezza, ma come garante della sicurezza anche a costo di negare i diritti.

Ma una sicurezza senza diritti, o con un presunto bilanciamento dei diritti che deprime regolarmente quelli di partecipazione, non è una vera sicurezza.

È piuttosto qualcosa come il lockdown della democrazia.
A volte si sente chiedere come si possa valutare l'integrità...

...di un candidato ad elezioni o a rappresentante del "movimento antagonista" in qualche contesto istituzionale.

Poiché alla perfezione si avvicinano in pochissimi, per non essere eccessivamente selettivi è bene specificare

1) il contesto di cui si parla;
2) a partire da quale data.

Il punto 1) è importante perché, per esempio, ci sono persone che sono sinceramente per la cessazione di ogni appoggio militare o politico dell'Italia (compreso, dovrebbe essere inutile dirlo, l'invio di armi) alle guerre in corso, ma che non hanno capito niente di che cosa sia successo nella "stagione pandemica" (o, se lo hanno capito, hanno paura di parlarne - il che è lo stesso).

Il punto 2) tiene conto del fatto che le opinioni delle persone maturano con il tempo, e che, anche quando non cambiano i principî a cui fanno riferimento, possono cambiare i fatti di cui vengono, con il tempo, ad essere informate.

In altre parole, le persone possono cambiare opinione non per opportunismo, ma per ravvedimento: si possono ricredere. E se ciò accade, è ingiusto rinfacciare loro perennemente le precedenti prese di posizione.

Si dirà che è difficile distinguere il cambiamento di opinione per opportunismo o per ravvedimento. È vero, ma esiste un buon criterio: quando la persona ammette, pubblicamente, di avere sbagliato.

Se non lo ha mai fatto, allora il dubbio sulla natura della sua diversa opinione è lecito.

Questa lunga premessa serve per introdurre una questione che raramente viene sollevata a proposito di politici, medici e altri professionisti che hanno preso posizioni nettamente contro la "Certificazione Verde" e gli altri rituali autoritari camuffati come "provvedimenti sanitari" - spesso dopo che la loro categoria era stata presa di mira dalle ultime novità normative.

Le domande da porsi per una valutazione dell'integrità di questi professionisti sono:

a) che posizione presero nel 2017 (o dopo, se pertinente) quando fu in discussione e poi trasformato in legge 119/2017 l'infame decreto Lorenzin che innalzava a 10 (in origine a 12) le vaccinazioni obbligatorie pediatriche?;

b) se furono mai dalla parte sbagliata (cioè lo appoggiarono), ne hanno poi dato pubblicamente conto all'opinione pubblica ammettendo il proprio (grave) errore?

Per fortuna ci sono state persone che, quando c'era solo da perdere, per loro, dal prendere posizione contro il suddetto decreto, la presero in maniera chiara e senza "politicismi".

Il caso di Sara Cunial (eletta alla Camera dei Deputati con il M5S nel marzo 2018) è sicuramente uno dei più indiscutibili.

Merita di essere ricordato sia come termine di paragone, sia per sottolineare che, quando c'era lei, con pochi altri, nel nostro Parlamento, in Italia esisteva ancora un'opposizione parlamentare.

Poi è venuto Di Maio a convincere i cittadini che i loro rappresentanti in Parlamento erano veramente troppi: non ce li potevamo permettere!

E in soccorso della democrazia vacillante arrivarono in seguito i sostenitori della peculiare tesi che meno persone fossero andate a votare, più gli eletti sarebbero stati dubbiosi sulla legittimità dei propri atti istituzionali… e quindi più prudenti e fedeli alla Costituzione?

Ormai siamo in grado di dare una risposta sicura.
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Esattamente come i giornalisti dei nostri telegiornali...

Un giornalista intervista Stoltenberg.... come dovrebbe fare un vero giornalista. È naturale che Stoltenberg rimanga un po' stupito: sono cose che accadono così raramente!
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Rapporto AIFA per i vaccini non covid-19 nel 2022.
1. Vaccinovigilanza attiva.


Il Rapporto AIFA sulle segnalazioni di reazioni avverse di vaccinazioni non covid19 effettuate nel 2022 è particolarmente confortante... nelle intenzioni:

«il tasso di segnalazioni con eventi insorti nell’anno 2022, il tasso di segnalazione è stato pari a 47,8 per 100.000 dosi somministrate (9.077 segnalazioni con eventi insorti nel 2022 / 19 milioni dosi somministrate nel 2022). Considerando solo le segnalazioni con almeno un evento grave, il valore del tasso di segnalazione si riduce a 2,8 per 100.000 dosi somministrate.» [p. 32]

Un tasso di 47,8 significa molto meno di 1 (cioè 0,478) ogni mille dosi. Dire se sia poco o molto non è però, nemmeno a questo livello e contrariamente alle apparenze, così semplice.

L'AIFA in ogni caso sottolinea che:

«Inoltre, considerando che la maggior parte delle segnalazioni proviene da progetti/studi di Farmacovigilanza attiva (83,7% delle segnalazioni totali), i tassi di segnalazione sono fortemente influenzati da queste segnalazioni e saranno ovviamente più alti per quelle tipologie di vaccini per i quali sono attivi specifici progetti.» [ p. 33]

In altre parole: lo dicono anche loro che - come è ben noto - la sorveglianza attiva produce un numero (molto) maggiore di segnalazioni! Ma quante somministrazioni sotto vaccinovigilanza attiva (VA) sono state fatte?

Come osservato qui, e come si può facilmente verificare dal Rapporto (in cui ai dettagli sui progetti di VA sono riservate le striminzite pp. 95-96), l'AIFA non dà questo numero.

Se, per esempio, i progetti di VA hanno riguardato 1 milione sul totale di 19 milioni di dosi somministrate, assunta l'attendibilità della VA (cioè la rappresentatività statistica dei suoi dati), il tasso di segnalazioni in regime di totale VA sarebbe di circa 16 volte (= 0,837x19) maggiore di quanto affermato dall'AIFA.

O qualsiasi altro numero se invece di 1 milione avessimo un numero diverso (e verosimilmente inferiore).

In altre parole, il tasso citato trionfalmente dall'AIFA è privo di significato sulla base dei dati forniti dall'AIFA.

Purtroppo, è difficile pensare che non se ne siano resi conto.
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L'Università italiana sceglie con cura i destinatari delle proprie lauree ad honorem.

Dopo Anthony Fauci, Josep Borrell (si veda qui e qui).

E si veda anche il discorso di accettazione tenuto a Urbino da Borrell.

A questo punto speriamo che qualche Centro Studi per la Pace proponga una laurea onorifica per Ursula von der Leyen e Benjamin Netanyahu. Per l'occasione, si potrebbe far tenere il discorso di elogio accademico a Anthony Blinken.

Nel programma della giornata, i due premiati sarebbero poi intervistati da un giornalista di qualità. Per metterli a loro agio potrebbe chiedere loro, per cominciare: «Vogliamo difendere i bambini palestinesi e metterli nei tunnel?».
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"Fragili" e badanti, ovvero: come si fa a vaccinare chi ha poco tempo?

Facile: basta coglierli al volo...

...e figuriamoci se ti chiedono la spiegazione dettagliata necessaria per dare un consenso (veramente) informato.

Un vantaggio non da poco, quando non sapresti che cosa rispondere.
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Il presidente del Venezuela in difesa dei palestinesi.

Alla riunione dei paesi BRICS a Kazan, Nicolás Maduro ha attaccato duramente l'ONU e la Corte Internazionale di Giustizia, in presenza del segretario generale dell'ONU Antonio Guterres, per la loro inerzia davanti allo sterminio di civili a Gaza e in Libano da parte di Israele:

«Dove sta la Corte Internazionale di Giustizia? O è stata creata solo per perseguitare i paesi del Sud?

Dove sta il sistema di giustizia delle Nazioni Unite? Solo per fare documenti, comunicati? E le vite dei bambini palestinesi non valgono niente?
»

Nel 2020 una commissione dell'ONU aveva accusato Maduro di crimini contro l'umanità.

E nello stesso anno gli USA, sotto la presidenza Trump, avevano messo sulla sua testa una taglia di 15 milioni di dollari, con l'accusa di essere un narcotrafficante.

Quello che è sicuro è che Netanyahu può entrare e uscire dagli Stati Uniti tranquillamente, e gli USA sono pure molto contenti di lui.
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Perché i BRIC, da quattro che erano, sono poi diventati BRICS?

All'inizio erano BRIC come Brasile-Russia-India-Cina.

Poi sono diventati BRICS, con l'aggiunta del Sud Africa.

Dal gennaio di quest'anno il nome è rimasto lo stesso, ma si sono aggiunti Emirati Arabi Uniti, Iran, Egitto e, quasi, Arabia Saudita.

E una quarantina di altri paesi si sono messi in fila d'attesa.

Perché?


Questo intervento di un uomo d'affari statunitense e autore di saggi dà una parte essenziale della spiegazione.

«L'America ha fatto inc**are il resto del mondo.

Abbiamo fatto i prepotenti con questa cosa
[mostra una banconota], adesso siamo un'economia basata sul credito.

Stampiamo denaro fasullo e lo diffondiamo in tutto il mondo.

Ma il resto del mondo, di fatto, sta producendo il cibo, l'oro, l'argento, i macchinari e tutto questo.

Alla fine il resto del mondo ha detto: "Adesso basta!
[...] Basta con questa carta igienica. Ci prendete i nostri materiali, ci prendete la nostra produzione, ci prendete questo, e ci mandate questa spazzatura".»

Domanda: che cosa può avere indotto finora gli altri paesi a cedere i propri beni in cambio di... «spazzatura»?

La risposta permette di far luce sul tipo di politica estera che gli Stati Uniti hanno portato avanti negli ultimi settant'anni.
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Scienza e Democrazia
Come eravamo.
La faida Grillo-Conte - ovvero: ma il Movimento 5 Stelle esisteva ancora?

Ci possono essere diverse opinioni su quando il M5S "delle origini" ha cessato di esistere. (Perché non è che qualcuno pensa che ne sia rimasto qualcosa di più del nome?...)

Per esempio, Messora ricorda il famigerato «Draghi sembra un grillino» - del 2018 - e a tale proposito difende Grillo con lo stravagante argomento che tale frase è «usata oggi per inchiodarlo alle sue responsabilità, dimenticando tuttavia che nelle file grilline che sostenevano il Governo Draghi lui non c’era [...]»: ma Grillo non era il garante?

Il punto che però si continua ad ignorare (non ne fanno parola nessuno dei due-più-uno) è quello che ha determinato il crollo del M5S come movimento per il controllo democratico dell'operato delle istituzioni rappresentative: la presa di posizione, nel 2017, a favore dell'obbligo vaccinale del decreto Lorenzin, nonostante la più forte e numerosa opposizione della base degli iscritti al movimento che si fosse mai vista nella storia del M5S.

E più tardi, con maligna coerenza, l'appoggio - alla fine del 2020 - alla campagna pseudovaccinale covid-19.

Quattro anni dopo Grillo si è ben guardato dall'ironizzare, quanto meno, sulla presenza di Conte nella commissione parlamentare "covid-19". Pensate la sua vis comica quante faville ne avrebbe potuto far sprigionare...

Ecco, in questi momenti di amari rimproveri reciproci, io preferisco ricordarli come nella fotografia sopra riportata: amici...

O compagni di merende?
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Il Comma 22 del "vaccino" covid-19 e del quoziente intelligenza.

Se salti il richiamo del vaccino covid-19, ti si potrà ridurre il QI.

Ma se il QI non ti si è ridotto, salterai il richiamo del vaccino covid-19.
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Scienza e Democrazia
Volete mettere l'Intelligenza Artificiale? Alcuni vantaggi per il datore di lavoro sono innegabili...
Altri vantaggi dell'Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro.

Saremo licenziati con un sorriso.

L'Avatar che ce lo dirà non mostrerà alcun segno di animosità o di imbarazzo verso di noi.

E noi ci sentiremmo profondamente stupidi se ci irritassimo contro di lui ("lui o lei"?...).

A moderare l'entusiasmo per questo evidente progresso tecnologico c'è la circostanza che, senza schermo, qualcosa di analogo già ci accade tutti i giorni.

Per esempio quando chiamiamo un centralino per utenti o consumatori, e ci risponde una voce preregistrata che propone un certo numero di alternative.

Tra le quali non c'è il parlare con un essere umano entro un tempo ragionevole, e meno che mai con un essere umano in posizioni di responsabilità.
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Un sabato mattina a Vicenza, dalle 9 alle 15.

Le parole magiche per attirare persone all'offerta di vaccinazioni anti-influenza e anti-covid-19 sono state quelle classiche della propaganda: gratis e senza prenotazione.

Tra «poco prima delle 9» (diciamo 8.45) e le 15 (chiusura del servizio), si sono vaccinate 430 persone; gli operatori sanitari addetti erano 15.

Quindi, senza considerare i tempi morti della logistica, in media ogni persona ha avuto a disposizione un sanitario per un numero di minuti non maggiore di:

((6x60 + 15) x 15) : 430 = 13 circa.

Ora, in 13 minuti si può certamente:

- far entrare una persona,
- chiederle di identificarsi,
- farla sedere,
- farle scoprire il braccio,
- inoculare un vaccino o due,
- e si può anche, forse, farle leggere e firmare un foglio di consenso informato.

È invece impossibile entrare anche nei dettagli dei rischi e vantaggi per:

- il particolare profilo sanitario della persona che ci si trova davanti,
- e il particolare tipo di preparato da somministrare,

e infine accertarsi della comprensione dell'informazione ricevuta dalla persona, compreso il foglio che ha firmato.

In altre parole, la disponibilità della persona è certa (altrimenti non si sarebbe messa in fila), ma l'informazione alla base di questa è solo presupposta, e non garantita dalle condizioni in cui si è operato.

Pertanto queste 430 persone potrebbero essere altrettanti casi di consenso non informato.

È un'ipotesi di reato che interesserà qualche magistrato?
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I valori dell'Occidente democratico.

180 giornalisti uccisi dagli attacchi dell'esercito israeliano a partire dal 7 ottobre 2023.
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