Antonio La Penna (1925-2024), filologo classico.
Sulla Palestina
«Da vittime a carnefici [2004]
Che le vittime, una volta conquistato il potere, diventino i carnefici non è processo tanto raro nella storia, specialmente nelle rivoluzioni: accadde nella rivoluzione francese, accadde nella rivoluzione russa.
Tuttavia la ripetizione del processo nella Palestina di oggi da parte delle vittime del nazismo è particolarmente allucinante e ripugnante.»
[Aforismi e autoschediasmi, Società Editrice Fiorentina, 2005]
Sulla Palestina
«Da vittime a carnefici [2004]
Che le vittime, una volta conquistato il potere, diventino i carnefici non è processo tanto raro nella storia, specialmente nelle rivoluzioni: accadde nella rivoluzione francese, accadde nella rivoluzione russa.
Tuttavia la ripetizione del processo nella Palestina di oggi da parte delle vittime del nazismo è particolarmente allucinante e ripugnante.»
[Aforismi e autoschediasmi, Società Editrice Fiorentina, 2005]
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Scienza e Democrazia
La Costituzione come esercizio retorico Il presidente della Repubblica, il 15 marzo 2024: «Quel che vi è da bandire dalle Università è l'intolleranza, perché con l'Università è incompatibile chi pretende di imporre le proprie idee impedendo che possa manifestarle…
Il Presidente della Repubblica fa un'affermazione importante, enunciando principî di cui, però, i governi e i rettori universitari in carica durante i suoi mandati presidenziali si erano totalmente dimenticati in questi ultimi anni.
Ci sarà qualche magistrato che comincerà ad occuparsene?
Poiché il principio di non contraddizione nella sfera pubblica, e ancor più in quella istituzionale, è in via di abolizione (di fatto, anche se non ancora per decreto: ma ci si sta arrivando), potrebbe darsi che lo scopo di questo richiamo non sia quello palese, ma piuttosto di ammonire gli atenei che stanno, in varia misura, boicottando le università israeliane.
Altrimenti, leggendo: «Dibattito, critica e dissenso collegati tra gli atenei di tutti i paesi, al di sopra dei confini e al di sopra dei contrasti tra gli stati», si rischia di essere fuorviati.
Per esempio, si può essere indotti a pensare che quando, nel marzo 2022, si impediva un seminario su Dostoevskij (sic!) all'università Bicocca, il presidente Mattarella e il ministro competente fossero intervenuti con fermezza a bloccare tale decisione — presa appunto in ossequio alla linea del governo (ma non dei cittadini italiani) sul conflitto russo-ucraino.
Ahimè: non risulta.
https://www.huffingtonpost.it/politica/2024/04/12/news/luniversita_secondo_mattarella_e_luogo_del_libero_dibattito_anche_nel_dissenso_al_potere_recidere_gli_scambi_non_aiuta-15621458/?ref=huff-da-la-3
Ci sarà qualche magistrato che comincerà ad occuparsene?
Poiché il principio di non contraddizione nella sfera pubblica, e ancor più in quella istituzionale, è in via di abolizione (di fatto, anche se non ancora per decreto: ma ci si sta arrivando), potrebbe darsi che lo scopo di questo richiamo non sia quello palese, ma piuttosto di ammonire gli atenei che stanno, in varia misura, boicottando le università israeliane.
Altrimenti, leggendo: «Dibattito, critica e dissenso collegati tra gli atenei di tutti i paesi, al di sopra dei confini e al di sopra dei contrasti tra gli stati», si rischia di essere fuorviati.
Per esempio, si può essere indotti a pensare che quando, nel marzo 2022, si impediva un seminario su Dostoevskij (sic!) all'università Bicocca, il presidente Mattarella e il ministro competente fossero intervenuti con fermezza a bloccare tale decisione — presa appunto in ossequio alla linea del governo (ma non dei cittadini italiani) sul conflitto russo-ucraino.
Ahimè: non risulta.
https://www.huffingtonpost.it/politica/2024/04/12/news/luniversita_secondo_mattarella_e_luogo_del_libero_dibattito_anche_nel_dissenso_al_potere_recidere_gli_scambi_non_aiuta-15621458/?ref=huff-da-la-3
HuffPost Italia
L'università, secondo Mattarella: "È luogo del libero dibattito, anche nel dissenso al potere. Recidere gli scambi non aiuta la…
Il capo dello Stato ha ricevuto una Laurea magistrale Honoris Causa in Giurisprudenza all'Università di Trieste, accolto dagli applausi degli s…
Dario Miedico vince il ricorso decisivo
Dario Miedico, medico legale ed epidemiologo, tra i fondatori di Medicina Democratica, era stato penalizzato nel 2017 con la più alta delle sanzioni - la radiazione - dall'Ordine dei Medici, per la sua posizione razionale sui vaccini, che ne aveva fatto un punto di riferimento per le cause dei danneggiati da vaccino e che aveva ribadito dopo il decreto Lorenzin.
La sanzione era stata comminata solo un anno dopo che lo stesso Ordine gli aveva dato una medaglia per i 50 anni di iscrizione all'albo!
Il suo ricorso alla "Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie" era stato respinto nel 2021. Dal 7 maggio 2021 la radiazione era diventata esecutiva. Non poteva più esercitare la professione medica.
Ha fatto un nuovo ricorso, questa volta alla Corte di Cassazione, e pochi giorni fa, il 9 aprile, la sua radiazione è stata annullata.
Sette anni per cancellare una sanzione assurda, sia per le motivazioni sia per la severità, e che come tale avrebbe dovuto creare una sollevazione nella comunità medica. Che non c'è stata.
https://t.me/movimentosiamo/3057
Dario Miedico, medico legale ed epidemiologo, tra i fondatori di Medicina Democratica, era stato penalizzato nel 2017 con la più alta delle sanzioni - la radiazione - dall'Ordine dei Medici, per la sua posizione razionale sui vaccini, che ne aveva fatto un punto di riferimento per le cause dei danneggiati da vaccino e che aveva ribadito dopo il decreto Lorenzin.
La sanzione era stata comminata solo un anno dopo che lo stesso Ordine gli aveva dato una medaglia per i 50 anni di iscrizione all'albo!
Il suo ricorso alla "Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie" era stato respinto nel 2021. Dal 7 maggio 2021 la radiazione era diventata esecutiva. Non poteva più esercitare la professione medica.
Ha fatto un nuovo ricorso, questa volta alla Corte di Cassazione, e pochi giorni fa, il 9 aprile, la sua radiazione è stata annullata.
Sette anni per cancellare una sanzione assurda, sia per le motivazioni sia per la severità, e che come tale avrebbe dovuto creare una sollevazione nella comunità medica. Che non c'è stata.
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Scienza e Democrazia
Il risveglio degli studenti universitari. Roma. https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2024/03/25/cambiare-rotta-studenti-occupano-il-rettorato-della-sapienza_01e099b2-0e95-47bd-9782-520526de6580.html
«"Di fronte alla mobilitazione degli studenti di oggi la risposta della Sapienza è stata nuovamente un Senato Accademico blindato e la celere.
L'ateneo è disposto a caricare i propri studenti piuttosto che ascoltare le istanze di migliaia tra studenti, ricercatori e docenti.
La Rettrice si assuma le sue responsabilità: dimissioni immediate!", scrivono i manifestanti al corteo di Roma sui social.»
https://www.ilgiornaleditalia.it/video/cronaca/600456/manganellate-alla-sapienza-polizia-studenti-bando-israele-video.html
L'ateneo è disposto a caricare i propri studenti piuttosto che ascoltare le istanze di migliaia tra studenti, ricercatori e docenti.
La Rettrice si assuma le sue responsabilità: dimissioni immediate!", scrivono i manifestanti al corteo di Roma sui social.»
https://www.ilgiornaleditalia.it/video/cronaca/600456/manganellate-alla-sapienza-polizia-studenti-bando-israele-video.html
www.ilgiornaleditalia.it
Manganellate alla Sapienza, polizia carica studenti ‘pro Palestina’ in protesta per il no accademico allo stop del bando con Israele…
Governo e rettrice presi di mira con gli studenti con bandiere e cartelloni, alcuni raffiguranti anche Meloni e Netanyahu con le mani insanguinate. Secondo quanto raccontano i ragazzi della Fgc almeno...
Scienza e Democrazia
«"Di fronte alla mobilitazione degli studenti di oggi la risposta della Sapienza è stata nuovamente un Senato Accademico blindato e la celere. L'ateneo è disposto a caricare i propri studenti piuttosto che ascoltare le istanze di migliaia tra studenti, ricercatori…
Cambiare Rotta
Appello: Sciopero della fame contro il genocidio. Polimeni ascoltaci! - Cambiare Rotta
Appello a democratici, pacifisti e società civile a sostenere le richieste di studenti e accademici nelle università per fermare il genocidio in Palestina. Siamo studenti e studentesse dell’Università La Sapienza di Roma, abbiamo deciso di intraprendere uno…
«La base militare americana più grande del pianeta»
Perché Israele uccide i civili palestinesi?
La spiegazione più breve e convincente l'ha data anni fa - ma è tanto valida oggi quanto allora - il giornalista Paolo Barnard (autore di un libro molto raccomandabile e ben documentato, che parla ampiamente anche dei conflitto israelo-palestinese: Perché ci odiano, BUR, 2006).
http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=184
Perché Israele uccide i civili palestinesi?
La spiegazione più breve e convincente l'ha data anni fa - ma è tanto valida oggi quanto allora - il giornalista Paolo Barnard (autore di un libro molto raccomandabile e ben documentato, che parla ampiamente anche dei conflitto israelo-palestinese: Perché ci odiano, BUR, 2006).
http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=184
L'intelligenza artificiale si sarebbe opposta al Green Pass?
In una conferenza pubblicizzata da "studenti contro il green pass" si trova, a descrizione del contenuto, la seguente domanda:
«Quale sarà il ruolo dell'intelligenza artificiale in ambito scientifico-accademico?»
Un dubbio: ma a definirne il ruolo e a utilizzarla non saranno forse quegli stessi membri della comunità scientifico-accademica la cui intelligenza naturale e fibra morale hanno dato pubblicamente prova di sé nell'ultimo triennio? [cfr. https://t.me/sci_dem/4]
Se sì, una questione preliminare sarebbe:
Che cosa hanno fatto i filosofi accademici, in particolare in Italia, per contrastare l'assalto alla scienza e ai diritti da parte delle oligarchie politiche e finanziarie globali durante il triennio covid-19?
Una prima analisi si trova qui:
http://www.hansruesch.net/sci-dem/nuocontri_4/mamone_giustizia.pdf#%5B%7B%22num%22%3A25%2C%22gen%22%3A0%7D%2C%7B%22name%22%3A%22XYZ%22%7D%2C56.7%2C689.589%2C0%5D
In una conferenza pubblicizzata da "studenti contro il green pass" si trova, a descrizione del contenuto, la seguente domanda:
«Quale sarà il ruolo dell'intelligenza artificiale in ambito scientifico-accademico?»
Un dubbio: ma a definirne il ruolo e a utilizzarla non saranno forse quegli stessi membri della comunità scientifico-accademica la cui intelligenza naturale e fibra morale hanno dato pubblicamente prova di sé nell'ultimo triennio? [cfr. https://t.me/sci_dem/4]
Se sì, una questione preliminare sarebbe:
Che cosa hanno fatto i filosofi accademici, in particolare in Italia, per contrastare l'assalto alla scienza e ai diritti da parte delle oligarchie politiche e finanziarie globali durante il triennio covid-19?
Una prima analisi si trova qui:
http://www.hansruesch.net/sci-dem/nuocontri_4/mamone_giustizia.pdf#%5B%7B%22num%22%3A25%2C%22gen%22%3A0%7D%2C%7B%22name%22%3A%22XYZ%22%7D%2C56.7%2C689.589%2C0%5D
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Scienza e Democrazia
L'involuzione dall'uomo allo zombi ...e anche in Italia stiamo facendo del nostro "meglio" (e, incidentalmente, spiegando ai giovani che cosa oggi si intenda con "parità uomo-donna").
Telegram
Byoblu
“Nelle aule si fa propaganda militare. La teoria per cui l’industria bellica dà lavoro non sta in piedi: molti altri settori (pensiamo al turismo) creano molti più posti”.
Antonio Mazzeo a LE INTERVISTE DI BYOBLU
➡️ Canale 262 del digitale terrestre
➡️…
Antonio Mazzeo a LE INTERVISTE DI BYOBLU
➡️ Canale 262 del digitale terrestre
➡️…
La Sapienza e la Fondazione Rothschild
Quello che è successo all'Università di Roma La Sapienza, con la sordità alle richieste di confronto della rettrice Antonella Polimeni (iscritta all'Ordine dei medici), e la repressione di polizia della protesta studentesca, si può in parte spiegare con una lettera inviata dalla Fondazione Elisabeth de Rothschild alla rettrice lo scorso 28 marzo.
In essa troviamo i giudizi sull'importanza della libertà accademica che abbiamo visto ripetere - praticamente in tutti gli interventi sui principali media: una specie di velina - in queste settimane per denigrare le istanze degli studenti, ma che non si erano mai sentiti dagli stessi soggetti nel triennio del covid-19 contro la chiusura delle università al dibattito sulla linea del governo, e la sospensione dal lavoro dei docenti obiettori al Green Pass.
Ma la parte più interessante della lettera è quella in cui si sostiene che è nell'interesse della Sapienza di non accogliere le richieste degli studenti (enfasi aggiunta):
«Inoltre, la decisione di sospendere nuove collaborazioni con le Università Israeliane comporterebbe un evidente danno significativo per l'Università La Sapienza di Roma.
Questa scelta, ci priverebbe di una preziosa opportunità di collaborazione con istituzioni accademiche di eccellenza, come dimostrato dagli ultimi ranking internazionali.
A titolo esemplificativo, nelle discipline mediche, la Tel Aviv University (TAU) si è posizionata nell'anno 2023 al 75o posto nella prestigiosa graduatoria internazionale NTU, rispetto al 97o posto dell'Università La Sapienza di Roma.
Il ranking NTU classifica le prime 874 università del mondo ed è basato sul numero di pubblicazioni accademiche, citazioni, unitamente agli indici di eccellenza nella ricerca. Il componente dell'eccellenza nella ricerca include l'Indice H, il numero di articoli più citati e il numero di articoli pubblicati su riviste di alto livello.
Tale differenza, evidenzia dunque il potenziale benefico che l'Università La Sapienza di Roma potrebbe ottenere da una collaborazione con istituzioni accademiche di tale calibro.»
Il fatto che si sia riusciti a irretire e ricattare le università di tutto il mondo per mezzo di graduatorie basate su criteri che nulla hanno a che fare con la qualità scientifica mostra che cosa si debba pensare dell'invocazione del «principio della libertà accademica».
Inutile dire che il signor Yehoshua Bubola Lévy de Rothschild, presidente della Fondazione Elisabeth de Rothschild, che scrive da Cannes, non ha una sola parola da dire sullo sterminio di oltre 34.000 palestinesi - bambini (oltre 14.000), donne, personale sanitario, giornalisti ecc. -, e la sopravvivenza in condizioni disumane dei civili superstiti, che Israele sta portando avanti spietatamente e senza tener conto della condanna di tanta parte del mondo civile (tra cui anche israeliani ed ebrei).
Avrà pensato che la questione non sarebbe apparsa pertinente nemmeno alla rettrice?
Quello che è successo all'Università di Roma La Sapienza, con la sordità alle richieste di confronto della rettrice Antonella Polimeni (iscritta all'Ordine dei medici), e la repressione di polizia della protesta studentesca, si può in parte spiegare con una lettera inviata dalla Fondazione Elisabeth de Rothschild alla rettrice lo scorso 28 marzo.
In essa troviamo i giudizi sull'importanza della libertà accademica che abbiamo visto ripetere - praticamente in tutti gli interventi sui principali media: una specie di velina - in queste settimane per denigrare le istanze degli studenti, ma che non si erano mai sentiti dagli stessi soggetti nel triennio del covid-19 contro la chiusura delle università al dibattito sulla linea del governo, e la sospensione dal lavoro dei docenti obiettori al Green Pass.
Ma la parte più interessante della lettera è quella in cui si sostiene che è nell'interesse della Sapienza di non accogliere le richieste degli studenti (enfasi aggiunta):
«Inoltre, la decisione di sospendere nuove collaborazioni con le Università Israeliane comporterebbe un evidente danno significativo per l'Università La Sapienza di Roma.
Questa scelta, ci priverebbe di una preziosa opportunità di collaborazione con istituzioni accademiche di eccellenza, come dimostrato dagli ultimi ranking internazionali.
A titolo esemplificativo, nelle discipline mediche, la Tel Aviv University (TAU) si è posizionata nell'anno 2023 al 75o posto nella prestigiosa graduatoria internazionale NTU, rispetto al 97o posto dell'Università La Sapienza di Roma.
Il ranking NTU classifica le prime 874 università del mondo ed è basato sul numero di pubblicazioni accademiche, citazioni, unitamente agli indici di eccellenza nella ricerca. Il componente dell'eccellenza nella ricerca include l'Indice H, il numero di articoli più citati e il numero di articoli pubblicati su riviste di alto livello.
Tale differenza, evidenzia dunque il potenziale benefico che l'Università La Sapienza di Roma potrebbe ottenere da una collaborazione con istituzioni accademiche di tale calibro.»
Il fatto che si sia riusciti a irretire e ricattare le università di tutto il mondo per mezzo di graduatorie basate su criteri che nulla hanno a che fare con la qualità scientifica mostra che cosa si debba pensare dell'invocazione del «principio della libertà accademica».
Inutile dire che il signor Yehoshua Bubola Lévy de Rothschild, presidente della Fondazione Elisabeth de Rothschild, che scrive da Cannes, non ha una sola parola da dire sullo sterminio di oltre 34.000 palestinesi - bambini (oltre 14.000), donne, personale sanitario, giornalisti ecc. -, e la sopravvivenza in condizioni disumane dei civili superstiti, che Israele sta portando avanti spietatamente e senza tener conto della condanna di tanta parte del mondo civile (tra cui anche israeliani ed ebrei).
Avrà pensato che la questione non sarebbe apparsa pertinente nemmeno alla rettrice?
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lettera_Rothschild.pdf
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La lettera della Fondazione Rothschild alla rettrice della Sapienza
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Le macchine lo fanno meglio
1. Leggendo una notizia come questa non si può evitare di chiedersi: a quando un modello ancora più avveniristico in cui l'essere umano non dovrà nemmeno indicare la destinazione?
È chiaro che ci sono alcune operazioni che le macchine fanno meglio di noi (per esempio le operazioni aritmetiche con numeri di molte cifre). Ma questo non significa che la ragione per continuare a farle fare ad esseri umani (per esempio, per continuare ad insegnare le quattro operazioni) sia di tentare di emulare le macchine (le calcolatrici). [continua]
1. Leggendo una notizia come questa non si può evitare di chiedersi: a quando un modello ancora più avveniristico in cui l'essere umano non dovrà nemmeno indicare la destinazione?
È chiaro che ci sono alcune operazioni che le macchine fanno meglio di noi (per esempio le operazioni aritmetiche con numeri di molte cifre). Ma questo non significa che la ragione per continuare a farle fare ad esseri umani (per esempio, per continuare ad insegnare le quattro operazioni) sia di tentare di emulare le macchine (le calcolatrici). [continua]
[segue] 2. Oggi l'automazione è mirata alla crescente sostituzione degli umani nelle catene produttive - non al miglioramento delle condizioni lavorative, alla riduzione degli orari di lavoro, al benessere della collettività.
Lo scopo è aumentare la massa dei superflui - la massa damnationis in versione secolarizzata, cioè quella destinata alla distruzione in forme dirette e indirette, in accordo con quella prospettiva depopolazionista che è ormai dichiarata senza mezzi termini dagli autonominati architetti del futuro dell'umanità.
Ma il lavoro non va giudicato solo in termini funzionali: come se fosse solo un'operazione che serve a determinare, più o meno efficientemente, un cambiamento nel mondo fisico. [continua]
Lo scopo è aumentare la massa dei superflui - la massa damnationis in versione secolarizzata, cioè quella destinata alla distruzione in forme dirette e indirette, in accordo con quella prospettiva depopolazionista che è ormai dichiarata senza mezzi termini dagli autonominati architetti del futuro dell'umanità.
Ma il lavoro non va giudicato solo in termini funzionali: come se fosse solo un'operazione che serve a determinare, più o meno efficientemente, un cambiamento nel mondo fisico. [continua]
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[segue] 3. Come recita l'art. 4 della Costituzione italiana:
«La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.»
Il lavoro è lo strumento fondamentale dell'integrazione sociale (come pure sottolinea la Costituzione nel più importante dei suoi articoli - non a caso il primo).
Trattare il lavoro come è stato fatto nel "triennio pandemico" è di per sé un affronto alla dignità dei cittadini, e su questo innanzitutto dovrebbe essere giudicata una classe dirigente servile, impenitente e recidiva.
«La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.»
Il lavoro è lo strumento fondamentale dell'integrazione sociale (come pure sottolinea la Costituzione nel più importante dei suoi articoli - non a caso il primo).
Trattare il lavoro come è stato fatto nel "triennio pandemico" è di per sé un affronto alla dignità dei cittadini, e su questo innanzitutto dovrebbe essere giudicata una classe dirigente servile, impenitente e recidiva.
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Il risveglio degli studenti universitari. Stati Uniti.
https://www.nytimes.com/live/2024/04/22/us/campus-protests-columbia-yale
https://www.nytimes.com/live/2024/04/22/us/campus-protests-columbia-yale
Nytimes
Police Arrest Protesters at N.Y.U. as Tensions Rise at U.S. Colleges
Administrators on more campuses moved to shut down pro-Palestinian demonstrations amid growing concerns for the safety of Jewish students.
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L'inganno della "memoria"
Gli italiani commemorano ogni 25 aprile una liberazione, ma purtroppo è stata e rimane solo parziale.
Nel discorso tenuto al Senato il 7 marzo del 1949 da Sandro Pertini, futuro Presidente della Repubblica italiana (1978-1985), probabilmente il solo che abbia goduto del rispetto anche dei suoi avversari politici, dichiarò la sua contrarietà all'adesione alla NATO, con le seguenti parole profetiche:
«Noi siamo contro il Patto Atlantico, prima di tutto perché questo Patto è uno strumento di guerra. […]
Ma il nostro voto è ispirato anche ad un’altra ragione. Questo Patto Atlantico in funzione antisovietica varrà a dividere maggiormente l’Europa, scaverà sempre più profondo il solco che già separa questo nostro tormentato continente. […]
Una Santa Alleanza in funzione antisovietica, un’associazione di nazioni, quindi, che porterà in sé le premesse di una nuova guerra e non le premesse di una pace sicura e duratura. Noi siamo contro questo Patto Atlantico dato che esso è in funzione antisovietica.
Perché non dimentichiamo, infatti, come invece dimenticano i vostri padroni di oltre Oceano, quello che l’Unione Sovietica ha fatto durante l’ultima guerra. Essa è la Nazione che ha pagato il più alto prezzo di sangue. Senza il suo sforzo eroico le Potenze occidentali non sarebbero riuscite da sole a liberare l’Europa dalla dittatura nazifascista. […]
E noi socialisti sentiamo che se domani per dannata ipotesi dovesse crollare l’Unione Sovietica sotto la prepotenza della nuova Santa Alleanza, con l’Unione Sovietica crollerebbe il movimento operaio e crolleremmo noi socialisti.[…]
Oggi noi abbiamo sentito gridare “Viva l’Italia” quando voi avete posto il problema dell’indipendenza della Patria. Ma non so quanti di coloro che oggi hanno alzato questo grido, sarebbero pronti domani veramente ad impugnare le armi per difendere la Patria.
Molti di costoro non le hanno sapute impugnare contro i nazisti. Le hanno impugnate invece contadini e operai, i quali si sono fatti ammazzare per l’indipendenza della Patria!»
https://www.imolaoggi.it/2024/04/24/crosetto-no-riduzione-basi-militari-sardegna/
Gli italiani commemorano ogni 25 aprile una liberazione, ma purtroppo è stata e rimane solo parziale.
Nel discorso tenuto al Senato il 7 marzo del 1949 da Sandro Pertini, futuro Presidente della Repubblica italiana (1978-1985), probabilmente il solo che abbia goduto del rispetto anche dei suoi avversari politici, dichiarò la sua contrarietà all'adesione alla NATO, con le seguenti parole profetiche:
«Noi siamo contro il Patto Atlantico, prima di tutto perché questo Patto è uno strumento di guerra. […]
Ma il nostro voto è ispirato anche ad un’altra ragione. Questo Patto Atlantico in funzione antisovietica varrà a dividere maggiormente l’Europa, scaverà sempre più profondo il solco che già separa questo nostro tormentato continente. […]
Una Santa Alleanza in funzione antisovietica, un’associazione di nazioni, quindi, che porterà in sé le premesse di una nuova guerra e non le premesse di una pace sicura e duratura. Noi siamo contro questo Patto Atlantico dato che esso è in funzione antisovietica.
Perché non dimentichiamo, infatti, come invece dimenticano i vostri padroni di oltre Oceano, quello che l’Unione Sovietica ha fatto durante l’ultima guerra. Essa è la Nazione che ha pagato il più alto prezzo di sangue. Senza il suo sforzo eroico le Potenze occidentali non sarebbero riuscite da sole a liberare l’Europa dalla dittatura nazifascista. […]
E noi socialisti sentiamo che se domani per dannata ipotesi dovesse crollare l’Unione Sovietica sotto la prepotenza della nuova Santa Alleanza, con l’Unione Sovietica crollerebbe il movimento operaio e crolleremmo noi socialisti.[…]
Oggi noi abbiamo sentito gridare “Viva l’Italia” quando voi avete posto il problema dell’indipendenza della Patria. Ma non so quanti di coloro che oggi hanno alzato questo grido, sarebbero pronti domani veramente ad impugnare le armi per difendere la Patria.
Molti di costoro non le hanno sapute impugnare contro i nazisti. Le hanno impugnate invece contadini e operai, i quali si sono fatti ammazzare per l’indipendenza della Patria!»
https://www.imolaoggi.it/2024/04/24/crosetto-no-riduzione-basi-militari-sardegna/
Imola Oggi
Crosetto: "impensabile riduzione di basi militari ed esercitazioni in Sardegna" • Imola Oggi
Nessuna riduzione delle "servitù militari" in Sardegna, perché il territorio isolano rimane "strategico e rilevantissimo per la difesa", una risorsa "preziosa
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L'ipocrisia dell'Italia "liberata"
Un commento preciso e fattuale di Alessandro Orsini sul 25 aprile (da X/Twitter):
«L'Italia ha continuato a dare armi a Israele dopo l'inizio del bombardamento di Gaza.
Il meccanismo è semplice: l'Italia dà le munizioni e Netanyahu le spara nel corpo dei bambini di Gaza.
La democrazia italiana del 25 aprile ha inviato a Israele fucili, munizioni, bombe, siluri, razzi, missili e accessori; aeromobili, apparecchiature elettroniche, pezzi forgiati, pezzi fusi e semilavorati; apparecchiature e tecnologia per la produzione; software e tante altre cose per sterminare i bambini palestinesi.
Oggi i rappresentanti della Repubblica Italiana ricordano le stragi dei nazifascisti in Italia per conservare la memoria storica. Ma quale memoria storica? E' tutto molto attuale, non serve ricordare.
Le stesse stragi nazifasciste che avvenivano in Italia nel 1944 avvengono tutti i giorni in Palestina.
Gaza è tutta una Sant'Anna di Stazzema. I soldati israeliani spingono uomini e donne palestinesi contro i muri e aprono il fuoco. Poi creano delle grandi fosse comuni anche con le armi italiane e ci buttano dentro i cadaveri dei palestinesi. Oggi l'Onu indaga su una nuova grande fossa comune che i soldati israeliani hanno scavato nel giardino di un ospedale. Le democrazie occidentali sono organizzazioni criminali.
Dimenticavo: Tajani il garantista ha sospeso i finanziamenti all'agenzia dell'Onu che aiuta i palestinesi, l'Unrwa, sulla base di accuse che Israele non ha mai provato. Però l'Italia continua a dare armi a Israele che ha sterminato 34.000 palestinesi.»
Un commento preciso e fattuale di Alessandro Orsini sul 25 aprile (da X/Twitter):
«L'Italia ha continuato a dare armi a Israele dopo l'inizio del bombardamento di Gaza.
Il meccanismo è semplice: l'Italia dà le munizioni e Netanyahu le spara nel corpo dei bambini di Gaza.
La democrazia italiana del 25 aprile ha inviato a Israele fucili, munizioni, bombe, siluri, razzi, missili e accessori; aeromobili, apparecchiature elettroniche, pezzi forgiati, pezzi fusi e semilavorati; apparecchiature e tecnologia per la produzione; software e tante altre cose per sterminare i bambini palestinesi.
Oggi i rappresentanti della Repubblica Italiana ricordano le stragi dei nazifascisti in Italia per conservare la memoria storica. Ma quale memoria storica? E' tutto molto attuale, non serve ricordare.
Le stesse stragi nazifasciste che avvenivano in Italia nel 1944 avvengono tutti i giorni in Palestina.
Gaza è tutta una Sant'Anna di Stazzema. I soldati israeliani spingono uomini e donne palestinesi contro i muri e aprono il fuoco. Poi creano delle grandi fosse comuni anche con le armi italiane e ci buttano dentro i cadaveri dei palestinesi. Oggi l'Onu indaga su una nuova grande fossa comune che i soldati israeliani hanno scavato nel giardino di un ospedale. Le democrazie occidentali sono organizzazioni criminali.
Dimenticavo: Tajani il garantista ha sospeso i finanziamenti all'agenzia dell'Onu che aiuta i palestinesi, l'Unrwa, sulla base di accuse che Israele non ha mai provato. Però l'Italia continua a dare armi a Israele che ha sterminato 34.000 palestinesi.»
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