Scienza e Democrazia
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Stavolta Crosetto ha ragione. Non da Israele, ma dagli USA. E il presidente della Repubblica conferma.
Non prendono ordini...

Dopo gli attacchi alle basi UNIFIL in Libano, la cui gravità dal punto di vista del diritto internazionale è tale da scandalizzare - è quanto dire - lo stesso Romano Prodi, il governo non prende nessun tipo di provvedimento - del tipo: "vi sanzioniamo e, per cominciare, cessiamo immediatamente l'invio di armi".

No, Giorgia Meloni ha chiamato il ministro della difesa israeliano, Yoav Gallant, per «ricordargli con fermezza che ciò che sta accadendo vicino alle basi italiane UNIFIL nel sud del Libano è inaccettabile».

Immaginiamo che Gallant ne sia rimasto sconvolto...

Bene, "inaccettabile" significa, in particolare, che tu non lo accetti. E che cosa fai per esprimere il tuo rifiuto?

Un gesto inequivocabile: con Israele, ci stiamo preparando... a giocare a pallone!
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Interminabili discussioni televisive su una questione che si lascia spiegare in due parole.

Il 27 settembre il primo ministro israeliano Netanyahu ha chiamato l'assemblea generale dell'ONU una «palude di bile antisemita e terrapiattista».

Invece di arrestarlo a New York, l'hanno lasciato tornare nel suo paese. Sarebbe bastata una parola agli Stati Uniti per mettere fine alle malefatte del governo israeliano.

Immaginate se invece di un criminale di guerra ci fosse stato un eroe dell'informazione come Julian Assange.

E adesso gli eterni astenuti, i vigliacchi che hanno la spudoratezza di criticare la vigliaccheria (come chiamano, da quegli impostori che sono, ciò che non lo è), fanno finta di indignarsi perché, dopo aver definito pubblicamente l'ONU come sopra, Netanyahu ha, coerentemente, dato ordine di attaccare le basi ONU in Libano...

Che doveva fare nel suo discorso, dare pure giorno e ora?
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Inutili dossieraggi.

Un ex dipendente della filiale di Bisceglie della banca Intesa Sanpaolo per due anni (febbraio 2022-aprile 2024) è entrato, anche per pochi minuti e senza scaricare dati, nei conti bancari di personaggi più o meno famosi - estendendo, per una curiosità quasi sicuramente oziosa, a costoro (come Giorgia Meloni e sorella, Zaia, Draghi, Emiliano, Santanchè, La Russa ecc. ) un'attività che svolgeva su richiesta di correntisti della regione che avevano difficoltà a entrare nel proprio conto.

Era stato licenziato già in agosto dopo la denuncia di un correntista a cui risultavano troppi accessi al proprio conto. Al momento, non sembra che abbia fatto alcun uso illecito di queste incursioni.

Ciò detto, non si capisce proprio perché si debba andare alla ricerca di dati riservati sui personaggi politici.

La Meloni ha dichiarato, con la solita posa gladiatoria, che "non è ricattabile".

Ha ragione.

Le peggiori azioni le compie alla luce del sole.


Per esempio si è fatta riprendere in atteggiamenti affettuosi con un uomo bizzarramente vestito di un paese straniero che, a quanto parte, ha acquistato per circa 15 milioni di euro la limousine di Adolf Hitler.

Peggio ancora, i frequenti incontri con quest'uomo terminano regolarmente con sottrazioni di denaro pubblico a favore del governo straniero di cui egli occupa abusivamente la presidenza.

Forse la magistratura - in un momento di pausa dalle faticose indagini su chi possa essere stato il "mandante" dell'accesso al conto di qualche figura pubblica - potrebbe cogliere l'occasione di esplorare la compatibilità di queste dazioni con una preoccupante situazione economica nazionale di cui la suddetta presidente del Consiglio dovrebbe essere edotta - per dovere d'ufficio.

Per esempio, il 14% dei minorenni italiani vive in condizioni di «assoluta povertà».

Chi è il mandante di questa situazione deplorevole e offensiva dei valori della Costituzione?

Questa sarebbe un'indagine che migliorerebbe l'opinione dei cittadini circa il lavoro della magistratura, a volte purtroppo percepita, non sempre ingiustificatamente, come un organo parassitario e clientelare, che si occupa di tutto tranne che di ciò che è veramente importante.
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Interminabili discussioni televisive su una questione che si lascia spiegare in due parole. Il 27 settembre il primo ministro israeliano Netanyahu ha chiamato l'assemblea generale dell'ONU una «palude di bile antisemita e terrapiattista». Invece di arrestarlo…
Il parere di un giurista internazionale.

Fabio Marcelli: «Alla luce di tali comportamenti criminali protratti e ripetuti nel tempo sono maturate le condizioni per l’espulsione di Israele dalle Nazioni Unite. A norma dell’art. 6 della Carta, ricordo, “un Membro delle Nazioni Unite che abbia persistentemente violato i principi enunciati nel presente Statuto può essere espulso dall’Organizzazione da parte dell’Assemblea generale su proposta del Consiglio di Sicurezza”.

È tuttavia chiaro che gli Stati occidentali presenti nel Consiglio di sicurezza, a partire dagli Stati Uniti, colpevoli complici delle imprese criminali di Netanyahu, interporranno il loro deleterio veto a una proposta del genere, impedendo ancora una volta il corretto funzionamento dell’organizzazione internazionale e l’applicazione del diritto internazionale.

Ma sarebbe ugualmente importante che l’Assemblea generale delle Nazioni Unite votasse una risoluzione in questo senso, dando libera e significativa espressione all’esecrazione nei confronti di Israele che proviene ormai dalla grande maggioranza degli Stati oltre che dalla stragrande maggioranza dell’opinione pubblica internazionale
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Potrebbero... ...ma ci stiamo studiando.
Nell'auspicabile eventualità che tra non molto nessuno sia più in grado di ricordarselo: Antonio Tajani è da due anni ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (dal 22 ottobre 2022).
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Purtroppo erano stati complimenti prematuri. Per quanto riguarda le vittime del genocidio palestinese rimando qui e qui.
Una riflessione sulla partita di calcio Italia-Israele.

Lo sport non è un semplice divertimento, ma un momento di formazione del carattere, soprattutto nei giovani.

Una nazionale in qualsiasi sport (calcio, pallacanestro, pallavolo ecc.) non è solo una selezione di atleti operata da un certo tecnico: rappresenta, appunto, la nazione, ed è per questo che le sue partite cominciano con l'esecuzione dell'inno nazionale.

Infine, una partita tra squadre nazionali, in qualsiasi sport, è un gesto di amicizia tra le nazioni. È sulla base di questo concetto che la Russia (ma, paradossalmente, non Israele) è stata esclusa dalle Olimpiadi di quest'anno. Una scelta molto discutibile, nella fattispecie, quanto all'applicazione della regola, ma non quanto alla validità della regola che si pretendeva di applicare: secondo la quale, chi commette crimini contro il diritto internazionale non è nostro amico, e non vogliamo lanciare un messaggio contrario confrontandoci in competizioni sportive con lui.

Ciò premesso: è opportuno che nel momento stesso in cui anche i soldati italiani, in missione di pace per l'ONU, sono fatti oggetto di attacchi criminali da parte dell'esercito di un paese che sta portando avanti da un anno un genocidio, si tenga una partita di calcio Italia-Israele?

Che lezione sul carattere personale degli atleti, e sul carattere nazionale degli italiani, ne ricevono i nostri giovani?

È educativo insegnare che l'eccellenza nello sport esime un atleta dall'essere consapevole del significato politico che ha la sua scelta di scendere in campo - e dal riflettere sulle sue conseguenze?

In breve: in questo drammatico momento storico una partita Italia-Israele umilia gli italiani, svuota di significato umanitario lo sport, degrada gli atleti come soggetti morali, e - per chi abbia un minimo di coscienza storica - si fa beffe dei valori risorgimentali espressi nel nostro inno nazionale.
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Multato l'articolo 21 della Costituzione.

In un paesino
della provincia di Monza e Brianza, un apicultore appende, sul suo banchetto del miele, uno striscione che dice «STOP BOMBING GAZA - STOP GENOCIDE».

Arrivano due carabinieri e gli minacciano una multa a meno che non rimuova lo striscione.

Lui non cede, e loro gli verbalizzano la multa: 430 euro.

E perché mai?

Perché, con quello che è il manifesto di tutti gli italiani che non vogliano lasciare di sé un perenne ricordo di viltà e abiezione, avrebbe fatto... «propaganda politica non autorizzata»!

Propaganda politica? Ma i nostri carabinieri hanno letto la Costituzione a cui hanno giurato fedeltà?

Non è la prima volta
che si comportano così.

Perché stanno screditando la loro Arma ignorando o fingendo di ignorare (non si sa quale sia la peggiore alternativa) che la Costituzione garantisce il «diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione»?

Nessun tipo di comunicazione al pubblico richiede un'autorizzazione, a meno che non ci sia una legge che lo proibisca espressamente (come nel caso dell'apologia di reato).

Quale legge vieta l'espressione della propria condanna morale per quello che è, senza nessun dubbio, uno dei più atroci crimini contro l'umanità mai commessi sotto gli occhi di tutto il mondo?
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Il Decreto Legge n. 127 del 21 settembre 2021, entrato in vigore il 15 ottobre.

La compressione del diritto al lavoro e a un'equa retribuzione
basata su criteri scientificamente inconsistenti, e in violazione delle tutele costituzionali.

Doveva valere non oltre il 31 dicembre, «fine dell'emergenza». Che il 14 dicembre verrà prorogata al 31 marzo 2022.
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Nostalgia della svastica nel governo tedesco.

Verde dovrebbe esserlo dalla vergogna per quanto ha detto. (Cfr. questo commento).

Particolarmente deprimente è constatare che l'ingresso delle donne in posizioni apicali di istituzioni politiche e finanziarie non ha determinato alcun miglioramento, come si poteva ingenuamente sperare, in senso etico e solidaristico.

Deprimente, ma non sorprendente: in un sistema di potere che si riproduce per cooptazione, il moralmente cattivo seleziona e promuove l'altrettanto o più cattivo, che appunto per questo garantisca il perseguimento delle finalità inconfessabili del sistema stesso.

Genere, cultura, preferenze musicali, dieta, sport praticati o seguiti ecc. non hanno alcuna rilevanza in questo processo - salvo, eventualmente, facilitare i contatti preliminari.
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Le elezioni presidenziali USA come guerra di bande.

Quando si seguono le vicende della campagna presidenziale USA, e soprattutto le dichiarazioni dei principali (cioè dei più finanziati) candidati (non certo i migliori), tornano alla mente storie italiane come quella della guerra di mafia tra "Corleonesi" e "Palermitani".

Anche in quel caso, nessun siciliano onesto aveva ragione di augurarsi la vittoria degli uni o degli altri.

Ecco, per esempio, in qualità di candidato a capo della più importante mafia globale, appunto quella statunitense, che cosa dice Trump dei paesi che vogliono emanciparsi dalla schiavitù del dollaro.

È un "avvertimento", ma non finirà qui - chiunque diventi presidente.

La principale differenza è che, in una guerra tra bande mafiose, chi perde di solito muore ammazzato.

Difficile, in questo caso (nonostante la prestigiosa tradizione di tentati o riusciti assassinî di presidenti e candidati negli USA), dire come andrà a finire.
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Le elezioni presidenziali USA come guerra di bande. Quando si seguono le vicende della campagna presidenziale USA, e soprattutto le dichiarazioni dei principali (cioè dei più finanziati) candidati (non certo i migliori), tornano alla mente storie italiane…
Una buffonata che non fa nemmeno ridere, perché riguarda una cosa tragica.

L'uscente presidente USA Joe Biden "minaccia" Israele di interrompere l'invio di armi se entro 30 giorni non avrà «risolto la crisi umanitaria». Non ha avuto nemmeno la dignità di fissare una scadenza prima delle elezioni presidenziali, in modo da potersi assumere la responsabilità del provvedimento.

Israele la crisi umanitaria a Gaza la risolverà a suo modo: completandone la distruzione.

Intanto l'ambasciatrice per i diritti umani degli USA all'ONU, Michèle Taylor, conferisce la massima onorificenza a Francesca Albanese, dichiarando che «gli Stati Uniti non l'hanno mai appoggiata per il suo mandato, e la sua condotta è inaccettabile».

Le parole che hanno provocato questa esplosione di rabbia meriterebbero invece di essere incorniciate come modello di analisi geopolitica oggettiva.
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Da (falso) avvocato del popolo a (vero) avvocato di sé stesso.

Ogni volta che si sente qualcuno usare l'avverbio "assolutamente", l'interpretazione corretta è l'opposto. Se infatti volesse dire "Si" o "No", direbbe "SÌ" o "No" («Sit autem sermo vester: “Est, est”, “Non, non”; quod autem his abundantius est, a Malo est.», Matteo, 5:37).

Conte - consigliato ancora una volta dallo stesso che lo assisté durante le sue presidenze del Consiglio, cioè il Maligno - non intende fare l'unica cosa corretta: dimettersi dalla commissione.

Ed è adesso la sola corretta solo perché è impossibile cambiare il passato, e quindi non può far sì di non essere entrato in commissione in primo luogo.

La sua presenza in quella commissione è un insulto alla giustizia e agli italiani.
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Una modesta domanda.

"Gli italiani sono i più longevi d'Europa. Ma bisogna sensibilizzarli alla vaccinazione."

Ora, se bisogna sensibilizzarli, vuol dire che non sono abbastanza sensibili.

Eppure, nonostante questo difetto di sensibilità, godono del suddetto primato.

Allora che cosa ci si aspetta, precisamente, da un aumento della disponibilità a vaccinarsi?
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