Scienza e Democrazia
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Il Consiglio Superiore della Magistratura «censura» la giudice Susanna Zanda...

...per violazione della legge sul green pass e sul tampone antigenico, ma lascia cadere le altre accuse.

Un giudice deve rispettare la legge anche se priva di fondamento? Non è una bella lezione di diritto.

«Quis custodiet ipsos custodes?».
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Scuola di giornalismo - «Gli interessi americani ed europei» (nell'ordine).

Ha dichiarato il "ministro degli esteri" dell'UE, lo spagnolo Josep Borrell:

«Non possiamo permettere alla Russia di vincere la guerra, altrimenti interessi americani ed europei saranno danneggiati: appoggiare l'Ucraina non è una questione di generosità, perché amiamo il popolo ucraino»
.

- Può elaborare, signor Borrell, precisamente quali interessi europei (speriamo che lei dia più importanza a questi che a quelli di un paese extra-UE) sarebbero danneggiati nel caso che la Russia vincesse la guerra?

- E quali costi ritiene che l'UE debba ancora sopportare, dopo la manovra inefficace ed autolesionistica delle "sanzioni", per evitare che la guerra sia vinta dalla Russia?

- Sarebbe disposto a chiedere al suo governo nazionale di intervenire palesemente in Ucraina al fianco delle forze armate ucraine?

- Non crede che prendere decisioni che hanno già distrutto e distruggeranno un numero enorme di vite avrebbe richiesto e richiederebbe una vasta consultazione pubblica, per verificare che i cittadini europei siano pronti a seguirvi su questa strada non solo contraria alle costituzioni di alcuni degli stati membri dell'UE, ma anche prevedibilmente fallimentare?
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I protagonisti televisivi della più triste stagione... ...della vita civile italiana sono stati premiati per le assurdità maligne e anticostituzionali che vomitavano a comando su chi non si prestava alla pericolosa e potenzialmente letale inoculazione.
Altro esempio...

Due anni e mezzo dopo il post qui sotto riprodotto, Jannik Sinner (22 anni) non ha potuto partecipare alle Olimpiadi di Parigi per una «tonsillite».

Ciò sarebbe potuto accadere anche a Novak Djokovic (37 anni), senza che la si potesse descrivere come una conseguenza del rifiuto dell'inoculazione anti-covid-19.

Invece non solo questo non è accaduto, ma Djokovic ha partecipato e ha vinto la medaglia d'oro il 4 agosto 2024 dopo una partita di quasi 3 ore che ha visto di fronte il più anziano finalista (lui) e il più giovane finalista (Carlos Alcaraz, 21 anni), in entrambi i casi in tutta la storia del tennis olimpico.

I profeti di sventura della carriera sportiva di Djokovich non hanno mai chiesto scusa all'opinione pubblica.

Evidentemente certe opinioni non erano il frutto di un'autonoma convinzione, ma il classico "lavoro sporco che qualcuno deve pur fare". Qualcuno, cioè, che ne abbia la vocazione...
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Intellettuali coraggiosi, anzi coraggiosissimi?

Alcuni autori pensano che una qualsiasi affermazione decente profferita da un personaggio che gode di una certa fama, nel senso della presenza sui principali media, sia un atto «coraggiosissimo», da trasmettere «a reti unificate».

Bisognerebbe però prima chiedersi: a che si deve questo genere di fama?

Non anche - ma in maniera essenziale - al silenzio o alla connivenza attiva con la classe dirigente in numerose altre occasioni
?

È maggiore il coraggio di dire qualcosa di giusto, e che peraltro è stato detto meglio da tanti altri, o la viltà di aver assecondato i governi italiani in una delle più grosse malefatte della storia repubblicana?

Sono domande importanti, soprattutto in un momento storico in cui i principali media hanno tacitamente "riabilitato" o addirittura premiato tutti coloro - intellettuali, politici, giornalisti, sportivi, artisti - che avevano dato man forte, con diversi gradi di impegno e di insipienza, alle violenze anticostituzionali della "stagione pandemica".
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Ecco un altro esempio. È inevitabile chiedersi: ma da uno scienziato che non capisce il proprio tempo, è sensato aspettarsi illuminazioni sulla natura del tempo? La formulazione è paradossale, ma il problema è reale. Ciò nonostante, se Rampini ha parlato…
Altri fantasmi che riappaiono...

...come se niente fosse nei salotti televisivi, o lo faranno alla prima occasione:

- Eva Cantarella: «"Da matti non fare subito il vaccino. È la nostra opportunità per tornare a vivere"». (18.II.2021)

- Anna Oliverio Ferraris: «L’interruzione [del vaccino AstraZeneca] ha creato ulteriori incertezze in una realtà già provata. [...] Non so quanto abbiano fatto bene Merkel, Macron, Draghi a prendere tale decisione, forse sarebbe stato meglio, più rassicurante, proseguire, dato che per gli esperti non ci sono correlazioni tra vaccino e trombosi. Le persone si sentono ancora più insicure».» (17.III.2021)

- Massimo Recalcati: «Il vaccino per gli adolescenti è una grande esperienza civile». (10.VI.2021)

- Umberto Galimberti: «Obbligo vaccinale, il Prof. Galimberti: "Non consideriamo liberi quelli che sono schiavi delle loro convinzioni infondate, non è libertà quella...".» (8.VIII.2021)

- Gianfranco Pasquino: «Gli insegnanti con i ragazzi debbono essere loro i primi a sentire il bisogno di vaccinarsi per non contagiare i ragazzi. Lo stesso vale per gli operatori sanitari, che ne devono sapere più di noi e che a maggior ragione dovrebbero vaccinarsi. È giusto che si dica loro ‘attenzione, se non vi comportate in questo modo queste sono le conseguenze’. Faccio notare [...] che non è un’imposizione, ma in un certo senso è l’offerta di una scelta, decidete voi se volete continuare a fare il vostro lavoro ed essere ricompensati”. (8.VIII.2021)

- Stefano Zecchi: «io sono un padre 'diversamente giovane'[...] che doveva decidere se far vaccinare o meno suo figlio [di 17 anni]. [...] Certo, alla fine abbiamo deciso. Il 23 agosto abbiamo l'appuntamento.» (9.VIII.2021)

- Gustavo Zagrebelsky: «Sa qual è un’altra parola usata a sproposito di questi tempi? [...] Libertà. Quelli che manifestano in piazza con il megafono contro le vaccinazioni dovrebbero usare la parola giusta: arbitrio. E’ questo che rivendicano: il diritto di fare ciò che vogliono, senza limiti. E’ una forma di arroganza, di prepotenza..» (14.IX.2021)

- Elena Cattaneo: «Abbiamo prove da decenni che i vaccini ci salvano la vita. Rispetto a qualsiasi vaccino l'aspirina ha 1.500 volte più effetti collaterali.» (18.IX.2021)

- Paolo Crepet: «sui no vax: “Se c’è chi non vede l’ora di finire intubato, lo dica. Oggi l’idiozia è la pandemia più terrificante”. (18.XI.2021)

- Tomaso Montanari: "[I no-vax minacciano la convivenza civile] perché se tutti non ci vaccinassimo non solo tutti ci ammaleremmo, ma porteremmo il sistema al collasso" (18.XI.2021)

- Eugenio Borgna: «C’è anche chi va incontro alla morte accettando il rischio di non vaccinarsi. Sa che ci si può infettare, finire in terapia intensiva e morire, ma la paura del vaccino vince la paura di morire. È davvero incomprensibile come l’uomo possa far male a sé stesso e all’altro [...]. La scienza indica come proteggerci e come proteggere, come sfuggire al drago dell’oblio. Perché non ascoltarla?». (29.XII.2021)

- Massimo Cacciari: «Vaccino Covid, ecco perché Massimo Cacciari ha fatto la terza dose: l’intervista». (12.I.2022)

- Sabino Cassese: «"Il nostro sistema sanitario è universale: non è possibile escludere dalle cure i no vax, è possibile porre a loro carico una parte delle spese perché sono colpevoli di non essersi vaccinati"». (20.I.2022)

- Luciano Floridi: «"Chi l'ha detto, poi, che i vaccini facciano veramente bene?" [...] Queste domande [...] sono domande retoriche, servono a generare confusione». (22.V.2022)

- Giorgio Parisi: «Proviamo a semplificare un problema complesso. Ci sono quattro punti. 1. La quarta dose riporta la protezione al livello più alto. 2. Non sappiamo se e quando potremmo essere contagiati. 3. Ma quello che sappiamo certamente è che il vaccino ci protegge dalla malattia grave. 4. Quelli che hanno più di sessant'anni sono più a rischio. Problema complesso, soluzione semplice.» (26.VII.2022).

Un po' diverso il caso di Franco Berrino, che ha ammesso nella maniera più netta, sia pure tardivamente, di aver sbagliato (26.IX.2022).
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«Gubernatorem in tempestate, in acie militem intellegas.»

Ricordare le dichiarazioni fuorvianti, in un periodo difficile, di personaggi della cultura che spesso vengono presi dal comune cittadino come una bussola intellettuale (per il solo fatto che sono televisivamente sovraesposti) è salutare, per la ragione spiegata da Seneca:

«il pilota di una nave capiscilo durante la tempesta, il soldato sul campo di battaglia»
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Purtroppo le cose non sono andate come dovevano.
Lodevole l'iniziativa di Macron contro l'invio di armi a Israele.

Lo imiterà il nostro governo?

Va però detto che sull'equilibrio di giudizio del presidente francese ci sono forti riserve da fare, dato che era lui che voleva mandare soldati contro la Russia, e che ha comunque mandato a combattere la legione straniera (qui e qui).
Una delle notizie a cui gli storici futuri...

...stenteranno a credere è che:

- da un lato, a causa del "terribile" covid-19 il personale sanitario era ufficialmente descritto come impegnato a lavorare oltre ogni soglia di resistenza umana, e gli ospedali affondavano sotto l'alluvione dei ricoveri "covid-19";

- dall'altro circolavano video che mostravano quello stesso personale (o almeno i colleghi di quelli che crollavano perennemente sulle scrivanie con la faccia segnata dalla mascherina...) che in ambienti ospedalieri, e con palese sprezzo della sensibilità dei degenti ma con il necessario consenso dei dirigenti sanitari, si esibivano in complesse, allegre e talvolta provocanti danze ritmiche.

Gli storici si chiederanno: questo contrasto era per comunicare ai buoni intenditori che l'emergenza era gonfiata ad arte, mentre i cattivi intenditori (cioè la maggioranza) si sarebbero commossi per lo sforzo di ottimismo dei sanitari pur così duramente provati?

È un'ipotesi sulla quale qualche giornalista investigativo dovrebbe provare a fare qualche ricerca il prima possibile.

Solo per risparmiare lavoro agli storici futuri, beninteso... perché la magistratura, finora, non ha trovato niente da ridire.

P.S. A conferma della plausibilità dell'ipotesi si può notare (come è chiaro pure dal video) che il fenomeno non è stato solo italiano (e per l'Italia si veda qui e qui), ma almeno europeo.
Ennesimo abuso degli ordini di medici: Didier Raoult sospeso dalla professione per due anni!

La sentenza è del 2 ottobre, e aggrava pesantemente con la sospensione il «biasimo» che era stato assegnato dalla sentenza di primo grado, contro cui aveva fatto appello (perché troppo lieve!) l'ordine dei medici.

Secondo la sentenza di appello, l'internazionalmente celebre medico e infettivologo di Marsiglia Didier Raoult avrebbe:

- promosso un trattamento (quello a base di idrossiclorochina) «insufficientemente provato», anche se si ammette che non abbia fatto correre ai suoi pazienti «un rischio ingiustificato»;

- i suoi risultati su 30.000 pazienti all'Istituto clinico-universitario di Marsiglia non hanno rispettato il «rigore scientifico»;

- con la sua critica alla campagna vaccinale e al confinamento ha «nuociuto con discorsi privi di ponderazione alle misure prese dalle autorità sanitarie ai fini della protezione della salute pubblica»;

- ha mostrato «assenza di colleganza» verso colleghi e altri istituti; ha fatto «discorsi che andavano oltre la libertà di espressione», per esempio confrontando i propri risultati con quelli di altri ospedali in cui «si contavano i morti», o citando un altro medico che avrebbe fatto sperimentazioni in cui erano morti «alcuni bambini».

Ora, la campagna pseudovaccinale appoggiata dalla corporazione medico-sanitaria che accusa Raoult si può considerare un compendio da manuale di metodologia medica di tutti i possibili difetti di procedura e di sostanza nell'introduzione di un nuovo trattamento medico.

Una campagna falsa fin dalla frode semantica di chiamare "vaccino" ciò che non lo era.

È chiaro che gli artefici e i complici di questa colossale truffa hanno una sola strategia per non essere portati a rendere conto di fronte alla cittadinanza delle proprie malefatte: negare tutti gli addebiti.

La condanna di chi li aveva smascherati di fronte a gran parte dell'opinione pubblica non è altro che una parte di tale strategia.

Quanto all'«assenza di colleganza» il riferimento è al divieto di parlare male di altri colleghi che si trova nel codice dell'ordine dei medici. Tuttavia ci sono situazioni in cui un medico ha il dovere di proteggere i cittadini da provvedimenti sanitari che considera dannosi - e ciò necessariamente si traduce in una critica dell'operato di suoi colleghi.

In questi casi, lo si dovrebbe, semmai, invitare a confrontarsi pubblicamente con i sostenitori di quei provvedimenti.

Ma l'omertà come dovere appartiene a una diversa professione.
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Il vostro giornalista risponde...
1. La guerra contribuisce al riscaldamento climatico?


No, impossibile. Avrà notato che nessun telegiornale ne parla mai, e anche se entrano nei particolari di bombardamenti, invii di missili su obiettivi civili o militari ecc. questo aspetto della questione non è mai nemmeno sfiorato.

2. È vero che la teoria del riscaldamento climatico è un po' controversa... Ma almeno la guerra contribuisce all'inquinamento e alla perdita della biodiversità?

Ma no... Certo, se si cominciassero a utilizzare armi nucleari o a bombardare centrali nucleari, qualche problema potrebbe nascere. Ma per il momento la fauna e la flora selvatiche, così come i polmoni umani, possono respirare abbastanza bene nonostante la distruzione provocata dalla guerra. Come dice? Sì, naturalmente parlo dei sopravvissuti.
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Servilismo e analfabetismo storico-culturale si danno la mano Il semplice fatto che usi il termine "antisemitismo" in relazione alla decisione del Senato accademico di UniTo di non collaborare prossimamente con gli atenei israeliani, peraltro senza annullare…
La Meloni insiste.

Eppure anche lei dovrebbe essere in grado di capire, magari con un po' di sforzo, che l'"antisemitismo" non c'entra niente, nemmeno indirettamente o in forma «latente».

Se un governo è impegnato in un genocidio e in guerre di aggressione, fa parte del comune senso di umanità condannarlo, quale che sia

- la religione,
- l'ideologia,
- l'etnia,
- l'alimentazione,
- l'inno nazionale,

- il calendario
- ecc. ecc
.

che gli si possa in qualche modo far corrispondere, e la simpatia o antipatia che si nutre per ognuna di queste caratteristiche.

Il vero problema è un altro - ed è tutt'altro che latente.

Meloni e altre cariche dello Stato fanno di continuo affermazioni chiaramente false o infondate, e talvolta pure tali da mostrare un'intollerabile incompetenza.

Come mai, nel riportarle, i giornalisti non precisano che si tratta, appunto, di affermazioni false o infondate? Qual è il grado di dimostrabile e a volte evidente falsità in una dichiarazione ufficiale che può essere tollerato da un giornalista senza che senta il dovere, professionale, di venire in soccorso del lettore con una rettifica contestuale?

Se sono stati allestiti e finanziati reparti di sedicenti "verificatori dei fatti" sulle più insignificanti citazioni provenienti da autori anonimi o pseudonimi in qualsiasi rete virtuale, non sarebbe tanto più importante che analoghi reparti fossero destinati a vagliare parola per parola le affermazioni, enormemente più rilevanti, di presidenti, ministri, segretari di partito ecc. nazionali ed esteri?
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