Scienza e Democrazia
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Scuola di giornalismo - Come sta Joe Biden?

È almeno un anno che la competenza e la lucidità dell'attuale presidente degli Stati Uniti è oggetto di ironie e "diagnosi" in tutto il mondo. Anche negli stessi Stati Uniti, dove, non a caso, ha dovuto cedere la candidatura del partito democratico alla sua vice, Kamala Harris.

Sì, è vero che Giorgia Meloni ha espresso nel luglio scorso un parere differente, ma il sovranismo "alla carbonara" si può permettere questo e altro.

Ciò che però colpisce nel giornalismo nostrano è che, pur non avendo risparmiato frizzi e lazzi al "povero" Biden fino al subentro di Harris, da allora in poi lo abbia nettamente e tacitamente rivalutato.

In questo drammatico frangente è lui al timone degli Stati Uniti, il mondo pende dalle sue labbra, che penserà di questo o di quello (lui, di cui si dubitava ormai che potesse "pensare" altro che gaffe e banalità), le sue dichiarazioni vengono riportate come pietre miliari, senza alcuna messa in contesto:

- gli chiedono dell'Uragano Helene, e riportano le sue confortanti risposte;
- accettano come fosse la cosa più normale del mondo che sull'invasione israeliano del Libano dica: «Mi sentirei più a mio agio di quanto possiate immaginare se si fermassero»;
- annunciano come se fosse una indiscrezione che ha promesso (pubblicamente) che parlerà con il primo ministro israeliano Netanyahu;
- riportano con partecipazione la sua dichiarazione che tutte le nazioni del mondo dovrebbero condannare l'attacco dell'Iran a Israele.

Ora, è evidente che Biden non sta decidendo niente, e che quello che dice è la sua interpretazione - incerta e a volte ridicola - di un copione criminale scritto da altri. A beneficio di un giornalismo di propaganda, che ne rilancia le battute per confondere e paralizzare l'opinione pubblica.

Un giornalismo serio dovrebbe occuparsi di chi tiene realmente le redini della politica USA (persone e gruppi), e soprattutto non prendere come oro colato nessuna delle dichiarazioni che provengono dai portavoce o prestanome di complici in crimini contro l'umanità, come sono in questo momento USA e Israele - meno che mai da Biden.

Non sono nemmeno notizie
.

Le sole notizie sono i fatti concreti (comprese le dichiarazioni con effetti operativi e non puramente cerimoniali), e questi purtroppo sono ogni giorno più disastrosi per le sorti dell'umanità.
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Scuola di giornalismo - Esempio di non-notizia.

Riportano le agenzie:
«L’Italia continuerà a impegnarsi per una soluzione diplomatica, anche in qualità di presidente di turno del G7. Ho convocato per questo pomeriggio una riunione a livello dei leader». Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, citata dai media, in un discorso in apertura del Consiglio dei ministri.

L'Italia continuerà...

E quando aveva cominciato?
E quali erano stati gli effetti del suo impegno?
E che cosa intende dire la presidente del Consiglio nella riunione convocata?
Il governo (e in particolare lei, che ha precisato al mondo intero di essere una leader e non una follower, ricordate?) ha una posizione sulla quale non intende transigere?
E qual è?

Senza questa contestualizzazione siamo al livello del puro flatus vocis.
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I protagonisti televisivi della più triste stagione...

...della vita civile italiana sono stati premiati per le assurdità maligne e anticostituzionali che vomitavano a comando su chi non si prestava alla pericolosa e potenzialmente letale inoculazione.
Il Consiglio Superiore della Magistratura «censura» la giudice Susanna Zanda...

...per violazione della legge sul green pass e sul tampone antigenico, ma lascia cadere le altre accuse.

Un giudice deve rispettare la legge anche se priva di fondamento? Non è una bella lezione di diritto.

«Quis custodiet ipsos custodes?».
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Scuola di giornalismo - «Gli interessi americani ed europei» (nell'ordine).

Ha dichiarato il "ministro degli esteri" dell'UE, lo spagnolo Josep Borrell:

«Non possiamo permettere alla Russia di vincere la guerra, altrimenti interessi americani ed europei saranno danneggiati: appoggiare l'Ucraina non è una questione di generosità, perché amiamo il popolo ucraino»
.

- Può elaborare, signor Borrell, precisamente quali interessi europei (speriamo che lei dia più importanza a questi che a quelli di un paese extra-UE) sarebbero danneggiati nel caso che la Russia vincesse la guerra?

- E quali costi ritiene che l'UE debba ancora sopportare, dopo la manovra inefficace ed autolesionistica delle "sanzioni", per evitare che la guerra sia vinta dalla Russia?

- Sarebbe disposto a chiedere al suo governo nazionale di intervenire palesemente in Ucraina al fianco delle forze armate ucraine?

- Non crede che prendere decisioni che hanno già distrutto e distruggeranno un numero enorme di vite avrebbe richiesto e richiederebbe una vasta consultazione pubblica, per verificare che i cittadini europei siano pronti a seguirvi su questa strada non solo contraria alle costituzioni di alcuni degli stati membri dell'UE, ma anche prevedibilmente fallimentare?
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Scienza e Democrazia
I protagonisti televisivi della più triste stagione... ...della vita civile italiana sono stati premiati per le assurdità maligne e anticostituzionali che vomitavano a comando su chi non si prestava alla pericolosa e potenzialmente letale inoculazione.
Altro esempio...

Due anni e mezzo dopo il post qui sotto riprodotto, Jannik Sinner (22 anni) non ha potuto partecipare alle Olimpiadi di Parigi per una «tonsillite».

Ciò sarebbe potuto accadere anche a Novak Djokovic (37 anni), senza che la si potesse descrivere come una conseguenza del rifiuto dell'inoculazione anti-covid-19.

Invece non solo questo non è accaduto, ma Djokovic ha partecipato e ha vinto la medaglia d'oro il 4 agosto 2024 dopo una partita di quasi 3 ore che ha visto di fronte il più anziano finalista (lui) e il più giovane finalista (Carlos Alcaraz, 21 anni), in entrambi i casi in tutta la storia del tennis olimpico.

I profeti di sventura della carriera sportiva di Djokovich non hanno mai chiesto scusa all'opinione pubblica.

Evidentemente certe opinioni non erano il frutto di un'autonoma convinzione, ma il classico "lavoro sporco che qualcuno deve pur fare". Qualcuno, cioè, che ne abbia la vocazione...
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Intellettuali coraggiosi, anzi coraggiosissimi?

Alcuni autori pensano che una qualsiasi affermazione decente profferita da un personaggio che gode di una certa fama, nel senso della presenza sui principali media, sia un atto «coraggiosissimo», da trasmettere «a reti unificate».

Bisognerebbe però prima chiedersi: a che si deve questo genere di fama?

Non anche - ma in maniera essenziale - al silenzio o alla connivenza attiva con la classe dirigente in numerose altre occasioni
?

È maggiore il coraggio di dire qualcosa di giusto, e che peraltro è stato detto meglio da tanti altri, o la viltà di aver assecondato i governi italiani in una delle più grosse malefatte della storia repubblicana?

Sono domande importanti, soprattutto in un momento storico in cui i principali media hanno tacitamente "riabilitato" o addirittura premiato tutti coloro - intellettuali, politici, giornalisti, sportivi, artisti - che avevano dato man forte, con diversi gradi di impegno e di insipienza, alle violenze anticostituzionali della "stagione pandemica".
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Ecco un altro esempio. È inevitabile chiedersi: ma da uno scienziato che non capisce il proprio tempo, è sensato aspettarsi illuminazioni sulla natura del tempo? La formulazione è paradossale, ma il problema è reale. Ciò nonostante, se Rampini ha parlato…
Altri fantasmi che riappaiono...

...come se niente fosse nei salotti televisivi, o lo faranno alla prima occasione:

- Eva Cantarella: «"Da matti non fare subito il vaccino. È la nostra opportunità per tornare a vivere"». (18.II.2021)

- Anna Oliverio Ferraris: «L’interruzione [del vaccino AstraZeneca] ha creato ulteriori incertezze in una realtà già provata. [...] Non so quanto abbiano fatto bene Merkel, Macron, Draghi a prendere tale decisione, forse sarebbe stato meglio, più rassicurante, proseguire, dato che per gli esperti non ci sono correlazioni tra vaccino e trombosi. Le persone si sentono ancora più insicure».» (17.III.2021)

- Massimo Recalcati: «Il vaccino per gli adolescenti è una grande esperienza civile». (10.VI.2021)

- Umberto Galimberti: «Obbligo vaccinale, il Prof. Galimberti: "Non consideriamo liberi quelli che sono schiavi delle loro convinzioni infondate, non è libertà quella...".» (8.VIII.2021)

- Gianfranco Pasquino: «Gli insegnanti con i ragazzi debbono essere loro i primi a sentire il bisogno di vaccinarsi per non contagiare i ragazzi. Lo stesso vale per gli operatori sanitari, che ne devono sapere più di noi e che a maggior ragione dovrebbero vaccinarsi. È giusto che si dica loro ‘attenzione, se non vi comportate in questo modo queste sono le conseguenze’. Faccio notare [...] che non è un’imposizione, ma in un certo senso è l’offerta di una scelta, decidete voi se volete continuare a fare il vostro lavoro ed essere ricompensati”. (8.VIII.2021)

- Stefano Zecchi: «io sono un padre 'diversamente giovane'[...] che doveva decidere se far vaccinare o meno suo figlio [di 17 anni]. [...] Certo, alla fine abbiamo deciso. Il 23 agosto abbiamo l'appuntamento.» (9.VIII.2021)

- Gustavo Zagrebelsky: «Sa qual è un’altra parola usata a sproposito di questi tempi? [...] Libertà. Quelli che manifestano in piazza con il megafono contro le vaccinazioni dovrebbero usare la parola giusta: arbitrio. E’ questo che rivendicano: il diritto di fare ciò che vogliono, senza limiti. E’ una forma di arroganza, di prepotenza..» (14.IX.2021)

- Elena Cattaneo: «Abbiamo prove da decenni che i vaccini ci salvano la vita. Rispetto a qualsiasi vaccino l'aspirina ha 1.500 volte più effetti collaterali.» (18.IX.2021)

- Paolo Crepet: «sui no vax: “Se c’è chi non vede l’ora di finire intubato, lo dica. Oggi l’idiozia è la pandemia più terrificante”. (18.XI.2021)

- Tomaso Montanari: "[I no-vax minacciano la convivenza civile] perché se tutti non ci vaccinassimo non solo tutti ci ammaleremmo, ma porteremmo il sistema al collasso" (18.XI.2021)

- Eugenio Borgna: «C’è anche chi va incontro alla morte accettando il rischio di non vaccinarsi. Sa che ci si può infettare, finire in terapia intensiva e morire, ma la paura del vaccino vince la paura di morire. È davvero incomprensibile come l’uomo possa far male a sé stesso e all’altro [...]. La scienza indica come proteggerci e come proteggere, come sfuggire al drago dell’oblio. Perché non ascoltarla?». (29.XII.2021)

- Massimo Cacciari: «Vaccino Covid, ecco perché Massimo Cacciari ha fatto la terza dose: l’intervista». (12.I.2022)

- Sabino Cassese: «"Il nostro sistema sanitario è universale: non è possibile escludere dalle cure i no vax, è possibile porre a loro carico una parte delle spese perché sono colpevoli di non essersi vaccinati"». (20.I.2022)

- Luciano Floridi: «"Chi l'ha detto, poi, che i vaccini facciano veramente bene?" [...] Queste domande [...] sono domande retoriche, servono a generare confusione». (22.V.2022)

- Giorgio Parisi: «Proviamo a semplificare un problema complesso. Ci sono quattro punti. 1. La quarta dose riporta la protezione al livello più alto. 2. Non sappiamo se e quando potremmo essere contagiati. 3. Ma quello che sappiamo certamente è che il vaccino ci protegge dalla malattia grave. 4. Quelli che hanno più di sessant'anni sono più a rischio. Problema complesso, soluzione semplice.» (26.VII.2022).

Un po' diverso il caso di Franco Berrino, che ha ammesso nella maniera più netta, sia pure tardivamente, di aver sbagliato (26.IX.2022).
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«Gubernatorem in tempestate, in acie militem intellegas.»

Ricordare le dichiarazioni fuorvianti, in un periodo difficile, di personaggi della cultura che spesso vengono presi dal comune cittadino come una bussola intellettuale (per il solo fatto che sono televisivamente sovraesposti) è salutare, per la ragione spiegata da Seneca:

«il pilota di una nave capiscilo durante la tempesta, il soldato sul campo di battaglia»
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Purtroppo le cose non sono andate come dovevano.
Lodevole l'iniziativa di Macron contro l'invio di armi a Israele.

Lo imiterà il nostro governo?

Va però detto che sull'equilibrio di giudizio del presidente francese ci sono forti riserve da fare, dato che era lui che voleva mandare soldati contro la Russia, e che ha comunque mandato a combattere la legione straniera (qui e qui).
Una delle notizie a cui gli storici futuri...

...stenteranno a credere è che:

- da un lato, a causa del "terribile" covid-19 il personale sanitario era ufficialmente descritto come impegnato a lavorare oltre ogni soglia di resistenza umana, e gli ospedali affondavano sotto l'alluvione dei ricoveri "covid-19";

- dall'altro circolavano video che mostravano quello stesso personale (o almeno i colleghi di quelli che crollavano perennemente sulle scrivanie con la faccia segnata dalla mascherina...) che in ambienti ospedalieri, e con palese sprezzo della sensibilità dei degenti ma con il necessario consenso dei dirigenti sanitari, si esibivano in complesse, allegre e talvolta provocanti danze ritmiche.

Gli storici si chiederanno: questo contrasto era per comunicare ai buoni intenditori che l'emergenza era gonfiata ad arte, mentre i cattivi intenditori (cioè la maggioranza) si sarebbero commossi per lo sforzo di ottimismo dei sanitari pur così duramente provati?

È un'ipotesi sulla quale qualche giornalista investigativo dovrebbe provare a fare qualche ricerca il prima possibile.

Solo per risparmiare lavoro agli storici futuri, beninteso... perché la magistratura, finora, non ha trovato niente da ridire.

P.S. A conferma della plausibilità dell'ipotesi si può notare (come è chiaro pure dal video) che il fenomeno non è stato solo italiano (e per l'Italia si veda qui e qui), ma almeno europeo.