Scienza e Democrazia
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Scienza e Democrazia
Agente? La senatrice a vita Liliana Segre è stata descritta, in un cartellone durante una manifestazione a favore della Palestina, come «agente sionista». La dichiarazione riprodotta nel cartellone a prova di ciò è: «La parola genocidio io l'ho conosciuta…
Solo in Italia, e in altri paesi che hanno perso...

...
non solo la sovranità politica, ma anche la sovranità intellettuale, ci si scandalizza quando qualcuno chiama "assassino" un assassino.
Scienza e Democrazia
Le trattative diplomatiche secondo Israele... ...e ovviamente secondo gli USA. «Nelle ultime ore Israele ha effettuato attacchi contro Libano, Striscia di Gaza, Siria e Yemen. Chi altro dovrebbe bombardare affinché tutti capiscano che Israele vuole la…
«Auferre, trucidare, rapere, falsis nominibus imperium, atque, ubi solitudinem faciunt, pacem appellant.»

Continuano gli sforzi degli Stati Uniti per riportare la pace in Medio Oriente... A loro modo, naturalmente.

Tacito, nella Vita di Agricola, aveva caratterizzato con due millenni di anticipo l'imperialismo USA. Allora i «raptores orbis» erano i romani, così descritti da Calgaco, capo dei Caledoni:

«la [loro] arroganza invano cercheresti di evitare tramite l'ossequio e la moderazione.

Predatori del mondo intero, adesso che mancano terre alla loro sete di totale devastazione vanno a frugare anche il mare.

Avidi se il nemico è ricco e arroganti se è povero. Gente che né l'oriente né l'occidente possono saziare. Solo loro bramano possedere con pari smania ricchezza e miseria.

Rubano, massacrano, rapinano, e con falso nome lo chiamano impero.

Laddove fanno il deserto, lo chiamano pace.»


Concetti che possiamo dimenticare solo a nostro danno.
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Scuola di giornalismo - Come sta Joe Biden?

È almeno un anno che la competenza e la lucidità dell'attuale presidente degli Stati Uniti è oggetto di ironie e "diagnosi" in tutto il mondo. Anche negli stessi Stati Uniti, dove, non a caso, ha dovuto cedere la candidatura del partito democratico alla sua vice, Kamala Harris.

Sì, è vero che Giorgia Meloni ha espresso nel luglio scorso un parere differente, ma il sovranismo "alla carbonara" si può permettere questo e altro.

Ciò che però colpisce nel giornalismo nostrano è che, pur non avendo risparmiato frizzi e lazzi al "povero" Biden fino al subentro di Harris, da allora in poi lo abbia nettamente e tacitamente rivalutato.

In questo drammatico frangente è lui al timone degli Stati Uniti, il mondo pende dalle sue labbra, che penserà di questo o di quello (lui, di cui si dubitava ormai che potesse "pensare" altro che gaffe e banalità), le sue dichiarazioni vengono riportate come pietre miliari, senza alcuna messa in contesto:

- gli chiedono dell'Uragano Helene, e riportano le sue confortanti risposte;
- accettano come fosse la cosa più normale del mondo che sull'invasione israeliano del Libano dica: «Mi sentirei più a mio agio di quanto possiate immaginare se si fermassero»;
- annunciano come se fosse una indiscrezione che ha promesso (pubblicamente) che parlerà con il primo ministro israeliano Netanyahu;
- riportano con partecipazione la sua dichiarazione che tutte le nazioni del mondo dovrebbero condannare l'attacco dell'Iran a Israele.

Ora, è evidente che Biden non sta decidendo niente, e che quello che dice è la sua interpretazione - incerta e a volte ridicola - di un copione criminale scritto da altri. A beneficio di un giornalismo di propaganda, che ne rilancia le battute per confondere e paralizzare l'opinione pubblica.

Un giornalismo serio dovrebbe occuparsi di chi tiene realmente le redini della politica USA (persone e gruppi), e soprattutto non prendere come oro colato nessuna delle dichiarazioni che provengono dai portavoce o prestanome di complici in crimini contro l'umanità, come sono in questo momento USA e Israele - meno che mai da Biden.

Non sono nemmeno notizie
.

Le sole notizie sono i fatti concreti (comprese le dichiarazioni con effetti operativi e non puramente cerimoniali), e questi purtroppo sono ogni giorno più disastrosi per le sorti dell'umanità.
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Scuola di giornalismo - Esempio di non-notizia.

Riportano le agenzie:
«L’Italia continuerà a impegnarsi per una soluzione diplomatica, anche in qualità di presidente di turno del G7. Ho convocato per questo pomeriggio una riunione a livello dei leader». Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, citata dai media, in un discorso in apertura del Consiglio dei ministri.

L'Italia continuerà...

E quando aveva cominciato?
E quali erano stati gli effetti del suo impegno?
E che cosa intende dire la presidente del Consiglio nella riunione convocata?
Il governo (e in particolare lei, che ha precisato al mondo intero di essere una leader e non una follower, ricordate?) ha una posizione sulla quale non intende transigere?
E qual è?

Senza questa contestualizzazione siamo al livello del puro flatus vocis.
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I protagonisti televisivi della più triste stagione...

...della vita civile italiana sono stati premiati per le assurdità maligne e anticostituzionali che vomitavano a comando su chi non si prestava alla pericolosa e potenzialmente letale inoculazione.
Il Consiglio Superiore della Magistratura «censura» la giudice Susanna Zanda...

...per violazione della legge sul green pass e sul tampone antigenico, ma lascia cadere le altre accuse.

Un giudice deve rispettare la legge anche se priva di fondamento? Non è una bella lezione di diritto.

«Quis custodiet ipsos custodes?».
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Scuola di giornalismo - «Gli interessi americani ed europei» (nell'ordine).

Ha dichiarato il "ministro degli esteri" dell'UE, lo spagnolo Josep Borrell:

«Non possiamo permettere alla Russia di vincere la guerra, altrimenti interessi americani ed europei saranno danneggiati: appoggiare l'Ucraina non è una questione di generosità, perché amiamo il popolo ucraino»
.

- Può elaborare, signor Borrell, precisamente quali interessi europei (speriamo che lei dia più importanza a questi che a quelli di un paese extra-UE) sarebbero danneggiati nel caso che la Russia vincesse la guerra?

- E quali costi ritiene che l'UE debba ancora sopportare, dopo la manovra inefficace ed autolesionistica delle "sanzioni", per evitare che la guerra sia vinta dalla Russia?

- Sarebbe disposto a chiedere al suo governo nazionale di intervenire palesemente in Ucraina al fianco delle forze armate ucraine?

- Non crede che prendere decisioni che hanno già distrutto e distruggeranno un numero enorme di vite avrebbe richiesto e richiederebbe una vasta consultazione pubblica, per verificare che i cittadini europei siano pronti a seguirvi su questa strada non solo contraria alle costituzioni di alcuni degli stati membri dell'UE, ma anche prevedibilmente fallimentare?
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Scienza e Democrazia
I protagonisti televisivi della più triste stagione... ...della vita civile italiana sono stati premiati per le assurdità maligne e anticostituzionali che vomitavano a comando su chi non si prestava alla pericolosa e potenzialmente letale inoculazione.
Altro esempio...

Due anni e mezzo dopo il post qui sotto riprodotto, Jannik Sinner (22 anni) non ha potuto partecipare alle Olimpiadi di Parigi per una «tonsillite».

Ciò sarebbe potuto accadere anche a Novak Djokovic (37 anni), senza che la si potesse descrivere come una conseguenza del rifiuto dell'inoculazione anti-covid-19.

Invece non solo questo non è accaduto, ma Djokovic ha partecipato e ha vinto la medaglia d'oro il 4 agosto 2024 dopo una partita di quasi 3 ore che ha visto di fronte il più anziano finalista (lui) e il più giovane finalista (Carlos Alcaraz, 21 anni), in entrambi i casi in tutta la storia del tennis olimpico.

I profeti di sventura della carriera sportiva di Djokovich non hanno mai chiesto scusa all'opinione pubblica.

Evidentemente certe opinioni non erano il frutto di un'autonoma convinzione, ma il classico "lavoro sporco che qualcuno deve pur fare". Qualcuno, cioè, che ne abbia la vocazione...
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Intellettuali coraggiosi, anzi coraggiosissimi?

Alcuni autori pensano che una qualsiasi affermazione decente profferita da un personaggio che gode di una certa fama, nel senso della presenza sui principali media, sia un atto «coraggiosissimo», da trasmettere «a reti unificate».

Bisognerebbe però prima chiedersi: a che si deve questo genere di fama?

Non anche - ma in maniera essenziale - al silenzio o alla connivenza attiva con la classe dirigente in numerose altre occasioni
?

È maggiore il coraggio di dire qualcosa di giusto, e che peraltro è stato detto meglio da tanti altri, o la viltà di aver assecondato i governi italiani in una delle più grosse malefatte della storia repubblicana?

Sono domande importanti, soprattutto in un momento storico in cui i principali media hanno tacitamente "riabilitato" o addirittura premiato tutti coloro - intellettuali, politici, giornalisti, sportivi, artisti - che avevano dato man forte, con diversi gradi di impegno e di insipienza, alle violenze anticostituzionali della "stagione pandemica".
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