Scienza e Democrazia
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Un bambino a Berlino sventola la bandiera palestinese.

La polizia si mette a rincorrerlo.

E lo arresta.

La prossima volta chiediamoci ancora - con tutti i segni facciali dello sconcerto e dell'indignazione - come poterono i tedeschi obbedire a Hitler. E gli italiani a Mussolini.

Incredibile, no?

Certe cose potevano succedere solo a quei tempi...
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Il premio a Zelensky, il premio alla Meloni...

Il messaggio fondamentale, che viene più o meno confusamente percepito anche dai meno smaliziati, non è che questi due personaggi abbiano fatto qualcosa di valido anche se non si è capito bene cosa.

Il messaggio fondamentale è che c'è un potere che li protegge anche se non fanno niente di buono, anzi, anche se ogni loro scelta è un disastro per una collettività di persone ignare.

E questo potere li protegge non solo mettendoli al riparo da ogni giustizia ufficiale, ma anche riconoscendo loro, nella finzione scenica in cui sono perennemente impegnati, competenze autorevolezza rappresentatività in campi di cui non sanno letteralmente nulla.

Zelensky ha dato quale «contributo allo sviluppo dell'umanità» - o volevano dire al suo scempio?

La Meloni riceve il premio Global Citizen Award da Elon Musk per quale ragione palese diversa dal fatto che da quando è in carica non fa che viaggiare?

La fanno parlare all'Assemblea generale dell'ONU per che cosa, se non per ribadire l'asservimento del paese di cui aveva promesso di difendere la sovranità?

E perché mai gli italiani dovrebbero mandare lei a trattare del futuro dell'Intelligenza Artificiale in Italia?

Probabilmente per la stessa non-ragione per cui fu mandata la Lorenzin ad assumere l'impegno di fare dell'Italia la «capofila delle strategie vaccinali a livello mondiale». Cioè nessuna delle due ha mai avuto alcun vero potere decisionale - come del resto nemmeno l'ex presidente in mimetica.

E giudicando dai risultati precedenti, se non fermiamo in tempo questa grottesca recita rischiamo di vederla trasformata nel preparativo di una seconda catastrofe.
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La libertà di espressione al congresso annuale...

...del partito laburista a LIverpool.

Un giovane interrompe Rachel Reeves, Cancelliera dello Scacchiere (pressappoco: ministra delle Finanze), dicendo: "Stiamo ancora vendendo armi a Israele!".

Il personale lo afferra e trascina fuori in malo modo, mentre la Reeves, senza nascondere il suo compiacimento, dice "Siamo un partito della classe lavoratrice, non un partito della protesta!".

E il pubblico applaude.

Come a dire che gli operai sono contenti se i salari e i posti di lavoro aumentano grazie alla produzione di armi che servono al genocidio dei palestinesi...

A proposito: le parole "genocidio" e "apartheid" sono state proibite nei volantini del congresso.
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Il premio a Zelensky, il premio alla Meloni... Il messaggio fondamentale, che viene più o meno confusamente percepito anche dai meno smaliziati, non è che questi due personaggi abbiano fatto qualcosa di valido anche se non si è capito bene cosa. Il messaggio…
Giorgia Meloni ammonisce l'ONU.

«non ci interessa creare nuove gerarchie e non crediamo che esistano nazioni di serie A e serie B: esistano le nazioni, con i cittadini che hanno tutti gli stessi diritti”, il monito della premier

"Non lo crediamo" - dice Meloni - ma dovrebbe aggiungere:

"Nondimeno, ci comportiamo sistematicamente come se esistessero nazioni di serie A e serie B.

Alle seconde mandiamo armi se ce lo dicono le nazioni di serie A
.

Quanto a noi, ci accontenteremmo di non retrocedere in serie C.

Ma abbiamo cominciato male
il campionato".
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Il presidente della Repubblica ci dà una lezione di scetticismo…

...di illuministica chiarezza:

«Tante volte la rappresentazione dei fatti è condizionata dagli interessi di chi li propone. Questo trova una massima espressione nelle fake news e nella passività critica con cui vengono recepite. Per questo riflettere, coltivare il dubbio, approfondire e pensare in proprio è indispensabile. E per questo occorre responsabilità.»

Si pone allora il problema di stabilire una netta linea di demarcazione tra la pubblica coltivazione del dubbio e il vilipendio di cariche dello Stato che ostentino sicurezza nel dare credito a ciò di cui si dubita.

È un problema che negli ultimi anni ha impegnato i più acuti tra i giuristi e i teorici dell'azione comunicativa, ma un soddisfacente consenso al riguardo sembra ancora di là da venire.
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Il presidente della Repubblica ci dà una lezione di scetticismo… ...di illuministica chiarezza: «Tante volte la rappresentazione dei fatti è condizionata dagli interessi di chi li propone. Questo trova una massima espressione nelle fake news e nella passività…
Speriamo che il presidente Mattarella intervenga ammonendo il Senato Accademico...

...dell'università di Siena che la censura di chi coltiva il dubbio non può essere accettata, e meno che mai può aver luogo in un'università.

Per non dire dell'alta competenza degli oratori a cui è stato impedito arbitrariamente di esporre i propri punti di vista.

Così si comporta quella stessa comunità accademica italiana che aveva soppresso qualsiasi confronto critico sulla questione covid-19, rendendosi complice di un disastro sanitario delle cui proporzioni si comincia a diffondere solo adesso più largamente nell'opinione pubblica la consapevolezza.

Adesso siamo passati al silenzio sul genocidio in corso in Palestina.
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Però se si è disposti a confondere tra coraggio civile e intellettuale da un lato...

...e corteggiamento delle mode più abiette dall'altro, l'università italiana offre fulgidi esempi, come quello del «laboratorio» sui «bambin* trans» (per inciso: chi usa asterischi o altri grafemi invece della corretta desinenza italiana dovrebbe essere sottoposto a procedimento disciplinare).

A proposito: notate la dicitura che «La ricerca ha ricevuto l'approvazione del comitato etico dell'Università Roma 3» e capirete che cosa sono e a che servono oggi i "comitati etici".
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Un sintomo di come è cambiato il vento sulla questione covid-19.

L'hanno riportato le televisioni in cui questo strano personaggio è stato onnipresente durante la stagione "pandemica"?
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Sionismo. Il sionismo è una forma di fanatismo geopolitico solo vagamente collegato con la religione ebraica. Per citare Wikipedia (versione inglese): «Il sionismo è un movimento etno-culturale nazionalista emerso in Europa nel tardo 19mo secolo, con lo…
Sionismo come antiebraismo.

Ecco come vengono trattati gli ebrei ortodossi in Israele.

E per quanto riguarda il trattamento dei Palestinesi, la prescrizione rilevante dell'Antico Testamento è contenuta nel Levitico (33-34,) e dice (traduzione dalla Vulgata):

"Se uno straniero verrà nella vostra terra e si fermerà tra voi, non glielo rinfaccerete, ma sia tra voi come un nativo, e lo amerete come voi stessi. Perché anche voi siete stati stranieri in terra di Egitto".

L'importante differenza, che ne rafforza il significato, è che nel caso di Israele sono gli israeliani che sono venuti nella terra dei palestinesi, e non viceversa.

Dopodiché, andate a risentire la rappresentante dei coloni israeliani.
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Sionismo come antiebraismo. Ecco come vengono trattati gli ebrei ortodossi in Israele. E per quanto riguarda il trattamento dei Palestinesi, la prescrizione rilevante dell'Antico Testamento è contenuta nel Levitico (33-34,) e dice (traduzione dalla Vulgata):…
Ecco un esempio della normalità di ciò che fa l'esercito israeliano con i civili palestinesi.

Qualche studio legale dovrebbe denunciare il governo italiano a qualche tribunale internazionale:

- per il disonore con cui la sua complicità con questi crimini quotidiani sta insozzando il popolo italiano agli occhi di tutto il mondo;

- e per i danni morali che la porzione consapevole della cittadinanza sta soffrendo per essere coinvolta suo malgrado in queste malefatte.
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Giorgia Meloni ammonisce l'ONU. «non ci interessa creare nuove gerarchie e non crediamo che esistano nazioni di serie A e serie B: esistano le nazioni, con i cittadini che hanno tutti gli stessi diritti”, il monito della premier.» "Non lo crediamo" - dice…
Il discorso di Giorgia Meloni.

Se a scuola vi avessero assegnato il tema "Immaginate di essere il Presidente del Consiglio e discutete l'attuale situazione geopolitica", e aveste consegnato come svolgimento il discorso tenuto da Giorgia Meloni a New York, vi avrebbero dato la sufficienza?

Se sì, la vostra non era una buona scuola.

Limitiamoci a una sola "perla":

«Come politico, hai fondamentalmente due opzioni: essere un leader o un follower, indicare una rotta o meno, agire per il bene del proprio popolo o agire solo guidati dai sondaggi. La mia ambizione è quella di guidare, non di seguire.»

Commento del docente:

"Stai confondendo la democrazia rappresentativa con i sondaggi, cioè l'impegno preso con l'elettorato, e la stima mediante questionari delle opinioni correnti in un certo momento.

Inoltre stai assumendo che l'opinione pubblica, anche se ben sondata, sia per lo più in errore su quale sia il bene del popolo, e che sia invece il tuo giudizio personale a dover prevalere. È una dottrina eversiva che un capo di governo non dovrebbe far propria, né in privato né tanto meno in pubblico.

Infine non consideri le pressioni sulle tue scelte, che possono far sì che, pur non seguendo la volontà del popolo, tu stia seguendo la volontà di altri soggetti, che forse vogliono il male del tuo popolo.

P.S. Dovresti evitare l'uso stereotipato di termini inglesi, che danno l'impressione di una caricatura di come si esprimerebbe un vero Presidente del Consiglio italiano".
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I "vaccini" anti-covid-19 e lo sport.

«Un aspetto che ha colpito tutti gli osservatori neutrali della situazione epidemiologica internazionale è stato il gran numero di atleti colpiti da ictus, infarti e altri eventi gravi. Si tratta di persone giovani, sotto stretto o almeno periodico controllo medico, e che in passato solo molto raramente sembravano essere state vittime di tali eventi – o è solo un effetto della maggiore attenzione per questo genere di notizie nel clima pandemico? Era difficile pensarlo.

Ora uno studio ha passato in rassegna i problemi cardiaci insorti nei giocatori di calcio nei 6 anni precedenti il 2021, e ha confermato l’impressione che molti di noi si erano fatta: nel 2021 tali problemi sono raddoppiati rispetto al valore atteso

Ecco un'antologia recente di casi, con particolare attenzione a sportivi professionisti, spesso in discipline in cui una perfetta integrità fisica è essenziale, e a personaggi televisivi.

La citazione iniziale è estratta da un articolo del gennaio 2022.

Si era già capito tutto. Nessun altro farmaco sarebbe rimasto in commercio anche dopo solo alcuni eventi, come quelli documentati nel video, correlati alla sua assunzione - data l'enorme improbabilità a priori che si verificassero.

Chi continua a dire, o diceva, che episodi del genere "si sono sempre verificati" (cioè con la stessa o simile frequenza) è un mentitore.
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«Offesa all'onore o al prestigio del Presidente della Repubblica».

Un attivista triestino è stato denunciato per offesa al Presidente della Repubblica (PdR) italiana in base all'art. 278 del Codice Penale, per aver commentato su Facebook in maniera offensiva alcune dichiarazione dell'attuale PdR Sergio Mattarella (qualificato, tra l'altro, come «essere spregevole» e con un epiteto volgare).

L'attivista è sotto processo e rischia una pena detentiva fino a 5 anni.

Precisiamo che a una persona spregevole può capitare di dire una cosa molto giusta e, viceversa, a una persona niente affatto spregevole può capitare di dirne una molto sbagliata. Mirare direttamente al parlante per screditare ciò che dice è in generale - ma ci sono importanti eccezioni, come quelle codificate nella nozione di conflitto di interesse - una maniera debole di affrontare una questione di merito.

D'altra parte una scelta di stile comunicativo inelegante non rientra nella fattispecie del reato, e un'intemperanza verbale può essere scusata, se non giustificata, in relazione alla gravità di ciò che l'ha suscitata.

Come ho spiegato in più sedi in dettaglio, ritengo che affermazioni come quelle del PdR a favore della campagna vaccinale anti-covid-19 siano non solo infondate, ma, nel contesto attuale e data la veste istituzionale in cui sono state pronunciate, pericolose, in quanto atte a indurre cittadini ingenui a comportamenti illusoriamente benefici ma in realtà autolesionistici.

Per quanto riguarda la punizione prevista dall'art. 278 del Codice Penale per chi «offende l'onore o il prestigio del Presidente della Repubblica», sussiste un'intrinseca ambiguità tra il PdR come persona storicamente individuata, e il PdR come istituzione repubblicana simbolo dell'«unità nazionale» (art. 87 Cost.).

L'onore riguarda il primo, il prestigio riguarda il secondo.


E mentre è plausibile che la legge tuteli il prestigio dell'istituzione dall'offesa (ci ritorneremo), è fortemente dubbia la legittimità costituzionale dell'applicazione della stessa tutela alla persona che lo rappresenta.

L'ambiguità non è stata risolta dalla sentenza della Cassazione Penale (CP) n. 12625/2004, la quale recita:

«È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 278 c.p., sollevata in riferimento agli artt. 21, 24, 25 e 111 della Costituzione, in quanto la norma incrimina l'offesa ad un bene giuridico di rilevanza costituzionale, quale l'onore ed il prestigio della stessa istituzione repubblicana e dell'unità nazionale che il Presidente della Repubblica rappresenta; [...]»

Qui la CP commette, inspiegabilmente, una grave confusione: l'onore del PdR. a differenza del prestigio, non è e non può essere considerato «un bene giuridico di rilevanza costituzionale».

Altrimenti ciò significherebbe che:

- il ruolo di PdR impedisca a chi lo riveste di fare alcunché di disonorevole, il che è assurdo oltre che offensivo, perché priverebbe la persona del PdR del libero arbitrio;

- o, in alternativa, che quanto di disonorevole la persona del PdR faccia non possa mai essere definito tale senza offesa al prestigio dell'istituzione repubblicana, il che è pure assurdo, perché tale prestigio non può dipendere dall'operato di chi la incarna in un certo momento storico, e meno ancora dalla repressione di chi voglia denunciarne gravi inadempienze.

Al PdR, in particolare, si può legittimamente chiedere di dimettersi - come nella storia repubblicana è accaduto - appunto per l'incompatibilità percepita del suo comportamento istituzionale con la carica che riveste. E l'art. 90 della Costituzione prevede specificamente la messa in «stato d'accusa» del PdR «per alto tradimento o per attentato alla Costituzione».

Evidentemente, se ogni discorso che leda l'onore della persona del PdR fosse considerato un reato, non si sa come si potrebbe mai arrivare a mettere un qualsiasi PdR in stato d'accusa: cosa invece prevista dalla Costituzione.
[continua]
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[segue]
In breve: insultare una delle istituzioni repubblicane in quanto tale, come il Parlamento, la Corte Costituzionale, il PdR ecc. può effettivamente configurarsi come attacco alla Costituzione, e quindi, come tale, perseguibile - con tutti i riguardi dovuti a quella che, in definitiva, è incontinenza nell'esercizio di un diritto costituzionalmente garantito: il «diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione» (art. 21 Cost.).

Invece, insultare la persona che ricopre una delle cariche istituzionali, per esprimere nella forma più inequivocabile che, a nostro parere, essa non lo fa degnamente, può essere biasimato per eventuale intemperanza verbale, ma non è in alcun modo un attentato alla Costituzione o una lesione di un «bene giuridico di rilevanza costituzionale».

Al contrario, va considerato come tentativo, per quanto inelegante o eventualmente erroneo, di salvaguardare l'effettività del dettato costituzionale.

Un vero attentato alla Costituzione è invece ipotizzabile per chi:

- utilizza in sede istituzionale formulazioni di principî costituzionali per difendere un operato che ne contraddice la lettera o lo spirito;

- esorbita dall'ambito delle proprie competenze per avallare tesi controverse in ambiti specialistici la familiarità con i quali non è in alcun modo presupposta dalla sua carica.

È su questo, piuttosto che sulle scelte di stile di un comune cittadino alle prese con il suo pubblico virtuale, che si dovrebbe aprire una seria discussione pubblica.
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"You're the One that I Want".

Anche il premio Nobel per la pace sta per arrivare?
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