Scienza e Democrazia
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Scienza e Democrazia
Si noti il comportamento di voto al momento di giudicare il testo completo, che include anche l'articolo 8: «Le delegazioni di Fratelli d'Italia, Forza Italia e Partito democratico, con l'eccezione di Marco Tarquinio e Cecilia Strada, hanno poi votato compattamente…
Maggiori dettagli sulla tristissima vicenda si leggono qui.

Tristissima ma non inaspettata, date le ripetute prese di posizione transatlantiche a favore dell'attore di Kiev da parte di Giorgia Meloni.

Del resto, sulla scena politica internazionale non c'è in questi anni livello di ipocrisia . che non sia stato superato.

Per esempio Israele aveva condannato l'intervento della Russia in Ucraina perché «la guerra non è lo strumento per risolvere i conflitti».

O volevano intendere che mentre la "guerra" non è un tale strumento, lo sarebbe lo sterminio di un popolo e la distruzione del territorio da questo abitato?
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Bill Gates dice che è sorpreso...

...del fatto che i cittadini «facciano difficoltà a fidarsi dei governi».

Il fatto che tollerino che i loro governi abbiano assegnato a personaggi come lui un potere così grande sui loro destini prova invece che se ne fidano troppo.

Dopo tanti disastri, questa è la cosa più sorprendente.
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Intanto il neoministro della cultura Alessandro Giuli apre il G7 della cultura...

...con una medaglia alla resistenza ucraina:

«Giuli ha donato al ministro della Cultura e delle Comunicazioni Strategiche dell'Ucraina, Mikola Tochytskyi, una medaglia in bronzo per i due anni della resistenza ucraina. La medaglia è stata realizzata dall'officina della Zecca dello Stato.

"Il G7 è stato volutamente aperto dal ministro della cultura ucraina affinché fosse chiaro a tutti che l'ordine del giorno di questo G7 riguarda sì la cultura ma si parte dai fondamentali: le democrazie liberali di tutto il mondo sono compatte e unite per la tutela dei beni culturali di un Paese aggredito che fa parte della nostra cultura europea e mondiale".

Così il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, a margine del G7 a Napoli.»

Nonostante la diffidenza che è giusto avere per la classe accademica, continuo a pensare che un certo uso retorico e irresponsabile di termini come "cultura", "democrazie liberali", "Paese aggredito", "cultura europea e mondiale" sia più facile in chi non abbia titoli di studio eccelsi.

E non a caso la non laureata Giorgia Meloni ha nominato il non laureato Alessandro Giuli...
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I due pesi della censura.

Meta/Facebook e Instagram censurano regolarmente e sopprimono le pagine critiche della politica israeliana. Al tempo stesso non si fanno il minimo scrupolo di lasciare imperversare la propaganda pro-israeliana, anche nelle forme più truci.

Questo è un esempio recente che ci è stato segnalato, ed è fra i più "innocenti".

È un Israele da da cartolina. Le ragazze ritratte, soldatesse del IDF (Israeli Difence Force), vengono definite "Angels". E i commenti sono quasi tutti elogiativi.

Il contesto rende questa fotografia oscena.

Un caso di banalizzazione del male che non potrà che favorire contro Israele quei sentimenti di ripugnanza che ci si illude di combattere con i divieti e le "regole della community".

E sarebbero sentimenti sbagliati non in quanto "odio", ma solo se dimenticassero i cittadini israeliani perseguitati perché manifestano contro i crimini commessi in loro nome dal governo di Netanyahu.
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Maggiori dettagli sulla tristissima vicenda si leggono qui. Tristissima ma non inaspettata, date le ripetute prese di posizione transatlantiche a favore dell'attore di Kiev da parte di Giorgia Meloni. Del resto, sulla scena politica internazionale non c'è…
Continua la servile obbedienza dei non-rappresentanti del popolo italiano.

Un'altra risoluzione ONU che vede l'Italia tra gli astenuti:

«Ieri il Parlamento italiano si è tuttavia astenuto dalla risoluzione ONU che chiede a Tel Aviv di ritirare la sua “presenza illegale” e “l’evacuazione dai territori occupati” da Gaza e dalla Cisgiordania entro 12 mesi.

Il voto ha registrato 124 sì, 14 a dire di no tra cui gli Stati Uniti, e 43 astenuti: tra questi ultimi l’Italia, che di fatto si oppone “all’autoaffermazione del popolo palestinese”.»
Asocialità?
Folla solitaria?
Ipnosi digitale collettiva?
...

No, stanno solo controllando a che ora arriva l'autobus.
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Un nuovo tipo di disforia stenta ad ottenere adeguato riconoscimento.

Gli esperti non sanno a che si debba questo ritardo nelle scienze umane e mediche. Ma per lo più concordano che la base di tale disforia non possa che essere genetica.

L'individuo che ne è colpito, di solito ben al di sopra di qualsiasi convenzionale soglia di povertà, spesso se ne rende conto dopo aver cominciato a seguire certe serie televisive - quelle con personaggi che guidano fuoriserie, abitano in ville rinascimentali con piscine olimpioniche, passeggiano per giardini privati che sembrano il parco di Capodimonte ecc.

È la disforia di reddito.

È facile comprendere la frustrazione che un individuo così affetto prova quando la sua identificazione con gli appartenenti a una superiore fascia di reddito non solo non viene accettata al momento di pretendere crediti da alberghi di lusso, società immobiliari, banche, agenti finanziari ecc., ma viene derisa o sfidata con richieste irriguardose, e francamente brutali, che arrivano fino alla verifica della sua denuncia dei redditi.

Alcuni sostengono che i transeconomici - come si è proposto di chiamarli - potrebbero ricevere un sollievo dei sintomi attraverso un ciclo di sedute psicologiche. Ma è chiaro che tale terapia non potrà essere che palliativa e di scarsa efficacia. Se infatti, come si diceva, la base del transeconomismo è genetica, non sarà un'ulteriore violenza su chi ne è colpito, e che per esso già soffre gravi discriminazioni, scambiare il suo stato con una mera illusione psicologica?

È chiaro che l'unica terapia definitiva non potrà essere altro che accompagnare il disforico alla transizione di reddito, cosa che gli restituirebbe quella coincidenza tra identità sociale e identità soggettiva la cui mancanza rischia di trasformargli la vita in una lunga tortura.

Purtroppo, sembra che il finanziamento di questa terapia radicale (ma efficace!) non sarà incluso nella legge finanziaria per il futuro prevedibile.

Alcuni sociologi della scienza sono arrivati a congetturare che proprio questa circostanza potrebbe essere ciò che inibisce negli scienziati la disponibilità a riconoscere e studiare la suddetta disforia. E ciò spiegherebbe in maniera soddisfacente l'altrimenti misterioso ritardo da cui siamo partiti.

Fatto sta che il transecononomismo non ha ancora ricevuto l'attenzione e gli investimenti che merita. Forse potrebbe essere d'aiuto l'istituzione di giornate e manifestazioni dell'orgoglio transeconomico.

Ma chi le finanzierà?...
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Città del Messico, 16 ottobre 1968.
Anche oggi ci sono sportivi - pochi, è vero - che non dimenticano di essere uomini.

Ma ricevono minore spazio sui media di una visita di una cantante a una sfilata di moda.

Anzi, più precisamente: zero spazio.

Sono i cattivi esempi di oggi, che non vanno pubblicizzati.
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Un bambino a Berlino sventola la bandiera palestinese.

La polizia si mette a rincorrerlo.

E lo arresta.

La prossima volta chiediamoci ancora - con tutti i segni facciali dello sconcerto e dell'indignazione - come poterono i tedeschi obbedire a Hitler. E gli italiani a Mussolini.

Incredibile, no?

Certe cose potevano succedere solo a quei tempi...
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Il premio a Zelensky, il premio alla Meloni...

Il messaggio fondamentale, che viene più o meno confusamente percepito anche dai meno smaliziati, non è che questi due personaggi abbiano fatto qualcosa di valido anche se non si è capito bene cosa.

Il messaggio fondamentale è che c'è un potere che li protegge anche se non fanno niente di buono, anzi, anche se ogni loro scelta è un disastro per una collettività di persone ignare.

E questo potere li protegge non solo mettendoli al riparo da ogni giustizia ufficiale, ma anche riconoscendo loro, nella finzione scenica in cui sono perennemente impegnati, competenze autorevolezza rappresentatività in campi di cui non sanno letteralmente nulla.

Zelensky ha dato quale «contributo allo sviluppo dell'umanità» - o volevano dire al suo scempio?

La Meloni riceve il premio Global Citizen Award da Elon Musk per quale ragione palese diversa dal fatto che da quando è in carica non fa che viaggiare?

La fanno parlare all'Assemblea generale dell'ONU per che cosa, se non per ribadire l'asservimento del paese di cui aveva promesso di difendere la sovranità?

E perché mai gli italiani dovrebbero mandare lei a trattare del futuro dell'Intelligenza Artificiale in Italia?

Probabilmente per la stessa non-ragione per cui fu mandata la Lorenzin ad assumere l'impegno di fare dell'Italia la «capofila delle strategie vaccinali a livello mondiale». Cioè nessuna delle due ha mai avuto alcun vero potere decisionale - come del resto nemmeno l'ex presidente in mimetica.

E giudicando dai risultati precedenti, se non fermiamo in tempo questa grottesca recita rischiamo di vederla trasformata nel preparativo di una seconda catastrofe.
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La libertà di espressione al congresso annuale...

...del partito laburista a LIverpool.

Un giovane interrompe Rachel Reeves, Cancelliera dello Scacchiere (pressappoco: ministra delle Finanze), dicendo: "Stiamo ancora vendendo armi a Israele!".

Il personale lo afferra e trascina fuori in malo modo, mentre la Reeves, senza nascondere il suo compiacimento, dice "Siamo un partito della classe lavoratrice, non un partito della protesta!".

E il pubblico applaude.

Come a dire che gli operai sono contenti se i salari e i posti di lavoro aumentano grazie alla produzione di armi che servono al genocidio dei palestinesi...

A proposito: le parole "genocidio" e "apartheid" sono state proibite nei volantini del congresso.
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Il premio a Zelensky, il premio alla Meloni... Il messaggio fondamentale, che viene più o meno confusamente percepito anche dai meno smaliziati, non è che questi due personaggi abbiano fatto qualcosa di valido anche se non si è capito bene cosa. Il messaggio…
Giorgia Meloni ammonisce l'ONU.

«non ci interessa creare nuove gerarchie e non crediamo che esistano nazioni di serie A e serie B: esistano le nazioni, con i cittadini che hanno tutti gli stessi diritti”, il monito della premier

"Non lo crediamo" - dice Meloni - ma dovrebbe aggiungere:

"Nondimeno, ci comportiamo sistematicamente come se esistessero nazioni di serie A e serie B.

Alle seconde mandiamo armi se ce lo dicono le nazioni di serie A
.

Quanto a noi, ci accontenteremmo di non retrocedere in serie C.

Ma abbiamo cominciato male
il campionato".
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Il presidente della Repubblica ci dà una lezione di scetticismo…

...di illuministica chiarezza:

«Tante volte la rappresentazione dei fatti è condizionata dagli interessi di chi li propone. Questo trova una massima espressione nelle fake news e nella passività critica con cui vengono recepite. Per questo riflettere, coltivare il dubbio, approfondire e pensare in proprio è indispensabile. E per questo occorre responsabilità.»

Si pone allora il problema di stabilire una netta linea di demarcazione tra la pubblica coltivazione del dubbio e il vilipendio di cariche dello Stato che ostentino sicurezza nel dare credito a ciò di cui si dubita.

È un problema che negli ultimi anni ha impegnato i più acuti tra i giuristi e i teorici dell'azione comunicativa, ma un soddisfacente consenso al riguardo sembra ancora di là da venire.
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Il presidente della Repubblica ci dà una lezione di scetticismo… ...di illuministica chiarezza: «Tante volte la rappresentazione dei fatti è condizionata dagli interessi di chi li propone. Questo trova una massima espressione nelle fake news e nella passività…
Speriamo che il presidente Mattarella intervenga ammonendo il Senato Accademico...

...dell'università di Siena che la censura di chi coltiva il dubbio non può essere accettata, e meno che mai può aver luogo in un'università.

Per non dire dell'alta competenza degli oratori a cui è stato impedito arbitrariamente di esporre i propri punti di vista.

Così si comporta quella stessa comunità accademica italiana che aveva soppresso qualsiasi confronto critico sulla questione covid-19, rendendosi complice di un disastro sanitario delle cui proporzioni si comincia a diffondere solo adesso più largamente nell'opinione pubblica la consapevolezza.

Adesso siamo passati al silenzio sul genocidio in corso in Palestina.
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