Scienza e Democrazia
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«In questa sala»: e al Parlamento italiano? E alla RAI?

Il rappresentante russo all'ONU, 29 agosto 2024.

«Tutti in questa sala comprendono perfettamente che gli Stati Uniti hanno la responsabilità principale di ciò che sta accadendo attualmente a Gaza. 40.000 residenti uccisi non sono solo numeri, sono tragedie umane concrete»

Come fa la RAI, in particolare, a continuare a presentare in tutti i telegiornali ogni nuova notizia di bombardamento di scuole, ospedali, abitazioni, moschee ecc. riferendo che, secondo il governo israeliano, lì era nascosta una cellula di terroristi?

La RAI ha mai smentito la falsa, e pure inverosimile, notizia che Hamas commetta violenze sugli ostaggi israeliani?

La RAI ha mai riportato che i cecchini israeliani sparano per uccidere i bambini palestinesi?

Ma in compenso la RAI ha dato la notizia di quanto sono buoni, evidentemente, gli israeliani che fanno fare la vaccinazione antipolio ai bambini palestinesi che i loro soldati non sono ancora riusciti ad assassinare...

È un intero sistema dei media corrotto fino al midollo.

E che, nella sua protervia, fa pure finta di scandalizzarsi se qualcuno compie la meritoria opera di elencare i nomi dei complici (giornalisti, ma anche società e aziende) di questa criminale mistificazione.
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Scuola di giornalismo - Gli ostaggi israeliani.

La drammatizzazione della ipotetica condizione degli ostaggi israeliani è stato uno dei principali strumenti con cui la RAI ha tentato l'impresa impossibile e indecente di bilanciare i fatti del genocidio a Gaza.

Purtroppo Noah Argamani non si poteva più utilizzare…. E no, Noah, proprio tu, la «ragazza simbolo del 7 ottobre»: non si fa!

Certo, il TG3 poteva riservare un piccolo spazio per ammettere: "Ci siamo sbagliati e la diretta interessata ha smentito".

Questo sarebbe stato vero giornalismo
. E la RAI su Israele e Ucraina (e non solo...) non fa giornalismo, ma propaganda per il governo italiano, asservito a Washington. (Dopo l'addestramento del quadriennio covid-19 sono ormai specialisti di livello mondiale).

Era quindi un bel problema. Ma per fortuna è stato liberato un nuovo ostaggio: Qaid Farhan al Qadi, 52 anni.

Ecco come la RAI ha, sobriamente e dopo adeguati riscontri, riferito la notizia. Tra parentesi quadre alcuni brevi commenti.

« 22:32 28 Agosto
La terribile testimonianza dell'ostaggio liberato: "In un video vidi che uccidevano il mio compagno. Facevo la doccia una volta al mese, non distinguevo il giorno dalla notte"

La sconvolgente testimonianza di Qaid Farhan al Qadi, l'ostaggio liberato ieri dall'Idf a Gaza, è stata riferita dai suoi familiari [da notare] al telegiornale di Channel 12. “Sono stato portato a Gaza ferito dopo che i terroristi mi hanno sparato ad una gamba, eravamo in un appartamento e c'era poco cibo.
[Intanto i palestinesi banchettavano...]

Dopo poche settimane i terroristi hanno fatto un video di uno dei miei compagni di prigionia mentre moriva dopo una lenta agonia. Nel video ho visto come lo hanno assassinato” ha raccontato al Qadi.
[Moriva, o lo avevano assassinato lentamente? Certo, i palestinesi non hanno l'abilità dei cecchini israeliani... E poi, dopo aver creato, irragionevolmente, una prova della propria crudeltà, i carcerieri l'avrebbero mostrata agli altri prigionieri?]

“Poco dopo hanno ripreso anche me ma il filmato non è mai stato pubblicato.
[Peccato: almeno lui era sopravvissuto.]

Nello stesso periodo sono stato operato alla gamba per estrarre un proiettile, un intervento senza anestesia, è stato molto doloroso”.
[Certo, non erano al Gemelli, ma almeno non l'hanno lasciato morire di setticemia. Strano, dato il sadismo sopra testimoniato...]

Farahan ha detto ai suoi familiari [Vedi seguito.] che dopo due mesi lo hanno trasferito in un tunnel dove era da solo, circondato dai terroristi. Non si poteva distinguere il giorno dalla notte.
[Quindi anche i terroristi stavano sempre al buio?]

“I terroristi erano con il viso coperto [Come si faceva a capirlo, e perché avrebbero dovuto, stando sempre al buio?], mi davano da mangiare solo fette di pane, e c'era poco cibo.
[Quindi per 8 mesi si può sopravvivere mangiando solo qualche fetta di pane al giorno. Un notevole contributo alle scienze della nutrizione.]

Una volta al mese facevo la doccia, mi portavano una brocca d'acqua.

Durante i mesi scorsi sono rimasto nel tunnel senza nessuno e nel buio più completo, i terroristi mi hanno detto di non muovermi perché dappertutto c'erano trappole esplosive. Mettevo le mani sugli occhi per controllare se ero ancora ero in grado di vedere per quanto era buio”

Qui finisce il resoconto RAI.
[continua]
Scienza e Democrazia
Scuola di giornalismo - Gli ostaggi israeliani. La drammatizzazione della ipotetica condizione degli ostaggi israeliani è stato uno dei principali strumenti con cui la RAI ha tentato l'impresa impossibile e indecente di bilanciare i fatti del genocidio a…
[segue]
Ora, dopo oltre 10 mesi in queste condizioni, una persona normale dovrebbe, se ancora viva, essere impazzita.

In ogni caso lo stato precario della sua salute dovrebbe saltare all'occhio anche del meno esperto.

Poiché noi crediamo solo a fonti attendibili, leggiamo la versione del servizio stampa dell'esercito israeliano:

«“Le sue condizioni di salute sono stabili, verrà trasferito in ospedale per accertamenti medici. La sua famiglia è stata informata dei dettagli ed è accompagnata dall'IDF
[continua]
[segue]
Condizioni stabili? Accertamenti medici?

Dalla fotografia sopra riportata, con il fratello dall'ospedale, si direbbe che, dopo una così lunga tortura, si sia già ripreso discretamente...

I dettagli "terribili" e "sconvolgenti" riferiti dalla famiglia, e poi dalla RAI (con la precisione di quelli su Noah Argamani?), provengono dalla sua viva voce o da quella dei militari israeliani che hanno accompagnato i familiari?

Una versione riportata dal New York Times e derivata da un cugino che ha parlato con al-Qadi dice che lo ha trovato dimagrito di almeno 20 chili (sarebbe interessante conoscere di quanto siano dimagriti i palestinesi dopo 10 mesi), e che «non aveva parlato molto durante il suo tempo nei tunnel, ma una parte significativa l'aveva passata al buio, con le sue guardie come sola compagnia».

Una parte significativa...

Il fratello l'ha visto scendere, nonostante i mesi senza muoversi, dall'elicottero militare e camminare verso l'ambulanza.

Ma questo non è così sorprendente: secondo Haaretz, era già fuggito dai suoi rapitori «prima di essere salvato dall'esercito israeliano»...
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Nella libera UE, per esempio in Germania...

...la polizia aggredisce manifestanti pacifici contro il genocidio a Gaza.

In Italia i nostri cantanti, tutti messi insieme, non hanno detto dal palco quello che qui dice in pochi secondi un rapper di Seattle a Lipsia (aveva già preso pubblicamente posizione sul genocidio di Gaza, chiamandolo con il suo nome, negli USA).

In Italia anche i cantori di "vite spericolate" mostrano che quando il "pericolo" investe i loro contratti e apparizioni televisive, preferiscono adottare la "prudenza" più abietta.
Per sostenere la nostra economia, alcuni dicono che ci servono...

...sempre più immigrati.

I dati demografici suggeriscono invece che ci servirebbero sempre più italiani.

E qui si intende far riferimento non al grave problema del crollo demografico, ma agli italiani già nati.

I quali espatriano.

A milioni: siamo arrivati, negli ultimi 20 anni con un aumento di oltre 2 volte e mezzo, a un totale di 5,9 milioni di italiani espatriati.

Nello stesso tempo siamo arrivati, con un aumento di quasi 3 volte e mezzo, a un totale di 5,1 milioni di immigrati...

A quanto pare in Italia si ha paura della parola ("sostituzione etnica"), ma si promuove attivamente, con tanto di benedizione vaticana, la cosa.
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Giacomo Leopardi sulla politica e i media...

...del XXI secolo (Pensieri, 1):

«[...] Anche sogliono essere odiatissimi i buoni e i generosi, perché ordinariamente sono sinceri, e chiamano le cose coi loro nomi. Colpa non perdonata dal genere umano, il quale non odia mai tanto chi fa male, né il male stesso, quanto chi lo nomina.

In modo che piú volte, mentre chi fa male ottiene ricchezze, onori e potenza, chi lo nomina è strascinato in sui patiboli; essendo gli uomini prontissimi a sofferire o dagli altri o dal cielo qualunque cosa, purché in parole ne sieno salvi. »
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I principali media italiani cuociono l'opinione pubblica in un brodo di ipocrisia.

E naturalmente si mettono in scena spettacoli dell'ipocrita pietà italiana verso i bambini palestinesi .

E RAI, Mediaset ecc. esaltano la campagna vaccinale antipolio che Israele - che, come tutti sanno, ha una particolare attenzione per la salute dell'infanzia palestinese - sta portando avanti sulla Striscia di Gaza.

Eppure:

1) nel primo trimestre di quest'anno la copertura dell'antipolio era arrivata già al 90%;

2) il virus della polio che è stato trovato a Gaza è non del tipo selvaggio, ma di derivazione vaccinale.

Nondimeno, Israele inocula l'antipolio anche a una bambina «di circa tre anni» che ha perso entrambi gli arti inferiori e un braccio in seguito ai bombardamenti israeliani.
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Scuola di giornalismo - Il contesto di una notizia deve essere citato...

...a costo di ripetersi. Perché dare una notizia senza contesto è disinformazione.

A proposito degli ostaggi israeliani sono due i punti da tenere presenti:

1) se il governo di Israele avesse voluto, sarebbero stati rilasciati pochi giorni dopo l'attentato;

2) al governo di Israele non importa nulla di sacrificare i propri cittadini per i propri obiettivi politici: anzi, c'è pure una sua direttiva in tal senso.

Questi fatti, insieme al fatto ormai oltre ogni ragionevole dubbio della consapevolezza del governo dell'imminente attentato di Hamas, dovrebbero essere sempre menzionati quando in un resoconto giornalistico si parla degli ostaggi israeliani.

Non a caso due delle famiglie dei 6 ostaggi che, secondo Israele, sarebbero stati uccisi «a sangue freddo» da Hamas solo due giorni prima dell'irruzione dei militari israeliani - notizia recisamente smentita da Hamas che attribuisce la loro morte ai bombardamenti israeliani: ma che importa all'ANSA di andare a fondo della questione? -si sono rifiutate di ricevere le condoglianze di Netanyahu.

E non a caso adesso in Israele è in corso uno sciopero generale per chiedere le dimissioni del governo:

«Anche il personale di molte università ha aderito allo sciopero: saranno sospese le attività di ricerca, ma gli atenei potranno decidere di fare lo stesso gli esami già programmati.»

I sindaci di vari comuni, compreso quello di Tel Aviv, hanno aderito.
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