Scienza e Democrazia
Leggiamo adesso il parere di Robert Kennedy Jr, che conferma esattamente quanto qui sostenuto.
Ma per fortuna arriva il Corriere a rettificare il quadro...
Federico Rampini sul Corriere della Sera conclude così il suo articolo ostile su Julian Assange e la sua liberazione:
«Oggi la notizia della liberazione di Assange ci ricorda che vivere in Occidente è un privilegio; anche per lui. Chi viene beccato da Putin o da Xi a divulgare segreti di Stato russi o cinesi subisce un altro genere di trattamento.»
Leggendo queste parole sulla liberazione di un giornalista dopo 14 anni di reclusione senza essere mai stato condannato, e liberato dopo essere stato forzato a un'assurda ammissione di colpevolezza, la reazione spontanea è: l'autore è pazzo?
Poi, scorrendone la biografia, si riesce a capire qualcosa di più.
Rampini ha una lunga carriera alle spalle. È un giornalista italiano naturalizzato statunitense. È un membro del Council on Foreign Relations (CFR). È stato premiato dal presidente Giorgio Napolitano - il «comunista preferito» di Kissinger, che era anche lui membro del CFR.
Insomma, non esattamente uno che sia stato sulle barricate del giornalismo di denuncia del sistema di potere. Di cui, invece, ha fatto parte. Per lui «vivere in Occidente» è stato davvero un privilegio. Ma sono privilegi che si pagano.
Non con il carcere di massima sicurezza, certo. Ma con l'impossibilità di paragonarsi con, o anche solo capire, giornalisti che per nostra fortuna hanno interpretato il proprio ruolo, con enormi costi personali, in maniera radicalmente diversa.
Federico Rampini sul Corriere della Sera conclude così il suo articolo ostile su Julian Assange e la sua liberazione:
«Oggi la notizia della liberazione di Assange ci ricorda che vivere in Occidente è un privilegio; anche per lui. Chi viene beccato da Putin o da Xi a divulgare segreti di Stato russi o cinesi subisce un altro genere di trattamento.»
Leggendo queste parole sulla liberazione di un giornalista dopo 14 anni di reclusione senza essere mai stato condannato, e liberato dopo essere stato forzato a un'assurda ammissione di colpevolezza, la reazione spontanea è: l'autore è pazzo?
Poi, scorrendone la biografia, si riesce a capire qualcosa di più.
Rampini ha una lunga carriera alle spalle. È un giornalista italiano naturalizzato statunitense. È un membro del Council on Foreign Relations (CFR). È stato premiato dal presidente Giorgio Napolitano - il «comunista preferito» di Kissinger, che era anche lui membro del CFR.
Insomma, non esattamente uno che sia stato sulle barricate del giornalismo di denuncia del sistema di potere. Di cui, invece, ha fatto parte. Per lui «vivere in Occidente» è stato davvero un privilegio. Ma sono privilegi che si pagano.
Non con il carcere di massima sicurezza, certo. Ma con l'impossibilità di paragonarsi con, o anche solo capire, giornalisti che per nostra fortuna hanno interpretato il proprio ruolo, con enormi costi personali, in maniera radicalmente diversa.
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Scienza e Democrazia
L'atto del tribunale USA (a Saipan, nelle isole Marianne) ... ...che Assange ha dovuto firmare. E l'iter non è ancora concluso. La sentenza del tribunale USA, alla sua presenza, deve ancora essere pronunciata; dovrebbe esserlo domani.
Julian Assange finalmente in Australia.
Stella Assange: «Julian Assange è stato liberato adesso perché la sua assistenza legale stava per usare il Primo Emendamento nell'appello contro l'estradizione presso l'Alta Corte a Londra, e l'amministrazione USA non ha voluto un dibattito sui diritti nel Primo Emendamento di rivelare crimini di guerra.»
Sul Primo Emendamento.
Stella Assange: «Julian Assange è stato liberato adesso perché la sua assistenza legale stava per usare il Primo Emendamento nell'appello contro l'estradizione presso l'Alta Corte a Londra, e l'amministrazione USA non ha voluto un dibattito sui diritti nel Primo Emendamento di rivelare crimini di guerra.»
Sul Primo Emendamento.
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L'avevano sempre fornita.
Ma proprio sempre.
Il governo russo ha bloccato 81 tra canali e giornali europei, dopo che il Consiglio dell'UE aveva bloccato l'agenzia di stato russa Ria Novosti e i quotidiani Izvestia e Rossiyskaya Gazeta, definendoli «reti di propaganda legate al Cremlino».
Allora il ministero degli Esteri italiano ha dichiarato che
«condanna con forza la decisione della Federazione Russa di bloccare l’accesso sul suo territorio alle trasmissioni e ai siti di diversi media europei, tra cui gli italiani Rai, La7, La Repubblica e La Stampa.»
Era un buon inizio.
Ma poi ha rovinato tutto, aggiungendo:
«Esprimiamo rammarico per la misura ingiustificata adottata nei confronti di queste emittenti e testate giornalistiche italiane, che hanno sempre fornito un’informazione oggettiva e imparziale sul conflitto in Ucraina. [...]»
Come questa?
Ma proprio sempre.
Il governo russo ha bloccato 81 tra canali e giornali europei, dopo che il Consiglio dell'UE aveva bloccato l'agenzia di stato russa Ria Novosti e i quotidiani Izvestia e Rossiyskaya Gazeta, definendoli «reti di propaganda legate al Cremlino».
Allora il ministero degli Esteri italiano ha dichiarato che
«condanna con forza la decisione della Federazione Russa di bloccare l’accesso sul suo territorio alle trasmissioni e ai siti di diversi media europei, tra cui gli italiani Rai, La7, La Repubblica e La Stampa.»
Era un buon inizio.
Ma poi ha rovinato tutto, aggiungendo:
«Esprimiamo rammarico per la misura ingiustificata adottata nei confronti di queste emittenti e testate giornalistiche italiane, che hanno sempre fornito un’informazione oggettiva e imparziale sul conflitto in Ucraina. [...]»
Come questa?
RaiNews
La Russia blocca l'accesso a RaiNews.it e altri 80 media dell'Unione europea
Tra quelli italiani anche Repubblica, Stampa e La7: è una ritorsione contro la decisione Ue di sanzionare tre organi di informazione russi. La condanna della Farnesina
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Scienza e Democrazia
Julian Assange finalmente in Australia. Stella Assange: «Julian Assange è stato liberato adesso perché la sua assistenza legale stava per usare il Primo Emendamento nell'appello contro l'estradizione presso l'Alta Corte a Londra, e l'amministrazione USA…
Assange e la sua prigionia.
In questi giorni si leggono sui giornali, a proposito degli anni di prigionia di Assange, numeri diversi: 12 anni, 13 anni, 14 anni (qui abbiamo detto «14 anni» o «quasi 14 anni»).
Ora, "prigionia" e "reclusione" si possono intendere in maniere diverse.
Assange rimase presso l'ambasciata dell'Ecuador a Londra dalla sua richiesta di asilo in base alla carta dei diritti umani dell'ONU (il 19 giugno 2012 - la richiesta fu concessa il 16 agosto) a quando ne fu portato fuori a forza dalla polizia inglese dopo che l'Ecuador ebbe revocato l'asilo (11 aprile 2019).
Dopodiché, fu trasferito nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh, fino allo scorso 24 giugno.
Dal 19 giugno 2012 al 24 giugno 2024, giorno della sua liberazione, sarebbero appunto 12 anni.
Ma il punto è: perché Assange fece richiesta di asilo?
La ragione è che nel novembre 2010 la Svezia aveva spiccato un mandato d'arresto internazionale - basato su false e pretestuose accuse di violenza sessuale.
Nel dicembre 2010 Assange viene arrestato a Londra.
Ricorse in appello, e gli fu concessa la libertà vigilata dietro cauzione - dell'importo di 240.000 sterline, versate da suoi sostenitori (alcuni famosi, come John Pilger e Ken Loach).
Secondo la legge inglese, la cauzione viene persa in caso di violazione delle condizioni imposte.
La libertà vigilata di Assange comportava l'obbligo di dimora, ogni notte, dalle 22 alle 8 in un fissato domicilio.
Per chiedere l'asilo all'ambasciata dell'Ecuador, Assange si era trattenuto quella notte di giugno ed era risultato irreperibile alle 22.20. Quindi aveva violato le condizioni imposte.
Ora, essere rifugiato politico in un'ambasciata non è, in senso letterale, stare in prigione - eccetto che il governo britannico dilapidò milioni di sterline dei suoi contribuenti per vigilare 24 ore su 24 (fino all'ottobre 2015) chi fosse entrato e uscito dall'ambasciata, in modo da poter arrestare immediatamente Assange nel caso che avesse provato ad uscirne (misura che continuò ad essere valida a oltranza).
Analogamente, una libertà vigilata con arresti domiciliari notturni e una cauzione che non tutti si possono permettere, non è esattamente come stare in prigione... ma certo le rassomiglia parecchio.
Ciò che si può dire è che dal dicembre 2010 al giugno 2024 Assange è stato soggetto a varie forme di domicilio coatto.
In questo senso la sua prigionia è stata di 14 anni, o se si vuole essere più precisi, 13 anni e mezzo.
In questi giorni si leggono sui giornali, a proposito degli anni di prigionia di Assange, numeri diversi: 12 anni, 13 anni, 14 anni (qui abbiamo detto «14 anni» o «quasi 14 anni»).
Ora, "prigionia" e "reclusione" si possono intendere in maniere diverse.
Assange rimase presso l'ambasciata dell'Ecuador a Londra dalla sua richiesta di asilo in base alla carta dei diritti umani dell'ONU (il 19 giugno 2012 - la richiesta fu concessa il 16 agosto) a quando ne fu portato fuori a forza dalla polizia inglese dopo che l'Ecuador ebbe revocato l'asilo (11 aprile 2019).
Dopodiché, fu trasferito nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh, fino allo scorso 24 giugno.
Dal 19 giugno 2012 al 24 giugno 2024, giorno della sua liberazione, sarebbero appunto 12 anni.
Ma il punto è: perché Assange fece richiesta di asilo?
La ragione è che nel novembre 2010 la Svezia aveva spiccato un mandato d'arresto internazionale - basato su false e pretestuose accuse di violenza sessuale.
Nel dicembre 2010 Assange viene arrestato a Londra.
Ricorse in appello, e gli fu concessa la libertà vigilata dietro cauzione - dell'importo di 240.000 sterline, versate da suoi sostenitori (alcuni famosi, come John Pilger e Ken Loach).
Secondo la legge inglese, la cauzione viene persa in caso di violazione delle condizioni imposte.
La libertà vigilata di Assange comportava l'obbligo di dimora, ogni notte, dalle 22 alle 8 in un fissato domicilio.
Per chiedere l'asilo all'ambasciata dell'Ecuador, Assange si era trattenuto quella notte di giugno ed era risultato irreperibile alle 22.20. Quindi aveva violato le condizioni imposte.
Ora, essere rifugiato politico in un'ambasciata non è, in senso letterale, stare in prigione - eccetto che il governo britannico dilapidò milioni di sterline dei suoi contribuenti per vigilare 24 ore su 24 (fino all'ottobre 2015) chi fosse entrato e uscito dall'ambasciata, in modo da poter arrestare immediatamente Assange nel caso che avesse provato ad uscirne (misura che continuò ad essere valida a oltranza).
Analogamente, una libertà vigilata con arresti domiciliari notturni e una cauzione che non tutti si possono permettere, non è esattamente come stare in prigione... ma certo le rassomiglia parecchio.
Ciò che si può dire è che dal dicembre 2010 al giugno 2024 Assange è stato soggetto a varie forme di domicilio coatto.
In questo senso la sua prigionia è stata di 14 anni, o se si vuole essere più precisi, 13 anni e mezzo.
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Scienza e Democrazia
Il prigioniero che disonora l'Occidente
Oggi a Londra la Corte di Giustizia britannica si dovrebbe pronunciare circa la richiesta USA di estradizione di Julian Assange.
Se fosse finalmente rifiutata, Assange potrebbe essere liberato entro breve.
Avrebbe…
Oggi a Londra la Corte di Giustizia britannica si dovrebbe pronunciare circa la richiesta USA di estradizione di Julian Assange.
Se fosse finalmente rifiutata, Assange potrebbe essere liberato entro breve.
Avrebbe…
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Scienza e Democrazia
I 75 anni portati male del braccio armato degli USA in Europa Manifestazione a Napoli contro le celebrazioni del 75mo anniversario della NATO, quanto mai inopportune, non solo in termini di bilancio storico, ma soprattutto in questo momento, per il ruolo…
New York Post
Robert F. Kennedy Jr: ‘It is insane to even keep NATO going’
Robert F. Kennedy Jr. raised eyebrows during a dinner at Tony's Di Napoli on the Upper East Side this week after suggesting NATO should be disbanded.
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Scienza e Democrazia
Danilo Dolci e il diritto al lavoro Danilo Dolci (1924-1997) è uno degli eroi civili del secondo dopoguerra in Italia. Questo vuol dire che probabilmente nessuno studente nell'ultimo mezzo secolo ne ha mai sentito parlare a scuola. Forse il centenario della…
Ecco come del processo dette notizia un cinegiornale contemporaneo.
YouTube
Processo a Danilo Dolci
La settimana Incom 01382 del 30/03/1956
Processo a Danilo Dolci
Descrizione sequenze:a Palermo inizio del processo a Dolci ; fasi del processo ;
Archivio Storico Luce http://www.archivioluce.com .
Istituto Luce Cinecittà: tutte le immagini e i fotogrammi…
Processo a Danilo Dolci
Descrizione sequenze:a Palermo inizio del processo a Dolci ; fasi del processo ;
Archivio Storico Luce http://www.archivioluce.com .
Istituto Luce Cinecittà: tutte le immagini e i fotogrammi…
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Scienza e Democrazia
Ecco come del processo dette notizia un cinegiornale contemporaneo.
Danilo Dolci e Peppino Impastato a una manifestazione.
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Verso un bilancio delle elezioni europee
Tre punti da sottolineare, perché praticamente nessuna rete televisiva o giornale se ne è occupato.
1) Dell'astensionismo qui si è trattato ampiamente senza che ci sia arrivata la segnalazione di un solo argomento a malapena decente contro quanto qui sostenuto.
Nessuno, in particolare, ha ritenuto di dover commentare la serissima e in sé plausibile ipotesi che la propaganda astensionista (PA) sia stata in maniera sostanziale promossa dai servizi segreti.
Ovviamente se ci saranno, contro ogni verosimiglianza, sviluppi nel senso profetizzato dai propagandisti dell'astensionismo - il supposto iter spianato a un'iniziativa di uscita dall'UE - ne daremo atto: i miracoli, benché improbabili per definizione, vanno accettati se sufficientemente documentati.
Il dato di fatto è finora che, nel pretendere questo o quel riconoscimento "in accordo con l'esito delle elezioni europee" (come è avvenuto frequentemente nelle due ultime settimane), nessuna forza politica, di governo o di opposizione (vera o finta) ha mai citato la scarsa affluenza elettorale per sminuire il significato del risultato delle elezioni.
In effetti, nessuna figura politica direbbe mai: "Poiché l'affluenza è stata minore del 50%, la maggioranza che è emersa dalle elezioni non rappresenta la cittadinanza europea".
Sarebbe come dire: "Le regole del gioco non sono quelle fissate prima dell'inizio della partita. Sono quelle che vorrei io dopo averla persa".
2) La PA ha nuociuto alle forze veramente di opposizione, e che avrebbero potuto contare su un bacino elettorale limitato (e come vedremo, difficile da stimare), ma forse consistente.
Tuttavia non è stata la PA a determinare la relativamente bassa affluenza in Italia.
L'ipotesi contraria, oltre ad assegnare un potere irrealistico agli influenzatori dell'opinione pubblica, smentirebbe quanto da noi argomentato in dettaglio, e cioè che, prevalentemente, l'astensionismo è la forma elettorale della maggioranza silenziosa.
Diciamo "relativamente" bassa perché l'affluenza in Italia è stata del 48,31%, da confrontare con la media europea del 51,06%, e superiore a
Paesi Bassi (46,18%),
Slovenia (41,80%),
Grecia (41,39%)
Polonia (40,65%),
Finlandia (40,40%),
Bulgaria (37,78%),
Estonia (37,60%),
Portogallo (36,47%),
Cechia (36,45%),
Slovacchia (34,38%),
Croazia (21,35)
E la Francia, il cui esito elettorale europeo ha determinato una crisi di governo nazionale ed elezioni anticipate, ha avuto un'affluenza del 51,49% - poco più di 3 punti percentuali rispetto all'Italia.
3) Quanti siano stati gli elettori a non andare a votare "per protesta" è impossibile stabilire.
Si potrebbe commissionare un sondaggio al riguardo, ma sarebbe difficile ottenerne stime attendibili.
Più ragionevole è considerare come veri dissidenti (anche se, a nostro parere, fuorviati) coloro i quali sono andati alle urne e hanno annullato la scheda (inclusa la scheda bianca).
Alle elezioni europee del 2019 sono stati 989.967 - il 2,01% degli aventi diritto.
Quanti sono stati quest'anno?
La risposta è: non lo sappiamo ancora.
E già, perché l'Italia è uno dei tre membri dell'UE (insieme alla Spagna e alla Lettonia) che non hanno fornito i risultati finali delle elezioni europee.
Ne ha mai parlato qualche giornale o rete televisiva?
Ed è normale questo ritardo nella consegna dei risultati finali?
E normale questo accordo dei media nel non parlarne?
Un Paese che dà più importanza alle sorti della sua nazionale di calcio che al conteggio dei voti e alla regolarità di un'elezione è un chiaro esempio di drammatico declino civile.
Tre punti da sottolineare, perché praticamente nessuna rete televisiva o giornale se ne è occupato.
1) Dell'astensionismo qui si è trattato ampiamente senza che ci sia arrivata la segnalazione di un solo argomento a malapena decente contro quanto qui sostenuto.
Nessuno, in particolare, ha ritenuto di dover commentare la serissima e in sé plausibile ipotesi che la propaganda astensionista (PA) sia stata in maniera sostanziale promossa dai servizi segreti.
Ovviamente se ci saranno, contro ogni verosimiglianza, sviluppi nel senso profetizzato dai propagandisti dell'astensionismo - il supposto iter spianato a un'iniziativa di uscita dall'UE - ne daremo atto: i miracoli, benché improbabili per definizione, vanno accettati se sufficientemente documentati.
Il dato di fatto è finora che, nel pretendere questo o quel riconoscimento "in accordo con l'esito delle elezioni europee" (come è avvenuto frequentemente nelle due ultime settimane), nessuna forza politica, di governo o di opposizione (vera o finta) ha mai citato la scarsa affluenza elettorale per sminuire il significato del risultato delle elezioni.
In effetti, nessuna figura politica direbbe mai: "Poiché l'affluenza è stata minore del 50%, la maggioranza che è emersa dalle elezioni non rappresenta la cittadinanza europea".
Sarebbe come dire: "Le regole del gioco non sono quelle fissate prima dell'inizio della partita. Sono quelle che vorrei io dopo averla persa".
2) La PA ha nuociuto alle forze veramente di opposizione, e che avrebbero potuto contare su un bacino elettorale limitato (e come vedremo, difficile da stimare), ma forse consistente.
Tuttavia non è stata la PA a determinare la relativamente bassa affluenza in Italia.
L'ipotesi contraria, oltre ad assegnare un potere irrealistico agli influenzatori dell'opinione pubblica, smentirebbe quanto da noi argomentato in dettaglio, e cioè che, prevalentemente, l'astensionismo è la forma elettorale della maggioranza silenziosa.
Diciamo "relativamente" bassa perché l'affluenza in Italia è stata del 48,31%, da confrontare con la media europea del 51,06%, e superiore a
Paesi Bassi (46,18%),
Slovenia (41,80%),
Grecia (41,39%)
Polonia (40,65%),
Finlandia (40,40%),
Bulgaria (37,78%),
Estonia (37,60%),
Portogallo (36,47%),
Cechia (36,45%),
Slovacchia (34,38%),
Croazia (21,35)
E la Francia, il cui esito elettorale europeo ha determinato una crisi di governo nazionale ed elezioni anticipate, ha avuto un'affluenza del 51,49% - poco più di 3 punti percentuali rispetto all'Italia.
3) Quanti siano stati gli elettori a non andare a votare "per protesta" è impossibile stabilire.
Si potrebbe commissionare un sondaggio al riguardo, ma sarebbe difficile ottenerne stime attendibili.
Più ragionevole è considerare come veri dissidenti (anche se, a nostro parere, fuorviati) coloro i quali sono andati alle urne e hanno annullato la scheda (inclusa la scheda bianca).
Alle elezioni europee del 2019 sono stati 989.967 - il 2,01% degli aventi diritto.
Quanti sono stati quest'anno?
La risposta è: non lo sappiamo ancora.
E già, perché l'Italia è uno dei tre membri dell'UE (insieme alla Spagna e alla Lettonia) che non hanno fornito i risultati finali delle elezioni europee.
Ne ha mai parlato qualche giornale o rete televisiva?
Ed è normale questo ritardo nella consegna dei risultati finali?
E normale questo accordo dei media nel non parlarne?
Un Paese che dà più importanza alle sorti della sua nazionale di calcio che al conteggio dei voti e alla regolarità di un'elezione è un chiaro esempio di drammatico declino civile.
Telegram
Scienza e Democrazia
Marco Mamone Capria
ELEZIONI. GUIDA PER I PERPLESSI
[Pubblicato a puntate su questo canale dal 5 maggio al 6 giugno 2024]
1. Disertare le urne?
2. Come il sistema di potere interpreta il non andare alle urne.
3. "Ma allora perché quei certi politici fanno…
ELEZIONI. GUIDA PER I PERPLESSI
[Pubblicato a puntate su questo canale dal 5 maggio al 6 giugno 2024]
1. Disertare le urne?
2. Come il sistema di potere interpreta il non andare alle urne.
3. "Ma allora perché quei certi politici fanno…
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Scienza e Democrazia
Verso un bilancio delle elezioni europee Tre punti da sottolineare, perché praticamente nessuna rete televisiva o giornale se ne è occupato. 1) Dell'astensionismo qui si è trattato ampiamente senza che ci sia arrivata la segnalazione di un solo argomento…
https://results.elections.europa.eu/it/
30 giugno 2024
30 giugno 2024
La Commissione Europea si autoelegge?
In questo articolo è spiegato in dettaglio il ruolo essenziale del Parlamento Europeo, eletto dai cittadini UE con voto di preferenza e criterio proporzionale, nel decidere
- se approvare o rifiutare il presidente della Commissione Europea (CE),
- e alla fine se approvare o rifiutare in blocco la CE.
Se oggi stiamo a parlare del malefico trio von der Leyen-Metsola-Kallas (che ricorda la prima scena di Macbeth, anche a livello ideologico, con una modesta attualizzazione:
«Ciò che è bello [la pace e la cooperazione tra i popoli] è brutto, e ciò che è brutto [la guerra] è bello»),
è proprio a causa dell'esito delle Elezioni Europee.
E in particolare della credulità di una parte dell'elettorato dissidente (quanti saranno stati? Non si sa) che si è fatto ingannare dal sofisma dell'"astensionismo come protesta".
Naturalmente i promotori di questo sofisma non diranno mai "Ci siamo sbagliati" (ma era un vero errore?...).
Invece sono corsi a fingere di avere avuto ragione: "Vedete? Votare non serviva a niente".
Un esempio tra i tanti è appunto il titolo, sbagliato, nel senso di non corrispondente al contenuto, dato a questo articolo: «COMMISSIONE EUROPEA, come si autoelegge chi ci comanda?».
In questo articolo è spiegato in dettaglio il ruolo essenziale del Parlamento Europeo, eletto dai cittadini UE con voto di preferenza e criterio proporzionale, nel decidere
- se approvare o rifiutare il presidente della Commissione Europea (CE),
- e alla fine se approvare o rifiutare in blocco la CE.
Se oggi stiamo a parlare del malefico trio von der Leyen-Metsola-Kallas (che ricorda la prima scena di Macbeth, anche a livello ideologico, con una modesta attualizzazione:
«Ciò che è bello [la pace e la cooperazione tra i popoli] è brutto, e ciò che è brutto [la guerra] è bello»),
è proprio a causa dell'esito delle Elezioni Europee.
E in particolare della credulità di una parte dell'elettorato dissidente (quanti saranno stati? Non si sa) che si è fatto ingannare dal sofisma dell'"astensionismo come protesta".
Naturalmente i promotori di questo sofisma non diranno mai "Ci siamo sbagliati" (ma era un vero errore?...).
Invece sono corsi a fingere di avere avuto ragione: "Vedete? Votare non serviva a niente".
Un esempio tra i tanti è appunto il titolo, sbagliato, nel senso di non corrispondente al contenuto, dato a questo articolo: «COMMISSIONE EUROPEA, come si autoelegge chi ci comanda?».
Imola Oggi
COMMISSIONE EUROPEA, come si autoelegge chi ci comanda? • Imola Oggi
La procedura che porta alla nomina dei membri della Commissione europea é molto articolata e vede la partecipazione di tre organi
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Scienza e Democrazia
Che cosa hanno detto i rettori universitari italiani sul movimento di solidarietà per la Palestina? Il 23 maggio 2024 la Conferenza de8i Rettori delle Università Italiane (CRUI) ha pubblicato un comunicato stampa intitolato "Cessate il fuoco". È un comunicato…
Da un lato la Conferenza dei Rettori. Dall'altro i negozianti di una via di Lodi.
Tema argomentativo: Trovare le differenze, e spiegarle.
Tema argomentativo: Trovare le differenze, e spiegarle.
Scienza e Democrazia
Julian Assange finalmente in Australia. Stella Assange: «Julian Assange è stato liberato adesso perché la sua assistenza legale stava per usare il Primo Emendamento nell'appello contro l'estradizione presso l'Alta Corte a Londra, e l'amministrazione USA…
Un audio dalla seduta di tribunale di Assange prima della liberazione.
Lucidissima analisi:
"Credo che Il 1o emendamento e la legge sullo spionaggio sono in contraddizione.
Ma tenuto conto di tutte le circostanze è difficile che una sentenza lo riconosca".
È la situazione di colpo di stato giudiziario in cui si sono trovati milioni di italiani che si erano appellati, inutilmente, all'art. 32 della Costituzione come tale da impedire l'obbligo pseudovaccinale.
Lucidissima analisi:
"Credo che Il 1o emendamento e la legge sullo spionaggio sono in contraddizione.
Ma tenuto conto di tutte le circostanze è difficile che una sentenza lo riconosca".
È la situazione di colpo di stato giudiziario in cui si sono trovati milioni di italiani che si erano appellati, inutilmente, all'art. 32 della Costituzione come tale da impedire l'obbligo pseudovaccinale.
Telegram
Robin Monotti + Cory Morningstar
WikiLeaks releases audio recording of Julian Assange speaking with the US judge in Saipan
“I believe the First Amendment and the Espionage Act are in contradiction with each other. But I accept that it would be difficult to win such a case, given all the…
“I believe the First Amendment and the Espionage Act are in contradiction with each other. But I accept that it would be difficult to win such a case, given all the…
Scienza e Democrazia
Scienza e cultura sono garanzia di liberi spazi di dialogo anche nella differenza di opinioni e visioni; [...]
«Scienza e cultura sono garanzia di liberi spazi di dialogo anche nella differenza di opinioni e visioni»: un esempio.
Un professore al Politecnico di Torino è stato licenziato per un commento sull'ex presidente dell'Ucraina, Zelensky.
A parte il contesto calcistico e il tono sarcastico, il commento è una condanna dell'atroce realtà del reclutamento forzoso in Ucraina.
Sicuramente il presidente della Repubblica interverrà autorevolmente, in accordo con la CRUI, per indurre il Senato accademico torinese a un doveroso passo indietro.
Un professore al Politecnico di Torino è stato licenziato per un commento sull'ex presidente dell'Ucraina, Zelensky.
A parte il contesto calcistico e il tono sarcastico, il commento è una condanna dell'atroce realtà del reclutamento forzoso in Ucraina.
Sicuramente il presidente della Repubblica interverrà autorevolmente, in accordo con la CRUI, per indurre il Senato accademico torinese a un doveroso passo indietro.
Telegram
InfoDefenseITALIA
In Italia è stato licenziato dall’Università di Torino un professore che nei suoi tweet condannava Zelenskyj e la politica dell’Ucraina. RT ha appreso i dettagli dello scandalo.
Il dottor Massimo Zucchetti, dopo la sconfitta della squadra ucraina nella partita…
Il dottor Massimo Zucchetti, dopo la sconfitta della squadra ucraina nella partita…
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La politica non è difficile da interpretare...
...ma lo diventa se si presuppone la coerenza tra le opinioni professate e le decisioni dei suoi principali attori.
Coerenza che non c'è.
Un esempio recente è quello della svendita della TIM, caposaldo delle telecomunicazioni italiane, a KKR, un gruppo finanziario USA che è diretto, per l'analisi macroeconomica e geopolitica, da un generale in pensione ed ex capo della CIA, David Petraeus.
Una tale scelta mette l'Italia, in una delle sue più importanti risorse strategiche, alla totale mercè di un paese straniero, anzi del suo complesso militare-industriale.
E se era rimasto qualche dubbio sul fagocitamento da parte dell'imperialismo USA di ogni sprazzo di iniziativa nella nostra politica estera, eccoci "promossi", cioè retrocessi, a quartier generale della NATO:
«L'Italia, con il suo Comando Nato a Reazione Rapida (Nrdc-Ita) e multinazionale con sede operativa a Solbiate Olona (Varese), è il quartier generale della nuova forza di reazione della Nato, ovvero l'Arf, Allied Reaction Force.»
Scelte del genere non avrebbero mai potuto ricevere l'assenso di un governo i cui principali partiti fossero stati realmente nazionalisti e indipendentisti, come hanno professato di essere fin dalla scelta dei nomi (Fratelli d'Italia, Forza Italia, Lega), e che hanno conquistato il loro elettorato proprio sulla base dell'importanza attribuita nei programmi alla sovranità nazionale (il "sovranismo").
L'unica spiegazione di quanto sta accadendo è che gli esponenti di quei partiti sono impenitenti mentitori: pronti ad appellarsi a valori politici e ideologie solo per adescare la parte dell'elettorato sensibile ad essi (o almeno alle parole con cui sono denominati).
Ma questa triste verità si poteva scoprire solo a posteriori?
Ovviamente no.
Che Meloni, Tajani e Salvini non potessero essere presi sul serio lo si capiva da innumerevoli esempi pre-elettorali di incoerenza e doppiezza.
E allora come hanno fatto ad essere rieletti?
A spiegarlo viene in soccorso Machiavelli.
Parlando di un famoso papa suo contemporaneo, scrisse:
«Alessandro VI non fece mai altro, non pensò mai ad altro, che ad ingannare uomini, e sempre trovò subietto da poterlo fare.
E non fu mai uomo che avessi maggiore efficacia in asseverare, e con maggiori giuramenti affermassi una cosa, che l'osservassi meno: nondimeno, sempre li succederono li inganni ad votum [= secondo i suoi desideri], perché conosceva bene questa parte del mondo.»
Questo è appunto il modello di tanti personaggi che si vedono sulla scena politica nazionale e internazionale.
E, nel corso dei secoli, continua ad essere il modello vincente.
...ma lo diventa se si presuppone la coerenza tra le opinioni professate e le decisioni dei suoi principali attori.
Coerenza che non c'è.
Un esempio recente è quello della svendita della TIM, caposaldo delle telecomunicazioni italiane, a KKR, un gruppo finanziario USA che è diretto, per l'analisi macroeconomica e geopolitica, da un generale in pensione ed ex capo della CIA, David Petraeus.
Una tale scelta mette l'Italia, in una delle sue più importanti risorse strategiche, alla totale mercè di un paese straniero, anzi del suo complesso militare-industriale.
E se era rimasto qualche dubbio sul fagocitamento da parte dell'imperialismo USA di ogni sprazzo di iniziativa nella nostra politica estera, eccoci "promossi", cioè retrocessi, a quartier generale della NATO:
«L'Italia, con il suo Comando Nato a Reazione Rapida (Nrdc-Ita) e multinazionale con sede operativa a Solbiate Olona (Varese), è il quartier generale della nuova forza di reazione della Nato, ovvero l'Arf, Allied Reaction Force.»
Scelte del genere non avrebbero mai potuto ricevere l'assenso di un governo i cui principali partiti fossero stati realmente nazionalisti e indipendentisti, come hanno professato di essere fin dalla scelta dei nomi (Fratelli d'Italia, Forza Italia, Lega), e che hanno conquistato il loro elettorato proprio sulla base dell'importanza attribuita nei programmi alla sovranità nazionale (il "sovranismo").
L'unica spiegazione di quanto sta accadendo è che gli esponenti di quei partiti sono impenitenti mentitori: pronti ad appellarsi a valori politici e ideologie solo per adescare la parte dell'elettorato sensibile ad essi (o almeno alle parole con cui sono denominati).
Ma questa triste verità si poteva scoprire solo a posteriori?
Ovviamente no.
Che Meloni, Tajani e Salvini non potessero essere presi sul serio lo si capiva da innumerevoli esempi pre-elettorali di incoerenza e doppiezza.
E allora come hanno fatto ad essere rieletti?
A spiegarlo viene in soccorso Machiavelli.
Parlando di un famoso papa suo contemporaneo, scrisse:
«Alessandro VI non fece mai altro, non pensò mai ad altro, che ad ingannare uomini, e sempre trovò subietto da poterlo fare.
E non fu mai uomo che avessi maggiore efficacia in asseverare, e con maggiori giuramenti affermassi una cosa, che l'osservassi meno: nondimeno, sempre li succederono li inganni ad votum [= secondo i suoi desideri], perché conosceva bene questa parte del mondo.»
Questo è appunto il modello di tanti personaggi che si vedono sulla scena politica nazionale e internazionale.
E, nel corso dei secoli, continua ad essere il modello vincente.
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🟥 PETRAEUS, CONFLITTO RUSSO-UCRAINO
Il generale dell'esercito Americano in pensione ed ex direttore della CIA David Petraeus, alla domanda se lo stallo sul fronte sia temporaneo:
"Dipende dalle circostanze e dal sostegno NATO e dell'Occidente. Dipende se…
Il generale dell'esercito Americano in pensione ed ex direttore della CIA David Petraeus, alla domanda se lo stallo sul fronte sia temporaneo:
"Dipende dalle circostanze e dal sostegno NATO e dell'Occidente. Dipende se…
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Scienza e Democrazia
Assange e la sua prigionia. In questi giorni si leggono sui giornali, a proposito degli anni di prigionia di Assange, numeri diversi: 12 anni, 13 anni, 14 anni (qui abbiamo detto «14 anni» o «quasi 14 anni»). Ora, "prigionia" e "reclusione" si possono intendere…
Chi non può nemmeno avvicinarsi alla statura di qualcuno...
...si rifà calunniandolo - e, in campo giornalistico (e accademico), utilizzando per giunta, se possibile tacitamente, il suo lavoro.
Su Julian Assange è stata detta - e instancabilmente ripetuta - una tale montagna di falsità che solo una grande esperta come Stefania Maurizi poteva condensare in un solo articolo una confutazione dettagliata e totale.
...si rifà calunniandolo - e, in campo giornalistico (e accademico), utilizzando per giunta, se possibile tacitamente, il suo lavoro.
Su Julian Assange è stata detta - e instancabilmente ripetuta - una tale montagna di falsità che solo una grande esperta come Stefania Maurizi poteva condensare in un solo articolo una confutazione dettagliata e totale.
Il Fatto Quotidiano
“Assange non è un giornalista”. “Ha messo a rischio le fonti”. “Fu al servizio di Putin”. Ecco smontate 10 fake news sul padre…
Tutte le bugie (dei giornalisti) su Julian Assange: il nostro fact checking
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Scienza e Democrazia
11. Elezioni degli enti locali. In Italia l'8 (sabato, 14-22) e 9 giugno (domenica, 7-23) si voterà il rinnovo della nostra "quota" di Parlamento Europeo (76 seggi), del consiglio regionale in Piemonte, e dei consigli comunali in 3701 comuni italiani (circa…
Cittadinanza attiva.
Finite le elezioni (si fa per dire), tutti, ma soprattutto i più renitenti al rito elettorale, dovrebbero provare con i fatti di essere in grado di intervenire nella gestione della cosa pubblica senza rimettersi alla spontanea iniziativa degli eletti alle varie cariche.
A beneficio di chi fosse in cerca di qualcosa di più di una futile visibilità, diamo un esempio di lettera di reclamo da spedire alle autorità competenti:
«Buongiorno,
sono passati quattro anni dall’inizio dei provvedimenti speciali contro il covid-19, ma le fermate degli autobus riportano ancora soltanto il QR-code (per esempio nel quartiere [...], cfr. fotografia in calce a questo messaggio), con istruzioni su come ricavare l’identità degli autobus e l’orario delle corse mediante una app o collegandosi a un sito.
In altre parole, i cittadini sono costretti ad utilizzare uno smartphone anche solo per verificare quali autobus passino per una data fermata, quale sia il loro percorso, e quanto si debba aspettare per quello desiderato.
Erano legittime, a mio parere, serie perplessità circa la necessità di introdurre questo sistema anche durante l’emergenza covid-19, se non per un brevissimo lasso di tempo. Ma adesso è un’inutile e crudele vessazione verso chi abbia difficoltà manuali o visive nel maneggiare un cellulare – in particolare verso una delle due categorie che contano di più sui mezzi pubblici per muoversi in città: gli anziani, l’altra essendo quella di chi non ha la patente per utilizzare un mezzo di trasporto privato.
D’altro canto, non mi pare sia diventato ancora illecito muoversi in città senza perennemente portarsi dietro il proprio smartphone. Quindi anche chi non ha difficoltà nell’uso dei cellulari, potrebbe trovarsi a non averne uno con sé, o non averlo ricaricato. Non capisco perché il Comune di [...] e BusItalia ritengano di doverlo punire per questa omissione.
Inoltre non riesco nemmeno a capire, particolarmente in una prospettiva di incentivazione dell’uso di mezzi pubblici per ragioni di tutela ambientale, perché si debba scoraggiare, e in pratica impedire, anche un solo cittadino privo di smartphone o di facilità nel suo uso dall’utilizzare i mezzi pubblici.
Chiedendo a persone incontrate per caso a una fermata, ho saputo che, per ovviare a questo ostacolo, alcuni si sono fatti scaricare e stampare il file, e che quando devono prendere l’autobus portano con sé in una busta della spesa il voluminoso fascicolo…
Vi invito pertanto ad aggiungere al più presto alle fermate degli autobus l’orario tradizionale (anche se non credo che qualcuno si lamenterebbe se avvenisse semplicemente un ritorno alla vecchia modalità).
Può darsi che non abbiate ricevuto molte richieste in tal senso, ma, se così fosse, la ragione del fenomeno sarebbe abbastanza semplice: sono proprio i più danneggiati dalla nuova modalità ad avere anche più difficoltà a comunicarvi formalmente la loro insoddisfazione.
Immagino che BusItalia e il Comune di [...] non vogliano, senza rendersene conto, cooperare alla loro ulteriore emarginazione sociale.
In attesa di un riscontro, invio distinti saluti.
Marco Mamone Capria»
Finite le elezioni (si fa per dire), tutti, ma soprattutto i più renitenti al rito elettorale, dovrebbero provare con i fatti di essere in grado di intervenire nella gestione della cosa pubblica senza rimettersi alla spontanea iniziativa degli eletti alle varie cariche.
A beneficio di chi fosse in cerca di qualcosa di più di una futile visibilità, diamo un esempio di lettera di reclamo da spedire alle autorità competenti:
«Buongiorno,
sono passati quattro anni dall’inizio dei provvedimenti speciali contro il covid-19, ma le fermate degli autobus riportano ancora soltanto il QR-code (per esempio nel quartiere [...], cfr. fotografia in calce a questo messaggio), con istruzioni su come ricavare l’identità degli autobus e l’orario delle corse mediante una app o collegandosi a un sito.
In altre parole, i cittadini sono costretti ad utilizzare uno smartphone anche solo per verificare quali autobus passino per una data fermata, quale sia il loro percorso, e quanto si debba aspettare per quello desiderato.
Erano legittime, a mio parere, serie perplessità circa la necessità di introdurre questo sistema anche durante l’emergenza covid-19, se non per un brevissimo lasso di tempo. Ma adesso è un’inutile e crudele vessazione verso chi abbia difficoltà manuali o visive nel maneggiare un cellulare – in particolare verso una delle due categorie che contano di più sui mezzi pubblici per muoversi in città: gli anziani, l’altra essendo quella di chi non ha la patente per utilizzare un mezzo di trasporto privato.
D’altro canto, non mi pare sia diventato ancora illecito muoversi in città senza perennemente portarsi dietro il proprio smartphone. Quindi anche chi non ha difficoltà nell’uso dei cellulari, potrebbe trovarsi a non averne uno con sé, o non averlo ricaricato. Non capisco perché il Comune di [...] e BusItalia ritengano di doverlo punire per questa omissione.
Inoltre non riesco nemmeno a capire, particolarmente in una prospettiva di incentivazione dell’uso di mezzi pubblici per ragioni di tutela ambientale, perché si debba scoraggiare, e in pratica impedire, anche un solo cittadino privo di smartphone o di facilità nel suo uso dall’utilizzare i mezzi pubblici.
Chiedendo a persone incontrate per caso a una fermata, ho saputo che, per ovviare a questo ostacolo, alcuni si sono fatti scaricare e stampare il file, e che quando devono prendere l’autobus portano con sé in una busta della spesa il voluminoso fascicolo…
Vi invito pertanto ad aggiungere al più presto alle fermate degli autobus l’orario tradizionale (anche se non credo che qualcuno si lamenterebbe se avvenisse semplicemente un ritorno alla vecchia modalità).
Può darsi che non abbiate ricevuto molte richieste in tal senso, ma, se così fosse, la ragione del fenomeno sarebbe abbastanza semplice: sono proprio i più danneggiati dalla nuova modalità ad avere anche più difficoltà a comunicarvi formalmente la loro insoddisfazione.
Immagino che BusItalia e il Comune di [...] non vogliano, senza rendersene conto, cooperare alla loro ulteriore emarginazione sociale.
In attesa di un riscontro, invio distinti saluti.
Marco Mamone Capria»
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Scienza e Democrazia
Verso un bilancio delle elezioni europee
Tre punti da sottolineare, perché praticamente nessuna rete televisiva o giornale se ne è occupato.
1) Dell'astensionismo qui si è trattato ampiamente senza che ci sia arrivata la segnalazione di un solo argomento…
Tre punti da sottolineare, perché praticamente nessuna rete televisiva o giornale se ne è occupato.
1) Dell'astensionismo qui si è trattato ampiamente senza che ci sia arrivata la segnalazione di un solo argomento…
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Scienza e Democrazia
Cittadinanza attiva. Finite le elezioni (si fa per dire), tutti, ma soprattutto i più renitenti al rito elettorale, dovrebbero provare con i fatti di essere in grado di intervenire nella gestione della cosa pubblica senza rimettersi alla spontanea iniziativa…
P.S. La lettera precedente è stata realmente spedita, via pec, a Perugia. La si può adattare, con le modifiche che si crederanno utili, ad ogni altro comune italiano dove il problema indicato tuttora sussista.
Questa è la fotografia allegata.
Questa è la fotografia allegata.
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Scienza e Democrazia
5. Il metodo più efficace: alimentare la confusione ideologica Andare a votare, per l'elettore razionale, presuppone la formazione di un'opinione su ideali e obiettivi politici. Sui primi si può essere d'accordo senza esserlo sui secondi (ciò spiega le…
Un esempio recente.
Al Parlamento Europeo il M5S si colloca oggi nel gruppo The Left. (Sembra il nome di una band o, come si diceva quando si praticava ancora l'italiano, un complesso).
Vediamo in che cosa consiste: è
«il gruppo della sinistra radicale, [...] i duri e puri dell'anticapitalismo, dell'antifascismo, del femminismo, del sostegno ai migranti e ai diritti delle persone Lgbt+.»
Chi è contro il capitalismo è a favore di che tipo di femminismo?
Chi è femminista è a favore dei diritti delle persone LGBT+?
Chi è per il capitalismo vuole diminuire la pressione migratoria - o l'esatto contrario?
Chi è antifascista avrebbe mai fatto calare con i suoi infami DPCM sull'Italia la notte "covid-19" dei diritti civili?
Sinistra radicale?...
Insomma: il discorso politico degradato a nonsenso (o forse si dovrebbe dire nonsense).
Al Parlamento Europeo il M5S si colloca oggi nel gruppo The Left. (Sembra il nome di una band o, come si diceva quando si praticava ancora l'italiano, un complesso).
Vediamo in che cosa consiste: è
«il gruppo della sinistra radicale, [...] i duri e puri dell'anticapitalismo, dell'antifascismo, del femminismo, del sostegno ai migranti e ai diritti delle persone Lgbt+.»
Chi è contro il capitalismo è a favore di che tipo di femminismo?
Chi è femminista è a favore dei diritti delle persone LGBT+?
Chi è per il capitalismo vuole diminuire la pressione migratoria - o l'esatto contrario?
Chi è antifascista avrebbe mai fatto calare con i suoi infami DPCM sull'Italia la notte "covid-19" dei diritti civili?
Sinistra radicale?...
Insomma: il discorso politico degradato a nonsenso (o forse si dovrebbe dire nonsense).
Today
I 5 Stelle con la sinistra radicale: così sono passati da Farage e Salvini a Carola Rackete
Il Movimento ha aderito al gruppo The Left al Parlamento europeo, quello che riunisce i partiti anticapitalisti e antifascisti. Nel 2014 l'alleanza (di convenienza) era stata con l'alfiere della Brexit
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