Scienza e Democrazia
Ballando su un vulcano alimentato da combustibile umano. Alcuni potrebbero pensare che rinfacciare a qualcuno i bassissimi titoli di studio sa di snobismo culturale. Ora, è chiaro che a chi dimostra la capacità di districarsi in problemi complessi di un…
Adnkronos
G7, Giorgia Meloni balla la pizzica in Puglia - Video
Il filmato postato sui social
Supplemento. Il ballottaggio.
In alcuni comuni italiani, tra cui Bari, Lecce, Potenza, Perugia e Firenze, ci sarà tra qualche giorno (domenica 23- lunedì 24 giugno 2024) il ballottaggio tra due candidati a sindaco, quelli risultati primi al primo turno, nessuno dei quali abbia però raggiunto la maggioranza assoluta (il 50% + 1 dei voti efficaci).
È bene andare alle urne anche se dei due candidati rimasti nessuno ci ha convinto (tant'è vero che avevamo votato qualcun altro)?
Ispiriamoci a un caso reale. Ci sono due candidati, A e B, A orbitante nel bacino di voti PD-M5S (e altri) e B in quello di FI-FdI-Lega (e altri).
Già questa indicazione dei partiti di riferimento getta un'ombra su entrambi i candidati. La stampa li definisce i candidati di "sinistra" e "destra", ma lo fa per dare una tonalità agonistica a un contrasto tra simili.
Simili non vuol dire però identici. Si può applicare il principio del meno peggio?
Sì, se si individua una materia significativa in cui un candidato è nettamente diverso dall'altro - e superiore alla sufficienza. (Per intenderci: se su una scala da 1 a 10 A merita 2 e B merita 4, la materia individuata non è adeguata per una scelta).
Una materia oggettivamente importante, perché riflette l'atteggiamento generale verso una molteplicità di questioni attinenti al rapporto autorità-cittadini, è il giudizio sul periodo "covid-19".
B ha fatto parte della precedente amministrazione comunale, fedele esecutrice di tutte le direttive del governo, e non ha mai preso una posizione nemmeno velatamente critica su quanto stava succedendo.
Ma A, se possibile, ha fatto di peggio: ha, proprio quest'anno e senza la scusante della cappa di paura del triennio "pandemico", presentato il libro del pessimo ex ministro della Salute, mentre una piccola folla vociava al di fuori.
Questo vuol dire (assumendo la buona fede) che, dopo 4 anni, neanche A ha capito niente di ciò che è stato il "covid-19".
E il criterio "pace"? Hanno A o B preso pubblicamente posizione contro l'invio di armi al governo di Kiev e a quello di Tel Aviv? Per un sindaco una tale presa di posizione ha un significato simbolico, ma può anche concretizzarsi in iniziative di boicottaggio dell'attraversamento di convogli militari e di supporto alla popolazione martoriata di Gaza.
Qualcuno dirà: e questo cosa c'entra con i bisogni della popolazione cittadina?
C'entra moltissimo, perché la complicità italiana nei crimini di guerra di Israele sta causando malessere in tutta la popolazione psicologicamente normale e consapevole. E per essere consapevoli non occorre seguire giorno dopo giorno lo stillicidio di notizie sulle vittime. Basta questo video.
Ne caso reale considerato c'è anche la questione del biolaboratorio di livello di sicurezza 3. A quanto si capisce, pur di ricevere i finanziamenti del PNRR, sia A che B non si metterebbero contro "la scienza"...
In breve, né A né B risultano aver pronunciato un solo parere razionale e umano, e che rappresenti un impegno politico, sul covid-19 e su ciò che sta succedendo da oltre 8 mesi sulla striscia di Gaza. Né i giornalisti, intervistandoli, fanno domande al riguardo.
[continua]
In alcuni comuni italiani, tra cui Bari, Lecce, Potenza, Perugia e Firenze, ci sarà tra qualche giorno (domenica 23- lunedì 24 giugno 2024) il ballottaggio tra due candidati a sindaco, quelli risultati primi al primo turno, nessuno dei quali abbia però raggiunto la maggioranza assoluta (il 50% + 1 dei voti efficaci).
È bene andare alle urne anche se dei due candidati rimasti nessuno ci ha convinto (tant'è vero che avevamo votato qualcun altro)?
Ispiriamoci a un caso reale. Ci sono due candidati, A e B, A orbitante nel bacino di voti PD-M5S (e altri) e B in quello di FI-FdI-Lega (e altri).
Già questa indicazione dei partiti di riferimento getta un'ombra su entrambi i candidati. La stampa li definisce i candidati di "sinistra" e "destra", ma lo fa per dare una tonalità agonistica a un contrasto tra simili.
Simili non vuol dire però identici. Si può applicare il principio del meno peggio?
Sì, se si individua una materia significativa in cui un candidato è nettamente diverso dall'altro - e superiore alla sufficienza. (Per intenderci: se su una scala da 1 a 10 A merita 2 e B merita 4, la materia individuata non è adeguata per una scelta).
Una materia oggettivamente importante, perché riflette l'atteggiamento generale verso una molteplicità di questioni attinenti al rapporto autorità-cittadini, è il giudizio sul periodo "covid-19".
B ha fatto parte della precedente amministrazione comunale, fedele esecutrice di tutte le direttive del governo, e non ha mai preso una posizione nemmeno velatamente critica su quanto stava succedendo.
Ma A, se possibile, ha fatto di peggio: ha, proprio quest'anno e senza la scusante della cappa di paura del triennio "pandemico", presentato il libro del pessimo ex ministro della Salute, mentre una piccola folla vociava al di fuori.
Questo vuol dire (assumendo la buona fede) che, dopo 4 anni, neanche A ha capito niente di ciò che è stato il "covid-19".
E il criterio "pace"? Hanno A o B preso pubblicamente posizione contro l'invio di armi al governo di Kiev e a quello di Tel Aviv? Per un sindaco una tale presa di posizione ha un significato simbolico, ma può anche concretizzarsi in iniziative di boicottaggio dell'attraversamento di convogli militari e di supporto alla popolazione martoriata di Gaza.
Qualcuno dirà: e questo cosa c'entra con i bisogni della popolazione cittadina?
C'entra moltissimo, perché la complicità italiana nei crimini di guerra di Israele sta causando malessere in tutta la popolazione psicologicamente normale e consapevole. E per essere consapevoli non occorre seguire giorno dopo giorno lo stillicidio di notizie sulle vittime. Basta questo video.
Ne caso reale considerato c'è anche la questione del biolaboratorio di livello di sicurezza 3. A quanto si capisce, pur di ricevere i finanziamenti del PNRR, sia A che B non si metterebbero contro "la scienza"...
In breve, né A né B risultano aver pronunciato un solo parere razionale e umano, e che rappresenti un impegno politico, sul covid-19 e su ciò che sta succedendo da oltre 8 mesi sulla striscia di Gaza. Né i giornalisti, intervistandoli, fanno domande al riguardo.
[continua]
[segue]
Qualche cittadino potrà individuare qualche altro criterio importante che differenzi significativamente A da B.
O anche far uso di un criterio generale di carattere formale come: è bene cambiare l'amministrazione comunale a meno che non sia stata eccellente, perché così, almeno, si verrà a sapere qualcosa di più sui suoi lati deboli e la nuova amministrazione si farà un punto d'onore nel superare l'altra in quei lati.
Ma supponiamo di non riuscire a trovare niente che ci soddisfi e che rompa l'equilibrio, in negativo, tra A e B. Sarebbe una buona ragione per non andare alle urne?
La risposta, ancora una volta, è no. In un tal caso, infatti, la scelta di gran lunga migliore è andare alle urne e annullare la scheda, per esempio scrivendoci su: "Non approvo nessuno dei due candidati".
Perché solo così si impedisce di interpretare il nostro giudizio negativo su A e B come indifferenza o impossibilità, per qualsiasi ragione, di recarsi alle urne.
Bisogna ricordare, contro quanto detto da innumerevoli confusionari e in diversi casi falsari: chi vota legittima solo il diritto di voto, non la maggioranza che esce dalle elezioni - a meno che, ovviamente, non abbia votato per essa.
È importante tenerlo a mente in un momento in cui il governo Meloni sta festeggiando (letteralmente) l'esito delle Elezioni Europee (determinato in larga misura dall'astensionismo) proponendo una riforma costituzionale che causerebbe un ulteriore depotenziamento del voto.
Qualche cittadino potrà individuare qualche altro criterio importante che differenzi significativamente A da B.
O anche far uso di un criterio generale di carattere formale come: è bene cambiare l'amministrazione comunale a meno che non sia stata eccellente, perché così, almeno, si verrà a sapere qualcosa di più sui suoi lati deboli e la nuova amministrazione si farà un punto d'onore nel superare l'altra in quei lati.
Ma supponiamo di non riuscire a trovare niente che ci soddisfi e che rompa l'equilibrio, in negativo, tra A e B. Sarebbe una buona ragione per non andare alle urne?
La risposta, ancora una volta, è no. In un tal caso, infatti, la scelta di gran lunga migliore è andare alle urne e annullare la scheda, per esempio scrivendoci su: "Non approvo nessuno dei due candidati".
Perché solo così si impedisce di interpretare il nostro giudizio negativo su A e B come indifferenza o impossibilità, per qualsiasi ragione, di recarsi alle urne.
Bisogna ricordare, contro quanto detto da innumerevoli confusionari e in diversi casi falsari: chi vota legittima solo il diritto di voto, non la maggioranza che esce dalle elezioni - a meno che, ovviamente, non abbia votato per essa.
È importante tenerlo a mente in un momento in cui il governo Meloni sta festeggiando (letteralmente) l'esito delle Elezioni Europee (determinato in larga misura dall'astensionismo) proponendo una riforma costituzionale che causerebbe un ulteriore depotenziamento del voto.
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Scienza e Democrazia
10.IV.a Elezioni europee
Nel seguito assumeremo la ragionevolezza di dare un voto efficace.
Tratteremo adesso dei criteri di scelta dei 76 europarlamentari spettanti all'Italia (su un totale di 720).
In realtà, in questa tornata elettorale il cittadino…
Nel seguito assumeremo la ragionevolezza di dare un voto efficace.
Tratteremo adesso dei criteri di scelta dei 76 europarlamentari spettanti all'Italia (su un totale di 720).
In realtà, in questa tornata elettorale il cittadino…
Combattere la disinformazione - una proposta
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è celebre per la sua instancabile lotta contro la disinformazione. Adesso dirige la sua attenzione verso quella «russa».
Ci sentiamo di fargli, rispettosamente, una modesta proposta, per permettergli di coronare in maniera prestigiosa tale annosa lotta.
I cittadini stranieri a cui è stata conferita, per meriti speciali, la cittadinanza italiana onoraria a partire dal 3 febbraio 2015, quando Mattarella diventò per la prima volta Presidente, sono:
- una canoista tedesca (2015),
- una pakistana che si è opposta al matrimonio combinato (2015),
- un siriano che sostenne i lavoratori italiani in Kuwait durante l'invasione irachena (2016);
- un libanese con un lavoro a contratto presso l'ambasciata italiana (2016);
- la vedova di un senegalese ucciso da uno squilibrato a Firenze nel 2011 (2017);
- un canoista moldavo (2019);
- due ragazzi (marocchino e egiziano) di una scuola media di Crema (2019);
- un cubano che pratica lotta libera (2019);
- il direttore della National Gallery di Londra (2020);
- la vedova, marocchina, dell'ambasciatore Luca Attanasio (2021).
Tutti conferimenti intrinsecamente importanti e con motivazioni forti. E soprattutto bisogna guardarsi dallo sminuire, spocchiosamente, quelli concessi ad atleti.
Ma uno è assente e, anche se non è un atleta, è una persona che a un combattente per la libera informazione come Mattarella non deve sfuggire.
Ha reso eminenti servizi all'Italia, rivelando, in particolare, le pressioni e le operazioni di spionaggio degli USA sui governi italiani (qui e qui).
Particolarmente attuale è il cablogramma «confidential» sulle prese di posizioni lungimiranti (ahimè!) di Silvio Berlusconi (insieme a tante prove di servilismo "atlantico", beninteso) sulla questione ucraina nel 2008 - sedici anni fa.
La persona così benemerita per lo Stato Italiano si trova da 5 anni in un carcere di massima sicurezza inglese. Senza essere stato condannato per nessun reato.
Si chiama Julian Assange. È grazie a lui se molta disinformazione su tante importanti questioni che riguardano l'Italia e i suoi governi è stata dissipata.
Poiché abbiamo esaurito, presumibilmente, i campioni di canoa e di lotta libera idonei al conferimento, la proposta che formuliamo è: concedere la cittadinanza italiana ad Assange.
Un Presidente della Repubblica così sensibile alla problematica della disinformazione ci sarà grato se gli suggeriamo un candidato la cui cittadinanza onoraria farebbe onore, in primo luogo, all'Italia.
Dopodiché, si troverà certamente qualche partito che, insoddisfatto di doversi limitare a personaggi di dubbia caratura, candiderà Assange nelle proprie liste.
E chissà, forse per una volta l'Italia avrà veramente gli occhi di tutto il mondo puntati su di lei - e non come colonia statunitense a vocazione turistica.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è celebre per la sua instancabile lotta contro la disinformazione. Adesso dirige la sua attenzione verso quella «russa».
Ci sentiamo di fargli, rispettosamente, una modesta proposta, per permettergli di coronare in maniera prestigiosa tale annosa lotta.
I cittadini stranieri a cui è stata conferita, per meriti speciali, la cittadinanza italiana onoraria a partire dal 3 febbraio 2015, quando Mattarella diventò per la prima volta Presidente, sono:
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- un siriano che sostenne i lavoratori italiani in Kuwait durante l'invasione irachena (2016);
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Tutti conferimenti intrinsecamente importanti e con motivazioni forti. E soprattutto bisogna guardarsi dallo sminuire, spocchiosamente, quelli concessi ad atleti.
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Ha reso eminenti servizi all'Italia, rivelando, in particolare, le pressioni e le operazioni di spionaggio degli USA sui governi italiani (qui e qui).
Particolarmente attuale è il cablogramma «confidential» sulle prese di posizioni lungimiranti (ahimè!) di Silvio Berlusconi (insieme a tante prove di servilismo "atlantico", beninteso) sulla questione ucraina nel 2008 - sedici anni fa.
La persona così benemerita per lo Stato Italiano si trova da 5 anni in un carcere di massima sicurezza inglese. Senza essere stato condannato per nessun reato.
Si chiama Julian Assange. È grazie a lui se molta disinformazione su tante importanti questioni che riguardano l'Italia e i suoi governi è stata dissipata.
Poiché abbiamo esaurito, presumibilmente, i campioni di canoa e di lotta libera idonei al conferimento, la proposta che formuliamo è: concedere la cittadinanza italiana ad Assange.
Un Presidente della Repubblica così sensibile alla problematica della disinformazione ci sarà grato se gli suggeriamo un candidato la cui cittadinanza onoraria farebbe onore, in primo luogo, all'Italia.
Dopodiché, si troverà certamente qualche partito che, insoddisfatto di doversi limitare a personaggi di dubbia caratura, candiderà Assange nelle proprie liste.
E chissà, forse per una volta l'Italia avrà veramente gli occhi di tutto il mondo puntati su di lei - e non come colonia statunitense a vocazione turistica.
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Mattarella: "fronteggiamo il pericolo della disinformazione"
https://www.imolaoggi.it/2024/05/06/mattarella-pericolo-disinformazione/
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Che cosa hanno detto i rettori universitari italiani sul movimento di solidarietà per la Palestina?
Il 23 maggio 2024 la Conferenza de8i Rettori delle Università Italiane (CRUI) ha pubblicato un comunicato stampa intitolato "Cessate il fuoco".
È un comunicato che mostra una volta di più l'incapacità della gerarchia accademica di prendere le distanze dalle scelte politiche governative - un'incapacità già mostrata a proposito delle imposizioni pseudosanitarie del periodo covid-19.
La CRUI esordisce dicendo:
«[...] la CRUI intende ribadire come l’intero sistema universitario sia unito nella richiesta, ormai pervenuta da più parti, di un’immediata cessazione delle ostilità e del rilascio degli ostaggi sequestrati nel corso del disumano attacco del 7 ottobre.»
Già l'inizio è sbagliato.
Il calvario di Gaza non risale alla reazione israeliana al «disumano attacco del 7 ottobre [2023]».
Da un consesso di universitari era lecito aspettarsi un minimo di scrupolo documentario. Bastava sentire l'intervento del 17 maggio 2023 (cinque mesi prima del «disumano attacco», e un anno prima del comunicato stampa!) della relatrice speciale dell'ONU per la situazione dei diritti nei territori occupati Francesca Albanese.
E se la CRUI conosceva questo intervento autorevole, che cosa aveva fatto, nell'ambito della propria giurisdizione, al riguardo?
Ma il punto cruciale del loro documento è il rifiuto della richiesta di interrompere i progetti di ricerca con le università israeliane.
La CRUI infatti afferma che intende:
«Proseguire la collaborazione scientifica con le università straniere di ogni Paese. Interrompere gli accordi con le università significa infatti rigettare l’importanza di luoghi di riflessione, pensiero critico e confronto costruttivo. Scienza e cultura sono garanzia di liberi spazi di dialogo anche nella differenza di opinioni e visioni; [...]»
Lasciamo perdere la retorica dei «Liberi spazi di dialogo», ormai davvero obsoleta...
Ma, più specificamente, l'università Bicocca di Milano ha disdetto un seminario già programmato su Dostoevskij. E questo perché rendere omaggio a un (grandissimo) esponente della cultura russa (e mondiale) sembrava urtare le sensibilità di "qualcuno" nel momento in cui il governo italiano finanziava il governo ucraino nel suo conflitto con la Russia.
Non risulta che la CRUI abbia emesso un comunicato per condannare questa e altre fanatiche misure di boicottaggio della cultura russa - di ordine di gravità molto superiore a quelle contro le istituzioni israeliane promosse dal movimento per il boicottaggio.
Sebbene il boicottaggio universitario contro Israele colpisca specificamente tutto ciò che contribuisce al potenziamento economico e militare di Israele, e includa quindi, in tutti i casi in cui è pertinente, il disinvestimento, il suo valore primario è simbolico.
Esso esprime la riprovazione dell'università italiana contro una criminale politica di sopraffazione che nessun equilibrismo retorico può far cominciare il 7 ottobre 2023.
Siamo quindi davanti al triste spettacolo di un organismo di rappresentanza dell'università italiana che non sente il dovere di prendere le distanze, concretamente, da un genocidio in corso, ma si arrampica sugli specchi della retorica e della mistificazione storica.
E questo nonostante le eloquenti sollecitazioni provenienti dal mondo universitario e da tanta parte della società civile in tutto il mondo.
In altre parole, la CRUI ha tradito, per miope opportunismo, i valori della cultura e dell'umanità che giustificano l'esistenza stessa dell'università.
Il 23 maggio 2024 la Conferenza de8i Rettori delle Università Italiane (CRUI) ha pubblicato un comunicato stampa intitolato "Cessate il fuoco".
È un comunicato che mostra una volta di più l'incapacità della gerarchia accademica di prendere le distanze dalle scelte politiche governative - un'incapacità già mostrata a proposito delle imposizioni pseudosanitarie del periodo covid-19.
La CRUI esordisce dicendo:
«[...] la CRUI intende ribadire come l’intero sistema universitario sia unito nella richiesta, ormai pervenuta da più parti, di un’immediata cessazione delle ostilità e del rilascio degli ostaggi sequestrati nel corso del disumano attacco del 7 ottobre.»
Già l'inizio è sbagliato.
Il calvario di Gaza non risale alla reazione israeliana al «disumano attacco del 7 ottobre [2023]».
Da un consesso di universitari era lecito aspettarsi un minimo di scrupolo documentario. Bastava sentire l'intervento del 17 maggio 2023 (cinque mesi prima del «disumano attacco», e un anno prima del comunicato stampa!) della relatrice speciale dell'ONU per la situazione dei diritti nei territori occupati Francesca Albanese.
E se la CRUI conosceva questo intervento autorevole, che cosa aveva fatto, nell'ambito della propria giurisdizione, al riguardo?
Ma il punto cruciale del loro documento è il rifiuto della richiesta di interrompere i progetti di ricerca con le università israeliane.
La CRUI infatti afferma che intende:
«Proseguire la collaborazione scientifica con le università straniere di ogni Paese. Interrompere gli accordi con le università significa infatti rigettare l’importanza di luoghi di riflessione, pensiero critico e confronto costruttivo. Scienza e cultura sono garanzia di liberi spazi di dialogo anche nella differenza di opinioni e visioni; [...]»
Lasciamo perdere la retorica dei «Liberi spazi di dialogo», ormai davvero obsoleta...
Ma, più specificamente, l'università Bicocca di Milano ha disdetto un seminario già programmato su Dostoevskij. E questo perché rendere omaggio a un (grandissimo) esponente della cultura russa (e mondiale) sembrava urtare le sensibilità di "qualcuno" nel momento in cui il governo italiano finanziava il governo ucraino nel suo conflitto con la Russia.
Non risulta che la CRUI abbia emesso un comunicato per condannare questa e altre fanatiche misure di boicottaggio della cultura russa - di ordine di gravità molto superiore a quelle contro le istituzioni israeliane promosse dal movimento per il boicottaggio.
Sebbene il boicottaggio universitario contro Israele colpisca specificamente tutto ciò che contribuisce al potenziamento economico e militare di Israele, e includa quindi, in tutti i casi in cui è pertinente, il disinvestimento, il suo valore primario è simbolico.
Esso esprime la riprovazione dell'università italiana contro una criminale politica di sopraffazione che nessun equilibrismo retorico può far cominciare il 7 ottobre 2023.
Siamo quindi davanti al triste spettacolo di un organismo di rappresentanza dell'università italiana che non sente il dovere di prendere le distanze, concretamente, da un genocidio in corso, ma si arrampica sugli specchi della retorica e della mistificazione storica.
E questo nonostante le eloquenti sollecitazioni provenienti dal mondo universitario e da tanta parte della società civile in tutto il mondo.
In altre parole, la CRUI ha tradito, per miope opportunismo, i valori della cultura e dell'umanità che giustificano l'esistenza stessa dell'università.
www.crui.it
Cessate il fuoco - CRUI - Conferenza dei Rettori delle Università italiane
Nel corso dell’assemblea mensile, le rettrici e i rettori delle università italiane hanno ascoltato con attenzione l’intervento di Alessia Conti, Presidente del CNSU. Conti, nel portare la voce dei du...
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L'eroe ignoto «Si prenda la I guerra mondiale (1914-18), uno dei più grandi massacri organizzati di tutta la storia – tra militari e civili si stimano «più di 16 milioni di morti e più di 20 milioni di feriti e mutilati». A leggerne un resoconto tradizionale…
Altri esempi di come la NATO abbia trasformato l'Ucraina in un campo di concentramento.
https://t.me/infodefITALY/17167
https://t.me/infodefITALY/17167
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InfoDefenseITALIA
Otto uomini ucraini hanno tentato di fuggire dal territorio occupato dal regime di Zelenskij, ma sono stati arrestati e adesso saranno mandati in guerra contro la loro volontà.
Ognuno di loro ha pagato 11.000 dollari alle guide locali nella zona della frontiera…
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Scienza e Democrazia
Perché siamo arrivati a questo punto La ricostruzione di Jeffrey Sachs, fondata su informazioni di prima mano, mostra oltre ogni ragionevole dubbio l'intenzione imperialistica del governo USA nel provocare in ogni modo possibile la Russia. La banda dietro…
Ecco che cosa succede...
...quando si mette a confronto un vero competente, che parla a partire da informazioni di prima mano, con figure così prive di spessore intellettuale ed etico da non porsi nemmeno il problema della propria ignoranza - stanno infatti lì a recitare, non a ragionare su dati di fatto e nessi logici.
La televisione italiana sta umiliando internazionalmente gli italiani.
È uno scandalo.
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🇮🇹🇺🇸🇺🇦🇷🇺 Uno strepitoso Jeffrey Sachs, direttore dell'Earth Institute alla Columbia University, dice la verità sulla guerra in Ucriana, com'era già successo a SkyTg24
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E se adesso l'esercito di KIev ha attaccato la spiaggia di Sebastopoli in Crimea - un attacco terroristico e non un'azione di guerra - lo si deve anche ai falsari criminali che con le loro menzogne hanno ostacolato da più di 2 anni una risoluzione incruenta della vertenza russo-ucraina.
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🟥 SEBASTOPOLI. LE IMMAGINI DELL'ATTACCO UCRAINO CON GLI ATACMS STATUNITENSI. CONFERMATI I DECESSI.
Sono tre le vittime accertate e, come già anticipato, si tratta anche di bambini. La contraerea ha intercettato i missili puntati su Sebastopoli, ma alcuni…
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Proteste Pro-Gaza in università, la mappa degli atenei in rivolta
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Immagini satellitari che mostrano che cosa sta facendo Israele a Rafah.
Dove sono finiti i «luoghi di riflessione, pensiero critico e confronto costruttivo»?
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🇵🇸 Eye on Palestine
Satellite images show the extent of the destruction caused by the occupation in the area of the Yabna and Al-Shaboura camps and the vicinity of the Al-Huda and Al-Abrar mosques - Rafah
صور الأقمار الإصطناعية تظهر حجم الدمار الذي خلفه الاحتلال في منطقة…
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Assange è stato liberato!
Per una volta una buona notizia, che è la più importante, insieme a una cattiva.
La buona , anzi ottima, notizia è che dopo 14 anni di prigione Julian Assange è libero: è uscito dalla prigione inglese di massima sicurezza (« in una cella di 2x3 metri, isolato 23 ore al giorno»), dove era stato per 1901 giorni, e ha già lasciato il 24 giugno la Gran Bretagna .
Alla fine si è riusciti a sbloccare quello che sembrava un catenaccio che si cementava con ogni successiva pronuncia legale e che ne aveva fatto un sepolto vivo.
La cattiva notizia è che Assange ha dovuto firmare la "confessione" di essere colpevole di aver violato la legge USA sullo spionaggio. Lui, cittadino australiano?..,.
Un ricatto odioso e antigiuridico del governo USA, un ulteriore passo verso una tirannia globale.
Per una volta una buona notizia, che è la più importante, insieme a una cattiva.
La buona , anzi ottima, notizia è che dopo 14 anni di prigione Julian Assange è libero: è uscito dalla prigione inglese di massima sicurezza (« in una cella di 2x3 metri, isolato 23 ore al giorno»), dove era stato per 1901 giorni, e ha già lasciato il 24 giugno la Gran Bretagna .
Alla fine si è riusciti a sbloccare quello che sembrava un catenaccio che si cementava con ogni successiva pronuncia legale e che ne aveva fatto un sepolto vivo.
La cattiva notizia è che Assange ha dovuto firmare la "confessione" di essere colpevole di aver violato la legge USA sullo spionaggio. Lui, cittadino australiano?..,.
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ANSA.it
Julian Assange arrivato in territorio americano
Dopo 5 anni in prigione il fondatore di Wikileaks potrà tornare in Australia (ANSA)
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Leggiamo adesso il parere di Robert Kennedy Jr, che conferma esattamente quanto qui sostenuto.
Telegram
Robin Monotti + Cory Morningstar
Scienza e Democrazia
Leggiamo adesso il parere di Robert Kennedy Jr, che conferma esattamente quanto qui sostenuto.
L'atto del tribunale USA (a Saipan, nelle isole Marianne) ...
...che Assange ha dovuto firmare.
E l'iter non è ancora concluso. La sentenza del tribunale USA, alla sua presenza, deve ancora essere pronunciata; dovrebbe esserlo domani.
...che Assange ha dovuto firmare.
E l'iter non è ancora concluso. La sentenza del tribunale USA, alla sua presenza, deve ancora essere pronunciata; dovrebbe esserlo domani.
Telegram
Robin Monotti + Cory Morningstar
The court documents of Julian Assange’s plea deal, allowing him to go free
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Scienza e Democrazia
Che cosa hanno detto i rettori universitari italiani sul movimento di solidarietà per la Palestina? Il 23 maggio 2024 la Conferenza de8i Rettori delle Università Italiane (CRUI) ha pubblicato un comunicato stampa intitolato "Cessate il fuoco". È un comunicato…
Protesta pro Palestina al porto di Genova
Gli atti concreti dei portuali, da confrontare con la retorica degli "accademici".
Gli atti concreti dei portuali, da confrontare con la retorica degli "accademici".
Agenzia Dire
Bloccati i valichi per il porto di Genova. La protesta: "Fermiamo il traffico di armi in Palestina"
Genova in prima linea: presidio e blocco al porto contro il traffico di armi. Leggi l'azione di protesta organizzata dal dal Calp, da Usb, dai collettivi studenteschi di Osa e Cambiare Rotta
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Scienza e Democrazia
Leggiamo adesso il parere di Robert Kennedy Jr, che conferma esattamente quanto qui sostenuto.
Ma per fortuna arriva il Corriere a rettificare il quadro...
Federico Rampini sul Corriere della Sera conclude così il suo articolo ostile su Julian Assange e la sua liberazione:
«Oggi la notizia della liberazione di Assange ci ricorda che vivere in Occidente è un privilegio; anche per lui. Chi viene beccato da Putin o da Xi a divulgare segreti di Stato russi o cinesi subisce un altro genere di trattamento.»
Leggendo queste parole sulla liberazione di un giornalista dopo 14 anni di reclusione senza essere mai stato condannato, e liberato dopo essere stato forzato a un'assurda ammissione di colpevolezza, la reazione spontanea è: l'autore è pazzo?
Poi, scorrendone la biografia, si riesce a capire qualcosa di più.
Rampini ha una lunga carriera alle spalle. È un giornalista italiano naturalizzato statunitense. È un membro del Council on Foreign Relations (CFR). È stato premiato dal presidente Giorgio Napolitano - il «comunista preferito» di Kissinger, che era anche lui membro del CFR.
Insomma, non esattamente uno che sia stato sulle barricate del giornalismo di denuncia del sistema di potere. Di cui, invece, ha fatto parte. Per lui «vivere in Occidente» è stato davvero un privilegio. Ma sono privilegi che si pagano.
Non con il carcere di massima sicurezza, certo. Ma con l'impossibilità di paragonarsi con, o anche solo capire, giornalisti che per nostra fortuna hanno interpretato il proprio ruolo, con enormi costi personali, in maniera radicalmente diversa.
Federico Rampini sul Corriere della Sera conclude così il suo articolo ostile su Julian Assange e la sua liberazione:
«Oggi la notizia della liberazione di Assange ci ricorda che vivere in Occidente è un privilegio; anche per lui. Chi viene beccato da Putin o da Xi a divulgare segreti di Stato russi o cinesi subisce un altro genere di trattamento.»
Leggendo queste parole sulla liberazione di un giornalista dopo 14 anni di reclusione senza essere mai stato condannato, e liberato dopo essere stato forzato a un'assurda ammissione di colpevolezza, la reazione spontanea è: l'autore è pazzo?
Poi, scorrendone la biografia, si riesce a capire qualcosa di più.
Rampini ha una lunga carriera alle spalle. È un giornalista italiano naturalizzato statunitense. È un membro del Council on Foreign Relations (CFR). È stato premiato dal presidente Giorgio Napolitano - il «comunista preferito» di Kissinger, che era anche lui membro del CFR.
Insomma, non esattamente uno che sia stato sulle barricate del giornalismo di denuncia del sistema di potere. Di cui, invece, ha fatto parte. Per lui «vivere in Occidente» è stato davvero un privilegio. Ma sono privilegi che si pagano.
Non con il carcere di massima sicurezza, certo. Ma con l'impossibilità di paragonarsi con, o anche solo capire, giornalisti che per nostra fortuna hanno interpretato il proprio ruolo, con enormi costi personali, in maniera radicalmente diversa.
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Scienza e Democrazia
L'atto del tribunale USA (a Saipan, nelle isole Marianne) ... ...che Assange ha dovuto firmare. E l'iter non è ancora concluso. La sentenza del tribunale USA, alla sua presenza, deve ancora essere pronunciata; dovrebbe esserlo domani.
Julian Assange finalmente in Australia.
Stella Assange: «Julian Assange è stato liberato adesso perché la sua assistenza legale stava per usare il Primo Emendamento nell'appello contro l'estradizione presso l'Alta Corte a Londra, e l'amministrazione USA non ha voluto un dibattito sui diritti nel Primo Emendamento di rivelare crimini di guerra.»
Sul Primo Emendamento.
Stella Assange: «Julian Assange è stato liberato adesso perché la sua assistenza legale stava per usare il Primo Emendamento nell'appello contro l'estradizione presso l'Alta Corte a Londra, e l'amministrazione USA non ha voluto un dibattito sui diritti nel Primo Emendamento di rivelare crimini di guerra.»
Sul Primo Emendamento.
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L'avevano sempre fornita.
Ma proprio sempre.
Il governo russo ha bloccato 81 tra canali e giornali europei, dopo che il Consiglio dell'UE aveva bloccato l'agenzia di stato russa Ria Novosti e i quotidiani Izvestia e Rossiyskaya Gazeta, definendoli «reti di propaganda legate al Cremlino».
Allora il ministero degli Esteri italiano ha dichiarato che
«condanna con forza la decisione della Federazione Russa di bloccare l’accesso sul suo territorio alle trasmissioni e ai siti di diversi media europei, tra cui gli italiani Rai, La7, La Repubblica e La Stampa.»
Era un buon inizio.
Ma poi ha rovinato tutto, aggiungendo:
«Esprimiamo rammarico per la misura ingiustificata adottata nei confronti di queste emittenti e testate giornalistiche italiane, che hanno sempre fornito un’informazione oggettiva e imparziale sul conflitto in Ucraina. [...]»
Come questa?
Ma proprio sempre.
Il governo russo ha bloccato 81 tra canali e giornali europei, dopo che il Consiglio dell'UE aveva bloccato l'agenzia di stato russa Ria Novosti e i quotidiani Izvestia e Rossiyskaya Gazeta, definendoli «reti di propaganda legate al Cremlino».
Allora il ministero degli Esteri italiano ha dichiarato che
«condanna con forza la decisione della Federazione Russa di bloccare l’accesso sul suo territorio alle trasmissioni e ai siti di diversi media europei, tra cui gli italiani Rai, La7, La Repubblica e La Stampa.»
Era un buon inizio.
Ma poi ha rovinato tutto, aggiungendo:
«Esprimiamo rammarico per la misura ingiustificata adottata nei confronti di queste emittenti e testate giornalistiche italiane, che hanno sempre fornito un’informazione oggettiva e imparziale sul conflitto in Ucraina. [...]»
Come questa?
RaiNews
La Russia blocca l'accesso a RaiNews.it e altri 80 media dell'Unione europea
Tra quelli italiani anche Repubblica, Stampa e La7: è una ritorsione contro la decisione Ue di sanzionare tre organi di informazione russi. La condanna della Farnesina
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Scienza e Democrazia
Julian Assange finalmente in Australia. Stella Assange: «Julian Assange è stato liberato adesso perché la sua assistenza legale stava per usare il Primo Emendamento nell'appello contro l'estradizione presso l'Alta Corte a Londra, e l'amministrazione USA…
Assange e la sua prigionia.
In questi giorni si leggono sui giornali, a proposito degli anni di prigionia di Assange, numeri diversi: 12 anni, 13 anni, 14 anni (qui abbiamo detto «14 anni» o «quasi 14 anni»).
Ora, "prigionia" e "reclusione" si possono intendere in maniere diverse.
Assange rimase presso l'ambasciata dell'Ecuador a Londra dalla sua richiesta di asilo in base alla carta dei diritti umani dell'ONU (il 19 giugno 2012 - la richiesta fu concessa il 16 agosto) a quando ne fu portato fuori a forza dalla polizia inglese dopo che l'Ecuador ebbe revocato l'asilo (11 aprile 2019).
Dopodiché, fu trasferito nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh, fino allo scorso 24 giugno.
Dal 19 giugno 2012 al 24 giugno 2024, giorno della sua liberazione, sarebbero appunto 12 anni.
Ma il punto è: perché Assange fece richiesta di asilo?
La ragione è che nel novembre 2010 la Svezia aveva spiccato un mandato d'arresto internazionale - basato su false e pretestuose accuse di violenza sessuale.
Nel dicembre 2010 Assange viene arrestato a Londra.
Ricorse in appello, e gli fu concessa la libertà vigilata dietro cauzione - dell'importo di 240.000 sterline, versate da suoi sostenitori (alcuni famosi, come John Pilger e Ken Loach).
Secondo la legge inglese, la cauzione viene persa in caso di violazione delle condizioni imposte.
La libertà vigilata di Assange comportava l'obbligo di dimora, ogni notte, dalle 22 alle 8 in un fissato domicilio.
Per chiedere l'asilo all'ambasciata dell'Ecuador, Assange si era trattenuto quella notte di giugno ed era risultato irreperibile alle 22.20. Quindi aveva violato le condizioni imposte.
Ora, essere rifugiato politico in un'ambasciata non è, in senso letterale, stare in prigione - eccetto che il governo britannico dilapidò milioni di sterline dei suoi contribuenti per vigilare 24 ore su 24 (fino all'ottobre 2015) chi fosse entrato e uscito dall'ambasciata, in modo da poter arrestare immediatamente Assange nel caso che avesse provato ad uscirne (misura che continuò ad essere valida a oltranza).
Analogamente, una libertà vigilata con arresti domiciliari notturni e una cauzione che non tutti si possono permettere, non è esattamente come stare in prigione... ma certo le rassomiglia parecchio.
Ciò che si può dire è che dal dicembre 2010 al giugno 2024 Assange è stato soggetto a varie forme di domicilio coatto.
In questo senso la sua prigionia è stata di 14 anni, o se si vuole essere più precisi, 13 anni e mezzo.
In questi giorni si leggono sui giornali, a proposito degli anni di prigionia di Assange, numeri diversi: 12 anni, 13 anni, 14 anni (qui abbiamo detto «14 anni» o «quasi 14 anni»).
Ora, "prigionia" e "reclusione" si possono intendere in maniere diverse.
Assange rimase presso l'ambasciata dell'Ecuador a Londra dalla sua richiesta di asilo in base alla carta dei diritti umani dell'ONU (il 19 giugno 2012 - la richiesta fu concessa il 16 agosto) a quando ne fu portato fuori a forza dalla polizia inglese dopo che l'Ecuador ebbe revocato l'asilo (11 aprile 2019).
Dopodiché, fu trasferito nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh, fino allo scorso 24 giugno.
Dal 19 giugno 2012 al 24 giugno 2024, giorno della sua liberazione, sarebbero appunto 12 anni.
Ma il punto è: perché Assange fece richiesta di asilo?
La ragione è che nel novembre 2010 la Svezia aveva spiccato un mandato d'arresto internazionale - basato su false e pretestuose accuse di violenza sessuale.
Nel dicembre 2010 Assange viene arrestato a Londra.
Ricorse in appello, e gli fu concessa la libertà vigilata dietro cauzione - dell'importo di 240.000 sterline, versate da suoi sostenitori (alcuni famosi, come John Pilger e Ken Loach).
Secondo la legge inglese, la cauzione viene persa in caso di violazione delle condizioni imposte.
La libertà vigilata di Assange comportava l'obbligo di dimora, ogni notte, dalle 22 alle 8 in un fissato domicilio.
Per chiedere l'asilo all'ambasciata dell'Ecuador, Assange si era trattenuto quella notte di giugno ed era risultato irreperibile alle 22.20. Quindi aveva violato le condizioni imposte.
Ora, essere rifugiato politico in un'ambasciata non è, in senso letterale, stare in prigione - eccetto che il governo britannico dilapidò milioni di sterline dei suoi contribuenti per vigilare 24 ore su 24 (fino all'ottobre 2015) chi fosse entrato e uscito dall'ambasciata, in modo da poter arrestare immediatamente Assange nel caso che avesse provato ad uscirne (misura che continuò ad essere valida a oltranza).
Analogamente, una libertà vigilata con arresti domiciliari notturni e una cauzione che non tutti si possono permettere, non è esattamente come stare in prigione... ma certo le rassomiglia parecchio.
Ciò che si può dire è che dal dicembre 2010 al giugno 2024 Assange è stato soggetto a varie forme di domicilio coatto.
In questo senso la sua prigionia è stata di 14 anni, o se si vuole essere più precisi, 13 anni e mezzo.
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Scienza e Democrazia
Il prigioniero che disonora l'Occidente
Oggi a Londra la Corte di Giustizia britannica si dovrebbe pronunciare circa la richiesta USA di estradizione di Julian Assange.
Se fosse finalmente rifiutata, Assange potrebbe essere liberato entro breve.
Avrebbe…
Oggi a Londra la Corte di Giustizia britannica si dovrebbe pronunciare circa la richiesta USA di estradizione di Julian Assange.
Se fosse finalmente rifiutata, Assange potrebbe essere liberato entro breve.
Avrebbe…
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Scienza e Democrazia
I 75 anni portati male del braccio armato degli USA in Europa Manifestazione a Napoli contro le celebrazioni del 75mo anniversario della NATO, quanto mai inopportune, non solo in termini di bilancio storico, ma soprattutto in questo momento, per il ruolo…
New York Post
Robert F. Kennedy Jr: ‘It is insane to even keep NATO going’
Robert F. Kennedy Jr. raised eyebrows during a dinner at Tony's Di Napoli on the Upper East Side this week after suggesting NATO should be disbanded.
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Scienza e Democrazia
Danilo Dolci e il diritto al lavoro Danilo Dolci (1924-1997) è uno degli eroi civili del secondo dopoguerra in Italia. Questo vuol dire che probabilmente nessuno studente nell'ultimo mezzo secolo ne ha mai sentito parlare a scuola. Forse il centenario della…
Ecco come del processo dette notizia un cinegiornale contemporaneo.
YouTube
Processo a Danilo Dolci
La settimana Incom 01382 del 30/03/1956
Processo a Danilo Dolci
Descrizione sequenze:a Palermo inizio del processo a Dolci ; fasi del processo ;
Archivio Storico Luce http://www.archivioluce.com .
Istituto Luce Cinecittà: tutte le immagini e i fotogrammi…
Processo a Danilo Dolci
Descrizione sequenze:a Palermo inizio del processo a Dolci ; fasi del processo ;
Archivio Storico Luce http://www.archivioluce.com .
Istituto Luce Cinecittà: tutte le immagini e i fotogrammi…
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