Scienza e Democrazia
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Scienza e Democrazia
Per non dimenticare il livello della campagna astensionista. Se volevano realmente coinvolgere i cittadini in un'opposizione all'UE non era sui tasti dell'ignoranza normativa e del "pensare agli affari propri" che si doveva premere, Chi vuole protestare…
I servizi segreti dietro la falsa normativa europea fatta circolare?

Il giornalista Franco Fracassi risponde in maniera accurata e razionale alla questione della presunta "vittoria" dell'astensionismo.

E aggiunge un'ipotesi sulla normativa inventata circa gli effetti del "meno del 50%° o ° bassissima° affluenza alle urne, che provenendo da una persona come lui, di sicura competenza su queste tematiche, va presa molto seriamente.

Secondo lui, all'origine non era una fandonia o un equivoco nato nella comunità del non voto:

«Io posso immaginare chi l'ha messa in giro, perché leggendo quella cosa lì - la prima cosa che ho pensato: i nostri servizi segreti.

Perché è la classica informazione per depistare persone che - non c'è nulla di male - non conoscono i trattati europei, non conoscono alcune leggi, e quindi credono a cose di questo genere che sono abbastanza incattivite e fomentate.

[...] c'è stata anche una volontà - e questo messaggio che circolava è chiaramente... questo messaggio che circolava non può essere un messaggio fatto da qualcuno per il partito del non voto, perché almeno dovrebbe essere informato, è proprio il classico messaggio da depistaggio, proprio il classico - c'è stata anche la volontà, evidentemente, da parte del sistema di non portare le persone a votare

Anzi, per la precisione: non "tutte" le persone. Ma solo quelle anti-UE.

Magari l'astensionista medio la matematica della scuola media l'ha dimenticata. Ma i servizi segreti no.
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Borgo Egnazia, Brindisi. Il G7 all'italiana.

Seguendo le attività del G7 in Puglia, e in particolare il comportamento pubblico della nostra presidente del consiglio (PdC), Giorgia Meloni, si ha l'impressione più di una riunione di famiglia che di un incontro tra capi di stato che stanno prendendo decisioni gravissime per il futuro delle relazioni internazionali.

Per esempio, troviamo che tra gli ospiti c'è un personaggio strano in tuta mimetica, che ci sembrerebbe più al suo posto sul fronte di guerra a cui sta mandando centinaia di migliaia di compatrioti, che in una località amena a degustare i manicaretti di un famoso chef.

Peggio ancora, non è nemmeno più un capo di stato, in quanto l'ex attore Zelensky è anche, da due mesi, un ex presidente - e dei due "ex" è il primo che è il più incerto.

Bene, già il primo giorno, ci comunica la signora Meloni, è stato deciso quanto segue (in realtà una conferma di quanto già stipulato un mese prima a livello di UE):

«Vi confermo che abbiamo raggiunto l'accordo politico per fornire un sostegno finanziario aggiuntivo all'Ucraina di circa 50 miliardi di dollari entro fine anno [...]»

50 miliardi di dollari a Zelensky entro 6 mesi! E da dove li prendono? Ecco spiegato: «grazie a un meccanismo di prestiti».

Ma i prestiti vanno restituiti. Come faranno?

«per la [loro] restituzione potranno essere utilizzati gli extra profitti derivanti dai beni russi mobilizzati nelle nostre giurisdizioni.

Non parliamo chiaramente di una confisca di questi beni ma degli interessi che maturano nel corso del tempo».

Chiaramente! Cioè i beni che cittadini russi possiedono nei paesi UE non sono "confiscati" (non che non gliel'avessero minacciato), ma "congelati": e tuttavia, sebbene il "congelamento" di beni sia esso stesso molto costoso, sono ancora abbastanza "caldi" per fruttare profitti. I quali vengono sottratti ai legittimi proprietari.

Su quali basi giuridiche
?

Ora, se per trattare Zelensky ancora come presidente basta dire che è sotto «prorogatio» (?), ci sarà sicuramente qualche parola anche per legittimare il furto di cui sopra.

Così come per sfidare le leggi della geriatria e affidare importanti decisioni ai dialoghi tra papa Bergoglio e Joe Biden.

Eppure, benché gli italiani abbiano rinnovato la fiducia alla Meloni con le peggiori elezioni europee di sempre (peggiori come esito e come livelli di manipolazione dell'elettorato), saremmo più tranquilli se a rappresentare gli interessi italiani ci fosse una persona che sembrasse consapevole che il suo ruolo lì non è quello di hostess.

Alcuni ritengono sufficiente la fermezza con cui ha respinto il surreale tentativo di Macron di inserire un riferimento al "diritto di aborto" negli accordi del G7...

La Meloni difende la vita!

Che volete che siano i finanziamenti militari (45 miliardi di dollari) a un paese belligerante, che prolungheranno le sofferenze, i lutti, le distruzioni di una popolazione allo stremo? Soprattutto dopo che un altro "grande statista", Jens Stoltenberg, ha precisato che l'Ucraina entrerà nella NATO solo se vincerà la guerra?

Una parte dei dubbi sul bassissimo profilo politico dell'Italia al G7 "italiano" (nonostante i tentativi di far sembrare il contrario da parte di una stampa senza rispetto per la verità) viene dissipata leggendo la biografia pubblica della nostra PdC, in cui così si descrive il suo massimo titolo di studio:

«Dal 1990 al 1996 studia presso l'istituto professionale "Amerigo Vespucci" di Roma, conseguendo il diploma di maturità linguistica con votazione 60/60.»

L'Istituto Professionale "Amerigo Vespucci" è, in forma completa: «Istituto Professionale Statale per i Servizi dell’Enogastronomia e dell’Ospitalità Alberghiera “Amerigo Vespucci”».

Adesso almeno un punto è chiaro. Chi meglio poteva fare da "padrona di casa" al G7?
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Come fa la processione dei 7 prestanomi internazionali a non dire una sola parola sul genocidio in corso nella striscia di Gaza?
E come si è riusciti a far sì che decine di milioni di italiani fossero insensibili ai crimini che si commettono anche con il contributo del loro Paese, in Ucraina e in Palestina?

E che votassero - a differenza di quanto avvenuto in altri Paesi dell'UE - senza considerare la Pace come un discrimine fondamentale nella scelta del partito da votare e, ancor prima, della decisione se votare o no?
Scienza e Democrazia
Perché siamo arrivati a questo punto La ricostruzione di Jeffrey Sachs, fondata su informazioni di prima mano, mostra oltre ogni ragionevole dubbio l'intenzione imperialistica del governo USA nel provocare in ogni modo possibile la Russia. La banda dietro…
Paura della Russia?

Come è possibile, soprattutto in Italia, descrivere la Russia come un paese aggressivo da cui dovremmo difenderci anche convertendo all'industria militare la nostra economia, indebitandoci per mantenere sul nostro territorio truppe e testate nucleari straniere (leggi: NATO), e preparandoci a militarizzare l'intera società italiana?

La risposta più sintetica è: perché gli italiani non conoscono la Storia.

In questo spezzone il famoso storico ed eroico divulgatore Alessandro Barbero ricorda alcuni punti essenziali dei rapporti tra "Occidente" e Russia.
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Borgo Egnazia, Brindisi. Il G7 all'italiana. Seguendo le attività del G7 in Puglia, e in particolare il comportamento pubblico della nostra presidente del consiglio (PdC), Giorgia Meloni, si ha l'impressione più di una riunione di famiglia che di un incontro…
Ballando su un vulcano alimentato da combustibile umano.

Alcuni potrebbero pensare che rinfacciare a qualcuno i bassissimi titoli di studio sa di snobismo culturale.

Ora, è chiaro che a chi dimostra la capacità di districarsi in problemi complessi di un certo settore non ha senso chiedergli se sia laureato o addottorato in quel settore.

Ma è anche chiaro che, soprattutto in contesti interdisciplinari come sono quelli di un incontro tra i paesi più industrializzati, dove si tratta anche di argomenti come il futuro dell'intelligenza artificiale, e dei conflitti innescati dalla irresponsabile politica predatoria della dirigenza USA, una solida e vasta base culturale è essenziale.

Invece, un presidente del consiglio che si è formato in un istituto professionale per i Servizi dell’Enogastronomia e dell’Ospitalità Alberghiera potrà sicuramente avere molte delle doti necessarie per organizzare e rendere gradevole il soggiorno ai suoi ospiti in una struttura prestigiosa.

Ma proprio la sua forma mentale le renderà accettabile, dopo aver trattato di drammi internazionali come quello ucraino e quello palestinese, nei quali il suo paese (cioè l'Italia) è sempre più coinvolto, di sintetizzare l'evento (il G7) con un video sulla propria pagina Facebook, in cui parla come avrebbe parlato un assessore regionale a un'assemblea di operatori turistici:

«L'Italia ha dimostrato ancora una volta, casomai ce ne fosse bisogno, la sua capacità di essere all'altezza di organizzare eventi di questa straordinaria rilevanza. Dev'essere motivo d'orgoglio per tutto il popolo italiano. Noi spesso, diciamo così, ci dimentichiamo di ciò di cui siamo capaci, ma oggi è giusto sottolinearlo perché credo che oggi sia sotto gli occhi di tutti.

«Fiera del lavoro che abbiamo fatto, sono molto fiera del successo di questo vertice, l'Italia in questi giorni è chiaramente stata al centro del mondo, gli occhi del mondo sono stati puntati su di noi,
era una grande responsabilità ma sono davvero orgogliosa di come la nostra nazione sia riuscita ancora una volta a stupire e a tracciare la rotta

Motivo d'orgoglio? Stupire?

E, per buona misura, come se si trattasse di un video promozionale di "vacanze in Puglia", non ritiene inappropriato chiuderlo con scene di un ballo tradizionale pugliese in cui la si vede personalmente impegnata.

Il punto è che nel documento finale del G7 si legge:

«1) Fermo appoggio all'Ucraina
Noi riaffermiamo il nostro incrollabile appoggio all'Ucraina per tutto il tempo necessario. Insieme con partner internazionali, siamo determinati a fornire appoggio militare, finanziario, umanitario e di ricostruzione all'Ucraina e al suo popolo. [...]

2) Conflitto a Gaza
Noi ripetiamo la nostra più forte condanna dei brutali attacchi terroristici condotti da Hamas e da altri gruppi terroristici contro Israele il 7 ottobre 2023. Esprimiamo la nostra piena solidarietà e appoggio a Israele e al suo popolo e riaffermiamo il nostro incrollabile impegno per la sua sicurezza. [...]»

Insomma, si intende prolungare «per tutto il tempo necessario» le stragi in Palestina, Ucraina, Russia.

Si invoca il "cessate il fuoco" a Gaza anche se sarebbe bastato al governo USA non porre il veto alle risoluzioni dell'ONU su Israele (anche solo questa) per terminare immediatamente il genocidio a Gaza. Genocidio di cui il governo Meloni è stato complice fin dall'inizio, non interrompendo la fornitura di armi a Israele, anzi aumentandola.

Insomma, una persona con un minimo di statura culturale ed etica non solo non troverebbe lo spirito giusto per ballare dopo aver sottoscritto questi punti, ma si sarebbe chiesta:

- Come mai a questo tavolo fanno sedere proprio me? Quando il mio successo elettorale alle Elezioni Europee è in parte considerevole un artefatto della promozione ingannevole dell'astensionismo? E perché ho invitato papa Francesco ad assisterci nelle nostre decisioni, invece di Francesca Albanese o Alessandro Orsini?

Se questi pensieri l'avessero sfiorata, forse avrebbe trovato la forza per fare la sola cosa decente.

Stupirci: dimettendosi.
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Supplemento. Il ballottaggio.

In alcuni comuni italiani, tra cui Bari, Lecce, Potenza, Perugia e Firenze, ci sarà tra qualche giorno (domenica 23- lunedì 24 giugno 2024) il ballottaggio tra due candidati a sindaco, quelli risultati primi al primo turno, nessuno dei quali abbia però raggiunto la maggioranza assoluta (il 50% + 1 dei voti efficaci).

È bene andare alle urne anche se dei due candidati rimasti nessuno ci ha convinto (tant'è vero che avevamo votato qualcun altro)?

Ispiriamoci a un caso reale. Ci sono due candidati, A e B, A orbitante nel bacino di voti PD-M5S (e altri) e B in quello di FI-FdI-Lega (e altri).

Già questa indicazione dei partiti di riferimento getta un'ombra su entrambi i candidati. La stampa li definisce i candidati di "sinistra" e "destra", ma lo fa per dare una tonalità agonistica a un contrasto tra simili.

Simili non vuol dire però identici. Si può applicare il principio del meno peggio?

Sì, se si individua una materia significativa in cui un candidato è nettamente diverso dall'altro - e superiore alla sufficienza. (Per intenderci: se su una scala da 1 a 10 A merita 2 e B merita 4, la materia individuata non è adeguata per una scelta).

Una materia oggettivamente importante, perché riflette l'atteggiamento generale verso una molteplicità di questioni attinenti al rapporto autorità-cittadini, è il giudizio sul periodo "covid-19".

B ha fatto parte della precedente amministrazione comunale, fedele esecutrice di tutte le direttive del governo, e non ha mai preso una posizione nemmeno velatamente critica su quanto stava succedendo.

Ma A, se possibile, ha fatto di peggio: ha, proprio quest'anno e senza la scusante della cappa di paura del triennio "pandemico", presentato il libro del pessimo ex ministro della Salute, mentre una piccola folla vociava al di fuori.

Questo vuol dire (assumendo la buona fede) che, dopo 4 anni, neanche A ha capito niente di ciò che è stato il "covid-19".

E il criterio "pace"? Hanno A o B preso pubblicamente posizione contro l'invio di armi al governo di Kiev e a quello di Tel Aviv? Per un sindaco una tale presa di posizione ha un significato simbolico, ma può anche concretizzarsi in iniziative di boicottaggio dell'attraversamento di convogli militari e di supporto alla popolazione martoriata di Gaza.

Qualcuno dirà: e questo cosa c'entra con i bisogni della popolazione cittadina?

C'entra moltissimo, perché la complicità italiana nei crimini di guerra di Israele sta causando malessere in tutta la popolazione psicologicamente normale e consapevole. E per essere consapevoli non occorre seguire giorno dopo giorno lo stillicidio di notizie sulle vittime. Basta questo video.

Ne caso reale considerato c'è anche la questione del biolaboratorio di livello di sicurezza 3. A quanto si capisce, pur di ricevere i finanziamenti del PNRR, sia A che B non si metterebbero contro "la scienza"...

In breve, né A né B risultano aver pronunciato un solo parere razionale e umano, e che rappresenti un impegno politico, sul covid-19 e su ciò che sta succedendo da oltre 8 mesi sulla striscia di Gaza. Né i giornalisti, intervistandoli, fanno domande al riguardo.
[continua]
[segue]
Qualche cittadino potrà individuare qualche altro criterio importante che differenzi significativamente A da B.

O anche far uso di un criterio generale di carattere formale come: è bene cambiare l'amministrazione comunale a meno che non sia stata eccellente, perché così, almeno, si verrà a sapere qualcosa di più sui suoi lati deboli e la nuova amministrazione si farà un punto d'onore nel superare l'altra in quei lati.

Ma supponiamo di non riuscire a trovare niente che ci soddisfi e che rompa l'equilibrio, in negativo, tra A e B. Sarebbe una buona ragione per non andare alle urne?

La risposta, ancora una volta, è no. In un tal caso, infatti, la scelta di gran lunga migliore è andare alle urne e annullare la scheda, per esempio scrivendoci su: "Non approvo nessuno dei due candidati".

Perché solo così si impedisce di interpretare il nostro giudizio negativo su A e B come indifferenza o impossibilità, per qualsiasi ragione, di recarsi alle urne.

Bisogna ricordare, contro quanto detto da innumerevoli confusionari e in diversi casi falsari: chi vota legittima solo il diritto di voto, non la maggioranza che esce dalle elezioni - a meno che, ovviamente, non abbia votato per essa.

È importante tenerlo a mente in un momento in cui il governo Meloni sta festeggiando (letteralmente) l'esito delle Elezioni Europee (determinato in larga misura dall'astensionismo) proponendo una riforma costituzionale che causerebbe un ulteriore depotenziamento del voto.
Combattere la disinformazione - una proposta

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è celebre per la sua instancabile lotta contro la disinformazione. Adesso dirige la sua attenzione verso quella «russa».

Ci sentiamo di fargli, rispettosamente, una modesta proposta, per permettergli di coronare in maniera prestigiosa tale annosa lotta.

I cittadini stranieri a cui è stata conferita, per meriti speciali, la cittadinanza italiana onoraria a partire dal 3 febbraio 2015, quando Mattarella diventò per la prima volta Presidente, sono:

- una canoista tedesca (2015),
- una pakistana che si è opposta al matrimonio combinato (2015),
- un siriano che sostenne i lavoratori italiani in Kuwait durante l'invasione irachena (2016);
- un libanese con un lavoro a contratto presso l'ambasciata italiana (2016);
- la vedova di un senegalese ucciso da uno squilibrato a Firenze nel 2011 (2017);
- un canoista moldavo (2019);
- due ragazzi (marocchino e egiziano) di una scuola media di Crema (2019);
- un cubano che pratica lotta libera (2019);
- il direttore della National Gallery di Londra (2020);
- la vedova, marocchina, dell'ambasciatore Luca Attanasio (2021).

Tutti conferimenti intrinsecamente importanti e con motivazioni forti. E soprattutto bisogna guardarsi dallo sminuire, spocchiosamente, quelli concessi ad atleti.

Ma uno è assente e, anche se non è un atleta, è una persona che a un combattente per la libera informazione come Mattarella non deve sfuggire.

Ha reso eminenti servizi all'Italia
, rivelando, in particolare, le pressioni e le operazioni di spionaggio degli USA sui governi italiani (qui e qui).

Particolarmente attuale è il cablogramma «confidential» sulle prese di posizioni lungimiranti (ahimè!) di Silvio Berlusconi (insieme a tante prove di servilismo "atlantico", beninteso) sulla questione ucraina nel 2008 - sedici anni fa.

La persona così benemerita per lo Stato Italiano si trova da 5 anni in un carcere di massima sicurezza inglese. Senza essere stato condannato per nessun reato.

Si chiama Julian Assange. È grazie a lui se molta disinformazione su tante importanti questioni che riguardano l'Italia e i suoi governi è stata dissipata.

Poiché abbiamo esaurito, presumibilmente, i campioni di canoa e di lotta libera idonei al conferimento, la proposta che formuliamo è: concedere la cittadinanza italiana ad Assange.

Un Presidente della Repubblica così sensibile alla problematica della disinformazione ci sarà grato se gli suggeriamo un candidato la cui cittadinanza onoraria farebbe onore, in primo luogo, all'Italia.

Dopodiché, si troverà certamente qualche partito che, insoddisfatto di doversi limitare a personaggi di dubbia caratura, candiderà Assange nelle proprie liste.

E chissà, forse per una volta l'Italia avrà veramente gli occhi di tutto il mondo puntati su di lei - e non come colonia statunitense a vocazione turistica.
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Che cosa hanno detto i rettori universitari italiani sul movimento di solidarietà per la Palestina?

Il 23 maggio 2024 la Conferenza de8i Rettori delle Università Italiane (CRUI) ha pubblicato un comunicato stampa intitolato "Cessate il fuoco".

È un comunicato che mostra una volta di più l'incapacità della gerarchia accademica di prendere le distanze dalle scelte politiche governative - un'incapacità già mostrata a proposito delle imposizioni pseudosanitarie del periodo covid-19.

La CRUI esordisce dicendo:

«[...] la CRUI intende ribadire come l’intero sistema universitario sia unito nella richiesta, ormai pervenuta da più parti, di un’immediata cessazione delle ostilità e del rilascio degli ostaggi sequestrati nel corso del disumano attacco del 7 ottobre

Già l'inizio è sbagliato.

Il calvario di Gaza non risale alla reazione israeliana al «disumano attacco del 7 ottobre [2023]».

Da un consesso di universitari era lecito aspettarsi un minimo di scrupolo documentario. Bastava sentire l'intervento del 17 maggio 2023 (cinque mesi prima del «disumano attacco», e un anno prima del comunicato stampa!) della relatrice speciale dell'ONU per la situazione dei diritti nei territori occupati Francesca Albanese.

E se la CRUI conosceva questo intervento autorevole, che cosa aveva fatto, nell'ambito della propria giurisdizione, al riguardo?

Ma il punto cruciale del loro documento è il rifiuto della richiesta di interrompere i progetti di ricerca con le università israeliane.

La CRUI infatti afferma che intende:

«Proseguire la collaborazione scientifica con le università straniere di ogni Paese. Interrompere gli accordi con le università significa infatti rigettare l’importanza di luoghi di riflessione, pensiero critico e confronto costruttivo. Scienza e cultura sono garanzia di liberi spazi di dialogo anche nella differenza di opinioni e visioni; [...]»

Lasciamo perdere la retorica dei «Liberi spazi di dialogo», ormai davvero obsoleta...

Ma, più specificamente, l'università Bicocca di Milano ha disdetto un seminario già programmato su Dostoevskij. E questo perché rendere omaggio a un (grandissimo) esponente della cultura russa (e mondiale) sembrava urtare le sensibilità di "qualcuno" nel momento in cui il governo italiano finanziava il governo ucraino nel suo conflitto con la Russia.

Non risulta che la CRUI abbia emesso un comunicato per condannare questa e altre fanatiche misure di boicottaggio della cultura russa - di ordine di gravità molto superiore a quelle contro le istituzioni israeliane promosse dal movimento per il boicottaggio.

Sebbene il boicottaggio universitario contro Israele colpisca specificamente tutto ciò che contribuisce al potenziamento economico e militare di Israele, e includa quindi, in tutti i casi in cui è pertinente, il disinvestimento, il suo valore primario è simbolico.

Esso esprime la riprovazione dell'università italiana contro una criminale politica di sopraffazione che nessun equilibrismo retorico può far cominciare il 7 ottobre 2023.

Siamo quindi davanti al triste spettacolo di un organismo di rappresentanza dell'università italiana che non sente il dovere di prendere le distanze, concretamente, da un genocidio in corso, ma si arrampica sugli specchi della retorica e della mistificazione storica.

E questo nonostante le eloquenti sollecitazioni provenienti dal mondo universitario e da tanta parte della società civile in tutto il mondo.

In altre parole, la CRUI ha tradito, per miope opportunismo, i valori della cultura e dell'umanità che giustificano l'esistenza stessa dell'università.
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